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La strage. Il romanzo di piazza Fontana

Milano, piazza Fontana, 12 dicembre 1969. Nella sede centrale della Banca dell’Agricoltura, gremita di gente, una bomba deflagra con violenza inaudita, uccidendo sul colpo dodici persone e ferendone quasi novanta. Sono passati oltre quarant’anni dalla strage, eppure di quell’attentato, che segnò una frattura insanabile nella storia recente dell’Italia dando il via alla terribile stagione della “strategia della tensione “, si continua a parlare. Molti interrogativi non hanno ancora trovato una risposta: perché, fin dalle prime ore, furono accusati gli anarchici? Chi aveva interesse nell’attentato? Quale fu il ruolo dei servizi segreti in questa storia? Esisteva un patto scellerato tra politici italiani e intelligence straniera? Quante bombe scoppiarono alla Banca dell’Agricoltura? “La strage” vuole raccontare, da un punto di rista ravvicinato, quasi “dall’interno”, non solo i fatti di quel triste giorno, ma un’intera fase cruciale per il nostro Paese, iniziata prima del 12 dicembre e proseguita per tanti anni a venire. Grazie al suo accurato lavoro di documentazione, Vito Bruschini riesce a rievocare l’atmosfera cupa e tesa che avvolse un’Italia annichilita dalla paura, ma non ancora sconfitta, in un romanzo su uno dei misteri più drammatici della storia repubblicana.
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La strada: La follia e la gioia

Dopo *A Cesare e a Dio*, Emanuele Severino prosegue la sua analisi della civiltà occidentale allargando in modo decisivo l’orizzonte. Nell’apparente contrapposizione tra “Cesare” e “Dio” si esprime solo *una* delle due anime che abitano il nostro petto, quella della follia estrema. L’*altra* anima nostra è la “gioia”, intesa non come semplice stato psicologico ma come la gioia del tutto, che è insieme la “verità” del tutto, e che sta già da sempre al di là dell’anima dell’Occidente. L’uomo è il luogo della loro contesa, dove forse si prepara il tramonto della follia.
Ma che cos’è la follia? Uno dei suoi tratti emergenti è la persuasione che le cose (e quindi l’uomo) nascono e muoiono. Potentemente al di fuori di ogni nichilismo, di ogni sfiducia e lamento sulla miseria della vita, Severino mostra in queste pagine che al di sotto della sua disperazione l’uomo è l’eternità della verità e della gioia. E che la gioia nascosta può diventare manifesta lungo una “strada” che differisce essenzialmente da tutto ciò che la nostra cultura ha inteso con questa parola.

La strada più difficile

Di ritorno da una missione militare in Afghanistan, Ian Carlisle è deciso a mantenere la parola data al maggiore McKinley in punto di morte: trovare sua figlia e leggerle il suo diario, pagina dopo pagina. Charlee McKinley vive a River Rock, nel Missouri, ed è una giovane donna generosa, esuberante e dotata di spirito artistico. Ian, che grazie alle parole del maggiore si è innamorato di lei ancor prima di conoscerla, non ha idea se lei potrà mai ricambiare i suoi sentimenti.
Charlee voleva bene al padre, anche se lui, severo e rigoroso, disapprovava le sue scelte. Quando Ian appare nella sua vita, decide di accoglierlo. E quando comincerà a leggerle le parole poetiche e toccanti del diario di suo padre, qualcosa dentro di lei inizierà a sciogliersi. Ma come reagirà quando Ian le rivelerà un segreto sconvolgente? Charlee chiuderà il suo cuore per sempre o si abbandonerà all’amore?
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La Strada Per La Felicità

Superati i trent’anni, Magnolia ha smesso di sognare. Anche se vive in un quartiere residenziale di Torino con un marito ricco e famoso, la sua vita è completamente infelice.
Alice, la loro bimba di sei, anni presenta una grave forma di disabilità degenerativa agli arti inferiori e Alberto è freddo, cinico ed egocentrico.
Dopo l’ennesimo litigio, la donna decide che è arrivato il momento di prendere in mano le redini della sua vita e parte insieme ad Alice alla volta del Salento, dove esiste una tenuta in cui si pratica l’Ippoterapia, preziosa per la malattia della bambina.
Qui Magnolia ritrova Ettore. Lui è il suo primo amore, l’uomo che le ha fatto scoprire “l’amore”: quello vero e mai sopito.
Tra i due pulsa ancora qualcosa di molto forte, ma non sarà affatto semplice ricucire uno strappo profondo durato vent’anni e affrontare un marito che non accetta di essere stato lasciato da sua moglie…

