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Il Cappotto E Il Naso

Edizioni integrali Premessa di Filippo La Porta Gioielli del realismo grottesco di Gogol’, questi racconti sono tra i più significativi esiti della sua fantasia figurativa smisurata e della sua visione surrealista del mondo. Nel gelo di Pietroburgo, una città livida e ostile, è ambientato Il cappotto: è la triste vicenda di un impiegato mite e remissivo, deriso dai colleghi, eternamente sottomesso, che viene derubato del cappotto, comperato dopo spaventosi sacrifici. L’indifferenza e l’egoismo degli altri lo finiranno, ma imprevedibile sarà la vendetta studiata dall’autore. Ne Il naso, spesso ritenuto un puro divertissement, l’incredibile avventura dell’assessore collegiale Kovalëv, che si sveglia un bel mattino senza naso, offre all’autore l’opportunità di muoversi liberamente tra le infinite possibilità dell’immaginazione comica. Chiude il volume il racconto Il calesse, che prende l’avvio da una festa nella piccola cittadina di B.Nikolaj Vasil’evič Gogol’Nikolaj Vasil’evič Gogol’ nacque a Soročincy, nel governatorato di Poltava, in Ucraina, nel 1809. Nel 1828 si trasferì a Pietroburgo, entrando presto nell’ambiente letterario. Nominato nel 1834 professore di storia all’Università, si dimise dall’incarico l’anno successivo. Nel 1836 lasciò la Russia e cominciò a peregrinare per l’Europa; fu a Parigi e a Roma. Scrisse racconti, novelle, saggi critici e drammi teatrali. Morì a Mosca nel 1852.

(source: Bol.com)

Il cappotto del turco

Sullo sfondo di anni molto recenti, il terzo romanzo di Cristina Comencini coglie l’essenza di due figure femminili e di due modi opposti di intendere la vita. Maria e Isabella sono sorelle e hanno trascorso l’infanzia in una famiglia portoghese, nella ricca Roma degli anni cinquanta. Dopo, sono venuti i tempi della politica, vissuta anima e corpo, e la vita dura, scandita da separazioni e ricongiungimenti. Le due donne prendono strade differenti: Isabella se ne va in giro per il mondo, Maria, assieme al suo uomo e al figlio, sta in un piccolo appartamento sempre aperto agli amici. Finché questa, approfittando della partenza del compagno per Napoli, va a vivere in una casa comoda, in un quartiere borghese. E’ qui che, all’improvviso, le compare davanti un turco ricercato dalla polizia, mandato dalla sorella che l’ha conosciuto in uno dei suoi viaggi. Si chiama Mehmet e porta con sé allegria e profumo di spezie: madre e figlio ne restano affascinati. Poi, un giorno, scompare senza lasciare altro che un cappotto, appeso tra i vestiti. Ma i destini si incrociano ancora, anni dopo, nell’accecante sole mediterraneo, mentre due adolescenti ignari della vita, della politica, del turco e del suo cappotto, si tuffano assieme nel mare cristallino..

(source: Bol.com)

Il capitano della stella polare

Nel nostro programma di proposizione agli appassionati di tutta la produzione fantastica di Sir Arthur Conan Doyle, questo volume costituisce il secondo della serie, e fa seguito a quell’ANELLO DI TOTH pubblicato in questa stessa collana e che tanto successo ha riscosso presso i lettori. L’autore, anche se è conosciuto in tutto il mondo per i suoi romanzi e racconti inseriti nel ciclo di Sherlock Holmes, è stato sempre attratto dal fantastico e dal misterioso, al punto che la sua produzione letteraria è per buona metà indirizzata in tal senso. Di personalità indubbiamente poliedrica, Arthur Conan Doyle ci offre una figura sicuramente assai più complessa di quanto non sia considerata oggi, non solo nel nostro Paese, ma in tutto il mondo. Ed è proprio nell’ottica di una sua rivalutazione nel settore della narrativa fantastica che vi proponiamo questo secondo volume dei suoi racconti fantastici.

