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FIGLI DELL’ABISSO

Jon West, un giovane, brillante cadetto, figlio di una ricca famiglia americana, aspira a far parte dell’eletta schiera degli Astronauti, gli eroi delle Nazioni Unite nell’anno 2039. Jon vuole la notorietà, la gloria personale, la bella divisa scarlatta… e il dover rinunciare a tutto questo per cause indipendenti dalla sua volontà, fa di lui un uomo insofferente, ammalato di autocommiserazione. Andrà nel Servizio Abissale, quasi per nascondersi, forse per farla finita. Ma laggiù, tra pericoli spaventosi come la pressione dell’acqua, tra mostri orripilanti e crudeli come il «divoratore nero», troverà nelle incredibili città sottomarine, anche altri uomini. Uomini come Yeager, l’amico per eccellenza, come Clarence, il debole orfano perseguitato, dall’anima di poeta, come il vecchio Sam, esploratore spericolato ed esperto, come il Comandante Moxson, ferreo ed umano, come l’esasperato Sprague che vive nel ricordo di un amato padre ucciso dal mare per colpa degli uomini. A contatto di queste vite dedicate al Servizio per amore del mare, il grande fascinatore, troverà l’animo generoso di Jon il suo equilibrio? Sfondo a questa vicenda umana e toccante è il mare, principio di ogni vita, con le sue creature terribili ed ingannatrici, con le sue perle ed i suoi fiori, con le sue luci di sogno e la sua oscurità paurosa. Il mare, fonte inesauribile di ogni tesoro, dominato dall’uomo, dal suo coraggio, dalla sua intelligenza, dalla sua ricerca scientifica sempre più profonda, dalle sue macchine.
Copertina di Curt Caesar

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Fiabe dei nativi americani: Miti e racconti

Questa antologia presenta un frammento dell’immenso patrimonio di narrazioni, leggende, miti, canti e preghiere dei nativi americani raccolto e trascritto, soprattutto a partire dalla fine del XIX secolo, da antropologi, etnologi e linguisti. Leggere questi racconti permette di andare al cuore del mondo che è indispensabile alla terra americana, al suo sogno, alla sua immaginazione e anche al suo destino. In effetti i nativi sono al centro, sono l’essenza dello spirito e dell’esperienza americana, e questo conferisce loro caratteristiche uniche e distinte. Le loro storie sono un punto di partenza per iniziare veramente a “scoprire” quel continente chiamato America.

Fiabe dei nativi americani

Questa antologia presenta un frammento dell’immenso patrimonio di narrazioni, leggende, miti, canti e preghiere dei nativi americani raccolto e trascritto, soprattutto a partire dalla fine del XIX secolo, da antropologi, etnologi e linguisti. Leggere questi racconti permette di andare al cuore del mondo che è indispensabile alla terra americana, al suo sogno, alla sua immaginazione e anche al suo destino. In effetti i nativi sono al centro, sono l’essenza dello spirito e dell’esperienza americana, e questo conferisce loro caratteristiche uniche e distinte. Le loro storie sono un punto di partenza insostituibile per iniziare veramente a ”scoprire” quel continente chiamato America.
(source: Bol.com)

Festa senza invito

È dicembre e Ami si ritrova, suo malgrado, a svolgere temporaneamente l’attività d’intervistatrice per strada. Tutto scorre normale finché un giorno si avvicina a un nuovo e lussuosissimo albergo di proprietà del potente uomo d’affari North Kendrick. Notata dagli efficienti uomini del servizio di sicurezza, viene invitata ad allontanarsi perché scambiata nientemeno che per una passeggiatrice! Ami, umiliata e ferita nell’orgoglio, medita vendetta e la sera dell’inaugurazione dell’hotel escogita un piano davvero perfetto…

Ferrovia

Ivan e una Brescia che sembra troppo stretta per lui. Ivan e Anna. Poi Ivan e Bologna. Ivan e, soprattutto, un viaggio, non solo metaforico, di iniziazione e di ricerca di se stesso, in uno spaccato splendido e ricco di particolari, scritto con uno stile gradevole ed azzeccato.

Fermate le macchine!

