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Il genio del delitto

Un cadavere sparisce dall’obitorio, ma le sue impronte digitali riappaiono misteriosamente. Ginko indaga su “Il morto che uccide”, ma non sa che Diabolik è in agguato.

Il gatto con gli stivali

Un’antologia degli indimenticabili protagonisti dell’infanzia. Le migliori fiabe tradotte in Italiano da Collodi, il padre di Pinocchio. Su tutte spicca Il gatto con gli stivali, chi potrà resistere alla sua furbizia?

Il gatto che scoprì il Natale

**«Una storia natalizia che fa sognare.» Sheila Norton, autrice di *Oliver, il gatto che salvò il Natale*
C’è una tenera magia nell’aria…**
Manca pochissimo al Natale e Jessamine Pike vuole dare una scossa alla sua vita. Trasferirsi a Enysyule, un cottage in Cornovaglia costruito secoli prima, potrebbe essere la sua occasione per ricominciare: il piano è quello di ristrutturare la casa di giorno e finire di scrivere il suo romanzo la notte. Con un po’ di sacrifici, dovrebbe riuscire a farcela prima di Natale. Oltretutto, è in buona compagnia: un bellissimo gattone si aggira nei paraggi, comportandosi come se il posto gli appartenesse. Dal suo sguardo obliquo si capisce che è piuttosto scettico sull’ottimismo di Jess. Eppure… c’è una strana magia nell’aria. Le leggende del posto parlano di uno spirito che abita la casa e di un’antica pietra che veglia sulla valle. Come può una storia antica, che risale a più di cinquecento anni fa, intrecciarsi con quella di Jess? Una leggenda legata a doppio filo alla casa, allo spirito di Yule e… a un gatto molto, molto speciale.
**Una magica storia di Natale
Lasciatevi incantare dallo spirito dei luoghi e di un gatto molto molto speciale**
«Una storia natalizia che fa sognare: leggende, Cornovaglia e gatti si combinano perfettamente fino al finale emozionante.»
**Sheila Norton, autrice di *Oliver, il gatto che salvò il Natale***
«Ho adorato il mistero e la magia. È stato come entrare in punta di piedi in una favola. Anche i luoghi descritti sono semplicemente incantevoli!» 
«Una scrittura sorprendente, ho divorato ogni parola. Un libro che fa trattenere il respiro e evoca ambientazioni meravigliose. C’è magia in ogni pagina.»
**Lili Hayward**
è nata nel Sud dell’Inghilterra e nutre un profondo amore per tutto ciò che è nascosto, perduto e storico. Quando non scrive (o non legge), si aggira per le librerie o lavora ai vari progetti di orti urbani di cui è responsabile. Vive con il compagno nella West Country e si gode la compagnia di due bellissimi gatti ex randagi. Arriva per la prima volta in Italia, grazie alla Newton Compton, con *Il gatto che scoprì il Natale*.
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### Sinossi
**«Una storia natalizia che fa sognare.» Sheila Norton, autrice di *Oliver, il gatto che salvò il Natale*
C’è una tenera magia nell’aria…**
Manca pochissimo al Natale e Jessamine Pike vuole dare una scossa alla sua vita. Trasferirsi a Enysyule, un cottage in Cornovaglia costruito secoli prima, potrebbe essere la sua occasione per ricominciare: il piano è quello di ristrutturare la casa di giorno e finire di scrivere il suo romanzo la notte. Con un po’ di sacrifici, dovrebbe riuscire a farcela prima di Natale. Oltretutto, è in buona compagnia: un bellissimo gattone si aggira nei paraggi, comportandosi come se il posto gli appartenesse. Dal suo sguardo obliquo si capisce che è piuttosto scettico sull’ottimismo di Jess. Eppure… c’è una strana magia nell’aria. Le leggende del posto parlano di uno spirito che abita la casa e di un’antica pietra che veglia sulla valle. Come può una storia antica, che risale a più di cinquecento anni fa, intrecciarsi con quella di Jess? Una leggenda legata a doppio filo alla casa, allo spirito di Yule e… a un gatto molto, molto speciale.
**Una magica storia di Natale
Lasciatevi incantare dallo spirito dei luoghi e di un gatto molto molto speciale**
«Una storia natalizia che fa sognare: leggende, Cornovaglia e gatti si combinano perfettamente fino al finale emozionante.»
**Sheila Norton, autrice di *Oliver, il gatto che salvò il Natale***
«Ho adorato il mistero e la magia. È stato come entrare in punta di piedi in una favola. Anche i luoghi descritti sono semplicemente incantevoli!» 
«Una scrittura sorprendente, ho divorato ogni parola. Un libro che fa trattenere il respiro e evoca ambientazioni meravigliose. C’è magia in ogni pagina.»
**Lili Hayward**
è nata nel Sud dell’Inghilterra e nutre un profondo amore per tutto ciò che è nascosto, perduto e storico. Quando non scrive (o non legge), si aggira per le librerie o lavora ai vari progetti di orti urbani di cui è responsabile. Vive con il compagno nella West Country e si gode la compagnia di due bellissimi gatti ex randagi. Arriva per la prima volta in Italia, grazie alla Newton Compton, con *Il gatto che scoprì il Natale*.

