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Felici e sfruttati: Capitalismo digitale ed eclissi del lavoro

Molti guru giurano che il capitalismo sta per lasciare il campo a un nuovo modo di produrre, a una società in cui mezzi di produzione e chance di arricchimento saranno ampiamente ridistribuiti, mentre le vecchie gerarchie lasceranno il campo ai network orizzontali di produttori-consumatori. Ma se osserviamo la realtà vediamo un altro panorama: crollo dei redditi e dei livelli occupazionali di classi medie e lavoratori della conoscenza, concentrazioni monopolistiche, inasprimento delle leggi sulla proprietà intellettuale, balcanizzazione del Web – ridotto a un arcipelago di riserve di caccia aziendali. L’autore presenta una tesi radicale: Internet non ha ammorbidito il capitalismo; ne ha al contrario esaltato la capacità di cavalcare l’innovazione per sfruttare la creatività e il lavoro umani. Per i (falsi) profeti della rivoluzione digitale l’obiettivo è allevare una generazione di lavoratori della conoscenza flessibili, disciplinati e convinti di vivere nel migliore dei mondi possibili. Felici e sfruttati. Con l’avallo anche di una sinistra che teme di prestare il fianco ad accuse di nostalgie classiste. **
### Sinossi
Molti guru giurano che il capitalismo sta per lasciare il campo a un nuovo modo di produrre, a una società in cui mezzi di produzione e chance di arricchimento saranno ampiamente ridistribuiti, mentre le vecchie gerarchie lasceranno il campo ai network orizzontali di produttori-consumatori. Ma se osserviamo la realtà vediamo un altro panorama: crollo dei redditi e dei livelli occupazionali di classi medie e lavoratori della conoscenza, concentrazioni monopolistiche, inasprimento delle leggi sulla proprietà intellettuale, balcanizzazione del Web – ridotto a un arcipelago di riserve di caccia aziendali. L’autore presenta una tesi radicale: Internet non ha ammorbidito il capitalismo; ne ha al contrario esaltato la capacità di cavalcare l’innovazione per sfruttare la creatività e il lavoro umani. Per i (falsi) profeti della rivoluzione digitale l’obiettivo è allevare una generazione di lavoratori della conoscenza flessibili, disciplinati e convinti di vivere nel migliore dei mondi possibili. Felici e sfruttati. Con l’avallo anche di una sinistra che teme di prestare il fianco ad accuse di nostalgie classiste.

Fedeli a Oltranza

Nel 1995, Naipaul torna dopo circa vent’anni in quattro paesi sconvolti, in diversa misura, dal trionfo dell’Islam. In Indonesia, un’antica società pastorale ha lasciato il posto a una teocrazia governata dai grattacieli di Giakarta, dove i nuovi manager si genuflettono alla Mecca – ma senza perder d’occhio l’andamento, sullo schermo, dei corsi azionari. In Iran, l’ayatollah Khalkhalli, il Višinskij di Khomeini, è agli arresti domiciliari, mentre nella sua Qom ogni furore iconoclasta – che non sia la pratica interdetta del bridge, o l’acquisto clandestino di cd – appare spento. In Pakistan, l’oro saudita con cui il presidente Zia è andato al potere è servito essenzialmente a scatenare faide tribali che si credevano sepolte da secoli. Intanto, in Malesia, la gioventù islamica fa proseliti, vaticinando per la nazione un futuro da grande potenza del Sud-Est asiatico. Nel corso del viaggio, e degli incontri, il taccuino di Naipaul si riempie di storie e osservazioni secche, nitide, mai prevedibili, restituendoci una carta aggiornata e preoccupante di quel tifone ideologico – il fondamentalismo islamico – di cui l’Occidente sembra non voler conoscere le traiettorie, ma dal quale continua a temere di essere travolto. “Fedeli a oltranza” è stato pubblicato per la prima volta nel 1998.

