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Giochi di prestigio

Pregata da una sua antica compagna di collegio, preoccupata per la sorella, Miss Marple si lascia convincere a lasciare per qualche tempo la sua casa a St. Mary Mead per andare ad abitare nell’immensa villa vittoriana, di Stonygates. In questa antica magione Lewis Serrocold, marito di Carrie Louise, sorella dell’amica di Miss Marple, ha organizzato un Istiuto di rieducazione per giovani delinquenti. Nell’Istituto regna un’atmosfera di cupo mistero che culmina, poco dopo nell’assassnio di un ricco filantropo, in visita. L’ispettore Curry incaricato nelle indagini, non sa come muoversi in quello strano ambiente di bizzarri idealisti, psichiatri e minorati mentali e certo le sue indagini si risolverebbero in un fiasco se non intervenisse in suo aiuto quella strana vecchietta che sembra capace di osservare più a fondo le cose. E’ infatti sarà proprio Miss Marple, alla quale è tornato in mente un gioco di prestigio a risolvere l’intricato caso.

Giochi di morte

In una piccola clinica esclusiva, alcuni scienziati stanno testando su uomini e donne inconsapevoli un nuovo preparato in grado di sollecitare al massimo l’attività intellettuale. Ma il lakreol, questo il nome della sostanza miracolosa, ha effetti secondari devastanti, letali. Definirne il giusto dosaggio è questione di tempo e di denaro. La morte di Liliana, ex amante del boss mafioso Denisov, mette in moto indagini che vanno ben oltre il dipartimento della polizia di Mosca. Anche l’investigatrice Anastasia Kamenskaja si trova costretta a pagare il suo debito.

Giochi d’amore

Inghilterra, 1804
Ricco, affascinante ed esperto nelle più licenziose arti amatorie, Adrian Alistair Rohan ha seguito le orme del visconte suo padre affiliandosi all’Esercito Celeste, la dissoluta associazione segreta i cui membri si dedicano al piacere in tutte le sue forme. Da sempre fa strage di cuori tra le più avvenenti dame dell’alta società, finché incontra Charlotte Spenser, una scialba trentenne ormai rassegnata a un futuro desolato e senza passione. Nulla di tutto ciò pare infastidire il bellissimo gentiluomo, che immagina la fanciulla come un giocattolo sessuale con cui ingannare il tempo in attesa di prede più succulente. Ma sotto l’aspetto esteriore poco accattivante si nascondono in realtà un’intelligenza brillante, modi incantevoli e una sensualità che aspetta soltanto di essere risvegliata. E quando questo accade, di colpo i ruoli si invertono.

Giochi al crepuscolo

Racconti ambientati nell’India contemporanea scritti da un’autrice indiana. Nata nel 1937 da padre bengalese e madre tedesca, Anita Desai è autrice di numerosi libri per l’infanzia.
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Gino Bartali. Una bici contro il fascismo

Alberto Toscano analizza la figura del leggendario ciclista Gino Bartali, vincitore di tre Giri d’Italia e due Tour de France, a partire da tutti gli aspetti del suo essere: l’uomo, lo sportivo, il credente, il marito fedele ‘di due mogli’ (la sua bicicletta da corsa e quella in carne e ossa, Adriana), l’antifascista, l’anima controversa e schiva lacerata dalla morte prematura del fratello Giulio. Un uomo giusto, che preferiva inimicarsi il potere piuttosto che concludere una gara col saluto romano. La sua religiosità ha giocato un ruolo importante nell’avversione verso le leggi razziali, nel rifiuto dei simboli della dittatura, oltre che nello straordinario dinamismo della rete clandestina nata nel 1943 per nascondere e salvare moltissimi ebrei. Per questo motivo oggi leggiamo il suo nome sul Muro dei Giusti al Memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme. ‘Ginettaccio’ non amava parlare dei suoi meriti extra sportivi e tantomeno dei suoi ‘chilometri per la vita’, percorsi fra la Toscana e l’Umbria per salvare gli ebrei perseguitati, procurando loro i documenti falsi, che nascondeva nell’intelaiatura metallica e nella sella della sua bicicletta. Non lo considerava un gesto fuori dal comune, ma la reazione che ogni persona dovrebbe avere di fronte alla vita minacciata degli altri. Un esempio di umanità per ricordarci la nostra. Un esempio importante soprattutto nei momenti difficili della nostra storia passata, presente e futura. Questo libro e la storia, quella piccola del ciclismo di fronte a quella del mondo, ci ricordano una cosa: che davanti a profonde ingiustizie, diritti e libertà negati, atrocità come quelle attuate dal nazifascismo, ribellarsi è giusto. E Bartali lo sapeva, molto prima che lo scrivesse Sartre. Gianni Mura, dalla Prefazione Bisogna leggere il testo di Alberto Toscano. Vi prende come un’avventura e restituisce al tempo stesso una pagina mancante al libro sempre attuale e appassionante della vita. Marek Halter, dalla Postfazione

