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Il dodicesimo giurato

Edward Carne, un famoso conduttore televisivo, è sotto processo per l’assassinio della moglie. Quasi non riuscisse a scrollarsi di dosso la sua immagine televisiva, ostenta in corte un atteggiamento provocatorio e indifferente. Ma dentro gli ribollono panico, rabbia e disperazione. Dodici persone, che non sanno niente di lui, stanno per decidere la sua sorte. Un professore di Oxford, la segretaria di un dentista, un idraulico, un podologo, una donna di casa…che cosa possono sapere del suo passato, delle sue motivazioni, della sua vita intima? Ascoltando il dodicesimo giurato, Robert Quinn, mentre ripete la formula del giuramento, Carne intuisce in lui il jolly del gruppo. Quello che non può sapere è che la posizione di Quinn nella giuria non è regolare poiché ha un personale interesse nel processo, e che il proprio destino è nelle sue mani…

Il disertore

Scritto nel 1952, Il disertore ha dovuto attendere 64 anni prima di venire alla luce in Germania. Ritrovato tra le carte di Siegfried Lenz dopo la morte dello scrittore, pubblicato perciò postumo dall’editore Hoffmann und Campe, il romanzo ha suscitato una eco enorme, riaccendendo il dibattito attorno alle colpe e alle rimozioni della Germania negli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale. Lenz che, poco prima della fine del conflitto, aveva disertato ed era riparato in Danimarca, fu costretto, nel 1952, a riporlo nel cassetto dopo che il suo editore del tempo, un ex membro delle SS, si rifiutò di pubblicarlo. Arricchito da amare riflessioni sulla Germania, sulla patria e sulla guerra, l’opera è un romanzo intenso e fortemente pacifista cui non è certamente estranea l’esperienza di prigioniero di guerra di Lenz in un campo dello Schleswig-Holstein. Walter Proska, giovane soldato tedesco proveniente dalla Masuria, scampato a un attentato delle forze partigiane a un treno di trasporto delle truppe diretto a Kiev, si ritrova, nell’ultima estate della Seconda guerra mondiale, a ‘Waldesruh’, un forte che non ha nulla della pace silvestre che promette il suo nome. La foresta, infestata da mosche e zanzare, pullula di partigiani armati e il caldo è asfissiante. Tra quelle anguste mura, i soldati reagiscono ognuno a modo suo. Il sottufficiale Willi Stehauf elargisce sigarette, acquavite e sapone; Zwiczosbirski, ‘Gamba’, intraprende una battaglia persa contro un enorme luccio; Ferdinand Ellerbrok, ‘Tonto’, un trasandato ex artista di circo, cerca di addestrare una gallina; Wolfgang Kürschner, ‘Pan di latte’, scrive lunghe lettere in cui discetta in modo grave e approfondito di morte e di conforto. E Proska si pone domande sempre piú pressanti: che cosa è piú importante, il dovere o la coscienza? Chi è il vero nemico? Si può agire senza rendersi colpevoli? E dove è finita la bella Wanda, la ragazza dai capelli rossi lucenti come seta e gli occhi turchesi scesa dal treno poco prima che saltasse in aria? Romanzo che narra di un giovane uomo posto dalle circostanze della storia dinanzi alla piú ardua delle decisioni – scegliere tra la cieca appartenenza alla propria terra e il proprio sentimento della giustizia – Il disertore si segnala come una delle opere piú rilevanti sugli anni che sconvolsero l’Europa e il mondo.

(source: Bol.com)

Il discepolo

Dave Nolan è un ragazzo appassionato di splatter che conosce tale Conrad Rathbone, un anziano signore solo e malato a cui sua madre Helena fa da governante. Il vecchio è in realtà un ex serial killer che individua in Dave il suo discepolo, comincerà così a descrivere al ragazzo gli omicidi che ha commesso nel passato.

