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Il cavaliere nero

Inghilterra, 1863 – Sebbene non bellissima, Lady Hester Pimblett possiede una viva intelligenza che le consente di scorgere l’uomo disperatamente solo che si cela dietro la maschera cinica di Adrian Fitzwalter, Duca di Barroughby, e di provare per lui un’attrazione che non tarda a diventare amore. Sentimenti che l’affascinante Adrian condivide, che però non osa rivelare ritenendosi indegno di una giovane donna tanto irreprensibile. Decide quindi di rinunciare a lei, ma se un atto di coraggio da parte della timida Hester permettesse loro di trovare la felicità cui anelano entrambi?
(source: Bol.com)

Il cavaliere d’inverno

Leningrado, estate 1941. Tatiana e Dasha sono sorelle e condividono tutto, perfino il letto, nella casa affollata dove vivono con i genitori. Una mattina il loro risveglio è particolarmente agitato: Dasha ha un nuovo innamorato e non vede l’ora di raccontare tutto a Tatiana. Ma un annuncio alla radio manda di colpo in pezzi la loro serenità: il generale Molotov sta comunicando che la Germania ha invaso la Russia. È la guerra. Uscita per fare scorte di cibo, Tatiana incontra Alexander, giovane ufficiale dell’Armata Rossa, e tra loro si scatena un’attrazione irresistibile. Ancora non sanno che quell’amore è proibito per entrambi e potrebbe distruggere per sempre ciò che hanno di più caro. Mentre un implacabile inverno e l’assedio nazista stringono la città in una morsa micidiale, riducendola allo stremo, la dolce Tatiana e il valoroso Alexander troveranno nel legame segreto che li unisce la forza per affrontare avversità e sacrifici. Con la speranza di un futuro migliore.

Il Cavaliere Che Aveva Un Peso Sul Cuore

Il cavaliere che aveva un peso sul cuore by Marcia Grad Powers
La vita tante volte ci sorprende, e non sempre le novità hanno i colori dell’arcobaleno. Spesso portano con sé nubi tempestose che preferiremmo di gran lunga far sparire dall’orizzonte. Duke lo sa bene. Lui che è un cavaliere amato e rispettato, e come cacciatore di draghi non ha eguali. La sua vita è perfetta e fatta solo di granitiche certezze. Ma un giorno accade qualcosa di inspiegabile e inaspettato, qualcosa che neanche con tutta la sua forza può impedire: Allie, sua moglie, lo lascia senza che lui riesca a capirne la ragione, mentre suo figlio Johnny delude ogni speranza che aveva riposto in lui. “Perché tutto questo capita proprio a me?” si chiede Duke sconsolato, incapace di accettare questi cambiamenti e frustrato dall’impossibilità di far tornare le cose come prima. Ma combattere contro ciò che è ineluttabile non fa che renderci depressi, stressati, furiosi. Il cuore si appesantisce fino a diventare una zavorra che trascina a fondo ogni energia, e il futuro si dipinge di tinte sempre più fosche. Come imparerà Duke intraprendendo il suo viaggio sulla Via della Serenità, si può essere felici anche se le cose non vanno esattamente come programmato, basta saperle guardare da un altro punto di vista, perché spesso persino le avversità nascondono doni inaspettati. E accettare ciò che non si può cambiare, per concentrarsi su quello che invece dipende dalla nostra volontà è il primo passo per ritrovare la serenità. Una favola rivelatrice, capace di regalare a ognuno di noi il segreto della vera felicità.