(source: Bol.com)

Ginko all’attacco

Diabolik mette a segno l’ennesimo colpo miliardario. Ma Ginko lo costringe a una fuga disperata. Solo, senza rifugi, senza ricchezze e senza alcun aiuto, il criminale è davvero alle strette. E Ginko lo marca sempre più da vicino.

Gin Tonic a Occhi Chiusi

Non c’è niente che dia più soddisfazione a Elsa Misiano di raccogliere con un pretesto tutto il personale di servizio di cui dispone: per questo un paio di volte l’anno riunisce l’intera famiglia per un festeggiamento in grande stile. Sessantacinque anni, tendenza alla pinguedine, capace amministratrice di una rendita robusta, moglie di un importante avvocato fanatico di Porsche e ideologo di barche, ha cresciuto i tre figli maschi nello spirito di una (mal)sana competizione: Gianni, primogenito e fiscalista di grido, colpevole di aver sposato una provinciale di sinistra; Paolo, deputato quarantenne in attesa del quarto figlio, perplesso portavoce di una donchisciottesca campagna contro l’energia eolica; e infine Ranieri, il prediletto della madre, giornalista conformista, furbetto, frivolo, fortunato, considerato dagli altri due – unanimi – uno stronzo. Ma quando Gianni viene chiamato in TV per chiarire i suoi rapporti con un imprenditore arrestato per corruzione, frode fiscale e associazione per delinquere, i consigli (e i preziosi contatti) dell’odiato Ranieri gli diverranno indispensabili. Per non parlare del povero Paolo, che di lì a poco si ritroverà invischiato in un’imbarazzante liaison con una ragazzotta “in odore di meretricio”, a cui incautamente ha donato una collana di Bulgari. Su uno sfondo di case costose e ben arredate, Martini al Plaza, scandaletti politici, pettegolezzi, colpi bassi e molta ipocrisia, i Misiano condurranno il lettore in luoghi dove a governare con grande nonchalance è un vuoto spettrale.
Un romanzo dall’ironia affilata e implacabile, che racconta il punto di congiunzione tra una titubante e disorientata borghesia e la politica, in una Roma bellissima eppure irrimediabilmente in via di decomposizione, un mondo nel quale saper preparare un gin tonic a occhi chiusi è, al tempo stesso, un vacuo slogan, un collaudato gesto di seduzione e anche un inutile e inconsapevole passo di danza su un abisso che non si vede, ma forse c’è.
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### Sinossi
Non c’è niente che dia più soddisfazione a Elsa Misiano di raccogliere con un pretesto tutto il personale di servizio di cui dispone: per questo un paio di volte l’anno riunisce l’intera famiglia per un festeggiamento in grande stile. Sessantacinque anni, tendenza alla pinguedine, capace amministratrice di una rendita robusta, moglie di un importante avvocato fanatico di Porsche e ideologo di barche, ha cresciuto i tre figli maschi nello spirito di una (mal)sana competizione: Gianni, primogenito e fiscalista di grido, colpevole di aver sposato una provinciale di sinistra; Paolo, deputato quarantenne in attesa del quarto figlio, perplesso portavoce di una donchisciottesca campagna contro l’energia eolica; e infine Ranieri, il prediletto della madre, giornalista conformista, furbetto, frivolo, fortunato, considerato dagli altri due – unanimi – uno stronzo. Ma quando Gianni viene chiamato in TV per chiarire i suoi rapporti con un imprenditore arrestato per corruzione, frode fiscale e associazione per delinquere, i consigli (e i preziosi contatti) dell’odiato Ranieri gli diverranno indispensabili. Per non parlare del povero Paolo, che di lì a poco si ritroverà invischiato in un’imbarazzante liaison con una ragazzotta “in odore di meretricio”, a cui incautamente ha donato una collana di Bulgari. Su uno sfondo di case costose e ben arredate, Martini al Plaza, scandaletti politici, pettegolezzi, colpi bassi e molta ipocrisia, i Misiano condurranno il lettore in luoghi dove a governare con grande nonchalance è un vuoto spettrale.
Un romanzo dall’ironia affilata e implacabile, che racconta il punto di congiunzione tra una titubante e disorientata borghesia e la politica, in una Roma bellissima eppure irrimediabilmente in via di decomposizione, un mondo nel quale saper preparare un gin tonic a occhi chiusi è, al tempo stesso, un vacuo slogan, un collaudato gesto di seduzione e anche un inutile e inconsapevole passo di danza su un abisso che non si vede, ma forse c’è.

