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Mi dicevano che ero troppo sensibile

In un mondo che urla, l’ipersensibilità è un dono sottovalutato. Questo libro vi insegna a scoprirlo.

‘Ho sempre saputo di essere troppo sensibile. Fin da quando ero piccola mi accorgevo di non percepire le cose come gli altri bambini, ma di sentirle in maniera molto più profonda, intensa, lacerante, da qualche parte fra il cuore e la pancia. Però non riuscivo a esprimerle in nessun modo…’
È così che Federica Bosco ci introduce tra i chiaroscuri di un universo ancora sconosciuto, spesso trascurato persino dalla psicologia e dai tanti specialisti che dovrebbero occuparsi delle mille sfumature dell’animo umano. Un universo popolato da creature particolarmente “frangibili’, dotate di antenne che percepiscono con la potenza di radar le gioie e il dolore altrui, che si sentono diverse dai più, e spesso a disagio, che temono i rumori e qualunque stimolo violento, che si definiscono certamente ‘difficili’, ma anche creative, generose ed empatiche. Insomma, creature ipersensibili. Ed è nel loro mondo segreto, tra le sfumature di personalità complesse e affascinanti, tra idiosincrasie e virtù, che ci porta per mano una delle scrittrici italiane più amate, firmando un libro che è insieme un manuale e un’intima confessione, capace di dare a chi fino a oggi si è sentito solo e incompreso il coraggio, l’autostima e la forza per alzare la testa. Mettere le ali. E scoprire che quello che credevano un handicap in realtà può essere uno straordinario superpotere.

(source: Bol.com)

Mezzanotte nel giardino del bene e del male

Quando per la prima volta si recò a Savannah, una città storica nel cuore del vecchio Sud, il newyorkese John Berendt la conosceva solo per averla vista in alcune scene famose di “Forrest Gump”: non immaginava che se ne sarebbe innamorato. Non sospettava che si sarebbe ritrovato a scoprire i misteriosi riti vudù che ancora vi sopravvivono. Soprattutto, non aveva messo in conto di poter essere preso nel gioco di un misterioso omicidio e del processo che sarebbe seguito…

Metamorfosi (L’asino d’oro). Testo latino a fronte

Lucio, protagonista e narratore, in Tessaglia per affari, abita a casa di Milone e di sua moglie Panfile, ritenuta una maga. Procuratosi un unguento magico che sapeva aver trasformato Panfile in uccello, Lucio si trasforma però in asino. Dei ladri saccheggiano la casa di Milone e caricano l’asino Lucio del bottino. Giunto poi alla caverna dei briganti, Lucio ascolta la favola di Amore e Psiche, narrata da una vecchia a una fanciulla rapita. Sconfitti i briganti dal fidanzato della ragazza, Lucio passa di padrone in padrone, subendo ogni tipo di tormento, finché non si addormenta sulla spiaggia di Cencree. In sogno gli appare la dea Iside che gli indica la strada per riprendere la forma umana.
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Metagenealogia. La famiglia, un tesoro e un tranello

Questo volume è il risultato di molti anni di studio condotti da Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa: la Metagenealogia è un metodo di analisi dell’albero genealogico. Secondo Jodorowsky, la famiglia riversa e trasmette sugli individui energie positive e negative, e sovente l’inconscio familiare interagisce con l’inconscio personale, nel bene e nel male.
Uno studio approfondito del proprio albero offre la possibilità di comprendere fino a che punto quello che si pensa, si sente, si desidera o si vive, così come i conflitti e le ferite, possono essere il risultato di un passato familiare, sociale, storico o di un residuo educativo.
La Metagenealogia rivela che in una stirpe si ripetono date, malattie, nascite, morti, incidenti e nomi. Sono come tappe che ricorrono e si trasmettono di generazione in generazione fino ad arrivare a noi, con la precisione di un orologio. E noi tendiamo a identificarci e a essere fedeli ai nostri familiari, anche se questo atteggiamento può risultare doloroso, paralizzante e autodistruttivo.
Inoltre, spesso le persone cui giuriamo fedeltà imitano a loro volta figure del passato, per cui nell’ambito familiare vediamo formarsi una sorta di catena ereditaria di prigionieri.
Svelare le dinamiche del clan familiare ci aiuta a comprendere le nostre inibizioni: si ha in tal modo la possibilità di vivere, creare, essere e amare a partire da quello che siamo veramente. In realtà, questo libro è una sorta di cammino iniziatico verso la Coscienza di sé: diventando consapevoli dei tranelli, dei pregiudizi, delle deviazioni di chi ci ha preceduti, possiamo guarire la nostra anima, migliorare il rapporto con gli altri e sapere finalmente chi siamo.
Il testo è arricchito da una serie di esercizi tecnici e consigli pratici che consentono al lettore di lavorare su se stesso e sui propri familiari, per spezzare le catene che tengono prigionieri del passato e ci consentono di realizzarci pienamente come individui. E quindi, di vivere meglio.

