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Albert Savarus

Comparso in feuilleton nel 1842, *Albert Savarus* fu inserito da Honoré de Balzac nella *Commedia umana* tra le *Scene della vita privata*. Questa è la prima traduzione in italiano dell’opera da alcuni critici considerata uno dei capolavori della raccolta balzachiana.
La scena si svolge a Besançon, descritta come una cittadina militare bigotta e clericale. Vi si è installato da poco un giovane avvocato, Savaron de Savarus, che prepara minuziosamente la propria carriera in politica. Di lui si innamora una nobile giovinetta, Rosalie de Watteville, la cui importante famiglia, dominata dalla baronessa sua madre, sta preparando per lei un brillante matrimonio. Albert Savarus nasconde un segreto e ha l’imprudenza di scrivere un racconto, *L’ambizioso per amore* (interamente incastonato da Balzac dentro il testo principale), che narra della passione disperata di un Rodolphe per Francesca principessa romana. Una storia in cui si legge in trasparenza la vicenda stessa di Albert, profondamente innamorato di una aristocratica italiana. Rosalie, leggendo il romanzo, decifra l’enigma dell’uomo innamorato di un’altra, e da quel momento non trascura nessuna abietta azione abbastanza ingegnosa da rovinarne ogni disegno che possa allontanarlo da lei.
*Albert Savarus* si presta a molte interpretazioni e di vario genere, biografico, letterario, psicologico. Balzac con il racconto nel romanzo che fa comporre al suo eroe gioca allusivamente con stili e mode a lui estranei. L’altro personaggio femminile, la piccola Rosalie, si rivela sorprendentemente abile e finisce, con la sua perversione, per accattivarsi le simpatie di chi legge. In questo modo riesce una sovrapposizione di diversi piani di realtà, che distanzia dal semplice realismo e trasmette vertigini decisamente moderne. La vicenda riflette la biografia amorosa del grande scrittore: come Albert Savarus trasfigura nella finzione narrativa il proprio amore disilluso, così Honoré proietta nel romanzo il travaglio della relazione con la nobile dama che solo vicino alla morte diventerà sua moglie.

L’albero delle mani

L’inquietante avvio in treno è la chiave d’ingresso al difficile rapporto tra Betty – giovane scrittrice che, separata dal marito, vive col figlio Joseph di quattro anni – e sua madre Margot, sofferente di turbe mentali. Quando il piccolo Joseph muore, precipitando da una finestra, Margot affida alla figlia un bambino, da lei stessa rapito, la cui madre, cameriera, fa da tramite alle “altre storie” del titolo originale.

L’albero delle albicocche

Un albero di albicocche in un cortile di Vienna. È uno dei primi ricordi, e forse il più struggente, di Elisabetta. A quei tempi, vivevano ancora tutti in quella grande casa: sua sorella, bellissima, che prendeva il sole in giardino, ammirata dai ragazzi del vicinato; la madre che cantava tutto il giorno; il papà che tornava sempre a casa con regali sorprendenti, come la piccola tartaruga Hitler. Fino al giorno in cui ogni cosa finì, quando arrivarono le SS, e presero tutti. Tutti tranne Elisabetta, che non era in casa in quel momento. E, unica in tutta la sua famiglia, riuscì a salvarsi. Dalle SS, dai campi, dalla guerra: restando prigioniera, però, di un vuoto che l’accompagnerà per sempre. Da allora, Elisabetta segna ogni anno che passa con una nuova marmellata fatta con i frutti del suo albero. Un modo per non dimenticare. Ma la sua vita tranquilla e isolata di donna ormai anziana, che si porta dietro il peso dei ricordi, viene improvvisamente rivoluzionata quando in casa sua viene ad abitare una giovane ballerina tedesca, con la quale pian piano nasce una bizzarra amicizia. Ma Pola, scoprirà Elisabetta, sa molte più cose del passato della sua famiglia di quante l’anziana donna possa immaginare…… E forse, per lei, è arrivato il momento di conoscere la verità su ciò che è successo ai suoi genitori e sua sorella. Un romanzo intimo e luminoso, una storia toccante che esplora il doloroso passato di un’intera generazione, regalando momenti di profonda commozione.

