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Il giovane Törless

Romanzo d’esordio di Musil, Il giovane Törless (1906) rappresenta nella storia della narrativa tedesca una rottura paragonabile a quella del primo Kafka e dei Quaderni di Malte Laurids Brigge di Rilke, presagendo i modi dell’espressionismo e i sommovimenti che di lì a poco avrebbero trascinato l’Europa nel cuore della «catastrofe mondiale». Attraverso una serie di avventure intellettuali e crudi episodi sadomasochistici, ispirati alla vita stessa dell’autore, vi si racconta il cruciale passaggio dall’adolescenza alla virilità. Al rassicurante registro del Bildungsroman ottocentesco si sostituisce qui una lucida prospettiva critica, spietata nel portare alla luce le insicurezze ormai palpabili della società borghese, inghiottita dai meandri bui della perversità e della trasgressione, e il costante lavorio di una psicologia oscura ed enigmatica, di una sensibilità inquieta e avida di «sanguinose e grandi cose».
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Il giovane robot

**Un giovane robot dalle sembianze umane viene creato da uno scienziato con l’obiettivo di rendere felici gli uomini. Dovrà vivere tra di loro, come un agente segreto, capire le loro motivazioni e intervenire per correggere i loro errori. Ma non tutto va come dovrebbe, la complessità dei sentimenti umani lo porterà a vivere situazioni inattese.**
**Il «dolore» e la «dolcezza» del protagonista sono raccontate con semplicità e maestria dall’autore Sakumoto Yōsuke, da anni affetto da una forma di schizofrenia.**
L’adolescente Tezaki Rei è un robot in incognito, progettato da uno scienziato sconosciuto ma geniale, che ha il compito di portare felicità agli esseri umani. Quello di Rei è un modello sperimentale di alta qualità: ha grandi abilità e capacità mnemoniche superiori. Riflette con distacco sulle azioni degli uomini, che non sanno della sua natura di robot. È perfettamente mimetizzato tra loro, sebbene in più di un’occasione la complessità dei sentimenti umani, mal padroneggiata da Rei, lo porti a vivere mille equivoci e incomprensioni, spesso esilaranti, che mettono in crisi le sue funzionalità di automa, portandolo a crash di sistema che lo costringono a rivedere radicalmente i suoi piani.
Il nostro robot dovrà andare alla ricerca di un passato rimosso, doloroso e molto diverso da quello che credeva. Questa nuova consapevolezza lo costringerà ad affrontare un difficile percorso in cui ripensare totalmente la sua esistenza, in cerca di un rinnovato senso di sé e un nuovo rapporto con la realtà e le persone.
Una sapienza narrativa che riesce a conciliare con sensibilità e delicatezza sentimenti, drammi dell’esistenza e humour.
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### Sinossi
**Un giovane robot dalle sembianze umane viene creato da uno scienziato con l’obiettivo di rendere felici gli uomini. Dovrà vivere tra di loro, come un agente segreto, capire le loro motivazioni e intervenire per correggere i loro errori. Ma non tutto va come dovrebbe, la complessità dei sentimenti umani lo porterà a vivere situazioni inattese.**
**Il «dolore» e la «dolcezza» del protagonista sono raccontate con semplicità e maestria dall’autore Sakumoto Yōsuke, da anni affetto da una forma di schizofrenia.**
L’adolescente Tezaki Rei è un robot in incognito, progettato da uno scienziato sconosciuto ma geniale, che ha il compito di portare felicità agli esseri umani. Quello di Rei è un modello sperimentale di alta qualità: ha grandi abilità e capacità mnemoniche superiori. Riflette con distacco sulle azioni degli uomini, che non sanno della sua natura di robot. È perfettamente mimetizzato tra loro, sebbene in più di un’occasione la complessità dei sentimenti umani, mal padroneggiata da Rei, lo porti a vivere mille equivoci e incomprensioni, spesso esilaranti, che mettono in crisi le sue funzionalità di automa, portandolo a crash di sistema che lo costringono a rivedere radicalmente i suoi piani.
Il nostro robot dovrà andare alla ricerca di un passato rimosso, doloroso e molto diverso da quello che credeva. Questa nuova consapevolezza lo costringerà ad affrontare un difficile percorso in cui ripensare totalmente la sua esistenza, in cerca di un rinnovato senso di sé e un nuovo rapporto con la realtà e le persone.
Una sapienza narrativa che riesce a conciliare con sensibilità e delicatezza sentimenti, drammi dell’esistenza e humour.