Il gatto che donava l’allegria

**Una nuova avventura del gatto che ha incantato migliaia di lettori.**
**Alfie ci invita a riconoscere e apprezzare il potere nascosto della gentilezza.**
**** **** *Non importa se sei lontano da casa.*
*Sarò sempre pronto a tenderti la zampa.*
*Perché con me niente è impossibile.*
È una tiepida giornata estiva al cottage di Claire, nel Devon, dove il gatto Alfie e il cucciolo George, suo nuovo amico, si sono appena trasferiti per le vacanze. Ma, nonostante la piacevole brezza marina, i due sentono la mancanza di Edgar Road, l’unico luogo che possano davvero chiamare casa. Là, tra villette a schiera, cespugli ben curati e spazi verdi per sonnecchiare indisturbati, ricevono affetto e coccole dalle famiglie del quartiere, che non riescono a immaginare una vita senza di loro. Perché Alfie e George sono gatti fuori dal comune. Con le orecchie sempre dritte, sanno interpretare i desideri nascosti e trovare il modo migliore per realizzarli. E, anche questa volta, non tardano a rendersi conto che la situazione è lungi dall’essere idilliaca. Claire è preoccupata: rischia di perdere il cottage, perché c’è qualcuno che le ha dimostrato di essere pronto a tutto pur di averlo. Sa di non poter affrontare questa situazione da sola. Eppure, non bastano il supporto e l’incoraggiamento di Polly, Tomasz, dei vivaci Summer e Aleksi e degli altri vicini e amici di Edgar Road che si sono precipitati nel Devon appena Claire ha chiesto il loro aiuto. Solo Alfie e George, con la sensibilità straordinaria che li contraddistingue, sanno qual è la cosa giusta da fare. Adesso tocca a loro intervenire e rimettere le cose a posto. A volte basta poco: una parola gentile, un’offerta d’aiuto disinteressata, un istante di gioia condivisa, per ritrovare l’allegria e l’armonia necessarie ad affrontare le sfide della vita. Nessuno lo sa meglio di Alfie e George.
Rachel Wells si conferma una delle autrici più seguite dai lettori. Con la nuova avventura dell’amatissimo gatto Alfie, *Il gatto che donava allegria*, si è aggiudicata la vetta delle classifiche internazionali e ha dato inizio a un passaparola inarrestabile sul web. Un romanzo che mette il buonumore. Una storia di amicizia che emoziona e incoraggia a credere nella speranza che un animale domestico, con il proprio affetto, sa regalare anche nei momenti più bui.

Il gatto che arrestava i malviventi

STORIE DIVERTENTI E AVVINCENTI DI GATTI RAFFINATI, INTELLIGENTI, FEDELI E AFFETTUOSI. COME TUTTI I GATTI. Un gatto randagio aiuta a catturare un criminale latitante super-ricercato; una gatta astuta si prende gioco della morte; un micetto attento diventa testimone di un efferato delitto e un cavallo da corsa supera tutti i record grazie alla sua amica felina… Detlef Bluhm, autore di «Impronte di gatto», racconta delle storie molto particolari su animali molto particolari. I suoi eroi a quattro zampe riservano infinite sorprese a dimostrazione che: «l’uomo di giudizio impara dai gatti».
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### Sinossi
STORIE DIVERTENTI E AVVINCENTI DI GATTI RAFFINATI, INTELLIGENTI, FEDELI E AFFETTUOSI. COME TUTTI I GATTI. Un gatto randagio aiuta a catturare un criminale latitante super-ricercato; una gatta astuta si prende gioco della morte; un micetto attento diventa testimone di un efferato delitto e un cavallo da corsa supera tutti i record grazie alla sua amica felina… Detlef Bluhm, autore di «Impronte di gatto», racconta delle storie molto particolari su animali molto particolari. I suoi eroi a quattro zampe riservano infinite sorprese a dimostrazione che: «l’uomo di giudizio impara dai gatti».

