62321–62336 di 72802 risultati

Benzina

Nell’arco di un giorno e di una notte lenni e Stella, complici e amanti, girano la città per liberarsi del cadavere della madre di Lenni e raggiungere la terra promessa di un amore assoluto. Romanzo di tenera impudicizia, sensuale e innocente, Benzina è una fiaba sporca che brucia in un falò tutte le ansie dell’età giovanile: la ribellione, il disordine sentimentale, il crimine, il desiderio di fuga.

Bentornato Marx!

Marx è morto: questa l’ossessiva litania che sentiamo ripetere, e che forse cela in realtà un auspicio. Perché il “morto” in questione è ancora in forze e non cessa di seminare il panico, denunciando le contraddizioni di un mondo capovolto, fatto di alienazione, sfruttamento e mercificazione universale. Una realtà che abbiamo prodotto noi stessi, ma sembra capace di dominarci. Da queste considerazioni è bene muovere per tornare a leggere Marx e riflettere sull’attualità del suo pensiero, anche oggi che il “socialismo reale” è naufragato. Il fallimento delle sue profezie, infatti, non intacca l’esattezza delle denunce formulate, e la sua critica radicale del capitalismo rappresenta ancora lo strumentario concettuale più “forte” per analizzare la società esistente. In fondo, il progetto di Marx continua a essere la più seducente promessa di felicità di cui la filosofia moderna sia stata capace.

(source: Bol.com)

Benito Cereno

Una nave misteriosa con il suo capitano spagnolo, la bonaccia, un comandante americano che, ligio ai propri doveri, sale a bordo per portare aiuto: è l’avvio di un comune racconto di mare, si rivelerà un satanico doppio gioco narrativo. Quanto accade sulla Saint Dominick, una sorta di immensa scacchiera in cui si mescolano il bianco dei marinai e il nero degli schiavi, il lamento delle cantilene e lo strofinio delle accette, è realtà o sapiente messa in scena? Il centro nascosto del racconto, il segreto di quella nave e forse il cuore di tenebra dell’intero Occidente, sarà svelato solo alla fine. E solo alla fine al lettore sarà svelato l’inganno in cui la macchina perfetta del racconto lo ha fatalmente trascinato. Pubblicato nel volume The Piazza Tales nel 1856, “Benito Cereno” ha subito la stessa sorte del suo autore: passato quasi sotto silenzio al tempo della sua apparizione, è ora considerato un piccolo capolavoro, in cui Melville mette in scena la secolare lotta tra bene e male, Europa e America, schiavo e padrone con il vigore di un’allucinata potenza creativa e la sapienza millimetrica di uno scrittore impeccabile. Postfazione di Beniamino Placido.

Il Benefattore

Il Benefattore dall’incipit de libro IL BENEFATTORE I. Dal balcone centrale dell’Albergo del Gallo in piazza del Municipio a Settefonti, visto fermare la carrozza davanti al portoncino, l’albergatore era sceso giù in maniche di camicia, per dare il ben arrivato ai forestieri; e rimaneva un po’ deluso, scorgendo che la carrozza ne conteneva uno solo. Il quale poi non si affrettava a smontare, ma restava rannicchiato in fondo al legno, con gli occhi socchiusi, quasi non avesse ancora avuto il tempo di svegliarsi interamente dal sonno fatto lungo la strada. Invece, il viaggiatore non credeva di essere già arrivato. Udita però la voce dell’albergatore che, cavandosi il berretto di lana a maglia con fiorami rossi e verdi, gli domandava se doveva poi portar su le due valigie, balzava lesto a terra accennando col capo una risposta affermativa; e si metteva sùbito a guardare attorno, per la piazza, come persona che cercasse d’indovinare una località, un indirizzo, secondo le indicazioni ricevute.
**

I benandanti

Con questo volume (apparso in prima edizione nel 1966) Carlo Ginzburg ha ricostruito una vicenda, che getta nuova luce sul problema generale della stregoneria. l «benandanti» – cosí si chiamavano nel Friuli, tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento, i portatori di un culto della fertilità – si presentarono in un primo tempo come difensori dei raccolti contro le streghe e gli stregoni. Poi, in meno di un secolo, sotto la pressione degli inquisitori, eccoli inaspettatamente assumere i tratti degli odiati antagonisti.
Questa trasformazione ha probabilmente valore esemplare. Le diramazioni al di là delle Alpi delle credenze imperniate sui «benandanti» consentono di avanzare un’ipotesi generale sul significato e le origini della stregoneria popolare.
«Il Ginzburg – ha scritto Alberto Tenenti su “Studi storici” – propone all’attenzione degli studiosi una massa di documenti che nessuno prima di lui aveva sfruttato. In un campo in cui le indagini sono cosí scarse e lo stesso ritrovamento di materiale nuovo è assai arduo, non si può non plaudire alla sua ricerca e annettere la piú grande importanza alle serie archivistiche da lui messe in luce».

