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Scandalo al ballo dei Balfour

Fredda e tagliente come una lama che penetra lenta a farti il cuore a brandelli, la gelosia si fa strada nel sangue di Alessandro e la certezza che la sua Meredith lo tradisca con il suo migliore amico gli annebbia ormai la mente. Ed è al ballo dei Balfour, gli zii di Meredith, quel ballo durante il quale si mischiano sussurranti le voci maligne di uno scandalo sui padroni di casa e della presunta relazione tra Meredith e Marco, che quella gelosia si manifesta irruenta ad una Meredith sconvolta, ancora sconcertata anche da quella che sarebbe dovuta essere una splendida notizia che ancora non ha avuto modo di dare ad Alessandro…

Scandali privati

Angela Perkins e Deanna Reynolds si muovono nell’ambiente eccitante della TV americana. Sono entrambe belle e ambiziose. Quando le incontriamo Angela è già una anchorwoman affermata, Deanna si sta facendo strada come assistente di Angela. Per una casuale circostanza, i ruoli tra le due amiche si capovolgono: Deanna esce allo scoperto e conquista il successo come conduttrice di un talk show pomeridiano che mette nell’ombra il programma di Angela. Ossessionata dal desiderio di vendetta Angela cadrà in un abisso di perfidia per vendicarsi della sua amica. Rivelazioni, tradimenti, scandali, segneranno il percorso di questo gioco crudele.
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Scala

Il mito narra che Sisifo, il più scaltro degli uomini, sconta la sua condanna facendo rotolare lungo il versante di una collina un macigno che, una volta raggiunta la cima, ripiomba sempre giù in basso. Proprio come Sisifo, anche noi oggi sembriamo condannati a sospingere incessantemente un peso a tratti insopportabile, quello cioè del cambiamento continuo, della costante accelerazione. L’innovazione, che ogni giorno dischiude ai nostri occhi scenari inimmaginabili soltanto pochi anni fa, procede a un ritmo vertiginoso. E con essa l’idea della crescita ininterrotta dei consumi, delle città, della popolazione mondiale, e, dunque, anche dei costi in termini di mutamenti climatici, risorse energetiche e sostenibilità del pianeta.

Forse potremmo pensare al futuro con maggiore fiducia se riuscissimo a comprendere a fondo le dinamiche della crescita continua nonché il loro sviluppo e le loro implicazioni in un quadro di prevedibilità quantitativa. Se riuscissimo, cioè, a ipotizzare l’esistenza di un ordine nascosto e sotteso alle molteplici forme del vivente, di un numero circoscritto di leggi cui obbediscono tutti i sistemi complessi.

È quanto suggerisce Geoffrey West, già direttore del Santa Fe Institute nel New Mexico, in questo libro sorprendente e per certi versi visionario. Con il rigore e la creatività del fisico teorico, West ci invita a guardare alla realtà che ci circonda con occhi diversi, a osservare cosa succede se confrontiamo tra loro fenomeni differenti, come, per esempio, il tasso metabolico del corpo umano, il numero dei battiti cardiaci, il valore dell’attivo netto delle società quotate in borsa e il numero di brevetti prodotti in una città. Ci stupiremo nello scoprire che esiste una regolarità esprimibile attraverso il linguaggio della matematica, e cioè che, variando di scala con l’aumentare delle dimensioni, piante, ecosistemi, città, microrganismi, grandi aziende, il nostro stesso corpo e certe malattie variano in maniera coerente e prevedibile. E questo perché sono tutti soggetti a leggi generali, sistemiche e unificanti, condividono una comune struttura concettuale e sono riconducibili a una serie di principi fondamentali. In altre parole, sono solo delle variazioni su un tema universale, il quale, se interpretato correttamente, diventa uno strumento predittivo straordinario per pianificare il futuro del pianeta.

