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Arthur Lewis: Oblivion (Las Vegas Series Vol. 1)

Arthur Lewis, imprenditore e scapolo d’oro di Las Vegas, sa chiaramente cosa pretendere dalla vita.
Proprietario di tre casinò, trascorre le notti tra le grane e le incombenze di chi è padrone di un impero tanto vasto. Un affascinante e cinico seduttore che vive il sesso con dissolutezza, convinto che tutto abbia un prezzo, donne comprese.
Arthur Lewis vuole? Arthur Lewis ottiene.
Quando la misteriosa Veronica gli nega, però, i piaceri di una notte, il suo mondo vacilla…
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### Sinossi
Arthur Lewis, imprenditore e scapolo d’oro di Las Vegas, sa chiaramente cosa pretendere dalla vita.
Proprietario di tre casinò, trascorre le notti tra le grane e le incombenze di chi è padrone di un impero tanto vasto. Un affascinante e cinico seduttore che vive il sesso con dissolutezza, convinto che tutto abbia un prezzo, donne comprese.
Arthur Lewis vuole? Arthur Lewis ottiene.
Quando la misteriosa Veronica gli nega, però, i piaceri di una notte, il suo mondo vacilla…
### L’autore
Lucrezia Falconieri è tutto e niente. Arthur Lewis con Oblivion esordisce su Wattpad nel 2016 conquistando rapidamente quasi un milione di lettori.

Artemis Fowl – 1

Chi è Artemis Fowl? Un genio? Certo, visto che gioca con la tecnologia come altri giocherebbero con i soldatini. Un criminale? Indubbiamente: non a caso discende da un’antica e illustre stirpe di malfattori. Ma Artemis è soprattutto colui che ha ideato il colpo più audace e fantasioso del secolo: impadronirsi dell’oro che il Piccolo Popolo custodisce gelosamente da millenni. Questo è il racconto della sua guerra privata con fate, folletti, gnomi e troll, e soprattutto con la superpoliziotta elfica Spinella Tappo: una guerra che assomiglia a un frenetico videogame e che solo un ragazzo con i nervi saldi di un James Bond è in grado di combattere…
(source: Bol.com)

Art power

La gamma di argomenti affrontati in “Art Power” è impressionante. In saggi e conferenze degli ultimi dieci anni Groys affronta il passaggio del potere dal critico al curatore, la sostituzione dell’opera d’arte con la sua documentazione, il modo in cui i media non confermano la visione di Walter Benjamin di un mondo-specchio di copie ideali ma hanno sepolto il simulacro postmoderno con una profusione di originali. Si tratta di temi già trattati altrove, ma raramente si arriva alle penetranti conclusioni alle quali giunge Groys.
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Arrivederci Stellina

