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Giorni felici

«Interrata fin sopra alla vita, esattamente al centro del monticello, Winnie. Sulla cinquantina, ben conservata, preferibilmente bionda, braccia e spalle nude, corpetto scollato, seno generoso, giro di perle. Sta dormendo, le braccia davanti a sé, per terra, la testa sulle braccia. Accanto a lei, alla sua sinistra, una sporta nera molto capace, e alla sua destra un parasole retrattile, col manico che sporge dal fodero». Queste le indicazioni di scena dello stesso Beckett per Winnie, una delle due voci dialoganti di Giorni felici. Nel suo chiacchiericcio cantilenante, nei repentini cambiamenti di umore, nella banalità insensata delle sue raccomandazioni al marito WiIlie, si ritrova un'ennesima straordinaria esplorazione beckettiana della vita, ai margini della follia.

I giorni e le opere

Considerato uno dei maestri indiscussi della letteratura in lingua tedesca, Peter Handke ha celebrato una sorta di giubileo professionale: più di cinquant’anni dedicati alla scrittura e, inevitabilmente, alla lettura. In queste pagine in cui si racconta e si mette a nudo, alle opere si intrecciano i giorni – come vuole il titolo del poema di Esiodo – e ai giorni le opere, perché per Handke scrivere e leggere sono l’essenza stessa del vivere. Questo libro ci fa conoscere non solo uno scrittore e un lettore raffinato, lo sfondo culturale entro cui si è formata la sua vena artistica, le sue origini di autore austriaco carinziano profondamente vicino alla cultura slava, ma anche il suo profilo di autore internazionale, flâneur parigino e giramondo, cinefilo appassionato di western, intellettuale che prende posizioni politiche a volte anche scomode, e ne dà conto, facendo chiarezza su episodi che hanno fatto scalpore. Libri, letture, passioni, episodi di vita vissuta ma soprattutto una straordinaria fenomenologia dell’esperienza del leggere, che significa per Handke ascoltare, origliare, sussurrare, rallentare il passo, studiare, imparare, mettersi in viaggio, esplorare se stessi e il mondo… Sempre nel segno di un’idea molto precisa di letteratura ‘seria’, che è quella classica, antica ed eternamente nuova, capace di pervadere di bellezza e di trasfigurare il lettore.

(source: Bol.com)

I Giorni Della Vendetta

Inghilterra, 1478 Dopo otto anni, Duncan Brygthon fa ritorno in patria. Del giovane che era è rimasto ben poco. Niente onore o lealtà, ideali cavallereschi o eroici propositi, lui ha in mente una cosa sola: vendicarsi di tutti quelli che l’hanno tradito. Ma la terra innaffiata col desiderio di vendetta, sulla quale lui ha costruito un castello di odio, inizia presto a tremare. Caterina Cornaro, Regina di Cipro, affida un incarico delicatissimo a sua cugina Virginia Lando: trovare e uccidere un uomo che la regina dichiara essere il responsabile della congiura di palazzo. Virginia attraversa l’Europa e giunge fino in Inghilterra, pronta a tutto pur di esaudire il desiderio di vendetta della Regina, ma quando trova finalmente l’uomo, scopre che le cose non stanno come le era stato raccontato. La saga NEMICI è composta da 4 volumi: I Giorni dell’Odio I Giorni della Vendetta I Giorni della Giustizia (Marzo 2017) I Giorni della Tempesta (Settembre 2017) Gruppo Facebook dedicato alla Saga https://www.facebook.com/groups/188436748229487/ Pagina Romanzo https://www.facebook.com/nemici.marialetiziamusu/ Pagina Autore https://www.facebook.com/marialetiziamusu/ Profilo Facebook https://www.facebook.com/letizia.musu
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I Giorni Dell’ombra