La strada di casa

Quando suo padre entra in coma, Sonya, giovane fotografa di origini indiane, torna con riluttanza dalla famiglia che aveva abbandonato anni prima. Nel frattempo Sonya ha vissuto libera da ogni legame, mentre la sorella maggiore, Marin, si è costruita con tenacia e determinazione la brillante carriera che ha caparbiamente voluto; Trisha, la preferita delle tre figlie, conduce un’esistenza perfetta, quella cui si è sempre sentita destinata. Ma quando le tre donne si riavvicinano, la corazza sotto cui hanno rinchiuso il loro terribile passato cede alla marea della memoria.
Mentre l’uomo si aggrava, riemerge una storia famigliare di razzismo subìto e violenze domestiche, e l’intera famiglia si ritrova a combattere con i demoni e i segreti del proprio passato, incerta se sperare la morte o la sopravvivenza del padre.
Alla fine, solo percorrendo insieme il sentiero impervio e liberatorio della verità, le tre donne giungeranno alla scelta più alta, quella fra accettazione e oblio.

La strada dei fiori di Miral

In un intenso racconto, che è documento storico e allo stesso tempo una storia di formazione, l’autrice affida alla protagonista Miral pensieri, ricordi, azioni di un’intera generazione palestinese, divisa tra lotta e aspirazione alla pace. Storie di donne in fuga da una terra dilaniata dai contrasti, da un destino di violenze familiari, da un futuro presago di terrore. Sullo sfondo, Gerusalemme ‘con le sue pietre bianchissime imbrattate di sangue’, e la scuola di Hind Husseini, fondata nel 1948 per dare istruzione alle bambine vittime dell’occupazione. Una biografia collettiva, coraggiosa e poetica come un fiore del deserto.
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### Sinossi
In un intenso racconto, che è documento storico e allo stesso tempo una storia di formazione, l’autrice affida alla protagonista Miral pensieri, ricordi, azioni di un’intera generazione palestinese, divisa tra lotta e aspirazione alla pace. Storie di donne in fuga da una terra dilaniata dai contrasti, da un destino di violenze familiari, da un futuro presago di terrore. Sullo sfondo, Gerusalemme ‘con le sue pietre bianchissime imbrattate di sangue’, e la scuola di Hind Husseini, fondata nel 1948 per dare istruzione alle bambine vittime dell’occupazione. Una biografia collettiva, coraggiosa e poetica come un fiore del deserto.

La storia di Lucy Gault

Irlanda, 1921. Alla vigilia dell’indipendenza, nel paese le manifestazioni antibritanniche si fanno sempre più pericolose. Per questo il capitano Gault e la moglie Heloise si rassegnano a lasciare l’Irlanda e riparare in Inghilterra, patria della donna. La decisione è presa, ma nessuno chiede il parere della piccola Lucy. La bimba non ha alcuna intenzione di lasciare per sempre tutto quello che ama. Così decide di scappare di casa, per far cambiare idea al papà e alla mamma. La fuga doveva durare soltanto qualche giorno, ma per una serie di coincidenze niente va come previsto e il destino della famiglia Gault cambia per sempre, prendendo una piega drammatica. Dopo, nulla sarà più come prima, e col passare degli anni il fardello di rimorsi inespressi e affetti negati si farà sempre più pesante, finché il tempo, alla fine, non porterà Lucy ad accettare con semplicità ciò che ogni giorno può offrire: serenamente, nell’impossibilità di decifrare il senso della propria storia.
(source: Bol.com)

La storia di Don Giovanni

Grandi classici, raccontati da grandi nomi della letteratura così come potrebbero raccontarli ai figli o nipoti, una sera, nel loro salotto. “Save the story”: frutto della collaborazione tra Scuola Holden e Gruppo Editoriale L’Espresso, è anche un ciclo di reading affidati a grandi scrittori presentato all’Auditorium Parco della Musica e coprodotto con la Fondazione Musica per Roma. Non un’operazione di riscrittura, ma un appassionato omaggio ai libri che più abbiamo amato. Alessandro Baricco riscrive e legge la sua storia di Don Giovanni: la vita pazza e la morte coraggiosa di un uomo che amava troppo le donne per volerne una sola. In dieci capitoli, con ritmo incalzante, per un tempo di lettura che ruota intorno all’ora, Baricco riesce a trasmettere ai lettori di tutte le età il fascino di un personaggio al tempo stesso amato e odiato, complesso e discutibile, la cui forza e mistero ha attraversato i secoli e ha stregato artisti, filosofi, scrittori, musicisti, registi di tutti i tempi. Età di lettura: da 8 anni.
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La Storia Dell’economia (Che Ti D Da Mangiare) Spiegata a Lollo del Mio Bar

