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Sangue nel vicolo

Wally Hunter è morto, da solo, in un vicolo, ucciso da un malvivente che voleva derubarlo. Era un uomo qualunque, un tipografo, dalla vita semplice e priva di ombre. Come si sono svolti i fatti pare evidente: ricevuta la paga, è andato a bere in un bar, e lì qualche malintenzionato l’ha adocchiato e seguito nel vicolo. Ma Ed, suo figlio, non riesce a crederci, c’è sotto qualcosa, c’è qualcosa di poco chiaro. Con l’aiuto di zio Ambrose, condurrà un’indagine parallela, che si scosterà ben presto dalla pista ufficiale, e che purtroppo porterà alla luce segreti che avrebbe preferito non conoscere mai. Il primo libro scritto da Fredric Brown nel 1947.

Sangue di mezz’inverno

Un’altra notte, un’altra tormenta di neve. Temperatura: meno trenta. Una cortina di gelo avvolge la città e la brina sulle finestre acceca le case e le coscienze. Questa giornata non è fatta per i vivi, pensa Malin Fors, la più brillante e ambiziosa detective di Linkòping, in Svezia. Ma anche la più irrequieta. Divorziata e con una figlia tredicenne avuta quand’era troppo giovane, cerca consolazione nell’alcol e spesso si fa coinvolgere in precarie storie sentimentali. Per lei, tuttavia, ogni indagine è una missione, la possibilità di redimere un mondo in cui vittime e colpevoli sono due facce della stessa medaglia. Questa giornata non è fatta per i vivi. E infatti, nella campagna ghiacciata, impiccato a un albero, è stato ritrovato un uomo. Sui quarant’anni. Nudo. Obeso. Coperto di lividi e di ustioni. Chi l’ha ucciso non ha lasciato tracce. O, se l’ha fatto, ci ha pensato la neve a cancellarle. Nessuno sa chi era quell’uomo. O, forse, nessuno ha mai voluto saperlo. E allora perché è stato ucciso? Per un gioco crudele finito male? Per consumare una vendetta covata da anni? Per celebrare un antico rituale di mezz’inverno? La risposta è lì, nascosta tra le pieghe di un’esistenza sempre ai margini, che adesso però reclama attenzione. Che vuole uscire dall’ombra per essere raccontata. Da Malin. Questa giornata non è fatta per i vivi.

Sangue Blu: Una Nuova Inchiesta Del Commissario Van In

Sangue blu: Una nuova inchiesta del commissario Van In by Pieter Aspe
Torna Pieter Aspe, il Simenon fiammingo, con un nuovo thriller ambientato nella sua Burges. Quello che è Maigret per Parigi e il commissario Brunetti per Venezia, Pieter Van In Io è per Burges, la Venezia del Nord. Insieme al suo assistente, questo commissario ha conquistato milioni di lettori. “Van In ricorda la Petra Delicado di Alicia Gimènez- Bartlett e come lei sa convincere il lettore a seguirlo”. Lara Crinò D-La Repubblica “È un po’ Maigret, un po’ Poirot e ha più di qualcosa in comune col tenente Colombo. Ma in fondo il commissario Van In è solo se stesso: un intelligente, sbruffone, attento, perspicace, anticonformista detective che gioca a fare il duro alla Bruce Willis”. Leonardo Jattarelli Il Messaggero Il nuovo romanzo di Pieter Aspe, Sangue blu, è come sempre ambientato tra i vicoli e i canali di una Bruges turistica e piovosa e i suoi immancabili protagonisti sono il commissario Van In e il brigadiere Guido Versavel. In questa nuova inchiesta Marcus Heydens, un uomo appartenente alla ricca borghesia della città e iscritto alla locale loggia massonica, viene ritrovato impiccato nel salone della sua antica ed eccentrica dimora. Il commissario Van In inizialmente archivia il caso come suicidio, nonostante nessun aspetto della vita di Marcus Heydens giustifichi un tale atto. Ma alcune lettere di minaccia al padre che il figlio della vittima, Valentin Heydens, consegna la sera stessa della tragedia ad Hannelore Martens, sua ex-fidanzata e compagna del commissario, deviano ben presto il corso delle indagini, rivelando l’esistenza di una trama ben più intricata e stratificata. La situazione viene ulteriormente complicata dalle liti e dalle incomprensioni che minacciano il rapporto tra Van In ed Hannelore, la quale deve barcamenarsi, durante tutto il romanzo, tra la gelosia del commissario e la forte attrazione che continua a legarla a Valentin. Ma poi grazie anche all’aiuto del fido brigadiere Guido Versavel, il commissario Van In tornerà sui suoi passi: avvierà una nuova indagine che lo porterà a scoprire degli inquietanti dettagli della vita privata della vittima. Ancora una volta Pieter Aspe ci regala un thriller ad alta tensione condito però dall’ironia affidata alla dinamica di attriti e riconciliazioni, di recriminazioni e complicità dei due protagonisti principali, Van In e Versavel. Gli elementi ormai ricorrenti dei romanzi di Aspe, come l’ambientazione di Bruges o la passione del commissario per la birra Duvel o ancora le paste all’uvetta che vendono nella Grand Place sono piccole chicche piacevoli da ritrovare per il lettore che aprirà un nuovo romanzo di Pieter Aspe.