Fattore 1%: Piccole abitudini per grandi risultati

Che ti piaccia o no, oggi sei il risultato delle abitudini che hai adottato negli ultimi cinque anni e tra cinque anni sarai il risultato di quelle che decidi di fare tue da oggi. Fumi venti sigarette al giorno o fai sport? Mangi al fast-food o a casa cucinando sano? Ascolti i sentimenti spiacevoli o li eviti? Dedichi le ultime ore della tua giornata ai social o alla lettura?
Le abitudini sono quella forza invisibile che lentamente e senza tregua determina la tua persona, dà forma alla tua identità e all’immagine che gli altri hanno di te. Ecco perché sono così importanti.
La buona notizia è che possono essere studiate, sviluppate e modificate e che, grazie ad esse, puoi realizzare quello che desideri essere. Insomma, puoi sfruttare il loro potenziale per abbandonare le abitudini sbagliate e adottare quelle vincenti. 
Fattore 1% presenta un metodo innovativo per trasformare, passo dopo passo (un 1% alla volta appunto), i comportamenti che per te sono importanti in azioni facilmente ripetibili, quindi in abitudini forti e sostenibili nel tempo. **
### Sinossi
Che ti piaccia o no, oggi sei il risultato delle abitudini che hai adottato negli ultimi cinque anni e tra cinque anni sarai il risultato di quelle che decidi di fare tue da oggi. Fumi venti sigarette al giorno o fai sport? Mangi al fast-food o a casa cucinando sano? Ascolti i sentimenti spiacevoli o li eviti? Dedichi le ultime ore della tua giornata ai social o alla lettura?
Le abitudini sono quella forza invisibile che lentamente e senza tregua determina la tua persona, dà forma alla tua identità e all’immagine che gli altri hanno di te. Ecco perché sono così importanti.
La buona notizia è che possono essere studiate, sviluppate e modificate e che, grazie ad esse, puoi realizzare quello che desideri essere. Insomma, puoi sfruttare il loro potenziale per abbandonare le abitudini sbagliate e adottare quelle vincenti. 
Fattore 1% presenta un metodo innovativo per trasformare, passo dopo passo (un 1% alla volta appunto), i comportamenti che per te sono importanti in azioni facilmente ripetibili, quindi in abitudini forti e sostenibili nel tempo.

Extrema ratio: note per un buon uso delle rovine

I dialoghi con i terroristi nella prigione di San Vittore a Milano; gli uccisi della «Legge Reale»; le fisionomie dei servizi segreti; gli anni dei pentimenti; la tragicommedia del PCI; il «revisionismo» tedesco e le ragioni dei postmoderni: scritte in mesi di mutamenti decisivi per il prossimo futuro, le riflessioni raccolte in questo libro vengono da un quarantennio di critica «da sinistra» ai comunismi ufficiali e alla società del capitale e del consumo. Con interlocutori eccellenti — come Norberto Bobbio, Remo Bodei o Cesare Cases — Fortini affronta questioni dolorose e necessarie: la sopraffazione e la lotta, la necessità della differenza e il problema dell’identità. Dominante su tutto e «trattato» con l’arma acuminata dello stile — il tema dell’insufficienza della coscienza morale quando questa non si traduca poi in azione politica.
Le rovine del sottotitolo — visibili ovunque nell’Italia contemporanea — sono infine pretesto per un’inquieta interrogazione sul quanto e il come l’insistere della memoria sia in grado di far rifiorire le macerie.