Il disagio della postmodernità

Non esistono guadagni senza perdite, e il sogno di una felicità per il guadagno, depurata del dispiacere per la perdita, è altrettanto vano della proverbiale speranza di un pranzo gratis. I guadagni e le perdite connessi a ognuno dei vari sistemi di convivenza umana vanno accuratamente conteggiati, per tentare di pareggiarli il più felicemente possibile. Ma non è mai esistito, e mai esisterà, un bilancio dove ci sia la voce dell”avere’, ma non quella del ‘dare’. La gioia della vita civile si ottiene solo insieme alla sofferenza, la soddisfazione va sottobraccio al disagio e l’obbedienza alla ribellione. La civiltà, quest’ordine artificiale imposto sul disordine naturale dell’umanità, è un baratto, un compromesso sempre rimesso in questione e volta a volta rinegoziato. Il disagio della postmodernità è uno dei libri fondamentali di Bauman. Una lettura imprescindibile per chiunque voglia capire il suo tempo in tutte le sue implicazioni e le sue contraddizioni.

(source: Bol.com)

Il direttorato

“E’ un romanzo ricco di incognite, ma non è mia intenzione anticipare qui i misteri di cui il testo abbonda, nella miglior tradizione fantascientifica: no, questo spetta al lettore e fa parte dei suoi piaceri… Il romanzo è diviso in due storie, quelle di Pepper e di Kandid, due personaggi con molte affinità ma anche notevoli differenze… Kandid, per esempio, sperimenterà in prima persona l’enigma fondamentale e la straordinaria esperienza che è al centro del romanzo, cioè la Foresta, mentre Pepper lo farà solo indirettamente, attraverso l’Organizzazione per lo Studio e lo Sfruttamento della Foresta (nota pure come Direttorato)… Ma che cosa sono le due immense, soffocanti entità note come la Foresta e il Direttorato? Se nel secondo caso la risposta è relativamente semplice – un organismo burocratico di stampo kafkiano – nel caso della Foresta possiamo solo dire che si tratta, come nei romanzi della LeGuin, della parola-chiave per comprendere un intero mondo…” Darko Suvin

Il dio prigioniero

Jody è una bambina che ha il potere di parlare con gli animali. Viene così contattata da un mostro marino che le chiede aiuto, l’incredibile e maggior attrazione di Neptuneland, il nuovo parco acquatico della città. La bambina si rivolgerà così a Dylan Dog affinché la aiuti a liberarlo.

Il dio impossibile

Il percorso di coincidenze a ostacoli che ha portato alla luce questa trilogia non programmatica è scritto sul sentiero ancora frastagliato della letteratura italiana degli ultimi vent’anni. Il dio impossibile non esisteva nella mente del Walter Siti che quasi cinquantenne dava alle stampe con raziocinio kamikaze il suo primo e, nelle sue intenzioni, ultimo romanzo con protagonista un altro Walter Siti, quello che stava vivendo un’esistenza parallela facendo della verità menzogna e delle bugie il suo segreto profondissimo e pubblico. “Ordigno inesploso” che tutto aveva in ventre ma che per compiersi ha avuto bisogno della carne e dell’evoluzione dei romanzi successivi. E se Un dolore normale affermava la presa di coscienza di un sopravvissuto capace di raffinatissime bassezze, Troppi paradisi con il suo “Mi chiamo Walter Siti, come tutti” è stato un autentico detonatore di poetica. Se tutto è vero, allora anche il falso è vero, bisogna crederci e credere, disseminare le giuste tracce, depistare, incantare con una prosa perfetta e capace di ogni abiezione e disinvolto piacere. In questo libro mastodontico e prezioso il Walter Siti scrittore ha seguito le tracce del Walter Siti personaggio e il suo destino che non prevedeva felicità. Lo ha guardato in faccia forse per la prima volta, ma sicuramente per la prima volta lo ha inchiodato alle proprie responsabilità riaffrontandone le nevrosi, le fughe, i plagi. Il dio impossibile è un libro-monumento indispensabile per capire cosa sia successo in Italia mentre si teorizzava il tramonto delle ideologie e l’appeal dell’inorganico ma guardavamo altrove. Al lettore sembrerà di leggere la cronaca della nostra intimità, del nostro male, della fine del Paese. E leggere nelle radici riannodate della nostra storia recente l’orrido selfie della nostra anima può essere un esercizio crudele che vivamente consigliamo. Parrebbe semplicistico chiudere con un “Walter Siti c’est moi” ma senza dubbio non spaventa dire che “Walter Siti c’est en moi”, in una spericolata arrampicata sul nulla. O sul suo contrario.
(source: Bol.com)

