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Lo Strano Caso Dell’orso Ucciso Nel Bosco

**Le indagini dell’ispettore Santoni

Un romanzo geniale per settimane in vetta alle classifiche

Una nuova straordinaria indagine dell’ispettore più amato dagli italiani **
Un corpo senza vita giace sulla neve nell’apparente tranquillità del bosco. Accanto al cadavere, sul tronco di un albero, è stato inciso un cuore con all’interno il nome della vittima e una lettera greca. L’assassino ha lasciato la sua firma, un segno destinato a ripetersi e a seminare il panico tra i vicoli del paesino di montagna. L’ispettore Santoni, però, non riesce a indagare con la sua solita lucidità. Qualcosa – qualcuno – offusca la sua mente investigativa. E intanto il crimine continua a spandersi come una macchia di sangue, lentamente ma inesorabilmente. Gli abitanti di Valdiluce hanno paura: la loro cittadina, che una volta era un posto tranquillo e rilassante, rischia di trasformarsi nella tana di un pericoloso serial killer. Il tempo stringe per Marzio Santoni: stavolta in gioco c’è la vita di tutta la valle…

**Una lettera greca
Un corpo senza vita
Un thriller geniale

Un autore da 60.000 copie
Finalista al Premio Strega**

‘È nel saper cogliere il valore non superficiale dei dettagli che Matteucci, giovandosi della concretezza imposta dal giallo, trova la sua cifra narrativa più convincente.’
Giorgio Montefoschi, Corriere della Sera

‘Un romanzo che cattura, che squarcia un velo sui vizi e sui segreti di una piccola comunità di provincia, che appassiona e intriga, che si nutre di indizi che il disgelo potrebbe cancellare.’
Il Sole 24 ore

Franco Matteucci

Autore e regista televisivo, vive e lavora a Roma. Ha scritto i romanzi La neve rossa (premio Crotone opera prima), Il visionario (finalista al premio Strega, premio Cesare Pavese e premio Scanno), Festa al blu di Prussia (premio Procida Isola di Arturo – Elsa Morante), Il profumo della neve (finalista al premio Strega), Lo show della farfalla (finalista al Premio Viareggio – Rèpaci). È autore di una serie di gialli di grande successo che hanno per protagonista l’ispettore Marzio Santoni: Il suicidio perfetto, La mossa del cartomante, Tre cadaveri sotto la neve, Lo strano caso dell’orso ucciso nel bosco e Delitto con inganno. I suoi libri sono stati tradotti in diversi Paesi.

(source: Bol.com)

Lo sterco del diavolo: il denaro nel Medioevo

Il denaro nel senso in cui lo intendiamo oggi è un prodotto della modernità. Non è un protagonista di primo piano del Medioevo, né dal punto di vista economico e politico né da quello psicologico ed etico; è meno importante e meno presente di quanto non lo fosse nell’Impero romano, e soprattutto assai meno centrale di quanto non diventerà nei secoli successivi. Dai pulpiti medievali risuona la condanna dell’avarizia come peccato capitale e le parole dei monaci e dei frati elogiano la carità ed esaltano la povertà come ideale incarnato da Cristo. Non l’accumulo, non la ricchezza garantiscono il buon vivere. La salvezza è nel dono e nel sostegno ai deboli. La pecunia è maledetta e sospetta, perché né il denaro né il potere economico sono arrivati a emanciparsi dal sistema globale di valori proprio della religione e della società cristiana. La moneta sonante tornerà a girare con i rifornimenti di metallo prezioso, con lo sviluppo dell’economia cittadina, con la fondazione alla fine del XV secolo di istituti di credito per la sussistenza di molti poveri e con la nascita di una sorta di mercato unico. Sarà una rivoluzione lenta e silenziosa a modificare i pensieri delle donne e degli uomini del Medioevo e della stessa Chiesa, una rivoluzione che ha nome “capitalismo”.

