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Quella notte sono scomparsa

Jamie Tessman è una diciassettenne californiana come tante altre, il cui unico vero amico è un ragazzo di nome Webb conosciuto una sera al parco quando lei aveva solo nove anni. I due ragazzi saranno costretti a separarsi: Jamie deve seguire la madre a Chicago. Qui, appena arrivata, conosce Morgan. Le due ragazze diventano amiche, ma Jamie spesso si astrae dalla realtà rifugiandosi in inquietanti sogni ad occhi aperti. Morgan preoccupata le propone l’aiuto della zia psichiatra. Grazie all’intervento della donna affiorerà nella mente di Jamie una realtà scioccante, consumatasi proprio la sera in cui da bambina venne lasciata al parco. Età di lettura: da 14 anni.

Quella notte sono io

La memoria è un animale strano. Passi una vita a cercare di domarla, a convincerti che ci sei riuscito, e poi basta un attimo per renderti conto che sei solo un illuso. Per Stefano quell’attimo arriva insieme a un telegramma che lo porta indietro di ventisette anni, alla notte che lo ha reso l’uomo che è: una convocazione, di questo si tratta, un appuntamento con il passato che non può più rimandare. Insieme a lui al casale, in quel tranquillo weekend estivo, ci sono loro, gli amici del liceo, ed è dalla maturità che non si vedono: Margherita, che come lui – lo capisce dalla luce nel suo sguardo – non si è perdonata, Silvia e Lucio, che invece si sono perdonati tutto, e poi Germano, che di quel gesto assurdo, forse, non ha ancora capito nulla. A riunirli è stata la madre di Mirko, il ragazzo troppo diverso da loro che in quella maledetta gita hanno trasformato prima in vittima e poi in nodo irrisolto di giganteschi sensi di colpa. Ma è subito chiaro che il pomeriggio sarà più lungo del previsto, perché, come su un palcoscenico, sfilano davanti ai loro occhi spaesati i protagonisti di quei giorni, in un processo finalmente in grado di mettere a nudo una verità che nessuno degli imputati ha mai immaginato.Giovanni Floris raccoglie le domande che ci pongono i troppi casi di violenza tra i giovanissimi e ne fa un romanzo sulla responsabilità che abbiamo nei confronti del nostro futuro. Perché non esistono vittime e carnefici se sappiamo riconoscere il diritto di essere tutti diversi.
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### Sinossi
La memoria è un animale strano. Passi una vita a cercare di domarla, a convincerti che ci sei riuscito, e poi basta un attimo per renderti conto che sei solo un illuso. Per Stefano quell’attimo arriva insieme a un telegramma che lo porta indietro di ventisette anni, alla notte che lo ha reso l’uomo che è: una convocazione, di questo si tratta, un appuntamento con il passato che non può più rimandare. Insieme a lui al casale, in quel tranquillo weekend estivo, ci sono loro, gli amici del liceo, ed è dalla maturità che non si vedono: Margherita, che come lui – lo capisce dalla luce nel suo sguardo – non si è perdonata, Silvia e Lucio, che invece si sono perdonati tutto, e poi Germano, che di quel gesto assurdo, forse, non ha ancora capito nulla. A riunirli è stata la madre di Mirko, il ragazzo troppo diverso da loro che in quella maledetta gita hanno trasformato prima in vittima e poi in nodo irrisolto di giganteschi sensi di colpa. Ma è subito chiaro che il pomeriggio sarà più lungo del previsto, perché, come su un palcoscenico, sfilano davanti ai loro occhi spaesati i protagonisti di quei giorni, in un processo finalmente in grado di mettere a nudo una verità che nessuno degli imputati ha mai immaginato.Giovanni Floris raccoglie le domande che ci pongono i troppi casi di violenza tra i giovanissimi e ne fa un romanzo sulla responsabilità che abbiamo nei confronti del nostro futuro. Perché non esistono vittime e carnefici se sappiamo riconoscere il diritto di essere tutti diversi.