Il Capitale Libro III – Il Processo Complessivo Della Produzione Capitalistica

Nel III Libro del Capitale ‘Il processo complessivo della produzione capitalistica’, Marx analizza altri due aspetti empirici e di superficie della società capitalistica. Esso tratta, in particolare, della categoria di profitto e dei suoi molteplici aspetti e forme. Il profitto è, secondo Marx, una forma mutata del plusvalore, il guadagno del capitalista visto in relazione però non solo alla forza-lavoro impiegata, ma al capitale totale impiegato, costituito sia dai mezzi di produzione che dalla forza-lavoro. La categoria di prezzo di costo riunisce la spesa complessiva che il capitalista ha dovuto compiere per dotarsi dei fattori oggettivi, mezzi di produzione, e soggettivi, forza-lavoro, necessari al processo produttivo. La categoria di saggio di profitto esprime invece il rapporto tra il plusvalore e il capitale totale impiegato; rapporto che varia tra impresa e impresa, poiché in ogni impresa è differente la proporzione che all’interno del capitale totale impiegato si stabilisce tra la spesa in mezzi di produzione e la spesa in forza-lavoro. La proporzione tra spesa in mezzi di produzione e spesa in forza-lavoro è ciò che Marx chiama composizione organica di capitale. Essendo dunque in ogni impresa diversa la composizione organica di capitale è diverso in ogni impresa anche il saggio di profitto. La categoria di profitto medio è il risultato, ottenuto in virtù dell’azione della concorrenza, della media fra i saggi di profitto di tutte le imprese. Il prezzo di produzione di una merce è dato dalla somma fra il suo prezzo di costo e il profitto medio. Le categorie di saggio di profitto e di profitto medio sono le premesse necessarie all’enunciazione della celebre legge della caduta tendenziale del saggio di profitto, esprimente il fatto che l’aumento di produttività, che caratterizza il modo di produzione capitalistico, non può essere realizzato che con la sostituzione di forza-lavoro con tecnologia. Ma sostituendo forza-lavoro, si ricordino le premesse della teoria del valore, si riduce il plusvalore; riducendosi, però, il plusvalore si riduce anche il saggio di profitto. Per opporsi a questo movimento di riduzione del saggio di profitto è allora necessario, secondo l’analisi di Marx, aumentare il saggio del plusvalore, e cioè il grado di sfruttamento della forza-lavoro. La legge della caduta tendenziale del saggio di profitto è, per Marx, alla radice delle ricorrenti crisi che funestano il modo di produzione capitalistico. Il profilo unitario degli argomenti trattati in tutti e tre i libri appare bene nell’ultima sezione, rimasta interrotta, del III Libro in cui l’analisi della formula trinitaria del processo di produzione capitalistico, capitale-profitto, terra-rendita fondiaria, lavoro-salario, permette a Marx di indicare negli operai salariati, nei capitalisti e nei proprietari fondiari le tre grandi classi fondamentali della società capitalistica moderna. All’interno – come in tutti i volumi Fermento – gli “Indicatori” per consentire al lettore un agevole viaggio dentro il libro.

Il canto proibito. Red rising

Darrow ha sedici anni, vive su Marte ed è uno dei Rossi. La casta più bassa, minatori condannati a scavare nelle profondità del pianeta a temperature intollerabili, rischiando ogni giorno la propria vita. Ma Darrow sa di farlo per rendere abitabile la superficie di Marte, per dare una terra alle nuove generazioni. E a ripagarlo dei sacrifici c’è l’amore per Eo, bellissima e idealista. Finché un giorno i due innamorati sono sorpresi a baciarsi in un luogo dove non avrebbero dovuto, sono processati e condannati da un giudice appartenente alla casta degli Oro, la classe dominante. E mentre Eo riceve le frustate di punizione, la sua voce si scioglie in un canto dolcissimo, un canto proibito di rivolta e speranza, lo stesso canto che era costato la vita al padre di Darrow. E ora costerà la vita a Eo.
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Il Canto Delle Manére

