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Un maledetto lieto fine

**’Bianca Marconero sa bene come arrivare al cuore del lettore.’ Coffee and Books

Dall’autrice del bestseller Un altro giorno ancora**

Agnese ha diciannove anni, è la figlia di un senatore piuttosto influente e ha ricevuto un’educazione rigida. Le piace disegnare ma ha messo i sogni nel cassetto e si è iscritta a Giurisprudenza. Dopo la morte della madre, ha imparato a nascondere a tutti i suoi veri sentimenti ed è diventata la classica ragazza ricca, perfetta, composta e fredda, ma in realtà piena di insicurezze. Quando la sua incapacità di lasciarsi andare allontana il ragazzo di cui è innamorata da anni, Agnese capisce di avere bisogno di aiuto. Vorrebbe qualcuno che le insegni a essere meno impacciata e Brando, il suo fratellastro appena acquisito, sembra proprio la persona giusta. Lui lavora di notte, suona in una band, e cambia ragazza ogni sera. Peccato che il bacio che i due si scambiano per “prova” sia lontano anni luce da un esercizio senza conseguenze. Cosí le loro lezioni di seduzione ben presto diventano qualcosa di più… Brando saprà insegnare ad Agnese che la lezione più importante di tutte è abbandonarsi alle emozioni?

**Basta un corso di “seduzione” per imparare a lasciarsi andare?

Hanno scritto dei suoi libri:**
‘Se cercate una storia brillante e frizzante, ben scritta e per nulla banale e scontata, Bianca Marconero fa proprio al caso vostro!’

‘Una storia d’amore che è anche una storia d’amicizia, in cui perdersi, con cui ridere, con cui disperarsi, perfetta per farci sognare.’

‘Semplicemente adorabile!’

‘Fatevi un regalo: leggete un romanzo di Bianca Marconero!’

Bianca Marconero

È lo pseudonimo di una scrittrice di Reggio Emilia. Ha lavorato come redattrice per periodici per ragazzi e poi è approdata alla scrittura creativa. Già autrice di una saga fantasy, con la Newton Compton ha pubblicato La prima cosa bella, L’ultima notte al mondo, Ed ero contentissimo, Un altro giorno ancora e Non è detto che mi manchi, ottenendo un grande successo.

(source: Bol.com)

Un luogo per restare

È sufficiente seguire il proprio cuore per scoprire il luogo a cui si appartiene?
Dopo essere fuggita dall’uomo sbagliato e da un passato doloroso, Willow Parsons è più che felice di trascorrere le giornate a servire da bere al *Dempsey’s Bar & Grill* e le notti da sola. Il suo rifugio ad Anchor Island rischia però di non essere più tanto sicuro…
L’affascinante e muscoloso Randy Navarro, proprietario della palestra dell’isola, è infatti convinto che Will lo eviti non perché faccia la difficile, ma a causa dei segreti che le adombrano gli occhi. Segreti che lui è intenzionato a scoprire.
Quando infine le vecchie paure saranno riportate alla luce, Randy riuscirà a far combattere Will per il loro amore? O lei deciderà di fuggire ancora una volta, lasciando lui e la loro isola felice?
Con *Un luogo per restare* Terri Osburn ci riporta nell’incantevole Anchor Island e torna a far battere i nostri cuori.
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Un irreprensibile conte

Inghilterra, 1825 – Lady Vivian Carlyle e Oliver, Conte di Stewkesbury, sono come il diavolo e l’acquasanta. Lui la ritiene estremamente pericolosa fin da quando era il bersaglio preferito dei suoi scherzi di fanciulla. Ora a imbarazzarlo sono il suo atteggiamento anticonformista e l’ironia pungente, capace di mandare chiunque al tappeto. Neppure la notte di passione che hanno vissuto sembra averli avvicinati. Oliver, infatti, è scandalizzato dalla proposta di Vivian, che preferirebbe una relazione senza impegno, e vorrebbe porre subito fine alla storia. Solo quando la giovane scompare nel nulla, l’irreprensibile conte ammette finalmente di non poter vivere senza di lei. A quel punto, però, forse è troppo tardi…
Il perfetto gentiluomo… e una gentildonna scandalosa!
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### Sinossi
Inghilterra, 1825 – Lady Vivian Carlyle e Oliver, Conte di Stewkesbury, sono come il diavolo e l’acquasanta. Lui la ritiene estremamente pericolosa fin da quando era il bersaglio preferito dei suoi scherzi di fanciulla. Ora a imbarazzarlo sono il suo atteggiamento anticonformista e l’ironia pungente, capace di mandare chiunque al tappeto. Neppure la notte di passione che hanno vissuto sembra averli avvicinati. Oliver, infatti, è scandalizzato dalla proposta di Vivian, che preferirebbe una relazione senza impegno, e vorrebbe porre subito fine alla storia. Solo quando la giovane scompare nel nulla, l’irreprensibile conte ammette finalmente di non poter vivere senza di lei. A quel punto, però, forse è troppo tardi…
Il perfetto gentiluomo… e una gentildonna scandalosa!