Bellezza selvaggia

**L’amore fiorisce nei luoghi più misteriosi**
Per quasi due secoli le Nomeolvides sono state legate al giardino della Pradera, la splendida tenuta che incanta i visitatori di tutto il mondo, giunti appositamente per ammirare le sue piante rigogliose. La bellezza del giardino, infatti, dipende direttamente dai poteri delle donne che lo custodiscono e che sono in grado di far sbocciare i fiori più belli con un solo tocco. Ma il loro legame con la terra è connesso a una maledizione: se si innamorano, i loro amanti svaniscono nel nulla. Dopo generazioni di inspiegabili scomparse, all’improvviso nel giardino viene ritrovato uno strano ragazzo. È Estrella, una delle ragazze più giovani, a prendersi cura di lui, mentre le Nomeolvides si interrogano sul misterioso nuovo arrivato, che ricorda a malapena il suo nome: Fel. La ricerca della verità nel passato della Pradera e di Fel porterà Estrella a scoprire segreti tanto magici quanto pericolosi, che affondano le radici in eventi accaduti secoli prima.
**Da un’autrice pluripremiata
Entra nel magico giardino custodito da generazioni di donne che si tramandano una terribile maledizione**
«Romantico e misterioso, questo romanzo evocativo e lussureggiante è un vero piacere per i lettori.»
**Kirkus**
«McLemore in questo romanzo unisce suspense, folklore, romanticismo e una prosa ricca. Magia pura: feroce, luminosa e fiammeggiante.»
**Booklist**
«Un racconto vibrante e magico che non si dimentica facilmente… Questa fantastica favola delizierà i suoi lettori.» 
**Library Journal**
**Anna-Marie McLemore**
È nata ai piedi delle Montagne di San Gabriel, in California. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la sua scrittura, tra i quali una selezione per la Junior Library Guild Selection, a cui è seguito il premio YALSA Best Fiction for Young Adults. Ha vinto il premio National Book Award per Young People’s Literature, ed è stata candidata allo Stonewall Honor Book 2017. Con *Bellezza selvaggia* arriva per la prima volta in Italia.
**
### Sinossi
**L’amore fiorisce nei luoghi più misteriosi**
Per quasi due secoli le Nomeolvides sono state legate al giardino della Pradera, la splendida tenuta che incanta i visitatori di tutto il mondo, giunti appositamente per ammirare le sue piante rigogliose. La bellezza del giardino, infatti, dipende direttamente dai poteri delle donne che lo custodiscono e che sono in grado di far sbocciare i fiori più belli con un solo tocco. Ma il loro legame con la terra è connesso a una maledizione: se si innamorano, i loro amanti svaniscono nel nulla. Dopo generazioni di inspiegabili scomparse, all’improvviso nel giardino viene ritrovato uno strano ragazzo. È Estrella, una delle ragazze più giovani, a prendersi cura di lui, mentre le Nomeolvides si interrogano sul misterioso nuovo arrivato, che ricorda a malapena il suo nome: Fel. La ricerca della verità nel passato della Pradera e di Fel porterà Estrella a scoprire segreti tanto magici quanto pericolosi, che affondano le radici in eventi accaduti secoli prima.
**Da un’autrice pluripremiata
Entra nel magico giardino custodito da generazioni di donne che si tramandano una terribile maledizione**
«Romantico e misterioso, questo romanzo evocativo e lussureggiante è un vero piacere per i lettori.»
**Kirkus**
«McLemore in questo romanzo unisce suspense, folklore, romanticismo e una prosa ricca. Magia pura: feroce, luminosa e fiammeggiante.»
**Booklist**
«Un racconto vibrante e magico che non si dimentica facilmente… Questa fantastica favola delizierà i suoi lettori.» 
**Library Journal**
**Anna-Marie McLemore**
È nata ai piedi delle Montagne di San Gabriel, in California. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la sua scrittura, tra i quali una selezione per la Junior Library Guild Selection, a cui è seguito il premio YALSA Best Fiction for Young Adults. Ha vinto il premio National Book Award per Young People’s Literature, ed è stata candidata allo Stonewall Honor Book 2017. Con *Bellezza selvaggia* arriva per la prima volta in Italia.