San’kja

La mamma infermiera di notte, il padre morto alcolizzato, San’kja è uno degli innumerevoli figli della dimenticata periferia rurale russa. Sbandato, arrabbiato col mondo, indifferente e ostile a qualsiasi ideologia, San’kja sogna una patria inesistente. In un crescendo di disperata violenza tenterà, insieme ai giovanissimi compagni del partito rosso bruno – i suoi amici, il suo amore, la sua vera famiglia – di distruggere un ordine neoborghese che odia, di scatenare la rivoluzione…

(source: Bol.com)

Sam Space, spazioinvestigatore

Non sono mancate nella ormai lunga vita della fantascienza, delle buone e a volte ottime storie “fanta-poliziesche”. Ma nessun “fanta-giallo” aveva ancora raggiunto la carica di azione e di frenetico, spregiudicato, inesauribile divertimento che William F. Nolan ha saputo dare a questo suo romanzo “chandleriano” e al suo protagonista Sam Space: uno straordinario personaggio, meticolosamente ricostruito sul modello dei massimi ivestigatori privati degli “anni trenta”, che si scatena senza respiro e non cessa un istante di moltiplicarsi in altri infiniti Sam Space in tutti i pianeti del sistema Solare e in tutte le dimensioni dello Spazio-Tempo.

Salvimaio

”Un governo Frankenstein e un’opposizione che non si oppone, tra l’agonia tragicomica del Pd e la spocchia sinistrorsa degli ”alternativi”. Un Berlusconi inesistente e gli ”intellettuali” che con Renzi stavano zitti e adesso giocano ai ribelli. Con Salvini e Di Maio al potere, tutto quello che valeva fino a pochi mesi fa non conta più. Prima c’erano i gattopardi, ora dichiarati e ora travestiti da innovatori. Adesso ci sono gli scavezzacollo, i populisti, i sovversivi. Da una parte quasi tutta l’informazione, pronta a enfatizzarne ogni errore. Dall’altra un ambizioso ”governo del cambiamento” che si sforza di stare unito, al punto da smussare le uscite del ministro Fontana, glissare sui tweet del leader leghista e trovarsi concorde (Fico a parte) sul caso Diciotti. Il Salvimaio va avanti tra il ”sovranismo livido” della Lega e il ”giustizialismo moralista” dei 5 Stelle, con Conte a far da collante. Ma quanto può durare? E con quali conseguenze per un Paese sempre più spaccato? Andrea Scanzi torna con un nuovo pamphlet, raccontando l’attuale scenario politico italiano. Da questo libro nascerà uno spettacolo teatrale”.

(source: Bol.com)

Salute ed equilibrio nutrizionale

L’obesità costituisce il problema nutrizionale più frequente nei paesi industrializzati. In Italia, un bambino su quattro è soprappeso, uno su dieci è obeso. Inoltre, i risultati di recenti indagini epidemiologiche suggeriscono che il numero dei bambini obesi sembra destinato ad aumentare ulteriormente. Questo volume riporta i più recenti aggiornamenti sui fattori genetici, metabolici e psicologici coinvolti nel determinare lo sviluppo dell’obesità nell’età evolutiva, e suggerimenti basati sull’evidenza scientifica per il suo trattamento.
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Salomé. Dramma in un atto

