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Il caso della testa tagliata

Non capita tutti i giorni di trovarsi d’improvviso davanti a una testa tagliata. E allora è facile pensare che non si tratti di una vera testa. È quanto fa automaticamente il capo inserviente del Giardino Botanico di Denver, Salvador Solano, quando nel suo giro d’ispezione di una serra s’imbatte in una testa bionda posata tra le fronde in riva a un ruscelletto. Solano pensa che si tratti della testa di un manichino, ma lo spreco di sangue lo sospinge ad affrontare la spaventosa realtà. Così l’agente investigativo Gabriel Wager, novizio della Sezione Omicidi, è chiamato a interessarsi a un caso singolare. Tanto per cominciare, ci sarebbe da ritrovare il corpo della sconosciuta, e, per continuare, ci sarebbe da rispondere a un’infinità di interrogativi, interrogativi che, a volte, provocano addirittura l’angoscia per la loro assurdità. Wager è novizio, s’è detto, ma è tenace, non si arrende alle prime difficoltà. Né alle prime né alle seconde né alle ulteriori.

Il caso del terrier scozzese

Se Philo Vance non avesse avuto «la capacità di riconoscere a prima vista, in un terrier disperso, le caratteristiche di razza e qualità che lo facevano degno di figurare in una mostra… il misterioso assassinio di Arthur Coe, nella sua vecchia casa color tabacco nella 71ma Strada Ovest, sarebbe rimasto un enigma per sempre.» E in effetti non ci vuole molto, a Philo Vance, per sospettare che dietro l’apparente suicidio di Coe, trovato cadavere in una stanza chiusa dall’interno nella sua bella residenza piena di oggetti da collezione, si celi un omicidio architettato con estrema abilità. Un giallo raffinato, che presenta Vance nella veste inedita di affettuoso protettore d’una cagnetta sperduta…

Il carteggio Aspern

Un giovane studioso americano, ossessionato dal grande poeta Aspern, tenta in tutti i modi di impadronirsi del carteggio che potrebbe far luce su un episodio misterioso della vita dell’autore, ma il suo piano andrà drammaticamente in fumo. Una trasparente allegoria sull’inafferrabilità dell’arte sullo sfondo di una Venezia crepuscolare.
(source: Bol.com)

Il carrettiere della Provvidenza

«”Che diavolo ci faceva quella donna in un posto simile?”.«In una stalla, con gli orecchini di perle, il braccialetto firmato, le scarpe di camoscio bianco! «Doveva essere arrivata ancora viva, visto che il delitto era stato commesso dopo le dieci di sera. «Ma in che modo? E perché? E nessuno aveva sentito nulla! Lei non aveva gridato, e i cavallanti non si erano neppure svegliati… «Se non fosse stato per quella frusta che non si trovava, probabilmente sarebbero passati anche quindici giorni o un mese prima che qualcuno scoprisse il cadavere, per caso, nel rivoltare la paglia! «E altri cavallanti sarebbero venuti a russare accanto a quel corpo di donna!».

l carrettiere della “Provvidenza” (titolo originale francese Le charretier de “La Providence”, pubblicato in traduzione italiana anche coi titoli Maigret si commuove e Il cavallante della “Providence”) è un romanzo poliziesco di Georges Simenon con protagonista il commissario Maigret. È il secondo romanzo dedicato alle inchieste del celebre commissario.

Il carrettiere della morte

La sera di San Silvestro sorella Edit sta morendo di tubercolosi. La giovane esprime un’ultima volontà: che si cerchi David Holm, noto ubriacone, che ha vanamente tentato di rimettere sulla retta via. Nello stesso momento, David Holm sente avvicinarsi il carretto dei defunti, quello che, secondo la leggenda, dovrà essere condotto da una persona malvagia, ultimo morto dell’anno. E’ il suo turno, ormai, di prendere il posto del cocchiere?

Il caratteraccio

Perché siamo come siamo, noi italiani? Perché

ci piacciamo sempre di meno e cominciamo a

trovarci antipatici? Che cosa è accaduto nella

nostra storia nazionale, da Porta Pia alle Veline,

che ha fatto di noi quello che siamo diventati:

rissosi, astiosi, perennemente ”incazzati”

contro gli altri e sfacciatamente ipocriti, capaci

di celebrare il Family Day un giorno e di tradire

la stessa Family il giorno dopo?