LA BELLEZZA D’ IPPOLITA

Ad uno dei bivi del Friuli, là dove le strade si aprono verso Vienna o verso Lubiana, sorge il distributore d’Ippolita. Ed è qui, nell’andirivieni del traffico, nel fracasso dei motori, tra l’odore familiare della nafta e le facili galanterie dei camionisti che Ippolita ritrova la consapevolezza e come il gusto della sua bellezza mentre, al minuto commercio della piccola stazione di servizio, si aggiunge tutto un groviglio di casi e di sentimenti. Vivendo come ai margini della vita, avvertendola appena nel segno fuggevole sopra la targa degli autotreni, Ippolita acquista una più saggia visione delle cose, una cauta furberia e una malizia sufficiente a non lasciarsi tentare da passeggere seduzioni. Barricata dietro la sua avvenenza, ella parrebbe rappresentare, qualche attimo prima che la corsa dell’autostrada si concluda nello sfavillio notturno della città, il simbolo di una inattaccabile fortezza. Basta poco invece, l’imprevisto di una festa o un incontro, perché si compia la fatalità che da sempre covava nel corpo d’Ippolita. Questo romanzo che, sin dal suo apparire, ottenne il consenso del pubblico più vasto e insieme della critica più esigente, non sembra aver perso nulla della sua vitalità, della sua energia, del suo rigore stilistico. « Esempio non comune d’equilibrio tra istinto e grazia letteraria » venne allora definito. Ed è giudizio che si può legittimamente riprendere anche a tanta distanza di anni. Da La bellezza d’Ippolita è stato tratto un film con Gina Lollobrigida, Milva ed Enrico Maria Salerno.

Bella zio

A 16 anni Beppe Bergomi, con quei folti baffi, sembrava già un adulto: lo chiamavano ”zio” e tale è rimasto nella memoria dei tifosi. La sua parabola agonistica prende avvio nella tranquilla realtà dell’hinterland milanese, in una famiglia semplice, tra le scuole dalle suore e il tempo libero all’oratorio, sempre con la palla al piede. Un’infanzia normale nell’Italia degli anni ’60. Beppe è quello che definiremmo un bravo ragazzo, non certo un bad boy che cerca nel calcio il riscatto sociale. Ha un incredibile talento naturale, eppure la sua famiglia sembra non accorgersene: neppure quando, nel 1977 – appena quattordicenne – esordisce nel campionato giovanissimi e per la prima volta firma un contratto da giocatore professionista. Il seguito è una storia nota: Beppe salirà sul podio più alto da campione del mondo a soli 18 anni, con la maglia della nazionale. Una carriera folgorante e un alquanto inusuale attaccamento alla maglia nerazzurra lo hanno fatto entrare nella mitologia del calcio italiano. Per contro, nelle parole di Andrea Vitali, cui Bergomi ha affidato il compito di raccontarla, una vita mitica si trasforma in un romanzo della commedia umana di cui egli è il maestro insuperato nella narrativa italiana. Nulla gli sfugge nel dare voce alla sobrietà e intelligenza dell’ex campione: tra ironia e paradosso, aneddoti di costume, successi e dolori, Vitali ci fa rivivere gli esordi del calciatore, ma anche una stagione passata dell’Italia, quasi fossimo lì pure noi. A distanza di anni, confrontandosi anche con un consulente in psicologia sportiva, Beppe Bergomi ha ripercorso con la memoria le vicende dell’infanzia e della formazione, realizzando quanto l’agonismo sia stato una formidabile scuola di vita. Ed è arrivato a concludere che ”alla meta non ci si arriva mai da soli, e alla fine scopri che l’obiettivo di squadra valorizza anche il tuo obiettivo individuale”.