Il giovane favoloso. La vita di Giacomo Leopardi. Ediz. illustrata

Figura tra le più significative dell’Ottocento italiano, Giacomo Leopardi (1798-1837) ha ispirato “Il giovane favoloso”, il film diretto da Mario Martone che ricostruisce il percorso biografico e letterario del poeta basandosi sui suoi scritti. La chiave di lettura proposta dagli autori della sceneggiatura è lontana dall’immagine tradizionalmente trasmessa di Leopardi: non un poeta infelice perché ammalato, ma una personalità ribelle, ironica e socialmente spregiudicata che trasfigura la malinconia in potenza creativa e il cui pensiero si proietta ben oltre il secolo in cui è vissuto. Spinto dalla voglia di vivere e dall’ambizione letteraria a lasciare Recanati e la “dipinta gabbia” della biblioteca paterna, Giacomo non esita a provocare la rottura con l’amatissimo padre e con l’opprimente conformismo della sua epoca. Nel racconto sono presenti tutte le figure che hanno accompagnato gli anni della sua adolescenza e poi del suo peregrinare, da Firenze a Roma e infine a Napoli: i genitori, il fratello Carlo e la sorella Paolina, cui è legato da grande complicità; il letterato Pietro Giordani che per primo ne intuì la grandezza; Fanny Targioni Tozzetti, oggetto di una passione mai dichiarata; Antonio Ranieri, che l’ebbe compagno nella vita, e la sorella di quest’ultimo Paolina, che lo accudì fino a Torre del Greco, dove Leopardi compose il suo ultimo capolavoro, “La ginestra”.
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Il giorno in cui ho imparato a volermi bene

Il giorno in cui ho imparato a volermi bene by Serge Marquis
Maryse, illustre neuropediatra, è una donna bella e intelligente, ma terribilmente narcisista e ossessionata dal bisogno di essere sempre la più brava, la più ammirata – la numero uno. È anche madre di Charlot, un bambino singolare, che sa meravigliarla ed esasperarla al tempo stesso. Come una sorta di Piccolo Principe, fin dalla più tenera età Charlot la disarma con domande sulle verità più essenziali e meno afferrabili: la felicità, il senso della vita e dell’amore. Grazie a Charlot e ai suoi quesiti filosofici che la mettono in difficoltà, Maryse inizia pian piano a spogliarsi delle sue certezze inossidabili. Grazie a Charlot e alle sue lacrime, Maryse capisce che certe ferite inflitte dalla vita non hanno un motivo né una spiegazione, e riscopre il valore dell’umanità nel ruolo di medico. Con il suo candore acuto e il suo coraggio ostinato anche di fronte alle prove più dure, un ragazzino come Charlot sarà in grado di dimostrare agli adulti che l’essenziale nella vita sta nell’assaporare ogni istante del presente, nel riscoprire quella tenerezza che ci permette di entrare in connessione con gli altri, nello spogliarsi del proprio ego e di tutte le maschere che ci impone. Solo così è possibile imparare a volersi bene e lasciarsi andare alla vera gioia, quella che si raggiunge solo con l’intelligenza del cuore. Perché «diventare intelligenti è aver trovato il significato reale della parola amare».