Causa di morte: sconosciuta

Due omicidi, due scene del crimine, due vittime che non sembrano aver nulla in comune. L’enigma sembra irrisolvibile per la detective Jane Rizzoli e il medico legale Maura Isles. Perché entrambi i cadaveri presentano mutilazioni agghiaccianti, ma non letali. E la causa di morte pare impossibile da determinare. Dentro di sé, Jane Rizzoli ha una sola certezza: quello non è che l’inizio. Eppure, la verità è là fuori, da qualche parte, qualcuno la sa. Ma chi? La risposta, che in realtà nasconde altre domande ancor più inquietanti, giunge dalla voce più sconvolgente di tutte: quella di Amalthea Lank. Pluriomicida spietata, incarcerata e ora messa di fronte all’ultimo dei traguardi, poiché afflitta da un male inguaribile, Amalthea non rinuncia a un’ultima manipolazione psicologica, crudele e perversa. E a esserne vittima è proprio sua figlia, Maura Isles. Amalthea lascia cadere un indizio ermetico sulle strane morti che Jane e Maura stanno cercando disperatamente di spiegare. Qualunque cosa Amalthea sappia, però, non è che una tessera del puzzle: l’indagine sembra portare a un oscuro personaggio, sopravvissuto a una tragica storia di abusi… ma cosa lega quelle morti ai martiri della storia cristiana? Rizzoli e Isles stanno per mettere l’assassino alle corde, quando il passato le travolge, minacciando di falciare altre vite innocenti, oltre alle loro stesse esistenze…
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Causa di morte

È l’alba di Capodanno quando Kay Scarpetta viene chiamata ad immergersi nelle acque di un vecchio arsenale navale lungo l’Elizabeth River in Virginia: a dieci metri di profondità è stato appena rinvenuto il cadavere di un sommozzatore, un giornalista famoso per le sue inchieste. Cosa cercava in quelle acque? E perché Kay Scarpetta è stata avvisata da una telefonata anonima prima ancora che la polizia fosse informata dell’accaduto? Quando il suo assistente all’obitorio viene brutalmente assassinato con un proiettile in dotazione solo alll’FBI, e sulla macchina della vittima viene trovato del materiale radioattivo, Kay Scarpetta si trova coinvolta in una scia di violenza e di morte che origina da una setta misteriosa e potente.
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Cauldron, fornace di stelle

I racconti ambientati al centro della galassia hanno un fascino innegabile ma pongono un problema quasi metafisico (almeno dal punto di vista della scienza attuale): come raggiungerlo. Per questo McDevitt immagina la necessità di costruire un rivoluzionario motore interstellare e lo descrive nel primo episodio del libro. Ma poi, esaurite le questioni nautiche, entra in scena la spaziale Priscilla “Hutch” Hutchins e la missione decolla a velocità transfinite. Per approdare su una serie di mondi allucinanti che sono solo altrettante tappe prima del Centro… e della minaccia che vi si annida.
**INDICE**

**JACK MCDEVITT – Torna l’autore di *Seeker* e del *Sonno degli dei* con una storia al centro delle immensità – l’Autore** |
GIUSEPPE LIPPI
**DEJA’ VU CON SORPRESA – Un articolo che sembrerebbe scontato ma con un asso nella manica. A giugno… – Editoriale** |
GIUSEPPE LIPPI
**NELLA ZONA DEL CREPUSCOLO – Dampyr e Dylan Dog, i fumetti del fantastico alle prese con sempre nuove avventure – Fumetti**
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STEFANO PRIARONE

Il cattivo tedesco e il bravo italiano

‘Il cattivo tedesco e il bravo italiano’ è uno stereotipo da rivedere che ha consentito di evitare molti conti con la nostra cattiva coscienza. Corrado Augias, ”la Repubblica”

L’umanità dei nostri connazionali – benché fascisti – e la bruta violenza degli scherani di Hitler: assoluzione da un lato, demonizzazione dall’altro. Un mito autogratificante che è servito a rimuovere i crimini dell’imperialismo fascista, la guerra di aggressione contro le ‘potenze democratiche’, la persecuzione antisemita, le violenze commesse ai danni di ‘nazioni inermi’ sottomesse all’Asse. Nello Ajello, ”la Repubblica”

La mancata Norimberga italiana avrebbe alimentato e consolidato l’oblio collettivo. La Resistenza e la sua narrazione divennero invece il luogo del riscatto e del riconoscimento della diversità tra italiani e tedeschi. Focardi sintetizza un’intensa stagione di riflessioni su un tema ineludibile. Bruno Maida, ”L’Indice”