(source: Bol.com)

La bella Storia di Silas Marner

Silas Marner è uno dei personaggi ”diffidenti la cui intera vita è guidata dalla necessità di trovare un oggetto esteriore al quale appoggiarsi.” Derubato improvvisamente del tesoro accumulato, trasforma in oggetto della sua devozione l’ orfanella Eppie. Una storia comica quanto drammatica, di sorprendente vigore.

(source: Bol.com)

La bella Rosina

Un grande racconto d’amore: la più celebre e chiacchierata storia d’amore del Risorgimento. Lui, il primo re d’Italia, lei, una piccola borghese, figlia di un tamburo maggiore dell’esercito. Un romanzo durato trent’anni. Sullo sfondo la nazione che nasce, con i suoi piccoli e grandi eroi.

La bella ingannatrice

Evaso dalla prigione, l’avventuriero Raine Merrick rischia di essere ripreso per colpa del tradimento di una donna di cui è innamorato, la bellissima e misteriosa Fortune. Sfuggito alla cattura per il rotto della cuffia, Raine salpa verso l’isola scozzese del padre con il proposito di impadronirsi delle ricchezze di famiglia e proseguire la sua vita senza tetto nè legge. All’isola, però, lo attende la più sconvolgente delle soprese: la bella ingannatrice, la donna che Raine ama disperatamente, sta per diventare la sua nuova matrigna…

Bella e innocente

Inghilterra, 1283.
Per quanto aneli a salvare l’adorato castello di Remmington dalle grinfie del crudele patrigno, la giovane e bellissima lady Tess non riesce certo ad accettare di buon grado l’unico mezzo a sua disposizione per farlo: il matrimonio con Kenric di Montagne, il più famigerato condottiero d’Inghilterra. Segnato nel corpo e nell’anima da ferite profonde, anche l’aitante Kenric, reduce dalla guerra in Terra Santa, non brama di sposarsi e acconsente alle nozze solamente per rimediare ai propri natali illegittimi con l’acquisizione di un titolo e di una tenuta. In fondo all’anima, però, ha giurato che mai lascerà il suo cuore in balia della splendida sposa che gli ha infiammato i sensi. Ma quando un sordido complotto ordito dai loro nemici minaccerà di dividerli o, peggio, giungerà per entrambi il momento di far luce fino in fondo all’anima, per scoprire la vera, dolcissima natura dei sentimenti che vi albergano ormai indissolubilmente… Tenero, romantico e sensuale, ecco un romanzo che vi conquisterà, l’ottimo esordio di un’autrice che sicuramente vi augurerete di leggere ancora.

La bella e il rospo

Se Eleanor non si è lasciata abbattere, lo deve al suo coraggio. Il ragazzo dei suoi sogni si è innamorato di Kate, la sorella minore, e presto la sposerà. Quindi, poiché il suo più grande desiderio è quello di scappare lontano dai due fidanzati, accetta con gioia di trascorrere un certo periodo di tempo in casa di amici di famiglia, in una villa non lontana da Londra. I Mansel sono un quartetto allegro, hanno molti amici e conoscenti, ed Eleanor fa presto ad ambientarsi e a conquistare le simpatie di tutti. O di quasi tutti?… Perché il solo Edward fa l’indifferente, vero rospo imperturbabile?

La bella e il conte

Per Liam, conte di Windbury, stringere la donna amata fra le braccia era tutto. Ma un tragico incidente, di cui è stato ritenuto colpevole, lo ha privato della sua Matilda, sorella del duca di Rothcastle, un essere spregevole che, per di più, ha da poco sposato sua sorella Ava, provocando in lui un nuovo turbamento. Un matrimonio degno dell’alta società dell’epoca, finché un giorno la carrozza di Violet Milford, nota e affascinante cortigiana, si ferma davanti al palazzo del duca. I Rothcastle, preoccupati, intendono assoldarla per ottenere notizie sulla sorte di Liam, che da oltre un anno non ha più rapporti con Ava. Violet accetta di sedurlo per soldi, ma ben presto verrà travolta da una passione insaziabile…