Messaggio da Cassiopea

In una sperduta valle americana vive una piccola comunità di uomini e donne. Non sono fuorilegge, non sono hippies, non sono utopisti o fanatici religiosi sono scienziati. La loro prima virtù è la pazienza, il loro primo compito quello di aspettare, per mesi, anni o decenni, un segnale dalle stelle. Che cosa significherebbe, oggi, per noi, un messaggio da Cassiopea? Come lo prenderebbe l’uomo della strada? Come reagirebbero i generali, i ministri, i senatori, i presidenti, il papa, alla notizia che esiste nella galassia un’altra civiltà? Molti di noi sarebbero emozionati. altri increduli, altri spaventati o indifferenti; alcuni penserebbero alla pace, altri alla guerra. È comunque un’ipotesi non solo plausibile, ma molto vicina, che gli autori trattano col realismo, la drammatica, precisa immediatezza della fantapolitica d’alta scuola, e il piacere di raccontare in anticipo ciò che forse vedremo coi nostri occhi fra non molto…
Copertina di Karel Thole

Messaggeri di morte

In un futuro prossimo, la società che conosciamo non esiste più. Terrificanti rivolte hanno sconvolto l’aspetto delle nostre città e il bisogno di violenza della popolazione viene soddisfatto dalla realtà virtuale, dai videogiochi. Li chiamano halfhead: criminali efferati mutilati chirurgicamente, lobotomizzati dallo Stato, e usati come schiavi per i lavori umili della nuova società. Non tutti però sono così inoffensivi. Ce n’è uno che è diverso. Il suo cervello non è morto, qualcuno l’ha preservato e ora si è risvegliato. Prova ancora emozioni, desidera: desidera uccidere. E, sopra ogni altra cosa, desidera vendicarsi. William Hunter è un agente pluridecorato, ma depresso. Pochi anni prima ha perso la moglie, uccisa macabramente dalla dottoressa Westfield, uno dei più terribili serial killer della città. Mentre la violenza a Glasgow aumenta pericolosamente e il rischio di nuove rivolte si fa sempre più concreto, qualcuno ai piani alti sembra voler giocare con la vita degli uomini. In una lotta contro il tempo e nemici insospettabili, in cui da cacciatore diventa preda, Hunter dovrà trovare la forza di dimenticare il passato per poterlo redimere. Fino all’ultima stilla di sangue.
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Merciless

Leonard Petrov è morto, non esiste più. Al suo posto è rimasto Lenny.
Un’ombra, un guscio vuoto.
Senza anima.
Senza pietà.
Senza scrupoli.
Nessuno incrocia mai il suo sguardo, nessuno osa contraddirlo. Se lo incontri non sarai più lo stesso.
Espiare le sue colpe, questa è l’unica cosa che lo tiene in piedi.
Kim Spencer, donna testarda e vitale, non ha paura di nulla, o almeno così credeva.
Quattro anni prima ha rischiato di morire; una pazza furiosa prese in ostaggio lei e la sua amica Eva.
Da allora tutto è mutato.
Gli incubi la tormentano, l’angoscia la perseguita.
Due opposti, due vite molto diverse.
Un matrimonio, un confronto inaspettato.
Da quel giorno nessuno dei due ha smesso di pensare all’altro.
Se credevate che Karl e Ian fossero cinici, vi sbagliate, con Lenny verrete catapultati in un mondo estremamente perverso.
Siete pronti a giocare con il dominatore più sadico di Manhattan?