La crisi economica ha posto di fronte a ogni cittadino una realta incontrovertibile: con l’economia, o meglio con la moneta, ci stanno governando. E condizione necessaria, dunque, secondo l’autore, che i cittadini siano consapevoli e conoscano i pensatori delle economie. Si, “economie” al plurale. Perche esistono sistemi economici progettati per l’uno percento della popolazione e sistemi economici per il 99 percento. Nessuno lo dice, ma oggi l’Eurozona, e governata da un’ideologia Neoclassica-Neoliberista-Neomercantilista (a favore di quell’1%). Paroloni difficili che Paolo Barnard spiega in maniera simpatica e con una semplicita disarmante. Allo stesso tempo l’autore mette in evidenza come uomini che hanno pensato sistemi economici per il 99% dei cittadini non solo sono esistiti ma continuano, fortunatamente, a esistere.”
(source: Bol.com)

La steppa

Iegorusca parte dal suo villaggio per andare a studiare in città. Un lungo viaggio attraverso la steppa, brevi apparizioni di figure umane, incontri indimenticabili per un ragazzo alle
sue prime esperienze di vita. Un racconto costruito su di uno stretto rapporto tra il paesaggio, descritto in un armonico succedersi di immagini, e il progressivo maturarsi di Iegorusca, la cui sensibilità si sveglia, in un crescendo musicale fin quasi a cogliere il senso universale delle cose.

La stella e la lancia

In una Roma del futuro devastata dalla sovrappopolazione e dal degrado a causa delle guerre e della crisi economica, un misterioso cristallo nascosto in Vaticano è motivo di sanguinosa contesa tra il Papa e un potente cardinale. Un fotografo che ne viene in possesso in maniera casuale è coinvolto in una pericolosa avventura.
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### Sinossi
In una Roma del futuro devastata dalla sovrappopolazione e dal degrado a causa delle guerre e della crisi economica, un misterioso cristallo nascosto in Vaticano è motivo di sanguinosa contesa tra il Papa e un potente cardinale. Un fotografo che ne viene in possesso in maniera casuale è coinvolto in una pericolosa avventura.

La stanza di sopra

Una città di provincia, una casa in cima a una scalinata, una stanza al piano di sopra, dove c’è un uomo, immobilizzato in un letto. Ester studia poco, frequenta un gruppo di amici con cui passa tutto il tempo a fumare al baretto sul mare o a bere nelle cantine dei ragazzi delle case popolari. Ester sembra libera e indipendente, bacia e sa farsi sfiorare, si concede e si ritrae, e sa scatenare il desiderio di un uomo più grande. Invece, a un certo punto si perde, smarrendosi nel silenzio spesso di casa sua, nell’impossibilità di comunicare con la madre se non attraverso frasi brevi e sprezzanti. Affonda nell’incapacità di nutrirsi, nel disperato sgomento di quella stanza di cui non si può parlare: lì dove c’è il padre, da dieci anni muto, congelato tra la vita e la morte. La stanza di sopra è il primo romanzo di Rosella Postorino: una cronaca dell’anatomia emotiva del distacco doloroso e incolmabile che separa l’infanzia dalla maturità.
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### Sinossi
Una città di provincia, una casa in cima a una scalinata, una stanza al piano di sopra, dove c’è un uomo, immobilizzato in un letto. Ester studia poco, frequenta un gruppo di amici con cui passa tutto il tempo a fumare al baretto sul mare o a bere nelle cantine dei ragazzi delle case popolari. Ester sembra libera e indipendente, bacia e sa farsi sfiorare, si concede e si ritrae, e sa scatenare il desiderio di un uomo più grande. Invece, a un certo punto si perde, smarrendosi nel silenzio spesso di casa sua, nell’impossibilità di comunicare con la madre se non attraverso frasi brevi e sprezzanti. Affonda nell’incapacità di nutrirsi, nel disperato sgomento di quella stanza di cui non si può parlare: lì dove c’è il padre, da dieci anni muto, congelato tra la vita e la morte. La stanza di sopra è il primo romanzo di Rosella Postorino: una cronaca dell’anatomia emotiva del distacco doloroso e incolmabile che separa l’infanzia dalla maturità.

