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ìL’Angelo di latta

Gli “indici di gradimento” di cui si vanta Bowser, l’inumano protagonista del presente romanzo, non sono dissimili da quelli usati dalla RAI-TV per misurare il “successo” dei suoi non sempre appassionanti sceneggiati. Ma in questo pazzesco Angelo di latta ciò che gli indici soprattutto misurano è la folle, scatenata, cinica, dissacrante, distruttiva fantasia satirica di Ron Goulart, un nome ormai destinato a occupare e a conservare un posto unico nella storia della fantascienza “socio-satirica” americana.
INDICE
L’ANGELO DI LATTA The Tin Angel BARRITO DI MEZZANOTTE Please Stand By (1961)
LO ZIO ARLY Uncle Arly (1962)
FANTASMA D’AUTORE Help Stamp Out Chesney (1963)
IL PESCE AZZURRO McNamara’s Fish (1963)
STREGONI S.P.A. “Kearny’s Last Case” (1965)

Il Figlio Della Notte (Il Giallo Mondadori)

Il figlio della notte (Il Giallo Mondadori) by Maureen Jennings
Vivere l’incubo peggiore per una maestra è il destino di Amy Slade. Quando la piccola Agnes sviene in classe, l’insegnante nota lividi scuri sui polsi e una tumefazione sul viso, in parte mascherata dai capelli. Brutto segno. Poi, nascoste nel banco della ragazzina, quattro fotografie. Non fotografie innocenti. Immagini spaventose. Come quella di un bambino morto, con parole irripetibili scritte sul retro. O quella che ritrae l’alunna stessa, un vero pugno nello stomaco. Poi Agnes il giorno dopo non si presenta a scuola. Ce n’è abbastanza per chiedere aiuto a William Murdoch, della polizia di Toronto. Alla vista di quegli scatti esecrabili, l’indignazione e il disgusto spingono il detective a promettere giustizia per la troppo giovane vittima. Ma la caccia al loro ignoto autore potrebbe riservargli spiacevoli sorprese, intrecciandosi a un’altra indagine su un sergente accusato di comportamenti riprovevoli. E questo è ancora niente, davvero niente, al confronto dell’abisso di orrore pronto a spalancarsi davanti ai suoi occhi.

L’identità

Vi sono situazioni in cui per un istante non riconosciamo chi ci sta accanto, istanti in cui l’identità dell’altro si cancella, mentre, di riflesso, dubitiamo della nostra. Solo Kundera poteva trasformare una percezione così segreta e sconcertante in materia romanzesca – e farne uno dei suoi libri più dolorosi e illuminanti. «Di questo ultimo libro, intiepidito dalla luce rosea della vecchiaia, posso dire soltanto una parola: è perfetto. Non c’è personaggio, episodio, immagine, parola, spazio bianco, virgola: non c’è luogo dell’incantevole intreccio che sia segnato da una minima ombra. Nessuno scrittore, oggi, ha l’eleganza di Kundera: la sua naturalezza; il suo tocco delicato e sovrano» (Pietro Citati).

L’identità segreta della governante

Inghilterra, 1815 – Lontana dal ton londinese, Eleanor Hancourt è costretta a vivere sotto la falsa identità della governante Nell Court per sfuggire agli scandali che hanno travolto la sua famiglia. In realtà Nell, timida e riservata di natura, è contenta di occuparsi di Berry Brampton House, conducendo un’esistenza tranquilla e ordinaria. Tutto cambia però quando alla tenuta si presenta il Conte di Barberry, nuovo proprietario delle terre dopo la morte del nonno. Anche lui è in incognito: scambiato proprio da Nell per il nuovo amministratore, Fergus decide di sfruttare quella circostanza per prendere visione dei suoi possedimenti senza subire pressioni. L’attrazione che prova per la governante è immediata e, quando la vera identità di Nell la mette in grave pericolo, lui farà qualsiasi cosa per salvarla.
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### Sinossi
Inghilterra, 1815 – Lontana dal ton londinese, Eleanor Hancourt è costretta a vivere sotto la falsa identità della governante Nell Court per sfuggire agli scandali che hanno travolto la sua famiglia. In realtà Nell, timida e riservata di natura, è contenta di occuparsi di Berry Brampton House, conducendo un’esistenza tranquilla e ordinaria. Tutto cambia però quando alla tenuta si presenta il Conte di Barberry, nuovo proprietario delle terre dopo la morte del nonno. Anche lui è in incognito: scambiato proprio da Nell per il nuovo amministratore, Fergus decide di sfruttare quella circostanza per prendere visione dei suoi possedimenti senza subire pressioni. L’attrazione che prova per la governante è immediata e, quando la vera identità di Nell la mette in grave pericolo, lui farà qualsiasi cosa per salvarla.