Con grande finezza interpretativa Focardi restituisce spessore ai fatti confrontandosi con le diverse narrazioni – la storiografia, la letteratura, il cinema – raccolte intorno alla vicenda dell’Italia durante la seconda guerra mondiale. Giovanni De Luna, ”Tuttolibri”

Filippo Focardi ricostruisce le spinte che hanno creato l’immagine dell’italiano ‘buono’, vittima della ferocia dei tedeschi: un impasto dal quale derivò quell’attitudine autoindulgente di cui gli italiani non si sono mai liberati. Giuseppe Berta, ”l’Espresso”

(source: Bol.com)

Cattive sorelle

Danielle e Susie sono sorelle, ma non potrebbero essere più diverse. Spensierata ed emotiva la prima, coscienziosa e amante dei libri e della scrittura Susie, non sono mai state né confidenti né amiche, come invece avrebbe voluto la madre. Anzi, si può dire che si sono sempre parlate a malapena.
Così, quando un giorno riceve un messaggio da Danielle in cui le chiede di incontrarla al ‘loro’ bar, Susie capisce subito che qualcosa non va. Danielle rivela alla sorella di temere per la propria vita e di sospettare che il marito Simon stia tentando di ucciderla. Il racconto sembrerebbe una delle solite esagerazioni da attrice mancata, tipiche di Danielle. Simon è un bullo, ma davvero può essere un pericoloso assassino?
Fino a quando qualcosa di inaspettato succede e Susie deve ricredersi e rivedere le sue idee, per far sì che il segreto che la lega a Danielle, l’unica cosa che hanno in comune, non pesi sulla sua coscienza e intralci le loro vite per sempre.
Un intrigante e sorprendente racconto inedito dell’autrice bestseller Jane Corry, regina del thriller psicologico. L’ebook contiene anche le prime pagine de *Le tre bambine*, il nuovo romanzo dell’autrice.
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### Sinossi
Danielle e Susie sono sorelle, ma non potrebbero essere più diverse. Spensierata ed emotiva la prima, coscienziosa e amante dei libri e della scrittura Susie, non sono mai state né confidenti né amiche, come invece avrebbe voluto la madre. Anzi, si può dire che si sono sempre parlate a malapena.
Così, quando un giorno riceve un messaggio da Danielle in cui le chiede di incontrarla al ‘loro’ bar, Susie capisce subito che qualcosa non va. Danielle rivela alla sorella di temere per la propria vita e di sospettare che il marito Simon stia tentando di ucciderla. Il racconto sembrerebbe una delle solite esagerazioni da attrice mancata, tipiche di Danielle. Simon è un bullo, ma davvero può essere un pericoloso assassino?
Fino a quando qualcosa di inaspettato succede e Susie deve ricredersi e rivedere le sue idee, per far sì che il segreto che la lega a Danielle, l’unica cosa che hanno in comune, non pesi sulla sua coscienza e intralci le loro vite per sempre.
Un intrigante e sorprendente racconto inedito dell’autrice bestseller Jane Corry, regina del thriller psicologico. L’ebook contiene anche le prime pagine de *Le tre bambine*, il nuovo romanzo dell’autrice.

Cattiva maestra televisione

«Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto» Karl R. Popper Un classico che ha avuto grande fortuna e ha suscitato un dibattito inesauribile e oggi più che mai attuale, in un’edizione arricchita da un saggio introduttivo di Giancarlo Bosetti e dai testi di John Condry, di Karol Wojtyla, di Raimondo Cubeddu e Jean Baudouin.