“Ho pensato che fossi magica.
Ho pensato che avrei voluto baciarti.
Ho pensato che mi sarei bruciato”.
La vita di Penelope, giovane cameriera piena di sogni, cambia repentinamente una mattina di gennaio, quando il bellissimo Braxton Ward, immobiliarista americano a Venezia per motivi di lavoro, le rivolge la parola in modo fortuito.
Da quel momento tutto cambia. E non solo in meglio.
Attrazione, dubbio, repulsione, e poi ancora attrazione. Penelope entra in un frullatore di emozioni contrastanti che la portano a sbagliare, forse irreparabilmente.
Ora Penelope ha un problema da risolvere, molti dubbi da chiarire, un cuore spezzato da curare, innumerevoli ferite da rimarginare.
Partita per un viaggio nell’ignoto, forse senza ritorno, Penelope crede davvero di aver perduto tutto. E poi, nella sua travagliata solitudine irrompe Jamie, giovane front man di una band indie-rock, spavaldo e passionale. Lui è amicizia e sostegno ma anche mistero, tormento e introversione struggente.
Tra Venezia e San Francisco, il percorso di Penelope sarà impervio e doloroso e tuttavia meravigliosamente appassionante. E, alla fine del viaggio, forse lei ritroverà sé stessa e qualcuno da amare davvero.
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### Sinossi
“Ho pensato che fossi magica.
Ho pensato che avrei voluto baciarti.
Ho pensato che mi sarei bruciato”.
La vita di Penelope, giovane cameriera piena di sogni, cambia repentinamente una mattina di gennaio, quando il bellissimo Braxton Ward, immobiliarista americano a Venezia per motivi di lavoro, le rivolge la parola in modo fortuito.
Da quel momento tutto cambia. E non solo in meglio.
Attrazione, dubbio, repulsione, e poi ancora attrazione. Penelope entra in un frullatore di emozioni contrastanti che la portano a sbagliare, forse irreparabilmente.
Ora Penelope ha un problema da risolvere, molti dubbi da chiarire, un cuore spezzato da curare, innumerevoli ferite da rimarginare.
Partita per un viaggio nell’ignoto, forse senza ritorno, Penelope crede davvero di aver perduto tutto. E poi, nella sua travagliata solitudine irrompe Jamie, giovane front man di una band indie-rock, spavaldo e passionale. Lui è amicizia e sostegno ma anche mistero, tormento e introversione struggente.
Tra Venezia e San Francisco, il percorso di Penelope sarà impervio e doloroso e tuttavia meravigliosamente appassionante. E, alla fine del viaggio, forse lei ritroverà sé stessa e qualcuno da amare davvero.

Arriva McCreary

Mike McCreary, un irlandese esperto in perforazioni petrolifere, si trova in una camera di un albergo di Giakarta. Senza quattrini, senza lavoro e con la prospettiva di essere espulso dal paese. Un’offerta imprevista sembra risolvere i suoi problemi: dovrà andare in una lontana isola dell’Indonesia, per scavare un pozzo. Gli si chiede solo di non fare domande e il compenso sarà ricchissimo. La proposta è allettante e rappresenta la salvezza. Ma il mondo del petrolio è un mondo di intrigo, dove in nome dell’oro nero agli uomini non viene garantita alcuna lealtà.

Armi, acciaio e malattie: Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni (Super ET)

Perché alcuni popoli sono piú ricchi di altri? Perché gli europei hanno conquistato buona parte del mondo? La tentazione di rispondere tirando in ballo gli uomini e le loro presunte attitudini è forte. Ma la spiegazione razzista non va respinta solo perché è odiosa, dice Diamond: soprattutto perché è sbagliata e non regge a un esame scientifico. Le diversità culturali non sono innate, ma affondano le loro radici in diversità geografiche, ecologiche e territoriali sostanzialmente legate al caso. Armato di questa idea, Diamond si lancia in un appassionante giro del mondo, alla ricerca di casi esemplari con i quali illustrare e mettere alla prova le sue teorie. Attingendo alla linguistica, all’archeologia, alla genetica e a mille altre fonti di conoscenza, riesce a condurre questo *tour de force* storico-culturale con sorprendente maestria e rara abilità di divulgatore.
Questa nuova edizione è stata arricchita dal capitolo *Chi sono i giapponesi? *e da una postfazione dell’autore.
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### Sinossi
Perché alcuni popoli sono piú ricchi di altri? Perché gli europei hanno conquistato buona parte del mondo? La tentazione di rispondere tirando in ballo gli uomini e le loro presunte attitudini è forte. Ma la spiegazione razzista non va respinta solo perché è odiosa, dice Diamond: soprattutto perché è sbagliata e non regge a un esame scientifico. Le diversità culturali non sono innate, ma affondano le loro radici in diversità geografiche, ecologiche e territoriali sostanzialmente legate al caso. Armato di questa idea, Diamond si lancia in un appassionante giro del mondo, alla ricerca di casi esemplari con i quali illustrare e mettere alla prova le sue teorie. Attingendo alla linguistica, all’archeologia, alla genetica e a mille altre fonti di conoscenza, riesce a condurre questo *tour de force* storico-culturale con sorprendente maestria e rara abilità di divulgatore.
Questa nuova edizione è stata arricchita dal capitolo *Chi sono i giapponesi? *e da una postfazione dell’autore.
### Descrizione
In questa carrellata sulla storia del genere umano, Diamond ci mette in guardia da pericolosi pavoneggiamenti “occidentali”: se si può parlare di una nostra superiorità culturale, essa deve consistere solo nella coscienza che la natura non determina alcuna superiorità. Attraverso un agile percorso narrativo, il saggista americano arriva a dimostrare che le diversità culturali affondano le loro radici in diversità geografiche, ecologiche e territoriali sostanzialmente legate al caso.