Mercier e Camier

La storia di Mercier e Camier è la storia di un viaggio. La storia di un viaggio in cui i protagonisti erano partiti per non partire. Descriverlo è impossibile e di esso si può dire solo quello che Beckett dice dei pensieri di Mercier: «che da qualunque parte cominciassero essi rigettavano sempre contro la stessa scogliera». Lo snodarsi delle situazioni, il cui carattere emblematico appare sempre evidente anche e soprattutto nella dovizia dei particolari descrittivi che non si limitano certo alla pura notazione del reale ma rimandano sempre a una metafisica conoscitiva (e ciò farebbe di Beckett, come ha ben notato il critico Guido Almansi, il primo e vero «minimalista» del nostro tempo), è lo svolgersi di qualcosa che non può mai attuarsi. Questa spirale, questa fluttuazione assurda, solo la morte potrà spezzarla, unica consolazione rimasta ai protagonisti, ai barboni delle stelle. Scritto da Beckett intorno al 1945 direttamente in francese, questo romanzo, crudele e beffardo, denso di nascoste notazioni letterarie, veicola, sotto la superficie grottesca, una straziante metafora della condizione umana e dell'irriducibile differenza fra l'illusione della speranza e la realtà della vita.

Samuel Beckett, irlandese di nascita (1906), è considerato uno dei più grandi scrittori di questo secolo. Autore perfettamente bilingue, ha adottato il francese nella trilogia Molloy, Malone muore, L'innominabile che resta la sua opera principale. Altri romanzi importanti: Murphy e Watt. Tra le molte, citiamo la famosa pièce teatrale Aspettando Godot che gli ha dato rinomanza mondiale. Per la sua opera critica è da ricordare il suo saggio su Proust. Nel 1969 Beckett ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura.
(fonte: retro di copertina)

Titolo originale: Mercier et Camier

Mercanti di uomini. Il traffico di ostaggi e migranti che finanzia il jihadismo

È un business sofisticato quello che ogni giorno fa approdare migliaia di rifugiati sulle nostre coste. Chi lo controlla? Una nuova categoria di criminali, nata dalle disastrose risposte occidentali alla tragedia dell’11 settembre e dal collasso economico e politico di molti Stati-chiave in Africa e Medioriente. Tutto è cominciato con il traffico di cocaina, trasportata dalla Colombia in Europa lungo le rotte transahariane. Le stesse rotte sono servite per far perdere le tracce di decine di ostaggi occidentali, rapiti per finanziare gruppi terroristici e bande criminali, dopo la destabilizzazione della Siria e dell’Iraq e l’ascesa dell’lsis. Oggi su quelle piste viaggia un’altra merce: esseri umani, a milioni, in fuga da guerre e povertà verso un Occidente che credono più accogliente e più ricco di quanto non sia. Un commercio che costa migliaia di vite, e che vale miliardi. In una ricostruzione che si avvale di interviste esclusive a negoziatori, membri dei servizi segreti, esperti del contrasto al terrorismo e alla pirateria, ex ostaggi e molti altri, Loretta Napoleoni ci porta nel mondo complesso dei mercanti di uomini, spiegando come le vite umane vengono “valutate” in termini economici e come alcune scellerate politiche occidentali alimentino tanto il mercato dei riscatti quanto il traffico dei clandestini. Proprio il circolo vizioso tra economia ufficiale ed “economia canaglia”, che rischia di portare l’Europa alla rovina ma che arricchisce molti, sta producendo uno tsunami di migranti e un’escalation di incertezza che lascia spazio ai populismi, a fenomeni come la Brexit o l’ascesa di Trump negli Usa. L’Occidente riuscirà a sopravvivere al rovinoso fallimento della globalizzazione?

Mentre morivo (Opere di William Faulkner Vol. 3)

Un viaggio folle su un barroccio sgangherato, tra inondazioni e fienili in fiamme, sotto i cerchi sempre più stretti degli avvoltoi che accompagnano speranzosi il grottesco funerale di Addie Bundren. Attorno alla bara, ingobbiti nei loro truci destini, assorti ciascuno nel proprio segreto, il marito e i cinque figli. Faulkner scrive questo suo quinto romanzo in sei settimane: è l’estate del 1929, ha trentadue anni, lavora di notte come operaio in una centrale elettrica e ha appena pubblicato una delle sue opere più alte e composite, “L’urlo e il furore”. E “Mentre morivo” è un nuovo, ancor più vertiginoso azzardo, poiché in esso Faulkner riesce a ordire una rara, tetra polifonia di voci monologanti, nella quale riconosciamo il suono di un’America primordiale e sino allora muta.
“Mentre morivo” è apparso per la prima volta nel 1930.
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### Sinossi
Un viaggio folle su un barroccio sgangherato, tra inondazioni e fienili in fiamme, sotto i cerchi sempre più stretti degli avvoltoi che accompagnano speranzosi il grottesco funerale di Addie Bundren. Attorno alla bara, ingobbiti nei loro truci destini, assorti ciascuno nel proprio segreto, il marito e i cinque figli. Faulkner scrive questo suo quinto romanzo in sei settimane: è l’estate del 1929, ha trentadue anni, lavora di notte come operaio in una centrale elettrica e ha appena pubblicato una delle sue opere più alte e composite, “L’urlo e il furore”. E “Mentre morivo” è un nuovo, ancor più vertiginoso azzardo, poiché in esso Faulkner riesce a ordire una rara, tetra polifonia di voci monologanti, nella quale riconosciamo il suono di un’America primordiale e sino allora muta.
“Mentre morivo” è apparso per la prima volta nel 1930.