Lo spirito errabondo

«Il tram comparve in lontananza, e Henry James fu preso dall’agitazione. Cominciò a muovere concitatamente le braccia quando era ancora a mezzo chilometro di distanza. Temeva che non si fermasse e mi esortò a salire a bordo con tutta l’agilità di cui ero capace, perché non avrebbe sostato che un istante; inoltre, se non avessi prestato la massima attenzione, avrebbe potuto trascinarmi via e, se non uccidermi, almeno maciullarmi e mutilarmi. Io gli assicurai che ero abbastanza abituato a salire sui tram. Non quelli americani, mi disse lui, che erano di una crudeltà, di una disumanità e di una spietatezza inconcepibili. Fui a tal punto contagiato dalla sua ansia che, quando il tram si fermò e io potei salirvi, ebbi quasi la sensazione di essere sfuggito per miracolo a morte certa. Vidi Henry James che guardava il tram, lì in piedi in mezzo alla strada con le sue gambette corte, e mi parve che stesse ancora tremando per il pericolo da me scampato per il rotto della cuffia». Maugham fu non solo un maestro del romanzo e del racconto, ma un saggista estroso, che talvolta – e vorremmo fosse accaduto più spesso – si abbandonava alla vena vagabonda del suo umore, così incontrando i soggetti più disparati: da un pittore come Zurbarán a un grande filosofo politico come Edmund Burke – e perfino Kant, il quale, pur nella quotidianità scandita da ritmi draconiani, emerge come abile giocatore di carte e di biliardo oltre che, beninteso, estensore della celebre Critica. Lo seguiremo anche in un’escursione nella detective story, tra Hammett e Chandler, per percorrere infine con lui una superba galleria di ritratti dal vivo di altri romanzieri, dove spicca, tenero e spietato, quello di un Henry James pomposamente, perdutamente aggomitolato nei suoi grovigli verbali anche di fronte alla più effimera, scontata chiacchiera salottiera. Cuori delicati e buoni, e lingue che non sono né l’una né l’altra cosa, costituiscono la migliore compagnia del mondo, rileva a un certo punto Maugham. E qui magistralmente lo prova.
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Lo specchio dell’anima

Per ottenere che la cospicua eredità del defunto Brighton Whitaker, brillante e ricco scrittore, vada in beneficenza, Dylan Dog deve accettare di passare un mese all’interno dell’abitazione dove viveva lo scrittore. Lentamente Dylan inizierà a vestirsi e comportarsi come Joe Montero, uno spietato serial killer protagonista dei libri di Whitaker, fino ad immedesimarsi completamente nella sua controparte.

Lo specchio del barbiere. Un caso di Petri e Miceli

Un presunto rapinatore viene assassinato a colpi di pistola in una tabaccheria del centro di Brescia; il cadavere di un neonato viene ritrovato in un cassonetto della periferia; su un’isola del lago d’Iseo, la proprietaria di una pensioncina riceve minacce e persecuzioni da un misterioso aggressore e rischia di impazzire. Ironia della sorte: l’ex giudice Petri, ormai in pensione, aveva conosciuto il tabaccaio pochi giorni prima, quando era andato nel suo negozio a scegliervi una pipa; e ha l’avventura di trovarsi in quella pensioncina sul lago, mentre si verificano quegli strani e inquietanti episodi ai danni della padrona. Così, quando il commissario, e suo buon amico, Miceli lo chiama per farsi dare una mano nell’indagine del bambino abbandonato, Petri inevitabilmente si trova a dover procedere su tutti e tre i fronti. Tre filoni d’indagine che si aprono in rapida successione e che, quasi per caso, finiranno per incrociarsi. Di nuovo insieme, Petri e Miceli uniranno esperienza professionale e legame d’amicizia per portare alla luce scomode verità.
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Lo specchio che fugge

Il Papini fantastico che Borges ci ripropone è certo una sorpresa per il pubblico italiano, abituato a considerare l’autore della Vita di Cristo come uno scrittore da non leggere. I racconti di questo libro provengono da un’epoca in cui l’uomo si reclinava sulla sua melanconia e sui suoi crepuscoli, ma la melanconia e i crepuscoli non sono scomparsi, anche se ora li vestiamo con costumi diversi.