Quella notte a Londra…

La rovina e lo scandalo minacciano lord Edward de Lacey: suo padre ha rivelato sul letto di morte di non aver mai divorziato da una misteriosa ragazza, sposata in gioventù. Solo il miglior avvocato di Londra può salvarlo, e Edward non esita ad assicurarsene i servigi a discapito della precedente cliente. Lady Francesca Gordon, però, non si arrende: ha bisogno di tutto l’aiuto possibile per ottenere la custodia della nipote, vittima di una matrigna crudele. Sensuale e affascinante, Francesca riesce a ottenere la collaborazione di Edward e… molto di più. Entrambi sanno che la passione non dovrebbe interferire con il loro accordo, ma com’è possibile arginare il fuoco, una volta acceso?

Quell’estate Senza Te

Dall’autrice di Un diamante da Tiffany

Rowena Tipton, fotografa professionista, è appagata dalla sua tranquilla routine londinese che condivide con Matt, l’amore della sua vita. Ma un bel giorno proprio il suo fidanzato perfetto le regala una doccia fredda inaspettata: vuole una pausa nel loro rapporto prima di sposarsi, e le comunica che passerà i prossimi sei mesi in Cambogia. Ro, distrutta, decide di partire per New York, e qui a una festa conosce due tipi stravaganti che le propongono di condividere una grande casa negli Hamptons, dove durante l’estate si trasferisce l’élite di Manhattan. In quello stupendo scenario Ro piano piano uscirà dal bozzolo che si era tessuta intorno. Ma anche in questo paradiso terrestre ci sono delle zone d’ombra e Ro si troverà ad affrontare situazioni prima impensabili che metteranno in discussione il suo equilibrio sentimentale. Matt come prenderà la nuova versione della sua ragazza? Sarà cambiato qualcosa per Ro o ci sarà ancora sempre e solo lui al centro della sua vita?

Dall’autrice del successo internazionale Un diamante da Tiffany
Oltre 350.000 copie vendute in Italia

‘Se vi è piaciuto Il diavolo veste Prada, allora leggete Karen Swan.’
Grazia

‘Deliziosamente brillante, irresistibilmente romantico.’
Hello

‘Amore, perdita e un nuovo inizio: una storia affascinante e ben costruita.’
Marie Claire

Karen Swan

Ha iniziato la carriera di giornalista di moda, prima di rinunciare a tutto per prendersi cura dei tre figli e realizzare il sogno di diventare una scrittrice. La casa in cui vive si affaccia sulle splendide scogliere del Sussex. Con la Newton Compton ha già pubblicato il megabestseller Un diamante da Tiffany seguito da Un regalo perfetto, Shopping da Prada e appuntamento da Tiffany e Quell’estate senza te. Ha partecipato al prestigioso Letterature, il Festival Internazionale di Roma.

(source: Bol.com)

Quell’anno a scuola

È il 1960, JFK è appena stato eletto, ma alla Hill School la notizia è la visita di Hemingway: il grande scrittore consegnerà il premio letterario della scuola al miglior racconto. Uno degli studenti, il piú povero e complessato, pensa di scrivere la storia che gli darà fama e riconoscimento sociale. Ma la sua opera viene smascherata come il puro plagio di un racconto altrui. Esplode lo scandalo e il ragazzo viene cacciato dalla scuola. Raccontata vent’anni piú tardi, dal ragazzo stesso, diventato scrittore affermato, questa storia tormentata si staglia nella mente del lettore come il congedo nostalgico dall’ultimo istante dorato che precede la fine dell’innocenza.

(source: Bol.com)

Quel ragazzo all’ultimo banco

La vita di Christian non era mai stata semplice. La sua complicata situazione familiare aveva fatto si che nella sua psiche si sviluppasse il desiderio irrefrenabile di restare sempre solo. Quella voglia estrema di solitudine lo aveva indotto a lasciare in anticipo la casa in cui era cresciuto. Christian decide così di andare a vivere da solo. Il ragazzo inizia anche a lavorare per poter pagare l’affitto della sua nuova abitazione eper comprarsi da mangiare. A complicare ancora di più la situazione c’è il fatto che Christian sta affrontando il suo ultimo anno al liceo, l’anno della maturità, e non è semplice far coincidere lavoro, scuola, studio e faccende domestiche. Christian percepisce che quella solitudine lo sta lentamente ammazzando. Il ragazzo conosce Noemi e Matteo, due personaggi chiave, che daranno una svolta alla sua vita, nel bene e nel male. Christian intanto crea un legame molto solido anche con Anna, una sua compagna di classe. I due ragazzi si erano completamente ignorati nei quattro anni di liceo precedenti, fino al momento in cui si trovano costretti a diventare compagni di banco. Da quel momento la vita di Christian cambierà per sempre.