Armi e bagagli. Un diario dalle Brigate Rosse

“Armi e bagagli” racconta una tragedia personale e collettiva. Questo diario dalle Brigate Rosse è la storia di un professore universitario quarantenne che alla fine degli anni Settanta sceglie la “lotta armata”, finisce in cella con Curcio e Franceschini e viene arrestato una seconda volta con Moretti, nel 1981, quando tutto cominciava a finire per le BR. Enrico Fenzi racconta con la stessa intensità e assenza di enfasi l’enorme corteo operaio dopo l’uccisione del sindacalista Guido Rossa da parte della colonna genovese delle BR, le esecuzioni in stile mafioso dei brigatisti “traditori” in carcere e la propria vita spezzata. Senza rifiutare la responsabilità morale e senza fingere un impossibile superiore punto di vista narra le ragioni del ’68, il terrorismo oltre il facile alibi della “follia degli Anni di Piombo”, le vittime e la fine del comunismo.

Armatevi e morite

Anton Cechov diceva che se in un romanzo compare una pistola, bisogna che spari. È un principio fondamentale della narrazione: romanzesca, cinematografica, teatrale. Ma non è affatto un artificio di scena: è semplicemente la realtà. Perché, dati alla mano, nella vita accade esattamente la stessa cosa: se c’è una pistola è assai probabile che sparerà; e molte pistole molto spareranno. Il più delle volte nella direzione meno desiderata.
Il mantra della «difesa facile», dei «cittadini con la pistola», non è che illusione e imbroglio, un percorso illogico e irrazionale, che – nella realtà dei fatti e dei numeri, qui esposti in tutta la loro disarmante evidenza – ci rende più nudi, più insicuri, più vittime. Succede in ogni luogo e in ogni ambito in cui la ricetta è stata cucinata.
Abbiamo impegnato secoli di civiltà per guadagnare un valore fondante: lo Stato ha il diritto e il dovere di assicurare la difesa dei cittadini e di provvedere alla loro sicurezza. Non si può che esigerlo. Rinunciarci, per propugnare il «fai da te», è tanto una regressione quanto una follia. Lo slogan dispensato con rassegnata leggerezza: «Visto che lo Stato non ci difende…» non è che illogica e controproducente calata di braghe. Non possiamo che tornare a sottoscrivere ciò che ancora oggi è scolpito sul cornicione della questura di Lecce: «Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nessuno contro lo Stato». Rifuggendo da illusorie scorciatoie.
Chi è di destra, poi, tenga a mente che la difesa «fai da te» non è di destra affatto. E tutti quanti, che una forma compiuta di privatizzazione delle armi gli italiani la conosco già fin troppo bene: si chiama mafia.
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### Sinossi
Anton Cechov diceva che se in un romanzo compare una pistola, bisogna che spari. È un principio fondamentale della narrazione: romanzesca, cinematografica, teatrale. Ma non è affatto un artificio di scena: è semplicemente la realtà. Perché, dati alla mano, nella vita accade esattamente la stessa cosa: se c’è una pistola è assai probabile che sparerà; e molte pistole molto spareranno. Il più delle volte nella direzione meno desiderata.
Il mantra della «difesa facile», dei «cittadini con la pistola», non è che illusione e imbroglio, un percorso illogico e irrazionale, che – nella realtà dei fatti e dei numeri, qui esposti in tutta la loro disarmante evidenza – ci rende più nudi, più insicuri, più vittime. Succede in ogni luogo e in ogni ambito in cui la ricetta è stata cucinata.
Abbiamo impegnato secoli di civiltà per guadagnare un valore fondante: lo Stato ha il diritto e il dovere di assicurare la difesa dei cittadini e di provvedere alla loro sicurezza. Non si può che esigerlo. Rinunciarci, per propugnare il «fai da te», è tanto una regressione quanto una follia. Lo slogan dispensato con rassegnata leggerezza: «Visto che lo Stato non ci difende…» non è che illogica e controproducente calata di braghe. Non possiamo che tornare a sottoscrivere ciò che ancora oggi è scolpito sul cornicione della questura di Lecce: «Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nessuno contro lo Stato». Rifuggendo da illusorie scorciatoie.
Chi è di destra, poi, tenga a mente che la difesa «fai da te» non è di destra affatto. E tutti quanti, che una forma compiuta di privatizzazione delle armi gli italiani la conosco già fin troppo bene: si chiama mafia.