Cattiva Condotta

Finalista ai Lambda Literary Awards
Dopo essere stato malmenato da un Marine in un locale gay, il guardiamarina Aiden Lange ha lividi e tagli sul volto che attireranno domande sgradevoli sul posto di lavoro. Dietro suggerimento di un comprensivo poliziotto, il giorno seguente fa un’escursione fino alle cascate Hiji di Okinawa, dove sosterrà di essersi fatto male cadendo. Ma in fondo al sentiero lo aspetta una piacevole sorpresa… un ragazzo stupendo in costume da bagno.
Connor non è andato alle cascate in cerca di un uomo ma, quando il guardiamarina con la benda sul sopracciglio lo trova, è immediatamente intrigato. Un’escursione si trasforma in una cena e, prima ancora di rendersene conto, i due diventano inseparabili. L’esperienza di Connor in fatto di uomini è limitata, ma Aiden è gentile e, per quanto siano affamati l’uno dell’altro, infinitamente paziente.
Il mondo è piccolo, però, e l’isola lo è ancora di più e, quando il padre di Connor li becca insieme, si scopre che non è solo un padre iperprotettivo: è uno dei capi di alto grado di Aiden. Con qualche telefonata potrebbe mandare a monte la carriera accuratamente programmata del ragazzo, fresco di Accademia Navale. L’ultimatum è semplice: Aiden deve stare lontano da Connor, o dire addio ai suoi sogni di promozione.
Eppure Aiden non si fa scoraggiare facilmente, soprattutto quando c’è in gioco uno come Connor, quindi i due continuano a frequentarsi in segreto. Ma non ci sono molti posti dove nascondersi su un’isoletta e, prima o poi, Aiden dovrà fare una scelta: Connor o la sua carriera.
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### Sinossi
Finalista ai Lambda Literary Awards
Dopo essere stato malmenato da un Marine in un locale gay, il guardiamarina Aiden Lange ha lividi e tagli sul volto che attireranno domande sgradevoli sul posto di lavoro. Dietro suggerimento di un comprensivo poliziotto, il giorno seguente fa un’escursione fino alle cascate Hiji di Okinawa, dove sosterrà di essersi fatto male cadendo. Ma in fondo al sentiero lo aspetta una piacevole sorpresa… un ragazzo stupendo in costume da bagno.
Connor non è andato alle cascate in cerca di un uomo ma, quando il guardiamarina con la benda sul sopracciglio lo trova, è immediatamente intrigato. Un’escursione si trasforma in una cena e, prima ancora di rendersene conto, i due diventano inseparabili. L’esperienza di Connor in fatto di uomini è limitata, ma Aiden è gentile e, per quanto siano affamati l’uno dell’altro, infinitamente paziente.
Il mondo è piccolo, però, e l’isola lo è ancora di più e, quando il padre di Connor li becca insieme, si scopre che non è solo un padre iperprotettivo: è uno dei capi di alto grado di Aiden. Con qualche telefonata potrebbe mandare a monte la carriera accuratamente programmata del ragazzo, fresco di Accademia Navale. L’ultimatum è semplice: Aiden deve stare lontano da Connor, o dire addio ai suoi sogni di promozione.
Eppure Aiden non si fa scoraggiare facilmente, soprattutto quando c’è in gioco uno come Connor, quindi i due continuano a frequentarsi in segreto. Ma non ci sono molti posti dove nascondersi su un’isoletta e, prima o poi, Aiden dovrà fare una scelta: Connor o la sua carriera.

Cattiva

Accanto ad ogni culla, ciondolano dal sonno due genitori appena nati. Un giovane uomo intenerito e forte, una giovane donna sorpresa e tramortita, che imparano a spostarsi dal centro del mondo. Perché quella bimba tutta rosa che agita i morbidi piedini è inoffensiva solo all’apparenza. Soffice ma imperativa come un peso piuma, ha stravolto tutto in un istante.

‘Passiamo ore cosí, a fissarci e a non sapere che fare. Mi viene da dirle, Ma che vuoi da me. Io non ti merito. E lei mi guarda. Perché sa che in qualche modo la merito, anche se non sa come dirmelo’. Alle tre di notte, mentre la città riposa, la madre e la figlia sono sul divano. Una ha due mesi e urla come un’ossessa, l’altra ha trent’anni e fissa la parete, coi piedi scalzi, cercando di ricordarsi com’era vivere quando di notte si dormiva. La scrittura materica e sensuale di Rossella Milone ritrae con esattezza la battaglia di emozioni che accompagna la nascita del primo figlio. Questo romanzo riesce in un’impresa impossibile: raccontare l’accidentato e recalcitrante processo che trasforma una coppia in una coppia di genitori. ‘Le madri e i padri posseggono millenni di esperienza alle spalle, ma nessuno in tutta l’evoluzione umana è mai diventato un genitore perfetto’. Perché un figlio è prima di ogni altra cosa una rivoluzione cognitiva, e quando è troppo presto per parlare d’amore forse è proprio il momento giusto per farlo.