Quel fascista di Pansa

Gli italiani della mia generazione (sono nato nell’ottobre 1935 e ho 83 anni) portano sulla gobba una colpa che non gli verrà mai cancellata. È quella di essere stati fascisti. A nostra difesa va detto che era quasi impossibile non esserlo. Certo ci sono state delle minoranze eroiche di oppositori. Ma il regime di Benito Mussolini si è rivelato molto pervasivo, lasciando la sua impronta nell’intera società italiana. Anche il Pansa è stato fascista per un paio di anni, dai sei ai sette, quando frequentava la prima elementare. Il bambino che vedete in copertina mentre fa il saluto romano sono io. Indosso la divisa di figlio della Lupa, il primo gradino dell’organizzazione della gioventù mussoliniana. La fotografia è stata scattata da mio padre Ernesto nel giugno 1943. Nell’autunno di quell’anno sarei diventato un balilla, ma in luglio il regime fascista cadde e non mi fu possibile continuare la mia carriera di militante. Conservo quella piccola foto e ho chiesto alla Rizzoli di metterla nella copertina di questo libro un po’ strano. Racconta quanto mi accadde dopo aver pubblicato nel 2003 il mio lavoro più noto: Il sangue dei vinti. Era dedicato alle vendette compiute dai partigiani trionfanti sui fascisti repubblicani sconfitti. Ed ebbe un successo di vendite travolgente che né io né l’editore ci aspettavamo. Segnò l’inizio di una serie di vicende che in qualche modo riflettono l’Italia entrata nei nevrotici anni Duemila. Prima di tutto non sono più stato ritenuto un rosso come credevo di essere, bensì un nero: Pansa il fascista ha gettato la maschera. Questo accese la rabbia di una serie di eccellenze presunte democratiche, più ridicole che tragiche. Venni aggredito e messo all’indice da parrocchie politiche che prima stravedevano per me e volevano eleggermi in Parlamento. Troverete tutto in questo libro. Raccomando agli eventuali lettori di considerarlo soprattutto un ritratto del mondo di oggi dove i faziosi e i pagliacci siedono accanto a persone serie che hanno dimostrato di avere fiducia in me narrandomi le loro storie. Infine c’è una parte del libro dove ha il sopravvento l’Italia che di solito sta in si silenzio. Presenta una scelta delle tantissime lettere che mi sono arrivate dopo i Vinti. Scritte da italiani che mi ringraziavano o mi insultavano con rabbia. Un test che garantisce la verità dei miei racconti. G.P

(source: Bol.com)

Quel coinquilino snervante

L’avventura di Jennifer alla New York University non inizia certo nel migliore dei modi: per un disguido è costretta ad alloggiare nel dormitorio maschile del campus, e i suoi genitori, preoccupatissimi, già la immaginano alle prese con le tempeste ormonali dei ragazzi. Armata di spray al peperoncino – gentile omaggio del padre apprensivo – e con le raccomandazioni della madre che le rimbombano in testa, la timida e ingenua Jennifer non può fare altro che accettare la situazione, nella speranza che questo piccolo incidente non comprometta la sua carriera universitaria agli inizi. Ma non sa ancora che il caso le farà incontrare Caleb: il suo antipatico, scontroso, maleducato, lunatico e… bellissimo coinquilino. Tra litigi domestici, insulti reciproci e comportamenti al limite della sopportazione, giorno dopo giorno Jennifer e Caleb si conosceranno meglio, finché lei scoprirà che il suo “coinquilino snervante”, dietro una scorza dura e un carattere irascibile, nasconde un cuore tenero e una situazione familiare problematica. Tra i due la scintilla impiegherà poco a scoccare, ma gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo, e Jennifer sarà travolta da una situazione difficile da accettare e da comprendere, che scatenerà una tempesta di emozioni e arriverà dritta al cuore, rischiando di far crollare il suo sogno.
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Quel che resta della terra. (Le terre di Caino)