Perché la rivoluzione digitale ha tanto successo? Perché è comoda, innanzitutto, e ha reso il mondo facile, confortevole, «smart». Vediamo gli amici senza uscire di casa, facciamo la spesa e organizziamo un viaggio sdraiati sul divano.
Una serie di macchine sempre più perfette ci risparmiano ogni fatica, e presto ci sostituiranno in ogni tipo di azione, dalla guida di un’auto alle operazioni chirurgiche. Conveniente, no? E ora guardiamo l’altra faccia di questa fantastica realtà: scompaiono le professioni e si diffondono i «lavoretti» della gig economy, squalificati e sottopagati; ogni volta che entriamo in internet siamo inconsapevolmente guidati fra prodotti, servizi e informazioni da un algoritmo che li ha selezionati per noi sulla base delle preferenze indicate dai nostri clic.
I **big data**, le immense banche dati in cui tutti siamo profilati e vendibili per pubblicità mirate, arricchiscono un pugno di aziende che controllano le tecnologie e fanno di tutto per non pagare le tasse. Pensiamo di essere più liberi e invece ci sottoponiamo volontariamente al più gigantesco sistema di controllo sociale mai creato. Chi fa un’obiezione è un nemico del progresso, un liberticida. Mentre i tecnoentusiasti celebrano il potere dei social network che rendono tutto trasparente e pubblico. Perché allora perfino i guru della **Silicon Valley**hanno cominciato a temere lo strapotere tecnologico?
In un saggio appassionato, provocatorio, ricco di informazioni e autorevoli testimonianze, **Francesco Borgonovo** indaga il lato oscuro della rivoluzione digitale, le sue conseguenze sul lavoro, la salute, la società. E spiega le ragioni per cominciare a dubitare di un sistema che sta trasformando il mondo in un paradiso per i robot e in un incubo per gli esseri umani.
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### Sinossi
Perché la rivoluzione digitale ha tanto successo? Perché è comoda, innanzitutto, e ha reso il mondo facile, confortevole, «smart». Vediamo gli amici senza uscire di casa, facciamo la spesa e organizziamo un viaggio sdraiati sul divano.
Una serie di macchine sempre più perfette ci risparmiano ogni fatica, e presto ci sostituiranno in ogni tipo di azione, dalla guida di un’auto alle operazioni chirurgiche. Conveniente, no? E ora guardiamo l’altra faccia di questa fantastica realtà: scompaiono le professioni e si diffondono i «lavoretti» della gig economy, squalificati e sottopagati; ogni volta che entriamo in internet siamo inconsapevolmente guidati fra prodotti, servizi e informazioni da un algoritmo che li ha selezionati per noi sulla base delle preferenze indicate dai nostri clic.
I **big data**, le immense banche dati in cui tutti siamo profilati e vendibili per pubblicità mirate, arricchiscono un pugno di aziende che controllano le tecnologie e fanno di tutto per non pagare le tasse. Pensiamo di essere più liberi e invece ci sottoponiamo volontariamente al più gigantesco sistema di controllo sociale mai creato. Chi fa un’obiezione è un nemico del progresso, un liberticida. Mentre i tecnoentusiasti celebrano il potere dei social network che rendono tutto trasparente e pubblico. Perché allora perfino i guru della **Silicon Valley**hanno cominciato a temere lo strapotere tecnologico?
In un saggio appassionato, provocatorio, ricco di informazioni e autorevoli testimonianze, **Francesco Borgonovo** indaga il lato oscuro della rivoluzione digitale, le sue conseguenze sul lavoro, la salute, la società. E spiega le ragioni per cominciare a dubitare di un sistema che sta trasformando il mondo in un paradiso per i robot e in un incubo per gli esseri umani.
### Dalla seconda/terza di copertina
È stato caporedattore del quotidiano Libero e autore del talk show politico la Gabbia su La7. Oggi è vicedirettore de la Verità e conduce Iceberg su Telelombardia. Ha pubblicato, tra l’altro, Tagliagole (Bompiani).

Femminismo per il 99%

Abbiamo bisogno di un femminismo che dia la priorità alle vite delle persone.