L’albergo sulla tana dei crotali

Un guasto negli impianti di refrigerazione di un grande albergo californiano provoca una vasta fuga di gas ammoniacali nel sottosuolo. Poco male… se ciò non provocasse a sua volta la vasta fuga dal sottosuolo di qualcosa di molto più velenoso e mortale dell’ammoniaca. Un romanzo di magistrale realismo, ai limiti della profezia ecologica e del più puro terrore.
Copertina di Karel Thole

L’alba nera

«L’inferno dura trentuno secondi. Solo trentuno secondi. E ora su Messina piove a dirotto. Una pioggia sporca, che inzuppa i pigiami e le carni. La terra di tanto in tanto è scossa dagli ultimi brividi, come una bestia trafitta nell’oscurità della sua tana. A un tratto, il fungo nero e denso che grava sulla città comincia a diradarsi, lasciando spazio a un giorno timido e lattiginoso, e gli occhi di coloro che sono ancora vivi possono finalmente vedere quel che resta. Quel colossale niente…». All’alba del 28 dicembre 1908 una violentissima scossa di terremoto rade al suolo la città di Messina, cancellando dalle carte geografiche una delle più belle e prospere città del Regno d’Italia. L’alba nera è il romanzo che racconta i mesi precedenti la catastrofe, a partire dal giorno di ferragosto, quando l’intera città si ferma per la festa della Vara. Mentre migliaia di messinesi trascinano per le strade la statua dell’Assunta, l’omicidio di una giovane cameriera macchia la sacralità della festa. Incaricato delle indagini è il tenente dei carabinieri Marco Valerio Sestili, la cui ricerca della verità s’intreccia alle vicende di numerosi personaggi, legati l’uno all’altro come in un frenetico carosello: il giovane fornaio Rosario, l’enigmatico Ignazio Currò – tornato a Messina dopo diciassette anni trascorsi in America – e il barone Orfeo Torielli, simbolo di una nobiltà boccaccesca e sanguigna ormai in declino. Tra amanti e tradimenti, omertà e “poteri forti” che ostacolano la giustizia, a emergere come vera protagonista del romanzo è Messina stessa. Con una scrittura densa e avvincente, Mario Falcone dipinge l’affresco di un mondo che ci sembra oggi vicinissimo, coi suoi scandali e la sua corruzione, i suoi intrighi e i suoi vani affanni, e le mille storie personali destinate a essere inghiottite da un’apocalisse che, sola, rappresenterà una catartica occasione di rinascita e riscatto morale per i pochi sopravvissuti.
(source: Bol.com)

Alan Turing: The Imitation Game – Storia di un enigma

**DA QUESTO LIBRO E’ TRATTO IL FILM “THE IMITATION GAME” **
«Una delle migliori biografi e d’argomento scientifico che siano mai state scritte».
The New Yorker
Uno dei più grandi geni del Ventesimo secolo, questo è stato Alan Turing. Nato a Londra nel 1912, considerato tra i padri della moderna informatica – spiegò la natura e i limiti teorici delle macchine logiche prima che fosse costruito un solo computer – fu un matematico fuori dal comune. Durante la Seconda guerra mondiale mise le sue straordinarie capacità al servizio dell’Inghilterra, entrando a far parte di Bletchley Park, la località top secret della principale unità di crittoanalisi del Regno Unito, e contribuì in modo decisivo alla decifrazione di Enigma, la complessa macchina messa a punto dai tedeschi per criptare le proprie comunicazioni, ribaltando così le sorti del conflitto. Ma la sua fu anche una vita tormentata. Perseguitato per la sua omosessualità, fu condannato alla castrazione chimica. Umiliato, a soli 41 anni, si suicidò in circostanze misteriose morsicando una mela avvelenata con cianuro. Nel 2013, dopo oltre sessant’anni dalla sua morte, la Regina Elisabetta gli ha «concesso» l’assoluzione reale. Con la verve di una spy story, la biografia di Andrew Hodges, la più completa e accurata mai scritta, ci restituisce l’ambiente e il clima culturale del periodo storico in cui Turing è nato e si è formato, le sue brillanti idee in campo matematico e scientifico, e ci fa conoscere il lato umano e personale di un genio inquieto.
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### Sinossi
**DA QUESTO LIBRO E’ TRATTO IL FILM “THE IMITATION GAME” **
«Una delle migliori biografi e d’argomento scientifico che siano mai state scritte».
The New Yorker
Uno dei più grandi geni del Ventesimo secolo, questo è stato Alan Turing. Nato a Londra nel 1912, considerato tra i padri della moderna informatica – spiegò la natura e i limiti teorici delle macchine logiche prima che fosse costruito un solo computer – fu un matematico fuori dal comune. Durante la Seconda guerra mondiale mise le sue straordinarie capacità al servizio dell’Inghilterra, entrando a far parte di Bletchley Park, la località top secret della principale unità di crittoanalisi del Regno Unito, e contribuì in modo decisivo alla decifrazione di Enigma, la complessa macchina messa a punto dai tedeschi per criptare le proprie comunicazioni, ribaltando così le sorti del conflitto. Ma la sua fu anche una vita tormentata. Perseguitato per la sua omosessualità, fu condannato alla castrazione chimica. Umiliato, a soli 41 anni, si suicidò in circostanze misteriose morsicando una mela avvelenata con cianuro. Nel 2013, dopo oltre sessant’anni dalla sua morte, la Regina Elisabetta gli ha «concesso» l’assoluzione reale. Con la verve di una spy story, la biografia di Andrew Hodges, la più completa e accurata mai scritta, ci restituisce l’ambiente e il clima culturale del periodo storico in cui Turing è nato e si è formato, le sue brillanti idee in campo matematico e scientifico, e ci fa conoscere il lato umano e personale di un genio inquieto.