Il giorno delle pistole

Mickey Spillane, indubbio anche se discusso dominatore della narrativa poliziesca prima dell’avvento di Ian Fleming, ha accusato il colpo? Il giorno delle pistole è, comunque, il primo romanzo della sua sfrenata controffensiva. Spillane ha messo a riposo il suo poliziotto privato Mike Hammer, e qui presenta per la prima volta il nuovo eroe Tiger Mann. Mann di cognome, Tiger di nome proprio, non di soprannome: insomma, un destino segnato sin dalla nascita. Il destino di uccidere con qualsiasi pretesto e di digrignare i denti e soffrire negli intervalli piuttosto rari, quando uccidere non è materialmente possibile. Tiger Mann non fa parte di nessuna organizzazione riconosciuta, non ha neppure la legalità clandestina di James Bond: è membro di un gruppo di terroristi per la patria americani, gente che non crede molto né poco nella democrazia, sospetta il governo di filocomunismo, e usa approfondire dubbi e indagini sparando o ricorrendo ai più mortali colpi dello judo. Un personaggio feroce, con il gusto della morte e del sesso: uno Spillane più scatenato che mai. Il giorno delle pistole, oltre che un romanzo a sensazione, è a suo modo il documento di una faccia dell’America. C’è l’America democratica, e c’è questa terra tumultuosa, violenta, di uomini stregati dai sogni crudeli dell’adolescenza, incapaci di riflettere, sempre pronti, persino troppo pronti ad agire.

Il giorno della creazione

Port-la-Nouvelle, Africa centrale. Una guerra feroce, un medico fallito che cerca di dare un senso alla propria vita, un viaggio assurdo lungo un fiume popolato da personaggi grotteschi, terribilmente concreti, evanescenti… Un´avventura mozzafiato.

Il Giorno Dei Trifidi (L’orrenda invasione)

“L’ora dei Trifidi” scrive un illustre critico che lesse questo primo romanzo di Wyndham in manoscritto “è un libro del tipo di quelli che assicurarono la celebrità al giovane H. G. Wells, e che da allora sono sempre stati imitati senza successo. Il fallimento degli imitatori fu determinato da errori che John Wyndham è riuscito ad evitare.” La storia che Wyndham ci racconta è, si, fantastica e immaginosa come tutte quelle che fanno parte del repertorio di Wells; il suo pregio però deriva non solo dal vivido potere di immaginazione dell’autore, ma soprattutto dalle sue alte doti di scrittore, dall’abilità con cui è riuscito a rendere scientificamente credibili le stranezze della sua storia e a popolare di caratteri vivi e reali l’assurdo sfondo su cui essa si svolge. I trifidi, strane piante malaugurate, originariamente sviluppate per le loro possibilità di fornire oli di prima qualità, erano un prezioso patrimonio per il genere umano; e tali rimasero fintanto che le condizioni permisero all’uomo di esercitare il loro primato. Ma quando un improvviso disastro privò gli esseri umani del solo dono che assicurava loro questo primato, la vista, i trifidi, in tenace agguato, divennero una vera e spaventosa minaccia. Quel che accadde allora è raccontato qui da uno dei pochi fortunati che scamparono al disastro. La sua storia è fantastica e paurosa, ma assolutamente plausibile e affascinante come solo una vera opera di immaginazione può essere. Benché l’autore abbia pubblicato un certo numero di racconti sotto vari pseudonimi, questa è la prima opera che compaia sotto il nome di John Wyndham e siamo sicuri che produrrà una viva impressione.