Vittorio Zucconi sceglie, fra i tanti possibili,

dieci eventi chiave della storia d’Italia – dalla

presa di Roma alla Grande Guerra, dal fascismo

al boom economico, da Tangentopoli

a Berlusconi, passando per la tv di Mike Bongiorno,

i furgoncini Ape e la ”gioiosa macchina

da guerra” post comunista – in cerca di quel

”cromosoma storto” che non ha permesso di

”fare gli italiani”. Sì, perché l’homo italicus, incline

a denigrarsi con passione, ha ormai maturato

la certezza di non possedere un vero

carattere nazionale, ma un caratteraccio.

Prendendo spunto da un ciclo di ”lezioni

americane” tenute agli studenti di una prestigiosa

ed esclusiva università del Vermont, il

Middlebury College, Zucconi mette da parte,

rispettosamente, Boccaccio e Cavour per rivisitare,

con la sua ironia affettuosa tessuta di deliziose

esperienze personali e con la coscienza

di rivolgersi non ad accademici, ma a chi della

storia italiana sa molto poco (cioè quasi tutti),

pregiudizi e cliché sul dramma pirandelliano

degli italiani in cerca di se stessi. Per mostrarci

che, con crudele e puntuale dispettosità, la

storia ha fatto di noi un popolo condannato a

essere sempre anti, il prefisso che si è rivelato

il surrogato della nostra identità e la formula

magica usata da partiti, curie, demagoghi,

comunicatori e potenze straniere per controllarci

e condizionarci. Dal Brennero a Lampedusa

l’italiano è prima di tutto anticomunista,

antiamericano, anticlericale, antilaicista, antifascista,

antimeridionale, antiberlusconiano.

Siamo contro qualcosa, ergo esistiamo.

Nessuno prima d’ora era riuscito a spiegare con

una similitudine così folgorante la natura della

nostra disperata democrazia, ”sempre più

simile alla rana di Galvani, che ha bisogno di

periodiche scosse per muovere le zampette e

sembrare viva, restando morta”.

Ma siamo sicuri che sia del tutto colpa nostra?

(source: Bol.com)

Il Cappotto Di Astrakan

Ambientato nella Parigi del secondo dopoguerra, Il cappotto di Astrakan costituisce un capolavoro dell’arte narrativa di Piero Chiara. Il protagonista, di ritorno al suo paese dall’internamento, decide di raccontare agli amici la sua esperienza avventurosa di un gioioso autunno nella capitale francese. Un universo letterario che trova il suo fulcro vitale e psicologico nella dimensione provinciale della vita divenuta metafora. Le inquietudini, le aspirazioni, i giochi e gli amori del grande scrittore disegnano una pagina naturale per ritmo e misura. Ci fanno riconoscere un uomo e una poetica indimenticabili.

Il cantuccio della strega

Gideon Fell, criminologo per vocazione, omone imponente che si muove a fatica, abita a Chatterham, vicino a Lincoln, è qui riceve la visita di Rampole, un americano con la mania delle radici anglosassoni della sua cultura, che si troverà coinvolto nella maledizione degli Starberth che al compimento del venticinquesimo anno devono trascorrere la notte nella stanza del governatore di una sinistra prigione diroccata, governata in modo crudele da un loro antenato, aprire una cassaforte e rischiare, è accaduto di frequente, di ritrovarsi con il collo spezzato.

Il canto di Penelope. Il mito del ritorno di Odisseo

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Dall’Ade, dove può finalmente dire la verità senza temere la vendetta degli dèi, Penelope, moglie di Ulisse, racconta la sua storia. Figlia di una ninfa e del re di Sparta, da bambina rischia di essere affogata dal padre, turbato da una profezia. Sposa di Ulisse, subisce le angherie dei suoceri, vede scoppiare la guerra di Troia a causa della sciocca cugina Elena, e dopo anni di solitudine deve respingere l’assalto dei Proci. Al ritorno di Ulisse assiste angosciata alla vendetta che colpisce le ancelle infedeli e perciò impiccate; e la morte di quelle fanciulle che le erano amiche la perseguita anche nell’Ade. Il romanzo riscrive il mito greco attingendo a versioni diverse da quelle confluite nell’Odissea, secondo un punto di vista femminile.
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Il canto di Orfeo