“Oscar Wilde fu essenzialmente un abile, elegante e perfino geniale divulgatore. E tale si dimostra anche nel caso del suo unico scritto in francese, lo strano testo teatrale intitolato “Salomé”, dove in certo senso si dice una parola definitiva su questo personaggio tanto centrale per la sensibilità della cosiddetta decadenza. Centrale perché? Perché Salomè è l’ultima incarnazione del mito romantico della donna fatale, corrotta e innocente al tempo stesso, irresistibile e distruttrice; un mito che si incarna di volta in volta nella Belle Dame Sans Merci di Keats, nella Carmen di Mérimée, nella Monna Lisa di Leonardo descritta da Walter Pater. In “Salomè” questa femme fatale assume i connotati estremi nel segno della decadenza: estrema è la crudeltà (e allo stesso tempo, l’innocenza); estrema è la giovinezza (già nel Medioevo Salomè viene rappresentata come poco più di una bambina); estrema è la carica sacrilega del mito; ed estrema è la componente erotica (la danza discinta, il sangue). Questi sono i dati comuni a tutte le versioni tardoromantiche e decadenti, delle quali a Wilde sarebbe toccato di offrire la sintesi definitiva.” (Dallo scritto di Masolino D’Amico)

Sale e pepe

È davvero un inferno lavorare per Saul Easton, giovane e brillante uomo d’affari, tanto bello quanto insopportabilmente burbero e arrogante! Ma Verity, la sua graziosa segretaria, è ben decisa a non far parte della lista delle sue vittime per due ottime ragioni: è pagata profumatamente e desidera il meglio per la piccola Hannah, che ha allevato con le sue sole forze. Inoltre, lui è troppo affascinante per potervi rinunciare!

Salammbo

La guerra tra Cartagine e i Mercenari ribelli, l’impossibile storia d’amore di Salammbò e Matho, saranno lo scenario di una discesa allucinata nell’inferno degli ancestrali istinti umani, liberati in tutta la forza distruttiva.

“Ciò che mi sembra bello, ciò che vorrei fare, è un libro su nulla, un libro privo di legami esteriori, che si regga da solo grazie all’intima forza dello stile.” (Flaubert) Questo è sicuramente un libro che nasce dal nulla, da poche pagine di Polibio. Lo scenario che ricostruisce, a partire appunto da fonti storiche più o meno consistenti, è guidato da un’idea generale: la decadenza di una civiltà – quella cartaginese – il suo lento naufragio negli abissi del tempo. Un romanzo in cui l'”intima forza dello stile” rappresenta la vittoria sul “nulla”.

Saigon era Disneyland (in confronto)

Con un’operazione sfacciatamente propagandistica, gli operai di Sesto San Giovanni occupano il ricco e minuscolo emirato di Milano 2. Una delegazione di albanesi, in visita, adotta due bambini di Milano 2. Dilaga la gommina che, com’è noto, spappola il cervello dei giovani e, per di più, unge tutti i capelli. Ai semafori è pieno di marocchini a cui la gente lava gli occhiali in cambio di due o trecento lire. Tutto questo accade a Milano: una città che, quando Rambo ci arriva, paracadutato in segreto per liberare alcuni agenti del Fronte pensionati, strappa al muscoloso eroe un gemito di terrore e gli fa dire: “Saigon un cazzo! Saigon era Disneyland in confronto!”. Ed ecco spiegato il titolo dell’ultima “fatica” di Gino e Michele, i nuovi e incontrastati “re” dell’umorismo. Reduci dal travolgente successo di Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano, gli autori che hanno spopolato in TV e sui grandi giornali hanno deciso di dare alle stampe i loro pezzi migliori, per offrire ai lettori un distillato di intelligente humour al vetriolo che strappa risate a ogni pagina.

Sai Cosa Mangi?

