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Di Cosa Parliamo Quando Parliamo Di Anne Frank

Si respira un’aria antica fra le pagine di questa nuova raccolta di racconti di Nathan Englander. C’è l’immutabilità della parabola e la sapienza della narrazione ebraica, c’è il grottesco di Gogol’ e l’ineludibilità di Kafka, l’intelligenza caustica di Philip Roth e la spiritualità applicata di Marilynne Robinson. E intorno a tutto, incontenibile, liberatoria, un po’ sacrilega, una sonora risata.
La scrittura di Englander corre agile sul filo teso fra il religioso e il secolare, agile e mai leggera, esplora gli obblighi e le complessità morali dei due versanti, ne assapora le esilaranti debolezze, strappando sorrisi pronti a congelarsi in smorfie attonite. Il marito esemplare e avvocato di successo di *Peep show* cerca la trasgressione in uno squallido locale a luci rosse, e incontra invece la sua cattiva coscienza travestita (o meglio svestita) da rabbino della sua vecchia yeshiva. Le nudità flaccide e pelose dell’esimio dottore della legge restano comiche solo fino al successivo, terrorizzante, travestimento.
Si ride di gusto anche delle piccole manie geriatriche degli ospiti del centro estivo *Camp Sundown*, finché riguardano spray antizanzare e allarmi antifumo, ma quando le vetuste menti dei villeggianti credono di riconoscere in un compagno di soggiorno un carceriere nazista di ben altro campo del loro passato, la commedia si tinge di nero.
L’ombra dell’Olocausto, o di una sua rivisitazione, occhieggia insistente fra le pagine del libro: a partire dal riferimento alla diarista simbolo della Shoah, informa il clima dell’intera raccolta e del racconto da cui prende il titolo. Lì due coppie diversissime fra loro – ebrei ortodossi residenti a Gerusalemme gli uni, americani non praticanti gli altri – siedono intorno a un tavolo e, tra i fumi dell’alcol e della marijuana, discutono, non di amore e incomunicabilità, come nell’illustre antecedente carveriano, ma di identità e fede. Fino alla prova che scuote le certezze, il «gioco di Anne Frank»: in caso di un secondo Olocausto, quale Gentile mi sottrarrà al mio destino?
L’ineluttabilità del fato e la sua costruzione, la perversa macchina dei ruoli inculcati per discendenza, sono magistralmente illustrati nell’ambizioso racconto *Le colline sorelle*, che dalla guerra di Yom Kippur a oggi, fra senso della missione e senso della minaccia, insieme alle radici di un simbolico ulivo maledetto mette a nudo quelle dell’odio.
E così, tassello dopo tassello, Englander offre un’altra sfaccettata declinazione dell’ebraicità che, da Singer, Malamud e Bellow fino a Roth, lo colloca saldamente e con unanime plauso nella grande tradizione letteraria ebraico-americana.
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«Serve un’incredibile combinazione di umiltà e sicurezza morale per unire una sottile commedia con una tragedia enorme, come fa Nathan Englander».
**Jonathan Franzen**
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«Questi racconti incarnano appieno l’ironia, la complessità e l’ingegno ai quali la narrativa di Englander, sempre animata da un profondo nucleo pulsante di risonanza storica, ci ha ormai abituati».
**Jennifer Egan**
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«Mettetelo accanto a Singer, Carver e Munro: Englander è, semplicemente, uno dei migliori in assoluto».
**Colum McCann**
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«Il libro di Englander più geniale, divertente, coraggioso e bello. Trabocca di gemme e rivelazioni».
**Jonathan Safran Foer**
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«La profonda sensibilità di Englander è ciò che lo distingue praticamente da chiunque altro».
**Dave Eggers**