Lo smalto sul nulla

Gottfried Benn fu poeta e sifilopatologo. Come poeta: uno dei creatori dell’espressionismo e autore di alcune fra le liriche perfette del Novecento. Come medico: continuò a praticare oscuramente, fino all’ultimo, nella Berlino del dopoguerra. Ma Benn fu anche l’autore di alcuni saggi, letteralmente senza pari, per la mobilità nervosa, fosforeggiante dello stile, per il continuo germinare delle immagini, come anche per il taglio imprevedibile degli argomenti. Non si ha idea di che cosa possa essere la prosa moderna, se non si è lasciata risuonare in noi questa prosa, con i suoi scarti micidiali e repentini, gli accostamenti allucinatori, l’uso sovrano e predatorio di testi preesistenti. Di che cosa parla Benn? Di ere geologiche e di Goethe, di nichilismo e di stile, di teorie scientifiche e del mondo dorico, del cervello e delle tare, di poesia e di climi storici. In breve: parla di tutto. E nulla lascia intatto di ciò che di accomodante e stantio si perpetua nel pensare. Ma ogni volta il tratto che noteremo per primo è il «sacrilego azzurro» della sua prosa, un colore, un timbro che solo qui riusciremo a trovare e che ci dà una scossa di segreta euforia.

Lo sguardo che uccide!

Il direttore di una banca, Luigi Moltier, segue personalmente il trasferimento di una fortissima somma di denaro. All’improvviso uccide gli uomini di scorta e sparisce con tutti i soldi. Chi è l’uomo distinto, con il monocolo, che Moltier ha incontrato prima del colpo?

Lo scudo di Cristo: Le guerre dell’impero romano d’Oriente

Le possenti mura di Costantinopoli hanno arginato per secoli le ondate di nemici che insidiavano l’Europa cristiana. Le armate dell’impero romano d’Oriente si erano trasformate nello scudo di Cristo: questa è la storia della loro lunga lotta, fino alla vittoria.
L’impero romano d’Oriente visse suo malgrado per oltre mille anni in uno stato di guerra continua. La sua capitale Costantinopoli, la splendida ‘regina delle città’, non smise mai di attirare conquistatori avidi di preda dai quattro angoli del mondo: Goti, Unni, Slavi, Avari, Persiani, Arabi, Bulgari…
L’impero, spesso sull’orlo della disfatta, riuscì sempre a trovare la forza necessaria per rialzarsi dopo le sconfitte. Aveva ereditato da Roma antica uno dei più potenti eserciti della storia: attraverso molti cambiamenti organizzativi, strategici e tattici, fu comunque in grado di mettere in campo armate capaci di respingere le continue invasioni. Il libro ripercorre i primi turbinosi secoli di questa storia, dalla disfatta di Adrianopoli del 378, che costrinse Teodosio I a riformare l’intero sistema difensivo imperiale, fino alle vittorie sugli Arabi e sui Bulgari, che nel IX secolo restituirono alla Nuova Roma uno spazio di dominio nei Balcani e in tutto il Mediterraneo orientale. Vengono analizzate sia la strategia dell’impero che le tattiche di combattimento, spesso all’avanguardia, delle sue armate, nonché la loro organizzazione, legata ad aspetti cruciali della vita sociale ed economica dello Stato.
Al riparo dello scudo bizantino ebbe modo di prosperare e svilupparsi l’Europa latina: che però non riconobbe mai ai fratelli d’oriente il merito di aver difeso con il proprio sangue la pace di tutta la Cristianità.
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### Sinossi
Le possenti mura di Costantinopoli hanno arginato per secoli le ondate di nemici che insidiavano l’Europa cristiana. Le armate dell’impero romano d’Oriente si erano trasformate nello scudo di Cristo: questa è la storia della loro lunga lotta, fino alla vittoria.
L’impero romano d’Oriente visse suo malgrado per oltre mille anni in uno stato di guerra continua. La sua capitale Costantinopoli, la splendida ‘regina delle città’, non smise mai di attirare conquistatori avidi di preda dai quattro angoli del mondo: Goti, Unni, Slavi, Avari, Persiani, Arabi, Bulgari…
L’impero, spesso sull’orlo della disfatta, riuscì sempre a trovare la forza necessaria per rialzarsi dopo le sconfitte. Aveva ereditato da Roma antica uno dei più potenti eserciti della storia: attraverso molti cambiamenti organizzativi, strategici e tattici, fu comunque in grado di mettere in campo armate capaci di respingere le continue invasioni. Il libro ripercorre i primi turbinosi secoli di questa storia, dalla disfatta di Adrianopoli del 378, che costrinse Teodosio I a riformare l’intero sistema difensivo imperiale, fino alle vittorie sugli Arabi e sui Bulgari, che nel IX secolo restituirono alla Nuova Roma uno spazio di dominio nei Balcani e in tutto il Mediterraneo orientale. Vengono analizzate sia la strategia dell’impero che le tattiche di combattimento, spesso all’avanguardia, delle sue armate, nonché la loro organizzazione, legata ad aspetti cruciali della vita sociale ed economica dello Stato.
Al riparo dello scudo bizantino ebbe modo di prosperare e svilupparsi l’Europa latina: che però non riconobbe mai ai fratelli d’oriente il merito di aver difeso con il proprio sangue la pace di tutta la Cristianità.