Donovan Webster ha scritto questo libro per colmare una grave lacuna caratteristica dei libri storici: cosa resta sul campo una volta che la guerra è finita? Con l’intento di rispondere a queste domande l’autore è andato sui luoghi di battaglia dei maggiori scontri del ventesimo secolo: la Marna, Verdun, Stalingrado, il Vietnam, i deserti del Kuwait. Vi ha trovato arredi funebri, lapidi, monumenti ai caduti, ossari; ma anche fucili, pistole, brandelli di uniformi, rifiuti, bombe inesplose, mine anticarro e antiuomo. Questo libro non è solo rievocazione di quelle drammatiche battaglie, ma è anche la storia delle armi che hanno contribuito a rendere il ventesimo secolo il più sanguinoso della storia umana.
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Quei Patti Benedetti

Il 1929 era cominciato con un’ottima notizia: l’11 febbraio, il cardinale Pietro Gasparri, segretario di Stato di Pio XI, e il capo del governo fascista, Benito Mussolini, avevano firmato i Patti Lateranensi. Un accordo davvero storico che cercava di porre fine a ottant’anni di guerre e tensioni tra la Chiesa e l’Italia. Per quasi un secolo, infatti, i destini del potere temporale del vicario di Cristo, del Vaticano e della stessa città di Roma restarono molto incerti. Tanti gli episodi di quel braccio di ferro: la fuga di papa Pio IX, l’interregno della Repubblica Romana e la restaurazione papale con le armi del ‘traditore’ Napoleone III. E, poi, ancora: la breccia di Porta Pia, il Sillabo, il Patto Gentiloni fino alla Marcia su Roma. In tutti quegli anni, numerosi protagonisti cercarono inutilmente di instaurare un dialogo tra lo Stato della Chiesa e la nuova Italia dei Savoia.

Poi, nel 1929, arrivarono finalmente i Patti Lateranensi, firmati nel Palazzo di San Giovanni in Laterano. Furono il frutto di un intenso lavoro di diplomazia, tra un ‘incidente’ e l’altro, e vennero strutturati in tre parti: il Trattato vero e proprio (che istituiva la Città del Vaticano, una enclave in mezzo a Roma che prevedeva l’extraterritorialità delle basiliche di San Pietro e di San Giovanni in Laterano), il Concordato (che regolava i rapporti tra la Santa Sede e l’Italia) e l’accordo finanziario (che stabiliva un indennizzo a favore della Chiesa in seguito alla rinuncia a qualsiasi rivendicazione sul vecchio Stato Pontificio).

Mentre i giornali stranieri criticarono ampiamente la ‘santa alleanza’, la stampa fascista celebrò l’apoteosi del duce. Lo stesso Pio XI definì Mussolini ‘uomo della Provvidenza’, cancellando in un colpo solo il suo passato di mangiapreti socialista.

Fu davvero così? Qual è l’eredità di quei Patti considerati allora provvidenziali? E che cosa è rimasto, oggi, dello spirito del ’29, anche dopo la revisione concordataria del 1984 voluta dal presidente del Consiglio Bettino Craxi? A novant’anni da quello storico accordo, il libro cerca di rispondere a tante domande, interrogandosi inoltre sul futuro dei rapporti tra libera Chiesa in libero Stato.