”Occorre sapere che ogni albero è buono. Non fa niente a nessuno, un albero, sta fermo in piedi, massimo muove la punta nel vento. Ma se uno con la scure gli tira via la natura, che è quella di stare in piedi, l’albero si muove. E muovendosi senza gambe, perché le ha tagliate, cade giù. Allora bisogna saper dove cade, farlo andare al posto giusto, se no batte e torna indietro con una forza che rompe il mondo.”
Lo sa bene quanto sia pericoloso il suo mestiere Santo Corona della Val Martin, il più grande dei boscaioli, colui che è capace di recidersi di netto una striscia di peli dal polpaccio senza intaccare la carne con un solo colpo della sua manéra, l’ascia che per lui e tutti gli altri taglialegna è come la spada per il samurai. Se esiste ancora, nella narrativa contemporanea, uno spazio per l’epica, un’ampia porzione di questo territorio è occupata dall’opera di Mauro Corona. L’epica di Corona è spontanea, non è costruita e atteggiata secondo le pose postmoderne; è la voce profonda di un mondo in via di estinzione ma che ancora ha la forza di testimoniare la sua antica esistenza arcaica e brutale, eppure pervasa di una poesia della natura capace di incanto e di imprevedibili dolcezze.
Santo della Val è il classico eroe vittima del proprio orgoglio: per orgoglio si rovina la vita costringendosi ad abbandonare il paese natale e a errare nell’Esempòn – ovvero in terra straniera -, randagio per i boschi dell’Austria, per orgoglio deve alzare ogni volta la posta delle sue sfide, per orgoglio rinuncia all’amore, per orgoglio è destinato a non trovare mai pace. Il mondo di Corona, che sempre più lettori hanno imparato a conoscere e amare, il mondo dei monti aspri, dei boschi bui, degli inverni gelidi e dei risvegli miracolosi delle stagioni, il mondo in cui i diritti della natura sono più forti e più sentiti di quelli degli uomini, questa volta si fonde, in maniera imprevedibile e imperiosa, con un altro dalle leggi completamente diverse, quello della cultura. L’esilio amaro sarà infatti temperato dagli incontri con Hugo von Hofmannsthal, con Robert Walser e con una comunità di scrittori che, in una sorta di valle dell’Eden, mostreranno a Santo, sia pure per un attimo breve, come la vita possa essere anche altro da un perenne, velenoso agone.
(source: Bol.com)

Il Canto Dell’Abisso

Su un giovane pianeta quasi del tutto ricoperto dalle acque, le razze degli Adenyo e dei Nethlor convivono pacificamente da millenni grazie al dono della telepatia che consente agli Adenyo di comunicare con i grandi mammiferi degli oceani. Intanto, le leggende parlano di grandi vascelli infuocati scesi dal cielo, di una terza razza misteriosa che ancora si nasconderebbe negli abissi inesplorati, di un lontanissimo passato sconvolto da uno spaventoso cataclisma. Però, nella città di Hyosis c’è chi pensa alle leggende con un brivido di paura: è il giovane Keiris, che di colpo si trova costretto a un’impresa disperata: deve rintracciare il padre, un uomo che non ha mai conosciuto e che sembra appartenere alla misteriosa terza razza, e deve strappargli l’unica persona che può garantire la sopravvivenza di Hyosis. La sua unica traccia è un antico canto dell’ormai mitico popolo subacqueo delle maree… ma è una traccia che si perde negli abissi.