Alan e Greg

Volume antologico della serie “I MacGregor” che contiene i seguenti due romanzi:

ALAN
Secondo Alan MacGregor, erede primogenito del clan capeggiato dall’irascibile patriarca Daniel, vale la pena di lottare per due cose al mondo: l’amore e la politica. Ma quando il giovane senatore, destinato a una fulgida carriera, incontra Shelby Campbell, capisce che sarà difficile accordare dovere e…..

GRANT
Grant Campbell ama poche cose nella vita: la sorella Shelby, il suo lavoro di vignettista e la scogliera su cui vive. Quando Genviève Grandeau, pittrice affermata, avvezza ai flash dei fotografi e ai corteggiatori, si trova per puro caso a bussare alla porta del rude Grant, l’incontro promette….

L’ala della notte

Le indagini sull’assassinio di un anziano membro della comunità Hopi con un macabro rituale.

L’ala del drago

In un remoto passato i quattro arcani segni del cosmo – acqua, fuoco, cielo e pietra – furono sapientemente forgiati dalle creature dei primordi. Gli uomini che vivono in un segno non hanno conoscenza degli altri, costretti a un’inquietante ignoranza. Il regno dell’aria è teatro di un furioso conflitto in cui elfi e gnomi contendono agli uomini le preziose riserve d’acqua. Ad Arianus ordisce le sue losche trame anche Hugh Manolesta, criminale privo di scrupoli al soldo del miglior offerente. All’assassino è affidata una delicata missione: il suo obiettivo è assassinare il nobile rampollo della casa reale. Ma uccidere il figlio del re significherà violare i limiti ed affacciarsi a mondi misteriosi.
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Al servizio del Reich