Giles ragazzo-capra, o Il nuovo programma riveduto

Nel mondo analogo o parallelo di un’Università estesa su tutta la terra, la vicenda di George o meglio Giles, ragazzo-capra, non tarda a prendere dimensioni di opera globale nella misura più inclusiva possibile. Se gli studenti del Campus Occidentale vivono in termini di «quieta sommossa» con gli studenti del Campus Orientale, i rispettivi patriottismi ideologici divengono facile preda, specie nel Campus Occidentale, d’insorgenti dinieghi, nutriti d’impulsi e ragioni sotto le cui insegne divertite non si dura fatica a scorgere tutte le soluzioni e non soluzioni prospettate dall’uomo in qualche migliaio d’anni di civiltà. Trapiantate nel pianeta universitario, antiche e nuove formule incontrano un’ardua ora di verità, si sconfiggono a vicenda o, più spesso, da sole, fino a trovare paradossalmente nebulose possibilità di sopravvivenza nella loro stessa autodistruzione. Potrebbe essere una macroscopica allegoria morale, e soltanto questo, se il romanzo dell’educazione di George, nato da una vergine grazie all’intervento del gigantesco computer programmato per vegliare sui destini universitari, non si valesse di un impianto narrativo dei più robusti e meglio congegnati e plausibili; la ricerca del Sommo Bene e del Sommo Vero, intrapresa, con animo al tempo stesso ingenuo e smaliziato, dal protagonista (un Billy Budd del XX secolo con tutto il «multiforme ingegno» dell’antico Ulisse) passa per innumerevoli caprine e studentesche peripezie, figure di un’ambiguità che risulta sconfitta alla fine nel proprio nome. Sarà, infatti, dopo ripetuti attimi di suspense, la rotta degli opposti sulla cui dialettica articolazione si pensava fosse basato il sistema del terribile computer, sarà la non risposta, la vittoria di un sano principio di non differenziazione.

Giardini e strade

In queste pagine, puntuale registrazione dei giorni compresi fra il 3 aprile 1939 e il 24 luglio 1940, la testimonianza di un osservatore d’eccezione come Ernst Jünger si dipana in un suggestivo intreccio di esperienze privatissime e accadimenti storici di importanza epocale: gli ultimi mesi di pace tra i suoi cari nella quiete di Kirchhorst, in cui si intensifica e conclude il lavoro alle Scogliere di marmo; le avvisaglie del conflitto imminente; la chiamata alle armi, le marce incessanti verso ovest per raggiungere il fronte, il sentimento di fraterna solidarietà e a tratti di schietta ammirazione nei confronti di ufficiali e sottoposti; lo sconfinamento in Lussemburgo, Belgio e poi in Francia, su strade disseminate di bottiglie di spumante vuote abbandonate dagli invasori; lo strazio sui volti di prigionieri e profughi; e finalmente, quando ‘ormai era diventato del tutto chiaro il valore inestimabile della pace’, la notizia dell’armistizio. Ma non meno affascinante del vivido racconto della Storia è in questo libro il contrappunto e – nelle parole dello stesso Jünger – il paradosso, anche nel ‘pieno della catastrofe’, delle proprie passioni mai accantonate, che assumono anzi nei giorni più duri il valore simbolico di ‘azione civilizzatrice’, di ‘riserva di stabilità’. Si dà quindi scrupolosamente conto delle letture, che si tratti della Bibbia, di Esiodo o di un volume di Maupassant trovato per caso in un alloggio di fortuna; del piacere raffinato provato alla vista delle cose belle, per la buona cucina o per i vini pregiati; dell’incanto e dello stupore inesauribile per il grande rebus della natura: i paesaggi, le piante, gli animali, il mondo misterioso degli insetti e dei fossili, nella convinzione che le cose ‘traboccano contenuti – e parlano, non appena si rivolge loro lo sguardo’.
(source: Bol.com)