(source: Bol.com)

La cattedrale

È dal 1961, quando uscì *Il fabbricone,* che Testori non pubblica un’opera di narrativa. Eppure, in questo periodo l’elenco delle sue opere si è andato infittendo sempre più: poesia, teatro, critica d’arte, quasi ogni anno un libro o un saggio. Ma il romanzo? Possibile che la felice stagione dei *Segreti di Milano* fosse proprio un capitolo ormai chiuso nella storia dello scrittore Testori? Preceduto di poco da *L’Ambleto* e *Nel Tuo sangue,* due opere molto diverse ma al fondo complementari e a cui è tematicamente legato, ecco ora *La Cattedrale,* un romanzo che per la sua novità strutturale rappresenta una svolta capitale nell’opera di Testori; ma la sua importanza non si ferma qui, al livello letterario, va oltre, e riguarda il coraggio con cui egli ha voluto offrire il suo *cœur mis à nu* di scrittore e di uomo.
Con *La Cattedrale* Testori tenta la sua scommessa più alta di scrittore, correndo consapevolmente il rischio di lasciarsi alle spalle un’opera intensa ma ormai conclusa, per mettere in gioco non solo la sua arte ma la sua stessa vita. La sfida lanciata da Testori è appunto questa: oggi, in questo mondo, per cercare di sopravvivere la letteratura deve essere totale, non può più permettersi diversioni e compiacimenti, deve assolutamente far coagulare nella propria drammatica espressività lo scrittore e la vita, i sentimenti e le passioni, l’amore e la morte. Solo a queste condizioni oggi lo scrivere è ancora un atto possibile e plausibile.
Rispondendo a questa concezione, va da sé che *La Cattedrale* sia un romanzo che sfugge alle catalogazioni correnti: diverso, inconsueto, atipico, si dirà, per una tradizione narrativa come la nostra che per anni si è crogiolata in problemi talmente falsi come quello, per esempio, se il romanzo fosse vivo o morto. Ma la diversità della *Cattedrale* sta anche nella sua ardita architettura: sul piano stilistico, a stupire, è l’intensa carica poetica di cui è intrisa la scrittura, al punto che si potrebbe quasi parlare di un poema in prosa; su quello compositivo, l’armonico alternarsi dei piani narrativi, con il trascorrere dal passato al presente, dalla inquietante storia dell’orafo di Chiavenna a quella drammatica dello scrittore d’oggi, due personaggi diversi, proiettati in epoche differenti (l’orafo nella Lombardia barbarica divorata dalla miseria e dalla fame; lo scrittore nella Milano del boom, sconvolta, violata dalle costruzioni), ma in realtà entrambi attanagliati, lacerati dallo stesso problema di trovare un senso alla vita, di sconfiggere la bestia, il male che è in noi: l’atto d’amore fra lo scrittore e il ragazzo che si conclude in modo così tragico rappresenta emblematicamente il sacrificio del Cristo che immola la propria vita per amore degli uomini.
La vera novità del libro però è data dalla tensione drammatica che lo sostiene e che viene proclamata da Testori con una violenza espressiva inusitata. Non c’è pagina della *Cattedrale* che non rispecchi il tremendo travaglio interiore da cui è nata e che pertanto non sembri un urlo di dolore; ma, in realtà, urlate sono le domande di fondo che egli si, e ci, pone sulla vita, sull’amore, sul dolore, sulla morte. Testori infatti non gioca sull’ambiguità della scrittura, sui chiaroscuri dello stile: il suo linguaggio è diretto, teso, drammatico, senza mediazioni; al limite, potremmo dire che più che la letteratura come fine, a Testori sta a cuore la letteratura come mezzo per arrivare alla verità, a recuperare, attraverso l’amore, la purezza della vita.