Vittoria si avvia lentamente verso i trent’anni, ma non è mai diventata veramente donna. Ha vissuto da reclusa, con una sorella più piccola che soffre di agorafobia, una madre rassegnata e letargica, un padre violento e possessivo. Tutta la sua esistenza si è da sempre concentrata nel palazzo in cui abita, e nel piccolo mondo che lo popola. Ed è dentro il palazzo che, da qualche tempo, ha trovato nuove ragioni di speranza: in Daniel, il talentuoso scrittore del quale può permettersi di essere innamorata, nella certezza che il suo sentimento non sarà mai ricambiato, e in Lisa, la ragazza vitale e sfrontata che si serve di Vittoria per i propri piccoli sfoghi quotidiani, e le consente di proiettarsi per procura in quel mondo che non ha mai avuto il coraggio di affrontare.
Quando Lisa scompare da un giorno all’altro, nessuno nel palazzo sembra preoccuparsene: tutti sono convinti che sia partita per uno dei suoi vagabondaggi amorosi e che presto tornerà. Vittoria però è sicura che l’amica sia in pericolo e che le sia successo qualcosa di brutto. E comincia a violare la semiclausura cui è condannata da anni, nel tentativo di arrivare alla verità. Senza fermarsi davanti a nulla: neppure al sospetto che nella sparizione siano coinvolte le persone che le sono più care e che ritrovare Lisa significherà uscire dalla propria prigione e affrontare una volta per tutte, indifesa, il mondo fuori.
Con una scrittura elegante e una capacità rara di esplorare e mettere in scena le ferite più profonde, quelle che ognuno porta nell’anima, Sara Bilotti accompagna i lettori in una vera e propria discesa agli inferi. E costruisce un romanzo nerissimo, carico di suspense, con una protagonista fragile e disturbata, dolce e inquietante, degna delle grandi eroine di Hitchcock.
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### Sinossi
Vittoria si avvia lentamente verso i trent’anni, ma non è mai diventata veramente donna. Ha vissuto da reclusa, con una sorella più piccola che soffre di agorafobia, una madre rassegnata e letargica, un padre violento e possessivo. Tutta la sua esistenza si è da sempre concentrata nel palazzo in cui abita, e nel piccolo mondo che lo popola. Ed è dentro il palazzo che, da qualche tempo, ha trovato nuove ragioni di speranza: in Daniel, il talentuoso scrittore del quale può permettersi di essere innamorata, nella certezza che il suo sentimento non sarà mai ricambiato, e in Lisa, la ragazza vitale e sfrontata che si serve di Vittoria per i propri piccoli sfoghi quotidiani, e le consente di proiettarsi per procura in quel mondo che non ha mai avuto il coraggio di affrontare.
Quando Lisa scompare da un giorno all’altro, nessuno nel palazzo sembra preoccuparsene: tutti sono convinti che sia partita per uno dei suoi vagabondaggi amorosi e che presto tornerà. Vittoria però è sicura che l’amica sia in pericolo e che le sia successo qualcosa di brutto. E comincia a violare la semiclausura cui è condannata da anni, nel tentativo di arrivare alla verità. Senza fermarsi davanti a nulla: neppure al sospetto che nella sparizione siano coinvolte le persone che le sono più care e che ritrovare Lisa significherà uscire dalla propria prigione e affrontare una volta per tutte, indifesa, il mondo fuori.
Con una scrittura elegante e una capacità rara di esplorare e mettere in scena le ferite più profonde, quelle che ognuno porta nell’anima, Sara Bilotti accompagna i lettori in una vera e propria discesa agli inferi. E costruisce un romanzo nerissimo, carico di suspense, con una protagonista fragile e disturbata, dolce e inquietante, degna delle grandi eroine di Hitchcock.