Il dio di Gotham

New York, 1845. Timothy Wilde gestisce un bar e sogna di sposare la ragazza che ha sempre amato in silenzio, ma un incendio lo lascia sfigurato, senza lavoro e senza casa. Il fratello gli procura un impiego nella neonata polizia e Timothy lo accetta senza entusiasmo, anche perché la sua zona di competenza è a due passi da Five Points, il peggior quartiere della città. Una notte, durante la ronda, Timothy si imbatte in una bambina in vestaglia e coperta di sangue, che gli racconta una storia improbabile secondo la quale decine di suoi coetanei sarebbero stati uccisi e sepolti nella foresta a nord della 23ma Strada. Perplesso, Timothy decide comunque di verificare, e scopre una catena di omicidi dietro la quale sembra nascondersi un disegno crudele e onnipotente.

***

‘Un libro sensazionale nel raccontarci le difficoltà del lavoro di polizia per un gruppo di ”stelle di rame” senza alcun addestramento, impegnate in turni di sedici ore per impedire agli abitanti dei bassifondi di derubarsi, picchiarsi, stuprarsi e uccidersi uno con l’altro’.

Marilyn Stasio, ‘The New York Times Book Review’

(source: Bol.com)

Il Dio delle nebbie

Dopo aver perso la grande battaglia contro le Spine, la città di Deepgate è stata soggiogata. Gran parte delle catene che la tengono sospesa sopra l’Abisso hanno ceduto e il tempio “un labirinto di torri, edifici in pietra e sotterranei da dove i sacerdoti della Chiesa di Ulcis, il Raccoglitore d’Anime, avevano amministrato la teocrazia che governava la città” sembra ormai sul punto di precipitare nelle profondità della terra… Anche il giovane angelo Dill, l’ultimo degli arconti, è impotente e rassegnato: a causa della morte di Ulcis, infatti, le anime intrappolate nell’Abisso stanno invadendo Deepgate, portando morte e distruzione. L’unico essere che potrebbe fronteggiare e neutralizzare questa minaccia è Cospinol, ma il dio del mare è intrappolato da più di tremila anni in una nave marcescente avvolta dalla nebbia. Il giorno del suo arrivo perciò è ancora lontano e, con la città ormai soffocata da una spirale di violenza, toccherà ancora una volta a Dill affrontare le proprie paure e angosce per compiere il destino della sua gloriosa stirpe: l’inferno è in attesa della sua anima…

Il dio della logica

Gigante della logica del Novecento e tra i massimi pensatori di ogni epoca, definito dalla rivista Time ‘il matematico del secolo’, Kurt Gödel ha legato il suo nome al celebre teorema di incompletezza, ma le sue ricerche hanno spaziato in ogni campo, dalla logica alla cosmologia e persino alla teologia, giungendo a esiti visionari e illuminanti, quando non addirittura rivoluzionari. Non a caso, le sue scoperte sono state uno strumento fondamentale per Alan Turing nella progettazione del computer. E non è un caso che a Princeton Albert Einstein cercasse la compagnia di Gödel per conversare con lui di scienza, filosofia e politica durante lunghe passeggiate quotidiane.

Nel Dio della logica, in cui compare anche un prezioso inedito tratto da una conferenza tenuta da Gödel nel 1934, Piergiorgio Odifreddi ci consegna una rigorosa biografia scientifica non priva di gustosi aneddoti e felici divagazioni filosofiche, ricostruendo l’avventura intellettuale di un genio che ebbe una brillante carriera accademica e illustri riconoscimenti in vita, ma fu anche uomo schivo, ipocondriaco e paranoico, preda di ossessioni e paure che lo tormentarono fino alla morte.

(source: Bol.com)