Identità segreta

Londra, 1820.
Lord Rimswell è un uomo d’onore che vive di verità assolute. Ma la sua ordinata esistenza fatta di netti confini tra giusto e sbagliato viene all’improvviso sconvolta dall’incontro con la sensualissima, testarda e brillante Asteria, collaboratrice del Ministero degli Interni. Affascinato dal mistero che avvolge la donna e deciso a convincerla ad abbandonare un’indagine che si sta rivelando pericolosa, Rimswell cede incautamente alla tentazione di baciarla. Colto in flagrante, si ritrova ora costretto a prenderla in moglie… e a rinunciare alle rigide regole che lo hanno sempre guidato, tuffandosi nell’impossibile sfida di rubarle il cuore!
Le zitelle di Kempton 6

Identità e differenza

“Quando il pensiero, chiamato da una questione, la segue, durante il cammino può accadergli di mutare. Per questo è consigliabile, qui di seguito, prestare attenzione alla via, e meno al contenuto “. Con queste parole si apre il primo dei testi raccolti in “Identità e differenza”, preziose testimonianze di due conferenze, tenute nel 1957, in cui Heidegger da alla propria speculazione una forma meno didattica che nei corsi universitari, ma anche meno esoterica che nei trattati. Nel celebre “II principio d’identità”, quello che viene “indicato “è l’opportunità di “staccarsi dall’atteggiamento del pensiero rappresentativo”, compiendo un “salto” al di fuori del principio d’identità e della metafisica che su di esso si fonda per lanciarsi nell’abisso dell’Evento, in cui uomo ed essere coappartengono. In “La struttura onto-teo-logica della metafisica”, che riproduce in forma rielaborata un’esercitazione seminariale, in un serrato colloquio con Hegel, ed “esperendo nella loro autentica importanza termini usurati come “ontologia” e “teologia”, Heidegger esorta a fare il “passo indietro” che “ci trasferisca dalla metafisica all’essenza della metafisica”. Un passo indietro che preparerebbe quel contromovimento di pensiero in grado di sottrarre l’uomo al nichilismo della tecnica.
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Icarus. Ascesa e caduta di Raul Gardini

Il 23 luglio 1993 Raul Gardini viene trovato morto nella sua residenza di piazza Belgioioso, a Milano. Si è sparato un colpo in testa, o almeno così dicono, anche se l’ipotesi del suicidio urta contro un muro di incongruenze e di punti non chiariti. “Icarus” è una storia di fantasmi. Di un uomo che si ritrovò a capo di un colosso finanziario e da lì, con i suoi progetti visionari e le sue follie sportive, sfidò il mondo. Di una città, Ravenna, che per un breve periodo tornò agli splendori dell’impero bizantino. E di un ragazzo, Matteo, che nutriva da anni l’ossessione di scrivere un libro: su Gardini, sulla sua città, sulle macerie che, dopo ogni caduta o crollo, seppelliscono i vinti e i loro segreti. Senza appiattirsi nella mera inchiesta giornalistica, giocando tra biografìa e autobiografìa, cronaca e finzione, Cavezzali compone un mosaico emozionante dal quale mancherà sempre una tessera, come dalla verità. Restano soltanto le narrazioni della sventura e dell’infamia. Le case degli spettri, gli aerei schiantati, il cemento di Cosa Nostra, gli affari del secolo sfumati, l’utopia della benzina verde e della plastica biodegradabile, le salme rapite e i cadaveri nelle carceri, le valigette scomparse e le pistole cambiate di posto. E su tutto la vertigine del vento in poppa e la malinconia di un’ultima regata.