I giorni del terrore: La storia segreta della rivoluzione. Terza parte (Italian Edition)

«La rivoluzione è come Saturno: divora i suoi figli».
A parlare è Vergniaud, in piedi al banco degli imputati. Il Tribunale rivoluzionario ha appena pronunciato la sentenza: fino a qualche settimana prima era presidente della Convenzione nazionale, tra poche ore il boia mostrerà la sua testa al popolo.
È l’autunno del 1793. Nemmeno sei mesi prima, con l’esecuzione del re, la rivoluzione ha raggiunto l’apice. Il tiranno è morto, la monarchia finalmente abbattuta – eppure è proprio in questo momento che qualcosa s’incrina tra le diverse fazioni rivoluzionarie, che fino ad allora hanno agito di concerto. Gli eserciti delle potenze straniere avanzano verso i confini francesi, decisi a marciare su Parigi, e nella capitale la paura che qualcuno si sia venduto e stia tramando per la disfatta della Repubblica diventa sospetto, e il sospetto rapidamente psicosi. Chiunque non dia prova di costante ardore rivoluzionario – stabilisce il Comitato di salute pubblica – è da considerarsi sospetto; chiunque abbia un atteggiamento passivo nei confronti della Repubblica dev’essere arrestato, chiunque non faccia niente per essa va punito.
La Montagna e la Gironda, i brissottini e gli hébertisti: la battaglia è tanto più feroce quanto più diventa chiaro che la posta in gioco non è solo la supremazia politica, ma la vita stessa. Esecuzioni e linciaggi sono all’ordine del giorno, i sanculotti banchettano nel sangue, una dopo l’altra le teste dei leader usciti vittoriosi dalla rivoluzione cadono sotto la lama del Rasoio Nazionale. È il Terrore.
Ultimo atto dell’opera che Hilary Mantel dedica alla Rivoluzione francese, I giorni del Terrore è un lucido resoconto di quegli anni terribili, ma anche e soprattutto una storia di uomini che avanzano verso il loro personale punto di non ritorno, quando toccherà loro scegliere tra i sentimenti e gli ideali sempre più alti cui hanno legato il proprio nome, e del tributo di sangue che sempre il potere esige.
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Giorni d’amore e inganno

Quattro donne in un labirinto senza uscita. Il laboratorio dell’esperimento è un chiuso residence messicano. Un villaggio in cui vivono in lussuoso isolamento le mogli degli ingegneri stranieri al lavoro in un grande cantiere. Paula, aspirante scrittrice e intellettuale, di umore scostante; Victoria, professoressa di chimica, intelligente e positiva; Susy, giovanissima americana segnata da un passato familiare traumatico e affamata d’affetto; Manuela, moglie sessantenne del capo, realizzata e sicura di sé con uno spirito protettivo da matrona. Piccole invidie, normali pettegolezzi, pretese e profferte di amicizia, sottili nevrosi, si incrociano e si scontrano come prevedibile e naturale. Ma un giorno una di esse si innamora del marito di un’altra. E scoppia una specie di reazione a catena, che investe, in una tempesta di sentimenti implacabili, ognuna di loro e ciascuno dei rapporti matrimoniali. Come se la scintilla di quell’amore irregolare fosse il lampo improvviso che illumina, per un attimo e per sempre, un paesaggio sconosciuto, fino a quel momento sepolto nella notte. Alicia Giménez-Bartlett si immerge impietosa nelle fragili personalità esposte allo stress di situazioni improvvise, insolite, che le scoprono indifese.
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Giorni contati

Quattro settimane prima di Natale: una donna è stata uccisa al Porto Antico. È il primo di una serie di delitti, in cui, ogni volta, è stata usata una dose letale di digossina. C’è un legame fra le vittime? O l’assassino, se è uno solo, è un serial killer che colpisce a caso?
Quattro settimane prima di Natale, sono giorni difficili per Antonio Mariani che non riesce a dimenticare Francesca. Sarà la necessità di dipanare quel caso particolarmente intricato a dare una parvenza di normalità alle giornate del commissario Mariani; dovrà immergersi nelle storie delle vittime, dei testimoni, dei possibili colpevoli: tante vite per non pensare alla sua…. ” Lavorare e non pensare alla mia vita. Almeno in quelle degli altri devo trovare un senso”.