Il giorno dei Lord

Una volta all’anno, le persone più importanti d’Inghilterra si riuniscono tutte insieme in una stanza. La regina Elisabetta e il principe ereditario Carlo, il primo ministro, giudici, vescovi, leader spirituali e temporali. Non mancano le nuove generazioni: sono presenti il figlio del primo ministro britannico e il figlio della presidente USA. L’occasione è quella della cerimonia d’apertura del Parlamento, la cerimonia di Stato più importante dell’anno, un evento ‘strappato alle fornaci della storia britannica’. Quattrocento anni prima, nella stessa occasione, Guy Fawkes aveva cercato di far saltare in aria tutti quanti. Ora tocca a un nuovo gruppo di congiurati, stavolta stranieri, prendere d’assalto la Camera dei Lord. Per un giorno, ventiquattr’ore di pura tensione in cui le crisi politico-diplomatiche si mischiano a quelle personali, verranno tutti presi in ostaggio: i terroristi terranno sotto scacco una nazione e il mondo intero, il tutto in diretta tv. Ma dovranno vedersela con Harry Jones, parlamentare ed ex militare pluridecorato in piena crisi matrimoniale, noto sia per il suo coraggio che per la sua capacità di indisporre i superiori per eccesso di intraprendenza. La parabola angosciante di uno scenario spaventosamente verosimile, che si conclude con uno sbalorditivo colpo di scena. L’autore della serie di culto House of Cards torna in grande stile con una nuova serie di thriller politici. ‘Racconto la sola cosa che conosco bene, la politica per com’è e per come deve essere: spietata e crudele. Lì sta la sua grandezza’. ‘Thriller britannico della miglior qualità’. ‘The Guardian’ ‘Michael Dobbs dispiega lentamente un thriller che è al contempo un incubo e una premonizione… Pensate a un Die Hard un po’ più contenuto, e pregate che Il giorno dei Lord rimanga solo immaginazione’. ‘Financial Times’

(source: Bol.com)

Un giorno da favola

Francesca è una sessuologa trentenne, single dopo una deludente storia d’amore con un uomo sposato. La sua passione sono i romanzi di ambientazione storica e sogna un amore come quello delle loro protagoniste. Un giorno, in tribunale per una causa in cui sono coinvolti due suoi clienti, incontra Christian Balardini, cinico e arrogante avvocato. Tra i due scatta subito una forte attrazione ma Francesca ha paura di aprirsi di nuovo. Si ritrova a combattere, perciò, una battaglia tra ragione e sentimento, ma non ha tempo per soffermarsi a riflettere su ciò che le sta accadendo, perché la sua migliore amica le chiede aiuto per organizzare un matrimonio in perfetto stile austeniano… per la vigilia di Natale! Così, in una girandola di avvenimenti ed equivoci, le strade di Francesca e Christian continueranno a incrociarsi. E se fosse proprio lui il suo Mr Darcy tanto atteso? Lasciatevi sedurre da un bestseller ‘Io mi sono innamorata di questo libro dalla prima pagina, davvero, la storia mi ha conquistata subito!’ Fantasticando sui libri ‘Assolutamente consigliato agli amanti del genere.’ Orlando furioso ‘Personaggi descritti in maniera acuta, in grado di trasmettere emozioni di affetto, ironia, simpatia, rabbia.’ Federica D’Ascani Fabiola D’AmicoÈ cresciuta ad Aspra, un piccolo borgo in provincia di Palermo, e vive a Bagheria, la città delle ville settecentesche. Il lavoro occupa gran parte del suo tempo ma appena può s’immerge nella lettura o nella scrittura. Ha pubblicato molti romanzi sia con piccole case editrici sia come autrice selfpublished. Un giorno da favola è uscito solo in edizione digitale con LibroMania.

(source: Bol.com)

Giorno DA Cani

Petra Delicado, ispettrice della polizia di Barcellona, e il suo vice Garzon, non sono il tipo dell’investigatore speculativo, l’errore e l’abbaglio li mettono sulla pista giusta molto di più che non la deduzione. Hanno però molto mestiere e un gusto per la vita che fa fare i giusti incontri. Lei è una dura che sembra venire dalla hard boiled school, solo che è donna, anche se con gli uomini si comporta come si comportano i duri con le donne. Una dura con una certa devozione intenerita e amichevole verso le goffaggini del suo aiutante, più anziano, più animale da commissariato, più sentimentale e molto più esposto alle tempeste e alle brezze della vita. Nel caso di *Giorno da cani* indagano, senza molta fortuna all’inizio, sull’omicidio di un poveraccio che traffica in cani, aiutati dall’ultimo fedele amico dell’uomo, il meticcio Spavento. Ma a quell’omicidio ne segue un altro e un altro ancora e nella corrente principale degli eventi affluiscono, intersecandosi, sordidi commerci e storie passionali del mondo dei cani.