Eros e amore

“Deve pur esserci un motivo se, tra tutti gli argomenti interessanti, l’amore è quello che viene trattato nella maniera più interessata.” Comincia così un viaggio nelle implicazioni più segrete del nostro desiderio di piacere. Vi sono troppe contraddizioni – linguistiche, psicologiche, etiche – dell’idea che in Occidente si ha dell'”amore”, troppi significati si accumulano e si confondono in questa parola: come se, nel corso dei secoli, una serie di paure avessero impedito di fare chiarezza, di dire la verità sulle dinamiche del sentimento che tutti hanno sperimentato. Igor Sibaldi mette in luce la più profonda di tali paure: quella dell’Eros – che un tempo era il nome di un Dio, e indicava non soltanto una inesauribile energia sensuale ma anche e soprattutto la straordinaria vastità della mente, il suo fiducioso impulso alla libertà e alla conoscenza, che da adulti siamo abituati a reprimere e a falsare. Dal timore di far agire l’amore-Eros nella nostra vita quotidiana derivano i nostri traumi più dolorosi; e la riscoperta dell’eros antico può dissolverli. A tutti è accessibile (da bambini eravamo tutti erótikói): solo, occorre una buona dose di coraggio, perché a quel Dio millenario tutta la nostra civiltà è sempre stata ed è tuttora ostile. **

Eroi Dell’Olimpo – 4. La Casa Di Ade

Annabeth e Percy sono precipitati in un baratro profondissimo, tanto da ritrovarsi nelle viscere del Tartaro. I semidei non hanno un istante da per­dere: Jason, Leo, Piper, Frank, Hazel e Nico dovranno trovare al più presto la Casa di Ade e sigillare le Porte della Morte, imprigionando le creature infernali che premono per oltrepassarle. Solo così potranno liberare i due eroi e impedire il ritorno di Gea, la dea della terra, che vuole distruggere il mondo con le sue armate di giganti. Senza trascurare un piccolo dettaglio: dovranno essere dalla parte giusta, quando le porte saranno chiuse, altrimenti non potranno più uscirne! La posta in gioco è più alta che mai in questa nuova avventura, in cui i semidei si misureranno con i mostri spaventosi che dimorano lungo le sponde ribollenti del Flegetonte e negli abissi infuocati del Tartaro.
RICK RIORDAN: Autore di successo per ragazzi e adulti, è stato premiato con i riconoscimenti più importanti del genere mystery. Dopo aver insegnato inglese per quindici anni, ora si dedica a tempo pieno alla scrittura e vive a Boston con la moglie e i due figli. Le saghe “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo”, “Eroi dell’Olimpo” e “The Kane Chronicles” sono un successo mondiale e in Italia hanno venduto più di un milione di copie.
“Davanti a loro si stendeva una valle abbastanza grande da riempire la baia di San Francisco. L’intero paesaggio rimbombava, come se i fulmini echeggiassero dalle viscere della Terra. Sotto nubi velenose, il terreno ondulato scintillava purpureo, percorso da cicatrici rosse e blu. — Sembra… — Annabeth soffocò un moto di repulsione. — … Un cuore gigante. — Il cuore del Tartaro — mormorò Percy”. **
### Sinossi
Annabeth e Percy sono precipitati in un baratro profondissimo, tanto da ritrovarsi nelle viscere del Tartaro. I semidei non hanno un istante da per­dere: Jason, Leo, Piper, Frank, Hazel e Nico dovranno trovare al più presto la Casa di Ade e sigillare le Porte della Morte, imprigionando le creature infernali che premono per oltrepassarle. Solo così potranno liberare i due eroi e impedire il ritorno di Gea, la dea della terra, che vuole distruggere il mondo con le sue armate di giganti. Senza trascurare un piccolo dettaglio: dovranno essere dalla parte giusta, quando le porte saranno chiuse, altrimenti non potranno più uscirne! La posta in gioco è più alta che mai in questa nuova avventura, in cui i semidei si misureranno con i mostri spaventosi che dimorano lungo le sponde ribollenti del Flegetonte e negli abissi infuocati del Tartaro.
RICK RIORDAN: Autore di successo per ragazzi e adulti, è stato premiato con i riconoscimenti più importanti del genere mystery. Dopo aver insegnato inglese per quindici anni, ora si dedica a tempo pieno alla scrittura e vive a Boston con la moglie e i due figli. Le saghe “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo”, “Eroi dell’Olimpo” e “The Kane Chronicles” sono un successo mondiale e in Italia hanno venduto più di un milione di copie.
“Davanti a loro si stendeva una valle abbastanza grande da riempire la baia di San Francisco. L’intero paesaggio rimbombava, come se i fulmini echeggiassero dalle viscere della Terra. Sotto nubi velenose, il terreno ondulato scintillava purpureo, percorso da cicatrici rosse e blu. — Sembra… — Annabeth soffocò un moto di repulsione. — … Un cuore gigante. — Il cuore del Tartaro — mormorò Percy”.
### Dalla quarta di copertina
Davanti a loro si stendeva una valle abbastanza grande da riempire la baia di San Francisco. L’intero paesaggio rimbombava, come se i fulmini echeggiassero dalle viscere della Terra. Sotto nubi velenose, il terreno ondulato scintillava purpureo, percorso da cicatrici rosse e blu. — Sembra… — Annabeth soffocò un moto di repulsione. — … Un cuore gigante. — Il cuore del Tartaro — mormorò Percy.
Rick Riordan Autore di successo per ragazzi e adulti, è stato premiato con i riconoscimenti più importanti del genere mystery. Dopo aver insegnato inglese per quindici anni, ora si dedica a tempo pieno alla scrittura e vive a Boston con la moglie e i due figli. Le saghe “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo”, “Eroi dell’Olimpo” e “The Kane Chronicles” sono un successo mondiale e in Italia hanno venduto più di un milione di copie.

