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Omicidi nell’urbe. La prima indagine del questore Callido

61 a.C., Roma, consolato di Pisone e Corvino. Una serie di efferati delitti sconvolge la quotidianità romana, già turbata da conflitti politici sempre più accesi. Gaio Rabirio e Marco Cornelio Crisogono, cittadini in vista accomunati da un passato di violenze e perdizione, vengono ritrovati morti. Entrambi sono stati prima mutilati e poi giustiziati con un colpo al cuore. Sui corpi l’assassino si è accanito con brutalità, ma ha voluto rispettare le regole di sepoltura ponendo un aspergillum per purificarli e inserendo nelle loro bocche una moneta per pagare il viaggio a Caronte. Un modus operandi che ricorda quello dei sacrifici umani officiati dai sacerdoti della dea Ma. E infatti il popolo, impaurito e inferocito, è proprio contro i sacerdoti che si scaglia. Il princeps senatus Lutazio Catulo, approfittando della lontananza di Pompeo, affida l’indagine al questore Flavio Callido, chiamato a districarsi in una vicenda scabrosa in cui nessuno risulta al di sopra di ogni sospetto, nemmeno l’ex console Cicerone. Un compito delicatissimo che potrebbe compromettere sia la sua carriera politica sia la scalata al potere di Pompeo. La scia di brutali delitti, infatti, è solo all’inizio e ne faranno le spese altri personaggi illustri. A Callido, coadiuvato da una squadra sui generis che comprende Lutazia, giovane figlia di Catulo, Achillea, impavida gladiatrice eroina delle folle, e Cefea, ermafrodita figlia del gran sacerdote della dea Ma, il compito di far luce su un caso in grado di far vacillare Roma dalle fondamenta.
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Omicidi in pausa pranzo

Francesca Zanardelli sta per affrontare il solito pomeriggio in ufficio. È davanti allo specchio del bagno, con in mano lo spazzolino da denti, quando intravede due piedi sbucare da sotto la porta del w.c. Per terra c’è il cadavere di Marinella Sereni, la sua insopportabile compagna di scrivania! Qualcuno l’ha strozzata con una corda bianca, rimasta ancora intorno al collo, per poi ricomporre perfettamente il cadavere, come se fosse già pronto per entrare nella bara. E lo strano delitto è avvenuto… mentre tutti erano in pausa pranzo. Francesca diventa così la principale testimone nelle indagini sulla morte della collega, affidate alla procura di Milano. Ma il killer è stato bravissimo a non lasciare tracce. L’assassino potrebbe essere chiunque: un altro impiegato oppure uno sconosciuto entrato dalle finestre aperte al piano terra. Il caso suscita un incredibile clamore mediatico e la paura diventa una compagna di vita dei trecento dipendenti dell’Azienda Omicidi, come la chiamano i giornalisti. I colleghi cominciano addirittura a sospettarsi tra loro, mentre la vita privata di Francesca va a rotoli. Il fidanzato l’ha lasciata il giorno prima delle nozze con duecentoventitré regali da restituire, e i suoi genitori vorrebbero che si licenziasse perché hanno paura che l’assassino possa uccidere anche lei. Ma Francesca non vuole perdere il lavoro: sa che il posto fisso è un privilegio da non abbandonare. Preferisce rischiare la pelle pur di continuare a “portare a casa lo stipendio” e non finire in un’agenzia interinale per precari, come capita alla generazione di trentacinquenni alla quale appartiene. E mentre le cotolette di plastica in pausa pranzo si susseguono identiche ogni giorno, la procura di Milano non riesce a scoprire chi sia l’assassino, nel frattempo divenuto un vero serial killer, bravissimo tutte le volte a non lasciare tracce sulla scena del crimine… Viola Veloce inscena una satira pungente sulla vita nelle aziende in un paese come l’Italia, dove i sindacati sono sempre meno rappresentativi e i lavoratori sempre più soli. Una commedia esilarante e autentica che si colora di giallo e racconta le inquietudini sentimentali di un’impiegata che non vuole perdere il proprio lavoro. La fortissima corrente di simpatia nata tra i lettori della Rete testimonia come Omicidi in pausa pranzo tocchi con precisione e delicatezza alcuni dei temi più profondi e inquietanti di questi nostri anni, regalandoci il liberatorio sorriso per superarli. NUOVA VERSIONE MONDADORI