Beckett Samuel – 1953 – L’Innominabile

L'Innominabile è il romanzo che chiude la trilogia iniziata con Molloy e proseguita con Malone muore. E' opportuno ricordare che tra la stesura di Malone muore e quella de L'Innominabile (e dunque nel periodo tra la fine del 1948 e l'inizio del 1949) Beckett scrisse Aspettando Godot, l'opera che avrebbe reso il suo autore celebre in tutto il mondo ma che all'epoca era ancora sconosciuta al pubblico a causa dei continui rifiuti degli impresari teatrali.
Se in Molloy vi era una vera e propria trama (addirittura "poliziesca"!) e in Malone muore persisteva un'ambientazione comunque riconoscibile e plausibile, con L'Innominabile ci spostiamo su un piano inafferrabile: l'io narrante è un essere in posizione seduta all'imboccatura di un breve corridoio inghiottito dalla penombra. I suoi occhi sono costantemente aperti (e da questi fluiscono lacrime quasi in continuazione). Non sa su cosa è seduto ma sa di essere seduto per via della pressione che sente sulle natiche e sotto le piante dei piedi. Le mani sono appoggiate sulle ginocchia. In questa immobilità indisturbata l'essere pensa e racconta a se stesso delle storie. I protagonisti di queste storie si chiamano Basile, Mahood, Worm. Ma in realtà si tratta sempre dello stesso personaggio che cambia nome. E, ad un certo punto, non è più possibile distinguere la personalità dei personaggi narrati dalla personalità dell'essere che li narra a se stesso.

L'importanza di questo romanzo fu sottolineata da uno dei principali esponenti del teatro italiano, Vittorio Gassman, che pur essendosi sempre tenuto lontano dalle opere teatrali di Beckett, a metà degli Anni Sessanta decise di cimentarsi proprio con un adattamento de L'Innominabile. L'adattamento andò in scena per la prima volta al Teatro della Cometa di Roma, nel gennaio del 1967.

"Si tratta di un romanzo stranamente inquietante. La sofferenza dell'Innominabile viene trasmessa al lettore attraverso la costruzione, tecnicamente perfetta, del monologo".
Deirdre Bair
(fonte: samuelbeckett.it)

Samuel Beckett è nato a Foxrock, presso Dublino, il 13 aprile 1906. Dopo gli studi compiuti al Trinity College diviene lettore d'inglese all'École Normale Supérieure di Parigi. Nel 1930 torna a Dublino, dove insegna al Trinity College come lettore di francese. È amico e discepolo di Joyce. Nel 1938 Samuel Beckett si trasferisce definitivamente in Francia e a partire dal 1945 comincerà a scrivere in francese. Nel 1969 è stato insignito del premio Nobel per la letteratura.
Tra le sue opere giovanili, oltre ai saggi su Proust e Joyce, ricordiamo i romanzi Murphy (scritto in inglese nel '38, tradotto in francese dallo stesso autore nel '47), Watt, Molloy, Malone meurt, L’Innommable e Comment c'est. Tra le pièces, oltre a En attendant Godot (1952) e a Fin de partie (1957), segnaliamo Tout ceux qui tombenf (1957).

Titolo originale: L’Innommable

Beautiful mistake (versione italiana)

Beautiful mistake (versione italiana) by Vi Keeland
Quando Rachel incontra per caso, nel pub dove la sera lavora come cameriera, l’uomo che ha ammaliato la sua migliore amica senza confessarle di essere sposato, lei proprio non riesce a nascondere il suo disappunto. E così, quando lui, sentendosi osservato, le si avvicina, Rachel gli riversa addosso chiaramente quello che pensa di tutti gli uomini del suo genere: bugiardi, imbroglioni ed egocentrici. Peccato che ci sia stato un *errore*, e l’affascinante uomo in questione non sia quello giusto.
Rachel vorrebbe scomparire. Per fortuna, le probabilità di rivederlo sono pressoché nulle. In teoria. Perché, quando il mattino dopo Rachel arriva in università per affrontare la sua prima lezione come assistente del professor Caine West, beh, lui altri non è che la vittima della sua scenata.
Il primo sguardo tra i due, nell’aula gremita di studenti, è come una scarica elettrica. E, nonostante tutto, il professor West si ritroverà presto a infrangere tutte le regole del campus per lei.
Il nuovo e sensuale romanzo di **Vi Keeland**, ***Beautiful Mistake***, ha esordito nella Top 5 del *New York Times*, confermando l’incredibile successo dell’autrice negli Stati Uniti, dove ormai è una presenza fissa nelle classifiche dei bestseller, e nel mondo, con oltre un milione di copie vendute.