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Il libro dei gatti tuttofare

Nel 1939 Eliot pubblicava l'”Old possum’s book of practical cats”: poesie sui gatti e le loro molteplici incarnazioni. Questo libro appartiene a una precisa sfera della tradizione inglese, quella di “Alice nel paese delle meraviglie” di Carrol, di “Peter Pan”. Ne deriva così un gioco verbale da cui emerge una sorta di organica visione del mondo. Un libro sui gatti e un libro sulle parole che gattescamente rimandano a loro. Quasi una filosofia della vita in versi filtrata dall’acuto sguardo felino. l’allarme di un treno… Alla fine i genitori decidono di mandarlo in collegio. Anche qui, tuttavia, riuscirà a combinarne di tutti i colori, ottenendo anche di sostituire la solita minestra di riso con la pappa col pomodoro.

Lascia stare i santi

Il 17 settembre del 1998, nella basilica di Santa Giustina a Padova, un piccolo gruppo di studiosi assiste all’apertura di una cassa di piombo, sigillata da oltre 400 anni. Dentro ci sono i resti di uno scheletro senza testa, di un uomo vissuto molti secoli fa. La sua identità, attribuita dalla tradizione, va verificata dalla scienza: sono davvero i resti di san Luca evangelista? O la reliquia autentica è custodita altrove, chissà dove? La risoluzione dell’enigma è affidata dal vescovo a storici, filologi, archeologi, e infine – fra pochi scienziati in un mare di umanisti – a Guido Barbujani, chiamato ad analizzare il dna dello scheletro e a sancirne la compatibilità con le tramandate origini del santo.
Una straordinaria e divertente avventura, non soltanto intellettuale: un lungo viaggio che porterà Barbujani fino in Siria, ad Aleppo, città millenaria, tra colonnelli corrotti, campioni di sangue clandestini e inconvenienti climatici. Ma anche nei recessi, a volte prosaici, a volte entusiasmanti, del lavoro dello scienziato, tra viaggi, congressi e sorprendenti incontri con grandi ricercatori. Una vicenda affascinante, sul confine tra Oriente e Occidente, ma anche su quello tra cultura umanistica e scientifica, ove la penna del Barbujani scienziato si confonde con quella, estremamente abile, del narratore.

L’arte Di Prender Marito

*Era un mattino di marzo, e un sole impaziente s’era alzato troppo presto, spargendo per l’aria azzurra e già calda l’oro della sua luce, il tepore del suo fiato. **La stazione era molto vicina alla casa di Emma, e a piedi era andata coi suoi ad augurare il buon viaggio ad un cugino ingegnere, che sposo da solo un mese doveva fare per l’ufficio suo un lungo viaggio e lasciar sola la sposa per qualche settimana.** Cugini e cugine e zii erano arrivati un po’ tardi e si dovette far economia di parole e di abbracciamenti. Un furia furia per prendere i biglietti, consegnare i bagagli, coll’accompagnamento di un grido monotono dei conduttori:  **– Facciano presto, signori, il treno parte.** E davanti ad un vagone di prima classe i parenti erano affollati, guardando il cugino ingegnere, che non poteva parlare; perchè sentiva che le parole gli sarebbero venute fuori, strozzate e singhiozzanti. * *Tutti si accontentavano di sorridere al viaggiatore, con un’aria che voleva essere un saluto e un augurio, ma era invece una mestizia mal dissimulata.*
*Chi non poteva sorridere, neppur dissimulando, era la sposa, che era entrata in vagone per dar l’ultimo bacio al viaggiatore. Cugini e cugine non guardavano se non per terra, con gesti impacciati; mentre la voce del conduttore ripeteva per la ventesima volta il suo monotono:*
*– Presto, signori, presto, si parte.*

L’Infanzia Violata. Storia Degli “Abusi” Sui Minori in Italia Nell’Ottocento E Nel Novecento