Nel laboratorio di una piccola università dell’Illinois uno dei sogni più folli dell’umanità si è finalmente avverato: sconfiggere la morte resuscitando i corpi dei defunti mediante l’immersione in una soluzione chimica. Orville Leonard Helmond, l’autore della stupefacente scoperta, ha davanti a sé fama e onori eterni. Lazarus, la scimmia rhesus che Helmond ha appena rianimato, è in perfetta salute, pur essendo ritornata dalla morte. L’esperimento può essere definito sotto tutti gli aspetti un completo successo. Ma l’imprevisto è in agguato: Eunice, la piccola e deliziosa figlia di Helmond viene barbaramente trucidata da un maniaco. Disperato, il biochimico sperimenta su di lei il procedimento da lui inventato, riportandola in vita. Tutto sembra andare per il meglio, ma ben presto cominciano a manifestarsi in Eunice conseguenze inquietanti, oscure, foriere di terribili avvenimenti. Dopo il procedimento, Eunice è cambiata e continua a mutare, trasformandosi in un essere amorale, apparentemente indistruttibile, e votato all’annientamento del mondo intero. Ora il dottor Helmond, che voleva dare all’umanità la certezza della vita dopo la morte, deve affrontare una prova ben più terribile…

Il canto della vita

“Questa è la storia dell’onnipotente imperatore Mikal.
il primo, dopo ventimila anni, a riunire l’intera galassia sotto il proprio scettro.
Questa è la storia della Casa dei Canti, sul pianeta Tew, dove la musica fluisce ininterrotta
e i Maestri dei Canti preparano i loro allievi migliori affinché diventino Usignoli,
il cui canto è impossibile dimenticare.
Questa è la storia di Ansset, usignolo di Mikal, il più grande usignolo mai vissuto,
di come ottenne i propri canti, di come li perse e di come li ritrovò, e di come cambiò la vita della Casa dei Canti, per sempre.
E questa è anche la sstoria di Esste, la maestra di Ansset, nello stesso tempo inflessibile e affettuosa,
di Kya-Kya, la sorda che non sapeva cantare e che diventò la migliore amica di Ansset,
di Josif, il timido storico che amerà sia Ansset sia Kya-kya,
di Riktors Ashen, il brillante soldato di Mikal, e della sua smisurata ambizione.
Ma soprattutto questa è una storia colma di bellezza, di dolore e di passione”

Il Canto Dei Folli: Poesie II

Il canto dei folli: Poesie II by Charles Bukowski
Con il secondo dei tre volumi di poesie inedite, prosegue la biografia in versi di Charles Bukowski. Il primo, Quando eravamo giovani, e il terzo, Il Grande, sono stati pubblicati nell’Universale Economica. “per me, Arte è una specie di parolaccia usata dai tanti che / si nascondono chiusi dentro le mura di se stessi; / io ho / paura di non valere un cazzo ed è meglio sia / così. ma sì, / perché gioco la mia piccola partita / e lascio perdere ciò che dovrebbe essere / lasciato perdere.”