Al servizio del Reich by Philip Ball
Durante il nazismo alcuni fisici cercarono di dar vita a una fisica ariana che escludesse ogni «idea giudaica», molti altri fecero compromessi e concessioni pur di continuare a lavorare. Tra questi vi erano tre fisici di levatura mondiale, attraverso i quali Philip Ball racconta la storia della fisica tedesca sotto Hitler. Max Planck, il pionere della teoria dei Quanti, universalmente stimato per la condotta morale che seppe mantenere durante il regime; Peter Debye, un fisico nederlandese che arrivò a dirigere il piú importante istituto di ricerca del Reich prima di andarsene negli Stati Uniti nel 1940; Werner Heisenberg, lo scopritore del principio di indeterminazione, che ebbe un ruolo di primo piano nella corsa tedesca alla bomba atomica. Alla fine della guerra molti scienziati tedeschi rivendicarono la propria apoliticità e la propria opposizione al regime: Debye affermò di essere andato in America per fuggire dalle interferenze naziste alle sue ricerche; Heisenberg sostenne, insieme ad altri, di aver deliberatamente rallentato la fabbricazione della bomba atomica…
«È proprio perché Peter Debye, Max Planck e Werner Heisenberg non furono né eroi né malfattori che le loro storie sono istruttive, sia sullo stato delle cose nel Terzo Reich che piú in generale sul rapporto tra scienza e politica. Nelle situazioni e decisioni ben diverse di Debye, Planck e Heisenberg possiamo trovare un contesto in cui affrontare la questione. Le vite di questi tre uomini si incrociarono e interagirono in molti modi. Debye e Heisenberg ebbero lo stesso mentore e lavorarono a fianco a Lipsia all’inizio degli anni Trenta. Planck li incoraggiò entrambi, e loro lo videro come una figura paterna e un faro morale. Debye insistette, contro la volontà dei nazisti, perché si intitolasse a Planck l’istituto di fisica che presiedeva a Berlino. Quando Debye partí per gli Stati Uniti dopo lo scoppio della guerra, gli sarebbe succeduto Heisenberg. Questi uomini ebbero personalità molto diverse. È chiaro che nessuno di loro fu entusiasta del regime hitleriano, eppure furono in posizioni di preminenza nella scienza tedesca – come organizzatori, come studiosi e come ispiratori – e ognuno svolse un ruolo importante nell’impostare il tono della reazione della comunità fisica al nazismo. Tutti e tre servirono il Reich tedesco, sia prima che durante il nazismo, e anche se non è la stessa cosa che servire Hitler, e tanto meno accettarne l’ideologia, nessuno di loro sembra aver vagliato con cura se e quale fosse la differenza».

Al Posto Tuo

Al posto tuo by Riccardo Staglianò
Qual è l’ultima volta che avete comprato un biglietto del treno allo sportello invece di farlo online? O un cd in un negozio di dischi? O che avete messo piede in banca? Non siete i soli. Il risultato individuale è una maggiore convenienza immediata, quello collettivo è la fine di quei lavori. È una schizofrenia che ci riguarda tutti. Le macchine hanno sempre rimpiazzato gli uomini. Prima però lo facevano nei compiti pesanti, colpendo i colletti blu. Ora sostituiscono il lavoro dei colletti bianchi. In passato l’aumento della produttività dato dalla tecnologia si trasformava in piú ricchezza per la società: se uno perdeva il lavoro in manifattura ne trovava un altro nei servizi. Ormai le macchine corrono troppo forte e distruggono piú posti di quanti non riescano a creare. Web e robot, dunque, dopo globalizzazione e finanza, stanno uccidendo la classe media. Perché piú le macchine diventano a buon mercato, piú gli esseri umani sembrano cari in confronto. Questo libro è un viaggio in un futuro che è già arrivato, a cui stiamo pagando un prezzo cruento, ma dall’esito non inevitabile. A patto che ce ne rendiamo conto, prendendo delle radicali contromisure.

Al momento giusto, nel posto sbagliato

La vita di Jenny è tutto fuorché eccitante, tra giornate passate incollata al computer a scrivere programmi informatici e serate trascorse spiaggiata sul divano a guardare ore e ore di documentari sugli animali. Del resto per una madre single con tre marmocchi l’avventura e il romanticismo sono un vago ricordo e un lontano miraggio. Quando perciò sua sorella le propone una consulenza per la Bourbon Street Boys, l’agenzia di sicurezza privata per cui lavora da due mesi, Jenny pensa che May sia impazzita. Già le sembra assurdo che la sua sorellina debba dare la caccia a dei criminali, come può immaginare di mettere in pericolo anche la propria vita? Peccato che nella squadra ci sia Dev, un energumeno con un fisico da sballo e una fossetta che sembra essere stata messa lì solo per invogliarla a gettare ogni cautela al vento.
Sarà il momento giusto per correre qualche rischio?