Arma Infero 2: I Cieli di Muareb

Lakon e Karan sono divisi. Karan, con l’amata Luthien, si trova a sud nell’esotica e rigogliosa Gargan mentre Il Mastro di Forgia prosegue la sua ricerca nelle remote lande boreali. Pur così lontani i nostri protagonisti vedranno intrecciarsi nuovamente le loro storie, sullo sfondo di una guerra civile dove la furia cieca dell’uomo scatena il potere di nuove e terribili armi. Contro questa barbarie la cavalleria coloniale è costretta ad evolversi, crescendo e diventando qualcosa di diverso e migliore. Tra intrighi e lotte interne, solo grazie a Lakon e alla sua arcana sapienza la Falange potrà trovare la forza di levarsi sopra le bassezze e i tradimenti del nemico. Su in alto, fino a solcare i cieli di Muareb.
* * *
Versione 1.2
* Modificato il nome in Arma Infero 2 
* Aggiornata la copertina e l’immagine interna sulle linee guida standard della saga Arma Infero.
* Riorganizzata la struttura del libro spostando in fondo le pagine del copyright e della biografia.
* Aggiunta la pagina “La Saga Completa” in fondo che indica tutti i libri della saga Arma Infero.
* Corretti alcuni refusi minori nel testo.
Versione 1.1
* Aggiornata la ragione sociale dell’editore nella pagina del Copyright.
* Correzione di alcuni refusi nel testo.
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### Sinossi
Lakon e Karan sono divisi. Karan, con l’amata Luthien, si trova a sud nell’esotica e rigogliosa Gargan mentre Il Mastro di Forgia prosegue la sua ricerca nelle remote lande boreali. Pur così lontani i nostri protagonisti vedranno intrecciarsi nuovamente le loro storie, sullo sfondo di una guerra civile dove la furia cieca dell’uomo scatena il potere di nuove e terribili armi. Contro questa barbarie la cavalleria coloniale è costretta ad evolversi, crescendo e diventando qualcosa di diverso e migliore. Tra intrighi e lotte interne, solo grazie a Lakon e alla sua arcana sapienza la Falange potrà trovare la forza di levarsi sopra le bassezze e i tradimenti del nemico. Su in alto, fino a solcare i cieli di Muareb.
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Versione 1.2
* Modificato il nome in Arma Infero 2 
* Aggiornata la copertina e l’immagine interna sulle linee guida standard della saga Arma Infero.
* Riorganizzata la struttura del libro spostando in fondo le pagine del copyright e della biografia.
* Aggiunta la pagina “La Saga Completa” in fondo che indica tutti i libri della saga Arma Infero.
* Corretti alcuni refusi minori nel testo.
Versione 1.1
* Aggiornata la ragione sociale dell’editore nella pagina del Copyright.
* Correzione di alcuni refusi nel testo.