Gianni Caproni. Una storia italiana

Ha fatto volare non solo aerei, ma anche sogni. La figura di Gianni Caproni, il più geniale protagonista dell’epopea regina del XX secolo, la conquista dei cieli, è finora rimasta quasi nascosta dal fascino dei suoi straordinari velivoli, che ancora detengono imbattuti record e primati tecnologici. Questo libro riporta in primo piano l’umanità di una figura poliedrica, di un artista prima che un ingegnere, di un pacifista costretto a creare armi micidiali, di un innamorato della natura dedito al progresso dell’industria, di un patriota idealista che voleva abbattere i confini del mondo. Una vicenda immersa nella storia del ‘900, a diretto contatto con i suoi attori, da Mussolini a Churchill, da D’Annunzio a Eisenhower.

Giallo 0351 – Perry Mason e la civetta prudente

Cento dollari per un’informazione sono un bel compenso e Paul Drake, il quale l’aveva offerto mediante un annuncio economico, non dubita che qualcuno si presenterà. Si tratta di un incidente d’auto e stavolta Perry Mason sarà occupato in un caso di scarsa importanza. La cosa sembra assurda, e infatti lo è. “L’Avvocato del Diavolo”, vera calamita delle complicazioni, si trova impegolato in uno dei casi più difficili e pericolosi della sua movimentata carriera. Stavolta la sua audacia e il suo amore per la giustizia lo trascinano in un pelago dal quale sembra a ui stesso che sia impossibile uscire. E infatti se la cava proprio per miracolo. Dopo di che festeggerà. sono parole sue, il raro evento di un topo che ha saputo uscire dalla trappola.

Gialli culinari. Racconti gastronoir alla maniera di Hitchcock

Nove racconti “gastronoir”: brevi noir un po’ surreali, tutti legati al mondo dell’enogastronomia. Ogni storia prende lo spunto da un film di Hitchcock, un omaggio al regista e un pretesto per riprendere marginalmente le atmosfere e i plot dei suoi film più famosi: Gli Uccelli, Psyco, La Finestra sul cortile, La donna che visse due volte, Frenzy… Storie contemporanee, per lo più urbane, con protagoniste femminili e un finale spiazzante, assurdo/surreale quanto basta. Per certi versi persino incubo-divertente. Un finale rigorosamente “alla maniera di Hitchcock”.
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Ghosts

Imogene è giovane e bella. Bacia come una diva del cinema e sa tutto di tutto su qualsiasi film. È morta, ma aspetta Alec Sheldon nel Rosebud Theater in un pomeriggio del 1945… Arthur Roth è un tipo solitario con grandi idee e un talento per attirare i guai. Non è semplice farsi degli amici quando sei l’unico “ragazzo gonfiabile” in città… Francis non è felice. Un tempo era umano… un tempo, appunto. Adesso invece è un insetto gigante di un metro e mezzo e tutti a Calliphora tremano quando lo sentono cantare… John Finney è rinchiuso in un seminterrato macchiato del sangue di altri ragazzini assassinati. Lì con lui c’è un vecchio telefono che, nonostante sia stato scollegato da un bel pezzo, squilla sempre di notte. E all’altro capo del filo c’è… la voce agghiacciante dei morti. Una raccolta di racconti dell’orrore che mescolano il soprannaturale alla vita quotidiana, l’incubo alla normalità, il panico allo humour senza disdegnare un pizzico di romanticismo.
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Ghostly Whisper “Il vicino tatuato”