Integrando temi di biologia e matematica, fisica e scienze sociali ed economiche, Scala offre una prospettiva affascinante e insolita sulle grandi sfide globali che ci attendono.

(source: Bol.com)

Scacco Matto – Io ho scelto noi

*SECONDA PARTE DI UNA DUOLOGIA*
Dopo aver scoperto e conosciuto il lato oscuro di Alex, Nicole sceglie di seguire una strada parallela alla sua. Ormai concentrata sul suo tirocinio da psicologa, la Chess House diventa solo un lontano ricordo, ma nulla riesce a cancellare l’ex collega che le ha suscitato rabbia ed irrazionale passione. Dall’altro canto Alex prende la decisione di cercare un chiarimento con lei, abbandonando un incontro erotico con gli amici di Herbert Robinson. Lo sconsiderato gesto porterà a delle spiacevoli conseguenze, ma permetterà ai due di riavvicinarsi. Tutta la verità verrà a galla ed i problemi da affrontare non saranno pochi. Vittima di un “patto col Diavolo”, Alex cercherà di riguadagnare la sua libertà. Numerosi ostacoli si presenteranno lungo il cammino… ma un evento inaspettato porterà a stravolgere l’intera situazione. 
Riuscirà a germogliare il seme del vero amore, in un terreno di prostituzione, corruzione e violenza? 
E Torre Nera, vincerà la sua partita?
***ATTENZIONE***
IL ROMANZO CONTIENE SCENE FORTI ED ESPLICITE

Savant

Hank Russel e Zach Schmulevitz, due detective della omicidi dirottati per opposti motivi alla Human law enforcement, l’unità della polizia di New York che si occupa di crimini contro gli animali, si imbattono in una indagine che cambierà per sempre il corso delle loro vite. Dall’orrore che si cela dietro la porta della suite 900 del Roosevelt Hotel, alle terre selvagge del Nord Dakota e fino in Texas, si ritroveranno faccia a faccia con un orrore primitivo e possente che pretende di essere ricomposto in un disegno al di là di ogni impaginazione.

Satchmo. La mia vita a New Orleans

“Louis Armstrong è il jazz”, così esordisce Enrico Rava nella prefazione a questa autobiografia del grande musicista americano. E insieme al jazz Armstrong è cresciuto nei bassifondi di quella città leggendaria che era la New Orleans d’inizio Novecento, quando le brass band si sfidavano a duelli musicali per le strade, e durante i funerali si potevano ascoltare le marce e i primi ragtime suonati da Kid Ory e King Oliver. La prima volta che Satchmo suona la tromba è in riformatorio, quando è ancora un bambino, e da allora lo strumento non lo abbandona più: anche quando di giorno Louis vende carbone e scarica caschi di banane, la tromba sarà lì ad attendere di essere suonata, la sera, per un pubblico di prostitute, magnaccia e giocatori d’azzardo.
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Satana a Goray

Alle soglie del 1666 si diffuse in Polonia la notizia che per gli ebrei la fine dell’Esilio era imminente: un uomo chiamato Shabbatay Tzevi si era rivelato come il Messia, e presto una «nuvola sarebbe apparsa e li avrebbe portati tutti in Terra Santa». I segni non erano mancati: nel decennio precedente i cosacchi dell’atamano ucraino Chmel’nitskij avevano massacrato quasi centomila ebrei, «scorticando vivi gli uomini, sgozzando i bambini, violando le donne per poi squarciarne i ventri e cucirvi dentro gatti vivi». Ma quegli orrori non erano altro se non «le doglie che annunciavano la nascita del Messia». Per accelerare la liberazione – così dicevano gli emissari di Shabbatay Tzevi – bisognava immergersi nell’oscurità del peccato: solo la discesa agli inferi avrebbe consentito l’ascesa delle anime, e la perfetta redenzione. Anche gli abitanti di Goraj, «la città nascosta tra le colline in capo al mondo», si abbandonano dunque all’idolatria e alla licenza, infrangendo ogni legge. Ma la sciagura si abbatte su di loro: dopo aver giaciuto, benché sposata, con il capo dei sabbatiani, Rechele la profetessa viene posseduta da un dybbuk, e finisce per essere ingravidata da Satana, mentre la disperazione stringe in una morsa la città, stremata dalla carestia. Perché a Goraj «vi sia contentezza» bisognerà che le forze demoniache vengano scacciate, e il nome dell’Onnipotente sia di nuovo santificato. «Che meraviglioso, meraviglioso mondo,» ha scritto Henry Miller «un mondo bello e terribile, quello di Isaac Bashevis Singer, benedetto sia il suo nome!».