Menti pericolose. Dodici storie per non dormire

“Deaveriana” è l’aggettivo che meglio descrive questa raccolta dello scrittore americano, dove troviamo Lincoln Rhyme, Kathryn Dance, John Pellam e altri in una veste inedita in Italia. In “Menti pericolose” i killer, i terroristi, gli psicopatici, i criminali nella loro più variegata accezione prendono forma e corpo, tutti insieme, non come notizia strillata del quotidiano, ma come realtà vicina a ciascuno di noi. Nella paura e nell’angoscia che ci attanagliano, però, l’intelligenza di alcune donne e uomini saprà come farsi largo, usando ogni mezzo lecito della scienza investigativa per assicurare alla giustizia i malvagi. In un mondo dove il caso non esiste, nessuno sfugge alle meticolose trame della scrittura di Deaver. E i personaggi, buoni o cattivi che siano, da maschere di un palcoscenico della fantasia, abiteranno i nostri sogni, perché non saranno più “loro” i protagonisti, ma “noi”.
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Meno di niente. Hegel e l’ombra del materialismo dialettico

Platone, Hitchcock, l’Essere e il Nulla, Fichte, la fisica quantistica, la realtà delle finzioni, il Nirvana, Marx, Freud, la plebe, la follia, il sesso… e soprattutto Hegel e Lacan, anzi, più precisamente, la riscrittura lacaniana della dialettica di Hegel. “Meno di niente”, l’ultima fatica filosofica di Slavoj Zizek, è un libro sterminato, che sembra voler parlare di “tutto quanto si trova sotto il cielo”. Ma è anche un’opera destinata a far ricredere quanti considerano Hegel come il filosofo del “Sapere assoluto” che fagocita ogni cosa e la filosofia post-hegeliana (che spesso è filosofia anti-hegeliana) come ciò che pone rimedio a questa follia idealista. Perché la nostra situazione è identica a quella con cui doveva fare i conti Hegel e, forse, l’unico modo che abbiamo oggi di prevenire la catastrofe, di fermare l’accelerazione capitalistica, animata da un’implacabile pulsione di morte, è ripetere Hegel. Tuttavia, che cosa accadrebbe se per questa via approdassimo a una semplice, quanto sconvolgente, conclusione? “Se c’è qualcosa anziché il nulla, ciò non avviene perché la realtà ecceda il mero nulla, ma perché la realtà è meno di niente”.

Meno cinque alla felicità!