Gli omicidi di Monet: L’arte del delitto – libro II

L’ultima cosa che Jason West, giovane e ambizioso agente speciale dell’FBI della squadra Crimini Artistici, vuole – o desidera – è la relazione segreta e traballante che ha con il leggendario ma irascibile Sam Kennedy, capo dell’Unità di Analisi Comportamentale.
E sembra che anche Sam non sia elettrizzato all’idea.
Ma i sentimenti personali devono essere messi da parte quando Sam richiede l’aiuto di Jason per catturare un folle serial killer che ha preso di mira dei facoltosi e distinti collezionisti d’arte. Un assassino il cui biglietto da visita è una serie di grotteschi dipinti che raffigurano i delitti stessi. 
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### Sinossi
L’ultima cosa che Jason West, giovane e ambizioso agente speciale dell’FBI della squadra Crimini Artistici, vuole – o desidera – è la relazione segreta e traballante che ha con il leggendario ma irascibile Sam Kennedy, capo dell’Unità di Analisi Comportamentale.
E sembra che anche Sam non sia elettrizzato all’idea.
Ma i sentimenti personali devono essere messi da parte quando Sam richiede l’aiuto di Jason per catturare un folle serial killer che ha preso di mira dei facoltosi e distinti collezionisti d’arte. Un assassino il cui biglietto da visita è una serie di grotteschi dipinti che raffigurano i delitti stessi.