Lo scudo di Cristo

Le possenti mura di Costantinopoli hanno arginato per secoli le ondate di nemici che insidiavano l’Europa cristiana. Le armate dell’impero romano d’Oriente si erano trasformate nello scudo di Cristo: questa è la storia della loro lunga lotta, fino alla vittoria.

L’impero romano d’Oriente visse suo malgrado per oltre mille anni in uno stato di guerra continua. La sua capitale Costantinopoli, la splendida ‘regina delle città’, non smise mai di attirare conquistatori avidi di preda dai quattro angoli del mondo: Goti, Unni, Slavi, Avari, Persiani, Arabi, Bulgari… L’impero, spesso sull’orlo della disfatta, riuscì sempre a trovare la forza necessaria per rialzarsi dopo le sconfitte. Aveva ereditato da Roma antica uno dei più potenti eserciti della storia: attraverso molti cambiamenti organizzativi, strategici e tattici, fu comunque in grado di mettere in campo armate capaci di respingere le continue invasioni. Il libro ripercorre i primi turbinosi secoli di questa storia, dalla disfatta di Adrianopoli del 378, che costrinse Teodosio I a riformare l’intero sistema difensivo imperiale, fino alle vittorie sugli Arabi e sui Bulgari, che nel IX secolo restituirono alla Nuova Roma uno spazio di dominio nei Balcani e in tutto il Mediterraneo orientale. Vengono analizzate sia la strategia dell’impero che le tattiche di combattimento, spesso all’avanguardia, delle sue armate, nonché la loro organizzazione, legata ad aspetti cruciali della vita sociale ed economica dello Stato. Al riparo dello scudo bizantino ebbe modo di prosperare e svilupparsi l’Europa latina: che però non riconobbe mai ai fratelli d’oriente il merito di aver difeso con il proprio sangue la pace di tutta la Cristianità.

(source: Bol.com)

Lo scrigno di Ossian. Trilogia nazista

“Lo scrigno di Ossian” è il primo volume di una trilogia a sfondo storico ambientata nella prima metà del ‘900. Tra incesti e dissolutezze, passioni proibite e intrighi politici, occulti riti d’iniziazione e luminose ascese spirituali, s’intrecciano le storie e gli amori del giovane pianista Andrea Ligerio, del suo rivale, il bellissimo e crudele Hans, dell’affascinante e ambigua Paolina, e di Philipp von Rosenberg duca di Werdenstein con la sua drammatica e incestuosa vicenda. Sul fiammeggiante scenario storico a cavallo delle due guerre mondiali il castello di Werdenstein si staglia gigantesco e magnifico, facendosi teatro paradisiaco e al tempo stesso infernale di un’umanità esposta alla scelta definitiva tra caduta nell’abisso e salvezza, tra passioni distruttrici e libertà individuale, tra condanna e perdono. Scritto dall’autrice all’età di diciotto anni tra i banchi di scuola e pubblicato solo molti anni dopo, “Lo scrigno di Ossian” è un’opera di sorprendente maturità e di grande fascino per la contrapposizione tra linguaggio classico e tematiche trasgressive e per l’avvincente accostamento tra letteratura e musica. Copia autografata dall’autore.
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Lo Scoglio Incantato