Icarus

Il 23 luglio 1993 Raul Gardini viene trovato morto nella sua residenza di piazza Belgioioso, a Milano. Si è sparato un colpo in testa, o almeno così dicono, anche se l’ipotesi del suicidio urta con un muro di incongruenze e di punti non chiariti. Icarus è una storia di fantasmi. Di un uomo, Raul Gardini, che si ritrovò a capo di un colosso finanziario e da lì sfidò il mondo, con i suoi progetti visionari e le sue follie sportive. Di una città, Ravenna, che per un breve periodo tornò agli splendori dell’impero bizantino. E di un ragazzo, Matteo, che nutrì per anni l’ossessione di scrivere un libro: su Gardini, sulla sua città, sulle macerie che, dopo ogni caduta o crollo, seppelliscono i vinti e i loro segreti. Senza appiattirsi nella mera inchiesta giornalistica, giocando tra biografa e autobiografa, cronaca e finzione, Cavezzali compone un mosaico emozionante dal quale mancherà sempre una tessera, come dalla verità. Restano soltanto le narrazioni della sventura e dell’infamia. Le case degli spettri, gli aerei schiantati, il cemento di Cosa Nostra, gli affari del secolo sfumati, l’utopia della benzina verde e della plastica biodegradabile, le salme rapite e i cadaveri nelle carceri, le valigette sparite e le pistole cambiate di posto. E su tutto la vertigine del vento in poppa e la malinconia di un’ultima regata.

(source: Bol.com)

Icaro

“La serie di Bennie Griessel dell’autore sudafricano Deon Meyer è una delle eccellenze della letteratura noir contemporanea e il quinto episodio, Icaro, è il suo migliore ad oggi. Il capitano Griessel subisce un duro colpo nella sua lotta contro l’alcolismo quando apprende che un collega ha sterminato la famiglia e si è tolto la vita. Le sbornie che mettono a repentaglio la sua carriera e gli sforzi per rimettersi in carreggiata accompagnano l’inchiesta sull’omicidio di Ernst Richter, proprietario di un sito internet che incoraggia l’adulterio. Si scopre presto che Richter, non estraneo all’esercizio di ricatti, non ha rispettato la privacy dei clienti e nella rete girano twitter che minacciano di svelare l’identità degli adulteri, creando scompiglio nei media. Parallelamente a questa indagine si snoda la storia torbida della famiglia del produttore di vini Francois du Toit. Solo alla fine però il lettore scoprirà il legame tra queste due vicende ugualmente avvincenti, in una sapiente narrazione di sesso, bugie e inganni”. (Laura Wilson, The Guardian)
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Hotel Pasolini. Un’autobiografia