Caterina a modo suo

Caterina a modo suo by Sveva Casati Modignani
Giunta all’età matura, la scrittrice Caterina Belgrado tira le somme di un’esistenza vissuta “a modo suo”: la bellezza, gli affetti, il successo non le hanno dato la felicità. Figlia di un fruttivendolo con bottega nel centro di Milano, Caterina, splendida adolescente nell’Italia del dopoguerra, ha avuto un marito, poi un compagno, tre figli e anche la fama. Ma ha posseduto Marco, il grande amore della sua vita, solo per pochi, indimenticabili giorni. Eppure, al di là di ogni speranza, la sorte le riserva un’ultima sorpresa…

La catena al piede

Nell’amena località di Port Palmetto, durante una baldoria fra ragazzi, una studentessa viene violentata e uccisa. La polizia appunta i suoi sospetti su Keith Rollins, l’ultimo che è stato visto in compagnia della vittima, prima della tragedia. Ma non esistono prove, e Keith viene rilasciato. Gli rimane il marchio di quel sospetto, anche se Nancy Vallancourt, che è innamorata di lui, è pronta a giurare sull’innocenza che egli proclama. Anche il babbo di Nancy, John, lo crede innocente, ma la sua fiducia riceve un duro colpo, quando lo stesso padre del ragazzo gli manifesta i propri dubbi in proposito. Poi accade una cosa orribile: Dorcas Ferguson, la ricca zia di Keith, viene assassinata. È lo stesso Vallancourt a fare la raccapricciante scoperta e a trovare proprio Keith Rollins nella stanza del delitto, nascosto dietro una tenda. Il giovane si dà alla fuga, saltando da una finestra e aggravando così la sua già disperata situazione. Bisogna ritrovarlo, bisogna indurlo a costituirsi. È il solo modo per salvargli la pelle. Ma dove cercarlo? Con incredibile cinismo, il padre del ragazzo suggerisce una ipotesi allarmante a Vallancourt. «Sarà andato da vostra figlia» dice. E questo è il momento in cui il Rettore della Scuola Superiore frequentata da Nancy telefona a Vallancourt. Nancy non si è presentata alla scuola. Nancy è sparita. Si è forse recata a un appuntamento con Keith, ignara e indifesa, come la ragazza di Port Palmetto? E se Keith ha già ucciso due volte, che cosa lo tratterrà dal commettere un terzo delitto? Ancora una prova convincente della superiorità di Ellery Queen, narratore di classe.

Cate, io

“Ci sono guerre che non hanno tregua, eroi senza fanfare. Caterina è una di questi: una veterana di diciassette anni, che comincia la lotta ogni mattina, entrando nella tortura dei vestiti. Perché Caterina è obesa, e l’unica normalità che conosce è tra le mura di casa, in una famiglia di obesi. La sua identità scompare a contatto con il resto del mondo, perché fuori l’unico modo di sopravvivere è diventare Cate, la supereroina ferocemente autoironica il cui potere è quello di “essere il paragone che salva”: nessuna è più brutta, più grassa o più sola di lei. Caterina va a testa alta per il mondo ostile: attraversa le selve dei soprannomi, si veste del desiderio di essere invisibile, rifiuta la pietà degli altri. Il suo posto nel mondo è gravato dalla sproporzione, ma la sua scialuppa di salvataggio è l’intelligenza, la sua arma il sarcasmo con cui anticipa su di sé il giudizio degli altri per anestetizzarlo prima che colpisca duro. Matteo Cellini entra a gamba tesa nella vita di Caterina, e senza sconti ci racconta la sua guerra. Lo fa talmente bene che non è la pietà per Cate quella che ci rimane, ma è il rispetto. Rispetto per questa eroina condannata al fuori misura, e rispetto per un autore che la misura – letteraria – invece la conosce bene, con un racconto durissimo e lieve, implosivamente normale e ferocissimamente pieno di tenerezza.” (Alessandra Casella)
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