Un Giorno D’estate: I Misteri Di Quirke

Un giorno d’estate: I misteri di Quirke by John Banville
John Banville, nato in Irlanda nel 1945, è **uno dei più grandi romanzieri contemporanei**. Amatissimo dalla critica (solo per fare un esempio, nel 2014 **Pietro Citati** sul **Corriere della Sera** ha definito il suo L’intoccabile “**un romanzo straordinario: certo il più bello degli ultimi quarant’anni**” per “la vastità, la ricchezza, il terribile riso”), Banville nel corso della sua carriera ha vinto i premi più prestigiosi, fra cui il **Booker Prize** per Il Mare, il Premio Franz Kafka, il Premio Nonino, l’Irish Book Awards, l’European Literary Award, l’Irish PEN Award e il Premio Principe delle Asturie per la sua opera. Diversi critici e giornalisti lo considerano, con Philip Roth e Haruki Murakami, come uno dei possibili vincitori del prossimo **Premio Nobel per la Letteratura**. Banville è conosciuto per la sua prosa precisa e fredda, caratterizzata da un’inventiva Nabokoviana, e per il suo umorismo nero. Fra le sue opere, anche una serie di ** “romanzi gialli” di altissima qualità**, ambientati nella Dublino anni ’50, che hanno come protagonista l’anatomopatologo Quirke. Dai romanzi di Quirke la **BBC** e RTÉ hanno tratto una **serie TV** nel 2014. Dick Jewell, magnate dell’editoria nel fiore degli anni, è morto: il cadavere, orrendamente mutilato, giace riverso nell’ufficio sopra le scuderie nella sua tenuta di campagna, il fucile ancora stretto tra le mani. All’apparenza parrebbe un suicidio, ma qualcosa non torna: Diamond Dick, come lo chiamavano i suoi detrattori, non era proprio il tipo da commettere atti inconsulti e non ha lasciato neanche un messaggio di commiato. D’altro canto, nessuno tra famigliari, dipendenti, concittadini e rivali in affari sembra particolarmente affranto per la sua scomparsa. Per l’anatomopatologo Quirke e l’ispettore Hackett, strappato suo malgrado a un placido pomeriggio domenicale di pesca, il bandolo da dipanare è quantomai intricato, perché tutto ciò che ruota intorno a Jewell e alle sue presunte attività benefiche rivela, a uno sguardo più attento, un lato oscuro, corrotto. E coloro che ne hanno a vario titolo condiviso l’intimità appaiono avvinti in un’inestricabile spirale di odio, vendetta e senso di colpa. Un gorgo che arriverà a sfiorare persino Phoebe, la figlia di Quirke, ancora una volta sua involontaria e preziosa alleata nelle indagini; David Sinclair, lo schivo e ignaro assistente; e in cui rischierà di cadere lo stesso anatomopatologo, fatalmente attratto dall’algida e fascinosa moglie di Jewell, la misteriosa Françoise d’Aubigny. E la verità, inseguita fino a Cap Ferrat, in una Costa Azzurra abbacinata dal sole e vivida quanto un fondale dipinto, sarà per Quirke la conferma di un presentimento: di chi, pur sapendo, ha scelto di «passare dal lato della notte».
«*Lo stile di Banville è stupefacente.*»
**The Bookseller**
«*Uno dei più importanti narratori di lingua inglese.*»
**The Guardian**