Il Canto Del Ribelle

*«Il nuovo romanzo di Joanne Harris conquisterà coloro che hanno amato gli eroi della Marvel.»*
**The Guardian**
*«Loki, Odino, Thor e le altre divinità norrene; giganti e demoni in un libro in cui Joanne Harris riesce ad ammaliare come sempre i suoi lettori.»*
**The Times**
Per Loki, il dio delle fiamme, intelligente, affascinante, ingannatore, spiritoso, l’accoglienza ad Asgard non è delle migliori. Nella città dorata che s’innalza nel cielo in fondo al Ponte dell’Arcobaleno, dove vivono le donne e gli uomini che si sono proclamati dèi, tutti diffidano di lui, che ha nelle vene il sangue dei demoni. Malgrado la protezione di Odino, Loki ad Asgard continua a non essere amato: quello è il regno della perfezione, dell’ordine, della legge imposta. Entrare definitivamente nella schiera delle divinità più importanti, per lui, è impossibile: non solo gli viene impedito, è la sua stessa natura ribelle a impedirglielo. Ma arriva il momento della sua riscossa. Il mondo delle divinità è agli sgoccioli, una profezia ne ha proclamato la fine imminente. E Loki potrà mettere le sue capacità al servizio di Asgard e dei suoi abitanti. È lui che si adopera, con la sua astuzia, per trarre in salvo Thor e compagni. Ma gli dèi sono capricciosi, volubili e di certo non più leali di Loki. Adesso è giunta per lui l’ora di decidere da che parte stare, chi difendere e contro chi muovere battaglia. E di scoprire se i suoi poteri e la sua astuzia possono davvero salvarlo dalla fine che minaccia i Mondi e le creature, umane e divine, che li abitano. Joanne Harris ci porta nelle atmosfere piene di fascino della mitologia nordica: le divinità buone e cattive, i popoli in lotta tra loro, le forze oscure, le città fantastiche e le battaglie sanguinose. Protagonista assoluto è Loki, il dio temuto ed esiliato da tutti che cerca il suo riscatto: è lui a raccontarci la sua versione dei fatti, secondo una prospettiva diversa da quella che abbiamo conosciuto sin qui.
Preparatevi a scoprire Odino, Thor e le altre divinità norrene come non li avete mai conosciuti.
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### Sinossi
*«Il nuovo romanzo di Joanne Harris conquisterà coloro che hanno amato gli eroi della Marvel.»*
**The Guardian**
*«Loki, Odino, Thor e le altre divinità norrene; giganti e demoni in un libro in cui Joanne Harris riesce ad ammaliare come sempre i suoi lettori.»*
**The Times**
Per Loki, il dio delle fiamme, intelligente, affascinante, ingannatore, spiritoso, l’accoglienza ad Asgard non è delle migliori. Nella città dorata che s’innalza nel cielo in fondo al Ponte dell’Arcobaleno, dove vivono le donne e gli uomini che si sono proclamati dèi, tutti diffidano di lui, che ha nelle vene il sangue dei demoni. Malgrado la protezione di Odino, Loki ad Asgard continua a non essere amato: quello è il regno della perfezione, dell’ordine, della legge imposta. Entrare definitivamente nella schiera delle divinità più importanti, per lui, è impossibile: non solo gli viene impedito, è la sua stessa natura ribelle a impedirglielo. Ma arriva il momento della sua riscossa. Il mondo delle divinità è agli sgoccioli, una profezia ne ha proclamato la fine imminente. E Loki potrà mettere le sue capacità al servizio di Asgard e dei suoi abitanti. È lui che si adopera, con la sua astuzia, per trarre in salvo Thor e compagni. Ma gli dèi sono capricciosi, volubili e di certo non più leali di Loki. Adesso è giunta per lui l’ora di decidere da che parte stare, chi difendere e contro chi muovere battaglia. E di scoprire se i suoi poteri e la sua astuzia possono davvero salvarlo dalla fine che minaccia i Mondi e le creature, umane e divine, che li abitano. Joanne Harris ci porta nelle atmosfere piene di fascino della mitologia nordica: le divinità buone e cattive, i popoli in lotta tra loro, le forze oscure, le città fantastiche e le battaglie sanguinose. Protagonista assoluto è Loki, il dio temuto ed esiliato da tutti che cerca il suo riscatto: è lui a raccontarci la sua versione dei fatti, secondo una prospettiva diversa da quella che abbiamo conosciuto sin qui.
Preparatevi a scoprire Odino, Thor e le altre divinità norrene come non li avete mai conosciuti.

Il canto del pendolo

I saggi di Brodskij sono stati definiti «un’autobiografia intellettuale nel senso più ampio»: talmente ampio che qui troveremo, in naturale e illuminante adiacenza, un discorso sul significato del versetto evangelico sul «porgere l’altra guancia» e un’analisi acuminata di due liriche di W.H. Auden e della Cvetaeva, che si azzarda a risalire «la genealogia di una parola, anzi di una consonante», e ci offre una dimostrazione in atto di che cosa potrebbe significare un’estetica «dal punto di vista dell’artista», secondo la formula di Nietzsche. Nell’un caso come nell’altro, giungeremo in fondo sapendo finalmente che cosa vuol dire «citare un versetto» – o commentare un verso. Ma al tempo stesso tutto questo apparirà come parte di un racconto, di una narrazione erratica e puntuale. «Poeta è qualcuno per cui ogni parola non è la fine ma l’inizio di un pensiero» scrive qui Brodskij. Così è accaduto che la prosa inglese sia stata proiettata in una rapinosa fuga di pensieri da questo poeta russo. E su temi disparati, ma tra loro congeniali, siano la tirannia o Dostoevskij, la Achmatova o Platonov, Montale o Kavafis. Ogni volta Brodskij ci aiuta a entrare e a uscire dalla letteratura e dal mondo con una mirabile velocità di passo mentale, lasciando dietro di sé le tracce disperse di un involontario autoritratto. Insieme a quelli pubblicati in Fuga da Bisanzio (Adelphi, 1987), i saggi de Il canto del pendolo compongono il volume di prose Less Than One, apparso nel 1986 negli Stati Uniti.