Hotel Pasolini. Un’autobiografia: Dietro le quinte del cinema italiano by Alfredo Bini
Alfredo Bini è l’uomo che ha reso possibile il cinema di Pier Paolo Pasolini. Questa autobiografia è la storia di uno dei più grandi produttori cinematografici italiani e il romanzo di una vita vissuta a perdifiato, dall’infanzia sulle colline toscane alla guerra in Grecia e Albania, dalle luci della ribalta dei festival a un oblio inspiegabile e amaro. È un album fotografico in cui si incontrano i volti di Claudia Cardinale e Anna Magnani, di Gina Lollobrigida e Marcello Mastroianni, di Totò e Federico Fellini.Bini univa l’istinto di un rabdomante alla convinzione che un produttore fosse un artigiano rinascimentale. Solo un uomo vorace e visionario come lui avrebbe potuto scommettere che un grande poeta sarebbe diventato un grande regista. Grazie a quell’azzardo nacque il primo film di Pasolini, Accattone, e videro la luce i successivi, dal Vangelo secondo Matteo a Uccellacci e uccellini, fino a Edipo Re. Bini e Pasolini sfidarono la censura, si presero a pugni, viaggiarono in Africa e, insieme, cambiarono per sempre l’immaginario collettivo italiano. Quando il loro rapporto terminò, Alfredo Bini lavorò con Robert Bresson e Claude Chabrol, produsse b-movie «erotici ed esotici», quasi a riaffermare l’innocenza dell’osceno di fronte all’apparente purezza del normale. La vita che aveva inseguito finì per travolgerlo, lasciandolo solo e in miseria in un albergo nella Maremma laziale; qui venne accolto con generosità e amicizia da Giuseppe Simonelli, con cui trascorse i suoi ultimi anni. In questo Sunset Boulevard sulla via Aurelia un altro produttore, Simone Isola, si è messo sulle tracce di un uomo e di una grande stagione del nostro cinema, ricomponendo un memoriale che era affidato ad appunti, foglietti volanti, nastri magnetici e articoli di giornale. Dal suo lavoro è nato un documentario, Alfredo Bini, ospite inatteso, e nasce oggi Hotel Pasolini: un libro che, come un film, è fatto di parole e immagini; una soggettiva inedita sul nostro passato; un rapinoso piano sequenza che insegue protagonisti, fallimenti e capolavori di un’epoca intera.

Hotel Del Gran Cervo

Giunto in un piccolo comune delle Ardenne per girare un documentario su una celebre star del cinema trovata morta quarant’anni prima nella vasca da bagno di una stanza d’albergo, il giovane Nicolas Tèque assiste a un susseguirsi di barbari omicidi. Spetterà all’eccentrico, irriverente e bulimico ispettore Vertigo Kulbertus, a pochi giorni dalla pensione, scoprire cosa si nasconda nel passato denso di segreti e rancori degli abitanti di Reugny.
Omertà e ipocrisia, invidia e avidità serpeggiano in questo borgo sonnolento che sopravvive grazie agli introiti di un improbabile centro motivazionale per dipendenti aziendali. E sono pochi i personaggi che sfuggono alla graffiante ironia di Bartelt, che costruisce un classico e avvincente polar, dal finale inatteso e felicemente scorretto.
“Un capolavoro di humour nero. Un gioiellino dai riflessi tenebrosi, deliziosamente caustico, crudele quanto divertente.”
Michel Abescat, “Télérama”
“Quando si amano le atmosfere alla Simenon, non si può che adorare questo romanzo.”
Bruno Corty, “Le Figaro Littéraire”
“Nel suo genere, un puro capolavoro.”
“Livres Hebdo”

L’host: Manuale semiserio sull’ospitalità e…

Stai per aprire o vorresti aprire un’attività ricettiva come un B&B/agriturismo/casa vacanze e non sai da dove iniziare? Sei un Host sul viale del fallimento e vorresti risalire la china? O sei un semplice viaggiatore e vorresti scoprire perché quel simpatico gestore era così di suo o ce stava a provà? Scopri tutti i segreti per diventare i numeri 1 della categoria, entra anche tu nel meraviglioso mondo dell’ospitalità! Davvero sei convinto che le nordiche siano ragazze facili? Forse quella messicana non era venuta solo perché aveva bisogno di una camera prima di prendere un altro… volo? Questo ed altro ancora nel primo manuale per essere gestori ( e non solo ) di successo di attività ricettive extraalberghiere!
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### Sinossi
Stai per aprire o vorresti aprire un’attività ricettiva come un B&B/agriturismo/casa vacanze e non sai da dove iniziare? Sei un Host sul viale del fallimento e vorresti risalire la china? O sei un semplice viaggiatore e vorresti scoprire perché quel simpatico gestore era così di suo o ce stava a provà? Scopri tutti i segreti per diventare i numeri 1 della categoria, entra anche tu nel meraviglioso mondo dell’ospitalità! Davvero sei convinto che le nordiche siano ragazze facili? Forse quella messicana non era venuta solo perché aveva bisogno di una camera prima di prendere un altro… volo? Questo ed altro ancora nel primo manuale per essere gestori ( e non solo ) di successo di attività ricettive extraalberghiere!

