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Angelology

Quando il padre l’aveva affidata alle suore francescane del convento di St. Rose, vicino a New York, Evangeline aveva soltanto dodici anni. In quella pace operosa, la bambina è diventata donna e ha poi scelto di prendere i voti. Adesso si occupa della biblioteca del convento, che ospita un’eccezionale collezione d’immagini angeliche. Ma, proprio in quel luogo apparentemente così lontano dai turbamenti del mondo, Evangeline scopre alcune lettere, spedite negli anni ’40 dall’ereditiera Abigail Rockefeller a una suora del St. Rose: in esse vengono citati una misteriosa spedizione nella Gola del Diavolo, in Bulgaria, e il ritrovamento di un cadavere perfettamente conservato. Il cadavere di un angelo. Per Evangeline, quelle lettere sono il primo tassello di una storia che affonda le sue radici nella notte dei tempi: la storia degli angeli che hanno tradito Dio e della malvagità che è scesa sulla Terra con un battito d’ali; la storia dei Nefilim, le creature generate dall’unione tra gli angeli ribelli e i mortali; la storia degli angelologi, un gruppo di studiosi che, da generazioni, si tramandano il segreto dell’esistenza dei Nefilim e combattono contro di loro. E, soprattutto, la storia di uno strumento musicale di origine divina e dai poteri straordinari, uno strumento andato perduto e che ora Evangeline ha il compito di recuperare, prima che lo facciano i Nefilim. Perché la storia degli angelologi è anche la sua storia, e la loro missione è la sua missione. Perché il destino dell’umanità è nelle sue mani.
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### Descrizione del libro
**Un debutto narrativo ambizioso, intenso, emozionante. Un romanzo che il *New York Times* ha inserito tra i 100 migliori libri del 2010.**
Quando il padre l’aveva affidata alle suore francescane del convento di St. Rose, vicino a New York, Evangeline aveva soltanto dodici anni. In quella pace operosa, la bambina è diventata donna e ha poi scelto di prendere i voti. Adesso si occupa della biblioteca del convento, che ospita un’eccezionale collezione d’immagini angeliche. Ma, proprio in quel luogo apparentemente così lontano dai turbamenti del mondo, Evangeline scopre alcune lettere, spedite negli anni ’40 dall’ereditiera Abigail Rockefeller a una suora del St. Rose: in esse vengono citati una misteriosa spedizione nella Gola del Diavolo, in Bulgaria, e il ritrovamento di un cadavere perfettamente conservato. Il cadavere di un angelo. Per Evangeline, quelle lettere sono il primo tassello di una storia che affonda le sue radici nella notte dei tempi: la storia degli angeli che hanno tradito Dio e della malvagità che è scesa sulla Terra con un battito d’ali; la storia dei Nefilim, le creature generate dall’unione tra gli angeli ribelli e i mortali; la storia degli angelologi, un gruppo di studiosi che, da generazioni, si tramandano il segreto dell’esistenza dei Nefilim e combattono contro di loro. E, soprattutto, la storia di uno strumento musicale di origine divina e dai poteri straordinari, uno strumento andato perduto e che ora Evangeline ha il compito di recuperare, prima che lo facciano i Nefilim. Perché la storia degli angelologi è anche la sua storia, e la loro missione è la sua missione. Perché il destino dell’umanità è nelle sue mani.
### Sinossi
Quando il padre l’aveva affidata alle suore francescane del convento di St. Rose, vicino a New York, Evangeline aveva soltanto dodici anni. In quella pace operosa, la bambina è diventata donna e ha poi scelto di prendere i voti. Adesso si occupa della biblioteca del convento, che ospita un’eccezionale collezione d’immagini angeliche. Ma, proprio in quel luogo apparentemente così lontano dai turbamenti del mondo, Evangeline scopre alcune lettere, spedite negli anni ’40 dall’ereditiera Abigail Rockefeller a una suora del St. Rose: in esse vengono citati una misteriosa spedizione nella Gola del Diavolo, in Bulgaria, e il ritrovamento di un cadavere perfettamente conservato. Il cadavere di un angelo. Per Evangeline, quelle lettere sono il primo tassello di una storia che affonda le sue radici nella notte dei tempi: la storia degli angeli che hanno tradito Dio e della malvagità che è scesa sulla Terra con un battito d’ali; la storia dei Nefilim, le creature generate dall’unione tra gli angeli ribelli e i mortali; la storia degli angelologi, un gruppo di studiosi che, da generazioni, si tramandano il segreto dell’esistenza dei Nefilim e combattono contro di loro. E, soprattutto, la storia di uno strumento musicale di origine divina e dai poteri straordinari, uno strumento andato perduto e che ora Evangeline ha il compito di recuperare, prima che lo facciano i Nefilim. Perché la storia degli angelologi è anche la sua storia, e la loro missione è la sua missione. Perché il destino dell’umanità è nelle sue mani.