Il Canto Dei Folli

Con il secondo dei tre volumi di poesie inedite, prosegue la biografia in versi di Charles Bukowski. Il primo, Quando eravamo giovani, e il terzo, Il Grande, sono stati pubblicati nell’Universale Economica. “per me, Arte è una specie di parolaccia usata dai tanti che / si nascondono chiusi dentro le mura di se stessi; / io ho / paura di non valere un cazzo ed è meglio sia / così. ma sì, / perché gioco la mia piccola partita / e lascio perdere ciò che dovrebbe essere / lasciato perdere.”

Il cantante nella notte

Una sceneggiatrice di soap opera di successo, Naranca Peovic, sfreccia a bordo di una cabriolet dorata attraverso la Dalmazia, alla ricerca del suo primo amore: Slavuj Mitrovic, un eccentrico artista. Da Spalato alla Bosnia più remota, passando per le indimenticate Zagabria e Lubiana, Naranca compie un viaggio a ritroso nella memoria. Proprio mentre i suoi ricordi e le sue abilità vengono progressivamente meno a causa di un incidente stradale, la donna fissa sul nastro di un registratore il racconto della sua vita e del rapporto con Slavuj, così da mettere al sicuro la propria identità e la propria storia: la storia di una giovane che, grazie al talento per la scrittura, è diventata ricca e celebre, ma ha perso il suo amore più grande. “Il cantante nella notte” è un romanzo on the road, un’intensa narrazione d’amore, con una trama da giallo che procede per quadri e lettere scritte dalla penna di un artista visionario. Una “romanza” che canta l’amore ai tempi del capitalismo e dell’oblio, e la memoria soggettiva che relativizza la realtà.
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Il cantante delle magie

Nel mondo del Mago, le bestie camminavano e parlavano come gli esseri umani, armate di spade e di pugnali. Ed era lì che il Mago Clothahump, una tartaruga, aveva dato fondo a tutti i suoi poteri per cercare di scoprire l’origine di un Demonio sconosciuto che terrorizzava quelle terre. Poi, esaurita ogni altra possibilìtà, si era posto alla ricerca di qualcuno che fosse in grado di aiutarlo, anche se proveniva da un’altra Dimensione o da un altro Universo. Ed era stato così che Jonathan Thomas Meriweather – uno studente universitario appassionato di chitarra – si era trovato tutto d’un tratto trasportato dalla sua camera nel campus di Los Angeles in un mondo di estrema bellezza ed al contempo di una violenza terrificante. Qui il nostro studente Jon-Tom, Mudge la lontra, la bellissima Thlea dai capelli rossi, e diversi altri, avevano formato col Mago una compagnia quantomai variopinta ed eterogenea. Quale era la loro missione? Addentrarsi laddove prima di allora mai si erano avventurate delle creature a sangue caldo e, una volta trovatala, distruggere quella strana e nuova forza proveniente dalle terribili Greendowns. E quel pacifico studente era dovuto diventare un soldato che avrebbe dovuto combattere con la spada e con il canto. Infatti, suonando il suo magico. strumento di un altro mondo, era diventato capace di effettuare degli Incantesimi, il che aveva trasformato Jon Meriweather nel… Cantante delle Magie.

Il Cane Che Attraversò La Giungla Per Tornare a Casa

L’incredibile storia vera del piccolo Arthur Una storia vera che ha fatto il giro del mondo Se stai facendo una gara di 700 chilometri a piedi, mountain bike e kayak attraverso le giungle e le montagne del Sud America, l’ultima cosa che ti serve è un cane randagio che comincia a seguirti e non ti molla più. Ma questo è esattamente ciò che è successo a Mikael Lindnord, capitano di un team svedese di gare estreme, che si è trovato a lanciare degli avanzi di cibo a un cane male in arnese che gli faceva pena. Quando la squadra è ripartita, il giorno successivo, il cane li ha seguiti. Hanno provato a staccarlo, a lasciarlo indietro, a usare dei trucchetti per disorientarlo, ma non ci sono riusciti e Mikael ha capito che in fondo forse non era ciò che voleva. Hanno guadato fiumi, fronteggiato malattie e infortuni, si sono trovati alle prese con alcuni dei terreni più difficili del pianeta: la squadra e il cane sono andati insieme verso il traguardo. A fine gara Mikael ha deciso che avrebbe tenuto con sé Arthur e lo avrebbe salvato da un destino di fame e solitudine, per portarlo dalla sua famiglia in Svezia. Questa è la loro storia. ‘Arthur è diventato parte di una squadra di sport estremi durante una gara in Amazzonia, e il racconto di quello che è successo dopo è capace di sciogliere anche il più duro dei cuori.’ Daily Mail Mikael Lindfordè un atleta estremo e un organizzatore di avventure sportive. Da ragazzo sognava di diventare un giocatore di hockey su ghiaccio, ma a 17 anni ha dovuto abbandonare la speranza. Dopo aver fatto il servizio militare è diventato un atleta di sport estremi e avventurosi, e gareggia nell’Adventure Racing World Series da allora. Quando non è in giro per il mondo, vive con la moglie, i figli e, naturalmente, il suo cane Arthur. ARTHUR è un meticcio che viene da qualche parte dell’Ecuador. Gli piacciono le polpette, le lunghe corse con Mikael e starsene in pace con la sua famiglia in Svezia.