Il cannibale

Un profanatore di tombe, un macabro commercio di resti umani, una difficile scelta per il dottor BrocktonIl dottor Bill Brockton è un noto antropologo forense, direttore della famosa Fabbrica dei Corpi, dove si studia la decomposizione dei cadaveri. Quando un giorno si ritrova a esumare un corpo per eseguire un test di paternità, tutto lascia supporre che si tratti di un caso di routine. Ma l’apertura della bara riserva una scioccante sorpresa: il corpo all’interno è stato orrendamente profanato. In seguito alla raccapricciante scoperta, Brockton viene contattato dall’FBI, che vorrebbe utilizzare i cadaveri dei suoi esperimenti come esca per smascherare un fiorente mercato nero di resti umani. Proprio mentre sta decidendo, pieno di dubbi, se accettare o meno, il suo grande amico Eddie Garcia rimane vittima di un incidente e rischia l’amputazione di entrambe le mani: la sua carriera di medico legale potrebbe avere fine per sempre. Un evento inaspettato e sconvolgente, che rischierà di compromettere l’indagine sul profanatore di tombe, ma anche i princìpi in cui Brockton crede…Jefferson Bassè lo pseudonimo utilizzato dal dottor Bill Bass, antropologo forense di fama mondiale e fondatore del Centro di Ricerca Antropologica dell’Università del Tennessee (noto come la Fabbrica dei Corpi), e da Jon Jefferson, giornalista, divulgatore scientifico e documentarista. Insieme i due autori hanno pubblicato La vera fabbrica dei corpi, un saggio sul laboratorio creato dal dottor Bass e reso celebre da Patricia Cornwell nel suo romanzo La fabbrica dei corpi, e una serie di romanzi con Bill Brockton come protagonista, tra cui Rigor mortis, Anatomia di un delitto e Il corpo del reato.

(source: Bol.com)

Il cane, tutti i perchè

Perchè abbaia il cane? Perchè i cuccioli si divertono a masticare le pantofole dei loro padroni? E’ vero che i cani hanno un sesto senso? L’autore intende mostrare in questo libro come, attraverso l’osservazione diretta o con l’aiuto di piccoli esperimenti assolutamente innocui, sia possibile capire e apprezzare nei minimi dettagli il più straordinario amico dell’uomo.

Il cane del diavolo

Ventesimo appuntamento col Meglio di Weird Tales. Questa volta i racconti scelti sono: IL CAMPO STERILE di Ives Theriault, TESCHI SULLE STELLE di Robert E. Howard, OPERAZIONE QUASI di E. Everett Evans, IL PAESE DELLA NEBBIA di Allison W. Harding, IL SOLE SPLENDE LUMINOSO di E. Everett Evans, IL BACIO NERO di Robert Bloch – Henry Kuttner, LA BARBA DI FEIGMAN di August Derleth, e OMBRE FAMELICHE di N.J. O’Neal.

Il Cancelliere E La Ballerina

Il cancelliere e la ballerina by Miss Black
Tutto comincia con un attentato inspiegabile. Qualcuno, alla Conferenza sulla Fame nel Mondo, droga il cibo di tutti gli invitati. Capi di stato, ministri, ambasciatori, giornalisti, impiegati… e Hanna Faye, ex- étoile, ora ambasciatrice di buona volontà. Mentre il mondo le vortica attorno in un caleidoscopio di colori, Hanna finisce a letto con il primo ministro della sua patria natale, le Svetlands. È l’inizio di una relazione improbabile, sotto agli occhi dell’opinione pubblica, molto fisica e poco romantica. E la politica inizia presto a chiedere il suo tributo.
Hanna scoprirà che cosa si annida nel cuore di una nazione e di chi la governa: un mondo gretto e carnale, attraversato da improbabili sfumature di sensibilità.
(Precedente edizione: Power Station – Il palazzo del potere, Fiona Gray)

“«Vent’anni di politica allenano all’autocontrollo. Se tu quella sera fossi stata perfettamente lucida, sarei riuscito a scappare, credo».
«Saresti riuscito a scappare prima di mettermi una mano sulla coscia?» chiese lei, abbastanza incredula.
Lui le mise una mano sulla coscia in quel momento, sotto alla tovaglia. Risalì lentamente tra le sue gambe, accarezzandola al di sopra degli slip.
«Sì, penso di sì. Non so come me la sarei cavata, dopo. Per fortuna eri bagnata e desiderosa di salire in camera con me».
Hanna fece una piccola smorfia. «Credo di esserlo anche ora».
«Anch’io» sorrise lui. Le scostò gli slip e le infilò due dita dentro. «Ma, vedi, siamo in un luogo pubblico. Non ti rovescerò sul tavolo, anche se vorrei. Invece, ti farò scegliere: continuo o chiediamo il conto?».
Lei si mordicchiò un labbro. «Quanto è veloce, quella macchina?».
Negli occhi dell’altro passò un lampo divertito. «Quella macchina non supera mai i limiti di velocità».
«Allora continua» concluse lei.”
CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO