61729–61744 di 74503 risultati

Nei mari estremi

I temi dell’amore e della morte, come momenti forti della vita, in un libro “estremo”. Un testo coraggioso, quasi spietato che – con l’intreccio dei fatti – registra sentimenti, pensieri e sogni della scrittrice, alla ricerca di una verità profonda, “tra filosofia e religione”.
All’apice della sua arte narrativa, Lalla Romano affronta in questo romanzo i più importanti temi universali e insieme quotidiani. Nei mari estremi racconta i “quattro anni” dell’incontro e dell’innamoramento – fino al matrimonio – con Innocenzo, che sarebbe poi stato il compagno di tutta un’esistenza. Fino alla morte di lui, anticipata con verità attraverso i “quattro mesi” della malattia. Amore e morte vengono narrati come momenti forti della vita, con una descrizione anche degli aspetti piu segreti e personali, nella loro fisicità. Coraggioso, quasi spietato, il testo sapientemente si snoda -come un seguito di “variazioni” musicali -attorno a momenti in cui si gioca il rischio supremo. Da qui il titolo che allude a “momenti estremi”. “Momenti -scrive Lalla Romano – quasi sottratti al tempo, in quanto appartengono al suo margine, alla sua fine, o soltanto vi alludono”. Insieme all ‘intreccio dei fatti, il romanzo registra sentimenti, pensieri e sogni della scrittrice che -scrive Cesare Segre nell'”Introduzione” alle Opere nei Meridiani Mondadori -“ha sempre cercato una verità che non è quella fattuale, ma qualcosa di piu profondo, posto in una zona impervia tra filosofia e religione. Nei mari estremi segna il raggiungimento di questa verità, è un punto di non ritorno, per lei, e il punto piu avanzato cui il lettore, o il critico, sia stato trascinato dai suoi libri”. La prima edizione è uscita con Mondadori nel 1987 .Nel 1996 presso Einaudi viene pubblicata una nuova edizione nei “Supercoralli”, con testi inediti e una diversa articolazione delle due parti, che è quella ora riproposta.

Nei labirinti della fantascienza: guida critica

La letteratura di fantascienza è diventata uno dei settori più rigogliosi della letteratura popolare. Collane rilegate e economiche proliferano al limite della pletoricità; e a autori che sono diventati dei “classici” come Asimov, Sheckley, Heinlein, Pohl e Van Vogt, si sono affiancati negli ultimi anni scrittori che sono ormai ben più che delle promesse, da Ursula Le Guin a Delany, da Disch a Joanna Russ, dalla Tiptree a Lafferty. Anche il dibattito critico, ancora confuso e approssimativo, comincia a svilupparsi. Ma non è tanto interessante sapere se la fantascienza sia o meno “l’ala progressista” della cultura di massa (probabilmente, fra l’altro, non lo è) quanto vedere attraverso quali passaggi essa contribuisce a costruire e strutturare l’esperienza dell'”uomo comune,” di chi legge e consuma fantascienza come di chi non lo fa. A questo interrogativo comincia a dare qualche risposta questa guida, con un’operazione certo non conclusiva ma necessaria e preliminare, perché nessuno, nel campo della fantascienza, l’ha ancora compiuta: la distruzione dei miti. Che l’ottimismo scientista e tecnocratico di Asimov non rappresenti propriamente il culmine della produzione fantascientifica forse lo sapevamo già; che un filo sotterraneo leghi a una scrittrice indubbiamente più interessante come la Le Guin può essere forse, per l’Italia, meno scontato. Su scorci inediti, e qualche volta provocatori, di questo tipo “Un’Ambigua Utopia” costruisce, in 140 voci sulle opere più rilevanti la sua “proposta di lettura” della fantascienza, che potrà risultare scandalosa per molti appassionati del genere, ma stimolante per altri e per tutti coloro che vogliano farsi un’idea di questo genere di letteratura, al di fuori dei clichés più comuni. Il Collettivo “Un’Ambigua Utopia,” nato a Milano nel 1977 e diffusosi recentemente anche a Roma e Napoli, redige e pubblica l’omonima rivista e ha già al suo attivo varie iniziative sulla fantascienza, in chiave tra il politico e il grottesco.

Il Negus

Ras Tafari (1892-1975), ultimo imperatore d’Etiopia dal 1930 con il nome di Hailè Selassiè I, viene deposto da un colpo di stato il 12 settembre 1974. Kapuściński si reca ad Addis Abeba per capire cosa fosse davvero la monarchia assoluta del Negus, il Re dei Re, e perché sia caduta. Riesce a incontrare i rappresentanti dell’entourage imperiale e ne raccoglie i racconti, acuti, commossi, involontariamente umoristici. Intervista gli uomini che stavano a Palazzo o avevano avuto il diritto di accedervi, con la funzione di servitori, cortigiani, funzionari, spie, camerieri di ogni sorta, ma anche testimoni acuti e smaliziati di intrighi, lotte di potere e abiezioni. Ne esce un ritratto insolito del Negus, educato a Cambridge ma deciso a conservare il rituale di bacio al piede e genuflessione, promotore di riforme economiche, morali e sociali che però di fatto preservano l’arcaica sostanza del suo impero, preda di deliri di grandezza e progresso per cui sperpera denaro in un paese che muore di fame. Un vecchio rabbioso, onnipotente e superbo, ma anche terrorizzato dall’idea delle congiure, che si circonda di ministri inetti, in una società gerarchica, primitiva e corrotta.

Il Negromante

Il Negromante è una commedia di Ludovico Ariosto scritta nel 1509 in prima stesura abbozzata, poi terminata nel 1520 per spedirne il testo a Papa Leone X ed ulteriormente riscritta nel 1528. Il primo allestimento è avvenuto a Ferrara tra il 1528 ed il 1529, mentre la pubblicazione avvenne nel 1535. L’azione della commedia è ambientata a Cremona.
Narra le vicende di un mago, un impostore ovviamente. L’unico scopo è di prendere in giro i costumi popolari e le tradizioni legate ai tarocchi.
Il Negromante, la terza commedia di Ariosto, fu compiuta nel gennaio del 1520 e narra degli espedienti impiegati da un giovane per penetrare nella casa dell’amata. Ma al centro della trama è un praticone di arti magiche che si prende gioco della credulità del prossimo. Nel disegnare il personaggio Ariosto ricorre a fonti moderne come ad esempio: – il Ruffo della commedia del Cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena, la Calandria; – Callimaco, il finto medico della Mandragola di Niccolò Machiavelli. Il Negromante viene messo in scena soltanto nel 1528.

(source: Bol.com)

Il Negro Di Pietro Il Grande

Il negro di Pietro il Grande by Aleksandr Pu
Abram Petrovič Gannibal fu portato in Russia come schiavo per Pietro il Grande, divenne maggior generale del Genio militare, governatore di Reval e nobile dell’Impero Russo. È forse oggi più conosciuto come bisnonno di Aleksandr Puškin, che ha scritto su di lui Il Negro di Pietro il Grande.

Le nebbie di Avalon

Vi fu un’epoca in cui le porte tra i mondi fluttuavano con le nebbie e si aprivano al volere del viaggiatore. Di là dal regno del reale si schiudevano allora luoghi arcani, territori favolosi dove le più ammalianti creature parlavano lingue oggi sconosciute; dove nessuna cosa era identica a se stessa, ma poteva mutarsi a ogni istante in un’altra. Con l’andar del tempo, però, passare da una parte all’altra si fece sempre più difficile. Allora, come oggi, furono le donne a fare da mediatrici. Morgana, Igraine e Viviana conoscevano il modo per far schiudere le nebbie e penetrare nel magico regno di Avalon: come questo fosse, quali misteri racchiudesse, in che modo le Dame del Lago potessero influire sulle vite degli ardimentosi eroi della Tavola Rotonda è l’argomento di questo romanzo seducente, magico a propria volta. Riusciremo anche noi, alla fine, a scoprire il varco che tuttora conduce da un regno all’altro? Sì, se dei tanti segreti che la voce di Morgana ci svela attraverso le pagine di questo libro, terremo a mente il primo, il più semplice e tuttavia più grande: che siamo noi, con il nostro pensiero, a creare giorno per giorno il mondo che ci circonda.

Nebbia Cenere

Bruno Savini vive da single in un paese della provincia emiliana, è laureato in lettere e ha alle spalle velleità artistiche presto fallite e abbandonate. Si mantiene facendo l’autista di scuolabus e ha smesso di aspirare a qualcosa di meglio, perché si porta dietro le cicatrici di troppe difficoltà e delusioni. I suoi amici più fedeli, ormai, sono i bambini che ogni giorno trasporta a scuola. Attraverso le loro personalità, i loro piccoli e grandi drammi, rivive le vicende della propria infanzia. Vive immerso nei ricordi e nel passato, mentre una fitta nebbia avvolge sogni e speranze. Il ricordo di Serena, la ragazza che lo ha lasciato da un anno, lo domina fino a trasformarsi in ossessione. Un’ossessione che diventa presto follia…

Nebbia

Pubblicato nel 1914, Nebbia racconta la vita del giovane e benestante Augusto Pérez, gran passeggiatore e giocatore di scacchi, che conduce un’esistenza dolcemente oziosa, perennemente avvolto nella nebbia delle sue fantasticherie. Anche l’incontro con Eugenia, la graziosa fanciulla insegnante di pianoforte, non sarà sufficiente a riportare il protagonista con i piedi per terra. Più che dal suo sogno d’amore, Augusto è infatti tormentato dal fantasma di verità e bellezza che la sua fantasia gli ha dipinto nel segreto del cuore. Ma il sognatore Augusto a sua volta scoprirà di essere solo il sogno di uno scrittore, Unamuno stesso, dal quale Augusto si recherà a chiedere del suo destino di personaggio; a questo punto, le sorti dell’autore e del suo povero personaggio non sono ancora chiare, e il continuo gioco di specchi rivela un’identità tutta sospesa tra realtà e sogno…
**
### Sinossi
Pubblicato nel 1914, Nebbia racconta la vita del giovane e benestante Augusto Pérez, gran passeggiatore e giocatore di scacchi, che conduce un’esistenza dolcemente oziosa, perennemente avvolto nella nebbia delle sue fantasticherie. Anche l’incontro con Eugenia, la graziosa fanciulla insegnante di pianoforte, non sarà sufficiente a riportare il protagonista con i piedi per terra. Più che dal suo sogno d’amore, Augusto è infatti tormentato dal fantasma di verità e bellezza che la sua fantasia gli ha dipinto nel segreto del cuore. Ma il sognatore Augusto a sua volta scoprirà di essere solo il sogno di uno scrittore, Unamuno stesso, dal quale Augusto si recherà a chiedere del suo destino di personaggio; a questo punto, le sorti dell’autore e del suo povero personaggio non sono ancora chiare, e il continuo gioco di specchi rivela un’identità tutta sospesa tra realtà e sogno…

Né potere né gloria

Il Golgota non è certo la meta ideale dove distrarsi per uno storico romano di passaggio a Gerusalemme. Ma Valerio Massimo a quel colle brullo e stranamente animato arriva per caso, e proprio quando un condannato sta per essere crocifisso. Chi è e cos’avrà mai fatto quell’uomo esile, dall’aria mite, per essere punito con una morte tanto crudele? E cosa significa quella scritta, INRI, apposta sulla sua croce? Da quando lo vede, Valerio Massimo, allevato nella salda concezione della realtà e della cultura di Roma, uomo cinico e razionale, non è più lo stesso e inizia a interrogarsi senza sosta su quella condanna. E mentre a tutti appare assurdo l’interesse di un cittadino romano per un galileo inchiodato a due assi di legno, la sua indagine lo condurrà sulle orme di Yehoshua, lungo strade impolverate e infide, alla ricerca di chi lo ha conosciuto, di chi ha ascoltato, senza capirle, le sue parole e lo ha visto compiere prodigi già dimenticati. Mettendo in pericolo la sua stessa vita concluderà che si è trattato della morte di un innocente, colpevole solo di non aver compreso davvero il mondo con le sue piccolezze e false leggi, tradito e abbandonato persino dai suoi discepoli. Un fallito, non un vincitore, eppure agli occhi di Valerio Massimo un uomo più potente, nella sua debolezza, dei potenti che lo hanno condannato. Né potere né gloria è l’inaspettato innamoramento per una figura sconcertante, quella di Cristo, che ha scelto di consegnare il proprio destino nelle mani e alla labile memoria degli uomini.
(source: Bol.com)

Ndrangheta padana

Omertà, pizzo, infiltrazioni mafiose nel mondo della politica e dell’impresa, summit mafiosi…parole e concetti che rimandano istintivamenteal Sud. Eppure la mafia, e in particolar modola ‘ndrangheta, non è un problema unicamentemeridionale, non è affare che riguarda solo”i terun”.La ‘ndrangheta è l’unica organizzazione criminalead avere due sedi, Reggio Calabria e Milano.La”Padania” è da decenni teatro di loschi affarie di intrecci ancor più sporchi e, nonostantese ne parli ormai da tempo, politici e amministratorilocali, con lodevoli eccezioni, fingonodi non vedere o negano spudoratamente l’evidenza.Gli ‘ndranghetisti hanno il controllo diuna parte del territorio, hanno molti soldi e liprestano a usura, si sono impossessati di case,alberghi, bar, ristoranti, pizzerie, supermercati,imprese, sono presenti nei grandi appalti dell’Altavelocità e hanno lambito quelli dell’Expo.è la mafia dei colletti bianchi, degli uomini cerniera,degli insospettabili, degli uomini invisibili.L’autore getta finalmente luce su questa realtàfinora sommersa, fa nomi e cognomi di politici,imprenditori, professionisti legati a doppiofilo alla ‘ndrangheta e che pure continuanoa occupare posti di prestigio e di potere inLombardia e in tutto il Nord.
(source: Bol.com)

NazItalia. Viaggio in un paese che si è riscoperto fascista

Aprile 2018. L’Italia si appresta a festeggiare il 73° anniversario della Liberazione, mentre alle elezioni del 4 marzo ha vinto un centrodestra a guida leghista, grazie anche ai voti neofascisti. Nel 2017 Paolo Berizzi, con i suoi scoop su «la Repubblica», ci ha raccontato la nuova marcia su Roma di Forza Nuova, il lido «mussoliniano» di Chioggia, il blitz del Veneto Fronte Skinheads nella sede di un’associazione pro-migranti di Como. Fino alla tentata strage di Macerata nel febbraio 2018. Episodi sintomo di un’escalation fascioleghista e xenofoba allarmante, di fronte alla quale l’Italia si divide fra chi minimizza o dà la colpa all’«immigrazione fuori controllo», come il leghista Salvini, e chi assicura che «il fascismo in Italia è morto per sempre». Non è così. In questo libro, che corona quindici anni di inchieste, forte dei retroscena inediti sulla svolta a destra della Lega e dei racconti di un pentito di Forza Nuova, Berizzi fotografa in maniera vivida un Paese che si è riscoperto fascista, o forse sotto sotto non ha mai smesso di esserlo. Un Paese in cui i media e i partiti, sia di destra che di sinistra, sono sempre timidi a parlare di fascismo e a stigmatizzare certe derive. È uno sdoganamento in corso da anni, colpa anche dell’inedia di istituzioni e organi dello Stato. E che continuerà sotto le nuove forme del populismo sovranista, mentre partiti come CasaPound e Forza Nuova puntano a sostituirsi allo Stato e a radicarsi sul territorio offrendo assistenzialismo di strada e sicurezza fai da te. Oggi più che mai, quindi, mentre i fascisti del terzo millennio agiscono nelle piazze e nel web, con la violenza e la beneficenza, bisogna far nostro il monito che Umberto Eco lanciava sul «fascismo eterno», capace di riproporsi sempre sotto forme liquide e larvate: «il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue forme, ogni giorno, in ogni parte del mondo». È questo lo spirito appassionato del viaggio di Berizzi.
**

NazItalia

Aprile 2018. L’Italia si appresta a festeggiare il 73° anniversario della Liberazione, mentre alle elezioni del 4 marzo ha vinto un centrodestra a guida leghista, grazie anche ai voti neofascisti. Nel 2017 Paolo Berizzi, con i suoi scoop su ‘la Repubblica’, ci ha raccontato la nuova marcia su Roma di Forza Nuova, il lido ‘mussoliniano’ di Chioggia, il blitz del Veneto Fronte Skinheads nella sede di un’associazione pro-migranti di Como. Fino alla tentata strage di Macerata nel febbraio 2018. Episodi sintomo di un’escalation fascioleghista e xenofoba allarmante, di fronte alla quale l’Italia si divide fra chi minimizza o dà la colpa all”immigrazione fuori controllo’, come il leghista Salvini, e chi assicura che ‘il fascismo in Italia è morto per sempre’. Non è così. In questo libro, che corona quindici anni di inchieste, forte dei retroscena inediti sulla svolta a destra della Lega e dei racconti di un pentito di Forza Nuova, Berizzi fotografa in maniera vivida un Paese che si è riscoperto fascista, o forse sotto sotto non ha mai smesso di esserlo. Un Paese in cui i media e i partiti, sia di destra che di sinistra, sono sempre timidi a parlare di fascismo e a stigmatizzare certe derive. È uno sdoganamento in corso da anni, colpa anche dell’inedia di istituzioni e organi dello Stato. E che continuerà sotto le nuove forme del populismo sovranista, mentre partiti come CasaPound e Forza Nuova puntano a sostituirsi allo Stato e a radicarsi sul territorio offrendo assistenzialismo di strada e sicurezza fai da te. Oggi più che mai, quindi, mentre i fascisti del terzo millennio agiscono nelle piazze e nel web, con la violenza e la beneficenza, bisogna far nostro il monito che Umberto Eco lanciava sul ‘fascismo eterno’, capace di riproporsi sempre sotto forme liquide e larvate: ‘il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue forme, ogni giorno, in ogni parte del mondo’. È questo lo spirito appassionato del viaggio di Berizzi.

(source: Bol.com)

Naviganti delle tenebre

Dopo *Lupi di fronte* al mare e *Il cromosoma dell’orchidea* ritorna il capitano Bosdaves e la sua Bari crepuscolare e sfuggente. All’ombroso carabiniere sono affidate le indagini sulla scomparsa di Samira, unica superstite della strage di una famiglia etiope, avvenuta molti anni prima nella palestra di un liceo. La sparizione della donna è l’inizio di un perfido progetto di vendetta, che Bosdaves dovrà svelare con l’aiuto del gaudente amico Ermanno e dell’intrigante Martina, fonte di languide tentazioni amorose. Nello scenario di un Sud che pare soccombere all’assalto di una criminalità lucida e pervasiva, emerge il passato di tre personaggi che ostentano la disfatta delle proprie esistenze: un cinico faccendiere che medita di trapiantarsi a Santo Domingo; una donna perseguitata dall’infelicità e amante di un sanguinario capoclan; un intellettuale tormentato dal desiderio di un impossibile riscatto. Una vicenda appassionante, che restituisce una Bari animata dall’epopea migrante e descritta nei suoi giorni più fulgidi, dedicati al culto di San Nicola, emblema di un ecumenico messaggio di salvezza.
**
### Sinossi
Dopo *Lupi di fronte* al mare e *Il cromosoma dell’orchidea* ritorna il capitano Bosdaves e la sua Bari crepuscolare e sfuggente. All’ombroso carabiniere sono affidate le indagini sulla scomparsa di Samira, unica superstite della strage di una famiglia etiope, avvenuta molti anni prima nella palestra di un liceo. La sparizione della donna è l’inizio di un perfido progetto di vendetta, che Bosdaves dovrà svelare con l’aiuto del gaudente amico Ermanno e dell’intrigante Martina, fonte di languide tentazioni amorose. Nello scenario di un Sud che pare soccombere all’assalto di una criminalità lucida e pervasiva, emerge il passato di tre personaggi che ostentano la disfatta delle proprie esistenze: un cinico faccendiere che medita di trapiantarsi a Santo Domingo; una donna perseguitata dall’infelicità e amante di un sanguinario capoclan; un intellettuale tormentato dal desiderio di un impossibile riscatto. Una vicenda appassionante, che restituisce una Bari animata dall’epopea migrante e descritta nei suoi giorni più fulgidi, dedicati al culto di San Nicola, emblema di un ecumenico messaggio di salvezza.

La nave della pazzia

La Vivacia, il vascello vivente che appartiene alla famiglia Vestrit da generazioni, è stata catturata dal malvagio pirata Kennit, che tiene in ostaggio anche il nipote e lo zio di Althea Vestrit. La giovane, decisa a rivendicare a ogni costo i propri diritti di eredità sulla nave, si lancia nel disperato tentativo di liberarla, con l’aiuto di Brashen. Ma le difficoltà sono enormi, e le possibilità di riuscire nell’ardimentoso progetto comportano rischi inimmaginabili, peggiori perfino dell’ipotesi di abbandonare per sempre il vascello nelle mani di colui che l’ha sottratto.

La nave d’oro

Roma, 68 d.C. Chi fu davvero Nerone? Era cosě spietato come lo descrissero gli storici? E, quando morě, morě proprio lui o non, piuttosto, uno dei tanti sosia che egli utilizzava nelle piů svariate occasioni? Alcuni parlano infatti di apparizioni dellimperatore dopo la sua morte. E se quella fosse stata soltanto lultima recita di un Ťartistať che volle concludere con lennesimo colpo di scena una vita giŕ abbastanza sorprendente?… Tra Mediterraneo e Giappone, 1331. In uno scenario che vede scontrarsi lOccidente cristiano e lOriente musulmano, si staglia sullo sfondo la figura di Hito Humarawa, un ex samurai troppo amante della vita per darsi la morte. Macchiato dal disonore, si ritrova al fianco di un mercante veneziano senza scrupoli e gli viene affidato il compito di combattere un giovane eroe dagli occhi color del mare con un passato da nobile cristiano: il suo nome č Lorenzo di Valnure, ma per il popolo č diventato il Muqatil, il guerriero Favignana (Sicilia), 2001. Durante una serie di immersioni, lammiraglio Guglielmo Grandi rinviene alcuni reperti che sembrano appartenere a unantica nave doro, misteriosamente naufragata con tutti i suoi segreti. Quella scoperta č forse la scintilla che puň ridare un senso alla vita di Henry Vittard, un celebre navigatore transoceanico che ha da poco tragicamente perduto la donna amata. Quale sottile filo unisce attraverso i millenni eventi in apparenza cosě diversi? A questa domanda intende dare una risposta la bella ricercatrice Sara Terracini, la quale, quando Grandi e Vittard le confidano il loro segreto, sa benissimo di andare incontro a un mare di guai, ma sa anche come il suo amico Oswald Breil, divenuto nel frattempo primo ministro del governo israeliano di non poter resistere al richiamo dellavventura. Unavventura che ci fa assistere a un appassionante inseguimento tra passato e presente, dove Storia e leggenda si mescolano con un ritmo serrato, senza pause, e in cui convivono le trame della Roma imperiale, quelle della mafia giapponese e le vicende della politica internazionale.
(source: Bol.com)