Il futuro è aperto

Vivere è risolvere problemi; vivere è imparare: ecco quanto sostengono sia Popper che Lorenz. Ma per imparare dobbiamo essere attivi: inventare teorie e metterle alla prova. Nella prima parte del libro i due “patriarchi” viennesi discutono sull’epistemologia evoluzionistica, il problema mente-cervello e il futuro dell’umanità. Nella seconda parte, insieme a filosofi, fisici, biologi, medici, politici e giornalisti, Popper discute su scienza e ipotesi, sulla teoria del Mondo 3 e sulla società aperta. L’esito di questa discussione è una sintesi delle idee filosofiche, epistemologiche e politiche del grande filosofo austriaco.

Il fuoco

A dodici anni, Alexandra Solarin era già una grande promessa degli scacchi, conosciuta a livello internazionale. Ma è stata costretta a rinunciare alla sua grande passione dopo aver assistito alla morte del padre, ucciso da un cecchino sulla gradinata di un monastero presso Mosca nell’autunno del 1993. Oggi Alexandra vive a Washington. Quando la madre le lascia un messaggio sulla segreteria telefonica per invitarla alla sua festa di compleanno sulle montagne del Colorado, dove vive, non esita a mettersi in viaggio. Al suo arrivo, però, non solo scoprirà che la madre è scomparsa nel nulla, ma nella sua casa troverà anche numerosi indizi che rimandano a un’antichissima scacchiera, conosciuta con il nome di Scacchi di Montglane: un oggetto che da sempre si ritiene racchiuda un grande potere. Proprio per questo la scacchiera è rimasta sepolta per mille anni in un luogo sicuro dei Pirenei a finché, agli albori della Rivoluzione francese, non è stata dissotterrata e i suoi pezzi sparpagliati in ogni angolo del mondo per impedire che cadessero nelle mani sbagliate. Ma tutto lascia sospettare che qualcuno sia riuscito a ritrovare tutti i pezzi, e ad Alexandra spetta il compito di appurarlo. Perché, se così tosse, vorrebbe dire che è ricominciata la “Grande Partita” iniziata ai tempi di Carlo Magno e proseguita fino all’Ottocento, in grado di portare il mondo verso la salvezza eterna. O, forse, alla sua inevitabile distruzione…

Il fosso

Robert Walter è il sindaco di Amsterdam, la capitale della democratica Olanda. Ha la moglie straniera, ma lui si guarda bene dal dire da quale paese proviene. La gente si nutre di pregiudizi, si sa. Anche in Olanda, dove ognuno può pensarla come vuole, ma dove non è raro sentire dire che quelli, gli stranieri, ce lhanno nel sangue il furto, la coltellata facile, la tendenza a maltrattare le donne. Del resto, anche lui, Robert, non è mica privo di pregiudizi. Semplicemente, dato il ruolo che ricopre, finge bene. Quando si ritrova in compagnia di persone appartenenti alle varie etnie della città, è capace persino di canticchiare su musiche bizzarre o di mettersi in bocca con le mani un improbabile pezzo di carne. Però, davanti a uno straniero, nulla può togliergli la naturale diffidenza del contadino che vede un estraneo entrare nel suo campo. Da qualche tempo, tuttavia, la sua arte di dissimulare sta andando a farsi benedire. Tutto è cominciato il 16 gennaio, durante la festa per il nuovo anno in cui accorre in comune la crema della città: il capo della polizia, il procuratore capo, gli assessori, il presidente dellAjax. Robert stava chiacchierando appunto con questultimo quando, vicino alla porta che dalla sala centrale del municipio conduce ai bagni, ha scorto sua moglie, una birra in mano, fare cin cin con lassessore Maarten van Hoogstraten. Nulla di male, se poi lei non avesse riso rovesciando indietro la testa, mentre lassessore le teneva una mano sul gomito e le sussurrava qualcosa allorecchio. Da quel giorno il sospetto del tradimento della moglie straniera si è impadronito talmente della mente e del cuore di Robert che tutti i suoi pregiudizi si sono scatenati e gli si sono rivoltati contro. Romanzo in cui si narra della discesa sfrenata verso la disfatta di un politico del nostro tempo, Il fosso, accolto al suo apparire in Olanda da uno strepitoso successo, è il nuovo, mirabile frutto della penna brillante e spietata di Herman Koch. Lipocrisia che si cela a volte dietro lidea di tolleranza, la vanità del successo, la fugacità del potere e la violenza dei pregiudizi situano questopera nel cuore stesso del nostro tempo, in cui si svela tutta la fragilità della democrazia. ‘Herman Koch, il piú grande scrittore olandese dal dopoguerra, mostra ancora una volta il motivo per cui viene considerato un maestro della suspense’. Humo ‘Il fosso è un altro grande romanzo’. NRC Handelsblad

(source: Bol.com)

Il fiume della vita

Una valle, un fiume. Entrambi, probabilmente, infiniti. E nella valle, sulla riva del fiume, tutta l’umanità di tutti i tempi, radunata. È come vedere che cosa accade «dopo» l’Apocalisse. Ma qui, sul fiume, non sembra che ci sia un Giudice. Gli uomini continuano a essere quel che erano prima. Personaggi dell’Ottocento, noti o anonimi, personaggi di secoli anteriori o successivi, tutti continuano ad agire con la propria mentalità e secondo se stessi. Nemmeno la morte può distruggerli, poiché subito rinascono. Ma l’uomo non può stare fermo. Ci sarà sempre l’esploratore che spinto dalla sua sete insaziabile di scoperta risalirà il fiume. Le incredibili ma fatali avventure che lo attendono, la sua personale partecipazione alle stesse, i suoi incontri e i suoi scontri con altre personalità, le straordinarie risorse che impiega, tutto ciò avvince il lettore con un ritmo incessante e incalzante. Che cosa c’è, sul fiume? Da dove comincia? Quali sono le sue sorgenti? Come si potrà risalire alla fonte, capire questa inspiegabile condizione di un’umanità risorta nella valle del Giudizio Universale — e scoprire quali sono i Giudici (o il Giudice) che la stanno ad osservare?

Il fiume della morte: Mary Lester e gli annegati dell’Odet

“Sapete quante persone muoiono ogni anno di morte violenta sull’Odet?”. La corrente del “più bel fiume francese”, se bisogna credere ai depliant turistici, non è soltanto popolata da salmoni e spigole. Talvolta passano, tra le acque e le maree, misteriosi cadaveri. Quante persone ogni anno muoiono di morte violenta sull’Odet? Mary Lester tenta di rispondere e le sue ricerche, fra Quimper e Benodet, fra annegati, incidentati e dispersi, conducono a sorprendenti scoperte.

Il fiume della colpa

Dopo anni di forzata lontananza, in seguito alla morte del padre, Gerard Roylake fa ritorno alla residenza di famiglia per prendere possesso della casa e delle terre ereditate. Quella che ritrova è una contea avvolta da un groviglio di misteri. L’incontro con Cristel Toller, la bellissima figlia del mugnaio, ridesta in Gerard ricordi sopiti dal tempo dell’infanzia e fa sorgere in lui una passione fatale, ma lo porta anche a imbattersi in un uomo misterioso e affascinante: tutti lo conoscono come “l’inquilino”, un individuo sinistro che la sordità e l’isolamento dal mondo hanno reso insofferente nei confronti di quanti lo circondano. Questi, infatuato di Cristel, finirà inevitabilmente per vedere in Gerard un pericoloso rivale in amore. Un orribile delitto sta per avere luogo, oppure i timori dei protagonisti – e del lettore – sono infondati? E qual è il motivo della strana attrazione che, in segreto, sembra spingere Cristel tra le braccia dell’inquilino? Wilkie Collins è un maestro nel disseminare la strada di false tracce e, come sempre, tocca al lettore decidere chi amare e chi odiare in attesa della soluzione finale. Come nella migliore tradizione dei suoi romanzi, anche qui, «sulle rive del peggior torrente d’Inghilterra», sono presenti, in un intreccio magistrale, gli elementi d’avventura, mistero e suspense che lo hanno reso celebre. «È impossibile smettere di leggere Wilkie Collins. Uno dei padri, se non il padre, del romanzo poliziesco… Un maestro, niente da dire». Alessandro Baricco «I romanzi di Wilkie Collins sono viaggi irresistibili: agganciano subito il lettore, che quando parte non riesce più a fermarsi». Leonetta Bentivoglio «Wilkie Collins è famoso, nei manuali di letteratura, per avere scritto nel 1868 il primo giallo. Ma non eccelle solo nella suspense. È anche uno scrittore di sentimenti. Ed eccelle nella pittura dei personaggi». Antonio D’Orrico

Il fiume dell’oblio

Seymour Zaplowsky è una persona che ha strane visioni riguardanti la morte di persone a lui sconosciute. Una delle sue visioni porterà al ritrovamento dell’ultima vittima del Tagliatore di Teste, a questo punto Dylan Dog, inizialmente scettico sulle visioni dell’uomo, accetterà di indagare.