Gli omicidi dello zodiaco

**Uscito in Giappone nel 1981, tradotto in inglese soltanto nel 2014 e ora, finalmente, in italiano, il romanzo di Shimada è, senza mezze misure, un capolavoro del genere.**
Una vera sfida per solutori esperti perché, come sottolinea più volte l’autore, al lettore verranno forniti tutti gli elementi per metterlo in condizione di arrivare alla soluzione del mistero con il solo aiuto d’intelligenza e capacità deduttive.
Il quotidiano inglese «The Guardian» ha incluso *Gli omicidi dello zodiaco* tra i dieci libri più belli che trattano il tema classico dell’omicidio in una camera chiusa. Al primo posto della lista c’è *Le tre bare* di John Dickson Carr, al secondo Shimada e poi, tra gli altri, i classici di Agatha Christie, Wilkie Collins e Ellery Queen. Al di là di queste classifiche che hanno sempre un valore relativo, non c’è dubbio che difficilmente si potrà leggere un altro romanzo come questo, una storia in cui l’aspetto razionale, enigmistico del giallo classico si trova così fuso con un brivido metafisico, glaciale, oscuro.
Siamo in Giappone sul finire degli anni Trenta. Heikichi Umezawa, un uomo assai ricco, artista eccentrico, appassionato di astrologia e alchimia, una giovinezza trascorsa a Parigi, una vita all’insegna dell’occultismo, dell’estetismo e del lusso, viene ritrovato morto, il cranio sfondato da un oggetto appuntito, nel suo studio chiuso a chiave dall’interno. È mattina e ha nevicato per tutta la notte, non ci sono tracce e tutti i possibili sospetti hanno alibi di ferro. L’ artista ha appena completato l’ultimo di una serie di dipinti di soggetto astrologico. Ma soprattutto, tra gli appunti di Umezawa, gli inquirenti scoprono un progetto assurdo e mostruoso: la creazione di Azoth, l’essere femminile perfetto, assemblando parti del corpo di due sue figlie, due figliastre e due nipoti. Ognuna di queste ragazze, tutte vergini comprese tra i diciotto e i venticinque anni, appartengono a segni astrologici diversi e ideali per formare la creatura che costituisce l’ispirazione e il sogno di ogni alchimista. Il fatto è che, poco tempo dopo la morte dell’artista pazzo, le sei ragazze Umezawa vengono effettivamente uccise e ritrovate, variamente smembrate, in luoghi diversi dell’arcipelago nipponico, ciascuno con una precisa valenza magica e simbolica.
Chi ha ucciso Heikichi Umezawa? E chi ha messo in pratica il suo orrendo delirio? La Seconda guerra mondiale e la catastrofe del Giappone interrompono le indagini, ma trent’anni dopo un famoso maestro astrologo, appassionato di investigazioni, e il suo giovane assistente riprendono le fila di quel cupo enigma…
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### Sinossi
**Uscito in Giappone nel 1981, tradotto in inglese soltanto nel 2014 e ora, finalmente, in italiano, il romanzo di Shimada è, senza mezze misure, un capolavoro del genere.**
Una vera sfida per solutori esperti perché, come sottolinea più volte l’autore, al lettore verranno forniti tutti gli elementi per metterlo in condizione di arrivare alla soluzione del mistero con il solo aiuto d’intelligenza e capacità deduttive.
Il quotidiano inglese «The Guardian» ha incluso *Gli omicidi dello zodiaco* tra i dieci libri più belli che trattano il tema classico dell’omicidio in una camera chiusa. Al primo posto della lista c’è *Le tre bare* di John Dickson Carr, al secondo Shimada e poi, tra gli altri, i classici di Agatha Christie, Wilkie Collins e Ellery Queen. Al di là di queste classifiche che hanno sempre un valore relativo, non c’è dubbio che difficilmente si potrà leggere un altro romanzo come questo, una storia in cui l’aspetto razionale, enigmistico del giallo classico si trova così fuso con un brivido metafisico, glaciale, oscuro.
Siamo in Giappone sul finire degli anni Trenta. Heikichi Umezawa, un uomo assai ricco, artista eccentrico, appassionato di astrologia e alchimia, una giovinezza trascorsa a Parigi, una vita all’insegna dell’occultismo, dell’estetismo e del lusso, viene ritrovato morto, il cranio sfondato da un oggetto appuntito, nel suo studio chiuso a chiave dall’interno. È mattina e ha nevicato per tutta la notte, non ci sono tracce e tutti i possibili sospetti hanno alibi di ferro. L’ artista ha appena completato l’ultimo di una serie di dipinti di soggetto astrologico. Ma soprattutto, tra gli appunti di Umezawa, gli inquirenti scoprono un progetto assurdo e mostruoso: la creazione di Azoth, l’essere femminile perfetto, assemblando parti del corpo di due sue figlie, due figliastre e due nipoti. Ognuna di queste ragazze, tutte vergini comprese tra i diciotto e i venticinque anni, appartengono a segni astrologici diversi e ideali per formare la creatura che costituisce l’ispirazione e il sogno di ogni alchimista. Il fatto è che, poco tempo dopo la morte dell’artista pazzo, le sei ragazze Umezawa vengono effettivamente uccise e ritrovate, variamente smembrate, in luoghi diversi dell’arcipelago nipponico, ciascuno con una precisa valenza magica e simbolica.
Chi ha ucciso Heikichi Umezawa? E chi ha messo in pratica il suo orrendo delirio? La Seconda guerra mondiale e la catastrofe del Giappone interrompono le indagini, ma trent’anni dopo un famoso maestro astrologo, appassionato di investigazioni, e il suo giovane assistente riprendono le fila di quel cupo enigma…

Gli omicidi della «Z»

Quando il giovane Richard Temperley arriva alla stazione londinese di Euston, dopo un lungo viaggio in treno, sono le cinque del mattino. Che fare? Un facchino gli consiglia l’albergo al di là della strada. Prendere una camera non ha senso, ma un paio d’ore di sonno nel fumoir non sono una cattiva idea. Raggiunto l’hotel, Temperley si accorge, compiaciuto, che una giovane e bellissima donna si accinge anche lei a riposare nella stanza, ma non fa in tempo a sistemare il bagaglio che vede la ragazza allontanarsi in gran fretta. Si guarda intorno e scopre che anche il suo vicino di treno, una sgradevole persona che ha russato tutto il tempo, ha trovato posto nella stanza. Dorme già, a quanto pare. E invece… no, non dorme, è morto. L’ispettore James, accorso poco dopo, sembra non nutrire dubbi sull’innocenza di Temperley, mentre si dimostra particolarmente interessato al comportamento della ragazza. Perché è fuggita? C’è qualcosa che possa mettere la polizia sulle sue tracce? Be’, in effetti Richard qualcosa ha trovato e l’ha istintivamente tenuto nascosto. Ma ecco che l’attenzione dell’ispettore viene attratta da uno strano oggetto appoggiato alla finestra vicino al morto, una “Z” di metallo rosso. Che significato ha quel simbolo? Lo sapremo solo dopo un lungo viaggio, costellato purtroppo d’innumerevoli altre Z.
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Omicidi a luci rosse