Di chi è questo cuore

Dopo La città interiore, finalista premio Campiello nel 2017, Mauro Covacich compone una nuova, potente avventura narrativa che ha il coraggio dell’autobiografia più vera. Un romanzo capace di entrare con esattezza nel presente che plasma le nostre vite.
Una piccola anomalia cardiaca viene scoperta all’uomo che ha il nome e le sembianze dell’autore, allontanandolo da un’attività sportiva ai limiti del fanatismo e infrangendo l’illusione di un’efficienza fisica senza data di scadenza. È questo l’innesco di un romanzo sul corpo, ma soprattutto sul cuore come luogo dei sentimenti e dei destini individuali. C’è un ragazzo caduto, o forse lasciato cadere, da una finestra di un albergo di Milano durante una gita scolastica. Ci sono gli esseri umani, fragili e pieni di voglie. La solitudine e il desiderio. Ma la storia gira attorno alla relazione dell’autore con la sua compagna, alle trasferte di lavoro, alle tentazioni a cui sono esposti, alla fiducia e al sospetto di cui si nutre la convivenza. Chi è, ad esempio, quell’uomo che si infila in casa loro la notte? Una pista porterebbe nel quartiere, il Villaggio Olimpico di Roma, popolato da figure che sembrano carte dei tarocchi e che lo scrittore consulta nelle sue camminate erranti.

Di chi è Anne Frank?

Apparso per la prima volta nel 1997 sulle pagine del “New Yorker”, questo impetuoso, lucidissimo saggio di Cynthia Ozick strappa il velo di dissimulazione e retorica che negli anni ha ovattato e mistificato la limpida voce di Anne Frank e del suo Diario. Troppo spesso e troppo a lungo oggetto di interpretazioni semplificate e fuorvianti, di appropriazioni indebite, tradimenti e comode “santificazioni”, il Diario è servito da lasciapassare per un’amnesia collettiva – storica e culturale – sulle cause e le circostanze della morte della sua autrice e di milioni di altre vittime dell’Olocausto. La depravazione e la ferocia dei nazisti, il male che ha consumato la protagonista, sono stati attenuati e sorpassati nel tempo dal solo battere della critica, dell’editoria, dei lettori e persino del padre – Otto Frank – sul tema della bontà e della forza umana, utilizzando strumentalmente la voce di Anne per costruire un discorso sul passato tanto rassicurante quanto sterile. Cynthia Ozick, ripercorrendo con il ritmo e la forza che le sono propri, le vicissitudini storiche, editoriali e teatrali del libro universalmente considerato il simbolo della Shoah, ci mette in guardia dalle conseguenze di questa tendenza: ammorbidire la Storia, nel tentativo di renderla più sopportabile, equivale a tradirla; tradirla equivale a negare – in una discesa inarrestabile verso il buio della ragione – ciò che è stato, gettando le basi perché possa avvenire ancora.

(source: Bol.com)

Di bene in meglio

Donald Lam, ormai tutti lo sanno, non è un colosso. Ha più intelligenza, che forza fisica, anche se, in fatto di coraggio, può fare invidia a un leone. Un investigatore privato, che rischia facilmente di aver la peggio in una colluttazione, è un investigatore « handicappato ». E se è una « perla » come segugio, è un vero peccato. Perciò la sua ineffabile « socia-padrona », Bertha Cool, ha un lampo di genio: Donald prenderà lezioni di lotta giapponese, e dopo sarà perfetto. Ma nella stessa palestra, Lam incontra un cliente che gli darà tanto lavoro da costringerlo a interrompere le lezioni. Non più lotta giapponese, ma « lotta libera » senza esclusione di colpi, contro un’accolita di eminenti gentiluomini per i quali il ricatto è una faccenda di ordinaria amministrazione. Coi suoi metodi tutt’altro che ortodossi, Lam rischia seriamente di trovarsi in un mare di guai, soprattutto quando un uomo viene ucciso in circostanze misteriose, quasi sotto il suo naso. Per le preoccupazioni, Bertha Cool rischia la sua pinguedine.Ma alla fine, per loro, andrà Di bene in meglio.