Arma Infero 1: Il Mastro di Forgia

Su Muareb, un remoto pianeta anticamente colonizzato dall’uomo, langue una civiltà che piange sulle ceneri e le macerie di un devastante conflitto. Tra le rovine v’è Karan, vecchio e malato, che narra in prima persona della sua gioventù, della sua amicizia con colui che fu condottiero, martire e spietato boia in quella guerra apocalittica. Costui è Lakon. Emerso misteriosamente da un passato mitico e distorto, piomba dal cielo, alieno ed estraneo, sulle terre della Falange, il brutale popolo che lo accoglie e che lo forgia prima come schiavo, poi servo e tecnico di guerra, ossia “Mastro di Forgia”, ed infine guerriero, cavaliere di zodion, gli arcani veicoli viventi delle milizie coloniali. Ed è subito guerra, giacché l’ascesa di Lakon è il segno premonitore di quel grande conflitto i cui eventi lui è destinato a cavalcare, verso l’inevitabile distruzione che su tutto incombe.
* * *
Versione 1.1
* Modificato il nome in Arma Infero 1
* Aggiornata la copertina e l’immagine interna sulle linee guida standard della saga Arma Infero.
* Riorganizzata la struttura del libro spostando in fondo le pagine del copyright e della biografia.
* Aggiunta la pagina “La Saga Completa” in fondo che indica tutti i libri della saga Arma Infero.
* Corretti alcuni refusi minori nel testo.
* Aggiornata la ragione sociale dell’editore nella pagina del Copyright.
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### Sinossi
Su Muareb, un remoto pianeta anticamente colonizzato dall’uomo, langue una civiltà che piange sulle ceneri e le macerie di un devastante conflitto. Tra le rovine v’è Karan, vecchio e malato, che narra in prima persona della sua gioventù, della sua amicizia con colui che fu condottiero, martire e spietato boia in quella guerra apocalittica. Costui è Lakon. Emerso misteriosamente da un passato mitico e distorto, piomba dal cielo, alieno ed estraneo, sulle terre della Falange, il brutale popolo che lo accoglie e che lo forgia prima come schiavo, poi servo e tecnico di guerra, ossia “Mastro di Forgia”, ed infine guerriero, cavaliere di zodion, gli arcani veicoli viventi delle milizie coloniali. Ed è subito guerra, giacché l’ascesa di Lakon è il segno premonitore di quel grande conflitto i cui eventi lui è destinato a cavalcare, verso l’inevitabile distruzione che su tutto incombe.
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Versione 1.1
* Modificato il nome in Arma Infero 1
* Aggiornata la copertina e l’immagine interna sulle linee guida standard della saga Arma Infero.
* Riorganizzata la struttura del libro spostando in fondo le pagine del copyright e della biografia.
* Aggiunta la pagina “La Saga Completa” in fondo che indica tutti i libri della saga Arma Infero.
* Corretti alcuni refusi minori nel testo.
* Aggiornata la ragione sociale dell’editore nella pagina del Copyright.

Arduin il Rinnegato

«Quando l’ultimo drago & l’ultimo elfo spezzeranno il cerchio, il passato & il futuro si incontreranno, il sole di una nuova estate splenderà nel cielo…»Questo libro è l’attesissimo prequel della saga fantastica che ha avuto, finora, come punte di diamante i due romanzi L’ultimo orco e L’ultimo elfo. Una storia appassionante di battaglie e di amori che coinvolgono orchi, uomini, elfi e nani in un turbine di colpi di scena che terranno il lettore incollato al libro fino all’ultima pagina.
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### Sinossi
«Quando l’ultimo drago & l’ultimo elfo spezzeranno il cerchio, il passato & il futuro si incontreranno, il sole di una nuova estate splenderà nel cielo…»Questo libro è l’attesissimo prequel della saga fantastica che ha avuto, finora, come punte di diamante i due romanzi L’ultimo orco e L’ultimo elfo. Una storia appassionante di battaglie e di amori che coinvolgono orchi, uomini, elfi e nani in un turbine di colpi di scena che terranno il lettore incollato al libro fino all’ultima pagina.