La storia che si studia nelle scuole è popolata soprattutto di grandi personaggi, perché è tradizionalmente attenta a chi nelle varie epoche ha gestito il potere. Dunque, quali esistenze potevano essere più prive di interesse di quelle dei bambini?
Questo libro ricostruisce, quindi, la poco nota storia della vita quotidiana dei bambini nell’Italia dell’Ottocento e del Novecento.
Diversamente da altri volumi pubblicati sull’argomento, questo non si restringe alla sola infanzia, ma dà spazio ai momenti precedenti la nascita (dalla formazione della futura coppia alla gravidanza) per poi seguire la vita di questi bambini sino al raggiungimento della maggiore età, dando sempre largo spazio a testimonianze dirette, ben più espressive di qualsiasi fredda statistica.
Così come tutti hanno avuto modo di leggere storie recenti di abusi sui minori, sono pochi quelli che conoscono le condizioni di vita dell’infanzia nel recente passato, al punto che in alcune persone si è generato il mito di un passato felice, nel quale i bambini e gli adolescenti vivevano forse in povertà ma amati, rispettati e soprattutto lontani dai pericoli dei giorni nostri.
La realtà del passato anche recente è invece ben diversa, ed è una realtà costellata di forme di violenza non solo talora altrettanto gravi e spregevoli quanto quelle odierne, ma soprattutto molto più diffuse.
L’Autore
Mario R. Storchi è autore di oltre venti volumi. Ha collaborato alla II Cattedra di Storia Contemporanea dell’Università di Napoli, pubblicando numerosi saggi e volumi di storia economica e sociale, tra i quali “Studi sul Regno di Napoli nel Decennio Francese”; “Prezzi, crisi agrarie e mercato del Mezzogiorno d’Italia”; “La vita quotidiana delle popolazioni meridionali”; “Il poco e il tanto”; pubblicati dalla Liguori di Napoli.
Per le Edizioni Manna ha realizzato numerosi testi tra cui “Internet… facile per tutti” ed “ECDL più”, che hanno avuto numerose edizioni e ristampe.

L’Infanzia Di Gesù

“L’infanzia di Gesù’ completa l’opera di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, universalmente conosciuta come ‘Gesù di Nazaret’. I primi due volumi, dedicati alla vita pubblica di Cristo – ‘Dal battesimo alla trasfigurazione’ e ‘Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione’ – sono stati pubblicati nel 2007 e nel 2011. «Finalmente posso consegnare nelle mani del lettore il piccolo libro da lungo tempo promesso sui racconti dell’infanzia di Gesù. Non si tratta di un terzo volume, ma di una specie di piccola “sala d’ingresso” ai due precedenti volumi sulla figura e sul messaggio di Gesù di Nazaret. Qui ho ora cercato di interpretare, in dialogo con esegeti del passato e del presente, ciò che Matteo e Luca raccontano, all’inizio dei loro Vangeli, sull’infanzia di Gesù. Un’interpretazione giusta, secondo la mia convinzione, richiede due passi. Da una parte, bisogna domandarsi che cosa intendevano dire con il loro testo i rispettivi autori, nel loro momento storico – è la componente storica dell’esegesi. Ma non basta lasciare il testo nel passato, archiviandolo così tra le cose accadute tempo fa. La seconda domanda del giusto esegeta deve essere: è vero ciò che è stato detto? Riguarda me? E se mi riguarda, in che modo? Di fronte a un testo come quello biblico, il cui ultimo e più profondo autore, secondo la nostra fede, è Dio stesso, la domanda circa il rapporto del passato con il presente fa immancabilmente parte della stessa interpretazione. Con ciò la serietà della ricerca storica non viene diminuita, ma aumentata. Mi sono dato premura di entrare in questo senso in dialogo con i testi. Con ciò sono ben consapevole che questo colloquio nell’intreccio tra passato, presente e futuro non potrà mai essere compiuto e che ogni interpretazione resta indietro rispetto alla grandezza del testo biblico. Spero che il piccolo libro, nonostante i suoi limiti, possa aiutare molte persone nel loro cammino verso e con Gesù.» JOSEPH RATZINGER – BENEDETTO XVI

L’indagine del tenente Gregory

Da cimiteri, obitori e camere ardenti spariscono misteriosamente i cadaveri. Un poliziotto, nella nebbia di un’inquietante Londra, deve risolvere un mistero che ha del fantastico e in cui sembra delinearsi addirittura la presenza del sovrannaturale. Ma ecco venirgli in aiuto un collega esperto in una delle scienze più moderne e più lontane dal clima delle storie gotiche: la statistica. Così la matematica, con le sue inflessibili certezze, fatte di numeri e logica, si contrappone all’ipotesi irrazionale e spaventosa suggerita dalla sparizione dei cadaveri. Ma non è detto che la spiegazione del mistero sia meno spaventosa e terribile delle sue agghiaccianti premesse…
La prima traduzione, dall’originale polacco ( *Sledztwo* , 1959), di un altro dei capolavori di uno dei più grandi scrittori polacchi del Novecento.