Il diavolo vola a Hollywood

Brooke non ha mai creduto nell’amore a prima vista. E invece, in una sera come tante, a un concerto nel Village ha incontrato Julian, o meglio, ha sentito la sua voce calda e suadente mentre si esibiva sul palco del locale, e non è più riuscita a toglierselo dalla mente. Conoscerlo non è stato facile, soprattutto perché non poteva contare sull’aiuto delle amiche che consideravano quel tipo con la maglietta slavata e i jeans bucati un perfetto sfigato. Ma dopo qualche appostamento strategico, Brooke è riuscita a farsi notare e Julian ha ceduto al suo fascino nel giro di pochi brani musicali.
Qualche anno dopo, Brooke e Julian sono sposati e innamorati come il primo giorno. Certo la vita di Brooke non è una passeggiata, dato che deve lavorare venti ore al giorno per permettere al marito di realizzare il suo sogno di incidere un disco, anche se per ora è riuscito a ottenere solo uno stage alla Sony. Ma il mondo dello spettacolo, si sa, è imprevedibile e, nel giro di poche settimane, Julian si trova a cantare in un famoso programma televisivo e l’America pare non poter più fare a meno di lui. Dal canto suo Brooke, che per il successo di Julian ha sacrificato tutto e che ora potrebbe godersi favolose notti in alberghi cinque stelle nel cuore di Hollywood, non sembra poi così soddisfatta della nuova situazione. Anche perché quell’uomo sexy che campeggia sulle copertine delle più importanti riviste non le sembra neanche lontanamente simile al marito con cui ha condiviso gli ultimi anni.
Ora sta a lei capire se vale la pena farsi tentare dal diavolo e vivere al massimo il successo hollywoodiano oppure tornare alla sua vecchia vita, scaldata non dai riflettori ma da un amore vero.
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### Sinossi
Brooke non ha mai creduto nell’amore a prima vista. E invece, in una sera come tante, a un concerto nel Village ha incontrato Julian, o meglio, ha sentito la sua voce calda e suadente mentre si esibiva sul palco del locale, e non è più riuscita a toglierselo dalla mente. Conoscerlo non è stato facile, soprattutto perché non poteva contare sull’aiuto delle amiche che consideravano quel tipo con la maglietta slavata e i jeans bucati un perfetto sfigato. Ma dopo qualche appostamento strategico, Brooke è riuscita a farsi notare e Julian ha ceduto al suo fascino nel giro di pochi brani musicali.
Qualche anno dopo, Brooke e Julian sono sposati e innamorati come il primo giorno. Certo la vita di Brooke non è una passeggiata, dato che deve lavorare venti ore al giorno per permettere al marito di realizzare il suo sogno di incidere un disco, anche se per ora è riuscito a ottenere solo uno stage alla Sony. Ma il mondo dello spettacolo, si sa, è imprevedibile e, nel giro di poche settimane, Julian si trova a cantare in un famoso programma televisivo e l’America pare non poter più fare a meno di lui. Dal canto suo Brooke, che per il successo di Julian ha sacrificato tutto e che ora potrebbe godersi favolose notti in alberghi cinque stelle nel cuore di Hollywood, non sembra poi così soddisfatta della nuova situazione. Anche perché quell’uomo sexy che campeggia sulle copertine delle più importanti riviste non le sembra neanche lontanamente simile al marito con cui ha condiviso gli ultimi anni.
Ora sta a lei capire se vale la pena farsi tentare dal diavolo e vivere al massimo il successo hollywoodiano oppure tornare alla sua vecchia vita, scaldata non dai riflettori ma da un amore vero.

Il diavolo in amore

Il Diable amoureux di Jacques Cazotte è scritto in ragionevole e chiara prosa francese, ma il suo intreccio è fantastico. Lo stile, deliberatamente frivolo, suole giocare col terrore ma non si propone mai di allarmarci. Cazotte non poteva prevedere che la sua favola sarebbe stata sottoposta alla mitologia patologica del recente Procuste, Sigmund Freud.

Il Diario delle Fate

Serana e Meteora erano due bellissime fate sorelle, dame della Regina della Luce, e vivevano nel Boscoverde. Un giorno, senza volerlo, avevano scoperto un segreto che doveva rimanere nascosto e da quel momento la loro vita era cambiata per sempre. La regina aveva deciso infatti di punirle, separandole e mandandole in esilio sulla Terra: Serana a New York e Meteora a Milwaukee. Come angeli caduti, le due sorelle sono ormai sole, private dei loro poteri magici e soprattutto della loro bellezza e giovinezza. Si trascinano stanche nelle città in cui vivono, affrante per la nostalgia l’una dell’altra e per il ricordo struggente del luogo paradisiaco da cui provengono. Cercano con tutte le forze un modo per comunicare tra loro, senza riuscirvi. Ma la loro presenza sulla Terra è davvero soltanto una punizione? Qual è il vero motivo per cui la Regina della Luce le ha mandate tra gli uomini? Una fiaba piena di poesia in cui convivono l’umano e il soprannaturale, i rumori della metropoli e la magia di un mondo incantato.