Un giorno al ruscello

La vita di David Harper viene messa sottosopra quando, poco prima del suo penultimo anno alle superiori, è costretto a trasferirsi in campagna con la famiglia. Nella nuova casa non c’è niente da fare e gli mancano gli amici di città. Ma non ha altra scelta. La carriera della madre l’ha portata a Mason County, David non può fare altro che seguirla e cercare di affrontare tutto con coraggio.
All’inizio l’unico aspetto positivo del cambiamento è il ruscello che David trova al di là del campo che costeggia la sua nuova abitazione. Ed è proprio lì che incontra Benjamin Killinger. Un incontro che trasformerà l’estate di David da noiosa a molto interessante.
Benjamin è Amish. Il bagno nel ruscello è uno dei pochi divertimenti concessi a lui e ai suoi fratelli. Stringere amicizia con un ragazzo fuori dalla comunità, invece, va decisamente contro le regole. Ciò non impedisce ai due di conoscersi meglio, a patto che i loro incontri avvengano nella neutralità del ruscello. Quando David rischia la vita per salvare il padre di Benjamin, l’amicizia tra i due inizia a essere tollerata, poi accettata. Ma ben presto i sentimenti di Benjamin per David si evolvono oltre il platonico. La famiglia del ragazzo Amish e il resto della comunità non permetterebbero mai un amore del genere, ma un segreto come quello non può rimanere tale a lungo…
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### Sinossi
La vita di David Harper viene messa sottosopra quando, poco prima del suo penultimo anno alle superiori, è costretto a trasferirsi in campagna con la famiglia. Nella nuova casa non c’è niente da fare e gli mancano gli amici di città. Ma non ha altra scelta. La carriera della madre l’ha portata a Mason County, David non può fare altro che seguirla e cercare di affrontare tutto con coraggio.
All’inizio l’unico aspetto positivo del cambiamento è il ruscello che David trova al di là del campo che costeggia la sua nuova abitazione. Ed è proprio lì che incontra Benjamin Killinger. Un incontro che trasformerà l’estate di David da noiosa a molto interessante.
Benjamin è Amish. Il bagno nel ruscello è uno dei pochi divertimenti concessi a lui e ai suoi fratelli. Stringere amicizia con un ragazzo fuori dalla comunità, invece, va decisamente contro le regole. Ciò non impedisce ai due di conoscersi meglio, a patto che i loro incontri avvengano nella neutralità del ruscello. Quando David rischia la vita per salvare il padre di Benjamin, l’amicizia tra i due inizia a essere tollerata, poi accettata. Ma ben presto i sentimenti di Benjamin per David si evolvono oltre il platonico. La famiglia del ragazzo Amish e il resto della comunità non permetterebbero mai un amore del genere, ma un segreto come quello non può rimanere tale a lungo…