Davvero la massima realizzazione per le donne è quella di arrivare a occupare posti di potere nelle gerarchie delle grandi aziende capitaliste? È quel che ci dice il femminismo liberale, che aspira a rompere il soffitto di cristallo, mentre non si preoccupa affatto delle esigenze della stragrande maggioranza delle donne. Esigenze come la lotta contro lo sfruttamento sul lavoro e i diritti sindacali; il riconoscimento della loro fondamentale funzione di cura dei figli, caricata sulle donne in favore della massimizzazione dei profitti; il diritto alla salute e a un ambiente non inquinato; la lotta contro ogni forma di razzismo e guerra. Oggi che il sistema di valori liberisti è in crisi e stiamo vivendo una nuova ondata femminista internazionale, abbiamo lo spazio per creare un altro femminismo: anticapitalista, antirazzista ed ecosocialista.

Cinzia Arruzza, Tithi Bhattacharya e Nancy Fraser sono state tra le principali organizzatrici dello sciopero internazionale delle donne negli Stati Uniti.

(source: Bol.com)

Felicità perduta (Leggereditore Narrativa)

Jack Mc Lachlan è più soddisfatto di quanto non ritenesse possibile. In Laurelyn Prescott ha trovato più di quanto desiderasse, con lei ha scoperto bisogni che non sapeva nemmeno di avere. La vita sorride ai due neo sposi, ma la loro beatitudine è destinata a durare poco. Il passato oscuro di Jack presto torna a galla e mette a dura prova la serenità della coppia. Lui vorrebbe soltanto proteggere sua moglie, ma tenerla lontana dai peccati della sua vita precedente si dimostra impossibile. Riusciranno Jack e Laurelyn a ritrovare la felicità perduta, e a mantenere la promessa di amore eterno, con i fantasmi del passato che non perdono occasione per tornare a tormentarli?
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### Sinossi
Jack Mc Lachlan è più soddisfatto di quanto non ritenesse possibile. In Laurelyn Prescott ha trovato più di quanto desiderasse, con lei ha scoperto bisogni che non sapeva nemmeno di avere. La vita sorride ai due neo sposi, ma la loro beatitudine è destinata a durare poco. Il passato oscuro di Jack presto torna a galla e mette a dura prova la serenità della coppia. Lui vorrebbe soltanto proteggere sua moglie, ma tenerla lontana dai peccati della sua vita precedente si dimostra impossibile. Riusciranno Jack e Laurelyn a ritrovare la felicità perduta, e a mantenere la promessa di amore eterno, con i fantasmi del passato che non perdono occasione per tornare a tormentarli?

Federico il Grande

Da giovane era stato il figlio ribelle e avventuroso di un padre violento e militarista; amava la musica, suonando e componendo con estro; leggeva instancabilmente, e la conversazione con i filosofi era nella sua giornata la cosa più importante; dichiarava il re «il primo servitore dello Stato» e la «corona un cappello che lascia passare la pioggia». Eppure, in una politica europea già spregiudicata, Federico il Grande inaugurò un cinismo aggressivo, strumento della volontà di potenza entrata – secondo alcuni storici -nei geni maligni dell’Europa futura; era sleale e ingrato, «il malvagio uomo» lo chiamava Maria Teresa d’Austria. Si reputava un philosophe innanzitutto: strano philosophe che disprezzava l’umanità. Figura doppia, contraddittoria, enigma sfuggente, e quindi soggetto ideale per una biografia. Alessandro Barbero – storico, storico militare, scrittore di romanzi storici, curatore di programmi culturali in televisione – parte dal dettaglio della vita quotidiana del monarca prussiano, per condurre il lettore a riflettere su cos’è la grandezza nella storia, e cos’era nel Settecento la grandezza. In un procedere incalzante e pieno di brio, come una conversazione, che rende l’esattezza del saggio seducente quanto un bel racconto.
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Fedeltà