«La bella sirena, che il tuo amore detiene, in scoglio si tramuterà e tu, guardandola, morirai. Solo un modo ci sarà se tu il sacrificio conoscerai e chi con lei…» Queste sono le ultime parole che Whele, giovane tritone, sente pronunciare dalla perfida strega prima di vedere il suo grande amore, Crystal, trasformarsi in uno scoglio. Cent’anni dopo una nave pirata naufraga a causa di un’improvvisa tempesta, lo stesso giorno in cui Crystal torna a essere una sirena. La bella sirena cerca disperatamente il suo Whele ma non sa che l’amore, quello vero, può colpire all’improvviso, quando meno te lo aspetti. Ispirate dalla leggenda di Pizzomunno, Fabiana e Vanessa sono riuscite a dar vita a una storia affascinante e a creare un’atmosfera magica e fiabesca portandoci giù negli abissi marini. Ci insegnano che il vero amore tutto può e riesce a cambiare chiunque, anche il più prepotente degli uomini. Con questo primo volume danno vita alla “Collana Incanti”, che comprende racconti ispirati alle fiabe e alle leggende. Giovanna Samanda Ricchiuti Biografia Faby e Vany divise da 400km ma dalla loro complicità e passione sono nati una serie di romanzi: nel 2010 D&S non voglio perderti edito da Universitalia, 2011 Amore nel sangue edito dalla 0111, nel 2012 Attimi indimenticabili edito da Universitalia, nel 2013 Vuoi sposarmi? No grazie! edito da Butterfly edizioni e Il richiamo della Luna edito da Alcheringa Edizioni. Potete trovarle sul loro blog(la bottega dei libri incantati) o sulla loro pagina Facebook(Fabiana Andreozzi e Vanessa Vescera) o ancora sul loro sito web http://fabiana-vanessa.wix.com/fabiana-vanessa email: [email protected][email protected][email protected]
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Lo schiavista

«So che detto da un nero è difficile da credere, ma non ho mai rubato niente. Non ho mai evaso le tasse, non ho mai barato a carte. Non sono mai entrato al cinema a scrocco, non ho mai mancato di ridare indietro il resto in eccesso a un cassiere di supermercato». Questo l’inizio della storia di Bonbon. Nato a Dickens – ghetto alla periferia di Los Angeles – il nostro protagonista è rassegnato al destino infame di un nero della lower-middle-class. Cresciuto da un padre single, controverso sociologo, ha trascorso l’infanzia prestandosi come soggetto per una serie di improbabili esperimenti sulla razza: studi pionieristici di portata epocale, che certamente, prima o poi, avrebbero risolto i problemi economici della famiglia. Ma quando il padre viene ucciso dalla polizia in una sparatoria, l’unico suo lascito è il conto del funerale low cost. E le umiliazioni per Bonbon non sono finite: la gentrificazione dilaga, e Dickens, fonte di grande imbarazzo per la California, viene letteralmente cancellata dalle carte geografiche. È troppo: dopo aver arruolato il più famoso residente della città – Hominy Jenkins, celebre protagonista della serie Simpatiche canaglie ormai caduto in disgrazia –, Bonbon dà inizio all’ennesimo esperimento lanciandosi nella più oltraggiosa delle azioni concepibili: ripristinare la schiavitù e la segregazione razziale nel ghetto. Idea grazie alla quale finisce davanti alla Corte Suprema. Una satira pungente sulla razza, la vita urbana e la giustizia sociale. Un’esplosione di comicità, provocazione e prosa brillante da uno degli scrittori più audaci d’America, che con questo romanzo si è aggiudicato il National Book Critics Circle Award 2016 ed è stato incluso nella rosa dei finalisti del Man Booker Prize 2016. «La più lacerante satira americana degli ultimi anni». «The Guardian» «Fra i più importanti e difficili romanzi americani del ventunesimo secolo. Un racconto feroce che i lettori non dimenticheranno mai». «Los Angeles Times» «Satira alla Swift di prima qualità. Pungente, sbalorditivo, da capogiro». «The Wall Street Journal» «Il romanzo americano più caustico e più cazzuto che io abbia letto da almeno dieci anni». «The New York Times» «Beatty supera se stesso e forse anche tutti gli altri. Divertentissimo e, come tutti i grandi, profondamente stimolante». «Booklist» «Un libro folle, meraviglioso, succulento». «Financial Times»
(source: Bol.com)