Un Invito a Cena Di Troppo

Argirocastro, settembre 1943. La città, reduce dall’occupazione italiana, assiste col fiato sospeso all’arrivo dei blindati tedeschi: per ritorsione a un’imboscata contro la propria avanguardia, il colonnello nazista Fritz von Schwabe ha infatti ordinato un rastrellamento di decine di ostaggi da fucilare. Ma a quel punto il colonnello riceve un invito a cena da parte del dottor Gurameto, notabile della città e suo vecchio compagno di università in Germania, e gli eventi prendono una svolta imprevista. Scandita dalle note del grammofono, quella cena aleggerà a lungo nei racconti degli abitanti della città, come in una danza circonfusa da un alone di mistero: cos’avrà convinto il colonnello a rilasciare tutti gli ostaggi, compreso il farmacista ebreo? Dieci anni dopo, anche il morente Stalin vuole vederci chiaro su quel patto inconfessato, che nella sua mente annebbiata potrebbe aver generato il germe di un complotto ebraico contro il blocco comunista. L’istruttoria che ne segue, condotta da due giudici zelanti e ambiziosi, si perderà nel gioco di specchi di una verità impossibile, scavando nel ventre di una città sospesa nel tempo, assopita nel grigiore del nuovo ordine eppure vibrante di umori antichi, ingenuamente pensosa, eppure intrisa di ferocia. Un romanzo denso e corale in cui la voce di Ismail Kadaré si libra nel vuoto poetico di un mondo totalitario come una denuncia inesorabile e al tempo stesso come un nostalgico canto d’amore.
(source: Bol.com)

Un Insegnante Per La Duchessa (Dukes Behaving Badly Vol. 5)

**Dukes Behaving Badly** 5
*Una duchessa inesperta, un ex soldato pronto ad aiutarla e un amore apparentemente senza futuro.*
*Inghilterra, 1845.*
È impossibile, contrario a ogni regola, eppure innegabilmente reale: Genevieve ha ereditato il titolo ducale dal padre, senza essere sposata, senza avere mai debuttato in società e soprattutto senza avere la minima idea di cosa significhi ricoprire tale ruolo. Spaesata ma decisa ad assumersi le proprie responsabilità, lei ha bisogno di qualcuno che la istruisca, e la scelta ricade sull’amministratore della zia. Eroe di guerra, figlio di un visconte ma rinnegato dalla famiglia, Archibald Salisbury ha l’intelligenza per guidarla, spalle larghe per sostenerla, braccia forti per stringerla e confortarla… però non la posizione sociale per diventare il compagno di vita di una duchessa.