Horror

Dario Argento torna con questa raccolta di racconti alla scrittura, per aprire nuovi sipari nei quali animare fiabe maledette, creando così immagini che diventano pitture dove demoni, streghe e il sovrannaturale si mescolano col reale. Il suo orrore fantastico giace sempre pronto a sorprendere sotto una verosimiglianza che sappiamo può, a sua volta, venire sconvolta. E verosimili sono infatti le storie che escono dalla sua penna: bambini e giovani donne, studiosi e personaggi storici, guerriglieri, demoni e creature chimeriche, che vivono vicende inquietanti e spaventose. La sua scrittura crea scene definite e nitide, ma anche emotivamente coinvolgenti, capaci di coniugare suspense, dilemmi etici e tormenti umani.

Innumerevoli tracce del suo talento cinematografico si possono riconoscere in questi racconti dall’ambientazione più varia: il set delle storie sono infatti luoghi angoscianti e fantastici ma al tempo stesso reali, come la Villa dei Mostri di Palagonia, gli Uffizi di Firenze, un’isola indonesiana, la Biblioteca Angelica di Roma… Al lettore, mentre segue le vicende di personaggi che si muovono tra straordinari musei e diroccati palazzi barocchi, tra castelli del passato e grattacieli del futuro, viene unicamente lasciata la facoltà di tenere sotto controllo l’accelerazione del proprio battito cardiaco. Ci ritroviamo a vivere storie senza censura e situazioni che sono destinate a turbarci e sorprenderci. L’azione e il ritmo si fanno musica e ci trascinano in una dimensione onirica e fantastica e, come avviene nei suoi film, riconosciamo in questi racconti dalle trame inattese quel dialogo con la paura, con l’inquietudine, con le ombre dei paesaggi e dell’animo umano, con i bagliori irreali e con la tensione che formano la cifra più profonda del suo sentire artistico. E infatti del maestro del cinema italiano ritroviamo nello scrittore Argento tutti i dualismi della nostra folle natura, le contraddizioni che nutrono le nostre fantasie, i sotterranei movimenti dell’inconscio, l’eterno balletto tra pericolo e salvezza, tra sogno e realtà.

Dario Argento, grande maestro romano tra i più importanti nel panorama mondiale del thriller e dell’horror cinematografico, inizia la sua carriera come sceneggiatore per passare alla regia di capolavori indimenticabili che hanno segnato un’epoca e fatto la storia del cinema. Come sceneggiatore firmerà con autori come Patroni Griffi e Sergio Leone, dalla penna alla cinepresa e oggi di nuovo alla penna. Da L’uccello con le piume di cristallo del 1970 che scrive e dirige e che sarà accompagnato dalle musiche di Ennio Morricone, i suoi film sono continue sorprese geniali, ardite e destinati a diventare cult. Ancora oggi nel mondo gli è riconosciuto il merito di aver interpretato e forse coniato un genere con genialità, sostenuto dalla raffinatezza della cultura e del suo amore per la storia e per l’arte. Seguiranno successi impareggiabili come Profondo Rosso (1975), Suspiria (1977), Phenomena (1985) Opera (1987), La sindrome di Stendhal (1995), per citarne solo alcuni. Imitato da molti in tutto il mondo, tanto in Europa quanto negli USA, fino ad arrivare a essere ispirazione in Oriente dove le sue pellicole sono oggetto di studio e ammirazione.

(source: Bol.com)