(source: Bol.com)

Il candidato

Quel maledetto 26 settembre 1996 bastò un attimo, una frazione di secondo per far morire un uomo e distruggere la vita di un altro. L’agente del Servizio segreto Sean King, addetto alla scorta di un candidato alla presidenza degli Stati Uniti, ha pagato con la carriera quell’istante di distrazione che costò la vita a Clyde Ritter, ucciso da un attentatore durante un incontro con i suoi sostenitori.
A otto anni di distanza King si è riciclato come avvocato di provincia e vive appartato in una casa in mezzo ai boschi della Virginia. Finché, Michelle Maxwell, un altro agente segreto si mette nei guai: il candidato presidenziale a lei affidato, John Bruno, le è stato rapito. E gli eventi criminosi legati ai candidati sembrano legati da un misterioso filo.
Saranno Sean e Michelle a sistemare a poco a poco le tessere di un macabro puzzle approntato da una mente astuta quanto perversa e spietata.

Il campione è tornato

**DAL PREMIO PULITZER COAUTORE DI OPEN CON AGASSI E AUTORE DI IL BAR DELLE GRANDI SPERANZE**
**Ogni uomo è un mistero. È questo che mi ha insegnato Campione. La maturità è sapere quando risolvere il mistero di un altro uomo e quando rispettarlo**.
Non sono solo la passione per la boxe e l’istinto da giornalista a mettere J.R. Moehringer sulle tracce di Bob Satterfield, uno dei pesi massimi più forti degli anni Quaranta e Cinquanta, scomparso dalla scena all’improvviso. È anche una sorta di richiamo, quasi un’ossessione. Ed è solo dopo aver esplorato obitori, chiese, ospedali, bassifondi, biblioteche, palestre, archivi di polizia che arriverà a scoprirne la ragione, e a imparare molto più di quanto si aspettasse sulla boxe e sulla vita.
La sua ricerca lo porta sui marciapiedi di una città del Midwest, dove incontra Campione, un senzatetto ex pugile che dice di essere Satterfield. E di lui infatti è in grado di raccontare ogni incontro, ogni pugno, ogni vittoria. ”Il più grande puncher che si sia mai visto”, come è stato definito, ha due mani enormi e un fisico imponente. Ma è veramente chi dice di essere? Non impari niente finché non sei stanco, ha detto un vecchio pugile, e solo dopo essere sceso nel passato di Campione, scoprendo anche quello che non avrebbe voluto, con molta stanchezza sulle spalle, il giornalista impara che ogni uomo è un mistero. E che siamo tutti in cerca di qualcosa, chi di un padre perduto, chi di un riscatto, e siamo anche disposti a ingannare o a ingannarci, pur di trovarlo. Come Campione. Come Moehringer. Come ognuno di noi.
**’J.R. MOEHRINGER, OBBIETTIVAMENTE, È DI UNA BRAVURA MOSTRUOSA.’ ALESSANDRO BARICCO**
(source: Bol.com)

Il Cammino Dell’arco

«Il Cammino Dell’Arco» narra la storia di Tetsuya, il miglior arciere del paese, che cerca di trasmettere i suoi insegnamenti ad un ragazzo del suo villaggio.
Gli sforzi giornalieri, il lavoro, il superamento delle difficoltà, la determinazione, il coraggio di prendere decisioni rischiose sono tra le qualità che emergono da questo racconto.
Paulo Coelho ha saputo esprimere in queste poche pagine molti di quei valori che ispirano il nostro lavoro giorno dopo giorno: innovazione, flessibilità, saperci adattare ai cambiamenti, entusiasmo, lavoro di squadra, etc.
«Scrissi questo testo, dove arco, freccia e bersaglio e arciere sono parte integrante dello stesso sistema di sviluppo e di sfida.» — Paulo Coelho.