«*Che parola sbagliata, amante. Che parola sbagliata, tradimento*».
Siamo sicuri che resistere a una tentazione significhi essere fedeli? E se quella rinuncia rappresentasse il tradimento della nostra indole più profonda? La fedeltà è un’àncora che ci permette di non essere travolti nella tempesta, ma è anche lo specchio in cui ci cerchiamo ogni giorno sperando di riconoscerci. Marco Missiroli lo racconta andando al cuore dei suoi personaggi: lui, lei, l’altra, e l’altro. Noi stessi. Preparatevi a leggere la vostra storia.
«Il malinteso», così Carlo e Margherita chiamano il dubbio che ha incrinato la superficie del loro matrimonio. Carlo è stato visto nel bagno dell’università insieme a una studentessa: «si è sentita male, l’ho soccorsa», racconta al rettore, ai colleghi, alla moglie, e Sofia conferma la sua versione. Margherita e Carlo non sono una coppia in crisi, la loro intesa è tenace, la confidenza il gioco pericoloso tra le lenzuola. Le parole fra loro ardono ancora, così come i gesti. Si definirebbero felici. Ma quel presunto tradimento per lui si trasforma in un’ossessione, e diventa un alibi potente per le fantasie di sua moglie. La verità è che Sofia ha la giovinezza, la libertà, e forse anche il talento che Carlo insegue per sé. Lui vorrebbe scrivere, non ci è mai riuscito, e il posto da professore l’ha ottenuto grazie all’influenza del padre. La porta dell’ambizione, invece, Margherita l’ha chiusa scambiando la carriera di architetto con la stabilità di un’agenzia immobiliare. Per lei tutto si complica una mattina qualunque, durante una seduta di fisioterapia. Andrea è la leggerezza che la distoglie dai suoi progetti familiari e che innesca l’interrogativo di questa storia: se siamo fedeli a noi stessi quanto siamo infedeli agli altri? La risposta si insinua nella forza quieta dei legami, tenuti insieme in queste pagine da Anna, la madre di Margherita, il faro illuminante del romanzo, uno di quei personaggi capaci di trasmettere il senso dell’esistenza. In una Milano vivissima, tra le vecchie vie raccontate da Buzzati e i nuovi grattacieli che tagliano l’orizzonte, e una Rimini in cui sopravvive il sentimento poetico dei nostri tempi, il racconto si fa talmente intimo da non lasciare scampo.

Fedeli a oltranza. Un viaggio tra i popoli convertiti all’Islam

Nel 1995, Naipaul torna dopo circa vent’anni in quattro paesi sconvolti, in diversa misura, dal trionfo dell’Islam. In Indonesia, un’antica società pastorale ha lasciato il posto a una teocrazia governata dai grattacieli di Giakarta, dove i nuovi manager si genuflettono alla Mecca – ma senza perder d’occhio l’andamento, sullo schermo, dei corsi azionari. In Iran, l’ayatollah Khalkhalli, il Višinskij di Khomeini, è agli arresti domiciliari, mentre nella sua Qom ogni furore iconoclasta – che non sia la pratica interdetta del bridge, o l’acquisto clandestino di cd – appare spento. In Pakistan, l’oro saudita con cui il presidente Zia è andato al potere è servito essenzialmente a scatenare faide tribali che si credevano sepolte da secoli. Intanto, in Malesia, la gioventù islamica fa proseliti, vaticinando per la nazione un futuro da grande potenza del Sud-Est asiatico. Nel corso del viaggio, e degli incontri, il taccuino di Naipaul si riempie di storie e osservazioni secche, nitide, mai prevedibili, restituendoci una carta aggiornata e preoccupante di quel tifone ideologico – il fondamentalismo islamico – di cui l’Occidente sembra non voler conoscere le traiettorie, ma dal quale continua a temere di essere travolto. *Fedeli a oltranza* è stato pubblicato per la prima volta nel 1998.

Febbre

Che fine ha fatto Janice, la moglie di Mitchell Krochek? Fuggita, scomparsa o peggio? Era già successo in passato che, presa dalla febbre del gioco, la donna mancasse di casa per qualche giorno, ma questa volta è via da tre settimane. Krochek, preoccupato, ingaggia un investigatore privato per rintracciarla. Alla fine, Janice ritorna. Caso chiuso, giusto? Sbagliato. Perché il giorno dopo la moglie di Krochek scompare di nuovo. E c’è del sangue sul pavimento della cucina…

Fáulas

Roma, estate 1939: una coppia di poliziotti del tenebroso Organo Vigilanza Reati Antistatali è impegnata in un’inchiesta d’omicidio. Il più anziano dei due, Eupremio Carruezzo, sovrintendente alle indagini, mentre il più giovane, Luciano Serra, si aggira tra i palazzi del potere fascista alla ricerca del colpevole. Quando l’inchiesta lo porterà a Fáulas, in Sardegna, Serra si troverà di fronte a un paese intero che al poliziotto venuto da Roma vuole raccontare le sue contrastanti verità.

(source: Bol.com)