“È un mondo particolare, il nostro. Particolare e circoscritto. Tra di noi ci conosciamo tutti. Siamo un po’ come agenti segreti con licenza di scrivere.”
Faye Lizzy Sandstrom non ama le definizioni. Soprattutto non ama definire se stessa. Lavora per l’agenzia di ghostwriter Ghostly Whisper, con obbligo di assoluta segretezza riguardo ai clienti e alle storie che le vengono commissionate. Trascorre un’esistenza abitudinaria ma al tempo stesso sregolata scrivendo romanzi di fantascienza, urban fantasy, horror e mistery tra Fulham Broadway, il quartiere di Londra dove abita, e South Kensington, dove ha sede la sua crêperie preferita. Con orari sballati, fame notturna, computer perennemente connesso, messaggi scambiati con altri ghostwriter e dipendenti della Ghostly, le uniche persone che frequenta sia virtualmente sia nella realtà. E con un misterioso capo supremo di cui nessuno conosce l’identità, denominato “The Voice”.
Finché un bel giorno… le viene commissionato un romanzo sentimentale. O meglio, un chick lit. Con una certa urgenza, oltretutto. L’universo di Faye precipita improvvisamente in un abisso di disperazione. Senza idee, senza trama. Senza una storia. Sì, perché Faye non è affatto predisposta al genere. Le storie d’amore non fanno proprio per lei. Ma ritrovandosi in caso di estrema necessità, costretta ad accettare l’incarico, deve a tutti i costi cercare al più presto un soggetto per la storia.
In risposta alle sue suppliche, il soggetto le si manifesta sotto forma di un nuovo vicino di nome Derek. Un vicino che Faye incontra al parco sotto casa, a passeggio col cane. Un vicino affascinante, provocante, sensuale, con un fisico mozzafiato attraversato da un enorme tatuaggio. Assolutamente perfetto per inventarsi una storia d’amore fittizia da consegnare alla Ghostly Whisper. Forse fin troppo per la realtà a cui Faye è abituata.
Ma Derek, “il vicino tatuato”, è proprio chi dice di essere? Il suo avvicinamento a Faye è davvero puramente casuale?
“Lei voleva solo scrivere una storia. Lui voleva viverla.”
Molti capitoli inediti, scene extra, nuovo finale.
Più passione, più dolcezza, più vicino al cuore…
(Seconda edizione ampliata con scene, capitoli inediti e un nuovo finale)
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### Sinossi
“È un mondo particolare, il nostro. Particolare e circoscritto. Tra di noi ci conosciamo tutti. Siamo un po’ come agenti segreti con licenza di scrivere.”
Faye Lizzy Sandstrom non ama le definizioni. Soprattutto non ama definire se stessa. Lavora per l’agenzia di ghostwriter Ghostly Whisper, con obbligo di assoluta segretezza riguardo ai clienti e alle storie che le vengono commissionate. Trascorre un’esistenza abitudinaria ma al tempo stesso sregolata scrivendo romanzi di fantascienza, urban fantasy, horror e mistery tra Fulham Broadway, il quartiere di Londra dove abita, e South Kensington, dove ha sede la sua crêperie preferita. Con orari sballati, fame notturna, computer perennemente connesso, messaggi scambiati con altri ghostwriter e dipendenti della Ghostly, le uniche persone che frequenta sia virtualmente sia nella realtà. E con un misterioso capo supremo di cui nessuno conosce l’identità, denominato “The Voice”.
Finché un bel giorno… le viene commissionato un romanzo sentimentale. O meglio, un chick lit. Con una certa urgenza, oltretutto. L’universo di Faye precipita improvvisamente in un abisso di disperazione. Senza idee, senza trama. Senza una storia. Sì, perché Faye non è affatto predisposta al genere. Le storie d’amore non fanno proprio per lei. Ma ritrovandosi in caso di estrema necessità, costretta ad accettare l’incarico, deve a tutti i costi cercare al più presto un soggetto per la storia.
In risposta alle sue suppliche, il soggetto le si manifesta sotto forma di un nuovo vicino di nome Derek. Un vicino che Faye incontra al parco sotto casa, a passeggio col cane. Un vicino affascinante, provocante, sensuale, con un fisico mozzafiato attraversato da un enorme tatuaggio. Assolutamente perfetto per inventarsi una storia d’amore fittizia da consegnare alla Ghostly Whisper. Forse fin troppo per la realtà a cui Faye è abituata.
Ma Derek, “il vicino tatuato”, è proprio chi dice di essere? Il suo avvicinamento a Faye è davvero puramente casuale?
“Lei voleva solo scrivere una storia. Lui voleva viverla.”
Molti capitoli inediti, scene extra, nuovo finale.
Più passione, più dolcezza, più vicino al cuore…
(Seconda edizione ampliata con scene, capitoli inediti e un nuovo finale)