Cosa mangia l’America nell’era moderna? Probabilmente molte delle cose che mangeremo anche noi nel prossimo futuro. Ormai la dinamica dei flussi è chiara: l’hamburger e la Coca Cola sono solo i simboli di un modello di consumo che, con diverse sfaccettature, ha definitivamente contaminato la nostra cultura del cibo. Se per noi gli spaghetti sono intoccabili e la pizza continua a essere il più gettonato tra i fast food, è comunque vero che le giovani generazioni sentono irresistibile il richiamo del cibo made in USA. All’insegna dell’intercultura e del mercato globale, ci troveremo sempre di più a fare i conti con prodotti per noi alieni come i Marshmallow (le famose caramelle spugnose a forma di cilindretto), magari in versioni addomesticate per sposarsi meglio con il gusto mediterraneo. Del resto il Parmigiano Reggiano e lo Speck dell’Alto Adige negli hamburger di McDonald’s sono già una realtà ed è un dato di fatto che i banchi del supermercato si arricchiscano ogni giorno di nuove proposte sempre più tecnologiche. Le “patatine” che hanno l’aspetto e il sapore del bacon (senza averlo mai visto nemmeno da lontano) sono dei must dell’happy hour, così come prosegue il successo degli energy drink dal gusto dubbio e delle gomme americane (per l’appunto…) che frizzano. È giusto? È salutare? Chissà… Di sicuro c’è una cosa: è la realtà dei nostri giorni. E allora, perché non provare a conoscerla meglio? Perché non lasciare da parte diffidenze e pregiudizi per dare spazio alla pura e semplice curiosità? Pagina dopo pagina, questo libro ci introduce in un mondo diverso ma certamente affascinante, dove si scopre che il cibo può avere dimensioni e significati differenti da quelli che gli attribuiamo abitualmente. Oltre il piacere, oltre il nutrimento, diventa gioco, ricerca tecnologica, sfida scientifica, desiderio di stupire e di distinguersi… Gli autori, esperti riconosciuti del settore, si approcciano a questo mondo con piacevole ironia e distacco professionale, guidandoci alla scoperta dei Pixy Stix, piuttosto che dei Circus Peanuts e dei Lucky Charm, senza peraltro trascurare argomenti più vicini al nostro quotidiano, dalla preparazione del gelato alla conservazione sotto vuoto, alle indispensabili attenzioni igieniche da seguire in cucina. Leggendo, si ha conferma di come l’alimentazione sia davvero una scienza complessa e di quanto siano ampi e stimolanti gli orizzonti che apre alla ricerca, ma si ha anche la percezione netta di quanta distanza possa esserci tra le diverse culture alimentari. Il mondo è bello perché è vario. È vero: la diversità è una ricchezza. Ma perché lo sia veramente va approcciata con curiosità e desiderio di confronto, gli stessi atteggiamenti che scaturiscono in modo irresistibile dalla lettura di questo libro. “Se avete un interesse per l’alimentazione, sarà un’appetitosa lettura” – Linda Brazill Capital Times “Queste pagine contengono moltissime informazioni sulla sicurezza alimentare, sul fenomeno del freezer burn (bruciatura da freddo) e sulle allergie. Ma ciò che rende il libro così appassionante e piacevole sono le storie legate ai nostri sfizi alimentari. Gli Hartel trattano questioni riguardanti le caramelle a forma di arachidi (Circus Peanuts), i marshmallow, la data di scadenza delle merendine, spiegano se preferire le scagliette alle codette di cioccolato, la torta fatta in casa dalla mamma ai preparati della Cameo. Ma la storia più gustosa che gli Hartel ci raccontano è come si fanno le ciliege ripiene ricoperte al cioccolato” – Linda Brazill, Capital Times

Saggio sulla libertà

Nel celebre Saggio sulla libertà (titolo originale: On Liberty), uno dei capisaldi della cultura filosofica della società moderna, Mill sostiene che un individuo è libero di raggiungere la propria felicità come meglio crede e nessuno può costringerlo a fare qualcosa con la motivazione che è meglio per lui, ma potrà al massimo consigliarlo; l’unico caso in cui si può interferire sulla libertà d’azione è quando la libertà di uno provochi danno a qualcun altro, solo ed unicamente in questo caso l’umanità è giustificata ad agire allo scopo di proteggersi
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### Sinossi
Nel celebre Saggio sulla libertà (titolo originale: On Liberty), uno dei capisaldi della cultura filosofica della società moderna, Mill sostiene che un individuo è libero di raggiungere la propria felicità come meglio crede e nessuno può costringerlo a fare qualcosa con la motivazione che è meglio per lui, ma potrà al massimo consigliarlo; l’unico caso in cui si può interferire sulla libertà d’azione è quando la libertà di uno provochi danno a qualcun altro, solo ed unicamente in questo caso l’umanità è giustificata ad agire allo scopo di proteggersi
### Descrizione
Riflettendo sul tema della libertà civile, John Stuart Mill si domanda quali siano la natura e i limiti del potere che la società può legittimamente esercitare sull’individuo. Il criterio utilitarista del massimo benessere per il maggior numero di persone, secondo questo classico del pensiero politico, deve essere alla base delle norme che regolano il vivere comune. Nel suo percorso di ricerca della felicità, l’individuo è libero fino a quando non arreca danno agli altri: libero anche di esprimere il proprio dissenso dalle idee predominanti, libero di non conformarsi ad un modello di opinioni, sentimenti, usanze che la società impone come norma di condotta.