English al lavoro

Se ti serve l’inglese per mandare e-mail o fare telefonate.
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Se sei un manager e devi fare presentations, conference calls, meetings ecc.
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Se vuoi cercare lavoro all’estero (e devi scrivere un cv e prepararti a un colloquio).
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Se vuoi fare business con tutto il mondo (e condurre trattative, partecipare alle fiere…).
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Se vuoi andare a lavorare in un hotel o un ristorante in Inghilterra per studiare la lingua (suggerisco fortemente Liverpool, costa molto meno di Londra e non ci sono tanti italiani).
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Insomma se vuoi (o devi…) lavorare in inglese, questo è il libro che fa per te. Tutto quello che considero indispensabile è qui dentro.
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Come sempre, ho aggiunto anche una storia. Perché?
Perché così diventa più divertente, più leggero e ti rimane in testa, my friend.

Elettronica DIY

To Hack, letteralmente “fare a pezzi”. Ma anche “curiosare”, “scoprire” e “indagare”. Se almeno una volta hai smontato un apparecchio elettronico per il semplice gusto di scoprire come è fatto, allora in questo libro troverai pane per i tuoi denti. Un manuale dedicato a tutti gli hacker, a tutti gli “smanettoni” nel senso più genuino del termine: amanti dell’hardware alle prime armi, hobbisti, creativi e curiosi che hanno deciso di rimboccarsi le maniche e iniziare a lavorare con accelerometri, condensatori, LED e servomotori. Un libro pensato tanto per il lettore a digiuno di elettronica desideroso di muovere i primi passi, tanto per quello più ambizioso che ha sempre voluto creare un braccio meccanico con controllo remoto. Si parte dalle nozioni di elettronica di base, dai motori, dai sensori e dagli schemi elettrici per arrivare a sporcarsi le mani grazie a tanti esperimenti pratici con pile, trasformatori, celle solari, circuiti integrati e molto altro ancora. Il tutto per concludere, in bellezza, con trenta prototipi basati su Arduino: dal sistema di controllo delle luci di casa all’orologio con schermo LCD, passando per il rover con controllo Wi-Fi.