Sarti Antonio: Rapiti Si Nasce

Sarti Antonio: rapiti si nasce by Loriano Macchiavelli
Eccolo lo squinternato questurino bolognese drogato di caffè e affetto da colite. Per i quarant’anni di Sarti Antonio, il personaggio che ha ispirato tutta la letteratura noir italiana, ripubblichiamo un romanzo da tempo introvabile.
Sono le sei del mattino e Sarti Antonio riceve una telefonata. Una voce lo minaccia. Non deve uscire di casa. Sono tempi in cui si spara facile. Sono gli Anni di piombo. Ma perché dovrebbero prendersela con un semplice poliziotto? Temporeggia, Sarti, non sa che fare; decisamente non ha scelto il mestiere adatto a lui. Poi va incontro al destino. E il destino si compie. Si risveglia imprigionato in una cantina umida e puzzolente. Chi l’ha rapito? Forse una delle indagini in cui è impegnato è arrivata troppo vicina alla verità, ma quale? L’omicidio di Kim, hippy fuori tempo massimo, quello del Napoletano, ucciso dopo una rissa al bar, o quello di piazza VIII agosto? Sarti Antonio si racconta in soggettiva in un noir fuori dagli schemi, ma sempre pieno di ironia e, soprattutto, di umanità.

Sarti Antonio e l’amico americano

Bologna. Uno studente americano completamente nudo cade dalla finestra del suo appartamento dal terzo piano. Raimondi Cesare, ispettore capo, lo definisce suicidio, a Sarti Antonio, sergente, non resta che confermare e stendere il verbale. Ma quando Ugo Poli, l’archivista, leggendo le conclusioni del rapporto si mette a ridere, Sarti Antonio è assalito da dubbi e da rimorsi e riprende le indagini finendo in uno scandalo dalle proporzioni internazionali e coinvolgendo personaggi talmente in alto da far venire le vertigini.

Sarò la tua cura

Con intelligenza e arguzia, Jane Blundell ha sempre evitato l’argomento matrimonio. Divenuto poi impensabile dopo essersi infettata con un campione di sangue nel laboratorio del padre. La trasformazione della figlia in un essere della notte costringe il dottor Blundell a portarla da Londra nelle Highlands, dove Jane incontra Callan Kilkenny, l’unico uomo che può capire la sua sete e soddisfare i suoi insaziabili desideri. Da poco rientrato da Marrakech dove era succube di una bellissima vampira, Callan è ancora disgustato da quel passato e spera che proprio il padre di Jane trovi una cura. Ma mentre scopre in lei una passione che non può respingere né controllare, qualcun altro brama quella stessa cura. Per salvare Jane, Callan dovrà rischiare tutto, anche l’ultima possibilità di redenzione.