Giorni cinesi

*Giorni cinesi* è il diario di un’eccezionale esperienza: tre anni vissuti in Cina, dal 1980 al 1983, insieme con il marito Tiziano Terzani e con i figli Folko e Saskia. Tre anni vissuti appassionatamente, percorrendo in treno, corriera e bicicletta l’immenso paese, dalle città costiere ai villaggi più remoti, ascoltando centinaia di storie e incontrando uomini e donne dai destini più diversi, registrando gli esiti drammatici della Rivoluzione culturale e affrontando sia i più comuni problemi della vita quotidiana che i nodi più antichi di una civiltà millenaria.

Una Giornata DI Ivan Denisovic

Una giornata di Ivan Denisovic è il libro che ha rivelato al mondo lo scrittore Solzenicyn. In un’opera di classica sobrietà, che per nitore espressivo rimanda alle dostoevskiane Memorie di una casa morta, viene descritta per la prima volta una giornata qualsiasi in un campo di lavoro staliniano dove è rinchiuso un uomo semplice, Ivan.
La stessa autonomia poetica si ritrova nei due racconti successivi. Protagonista della Casa di Matrjona è una povera contadina, presso la quale va a vivere un ex deportato, che mitemente subisce ripetute ingiustizie. Alla stazione di Krecetovka illustra invece la parabola morale di un ‘uomo sovietico’ nel quale il germe della sospettosità staliniana s’è tanto radicato da portarlo a commettere una mostruosa ingiustizia.
(source: Bol.com)

Una giornata di Ivan Denisovic

Tre narrazioni da leggere come un’autobiografia spirituale, trasposta nei suoi termini cronologici, ma circolare nell’andamento narrativo: un deportato nel lager; il ritorno ai valori imperituri della Russia profonda dopo la scarcerazione; infine, l’antefatto, la denuncia immotivata che ha messo fine alla libertà.
Una giornata di Ivan Denisovič è il libro che ha rivelato al mondo lo scrittore Solženicyn. In un’opera di classica sobrietà, che per nitore espressivo rimanda alle dostoevskiane Memorie di una casa morta, viene descritta per la prima volta una giornata qualsiasi in un campo di lavoro staliniano dove è rinchiuso un uomo semplice, Ivan.
La stessa autonomia poetica si ritrova nei due racconti successivi. Protagonista della Casa di Matrjona è una povera contadina, presso la quale va a vivere un ex deportato, che mitemente subisce ripetute ingiustizie. Alla stazione di Krečetovka illustra invece la parabola morale di un «uomo sovietico» nel quale il germe della sospettosità staliniana s’è tanto radicato da portarlo a commettere una mostruosa ingiustizia.

Giorgiana Masi: Indagine su un mistero italiano

Un caso mai risolto che ha segnato profondamente e indelebilmente l’identità politica e culturale della generazione che ha vissuto gli anni di piombo.
Quando muore colpita da uno sparo, Giorgiana Masi ha diciotto anni. È il 12 maggio del 1977. Concetto Vecchio riapre l’indagine su un mistero mai dimenticato, e mai risolto, nel quale un’intera generazione si è riconosciuta, con rabbia e con paura, alla fine degli anni settanta. E lo fa in prima persona, avanzando prova dopo prova in una ricerca che getta luce su uno dei capitoli più cupi della storia italiana…

GIORGIA

Giorgia by Guido Sperandio
Non è un harmony, ma una storia vera.
Due donne e un uomo sullo sfondo. L’amore è al centro, in realtà è un confronto tra vincenti e perdenti, dove la distinzione tra le due categorie sfuma fino a diventare impercettibile. La morale sembrerebbe: la vita è così, o paghi subito o poi ma con gli interessi.
È un «I Mini-Minimissimi», brevissimi per arrivare alla parola “fine” prima di annoiarvi

La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009)

Nell’arco di poco più di un decennio – da quel non troppo lontano 1996 in cui fu insignita del Premio Nobel per la letteratura – Wislawa Szymborska è diventata un autore di culto anche in Italia. Né questo vasto successo deve meravigliare. Grazie a un’impavida sicurezza di tocco, la Szymborska sa infatti affrontare temi proibiti perché troppo battuti – l’amore, la morte e la vita in genere, anche e soprattutto nelle sue manifestazioni più irrilevanti – e trasformarli in versi di colloquiale naturalezza e (ingannevole) semplicità. Il volume raduna l’intera produzione poetica della Szymborska, inclusa la recentissima raccolta “Qui”, apparsa in Polonia nel 2009.