Giorni tranquilli a Clichy

All’uscita del libro, nel 1956, un critico scrisse che con “Giorni tranquilli a Clichy” la letteratura si era spinta in territorio nemico molto più oltre di quanto fino a quel momento avesse osato. E non solo, verrebbe da aggiungere: aveva scoperto come può essere attraente quel territorio. Lo sono i rapporti crudi fra i due protagonisti del libro, Carl e Joey, e le professioniste del quartiere, e fra Carl e Colette, la vagabonda quindicenne che lui invita a vivere con loro. Lo sono i continui sconfinamenti fra esperienza e finzione. Lo è, soprattutto, la forma stessa che il libro assunse, quando Miller decise di costruirlo intorno alle immagini scattate dal più grande conoscitore di quella notte calda, sporca e vertiginosa che un tempo chiamavano Parigi: Brassaï. Sono pagine, quelle di Miller, che forse davvero oggi nessuno oserebbe più scrivere: ma che, per fortuna, possiamo ancora leggere.
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### Sinossi
All’uscita del libro, nel 1956, un critico scrisse che con “Giorni tranquilli a Clichy” la letteratura si era spinta in territorio nemico molto più oltre di quanto fino a quel momento avesse osato. E non solo, verrebbe da aggiungere: aveva scoperto come può essere attraente quel territorio. Lo sono i rapporti crudi fra i due protagonisti del libro, Carl e Joey, e le professioniste del quartiere, e fra Carl e Colette, la vagabonda quindicenne che lui invita a vivere con loro. Lo sono i continui sconfinamenti fra esperienza e finzione. Lo è, soprattutto, la forma stessa che il libro assunse, quando Miller decise di costruirlo intorno alle immagini scattate dal più grande conoscitore di quella notte calda, sporca e vertiginosa che un tempo chiamavano Parigi: Brassaï. Sono pagine, quelle di Miller, che forse davvero oggi nessuno oserebbe più scrivere: ma che, per fortuna, possiamo ancora leggere.
### Dalla quarta di copertina
«Nelle giornate grigie, quando si gela- va ovunque tranne che nei grandi cafés, non vedevo l’ora di trascorrere un po’ di tempo al Wepler prima di andare a cena. Il calore rosato che soffondeva il locale veniva dal gruppetto di prostitu- te che di solito si radunavano vicino al- l’entrata. Man mano che si distribuiva- no tra la clientela ai tavoli, il calore rosa- to del locale diventava fragrante, per- ché fluttuavano nella luce $oca come lucciole profumate. Quelle che non a- vevano avuto la fortuna di trovare un cliente uscivano a fare lentamente quat- tro passi per tornare di lì a poco a ri- prendere il loro posto. Altre invece en- travano spavalde, con l’aspetto fresco, pronte per il lavoro della serata. L’an- golo dov’erano solite riunirsi era come una Borsa, il mercato del sesso, che al pari di ogni mercato azionario aveva i suoi alti e bassi. In genere una giornata piovosa era una buona giornata, a quan- to potevo giudicare. Secondo il detto po- polare ci sono solo due cose che si pos- sono fare quando piove, e le puttane non perdevano certo tempo a giocare a carte».

Giorni Selvaggi: Una Vita Sulle Onde

Giorni selvaggi: Una vita sulle onde by William Finnegan, Guido Scarabottolo
Il surf è un’arte dai molti paradossi, in cui il desiderio di mostrarsi non è mai separato da quello di essere soli con le onde e sparire dietro un sipario di schiuma. «Le onde sono il campo da gioco. Il fine ultimo». Ma sono anche l’avversario, la nemesi. William Finnegan ha subìto l’incanto del mare fin da bambino, in California, vedendo i surfisti «danzare sull’acqua». A tredici anni andrà a vivere ai piedi del cratere di Diamond Head, alle Hawaii. E quell’incanto si trasformerà a poco a poco in una devozione assoluta al dio oceano. A venticinque anni, il suo sogno è di rigenerarsi agli Antipodi e vedere il mondo prima che si trasformi tutto in Los Angeles. Inizia così «la ricerca», il viaggio dell’Inverno senza fine, la circumnavigazione del globo a caccia di onde. Prima Guam, poi le isole Samoa, il regno di Tonga, l’arcipelago delle Figi, dove scopre il magnifico break di Tavarua, davanti a un lembo di terra assente perfino dalle mappe. Al suo fianco c’è Bryan, che è andato al funerale di Kerouac e fa surf «come se non ci fosse un domani». Ultima tappa il Sudafrica dell’apartheid, dove matura una nuova consapevolezza, poi l’inevitabile ritorno a casa. Ma la ricerca non è ancora finita. Scritto nell’arco di vent’anni e anticipato da un celebre profilo apparso sul «New Yorker», «Giorni selvaggi» è un racconto di avventure e il diario di un’ossessione, da cui si sprigiona – per la prima volta in letteratura – il terribile splendore del surf: i suoi codici tribali, lo studio dei venti, la lunga «attesa» dell’onda. Che è una qualità dell’essere, «una via» per conoscere sé stessi.