Angelo tentatore

Bello come il peccato. E altrettanto pericoloso. Serena St. Clair, angelo custode al suo primo incarico, lo capisce nell’istante stesso in cui le dita di Julian Asher le sfiorano la pelle e i suoi occhi le scorrono addosso come una carezza sensuale. Le basta un attimo per rendersi conto che quello che le sta davanti non è un comune mortale, bensì la più potente entità demoniaca di Los Angeles, un arcidemone il cui unico scopo è indurre in tentazione, sedurre, corrompere… Ma Julian non è disposto a cedere l’anima perduta che le è stata affidata. A meno che lei non accetti la sua perversa scommessa.

Angelo custode cercasi

Nasti ha paura di tutto: buio, cani, rumori, cantine, ma un giorno la sua vita cambia…

Anestesia fatale

Per l’avvocato David Ransom è solo l’ennesimo caso di negligenza, un’anestesista che ha sbagliato nel somministrare un farmaco letale. Per Kate Chesne, invece, quel caso potrebbe essere la fine della carriera, un sospetto e un’accusa infamante a cui non si rassegna. Per questo irrompe nell’ufficio -e nella vita privata – di David, determinata a convincerlo della propria innocenza. Il brutale assassinio di un’infermiera insinua il dubbio in Ransom: e se Kate avesse ragione, se ci fosse realmente un disegno oscuro, una mente diabolica dietro il susseguirsi di morti apparentemente casuali?

Ancora weird tales

Ed eccoci al secondo appuntamento con WEIRD TALES. Sull’onda del consenso ricevuto dai lettori, abbiamo già provveduto ad allestire una vera e propria serie organica dedicata a questa mitica rivista di fantascienza americana che, ad ormai trent’anni dalla sua chiusura, non finisce di stupirci per la freschezza e l’originalità dei racconti che aveva a suo tempo presentato. Inoltre, con questa panoramica, ci proponiamo di fornire ai lettori un quadro il più completo possibile della rivista di fantascienza e fantasy più amata, non solo dai lettori, ma anche da tutti quegli autori che hanno costituito l’Età dell’Oro della Fantascienza. Robert B. Johnson: ”Nel profondo” (Far below); H.P. Lovecraft: ”Celephais” (Celephais); Manly W. Wellman: ”Silenziosa era la valle” (The Valley was Still); Clark A. Smith: ”Una notte a Malneant” (A Night in Malneant); H.P. Lovecraft: ”Il cane” (The Hound); Nitczin Dyalhis: ”Il cuore di Atlantan” (Hearth of Atlantan); Fritz Leiber: ”L’assassino fantasma” (The Phantom Slayer); Robert Bloch: ”Le bestie di Barsac” (The Beasts of Barsac); Ray Bradbury: ”Bang, sei morto!” (Bang! You’re Dead!); Edmond Hamilton: ”La locanda fuori dal mondo” (The Inn outside the World); Carl Jacobi: ”Il pesce di Carnaby” (Carnaby’s Fish); Anthony Boucher: ”Mister Lupescu” (Mr. Lupescu); Henry Kuttner: ”I ratti nel cimitero” (The Graveyard Rats); Theodore Sturgeon: ”Compagno di cella” (Ceilmate); H.P. Lovecraft: ”I familiari” (The Familiars); H.P. Lovecraft: ”Gli allevatori di piccioni” (The Pidgeon Flyers); Eric F. Russell: ”Spiro” (Venturer of the Martian Mimics); Algernon Blackwood: ”Rovine romane” (Roman Remains); Seabury Quinn: ”Rendici l’ieri” (And Give Us Yester- day); Clark A. Smith: ”Alla Chimera” (To the Chimera); Russell H. Wakefield: ”Dall’immenso abisso” (From the Vasty Deep); Stanton A. Coblentz: ”L’onnipresente Professor Karr” (The Ubiquitous Professor Karr); Mary E. Counselman: ”Lo spettro della Torre” (The Shot Tower Ghost); Allison W. Harding: ”Prendi il treno Z” (Take the Z Train); Frank B. Long: ”Due facce” (Two Face); Margaret St. Clair: ”Il piccolo gufo rosso” (The Little Red Owl).