Eccoci Qui

Dorothy Parker è un’icona del ventesimo secolo e i suoi racconti sono considerati dei capolavori.
È difficilissimo parlare di Dorothy Parker. Icona del ventesimo secolo, rappresentò il fascino, la raffinatezza, lo snobismo intellettuale della New York degli anni venti e trenta e i suoi racconti sono considerati dei piccoli capolavori. I dieci che qui presentiamo, introvabili ormai da anni – tra cui “Una bella bionda”, considerato il suo capolavoro, e “Composizione in bianco e nero”, una delle più feroci ed efficaci descrizioni del razzismo della buona società – mostrano la straordinaria abilità della scrittrice nel cogliere tutte le sfumature dell’animo americano. Dorothy Parker non si limita a rivelare le ipocrisie, vanità, miti e fobie dei suoi personaggi, ma li trafigge, con uno stile impietoso, estremamente divertente e, spesso, triste. Una donna creativa la cui passione per l’infelicità non aveva limiti. Ritrae con acre ironia pregiudizi e conformismi del mondo alto borghese, scrivendo per le donne di cui capiva la rabbia dalla A alla Z.

Eccitanti Alchimie

È sbagliato desiderare due uomini allo stesso tempo? Hailey Anderson pensa di no, anche se forse non è tanto normale desiderare entrambi con la stessa, vorace intensità. Mark Allen, artista del legno, e Tony Adamo, aitante dottore sono i protagonisti delle fantasie proibite che popolano ogni notte i sogni di Hailey. Sogni che, forse, stanno per trasformarsi in realtà. Complice il desiderio di allontanarsi da un ex fidanzato turbolento e oppressivo, lei parte per una vacanza esotica alle Hawaii. E non da sola. Insieme alla famiglia, ci sono anche Tony e Mark, pronti a proteggerla, coccolarla e, a quanto pare, a farle vivere l’esperienza erotica più elettrizzante che le sia mai capitata. Un triplice incontro di corpi riscaldati dal sole tropicale e lambiti dalle acque dell’oceano, un’eccitante avventura che cambierà Hailey per sempre.

Droni DIY

I droni aprono una nuova affascinante sfida per il mondo dei maker e della robotica DIY. Pilotati dai computer di cui sono dotati, e controllati solo da remoto da un operatore umano, i droni uniscono all’esperienza di volo la possibilità di eseguire riprese video, ma anche di trasportare piccoli carichi. Questo manuale accompagna alla scoperta della meccanica, dell’elettronica e dell’informatica che danno vita a un drone. Dopo una prima parte dedicata all’orientamento tra le tipologie di droni esistenti, si passa all’analisi e all’assemblaggio delle parti meccaniche – come il telaio, il motore e le eliche – ed elettroniche – come i controlli radio, le batterie, il giroscopio, l’accelerometro. Si esamina quindi la calibrazione e la configurazione software, esplorando le funzionalità del radiocomando per prepararsi al volo. A questo punto si affrontano le videoriprese mostrando diverse possibilità: dal semplice video amatoriale alle riprese professionali, senza dimenticare la fase di montaggio con GoPro Studio. Infine i consigli per un volo sicuro con un occhio di riguardo per gli aspetti assicurativi e la normativa in materia dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile.