In un solo grammo di cielo

Emily l’ombrosa. Emily la solitaria della 4B. Emily la silenziosa dai capelli rosso fuoco. Nessuno, tranne lei, sa cosa si prova ad aver perso i genitori in un incidente stradale di cui è stata l’unica sopravvissuta. E nessuno può immaginare come ci si senta ad avere diciassette anni e vivere sotto lo stesso tetto con Milda, la zia acquisita, una macellaia dai modi burberi che la tratta come una novella Cenerentola, e in compagnia di sua figlia Greta, una ragazza che è l’esatto contrario di Emily: popolare a scuola, formosa, spregiudicata.
Tutto sembra destinato a rimanere così com’è, fin quando un giorno Emily – che da tempo mangia ormai troppo poco – perde le forze e viene affidata alle cure di un centro per ragazze con disturbi alimentari.
Lì, tra amicizie, inimicizie e nuove esperienze, scopre di avere dentro un’energia pronta a esplodere. Spetterà a lei decidere cosa farne: spingersi ancora di più verso il baratro o affrontare finalmente se stessa?
Chiara Iezzi scrive un romanzo sorprendente, in cui la protagonista ha la potenza dell’eroina di una fiaba, e il male esiste e si presenta con diverse forme. Ma può anche essere combattuto. **
### Sinossi
Emily l’ombrosa. Emily la solitaria della 4B. Emily la silenziosa dai capelli rosso fuoco. Nessuno, tranne lei, sa cosa si prova ad aver perso i genitori in un incidente stradale di cui è stata l’unica sopravvissuta. E nessuno può immaginare come ci si senta ad avere diciassette anni e vivere sotto lo stesso tetto con Milda, la zia acquisita, una macellaia dai modi burberi che la tratta come una novella Cenerentola, e in compagnia di sua figlia Greta, una ragazza che è l’esatto contrario di Emily: popolare a scuola, formosa, spregiudicata.
Tutto sembra destinato a rimanere così com’è, fin quando un giorno Emily – che da tempo mangia ormai troppo poco – perde le forze e viene affidata alle cure di un centro per ragazze con disturbi alimentari.
Lì, tra amicizie, inimicizie e nuove esperienze, scopre di avere dentro un’energia pronta a esplodere. Spetterà a lei decidere cosa farne: spingersi ancora di più verso il baratro o affrontare finalmente se stessa?
Chiara Iezzi scrive un romanzo sorprendente, in cui la protagonista ha la potenza dell’eroina di una fiaba, e il male esiste e si presenta con diverse forme. Ma può anche essere combattuto.

L’Idioma Degli Argentini

Che ci racconti del “truco”, grazie al quale i giocatori, dimesso l’io abituale, diventano “criollos” che «vogliono spaventare la vita a grida»; o di coltelli che cercano i sentieri della morte e del Chileno, signore dell’insolenza, che si dissangua a terra; o dell’origine del tango, la cui patria sono gli angoli delle case rosate dei sobborghi, la protervia domenicale del guappo e il chiasso delle popolane sui portoni; o di una notte serena capace di rivelare miracolosamente il «senso reticente o assente dell’inconcepibile parola “eternità”»; o della felicità, che «non è meno sfuggente nei libri che nella vita»; o del metodo insospettabile e segreto con il quale Cervantes suscita nel lettore «una reazione di compassione e perfino di collera di fronte alle infinite iniquità che affliggono l’eroe»; o, infine, delle differenze fra lo spagnolo degli spagnoli e quello della conversazione argentina, il Borges di questo libro giovanile, ripudiato e ora finalmente ritrovato, è già, inconfondibilmente, il grande Borges. E solo apparente è l’«aria enciclopedica e guerrigliera», giacché tre direzioni cardinali lo governano: «La prima è un sospetto, il linguaggio; la seconda è un mistero e una speranza, l’eternità; la terza è questo godimento, Buenos Aires».