Ancora una notte

Incapace di dargli l’erede che cerca, Maya prende coscienza del fatto di non essere la moglie adatta a Giorgio Sabbatini. Lui l’aveva sposata cinque anni prima, quando era sola e senza un soldo, andando contro tutto e tutti. Adesso lei deve restituirgli il favore e rendergli la libertà.
Giorgio ha cercato con ogni mezzo di convincere Maya a restare, e forse uno di questi tentativi ha dato i suoi frutti. Dopo un’ultima, sfrenata notte di passione, l’annuncio tanto atteso è arrivato a sconvolgere i piani di tutti. Adesso Giorgio ha un’arma in più per riconquistare sua moglie e fare in modo che decida di rimanere al suo fianco per sempre.
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### Sinossi
Incapace di dargli l’erede che cerca, Maya prende coscienza del fatto di non essere la moglie adatta a Giorgio Sabbatini. Lui l’aveva sposata cinque anni prima, quando era sola e senza un soldo, andando contro tutto e tutti. Adesso lei deve restituirgli il favore e rendergli la libertà.
Giorgio ha cercato con ogni mezzo di convincere Maya a restare, e forse uno di questi tentativi ha dato i suoi frutti. Dopo un’ultima, sfrenata notte di passione, l’annuncio tanto atteso è arrivato a sconvolgere i piani di tutti. Adesso Giorgio ha un’arma in più per riconquistare sua moglie e fare in modo che decida di rimanere al suo fianco per sempre.

Ancora una notte

In questo caso, Philip Marlowe non sa il perché, ma è stato incaricato da un famoso avvocato di pedinare una certa Betty Mayfield. Lei arriva a New York con un superrapido, poi riparte alla volta della California. Tra i segreti della misteriosa figura femminile dev’esserci un ricatto che la tiene legata al suo ricattatore, un tipo di nome Larry. Marlowe assiste a un furibondo litigio tra i due e, poco dopo, dalla donna gli viene chiesto aiuto per nascondere il cadavere dell’uomo assassinato che si trova sul balcone della sua stanza. Ma… apparentemente non vi sono tracce né di cadaveri, né di assassini.

Anche solo una vita

**Dall’Alabama alla Germania nazista, una storia di redenzione ricca di drammatici colpi di scena, un’eroina indimenticabile pronta a trasformare l’odio in amore.**
Alabama, 1939. Una terribile premonizione sveglia Eldedeena nel cuore della notte: un bambino è in pericolo, se lei non farà niente morirà investito da una macchina. Incerta se fidarsi del suo istinto e immischiarsi negli affari dei bianchi, Eldedeena decide comunque di salvarlo. Un gesto che il padre del bambino, capo del Ku Klux Klan locale, vive come un affronto: meglio un figlio morto che essere in debito con una negra.
La vendetta non si fa attendere e qualche giorno dopo alcuni uomini incappucciati le strapperanno quanto ha di più caro: Jedidiah, il suo bambino di soli sei anni. Solo Nathan, giovane medico di New York, riesce a starle vicino in questo straziante momento, nonostante le sue attività umanitarie siano mal viste dal KKK. Basta un attimo per perdere ciò che più si ama e ritrovarsi in un baratro di disperazione.
Per Eldedeena la tentazione di lasciarsi accecare dall’odio è davvero forte, ma che cosa cambierebbe? Forse c’è ancora una speranza a cui appigliarsi, non rassegnarsi all’odio, impegnarsi in prima linea nella resistenza e salvare anche solo una vita in più.
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### Sinossi
**Dall’Alabama alla Germania nazista, una storia di redenzione ricca di drammatici colpi di scena, un’eroina indimenticabile pronta a trasformare l’odio in amore.**
Alabama, 1939. Una terribile premonizione sveglia Eldedeena nel cuore della notte: un bambino è in pericolo, se lei non farà niente morirà investito da una macchina. Incerta se fidarsi del suo istinto e immischiarsi negli affari dei bianchi, Eldedeena decide comunque di salvarlo. Un gesto che il padre del bambino, capo del Ku Klux Klan locale, vive come un affronto: meglio un figlio morto che essere in debito con una negra.
La vendetta non si fa attendere e qualche giorno dopo alcuni uomini incappucciati le strapperanno quanto ha di più caro: Jedidiah, il suo bambino di soli sei anni. Solo Nathan, giovane medico di New York, riesce a starle vicino in questo straziante momento, nonostante le sue attività umanitarie siano mal viste dal KKK. Basta un attimo per perdere ciò che più si ama e ritrovarsi in un baratro di disperazione.
Per Eldedeena la tentazione di lasciarsi accecare dall’odio è davvero forte, ma che cosa cambierebbe? Forse c’è ancora una speranza a cui appigliarsi, non rassegnarsi all’odio, impegnarsi in prima linea nella resistenza e salvare anche solo una vita in più.

Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano Opera Omnia

aRicorda vagamente l’attore Ben Gazzara. Nel fisico. Però a conoscerlo meglio ci si lascia intenerire e si è più propensi a pensarlo un Charles Bronson dell’editoria. Uomo avvezzo a qualsiasi peripezia pur di ottenere il fine unico al quale dedica i giorni e le notti: un libro di successo. Ma non è proprio così. Alessandro Dalai, detto Sandro da amici, famigliari e zii, in realtà non è altro che il generale burbero ma in fondo bonaccione che il grande Ernest Borgnine interpreta in Quella sporca dozzina e noi siamo i Cassavetes, i Sutherland, i Savalas (Matteo Molinari) votati al sacrificio per un’azione disperata che salverà dalla dittatura l’Editoria, l’Italia, il Mondo. Per questo, solo per questo, abbiamo accettato la missione senza ritorno di dare alle stampe la raccolta definitiva delle Formiche, un malloppone di ben tremila battute, quasi mille autori, tre indici, e soprattutto una prefazione encomiastico-adulatoria del vero eroe di questo assalto al castello normanno delle librerie: il maggiore Reisman, interpretato da Lee Marvin-Del Buono, uomo dalla mascella volitiva e dai muscoli d’acciaio, è vero, ma pur sempre dalle idee tante e chiare. Loro, Ernest Borgnine-Dalai e Lee Marvin-Del Buono, sono i veri Autori di questa raccolta. “Noi, questa sporca terzina, lo facciamo perché è l’unico modo per guadagnarci la Libertà o, male che vada, il Paradiso.

Anatra all’arancia meccanica. Racconti 2000-2010

«Anatra all’arancia meccanica è un mandato di comparizione recapitato alla realtà italiana, un inventario di codici fiammeggiante e malinconico, un’esplorazione del presente alla fine della quale ci rendiamo conto che il mood in Italy che da dieci anni assorbiamo e generiamo è un ibrido caotico, un tempo che nasce morendo: e che al potere, soprattutto quando è senile e snervato come in questo paese, va opposta una corroborante vitale visionarietà. Anche quella del racconto.»
Giorgio Vasta – la Repubblica
* * *
L’ufficio di un produttore cinematografico romano. Una città sull’orlo di una guerra tra «animali A» e «animali Z». Il deposito di monete di un papero milionario. Una Milano «culturale» affollata di guitti e fantasmi. Una porcilaia industriale padana.
Un combattimento tra galli a Manila. La capitale americana del Parmigiano. Una clinica in collina. Un appartamento bolognese invaso dai piccioni. Un autogrill alla fine della nostra civiltà. Buon inizio di millennio.
Anatra all’arancia meccanica è una selezione dei racconti di Wu Ming dal 2000 a oggi. Alcuni erano sparsi per riviste e antologie, altri disponibili soltanto in rete, altri ancora totalmente inediti. Si va dal comico-grottesco al tragico, dal moderno picaresco al futuribile distopico. Di pagina in pagina, prende forma un bollettino eclettico ma coerente di quanto successo in Italia e nel mondo negli ultimi dieci anni, dal G8 di Genova alla distruzione di New Orleans passando per l’11 settembre e le guerre in Iraq e Afghanistan. L’obliqua biografia di un decennio che ha avuto il culto dell’unanimità, ha fuggito l’eresia, ha sognato il trionfo del facile. In questi Anni Zero, paralleli eppure convergenti, si muovono il detective Topo Lino e il ribelle Anatrino, i trecento boscaioli dell’Imperatore, gli avventurieri Erben & Flynn, l’agente letterario Cienfuegos, Momodou e il suo carnefice Tajani, l’eroe dei due mondi Adalberto Rizzi, la zecca Argas Reflexus, il «Primus Habens» e la Veggente del Cantagallo.