La Gioia Di Pensare: Elogio Di Un’arte Dimenticata

Viviamo in un tempo che ci distrae, in un empirismo che ci allontana con forza dalle occupazioni che sanno dare un senso alla nostra esistenza. Eppure questa deprivazione costante delle fonti essenziali di gioia può essere riconquistata ripristinando alcune semplici abitudini. La principale è senz’altro la feconda arte del pensare. Un esercizio a cui dedichiamo sempre meno energie e che proprio per questo impoverisce anche il nostro vissuto emotivo. Basterebbe poco per cambiare, per esempio tornando a usare quell’agenda che si è fatta virtuale, trascrivendo i nostri pensieri e tra- sformandoli in guida per il futuro.
Dopo averci insegnato a ritrovare “la gioia di vivere”, Vittorino Andreoli compie un ulteriore passo avanti con questo libro in cui coinvolge i lettori in un appassionante gioco di pensieri che attivano pensieri. A molti potrà sembrare strano che un semplice taccuino in cui si dispiegano i giorni dell’anno possa servire a compiere una rivoluzione così profonda. “Ciascuno di noi vorrebbe vi- vere meglio, almeno un po’ meglio, sognando il meglio possibile, e per questo c’è bi- sogno di programmare, di immaginare che cosa scrivere giorno dopo giorno in un’agenda dell’anno che è appena cominciato.” Perché annotare i propri pensieri permette di ricollocarci a contatto con il nucleo interiore più profondo, anche quando sono pensieri indignati dalle notizie di cronaca. Pensare serve a capire meglio chi siamo, dove andiamo e dove trovano posto i nostri desideri più intimi. È per questo che l’arte di pensare deve essere coltivata come un giardiniere fa con i suoi fiori più delicati, per non dimenticare un talento così poco produttivo nell’immediato ma fondamentale per afferrare il futuro che sogniamo per noi.

Gioco senza regole

Quasi tutti giocano secondo le regole. Ma Gavin e Liz non sono come gli altri…Vincere a ogni costo. Questo è sempre stato il mantra dell’agente sportivo Liz Darnell. Ora ha tirato le cose troppo per le lunghe e rischia di perdere il cliente più importante: il giocatore professionista di baseball Gavin Riley. Liz sa che avrà bisogno di alcuni inning extra per riconquistarlo e che potrebbe non essere facile, perché ha una cotta per lui da quando l’ha visto per la prima volta. Eppure l’attrazione sembra reciproca. Gavin infatti è sul punto di cedere… soprattutto quando Liz si offre come parte dell’accordo. Ma per rendere più eccitante la sfida, decide di lanciarle una palla curva per vedere cosa è disposta a fare pur di tenerlo come cliente.E quando l’amore all’improvviso entra in campo, né Liz né Gavin sono pronti per lo schema di gioco più importante e coinvolgente.

(source: Bol.com)

Gioco pericoloso

La quarta indagine del commissario Lolita Lobosco Durante la partita decisiva per la qualificazione in serie A del Bari, al San Nicola muore un giocatore. Una morte naturale, si direbbe, però con qualche mistero di troppo. Pochi mesi dopo, infatti, il commissario Lolita, indagando su quello che a tutti è sembrato un incidente, si imbatte in un intrigo internazionale destinato a colpire le fondamenta del calcio italiano. Un losco mix di sport e malavita che rischia di sconvolgere anche la vita di Lolì.

(source: Bol.com)