Saprò ogni tuo segreto

Per Rob Phillips Ainsworth, la multinazionale di cui è presidente dovrebbe assomigliare al formicaio che da tempo osserva con maniacale attenzione: un sistema sociale solido, fondato sull’efficienza, la cooperazione e il rispetto dei ruoli. Che cosa impedisce alla sua azienda di ottenere gli stessi risultati? In cosa differiscono questi minuscoli insetti e le brillanti menti incaricate di guidare il suo impero economico? La risposta è semplice: a differenza delle formiche, i suoi dirigenti diffidano gli uni degli altri, si temono, difendono i propri interessi. Ma soprattutto, dietro le apparenze, custodiscono gelosamente i propri segreti. Segreti spesso inconfessabili, vizi e perversioni che, se svelati, minerebbero il loro stato sociale e sconvolgerebbero le loro esistenze. Per il presidente, sono proprio i segreti ciò a cui i suoi uomini dovranno rinunciare per accrescere la fiducia e il rispetto reciproci. Con un esperimento senza precedenti, Ainsworth farà in modo che la vita privata dei suoi dirigenti esca allo scoperto. Ma il risultato sarà tragicamente diverso dalle aspettative. “Saprò ogni tuo segreto” è il racconto degli sforzi compiuti dall’uomo per apparire ciò che non è. E per nascondere ciò che è realmente.

Saper perdere

Quando la furetta Cheyenne annuncia la sua decisione di partire per Hollywood e diventare un’attrice, il suo inseparabile amico Monty ne è terribilmente rattristato. Ma non se ne stupisce. Non è questione di semplice bellezza: Cheyenne ha una trasparenza particolare, e sa entrare nella mente di chi la guarda e le sta accanto. E, poi, ha trascorso tutte le serate estive al CineFur per imparare i segreti dei grandi attori. La sera prima della partenza, Cheyenne è malinconica e spaventata all’idea di lasciarsi alle spalle il villaggio che conosce così bene. Monty ha lo sguardo triste, ma i furetti come lui non si lamentano mai e non cercano di far cambiare idea a chi ha preso una decisione. Il suo regalo d’addio è una semplice margherita di campo, che Cheyenne porterà sempre con sé.

Sanguisughe

Sanguisughe by Mario Giordano
C’è il pensionato Inps più ricco d’Italia: 90.000 euro al mese. C’è l’onorevole che è stato in Parlamento un solo giorno e potrà contare per tutta la vita su una pensione da deputato. C’è l’ex presidente del Consiglio che ha tagliato le pensioni altrui e ne ha ottenuta per sé una da 31.000 euro al mese. C’è l’ex presidente della Repubblica che, oltre al vitalizio, incassa 4766 euro netti al mese come ex magistrato, pur avendo svolto questa attività per soli 3 anni. E poi ci sono le baby pensioni, le pensioni ai mafiosi, le doppie, triple e quadruple pensioni: mentre al cittadino qualunque vengono chiesti continui sacrifici sul fronte previdenziale, mentre l’Europa insiste per allungare la vita lavorativa e i giovani non sanno se potranno mai avere una vecchiaia serena, la casta dei pensionati d’oro mantiene i suoi privilegi, anzi se ne riserva sempre di nuovi. Tutto perfettamente legale, s’intende, ma con la differenza non trascurabile che, in questo caso, la legge viene applicata con sorprendente rapidità, mentre ci sono centinaia di comuni cittadini che devono attendere anni per veder riconosciuti i loro diritti previdenziali.
Dal dirigente della Banca d’Italia che va a riposo a 44 anni con 18.000 euro al mese al burocrate che, ancora nel 2009, va in pensione a 47 anni con 6000 euro netti (e l’incarico da assessore), dal commesso del Senato che prende 8000 euro al mese alla bidella pensionata a 29 anni, dal falso cieco che va a ritirare la pensione al volante della sua automobile alle presunte pensionate dell’agricoltura che giurano di aver passato anni a raccogliere «olive quadrate», Mario Giordano ci guida nel labirinto degli scandali, degli inganni e degli abusi della previdenza italiana: un buco nero che grava sulle spalle dei contribuenti e mette a rischio il loro futuro.
Da questo desolante panorama emerge un’indicazione chiara: visto che continuano a chiedere tagli alle pensioni, non si potrebbe cominciare da qualcuno di questi privilegi?