Anastasia

Boone Sawyer si trasferisce in California con la piccola Jessie. E qui stringe subito amicizia con la sua vicina di casa, la splendida Anastasia. Ma chi è, in realtà, Anastasia Donovan? E’ una ragazza che ha paura di amare e che nasconde un… segreto. E Boone se ne rende conto quando le confessa i suoi sentimenti. Da quel momento, infatti, la situazione precipita e il loro rapporto si fa sempre più complicato. Finchè, un giorno, un banale incidente rimette tutto in discussione…

Analog 5 Estate 1995

“A molti lettori italiani il nome Analog dirà poco. E per spiegare cosa rappresenti questa testata per la fantascienza bisogna partire con un altro titolo: Astounding. La mitica Astounding diretta da John W. Campbell, su cui Jack Williamson, Ed Hamilton, Murray Leinster, Eric Frank Russell, Clifford D. Simak, Hal Clement, Van Vogt, Henry Kuttner e Isaac Asimov (per dirne solo alcuni) scrissero i loro capolavori che sono diventati dei classici della fantascienza. Ecco spiegato in poche parole cosa sia Analog. Sì, perché Analog è la trasformazione di quella rivista mitica operata per aggiornare il nome della testata ai tempi, svecchiando le meraviglie dello spazio e del tempo tramite un rapporto dichiarato di analogia tra fatti scientifici e le loro trascrizioni immaginarie e narrative nella science fiction. Quindi una pubblicazione di fantascienza tecnologica e avventurosa che, sin da subito, si presenta con una parata di grossi calibri!” Con questa presentazione nel 1994 viene fatto l’unico tentativo di portare Analog anche in Italia, portando in edicola la rivista in edizione trimestrale. Un tentativo che durerà solo 5 numeri. A differenza dell’originale la versione italiana di Analog assomiglia di più ad un’antologia di racconti piuttosto che una rivista. Editoriale stringatissimo di mezza paginetta, assenza totale di articoli e saggi: solo racconti, più o meno lunghi, ed un romanzo completo. Tra questi due premi Hugo: Georgia On My Mind di Charles Sheffield e Giù Nelle Terrefonde di Harry Turtledove. ANALOG 5 Complesso di colpa di Charles Sheffield Test di umanità di Charles Sheffield La doppia scala a chiocciola di Charles Sheffield Godspeed di Charles Sheffield Occhi profondi di Gregory Benford L’elefante maltese di Harry Turtledove Inerzia di Nancy Kress Le singolari abitudini… di Geoffrey A. Landis Il buco della serratura… di Stephen L. Burns L’ostaggio di Christopher Anvil.

Analog 4 Primavera 1995

“A molti lettori italiani il nome Analog dirà poco. E per spiegare cosa rappresenti questa testata per la fantascienza bisogna partire con un altro titolo: Astounding. La mitica Astounding diretta da John W. Campbell, su cui Jack Williamson, Ed Hamilton, Murray Leinster, Eric Frank Russell, Clifford D. Simak, Hal Clement, Van Vogt, Henry Kuttner e Isaac Asimov (per dirne solo alcuni) scrissero i loro capolavori che sono diventati dei classici della fantascienza. Ecco spiegato in poche parole cosa sia Analog. Sì, perché Analog è la trasformazione di quella rivista mitica operata per aggiornare il nome della testata ai tempi, svecchiando le meraviglie dello spazio e del tempo tramite un rapporto dichiarato di analogia tra fatti scientifici e le loro trascrizioni immaginarie e narrative nella science fiction. Quindi una pubblicazione di fantascienza tecnologica e avventurosa che, sin da subito, si presenta con una parata di grossi calibri!” Con questa presentazione nel 1994 viene fatto l’unico tentativo di portare Analog anche in Italia, portando in edicola la rivista in edizione trimestrale. Un tentativo che durerà solo 5 numeri. A differenza dell’originale la versione italiana di Analog assomiglia di più ad un’antologia di racconti piuttosto che una rivista. Editoriale stringatissimo di mezza paginetta, assenza totale di articoli e saggi: solo racconti, più o meno lunghi, ed un romanzo completo. Tra questi due premi Hugo: Georgia On My Mind di Charles Sheffield e Giù Nelle Terrefonde di Harry Turtledove. ANALOG 4 Poli separati di G. David Nordley Rete di G. David Nordley La guerra di Sam di Ben Bova Rinascita di Poul Anderson L’omino di panpepato di James Gunn Il sottomanipolatore di Cristopher Anvil Il tetraedro di Charles L. Harness