La Stanza Della Tessitrice

«*In poche settimane Cristina Caboni ha scalato tutte le classifiche.*»
**TTL-La Stampa**
**I desideri sono fili invisibili da cucire insieme.**
*Interrogò il tessuto. E lui rispose. Vedeva il vestito nella sua mente e, come un pittore, ne definiva la struttura, il disegno e il colore. Gli abiti che Camilla rielaborava e confezionava erano creati sui sogni individuali di chi li indossava, capaci di infondere protezione, coraggio, sicurezza. Ciò che desiderava per sé stessa con tanta intensità, sapeva crearlo per gli altri.*
Bellagio è il luogo dove Camilla si è rifugiata per iniziare una nuova vita. Solo qui è libera di realizzare i suoi abiti capaci di infondere coraggio, creazioni che sono ben più di qualcosa da indossare e mostrare. Ma ora è costretta ad abbandonare tutto perché Marianne, la donna che l’ha cresciuta come una madre, ha bisogno del suo sostegno. È lei a mostrarle il contenuto di un antico baule, un abito che nasconde un segreto: vicino alle cuciture interne c’è un piccolo sacchetto che custodisce una frase di augurio per una vita felice. È l’unico indizio che Marianne possiede per ritrovare la sorella. Camilla non ha mai visto nulla di simile, ma conosce la leggenda di Maribelle, una stilista che, all’epoca della seconda guerra mondiale, era famosa come «Tessitrice di sogni». Nei suoi capi erano nascosti i desideri e le speranze delle donne che li portavano. Maribelle è una figura che la affascina da sempre: si dice che sia morta nell’incendio del suo atelier parigino, circondata dalle sue creazioni. Camilla non sa quale sia il legame tra Maribelle e la sorella che Marianne vuole ritrovare. Ma sa che è disposta a fare di tutto per scoprirlo. Sente che la sua intuizione è giusta: Parigi è il luogo da dove iniziare le ricerche; stoffe, tessuti e bozzetti la strada da seguire. Una strada tortuosa, come complesso è ogni filo di una trama che viene da lontano. Perché i misteri da svelare sono a ogni angolo. Perché Maribelle ha lottato per affermare le proprie idee. Perché seguirne le orme significa per Camilla scavare dentro sé stessa, dove batte un cuore che anche l’ago più acuminato non può scalfire.
Cristina Caboni è una delle voci più prestigiose e stimate del panorama letterario italiano. Con i suoi romanzi come, tra gli altri, *Il sentiero dei profumi* e *La rilegatrice di storie perdute* è entrata nel cuore dei lettori. Ora torna con un libro dove i fili del passato e del presente si intrecciano. Dove gli abiti sono pieni di significati misteriosi. Dove i destini di due donne si incontrano per far volare i sogni, senza paura.

La stanza dei delitti (Oscar bestsellers Vol. 1494)

Il comandante Adam Dalgliesh, di New Scotland Yard, non avrebbe mai pensato di dover tornare in quel piccolo museo di Londra che aveva visitato appena una settimana prima. Dedicato all’epoca compresa tra le due guerre mondiali – con una sala riservata ai più celebri delitti commessi in quel periodo – il museo è proprietà di tre fratelli, uno dei quali è stato ritrovato carbonizzato all’interno della sua auto. È proprio dalla modalità di questa morte – che richiama un assassinio commesso negli anni Trenta – che il comandante Dalgliesh parte per fare luce sul caso.
Ma, purtroppo, la scia di sangue è destinata ad allungarsi drammaticamente secondo un copione che pare prestabilito da una mente perversa. Chi sta lanciando il guanto di sfida a Dalgliesh? E qual è il motivo di tanta ferocia?
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### Sinossi
Il comandante Adam Dalgliesh, di New Scotland Yard, non avrebbe mai pensato di dover tornare in quel piccolo museo di Londra che aveva visitato appena una settimana prima. Dedicato all’epoca compresa tra le due guerre mondiali – con una sala riservata ai più celebri delitti commessi in quel periodo – il museo è proprietà di tre fratelli, uno dei quali è stato ritrovato carbonizzato all’interno della sua auto. È proprio dalla modalità di questa morte – che richiama un assassinio commesso negli anni Trenta – che il comandante Dalgliesh parte per fare luce sul caso.
Ma, purtroppo, la scia di sangue è destinata ad allungarsi drammaticamente secondo un copione che pare prestabilito da una mente perversa. Chi sta lanciando il guanto di sfida a Dalgliesh? E qual è il motivo di tanta ferocia?