(source: Bol.com)

Quattro uomini in fuga

Quattro sgangherati amici decidono di scrollarsi di dosso le nebbie e l’accidia del loro paesino padano per darsi all’Avventura e realizzare i propri sogni. Prima col rapimento di un toro da monta nascondendolo in un Jolly Hotel in attesa del riscatto, ma con drammatiche conseguenze, e poi levando le tende alla volta di Roma per fondare un teatro off. La voce di Casablanca, il più appartato dei quattro, narra quindi una tragicomica vicenda di donchisciotti votati ai fallimenti: Paolo, che data la sua somiglianza con Jack Palance ambisce ai riflettori del teatro e del cinema, Elio, basso botolo ringhioso segnato da una fatale avarizia, Sauro elegante ceramista mancato che le donne divorano con lo sguardo e infine Casablanca stesso, diventato regista per caso, impegnato in un difficile faccia a faccia con un suo protervo alter ego. L’inizio del teatro è disastroso ma poi entra in scena l’affascinante, ricchissimo N.N. che, pur tormentato da una crisi sentimentale, finanzia la loro impresa con la generosità di un mecenate d’altri tempi. Basterà il denaro a tenere insieme i quattro amici sempre in fuga da sè stessi e dalla realtà? A fare naufragare i loro sogni saranno i sentimenti, “quel candelotto di dinamite che ognuno si porta appresso dalle parti del cuore e sempre pronto a esplodere”.

Dall’autore de La malinconia dei Crusich un altro romanzo epico, ma questa volta di un’epica profondamente italica e provinciale, narrata con un impasto di ironia e malinconia che strappa emozioni e risate a tempi sapientemente alterni.

(source: Bol.com)

Quattro colpi per Togliatti

Forse non tutti sanno che l’Italia è stata sull’orlo della guerra civile. Era il 14 luglio del 1948, e il Paese si avviava faticosamente a uscire dalle macerie del conflitto mondiale, quando un giovane di 25 anni cerca di uccidere Palmiro Togliatti, capo del Partito comunista. Antonio Pallante, l’autore dell’attentato, racconta per la prima volta la sua storia: dai cinque anni in seminario a quel colpo di pistola che nel ’43 interruppe le linee telefoniche fra Roma e Tripoli, fra il Duce e la Libia, e lo mandò quasi sotto processo, dalla carriera da giornalista per ‘L’Uomo Qualunque’ agli scontri violenti con i militanti comunisti siciliani mentre nell’isola sbarcavano gli Alleati. Fino a quel giorno di luglio, quando i colpi della Smith & Wesson comprata al mercato nero di Catania feriscono il Migliore, e per lui si spalancano le porte del carcere. E poi il processo, gli anni della detenzione, la libertà e la vecchiaia: una pagina di storia che per magia torna, o potrebbe tornare attualità. Cronaca. Dà le vertigini, come un meteorite precipitato dal cielo. ‘Tremavo, tremavo tutto. Credo che anche la mano andasse per conto suo. Poi, finalmente, li vidi uscire. Prima Nilde Iotti, dietro lui. Scese i gradini, arrivò a tre, quattro metri di distanza da me. Cominciai a sparare: uno, due, tre colpi. Continuai a fare fuoco mentre cadeva per terra. Lei si chinò su di lui gridando: “Hanno ucciso Togliatti”…’

(source: Bol.com)

Quattro Chiacchiere Con Francesco Guccini

Questo libro vuole celebrare la produzione artistica di Francesco Guccini in occasione dell’uscita dell’album L’ultima Thule.
Il testo raccoglie interviste all’artista e ai suoi musicisti e contiene un fumetto inedito di Federico Bollo ispirato al brano L’ultima volta.
L’appendice inoltre presenta discografia completa (con copertine e tracce), bibliografia, filmografia e sitografia di Guccini: uno strumento utile per tutti i suoi fan.

Quattrini in banca

Giorgio Uffenham, sesto visconte di Uffenham, lord, ed eccentrico, ha venduto quasi tutto il suo patrimonio di famiglia per acquistare gioielli celando poi il tesoro in un nascondiglio, nella dimora dei padri. Vittima di un incidente stradale, il visconte perde quasi interamente la memoria e non riesce più a ricordare dove abbia nascosto i gioielli. Ha così inizio una Caccia al tesoro, resa più amena dal fatto che, per necessità economiche il visconte è costretto ad affittare la casa (nonché nascondiglio del tesoro) a una bizzarra colonia di seguaci delle dottrine Ugubu che praticano il vegetarianesimo e le danze tribali. Spacciandosi per maggiordomo, il visconte serve gli ospiti e nel frattempo cerca il suo tesoro, mentre intorno a lui si tessono intrighi d’ogni genere, in un crescendo comico veramente irresistibile.