Ardenne L’Ultima Sfida Di Hitler

**The prizewinning historian and bestselling author of *D-Day *and *Stalingrad* reconstructs the Battle of the Bulge in World War II, in this riveting new account**

On December 16, 1944, Hitler launched his ‘last gamble’ in the snow-covered forests and gorges of the Ardennes in Belgium, believing he could split the Allies by driving all the way to Antwerp and forcing the Canadians and the British out of the war. Although his generals were doubtful of success, younger officers and NCOs were desperate to believe that their homes and families could be saved from the vengeful Red Army approaching from the east. Many were exultant at the prospect of striking back.
The allies, taken by surprise, found themselves fighting two panzer armies. Belgian civilians abandoned their homes, justifiably afraid of German revenge. Panic spread even to Paris. While some American soldiers, overwhelmed by the German onslaught, fled or surrendered, others held on heroically, creating breakwaters which slowed the German advance.

The harsh winter conditions and the savagery of the battle became comparable to the Eastern Front. In fact the Ardennes became the Western Front’s counterpart to Stalingrad. There was terrible ferocity on both sides, driven by desperation and revenge, in which the normal rules of combat were breached. The Ardennes—involving more than a million men—would prove to be the battle which finally broke the back of the Wehrmacht.

In this deeply researched work, with striking insights into the major players on both sides, Antony Beevor gives us the definitive account of the Ardennes offensive which was to become the greatest battle of World War II.

Arcipelago. Isole e miti del Mar Egeo

Le isole greche sono terre del mito. Sono palcoscenici di epifanie divine, fondali per avventure di eroi e divinità. L’Egeo è un mare di prodigi, un paesaggio di labirinti e di colossi, di vulcani e di palazzi. Ospita terre sacre, come la divina Delo, isola-ninfa che ha propiziato la nascita miracolosa di Apollo. Accoglie luoghi arcani, come Santorini, spezzata in due da un cataclisma, in tempi remoti, ma anche patria, secondo il folklore moderno, dei primi vampiri. Ogni isola ha la sua mitologia: a Creta è cresciuto Zeus, a Naxos si sono amati Arianna e Dioniso, a Serifos è apparsa la testa di Medusa. Mare mitologico, l’Egeo è però da millenni anche lo scenario della grande storia europea: sulle sue onde, hanno veleggiato le triremi ateniesi, le galee dei veneziani, i vascelli dei sultani di Istanbul. In tempi più recenti, anche viaggiatori curiosi e stravaganti come Alexandre Dumas, Herman Melville, Hans Christian Andersen, Mark Twain sono approdati sulle rive del mare greco.
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Arcipelago Gulag Volume 2

Dal Circolo polare artico alle steppe del Caspio, dalla Moldavia alle miniere d’oro della Kolyma in Siberia, le “isole” del Gulag – l’organismo che gestiva i campi d’internamento nell’Unione Sovietica – formavano un invisibile arcipelago, popolato da milioni di cittadini sovietici. Nei Gulag è vissuta o ha trovato fine o si è formata un'”altra” Russia, quella di cui non parlavano le versioni ufficiali, e di cui Sol?enicyn, per primo, ha cominciato a scrivere la storia. In un fitto intreccio di esperienze dirette, di apporti memorialistici, di minuziose ricostruzioni dove non un solo nome o luogo o episodio è fittizio, «Arcipelago Gulag» racchiude una tragica cronaca di quella che è stata la vita del popolo sovietico “del sottosuolo” dal 1918 al 1956. Un’opera corale che ha visto la luce per la prima volta a Parigi nel 1973. Questa edizione recepisce sia le aggiunte e integrazioni apportate al testo dallo stesso Sol?enicyn nel 1980 sia i successivi interventi volti a esplicitare nomi e luoghi effettuati nell’edizione curata da sua moglie nel 2006.
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Arcipelago Gulag Volume 1

La sconvolgente descrizione della vita nei campi di concentramento sovietici attraverso un fitto intreccio di esperienze dirette, memorie e ricostruzioni, basato sulle testimonianze di ex abitanti delle “isole” del Gulag. Un implacabile atto d’accusa contro la teorizzazione e la pratica del terrorismo di massa nell’URSS.
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