Un Incontro Inaspettato

Wes Silver non stava cercando l’amore, ma quando July Mayson è entrata nella sua vita tutto è cambiato. Quella biondina tutto pepe che non si fa mettere i piedi in testa ha sconvolto la sua esistenza e adesso Wes è determinato a proteggerla, anche se significasse provare a diventare un uomo migliore per meritare il suo affetto.
July Mayson non è più sicura di niente da quando ha incrociato lo sguardo di Wes, un motociclista con una pessima reputazione. Non ha mai provato niente del genere, perché lui riesce a farla sentire speciale come nessun’altra. Tutto quello che deve fare, adesso, è convincere il suo iperprotettivo paparino che è in grado di scegliersi da sola i ragazzi con cui uscire…
**Aurora Rose Reynolds**
è autrice bestseller di «New York Times», «Wall Street Journal» e «USA Today». Ha iniziato a scrivere perché i maschi alfa che vivevano nella sua testa la lasciassero un po’ in pace. La Newton Compton ha pubblicato anche in un unico volume la serie *Until Trilogy*.
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### Sinossi
Wes Silver non stava cercando l’amore, ma quando July Mayson è entrata nella sua vita tutto è cambiato. Quella biondina tutto pepe che non si fa mettere i piedi in testa ha sconvolto la sua esistenza e adesso Wes è determinato a proteggerla, anche se significasse provare a diventare un uomo migliore per meritare il suo affetto.
July Mayson non è più sicura di niente da quando ha incrociato lo sguardo di Wes, un motociclista con una pessima reputazione. Non ha mai provato niente del genere, perché lui riesce a farla sentire speciale come nessun’altra. Tutto quello che deve fare, adesso, è convincere il suo iperprotettivo paparino che è in grado di scegliersi da sola i ragazzi con cui uscire…
**Aurora Rose Reynolds**
è autrice bestseller di «New York Times», «Wall Street Journal» e «USA Today». Ha iniziato a scrivere perché i maschi alfa che vivevano nella sua testa la lasciassero un po’ in pace. La Newton Compton ha pubblicato anche in un unico volume la serie *Until Trilogy*.

Un gomitolo di concause: Lettere a Pietro Citati

Nel 1956, allorché diventa consulente di Livio Garzanti, il giovane Citati non può sospettare che gli verrà affidato un compito impossibile: occuparsi del più impervio, moroso, nevrotico, geniale scrittore del Novecento, Carlo Emilio Gadda. Rapidamente, Citati ne conquista la fiducia: e a questo miracoloso soda­li­zio dobbiamo libri come il “Pasticciaccio”, “I viaggi la morte”, “Accoppiamenti giudiziosi”. Ma alle funzioni di editor Citati ne ha ben presto aggiunte di ancor più de­li­cate: quelle di confidente, consigliere, amico e gaddista mili­tante – in altre parole, di “intermediario” fra l’Ingegnere e il mon­do. Ne è prova il lo­ro splendido carteggio, tutto da assaporare: rassicurato dalla dedizione e dal veemente impegno in suo favore di Citati, stimolato dalla vastità dei suoi interessi e dalla sua attività di critico, Gadda rompe gli argini, si abbandona a lettere ‘esorbitanti’ e ‘barocche’, di volta in volta ec­centrici saggi, nobili poèmes en prose, irresistibili bizze. Come quella, degna di “Verso la Certosa”, in cui rievoca per Citati la sua mania di architettare mentalmente «case e ville e castelli durante le lunghe camminate dell’infanzia e dell’adolescenza sugli stradali prealpini, nelle ore d’una fuggente serenità». O quella, strepitosa, in cui sfoga la sua rabbia contro Moravia e la Morante, colpevoli di averlo «sfiancato, rintronato e vilipeso», durante una cena a Trastevere, con la loro «cornacchiante erogazione di teoremi storiografici» – ossia con le accuse mosse alle borghesie. Si capirà allora come mai Citati abbia scritto che in ogni momento della vita di Gadda sembravano convergere «il passato … il presente, il futuro, la realtà, il sogno, il tragico, il comico, la colpa, il rimorso, l’immaginazione, il gioco, la follia…».
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### Sinossi
Nel 1956, allorché diventa consulente di Livio Garzanti, il giovane Citati non può sospettare che gli verrà affidato un compito impossibile: occuparsi del più impervio, moroso, nevrotico, geniale scrittore del Novecento, Carlo Emilio Gadda. Rapidamente, Citati ne conquista la fiducia: e a questo miracoloso soda­li­zio dobbiamo libri come il “Pasticciaccio”, “I viaggi la morte”, “Accoppiamenti giudiziosi”. Ma alle funzioni di editor Citati ne ha ben presto aggiunte di ancor più de­li­cate: quelle di confidente, consigliere, amico e gaddista mili­tante – in altre parole, di “intermediario” fra l’Ingegnere e il mon­do. Ne è prova il lo­ro splendido carteggio, tutto da assaporare: rassicurato dalla dedizione e dal veemente impegno in suo favore di Citati, stimolato dalla vastità dei suoi interessi e dalla sua attività di critico, Gadda rompe gli argini, si abbandona a lettere ‘esorbitanti’ e ‘barocche’, di volta in volta ec­centrici saggi, nobili poèmes en prose, irresistibili bizze. Come quella, degna di “Verso la Certosa”, in cui rievoca per Citati la sua mania di architettare mentalmente «case e ville e castelli durante le lunghe camminate dell’infanzia e dell’adolescenza sugli stradali prealpini, nelle ore d’una fuggente serenità». O quella, strepitosa, in cui sfoga la sua rabbia contro Moravia e la Morante, colpevoli di averlo «sfiancato, rintronato e vilipeso», durante una cena a Trastevere, con la loro «cornacchiante erogazione di teoremi storiografici» – ossia con le accuse mosse alle borghesie. Si capirà allora come mai Citati abbia scritto che in ogni momento della vita di Gadda sembravano convergere «il passato … il presente, il futuro, la realtà, il sogno, il tragico, il comico, la colpa, il rimorso, l’immaginazione, il gioco, la follia…».