Quasi Vero

Dall’autrice di bestseller USA Today Lexy Timms.

Che cosa può esserci di più sexy di un affascinante uomo russo che ti adora?

La giovane e bellissima Kallie Margolis sta vivendo una passionale storia d’amore e ha tutto… o quasi tutto. Ha una casa stupenda, tutti i soldi che desidera, e la completa attenzione dell’uomo più incredibile che avrebbe mai potuto sognare. Tuttavia, non si tratta di un sogno, perchè Sasha Petrov è stupendo, imponente, incredibile tra le lenzuola, e assolutamente vero.

Sasha ha rovinato la carriera e la vita di Kallie, ma questo non le ha impedito di invaghirsi di lui. Si guadagna da vivere tra le strade di Baltimora in modi che Kallie preferisce non sapere. Prova a ingnorare la verità, anche se è stata una sua vittima. Comunque, il desiderio e la passione riescono a prevalere, per questo Sasha decide di sfruttare il loro tempo insieme per farsi perdonare.

Proprio quando le cose non potrebbero andare meglio tra di loro, qualcosa cambia le carte in tavola. Sasha ha ingannato Kallie? Kallie può fidarsi del suo bad boy quando dice di amarla oppure le nasconde ancora qualcosa?

Scopritelo nel secondo volume della ***Just About Series. ***

(source: Bol.com)

Quasi un uomo

**Era il migliore. Il più intelligente. Il più brillante. Ma lei cercava l’amore.**
Lui è intelligente, brillante, ambizioso. È il migliore, e ne è consapevole. Il suo grande progetto è portare la pubblicità italiana del dopoguerra ai livelli di quella americana, più matura professionalmente, più credibile e redditizia. Lei invece ha un sogno, l’America; e sposare quell’uomo e seguirlo oltreoceano le sembra la strada più breve per realizzarlo. Mentre lui, infaticabile ma come cieco ai bisogni della giovane moglie, costruisce la propria carriera, lei cade nella più prevedibile delle trappole. Così ha inizio l’altra storia: quella che ha le tinte forti e antiche di una tragedia in cui nessuna morte è una redenzione. A salvare da se stesso questo ‘quasi uomo’, un colpo di scena che sconvolge gli equilibri di una vita imperfetta. Anche in questo romanzo asciutto e toccante** Elda Lanza **ci dà una dimostrazione magistrale di come si possano **raccontare le colpevoli debolezze dei forti e i disastrosi alibi dei deboli**. E con la consueta lucidità, ci indica la strada della complicità e dell’accettazione. E dell’amore. 
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### Sinossi
**Era il migliore. Il più intelligente. Il più brillante. Ma lei cercava l’amore.**
Lui è intelligente, brillante, ambizioso. È il migliore, e ne è consapevole. Il suo grande progetto è portare la pubblicità italiana del dopoguerra ai livelli di quella americana, più matura professionalmente, più credibile e redditizia. Lei invece ha un sogno, l’America; e sposare quell’uomo e seguirlo oltreoceano le sembra la strada più breve per realizzarlo. Mentre lui, infaticabile ma come cieco ai bisogni della giovane moglie, costruisce la propria carriera, lei cade nella più prevedibile delle trappole. Così ha inizio l’altra storia: quella che ha le tinte forti e antiche di una tragedia in cui nessuna morte è una redenzione. A salvare da se stesso questo ‘quasi uomo’, un colpo di scena che sconvolge gli equilibri di una vita imperfetta. Anche in questo romanzo asciutto e toccante** Elda Lanza **ci dà una dimostrazione magistrale di come si possano **raccontare le colpevoli debolezze dei forti e i disastrosi alibi dei deboli**. E con la consueta lucidità, ci indica la strada della complicità e dell’accettazione. E dell’amore.