Homo stupidus stupidus

È DISPONIBILE il nuovo saggio di VITTORINO ANDREOLI “IL RUMORE DELLE PAROLE”.È possibile scongiurare l’agonia in cui sta scivolando la nostra civiltà? Che ne è dell’uomo quando smarrisce i benefici garantiti dalla parte più evoluta del suo cervello? Quando delega le sue funzioni ad appendici digitali, vere e proprie protesi, innescando una regressione che cancella ogni traccia del salto evolutivo per cui è stato definito sapiens sapiens, diventando stupidus stupidus? Quando la nostra mente perde progressivamente la razionalità e l’affettività, e intanto muore l’etica, muoiono gli dèi, che vengono sostituiti dal denaro e dal successo? Vittorino Andreoli sa che l’uomo si può “rompere”, come psichiatra ha seguito e curato molti pazienti aiutandoli a sollevarsi dalle loro cadute. Ecco perché non ha perso la fede nell’uomo e nelle sue possibilità. In queste sue nuove pagine vuole lanciare un allarme e spingerci a riflettere sulla regressione del nostro tempo, che rischia di cancellare le conquiste che hanno segnato la storia dell’Occidente. Convinto che la morte di una civiltà possa essere osservata e testimoniata, e che se ne possano indicare i segni premonitori, mette a fuoco tre comportamenti talmente diffusi da essere diventati regole: la distruttività, la caduta dei princìpi primi che sono alla base del vivere sociale e l’uomo senza misura. Intorno a questi tre grandi temi, svolge la sua analisi arrivando alla conclusione che l’uomo vada ormai escluso dall’ambito della sapienza. Il tratto che oggi lo definisce meglio è l’essere stupidus, secondo il significato etimologico, che condivide la radice con “stupore”. Lascia infatti attoniti, sbalorditi, che un uomo possa assumere gli atteggiamenti dominanti nel nostro tempo, ma ancora più incredibile è che lo possa fare una comunità intera, un popolo. Un margine per invertire la rotta ancora c’è, per farlo occorre però riaffermare i princìpi che permettono il procedere della ragione, la bellezza della cooperazione contro l’esasperato individualismo, integrando sentimenti e razionalità.

Guerre puniche

Nelle Guerre puniche si fronteggiarono due visioni e due mondi. Cartagine, con modelli militari ellenici, ma dedita più alla navigazione e al commercio che alla guerra, fu poco indulgente con i suoi generali, verso cui esercitò un controllo rigidissimo. Se sconfitti, essi potevano essere uccisi dalle truppe, spesso rimossi dalle autorità, multati, persino crocifissi. Se vittoriosi, per timore potessero aspirare alla tirannide, erano visti con sospetto. Roma, già avviata al suo destino di caput mundi, vedeva invece nella guerra la realizzazione del volere del Fato e l’espressione dei propri valori di civiltà e religione. Se la seconda Guerra punica si chiuse con la disfatta cartaginese di Zama, che segnò l’epilogo dello scontro tra i due protagonisti, Scipione e Annibale, con la terza guerra Cartagine fu rasa al suolo e la sua civiltà si dissolse. Per la prima volta si affermò lo spirito imperialista romano, di dominazione totale dei propri nemici. **
### Sinossi
Nelle Guerre puniche si fronteggiarono due visioni e due mondi. Cartagine, con modelli militari ellenici, ma dedita più alla navigazione e al commercio che alla guerra, fu poco indulgente con i suoi generali, verso cui esercitò un controllo rigidissimo. Se sconfitti, essi potevano essere uccisi dalle truppe, spesso rimossi dalle autorità, multati, persino crocifissi. Se vittoriosi, per timore potessero aspirare alla tirannide, erano visti con sospetto. Roma, già avviata al suo destino di caput mundi, vedeva invece nella guerra la realizzazione del volere del Fato e l’espressione dei propri valori di civiltà e religione. Se la seconda Guerra punica si chiuse con la disfatta cartaginese di Zama, che segnò l’epilogo dello scontro tra i due protagonisti, Scipione e Annibale, con la terza guerra Cartagine fu rasa al suolo e la sua civiltà si dissolse. Per la prima volta si affermò lo spirito imperialista romano, di dominazione totale dei propri nemici.

Guerra senza limiti. L’arte della guerra asimmetrica fra terrorismo e globalizzazione

Certi libri traggono forza dagli eventi che li hanno seguiti. Allora una semplice descrizione realistica può essere additata come causa di quanto succederà, mentre i veri colpevoli sono coloro i quali non sono riusciti ad avvedersi di quanto stava già accadendo. Scritto tra il 1996 e il 1999 e proposto in Italia nell’ultima edizione curata dal Generale Fabio Mini, “Guerra senza limiti. L’arte della guerra asimmetrica tra terrorismo e globalizzazione” muove dall’analisi della Guerra del Golfo del 1991, primo esempio di nuova integrazione tecnologica in campo militare. Lo sguardo poi si amplia a scrutare “il volto del dio della guerra di oggi”. In un crescendo tramato di bagliori visionari, suggestioni letterarie e filosofiche, riflessioni geostrategiche e ricorso alla retorica combinatoria, il libro approda alla dimensione della interpretazione complessiva dell’epoca che stiamo vivendo e vivremo domani sotto il profilo delle conflittualità.