Omicidi a luci rosse by Francesca Bertuzzi
Una grande autrice di gialli italianiUn caso da risolvereNella notte di Shanghai, rischiarata da mille luci, la giovane Tzu attende un nuovo cliente nella stanza di un hotel di lusso. Tutto è perfetto e impeccabile, come sempre, perché il lavoro di Tzu consiste proprio nel mettere a loro agio facoltosi uomini d’affari – soprattutto stranieri – in cerca di relax e piacevoli distrazioni. Il cliente che entra in camera quella sera però ha una luce strana negli occhi…Francesca BertuzziÈ nata a Roma nel 1981. A 22 anni ha conseguito il master biennale in “Teoria e Tecnica della Narrazione” alla Scuola Holden di Torino. Ha seguito un laboratorio di regia diretto da Marco Bellocchio e Marco Müller. Negli ultimi anni si è dedicata alla scrittura cinematografica, vincendo premi e riconoscimenti internazionali con diversi cortometraggi. Ha diretto e montato il backstage del film Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido e attualmente sta lavorando a due sceneggiature cinematografiche con produzioni internazionali. Con la Newton Compton ha pubblicato Il carnefice, che ha riscosso un grande successo, vincendo anche il premio letteratura e cinema Roberto Rossellini 2011, Il sacrilegio e La belva.

Omicidi a luci rosse

Sette anni fa, durante il processo che lo vedeva come imputato, Theodore Glenn ha giurato di vendicarsi dei suoi persecutori: il detective Will Hooper, responsabile della sua cattura, e la bellissima Robin McKenna, la spogliarellista la cui testimonianza lo ha fatto finire in prigione. Glenn riesce a fuggire di prigione durante un terremoto, e la sua sete di sangue lo spinge a uccidere ancora, lasciando una scia di morte in tutta la contea di San Diego. Ma è Robin McKenna quella che vorrebbe torturare fino alla morte. Will Hooper, non appena viene a sapere della fuga del criminale, mette da parte i dissidi nati con la donna dalla relazione burrascosa che li ha uniti in passato e decide di proteggerla. Robin, che oggi è un’imprenditrice di successo, finirà con lui nella spietata spirale di efferatezze di Glenn, che si rivelerà un nemico astuto e un grande manipolatore; ma una verità orribile e scioccante li sorprenderà, rivelando che il male che stanno affrontando è ancor più pericoloso di quanto temessero.
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Ombre Sulla Luna

Questo affascinante racconto scritto da uno dei migliori e più noti autori di fantascienza si svolge tutto sulla Luna, in un’epoca – tra due secoli – nella quale i viaggi spaziali avranno superato il primo stadio, e già l’uomo avrà fondato le sue colonie sui pianeti del Sistema Solare. Come ora fra le nazioni della Terra, così domani fra la Terra e la Federazione dei pianeti si verranno inevitabilmente a creare situazioni passibili di sfociare in un conflitto armato. *Ombre sulla Luna* ci narra appunto come e perchè la guerra ebbe luogo, quali ne furono le cause, e quali conseguenze ebbe… o meglio, avrà. E la descrizione è talmente vivida, accurata, poggiata su solide basi scientifiche, da dare l’impressione di leggere una cronaca vera, di eventi veri, di uomini veri. E la Luna ci appare accessibile e familiare nella sua realtà. Arthur Clarke, l’indimenticabile autore di *Sabbie di Marte* , è tornato!