Dormono sulla collina. 1969-2014

Questo libro si pone un obiettivo smisurato: il nostro paese raccontato da chi dorme, e sempre dormirà, sulla collina. Siamo di fronte alla Spoon River d’Italia. Il paese lo raccontano loro: gli uomini che sono passati di qui, quelli che hanno fatto la storia oppure che l’hanno subita. Gli uomini che tutto sapevano e nulla rivelarono. Gli uomini che nulla sapevano e tutto rivelarono. Uomini magniloquenti, uomini magnifici, uomini miserabili. Uomini piccoli e piccoli uomini. Volti imperiosi e notissimi, volti arcaici, che hanno fatto un qualche frammento di storia, anche se nessuno lo sa. Sono le loro voci a fare la storia. Dov’è Pino Pinelli, l’uomo che non voleva volare? Dov’è il poeta, Giuseppe Ungaretti? S’illumina ancora di immenso? Dove sono Anna Magnani, quelli di Piazza della Loggia, le vittime del terremoto dell’Aquila? Dove il piccolo Samuele di Cogne, dove Marco Pantani, dove Giulio Andreotti? Il generale Dalla Chiesa? Dormono, dormono sulla collina. E non solo loro. Programmi televisivi, bombe che esplodono, decreti legge. Anche gli oggetti. Gli oggetti sono così silenziosi, ma sanno tutto di noi, e fanno la storia. Anche loro: dormono sulla collina. Non è infatti un caso che la prima «voce» di questo coro non sia umana: a parlare è la Bomba di Piazza Fontana. È uno degli innumerevoli inizi italiani e a cantarlo è un ordigno capace di segnare l’immaginario di quell’Italia che possiamo in modo equivocodefinire «contemporanea»: là dove accade sempre tutto in contemporanea. Anni plumbei, anni mirabili, anni di schermi televisivi accesi e di fari spenti nella notte, anni di pop e di partiti popolari, con le inevitabili afferenze di mafie, logge, piovre, rivoluzioni mancate, riforme promesse e promesse rimandate, cronache nere e cronache rosa, un partigiano come presidente e presidenti campioni di partigianeria. Si potrebbe andare avanti all’infinito, iniziando dal 1969 e arrivando a oggi. Leggere questo libro significa immergersi in un oceano di voci, di storie molto note e di storie dimenticatissime. Come Edgar Lee Masters, ma non in versi, Giacomo Di Girolamo scrive un’opera mastodontica, tragica e poetica, lirica e comica, ottimista e disperata, destinata a essere un classico. **
### Sinossi
Questo libro si pone un obiettivo smisurato: il nostro paese raccontato da chi dorme, e sempre dormirà, sulla collina. Siamo di fronte alla Spoon River d’Italia. Il paese lo raccontano loro: gli uomini che sono passati di qui, quelli che hanno fatto la storia oppure che l’hanno subita. Gli uomini che tutto sapevano e nulla rivelarono. Gli uomini che nulla sapevano e tutto rivelarono. Uomini magniloquenti, uomini magnifici, uomini miserabili. Uomini piccoli e piccoli uomini. Volti imperiosi e notissimi, volti arcaici, che hanno fatto un qualche frammento di storia, anche se nessuno lo sa. Sono le loro voci a fare la storia. Dov’è Pino Pinelli, l’uomo che non voleva volare? Dov’è il poeta, Giuseppe Ungaretti? S’illumina ancora di immenso? Dove sono Anna Magnani, quelli di Piazza della Loggia, le vittime del terremoto dell’Aquila? Dove il piccolo Samuele di Cogne, dove Marco Pantani, dove Giulio Andreotti? Il generale Dalla Chiesa? Dormono, dormono sulla collina. E non solo loro. Programmi televisivi, bombe che esplodono, decreti legge. Anche gli oggetti. Gli oggetti sono così silenziosi, ma sanno tutto di noi, e fanno la storia. Anche loro: dormono sulla collina. Non è infatti un caso che la prima «voce» di questo coro non sia umana: a parlare è la Bomba di Piazza Fontana. È uno degli innumerevoli inizi italiani e a cantarlo è un ordigno capace di segnare l’immaginario di quell’Italia che possiamo in modo equivocodefinire «contemporanea»: là dove accade sempre tutto in contemporanea. Anni plumbei, anni mirabili, anni di schermi televisivi accesi e di fari spenti nella notte, anni di pop e di partiti popolari, con le inevitabili afferenze di mafie, logge, piovre, rivoluzioni mancate, riforme promesse e promesse rimandate, cronache nere e cronache rosa, un partigiano come presidente e presidenti campioni di partigianeria. Si potrebbe andare avanti all’infinito, iniziando dal 1969 e arrivando a oggi. Leggere questo libro significa immergersi in un oceano di voci, di storie molto note e di storie dimenticatissime. Come Edgar Lee Masters, ma non in versi, Giacomo Di Girolamo scrive un’opera mastodontica, tragica e poetica, lirica e comica, ottimista e disperata, destinata a essere un classico.