Costanza Moretti, brillante giornalista in un giornale finanziario di New York, non dovrebbe farlo, e anche il suo capo (nonché amante) è molto contrariato. Ma lei ormai ha deciso: per Natale torna in Italia, a Verate. Sua mamma e sua sorella Eleonora le sembrano troppo strane al telefono, e da quando – pochi mesi fa – il papà è morto la gestione della mitica Trattoria Moretti, nel centro del paese, è tutta nelle loro mani. Non è solo la preoccupazione, però, a indurla a partire, c’è qualcosa di molto più pressante: una voce insistente che da qualche giorno la assilla, decisa a non tacere finché non avrà ottenuto ciò che vuole. Costanza quella voce la conosce bene, da sempre… è la voce di suo padre! Allucinazioni? Non si direbbe. Suo padre ha una missione segreta e lei dovrà aiutarlo a portarla a termine: entro cinque giorni, quelli che mancano al Natale! Approdata a Verate, toccherà a Costanza pensare a tutto: sua madre ed Eleonora stanno lasciando andare la trattoria, ormai servono solo il caffè e a pochi giorni dal Natale non hanno nemmeno messo mano alle decorazioni. La sola cosa di cui si sono occupate è stato allevare le solite tre oche bianche destinate a essere cucinate per il pranzo… ma hanno anche permesso a Nuccia, l’adorata nipotina, di dar loro un nome e giocarci tutto il tempo fino a considerarle le sue migliori amiche. Ma c’è un’altra sgradita sorpresa che attende Costanza: la mamma ha affittato la stanza sopra la rimessa a un uomo di cui nulla si sa se non il nome – Andrej – e il fatto che (forse) lavora come muratore, (forse) è estone e… (sicuramente!) è molto affascinante. Costanza è decisa a riprendersi la stanza mandando via l’uomo misterioso con l’aiuto di Max Bauser, fidanzato dell’amica Annalisa detta Sassi, e si rimbocca le maniche per riuscire a far tutto… Ma molte sorprese ancora l’attendono nei cinque giorni che la separano dal Natale. E intanto, la neve comincia a cadere…
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### Sinossi
Costanza Moretti, brillante giornalista in un giornale finanziario di New York, non dovrebbe farlo, e anche il suo capo (nonché amante) è molto contrariato. Ma lei ormai ha deciso: per Natale torna in Italia, a Verate. Sua mamma e sua sorella Eleonora le sembrano troppo strane al telefono, e da quando – pochi mesi fa – il papà è morto la gestione della mitica Trattoria Moretti, nel centro del paese, è tutta nelle loro mani. Non è solo la preoccupazione, però, a indurla a partire, c’è qualcosa di molto più pressante: una voce insistente che da qualche giorno la assilla, decisa a non tacere finché non avrà ottenuto ciò che vuole. Costanza quella voce la conosce bene, da sempre… è la voce di suo padre! Allucinazioni? Non si direbbe. Suo padre ha una missione segreta e lei dovrà aiutarlo a portarla a termine: entro cinque giorni, quelli che mancano al Natale! Approdata a Verate, toccherà a Costanza pensare a tutto: sua madre ed Eleonora stanno lasciando andare la trattoria, ormai servono solo il caffè e a pochi giorni dal Natale non hanno nemmeno messo mano alle decorazioni. La sola cosa di cui si sono occupate è stato allevare le solite tre oche bianche destinate a essere cucinate per il pranzo… ma hanno anche permesso a Nuccia, l’adorata nipotina, di dar loro un nome e giocarci tutto il tempo fino a considerarle le sue migliori amiche. Ma c’è un’altra sgradita sorpresa che attende Costanza: la mamma ha affittato la stanza sopra la rimessa a un uomo di cui nulla si sa se non il nome – Andrej – e il fatto che (forse) lavora come muratore, (forse) è estone e… (sicuramente!) è molto affascinante. Costanza è decisa a riprendersi la stanza mandando via l’uomo misterioso con l’aiuto di Max Bauser, fidanzato dell’amica Annalisa detta Sassi, e si rimbocca le maniche per riuscire a far tutto… Ma molte sorprese ancora l’attendono nei cinque giorni che la separano dal Natale. E intanto, la neve comincia a cadere…

Memorie di un esorcista: La mia vita in lotta contro Satana

Molti lo conoscono come il più famoso esorcista al mondo, intervistato dalla stampa internazionale cattolica e laica, invitato in decine di trasmissioni televisive, protagonista di migliaia di pagine sul web. Pochi sanno, però, che prima di diventare sacerdote fece la guerra, fu partigiano e prese una laurea in giurisprudenza. Padre Amorth, sacerdote paolino, fine teologo mariano, è stato inoltre per molti anni direttore della prestigiosa rivista ”Madre di Dio”. Poi, l’incredibile svolta. Fu il cardinale Ugo Poletti che, a Roma, lo invitò ad affiancare un altro grande esorcista, padre Candido, affidandogli l’incarico ufficiale. Questo invito segnò l’inizio di quella che lui stesso ha definito una ”professione”, che lo pone a tu per tu con il demonio ogni giorno. Attraverso riti e preghiere di liberazione, padre Gabriele cerca di alleviare le pene delle molte persone che, continuamente, si rivolgono a lui dopo un calvario di inutili sedute mediche e psichiatriche. Rivivono in queste memorie una serie impressionante di storie che testimoniano della potenza del Male e del Maligno. E di quanto più potente ancora sia l’attività di quei ministri di Dio che, come padre Amorth, hanno fatto della propria vita una quotidiana lotta per la liberazione delle anime dalle possessioni demoniache.
(source: Bol.com)