Lo scarabeo nel formicaio

I due romanzi qui tradotti, Tentativo di fuga e Lo scarabeo nel formicaio, appartengono a due diversi momenti creativi dei fratelli Strugackij. Il primo è del 1962 e segna l’introduzione di tematiche di tipo morale e sociale nella fantascienza sovietica, il secondo è del 1980 e, se da una parte rivela una nuova fase di sviluppo nell’opera dei due scrittori. Nel Tentativo di fuga, Anton e Vadim, i protagonisti di Tentativo difuga, accettano di prendere a bordo della loro astronave Saul, uno storico specialista della società del XX secolo. Si recano su un pianeta che si suppone disabitato e si ritrovano in un mondo che è in realtà un enorme campo di concentramento e in cui domina una tirannia di tipo medioevale. Vadim e Anton, cresciuti in una società comunista, sono indignati e rifiutano istintivamente ogni forma di male. Nonostante gli avvertimenti di Saul, desiderano porre rimedio alle cose, ma non riusciranno a concludere nulla, anzi, tutte le loro buone intenzioni si risolveranno in un fallimento o si ritorceranno contro coloro che volevano aiutare.

Lo sbarco di Tips

PER LETTORI A PARTIRE DAI 10 ANNI Lily Tregenza è una ragazzina di quasi dodici anni la cui principale occupazione è recuperare quella vagabonda della sua gatta, Tips. Finché la sua fattoria, come quella di molti altri abitanti delle coste del Devon, viene requisita per consentire le prove generali dello sbarco in Normandia. Da quel giorno, Lily annota nel suo diario tutto quello che vede: gli sfollati da Londra, gli orfani, i profughi, i soldati alleati e la simulazione della più celebrata operazione militare della storia contemporanea: il D-Day.
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### Sinossi
PER LETTORI A PARTIRE DAI 10 ANNI Lily Tregenza è una ragazzina di quasi dodici anni la cui principale occupazione è recuperare quella vagabonda della sua gatta, Tips. Finché la sua fattoria, come quella di molti altri abitanti delle coste del Devon, viene requisita per consentire le prove generali dello sbarco in Normandia. Da quel giorno, Lily annota nel suo diario tutto quello che vede: gli sfollati da Londra, gli orfani, i profughi, i soldati alleati e la simulazione della più celebrata operazione militare della storia contemporanea: il D-Day.
### Dalla seconda/terza di copertina
Autore britannico pluripremiato e considerato a livello mondiale uno dei più rilevanti scrittori per ragazzi, è conosciuto soprattutto per War Horse, il romanzo da cui Steven Spielberg ha tratto il celebre film. Ha pubblicato innumerevoli romanzi, la maggior parte accolti entusiasticamente da critica e pubblico. Il Battello a Vapore ha già pubblicato il ragazzo che non uccise Hitler.

Lo Potevo Fare Anch’io

Tutti, almeno una volta nella vita, davanti a un’opera di arte contemporanea abbiamo pensato: «Ma come! Questa non è arte! Lo potevo fare anch’io!». Eppure i critici ci assicurano che si tratta davvero di capolavori, e celebri collezionisti spendono cifre da capogiro per quadri che sembrano tele imbrattate. Che siano tutti impazziti?
Francesco Bonami, uno dei più autorevoli critici e curatori di arte contemporanea, ci sfida ad «assaggiare» le opere senza pregiudizi. Con uno stile divertito e irriverente, ci aiuta a capire cosa distingue un grande artista da uno pessimo, cosa ha fatto sì che Marcel Duchamp o Andy Warhol abbiano superato la prova del tempo. E se è senz’altro vero che nell’ultimo secolo l’arte si è evoluta al punto da essere quasi irriconoscibile, il prezioso e spesso esilarante lavoro di Bonami ci fa capire una volta per tutte perché non è vero che potevamo farlo anche noi.