Domani sorgerà il sole

Imperi fu attaccata un venerdì pomeriggio in cui quasi tutti gli abitanti erano già rientrati alle loro case dal mercato, dai campi e dalle scuole, per riposarsi e pregare. Diverse granate scagliate dai lanciarazzi annunciarono che la guerra, che insanguinava da qualche tempo la Sierra Leone, era inaspettatamente giunta in città. Spari, urla, lamenti. Fu una di quelle operazioni che i combattenti erano soliti chiamare «No living thing», perché uccidevano qualsiasi essere vivente. I soldati in avanzata, per la maggior parte bambini, sparavano a chi non era ancora morto. E ridevano perché, con la loro fuga rovinosa, i civili facilitavano l’operazione. Quel giorno Mama Kadie vide le pallottole trafiggere i due figli maggiori e tre figlie. Caddero a terra con gli occhi spalancati, pieni di sorpresa per quello che stava loro accadendo. Pa Moiwa, invece, dalla moschea in cui si trovava, scorse la moglie e la nipote di vent’anni uscire di casa correndo. Nella fuga, cercavano disperatamente di spegnere a manate il fuoco che le divorava. Due bambini, però, un maschio e una femmina, le abbatterono e continuarono poi a sparare su altre persone, sempre ridendo. Ora la guerra è finita e Mama Kadie e Pa Moiwa sono tornati a Imperi. Hanno percorso i sentieri dove la terra respira, dorme, si sveglia e intrattiene gli spiriti, con circospezione, poiché, come a tutti i sopravvissuti al «No living thing», è rimasto loro il riflesso di dubitare della dolcezza di un paese tranquillo. In città è tornato anche Bockarie, l’insegnante, con la moglie e due bambini in più, due gemelli nati durante la guerra. Bockarie è passato vicino alla sua vecchia scuola media, dove ha insegnato prima del conflitto. La scuola è deserta, invasa da alberi ed erbacce, i pavimenti ormai percorsi da radici e coperti di foglie. Eppure Bockarie è contento di essere a casa, di riabbracciare il vecchio con la faccia sfigurata che soltanto gli occhi gli svelano come suo padre. È bello che gli anziani si ritrovino coi giovani, che si banchetti di nuovo con minestre, burro d’arachidi e selvaggina, che ritorni la vecchia tradizione per cui i figli sono figli di tutti e appartengono a tutti. È bello che il sole splenda di nuovo su Imperi. Ma è davvero così? Non basta, forse, una sola persona con il cuore consumato da un fuoco malvagio perché ritorni l’oscurità? Se con Memorie di un soldato bambino – bestseller acclamato da critica e pubblico in tutto il mondo – Ishmael Beah ha scritto «un classico della letteratura di guerra» (Publisher’s Weekly), con Domani sorgerà il sole racconta che cosa significa tornare a casa, e ricostruire un mondo che sembra perduto. Con una scrittura splendida, che attinge molto alla sua lingua madre, il mende («in mende non si direbbe “scese di colpo la notte”, si direbbe “il cielo si rovesciò e cambiò lato”»), e una galleria di personaggi memorabili, Domani sorgerà il sole costituisce una magnifica conferma del talento dello scrittore africano. «Non è difficile capire perché Ishmael Beah sia lo scrittore africano contemporaneo più letto». Dave Eggers «Tutti dovrebbero leggere questo libro. E non solo perché racconta una bella storia, perché ha una morale o perché è scritto bene, ma per capire il mondo e gli esseri umani». Washington Post «Lo splendido racconto di uno spirito gentile che sopravvive a un’infanzia da cui è stata sradicata l’innocenza». Time «Le storie sono il fondamento della nostra vita». Ishmael Beah