Deviazione

“A volte quando si tocca il fondo di uno sviamento, si sbuca infine dall’altra parte” Luce d’Eramo
Lucia è una giovane donna di origini borghesi, figlia di un sottosegretario della Repubblica di Salò, che è vissuta in Francia e ha alimentato, attraverso la lontananza, i miti del fascismo dentro i quali è cresciuta. Non solo, ora è convinta che fra le menzogne sul nazifascismo ci siano anche le crudeltà dei campi di lavoro. Decide di verificare in prima persona e si reca, come volontaria, nei Lager, sicura di poter smentire quelle che ritiene calunnie sulle modalità di trattamento dei “lavoratori” da parte del grande Reich di Hitler. È allora che comincia una discesa agli inferi, complessa, violenta, che legge l’orrore, lo assume in sé e sembra addirittura “scontarlo”. Luce d’Eramo ripercorre con Lucia un tracciato di formazione che è stato il suo, un tracciato che tuttora, soprattutto ora (accecati da ogni sorta di revisionismo), suona come avventura della coscienza, testimonianza e grido di allarme. Deviazione è una storia che ci parla dell’inaudita fatica che costa lo spogliarsi delle menzogne con cui la memoria (individuale e collettiva) si racconta il proprio passato. Un libro che con grande lucidità svela i meccanismi collettivi di rimozione del passato fascista e nazista, il raccontarseli come se non fossero mai avvenuti o come non potessero mai più avvenire. Uscito nel 1979, Deviazione ha conosciuto subito un grandissimo successo ed è stato pubblicato in tutto il mondo. Un capolavoro assoluto.
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### Sinossi
“A volte quando si tocca il fondo di uno sviamento, si sbuca infine dall’altra parte” Luce d’Eramo
Lucia è una giovane donna di origini borghesi, figlia di un sottosegretario della Repubblica di Salò, che è vissuta in Francia e ha alimentato, attraverso la lontananza, i miti del fascismo dentro i quali è cresciuta. Non solo, ora è convinta che fra le menzogne sul nazifascismo ci siano anche le crudeltà dei campi di lavoro. Decide di verificare in prima persona e si reca, come volontaria, nei Lager, sicura di poter smentire quelle che ritiene calunnie sulle modalità di trattamento dei “lavoratori” da parte del grande Reich di Hitler. È allora che comincia una discesa agli inferi, complessa, violenta, che legge l’orrore, lo assume in sé e sembra addirittura “scontarlo”. Luce d’Eramo ripercorre con Lucia un tracciato di formazione che è stato il suo, un tracciato che tuttora, soprattutto ora (accecati da ogni sorta di revisionismo), suona come avventura della coscienza, testimonianza e grido di allarme. Deviazione è una storia che ci parla dell’inaudita fatica che costa lo spogliarsi delle menzogne con cui la memoria (individuale e collettiva) si racconta il proprio passato. Un libro che con grande lucidità svela i meccanismi collettivi di rimozione del passato fascista e nazista, il raccontarseli come se non fossero mai avvenuti o come non potessero mai più avvenire. Uscito nel 1979, Deviazione ha conosciuto subito un grandissimo successo ed è stato pubblicato in tutto il mondo. Un capolavoro assoluto.

Deumanizzazione

‘Nella storia della nostra specie deumanizzare serve a pensare l’altro essere umano incompleto, animale, oggetto. Serve a compiere su di lui azioni inaccettabili in un contesto normale’.

Chiara Volpato indaga gli atteggiamenti, i comportamenti e le pratiche sociali che, in maniera aperta e violenta, oppure sottile e subdola, escludono l’altro – l’oppositore, il nemico, il diverso – dalla specie umana.

(source: Bol.com)

Detox: Una deliziosa pulizia del corpo: La migliore pulizia disintossicante per l’intero corpo

La situazione è grave.
I risultati lo confermano.
L’obesità uccide.
Ma tu non devi essere per forza una vittima grazie all’autore Dieter Mann e il suo nuovo libro “Detox: Delicious Body Cleanse”. Questa guida al buon senso ti offre gli strumenti per avere il controllo della tua vita e sbarazzarti finalmente del peso superfluo. Nessun rituale strano o ricette di finti dolci alle mele preparati coi crackers – solo indicazioni ferme e facili da seguire, che comprendono la liberazione del corpo dalle tossine, ricette gustose ed esperienze. Se ci pensi, è molto semplice: la conoscenza è potere…e (inserire nome dell’autore qui) ti ha dato il potere di vivere in maniera sana. Corri a prenderlo… e vivi!
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### Sinossi
La situazione è grave.
I risultati lo confermano.
L’obesità uccide.
Ma tu non devi essere per forza una vittima grazie all’autore Dieter Mann e il suo nuovo libro “Detox: Delicious Body Cleanse”. Questa guida al buon senso ti offre gli strumenti per avere il controllo della tua vita e sbarazzarti finalmente del peso superfluo. Nessun rituale strano o ricette di finti dolci alle mele preparati coi crackers – solo indicazioni ferme e facili da seguire, che comprendono la liberazione del corpo dalle tossine, ricette gustose ed esperienze. Se ci pensi, è molto semplice: la conoscenza è potere…e (inserire nome dell’autore qui) ti ha dato il potere di vivere in maniera sana. Corri a prenderlo… e vivi!