Analog 3 Inverno 1995

“A molti lettori italiani il nome Analog dirà poco. E per spiegare cosa rappresenti questa testata per la fantascienza bisogna partire con un altro titolo: Astounding. La mitica Astounding diretta da John W. Campbell, su cui Jack Williamson, Ed Hamilton, Murray Leinster, Eric Frank Russell, Clifford D. Simak, Hal Clement, Van Vogt, Henry Kuttner e Isaac Asimov (per dirne solo alcuni) scrissero i loro capolavori che sono diventati dei classici della fantascienza. Ecco spiegato in poche parole cosa sia Analog. Sì, perché Analog è la trasformazione di quella rivista mitica operata per aggiornare il nome della testata ai tempi, svecchiando le meraviglie dello spazio e del tempo tramite un rapporto dichiarato di analogia tra fatti scientifici e le loro trascrizioni immaginarie e narrative nella science fiction. Quindi una pubblicazione di fantascienza tecnologica e avventurosa che, sin da subito, si presenta con una parata di grossi calibri!” Con questa presentazione nel 1994 viene fatto l’unico tentativo di portare Analog anche in Italia, portando in edicola la rivista in edizione trimestrale. Un tentativo che durerà solo 5 numeri. A differenza dell’originale la versione italiana di Analog assomiglia di più ad un’antologia di racconti piuttosto che una rivista. Editoriale stringatissimo di mezza paginetta, assenza totale di articoli e saggi: solo racconti, più o meno lunghi, ed un romanzo completo. Tra questi due premi Hugo: Georgia On My Mind di Charles Sheffield e Giù Nelle Terrefonde di Harry Turtledove. ANALOG 3 Giù nelle Terrefonde di Harry Turtledove Stranieri di Poul Anderson Ada Wilkins in linea via cavo di John Brunner La materia nascosta di McAndrew di Charles Sheffield Nel grande Rift di Miranda di David Nordley L’emissario di Stephen Kraus Oltre il muro di T. W. Quick

Analog 2 Autunno 1994

“A molti lettori italiani il nome Analog dirà poco. E per spiegare cosa rappresenti questa testata per la fantascienza bisogna partire con un altro titolo: Astounding. La mitica Astounding diretta da John W. Campbell, su cui Jack Williamson, Ed Hamilton, Murray Leinster, Eric Frank Russell, Clifford D. Simak, Hal Clement, Van Vogt, Henry Kuttner e Isaac Asimov (per dirne solo alcuni) scrissero i loro capolavori che sono diventati dei classici della fantascienza. Ecco spiegato in poche parole cosa sia Analog. Sì, perché Analog è la trasformazione di quella rivista mitica operata per aggiornare il nome della testata ai tempi, svecchiando le meraviglie dello spazio e del tempo tramite un rapporto dichiarato di analogia tra fatti scientifici e le loro trascrizioni immaginarie e narrative nella science fiction. Quindi una pubblicazione di fantascienza tecnologica e avventurosa che, sin da subito, si presenta con una parata di grossi calibri!” Con questa presentazione nel 1994 viene fatto l’unico tentativo di portare Analog anche in Italia, portando in edicola la rivista in edizione trimestrale. Un tentativo che durerà solo 5 numeri. A differenza dell’originale la versione italiana di Analog assomiglia di più ad un’antologia di racconti piuttosto che una rivista. Editoriale stringatissimo di mezza paginetta, assenza totale di articoli e saggi: solo racconti, più o meno lunghi, ed un romanzo completo. Tra questi due premi Hugo: Georgia On My Mind di Charles Sheffield e Giù Nelle Terrefonde di Harry Turtledove. ANALOG 2 Costruttori di infinito di Kevin J. Anderson & Doug Beason Georgia on my Mind di Charles Sheffield Quello che non si vede di Martha Soukup