Al mare con la ragazza (Italian Edition)

Un giallo di inusitata potenza uscito dal cilindro magico di Giorgio Scerbanenco. Sullo sfondo di una Milano torrida e inabitabile, due ragazzi di periferia, Duilio e Simona, «vogliono vedere il mare». Sono ragazzi condannati fin dalla nascita a una vita meschina, senza prospettive, cui solo la delinquenza può spalancare orizzonti diversi. A essi si aggiunge una giovane borghese in crisi, Edoarda, giunta a questo passo per tutt’altre ragioni. Al mare con la ragazza, scrive nella sua prefazione Piero Colaprico, è uno di quei romanzi in cui Scerbanenco «sa trovare le corde che vibrano per il Male. Gli assassini, i vendicatori, gli odiosi, i maniaci dei suoi racconti sono reali, sono gli stessi che ci capita di incontrare in qualche articolo di cronaca. Sono persone che possono sedere vicino a noi in un ristorante e comunicarci un senso di disagio. Sono i normali che, sotto la giacca, nascondono un cuore putrefatto».
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Al di là del deserto

Al di là del deserto: Che cos’è la metafisica e come adoperarla per cambiare vita by Antonio Igor Sibaldi
Che ce ne rendiamo conto o meno, tutti abbiamo una filosofia. Ma siccome la nostra filosofia può avere conseguenze enormi sulla nostra vita e su quella delle persone che ci sono vicine, è bene sapersela costruire con cura. Il modo migliore consiste nel partire dall’alto, da quella che gli esperti chiamano metafisica.
La metafisica è un’attività più semplice di quel che solitamente si crede: i bambini la praticano costantemente, sotto forma di domande. Metafisica è chiedersi: «Perché questa cosa è questa cosa?»
Purtroppo, gli adulti hanno perso la capacità di farsi queste domande. Quasi sempre sono chiusi in un recinto mentale che li rende conformisti, impauriti, prigionieri.
In questo libro troviamo le istruzioni avventurose per superare quel recinto e utilizzare la metafisica nella vita d’ogni giorno, nella scoperta di se stessi. Per accompagnarci in questo viaggio, Sibaldi riprende la più grande storia metafisica mai raccontata: l’Esodo di Mosè verso la Terra Promessa. Usciti, come Mosè, dalla prigionia d’Egitto, e passati al di là del deserto, possiamo riconquistare la possibilità di avere possibilità innumerevoli e il coraggio di lasciar avvenire ciò che desideriamo.

Al cuore… si comanda (Parte II°)

Se pensate che innamorarsi di un soldato burbero e arrogante come il tenente Matthews sia un’impresa semplice, vi correggo subito. Siete completamente fuori strada.
E il fatto che l’uomo che amo sia tornato da me non implica necessariamente che non possa più fuggire a gambe levate per colpa di un gatto prepotente, di un gruppetto di amici strampalati e di una manciata di parenti un po’ fuori di testa. Perché volente o nolente, il “pacchetto-Natalie Parker”include anche loro.
Ma non finisce qui, perché in agguato c’è sempre l’esercito.
Gran brutta bestia l’esercito…
Perché contro di lui è difficile gareggiare e ancor più difficile vincere.
E così, il sentiero che conduce alla felicità diventa un saliscendi di cadute imbarazzanti e di conquiste coraggiose, di amare sconfitte e di sudate vittorie.
Ma sapete cosa vi dico? Che con gli alleati più folli, con un pizzico di sano ottimismo e una valanga di sesso più rovente di una fornace, si arriva sempre dove si vuole.
Sempre.
Parola di Natalie Parker.

Al cuore… si comanda

Tre amiche fuori dal comune.
Un gatto pigro e tremendamente viziato.
Una mandria di vecchietti agguerriti, sempre in fila dal dottore.
Mi chiamo Natalie Parker e queste sono le costanti della mia vita.
Anzi, mi correggo. Queste *erano* le costanti della mia vita.
Finché il destino non mi ha servito su un piatto d’argento un sexy tenente dell’esercito americano, facendolo trasferire a pochi passi dal mio portone.
Ma Logan Matthews significa guai.
Enormi, possenti e sensualissimi guai.
Di quelli che una sognatrice come me dovrebbe evitare come la peste.
Eppure, nonostante le mie terribili gaffe, qualche bizzarro incidente di percorso e una timidezza che rischia di essere travolta da un concentrato accattivante di muscoli, prepotenza e testosterone, Logan Matthews mi desidera in un modo che fa sussultare il corpo, infiammare i sensi e palpitare il cuore. 
E quando il cuore palpita… è sempre un gran pasticcio.