Destini paralleli

Può una vedova insignificante e con una figlia di tredici anni far perdere la testa a un conte scozzese, bello, ricco e vedovo a sua volta? Ebbene sì. Infatti è proprio quello che capita a Isobel quando, lasciata Londra per la sperduta Invercaldy, dove una sua ex compagna di scuola le ha procurato un posto di segretaria, spera solo di lasciarsi alle spalle ogni problema. Ma è lì che lei conosce Rafe, il conte in questione, che di problemi gliene dà molti, compreso quello bellissimo di…

Destinazione stelle

«Era un’età dell’oro, un’epoca di sublimi avventure, di vite ricche e morti rognose… ma nessuno lo pensava. Era un futuro di grandi fortune e ruberie, di saccheggi e rapine, di cultura e vizio… Ma nessuno lo ammetteva. Era un’epoca di estremi, un affascinante secolo di mostruosità.» E in quel tempo Gully Foyle stava morendo. Per l’esattezza, moriva da centosettanta giorni a bordo di un relitto lasciato a marcire nello spazio. Ma nel venticinquesimo secolo l’uomo è capace, con la sola potenza della mente, di spostare il proprio corpo da un luogo all’altro. E il primo a sperimentare questa facoltà, che sembra preludere ad armi psichiche dagli effetti sconvolgenti, è proprio Foyle, assetato di vendetta e pronto a trasformarsi da manovale qualunque in una sorta di semidio dell’odio. Intorno a lui Bester disegna il ritratto di un mondo magnifico e crudele come il Rinascimento dei Borgia, in questo romanzo del 1956 che ha anticipato la fantascienza cyberpunk.
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### Sinossi
«Era un’età dell’oro, un’epoca di sublimi avventure, di vite ricche e morti rognose… ma nessuno lo pensava. Era un futuro di grandi fortune e ruberie, di saccheggi e rapine, di cultura e vizio… Ma nessuno lo ammetteva. Era un’epoca di estremi, un affascinante secolo di mostruosità.» E in quel tempo Gully Foyle stava morendo. Per l’esattezza, moriva da centosettanta giorni a bordo di un relitto lasciato a marcire nello spazio. Ma nel venticinquesimo secolo l’uomo è capace, con la sola potenza della mente, di spostare il proprio corpo da un luogo all’altro. E il primo a sperimentare questa facoltà, che sembra preludere ad armi psichiche dagli effetti sconvolgenti, è proprio Foyle, assetato di vendetta e pronto a trasformarsi da manovale qualunque in una sorta di semidio dell’odio. Intorno a lui Bester disegna il ritratto di un mondo magnifico e crudele come il Rinascimento dei Borgia, in questo romanzo del 1956 che ha anticipato la fantascienza cyberpunk.

Destinazione Madworld

L’Enterprise procede a massima velocità verso Epsilon Delta 4, dove 700 coloni stanno lentamente morendo a causa di un avvelenamento da radiazioni. Ma il viaggio viene interrotto da Enowill, un eccentrico essere di incredibile potenza che ha assunto il controllo dell’astronave oltre che di un incrociatore Klingon e di uno Romulano. Enowill offre tutto quanto è in suo potere purché gli accupanti dell’Enterprise gli risolvano una misteriosa “questione privata”. Forse sarebbe il caso di rifiutare, ma in tal caso Klingon e Romulani potrebbero beneficiare di un’arma pressoché invincibile e tutto l’equilibrio galattico ne uscirebbe sconvolto. Ma cambiando rotta… i 700 coloni di Epsilon Delta 4 sarebbero condannati a una lenta e dolorosa morte. Una scelta difficilissima e quasi impossibile per il capitano Kirk. Quale sarà la sua decisione?