Un giovedì, dopo le cinque

Piero è un uomo modesto che vive all’ombra dell’amico rampollo di buona famiglia scappato nella capitale per fare del cinema nel dopoguerra. L’amico è un omosessuale tormentato fino al punto di tentare una possibile espiazione nel matrimonio con Magda, una donna affascinante ma delusa dalla vita. Piero cerca di mantenere il rapporto con l’amico, divenuto regista di qualche successo, come per non perdere una parte di sé forse negata. Così finirà per innamorarsi di Magda e per andare incontro a lunghe sofferenze destinate a risolversi in un omicidio paradossale e dal movente oscuro. Finalista al Premio Strega 2001, vincitore della XVIII edizione del Premio Cesare Pavese.
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Un giorno di fuoco e altri racconti

Nel 1963, a pochi mesi dalla morte di Fenoglio, esce nei Racconti moderni Garzanti “Un giorno di fuoco”. E una raccolta composita: il titolo sarebbe spettato in senso rigoroso solo ai primi sei racconti, quelli che l’autore avrebbe voluto chiamare “Racconti del parentado”. A quel primo nucleo, facevano seguito altri sei racconti e “Una questione privata”. Questa edizione comprende soltanto gli originali sei “Racconti del parentado”: Un giorno di fuoco, La sposa bambina, Ma il mio amore è Paco, Superino, Pioggia e la sposa, La novella dell’apprendista esattore.

Un gioco da assassini

Nell’oscuro mondo delle operazioni segrete, un gruppo di assassini misteriosi sta scatenando il caos tra le fila del MI-6.

Siamo al culmine della guerra fredda e degli agenti dei servizi segreti britannici vengono presi di mira da un ignoto gruppo di sicari. In preda alla disperazione, l’agenzia manda il suo miglior agente a dara la caccia a questi assassini.

Jack “Gorilla” Grant non è uno dei tipici agenti segreti. Inflessibile e spigoloso, non va d’accordo con glia genti elitisti e affascinanti dell’intelligence. Jack viene trascinato in un gioco in cui niente è come sembra, e persino la spia perfetta può morire in un deserto di specchi. Riuscirà a scovare gli inafferrabili assassini prima che sia troppo tardi?

Una storia di spionaggio che devi leggere. “Un gioco da assassini” è un thriller ricco d’azione ambientato nella scena globale della guerra fredda.

(source: Bol.com)