Ombre sul lago

Sulle montagne sopra il lago di Como, durante i lavori di costruzione di una nuova strada verso il confine svizzero, vengono alla luce dei resti umani. A chi appartengono? Quale identità si nasconde dietro la misteriosa sigla K.D. ritrovata su un portasigarette d’argento? E come è coinvolta in tutto questo la potente famiglia Cappelletti, trincerata nella sua villa e nel suo immenso giardino? L’indagine è affidata al commissario Stefania Valenti, quarantacinquenne, separata, con una figlia di undici anni, ostacolata perché donna, ma molto più determinata e in gamba di tanti suoi colleghi maschi. Tra svolte che si succedono come in un dispositivo a orologeria, sempre accompagnate dal vento leggero di Breva, le ricerche affondano a poco a poco nel passato, quando sulle rive del lago transitavano clandestinamente persone e cose: contrabbandieri, disertori, partigiani, agenti segreti, membri della Gestapo, ebrei in fuga, e quadri, oggetti preziosi, denaro. Perché è qui, ben nascosta, che c’è la soluzione del caso… Una doppia indagine che illumina un presente gravato da intrighi famigliari e pressanti ricordi e insieme un brano cruciale della Storia italiana.

(source: Bol.com)

Ombre sul lago

Per Sophie, niente potrebbe essere peggio dell’arrivo di un vicino tanto inopportuno quanto antipatico, e purtroppo affascinante. Lei ha già i suoi guai: un bed and breakfast da aprire, una vecchia madre un po’ fuori di testa, una sorella minore pigra e musona… e un conto in banca in rosso perenne. Il tizio del villino accanto, con il suo nome palesemente falso, la sua maschia bellezza e il suo fare sardonico, la innervosisce al punto da tramutarla nella sciocca adolescente che non ha mai avuto il tempo di essere. Che ci fa a Colby il signor Smith? Qual è il suo collegamento con i misteriosi delitti di vent’anni prima? E soprattutto, accidenti a lui, perché le piace tanto?

(source: Bol.com)

Le ombre del passato

“Un thriller pieno di colpi di scena, popolato di personaggi carismatici. Se avete già letto Roberto Re, questo ultimo romanzo della trilogia non tradirà le vostre aspettative. Se non lo avete ancora fatto, dovete semplicemente iniziare dal primo della serie. L’ispettore Luca Morelli, insieme ai fantasmi del suo passato, è lì. E vi attende”. (OUBLIETTE MAGAZINE)Torino, Museo Egizio. Nel corso del suo ultimo giro di controllo serale, a pochi giorni dall’apertura di una nuova mostra che avrebbe attirato una moltitudine di studiosi e visitatori, una guardia viene barbaramente uccisa. E pochi giorni dopo, Luca Morelli e la sua compagna Morena Camogli, da poco dimessisi dalla Polizia, ricevono nuovamente la visita del misterioso Agente Sette, appartenente all’altrettanto misterioso ente segreto R.I.E.M.Venendo catapultati nelle indagini all’interno del museo, affiancati dallo stesso agente, mentre intorno a loro altri fatti misteriosi continuano ad accadere ai colleghi che avevano lavorato insieme a loro nella cattura della sorella dell’ex ispettore, il killer delle fiabe Stefania Morelli.Impegnati nelle indagini su quanto avvenuto al museo, e contemporaneamente sempre più preoccupati dalla fuga della ragazza dalla struttura dove era detenuta e da quello che succede ai loro amici, Luca e Morena si troveranno stretti in una tenaglia dove le radici sembrano affondare nel passato…Roberto Re è nato nel 1976 a Lanzo Torinese. Con la GDS ha già pubblicato il romanzo fantasy “La Valle dei Dimenticati” e il racconto “L’ultimo tramonto” inserito nell’antologia “Dreamscapes – I racconti perduti”. Nel 2013 ha dato vita alla figura dell’ispettore Luca Morelli, protagonista della trilogia del “KILLER DELLE FIABE” iniziata con “Il killer delle fiabe” e “La stanza della morte” e che vede la fine con questo volume.
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### Sinossi
“Un thriller pieno di colpi di scena, popolato di personaggi carismatici. Se avete già letto Roberto Re, questo ultimo romanzo della trilogia non tradirà le vostre aspettative. Se non lo avete ancora fatto, dovete semplicemente iniziare dal primo della serie. L’ispettore Luca Morelli, insieme ai fantasmi del suo passato, è lì. E vi attende”. (OUBLIETTE MAGAZINE)Torino, Museo Egizio. Nel corso del suo ultimo giro di controllo serale, a pochi giorni dall’apertura di una nuova mostra che avrebbe attirato una moltitudine di studiosi e visitatori, una guardia viene barbaramente uccisa. E pochi giorni dopo, Luca Morelli e la sua compagna Morena Camogli, da poco dimessisi dalla Polizia, ricevono nuovamente la visita del misterioso Agente Sette, appartenente all’altrettanto misterioso ente segreto R.I.E.M.Venendo catapultati nelle indagini all’interno del museo, affiancati dallo stesso agente, mentre intorno a loro altri fatti misteriosi continuano ad accadere ai colleghi che avevano lavorato insieme a loro nella cattura della sorella dell’ex ispettore, il killer delle fiabe Stefania Morelli.Impegnati nelle indagini su quanto avvenuto al museo, e contemporaneamente sempre più preoccupati dalla fuga della ragazza dalla struttura dove era detenuta e da quello che succede ai loro amici, Luca e Morena si troveranno stretti in una tenaglia dove le radici sembrano affondare nel passato…Roberto Re è nato nel 1976 a Lanzo Torinese. Con la GDS ha già pubblicato il romanzo fantasy “La Valle dei Dimenticati” e il racconto “L’ultimo tramonto” inserito nell’antologia “Dreamscapes – I racconti perduti”. Nel 2013 ha dato vita alla figura dell’ispettore Luca Morelli, protagonista della trilogia del “KILLER DELLE FIABE” iniziata con “Il killer delle fiabe” e “La stanza della morte” e che vede la fine con questo volume.