Destinazione 31° secolo

Invasioni aliene, catastrofi a medio e lungo raggio, disastri biologici o nucleari: facili da immaginare, queste cose. La fantascienza lo ha fatto per decenni, eppure l’umanità ha continuato sulla strada di sempre, sognando un futuro diverso e migliore. C’era da fidarsi? In carattere con la sf più provocatoria, gli autori di questo volume lanciano una sfida a se stessi e ai lettori, cercando di immaginare come sarà il pianeta nel 3001, dopo che tutte le possibili minacce si saranno avverate. Ecco a voi la Terra (e lo spazio) del 31° secolo, messi alla prova da maestri come Paul McAuley, Dan Simmons, Christopher Priest, Valerio Evangelisti, Franco Ricciardiello, Robert Silverberg e Joe Haldeman. Un indispensabile manuale temporale che “Urania” è lieta di offrire ai suoi lettori. *Supplemento al n. 1490 di Urania INDICE Introduzione ROBERT SILVERBERG / JACQUES CHAMBON FOUR SHORT NOVELS (2000) JOE HALDEMAN PARADICE (2000) VALERIO EVANGELISTI L’UOMO DEGLI INCUBI Der Alptraummann (2000) ANDREAS ESCHBACH MILLENNIUM EXPRESS The Millennium Express (2000) ROBERT SILVERBERG TERRA NOSTRA Notre Terre (2000) AYERDHAL ANGOLI Angles (2000) ORSON SCOTT CARD IL DISERTORE The Discharge (2000) CHRISTOPHER PRIEST L’INVERNO DI TURING (2000) FRANCO RICCIARDIELLO IN CERCA DI VAN GOGH ALLA FINE DEL MONDO Searching for Van Gogh at the End of the World (2000) PAUL J. MCAULEY LE NOTTI INUTILI Les nuits inutiles (2000) JEAN-CLAUDE DUNYACH VENTO COSMICO The Hydrogen Wall (2000) GREGORY BENFORD ENTITA’ Entities (2000) NORMAN SPINRAD IL 9 DEL MESE DI AV The Ninth of Av (2000) DAN SIMMONS

Destination: Morgue

Conturbante e corrosivo, appassionato e impetuoso, Ellroy ricostruisce in un mosaico di frammenti il volto inquieto e violento dell’America contemporanea e il proprio passato tempestoso – il misterioso assassinio della madre, la morte del padre, l’intreccio inestricabile di autoistruzione e autodistruzione di un’adolescenza selvaggia, gli anni di vagabondaggio nel caos ciclopico di Los Angeles, l’emergere della vocazione letteraria e la genesi della sua inconfondibile macchina narrativa, che gravita implacabile intorno all’ossessione per il delitto. Procedendo sul doppio binario dello scandaglio autobiografico e dell’interpretazione demistificante dei più emblematici eventi pubblici, lo sguardo disincantato e provocatorio di Ellroy si addentra nel sottosuolo dell’anima americana, offrendone un ritratto indimenticabile. James Ellroy è nato a Los Angeles nel 1948. I suoi romanzi, Black Dalia, The Great Nothing, White Jazz e L.A. Confidential, si sono rivelati successi internazionali. Bompiani ha pubblicato I miei luoghi oscuri (1997), Corpi da reato (1999), Tijuana mon amour (2000) e Il dubbio letale (2002).

Desiderio di mezzanotte

Sono vent’anni che Nicholas Challoner, marchese di Ranelaw, medita vendetta nei confronti di Godfrey Demarest, colpevole di aver sedotto e abbandonato la sorellastra. Il debutto di Cassandra, giovane e ingenua figlia dell’uomo, si presenta come l’occasione perfetta: deve solo sedurla e rovinarle la reputazione. L’unico ostacolo sulla sua strada è Antonia Smith, la dama di compagnia della ragazza. Antonia, che in passato è stata a sua volta vittima di un simile inganno, intende impedire a ogni costo alla sua protetta di cadere nella stessa trappola. Sennonché, tra l’affascinante Nicholas e la combattiva Antonia scatta inaspettata un’attrazione travolgente…