I Guardiani Del Potere

“Questi servi così formidabili sono sempre necessari, ma spesso fatali al trono del dispotismo”. (E. Gibbon) Nella storia tutte le forme di potere (clan, imperi, istituzioni religiose o politiche) si sono dotate di un corpo scelto di propri guardiani che ne garantiscono la difesa e la perpetuazione. Accade però che le finalità istituzionali cedano il passo a quelle di casta, che il prestigio guadagnato con la fedeltà di molti sia compromesso dai crimini di pochi, fattisi esperti di ricatto, corruzione, trame politiche e d’alcova. Tutti i “guardiani”, militari e non militari – siano essi eunuchi, pretoriani, giannizzeri, carabinieri, hackers – hanno capito che per mantenere il controllo sul potere non è necessario assumerlo direttamente: basta infiltrarsi e brigare tra la sfera pubblica e quella privata, tra sicurezza interna ed esterna, governo centrale e amministrazione locale, ideologia e prassi, etica e abuso. Ma non è detto che funzioni per sempre.

Gioco di sabbia

L’autobiografia di Uri Orlev, il più grande scrittore israeliano per ragazzi, autore dell’Isola in via degli uccelli. Questa è la storia di come un ragazzo ebreo attraversa l’Olocausto e diventa scrittore. Ma non è un racconto di disperazione, malgrado le atrocità e le tante morti di cui l’autore purtroppo da piccolo è stato testimone, né di sentimentalismi. Orlev ha vissuto esattamente come un bambino qualsiasi, con il coraggio e la straordinaria forza vitale dell’infanzia, come il protagonista di un’avventura, eroe invincibile di un racconto.

I Gialli Di Vicolo Voltaire – 2. Non Si Uccide Un Grande Mago

Annette e Fabrice sono alle prese con un autentico mistero: il leggendario mago Offenbach, re indiscusso dei prestigiatori, è in fin di vita. È stato aggredito durante il raduno dei più grandi maghi del mondo!
I due fratelli sono pronti a cominciare le indagini: l’unico indizio è un misterioso “uomo in frac” che è stato visto sulla scena del crimine. Che sia lui il colpevole?

La ghostwriter di Babbo Natale: Un racconto di Natale di Vani Sarca

Per la maggior parte delle persone il Natale è il periodo più bello dell’anno: strade illuminate, cene in famiglia, regali da scartare. Ma non per Vani Sarca. Per lei, che normalmente odia la prossimità delle persone, il Natale è il peggior incubo che si possa immaginare. Non vorrebbe fare altro che restarsene da sola a leggere i suoi amati libri e continuare a indossare il suo look noir, così poco in tono con le tinte natalizie. Eppure una ghostwriter come lei non può mai andare in vacanza, nemmeno a Natale: c’è sempre bisogno della sua dote speciale, della sua capacità di comprendere le persone solo da un gesto, da un’inflessione della voce, da un atteggiamento. Insomma, anche sotto le feste deve vestire i panni di qualcun altro… e non di uno qualunque, ma addirittura di Babbo Natale.

Il gatto dagli occhi d’oro

Leila, undici anni, comincia le medie in una nuova scuola, con nuovi compagni che sembrano sempre vestiti a festa. Lei, che vive con la madre in una casupola al limitare della zona delle paludi e arriva da una scuola elementare considerata di serie B, nella nuova classe viene emarginata e umiliata. Ma Leila è intelligente, ha voglia di imparare, è ottimista e non si fa piegare.
Nel frattempo il dottor Rossi, il veterinario di un paese vicino, ha perso Favola, una splendida basset-hound tricolore che un giorno piomba a casa di Leila e le cambia la vita.
In tutto questo, misteriosamente, fa la sua comparsa uno striminzito e sofferente gatto dagli occhi d’oro… **
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Leila, undici anni, comincia le medie in una nuova scuola, con nuovi compagni che sembrano sempre vestiti a festa. Lei, che vive con la madre in una casupola al limitare della zona delle paludi e arriva da una scuola elementare considerata di serie B, nella nuova classe viene emarginata e umiliata. Ma Leila è intelligente, ha voglia di imparare, è ottimista e non si fa piegare.
Nel frattempo il dottor Rossi, il veterinario di un paese vicino, ha perso Favola, una splendida basset-hound tricolore che un giorno piomba a casa di Leila e le cambia la vita.
In tutto questo, misteriosamente, fa la sua comparsa uno striminzito e sofferente gatto dagli occhi d’oro…