Un Gatto, Un Cappello, Un Nastro

CHE COSA VI PORTERESTE SU UN’ISOLA DESERTA?
L’autrice di Chocolat non ha dubbi: un gatto, un cappello e un nastro. Tre oggetti in apparenza comuni che all’occorrenza sono in grado di far scaturire una miriade di immagini e di storie. Perché raccontare per Joanne Harris è un modo di affrontare la vita e le sue sfide: niente è impossibile per l’immaginazione, e se riusciamo a immaginare ci sarà sempre un finale inaspettato per ogni giorno della nostra vita.
I racconti di Joanne Harris raccolti in Un gatto, un cappello e un nastro sono legati tra loro come scatole cinesi: basta aprirne una per scoprirne infinite altre, nascoste a una prima occhiata e per questo ancora più preziose. Storie popolate da personaggi profondamente umani, alle prese con difficoltà come il dolore di un lutto o lo svanire di un desiderio da tempo inseguito.
Personaggi che nella fantasia e nella parola trovano non solo una via di fuga, ma anche una risorsa inesauribile di speranza e di forza di volontà. È il caso di Ngok e Maleki, due ragazzine africane che rifiutano di piegarsi a un destino di privazioni. O di Faith e Hope, anziane signore che, escluse dalla gita al mare della casa di riposo in cui vivono, si vendicano smascherando, con passione da detective, un grave sopruso. O di Maggie, che nella pasticceria troverà la dolcezza che la vita le ha negato.
E ancora, ragazzini abituati a viaggiare più nella rete che nella realtà; una madre a caccia del figlio perduto fra le maglie insidiose di Twitter; un attore alla ricerca di una nuova vita e di una nuova casa che si rivelerà già occupata da una famiglia di fantasmi; un aspirante investigatore più portato all’avanspettacolo.
Ancora una volta dopo Profumi, giochi e cuori infranti Joanne Harris torna alla forma, a lei più che congeniale, del racconto. Mondi lontani e vicini, atmosfere calde e coinvolgenti, personaggi ironici e incredibilmente veri: ci sono tutti gli elementi che permettono all’autrice di dare voce al suo straordinario talento, concentrando in poche pagine una forza narrativa che nulla ha da invidiare ai suoi romanzi più amati.
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### Sinossi
CHE COSA VI PORTERESTE SU UN’ISOLA DESERTA?
L’autrice di Chocolat non ha dubbi: un gatto, un cappello e un nastro. Tre oggetti in apparenza comuni che all’occorrenza sono in grado di far scaturire una miriade di immagini e di storie. Perché raccontare per Joanne Harris è un modo di affrontare la vita e le sue sfide: niente è impossibile per l’immaginazione, e se riusciamo a immaginare ci sarà sempre un finale inaspettato per ogni giorno della nostra vita.
I racconti di Joanne Harris raccolti in Un gatto, un cappello e un nastro sono legati tra loro come scatole cinesi: basta aprirne una per scoprirne infinite altre, nascoste a una prima occhiata e per questo ancora più preziose. Storie popolate da personaggi profondamente umani, alle prese con difficoltà come il dolore di un lutto o lo svanire di un desiderio da tempo inseguito.
Personaggi che nella fantasia e nella parola trovano non solo una via di fuga, ma anche una risorsa inesauribile di speranza e di forza di volontà. È il caso di Ngok e Maleki, due ragazzine africane che rifiutano di piegarsi a un destino di privazioni. O di Faith e Hope, anziane signore che, escluse dalla gita al mare della casa di riposo in cui vivono, si vendicano smascherando, con passione da detective, un grave sopruso. O di Maggie, che nella pasticceria troverà la dolcezza che la vita le ha negato.
E ancora, ragazzini abituati a viaggiare più nella rete che nella realtà; una madre a caccia del figlio perduto fra le maglie insidiose di Twitter; un attore alla ricerca di una nuova vita e di una nuova casa che si rivelerà già occupata da una famiglia di fantasmi; un aspirante investigatore più portato all’avanspettacolo.
Ancora una volta dopo Profumi, giochi e cuori infranti Joanne Harris torna alla forma, a lei più che congeniale, del racconto. Mondi lontani e vicini, atmosfere calde e coinvolgenti, personaggi ironici e incredibilmente veri: ci sono tutti gli elementi che permettono all’autrice di dare voce al suo straordinario talento, concentrando in poche pagine una forza narrativa che nulla ha da invidiare ai suoi romanzi più amati.

Un futuro da Dio. Così il progresso dei «sapiens» conduce verso l’immortalità

Di cosa parliamo quando parliamo di progresso? Ci stiamo evolvendo verso una catastrofe o verso la libertà? Oppure siamo bloccati nel processo evolutivo dai nostri bisogni materiali? Come potrebbe essere un mondo in cui il progresso si sia fermato? In realtà, ci rassicura Edoardo Boncinelli, “siamo ancora abbastanza lontani da una presunta fine del progresso”, ma è proprio per questo che “abbiamo il dovere di capire quello che sta succedendo, con la mente aperta e senza farci confondere da timori e paure”. Dallo sfregare due pietre insieme per ottenere una scintilla fino all’esplorazione dello spazio, dalle questioni di fede alle teorie di Darwin, dai disegni primitivi nelle grotte allo studio sulle mutazioni genetiche, Boncinelli racconta con straordinaria chiarezza l’origine della nostra specie e i fenomeni che hanno rivoluzionato la storia dell’umanità. Soffermandosi in particolare sulla straordinaria abilità dell’animale umano di interessarsi anche ad attività che non sono strettamente necessarie dal punto di vista biologico. “Potremmo pensare che se la vita ha un fine – e secondo me non ce l’ha – potrebbe essere quello di renderci sempre più liberi dai nostri bisogni biologici, liberi di compiere quei gesti gratuiti che ci danno piacere, che da un lato sembrano futili, ma dall’altro sono quelli che ci rendono umani.” Poiché il nostro scopo va ricercato ancora prima delle nostre origini, ancora prima dei sapiens e del Big Bang tra le stelle di cui siamo fatti. E verso le stelle conduce il nostro cammino.
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Un fiume in piena