Desiderio di cose leggere

‘È terribile essere una donna e avere diciassette anni. Dentro non si ha che un pazzo desiderio di donarsi’. Antonia Pozzi

‘Le alte maree della malinconia e della stanchezza di vivere sono testimoniate dai suoi diari e dalle sue lettere, ma esse riemergono con icastica, dolorosa bellezza nelle sue poesie, che leggiamo ogni volta stregati dalla loro innocenza e dalla loro gentilezza, dalla loro magica fascinazione e dalla loro grazia, e nelle quali intravediamo la corsa disperata di Antonia Pozzi alla ricerca di un amore assoluto che si inaridiva nell’indifferenza, o almeno nell’inconsapevolezza, delle persone amate’. Eugenio Borgna

Antonia Pozzi ha lasciato più di trecento composizioni, mai pubblicate in vita. Le sue poesie rinascono “luminose e temerarie’ da questa nuova antologia che, a ottant’anni dalla sua morte, aggiunge un prezioso tassello nel cammino della sua riscoperta. Percorrendo il meglio della sua produzione poetica sin dai primi componimenti adolescenziali, questo libro racconta la storia di un”anima palpitante, ridente, nostalgica e appassionata’, come lei stessa si definì.

(source: Bol.com)

Desiderio

Distinguersi in un mondo competitivo come quello pubblicitario non è facile, soprattutto per una donna. Per questo Celia Taylor, in forze alla *Maddox Communications*, ha deciso di rischiare il tutto per tutto agganciando un pesce grosso. Un cliente come Evan Reese rappresenterebbe un bel colpo per l’azienda e Celia è decisa a sfruttare l’indubbio feeling che si è già instaurato tra loro fin dai primi incontri.
Quello che non sa è che anche Evan ha un obiettivo: lei. E per averla è disposto a giocare sporco. Infatti sceglierà la *Maddox* solo se Celia lo accompagnerà a un matrimonio di famiglia dove di giorno dovrà recitare la parte della fidanzata innamorata. E di notte dell’amante appassionata.

Descrizioni di descrizioni

«Che cos’è e com’è fatta la critica? Naturalmente questo è un problema molto vecchio, benché neanche lontanamente risolto. Tuttavia pensavo che facendo personalmente io della critica e per tanto tempo questo “mistero” mi si sarebbe almeno un po’ e almeno pragmaticamente chiarito Invece no… Ho fatto delle “descrizioni”. Ecco tutto quello che so della mia critica in quanto critica. E “descrizioni” di che cosa? Di altre “descrizioni”, ché altro i libri non sono.» (Pier Paolo Pasolini). Descrizioni di descrizioni raccoglie gli interventi scritti da Pier Paolo Pasolini per il settimanale «Tempo» tra il 26 novembre 1972 e il 24 gennaio 1975. Pasolini vi recensì libri italiani e stranieri, classici e contemporanei, svariando da Shakespeare e Manzoni a Calvino e alla Morante, da Porta e Belli a Gadda, da Baudelaire a Sologub fino alle 101 storie zen.
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### Sinossi
«Che cos’è e com’è fatta la critica? Naturalmente questo è un problema molto vecchio, benché neanche lontanamente risolto. Tuttavia pensavo che facendo personalmente io della critica e per tanto tempo questo “mistero” mi si sarebbe almeno un po’ e almeno pragmaticamente chiarito Invece no… Ho fatto delle “descrizioni”. Ecco tutto quello che so della mia critica in quanto critica. E “descrizioni” di che cosa? Di altre “descrizioni”, ché altro i libri non sono.» (Pier Paolo Pasolini). Descrizioni di descrizioni raccoglie gli interventi scritti da Pier Paolo Pasolini per il settimanale «Tempo» tra il 26 novembre 1972 e il 24 gennaio 1975. Pasolini vi recensì libri italiani e stranieri, classici e contemporanei, svariando da Shakespeare e Manzoni a Calvino e alla Morante, da Porta e Belli a Gadda, da Baudelaire a Sologub fino alle 101 storie zen.