L’ombra e la grazia

*L’ombra e la grazia* è una raccolta di pensieri, aforismi, sentenze e meditazioni che Simone Weill definì “investigazioni spirituali”. Il libro nasce come scelta dalle pagine del “diario intimo” che l’autrice tenne tra il 1940 e il 1942. Vive, in ogni suo pensiero, un profondo “senso universale” illuminato da una luce che trae origine dall’eternità, dall’assoluto, dalla certezza che soltanto l’amore sovrannaturale sia libero, lecito e naturale. In Simone Weil, “la giovane ebrea che insegnava filosofia”, la fede cristiana fu una tentazione perenne, ma anche lacerazione interiore, ansia protesa verso una verità superiore raggiungibile soltanto con la rinuncia, il distacco, il sacrificio.

L’ombra di Troia

Il sole è ormai tramontato sul Grande Verde e una leggera brezza si arrampica lungo il sentiero, fino alla caverna. Calliade guarda intensamente l’orizzonte dal suo nascondiglio, sfiora le cicatrici che gli ricoprono il corpo e ripensa alle battaglie che ha combattuto. Qualche mese prima era un soldato di Micene, uno dei fedeli di Agamennone; era stato mandato a Troia con altri trecento uomini scelti per tendere un agguato a Priamo, conquistare la città e impadronirsi di tutte le sue ricchezze. Inaspettatamente però i micenei erano stati sconfitti e al loro ritorno in patria erano stati accolti dall’ira del re e dallo sdegno del popolo. Solo l’intervento di Banocle, fedele compagno di tutte le battaglie, aveva permesso a Calliade di evitare la tortura e di fuggire verso Troia. La patria del nemico, infatti, è l’unica che può accogliere i due fuggitivi. Agamennone dopo l’amara sconfitta sta cercando di radunare intorno a sé tutti i principi dell’Egeo, per porre fine al dominio della Città d’Oro. Gli eserciti si stanno armando e non c’è più spazio per le storie e le vendette personali. La guerra più crudele che l’uomo ricordi sta per avere inizio. Chi riuscirà a entrare in possesso dell’arma degli dei, uno scudo forgiato dal tuono, scomparso negli abissi, potrà dominare il mare.