Dopo un incidente sul ring, il pugile dilettante Leith Wenz si risveglia e scopre che i suoi ricordi risalgono a tre anni prima. Senza appigli e combattendo per affrontare la sua nuova condizione, Leith deve fare nuovamente i conti con dolorose rivelazioni riguardanti la sua famiglia. Il fratello è al suo fianco per sostenerlo, ma è il viso poco familiare di Zach, che gli è stato presentato come il suo migliore amico, a donargli la tranquillità che desidera ardentemente. Fino a quando la presenza di Zack comincia a suscitare in lui sentimenti che non riesce a spiegarsi.

Per Zach, essere dimenticato dal suo partner è straziante, ma sta attento a non rivelare la verità a Leith per proteggere entrambi da ulteriori sofferenze. Riesce a dare sollievo e voce alle sue turbe interiori solo confessando paure e dolori all’anonimo Internet. Ma dopo che Leith sembra cominciare ad aprirsi, le scelte di Zach potrebbero ritorcersi contro di lui.

E alla fine Leith dovrà interrogare il suo cuore con domande a cui la sua memoria non riesce più a rispondere.

(source: Bol.com)

Un filosofo in tempi di farsa e di tragedia

*A cinquant’anni dalla pubblicazione di* La dialettica del concreto *(1963), uno dei testi fondamentali per il rinnovamento del marxismo che preparò il ’68, e a dieci anni dalla morte dell’autore, avvenuta nel 2003, vengono presentati in una cornice unitaria i saggi e gli interventi di Karel Kosík dal 1964 al 2000. Si tratta di un indispensabile contributo alla conoscenza di un grande filosofo, legato alla tradizione del pensiero europeo da Hegel a Marx fino a Husserl e a Heidegger, e interlocutore diretto negli anni ’50 e ’60 di Sartre e della cultura francese e tedesca. Si tratta anche della testimonianza dell’impegno etico e politico di Kosík durante la Primavera di Praga, portato avanti instancabilmente nei lunghi anni di isolamento e silenzio a cui fu costretto fin quasi alla morte. Le riflessioni contenute in questi saggi di pensiero critico affrontano, con l’inconfondibile stile radicato nella cultura, nella storia e nella letteratura ceca, il tema del riso, quello del comico e del tragico nel mondo in cui domina la banalità del male, la possibilità di una nuova concezione architettonica e poetica della città, il ruolo di una filosofia che offre la libertà di un nuovo rapporto con la realtà e apre lo spazio per un nuovo legame comunitario. Kosík lascia in eredità al nuovo millennio un programma “antidiluviano”, contro il diluvio della voracità, dell’avidità che minaccia l’umanità.*

Un Espresso Dell’avvenire. Nell’anno 2889

Le ricerche documentarie compiute negli ultimi decenni dagli studiosi di Jules Verne hanno permesso di appurare in maniera pressoché incontrovertibile che alcuni romanzi pubblicati dopo la morte dello scrittore avvenuta nel 1905 furono in realtà scritti dal figlio Michel (1861-1925): a lui vanno infatti ascritti il cupo racconto fantascientifico “L’eterno Adamo”, il romanzo “L’Agenzia Thompson & C.” e la seconda parte de “La straordinaria avventura della Missione Barsac”. Oltre a questi, esistono anche due racconti pubblicati quando Jules Verne era ancora in vita con il suo nome ma che in realtà furono scritti dal figlio Michel, e che vengono qui presentati: in “Un espresso dell’avvenire” si racconta la colossale impresa della costruzione di una ferrovia sotterranea in fondo al mare che collega le due sponde dell’Atlantico; “Nell’anno 2889” è invece la descrizione di un lontano futuro in cui un ricchissimo magnate dell’editoria americana ha costruito un impero editoriale talmente potente da essere in grado di condizionare la politica estera delle grandi potenze mondiale.