Il fioraio di Perón

L’Argentina di ieri e quella di oggi, unite da una storia che, tra crisi e trasformazioni, resta pervicace nelle sue linee di fondo e in cui il peronismo riemerge periodicamente quale collante politico e culturale di una nazione. Nazione ben strana, del resto, in cui apparente spensieratezza italiana e apparente tragicità spagnola hanno dato luogo a una curiosa sintesi, che differenzia il paese da tutto il resto dell’america latina. Il romanzo narra episodi in gran parte veri, ma ciò è irrilevante: ciò che è vero al di là di ogni dubbio è il contesto umano e sociale che emerge nel narrare la vicenda di un fioraio italiano giunto vicino alle sedi del potere, e quella parallela di un erede che ne cerca le tracce. Il simbolo più significativo di tutto ciò è la casa rosada, così chiamata – impariamo – perché tinta con sangue bovino all’epoca della costruzione. Un colore tenue e piacevole, dunque, che allude a una crudeltà sempre pronta a trasudare, fatta di prepotenza e pulsioni autoritarie.
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Il filosofo di via del Bollo. Un’indagine del commissario Lucchesi

È cambiato Andrea Lucchesi. Ha sfiorato la morte e, se questa volta ha vinto lui, il prezzo che ha dovuto pagare è alto: adesso ha paura. Paura di ogni sigaretta che accende, di ogni bicchiere che si concede, ma soprattutto paura di essere, di restare solo. Forse è per questo che un giorno, uscendo dalla Questura milanese di piazza San Sepolcro, Lucchesi si accorge di quell’uomo, che, all’angolo di via del Bollo, dispensa saggezza ai passanti, a chi ha tempo per fermarsi ad ascoltare un vecchio, un filosofo. Lucchesi ha tempo, adesso, per ascoltare, per capire. Sì, è cambiato l’ispettore Lucchesi. Ma non è il solo. Se l’indagine su una serie di furti d’arte in cui si troverà coinvolto appena rientrato in azione è fin troppo vicina a quella risolta pochi mesi addietro, in realtà nulla è come prima. Le persone che ha incontrato allora sembrano divertirsi a sovvertire ogni aspettativa: la contessa Urbinati, il commissario Pepe, i collezionisti d’arte, la collega Marchesi,.. Nulla e nessuno è come sembra, per Andrea Lucchesi, che per risolvere questo caso dovrà esser disposto a svelare e accettare verità amare sulle persone all’apparenza a lui più vicine. Verità che cambieranno la sua vita per sempre.
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Il filo nero

Uno sguardo retrospettivo sugli ultimi cinquant’anni di storia italiana e sul carattere degli italiani dal punto di vista dell'”eterno fascismo” presente in Italia, secondo Bocca, prima e dopo la parabola del fascismo storico.
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Il Filo Di Auschwitz

**Dall’oscurità di Auschwitz allo splendore dell’alta moda a Parigi: la straordinaria storia di un ragazzo ribelle**
Tomas Kiss, quattordicenne scapestrato, è la disperazione del padre perché si rifiuta di studiare nonché di impararne il mestiere di sarto. Ma, nella cittadina ungherese dove vive, nel 1944 per la comunità ebraica i problemi sono ormai altri. Dalle progressive restrizioni delle libertà personali si passa ai rastrellamenti e la famiglia di Tomas finisce, come le altre, ad Auschwitz. Qui Tomas perde subito di vista i suoi famigliari tranne il padre con cui combatte una lotta per la sopravvivenza quotidiana che, paradossalmente, lo porterà, per salvarsi, ad avvicinarsi proprio al mestiere paterno imparando a cucire le divise degli ufficiali e rappezzare quelle dei prigionieri. Sopravvivono entrambi, ma il Tomas che esce fra mille peripezie dal campo di concentramento è drasticamente cambiato: è – precocemente – un adulto disincantato e duro. Insieme al padre tenta di tornare nel paese di origine, dove però tutto è cambiato, compresi i confini, ed emigra definitivamente a Parigi dove, grazie all’aiuto di una variegatissima comunità ebraica, dolente ma con una grande voglia di ricominciare a vivere, troverà infine la sua strada.
Nel *Filo di Auschwitz* Véronique Mougin racconta con penna magistrale la storia di un ragazzo, feroce e fragile come tutti gli adolescenti, un Tom Sawyer ungherese e ribelle che non è «solo» una vittima, non è un eletto, non è un simbolo, bensì una persona di quelle che si devono ricostruire dopo essere state all’inferno.