Hope. Diario di due sopravvissute

Il 6 maggio del 2013 Amanda Berry riuscì a fuggire da una anonima casa di Cleveland, attirare l’attenzione di un vicino di casa e con il suo aiuto chiamare il 911: “Aiutatemi, mi chiamo Amanda Berry e sono stata rapita dieci anni fa”. Il giorno dopo, su tutti i giornali del mondo, emersero i contorni della mostruosa vicenda che ha scioccato per dimensioni, crudeltà e durata. Ariel Castro, un oscuro e solitario conduttore di autobus, aveva sequestrato Amanda e altre due ragazze, tra il 2002 e il 2004, quando avevano rispettivamente 14, 16 e 20 anni. Poi le aveva segregate dentro casa, impedendone la fuga e isolandole dal mondo. Nella casa-prigione gli investigatori dell’FBI hanno trovato porte antifuga, corde e catene. Dai racconti sono emersi abusi fisici e psicologici. Pare che almeno cinque bambini siano stati dati alla luce in quella orribile bolgia e che nessuno sia sopravvissuto. Dieci anni di totale inferno. Dopo un regolare processo di grande rilevanza mediatica, Castro è stato condannato a 1.000 anni di detenzione in quanto colpevole di oltre 900 capi di imputazione. Dopo appena un mese di galera, è stato trovato impiccato nella sua cella. Questo libro è lo sconvolgente diario delle due ragazze sopravvissute: come sono state catturate, come hanno vissuto tutto quel tempo, come sono riuscite a sopravvivere e, infine, a liberarsi.
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Honolulu e altri racconti

È impossibile, leggendo i superbi ‘racconti orientali’ qui raccolti, non finire irretiti negli scabri avamposti di un Impero britannico ormai presago della fine. Un mondo nostalgico e artificiale, in perenne contrappunto con una giungla evocata da rapidi tocchi eppure incombente e foriera di sciagura; un mondo che penetriamo con l’occhio disincantato ma insaziabilmente curioso di Maugham, sospinti ogni volta verso un inesorabile finale – spesso tragico, ma quasi mai catartico. E nel frattempo avremo visto andare in pezzi le identità apparenti dei protagonisti, intrappolati in lividi e rovinosi rapporti gerarchici, furenti ricatti incrociati, colpevoli idilli lavati col sangue. Ancora una volta i sapienti congegni narrativi di Maugham, qui celati nell’evocativo scenario della Malesia, del Borneo o delle Hawaii, compongono intrecci perfetti e storie crudeli – che ci consentono di attraversare, rimanendo indenni, le passioni umane più fosche.

Homo stupidus stupidus

È possibile scongiurare l’agonia in cui sta scivolando la nostra civiltà? Che ne è dell’uomo quando smarrisce i benefici garantiti dalla parte più evoluta del suo cervello? Quando delega le sue funzioni ad appendici digitali, vere e proprie protesi, innescando una regressione che cancella ogni traccia del salto evolutivo per cui è stato definito sapiens sapiens, diventando stupidus stupidus? Quando la nostra mente perde progressivamente la razionalità e l’affettività, e intanto muore l’etica, muoiono gli dèi, che vengono sostituiti dal denaro e dal successo? Vittorino Andreoli sa che l’uomo si può ”rompere”, come psichiatra ha seguito e curato molti pazienti aiutandoli a sollevarsi dalle loro cadute. Ecco perché non ha perso la fede nell’uomo e nelle sue possibilità. In queste sue nuove pagine vuole lanciare un allarme e spingerci a riflettere sulla regressione del nostro tempo, che rischia di cancellare le conquiste che hanno segnato la storia dell’Occidente. Convinto che la morte di una civiltà possa essere osservata e testimoniata, e che se ne possano indicare i segni premonitori, mette a fuoco tre comportamenti talmente diffusi da essere diventati regole: la distruttività, la caduta dei princìpi primi che sono alla base del vivere sociale e l’uomo senza misura. Intorno a questi tre grandi temi, svolge la sua analisi arrivando alla conclusione che l’uomo vada ormai escluso dall’ambito della sapienza. Il tratto che oggi lo definisce meglio è l’essere stupidus, secondo il significato etimologico, che condivide la radice con ”stupore”. Lascia infatti attoniti, sbalorditi, che un uomo possa assumere gli atteggiamenti dominanti nel nostro tempo, ma ancora più incredibile è che lo possa fare una comunità intera, un popolo. Un margine per invertire la rotta ancora c’è, per farlo occorre però riaffermare i princìpi che permettono il procedere della ragione, la bellezza della cooperazione contro l’esasperato individualismo, integrando sentimenti e razionalità.

(source: Bol.com)