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Gli spiriti non dimenticano

Nel ricostruire la vita del capo Cavallo Pazzo, il figlio del tuono e della grandine, che nel 1876 sconfisse il Settimo Cavalleggeri di Custer a Little Bighorn, Vittorio Zucconi ha scoperto molto più di un messia guerriero con una penna di falco rosso tra i capelli: ha incontrato la vita quotidiana, le donne, i bambini, gli amori, i riti e le disperazioni di quello che fu un magnifico popolo di liberi cacciatori: i Lakota Sioux delle Grandi Praterie. Ne è uscito “Gli spiriti non dimenticano”, un racconto struggente e meraviglioso, che nessun “viso pallido” potrà leggere senza un brivido di tenerezza e di vergogna. E senza cadere alla fine, come l’autore stesso, sotto l’incantesimo di Cavallo Pazzo, lasciandosi trasportare in un’avventura di straordinaria, emozionante intensità.

Gli sdraiati

“Dormi. Nel tuo assetto classico, sul divano, in mutande, davanti alla tivù accesa. La spengo” Forse sono di là, forse sono altrove. In genere dormono quando il resto del mondo è sveglio, e vegliano quando il resto del mondo sta dormendo. Sono gli sdraiati. I figli adolescenti, i figli già ragazzi. Michele Serra si inoltra in quel mondo misterioso. Non risparmia niente ai figli, niente ai padri. Racconta l’estraneità, i conflitti, le occasioni perdute, il montare del senso di colpa, il formicolare di un’ostilità che nessuna saggezza riesce a placare. Quando è successo? Come è successo? Dove ci siamo persi? E basterà, per ritrovarci, il disperato, patetico invito che il padre reitera al figlio per una passeggiata in montagna? Fra burrasche psichiche, satira sociale, orgogliose impennate di relativismo etico, il racconto affonda nel mondo ignoto dei figli e in quello almeno altrettanto ignoto dei “dopopadri”. Gli sdraiati è un romanzo comico, un romanzo di avventure, una storia di rabbia, amore e malinconia. Ed è anche il piccolo monumento a una generazione che si è allungata orizzontalmente nel mondo, e forse da quella posizione riesce a vedere cose che gli “eretti” non vedono più, non vedono ancora, hanno smesso di vedere.

(source: Bol.com)

Gli Scomparsi Di Chiardiluna. L’Attraversaspecchi – 2

**Secondo volume della saga dell’*Attraversaspecchi* (dopo il primo, *Fidanzati dell’inverno*), *Gli scomparsi di Chiardiluna* trascina il lettore in una girandola di emozioni lasciandolo, alla fine, con una voglia matta di leggere il terzo volume.**
Sulla gelida arca del Polo, dove Ofelia è stata sbattuta dalle Decane perché sposi suo malgrado il nobile Thorn, il caldo è soffocante. Ma è soltanto una delle illusioni provocate dalla casta dominante dell’arca, i Miraggi, in grado di produrre giungle sospese in aria, mari sconfinati all’interno di palazzi e vestiti di farfalle svolazzanti. A Città-cielo, capitale del Polo, Ofelia viene presentata al sire Faruk, il gigantesco spirito di famiglia bianco come la neve e completamente privo di memoria, che spera nelle doti di lettrice di Ofelia per svelare i misteri contenuti nel Libro, un documento enigmatico che nei secoli ha causato la pazzia o la morte degli incauti che si sono cimentati a decifrarlo. Per Ofelia è l’inizio di una serie di avventure e disavventure in cui, con il solo aiuto di una guardia del corpo invisibile, dovrà difendersi dagli attacchi a tradimento dei decaduti e dalle trappole mortali dei Miraggi. È la prima a stupirsi quando si rende conto che sta rischiando la pelle e investendo tutte le sue energie nell’indagine solo per amore di Thorn, l’uomo che credeva di odiare più di chiunque al mondo. Sennonché Thorn è scomparso…
**Una saga per chi ha amato…**
Philip Pullman, la sua fantasia e le sue atmosfere. *Twilight* per la storia d’amore tra un uomo misterioso e tormentato, ma capace di profonde passioni, e una ragazza apparentemente impacciata, ma piena di risorse. *Hunger Games* per le incredibili avventure e per l’azione politica dei protagonisti che vogliono rovesciare un sistema di potere. *Harry Potter* per la ricchezza e l’articolazione del suo magico mondo.
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### Sinossi
**Secondo volume della saga dell’*Attraversaspecchi* (dopo il primo, *Fidanzati dell’inverno*), *Gli scomparsi di Chiardiluna* trascina il lettore in una girandola di emozioni lasciandolo, alla fine, con una voglia matta di leggere il terzo volume.**
Sulla gelida arca del Polo, dove Ofelia è stata sbattuta dalle Decane perché sposi suo malgrado il nobile Thorn, il caldo è soffocante. Ma è soltanto una delle illusioni provocate dalla casta dominante dell’arca, i Miraggi, in grado di produrre giungle sospese in aria, mari sconfinati all’interno di palazzi e vestiti di farfalle svolazzanti. A Città-cielo, capitale del Polo, Ofelia viene presentata al sire Faruk, il gigantesco spirito di famiglia bianco come la neve e completamente privo di memoria, che spera nelle doti di lettrice di Ofelia per svelare i misteri contenuti nel Libro, un documento enigmatico che nei secoli ha causato la pazzia o la morte degli incauti che si sono cimentati a decifrarlo. Per Ofelia è l’inizio di una serie di avventure e disavventure in cui, con il solo aiuto di una guardia del corpo invisibile, dovrà difendersi dagli attacchi a tradimento dei decaduti e dalle trappole mortali dei Miraggi. È la prima a stupirsi quando si rende conto che sta rischiando la pelle e investendo tutte le sue energie nell’indagine solo per amore di Thorn, l’uomo che credeva di odiare più di chiunque al mondo. Sennonché Thorn è scomparso…
**Una saga per chi ha amato…**
Philip Pullman, la sua fantasia e le sue atmosfere. *Twilight* per la storia d’amore tra un uomo misterioso e tormentato, ma capace di profonde passioni, e una ragazza apparentemente impacciata, ma piena di risorse. *Hunger Games* per le incredibili avventure e per l’azione politica dei protagonisti che vogliono rovesciare un sistema di potere. *Harry Potter* per la ricchezza e l’articolazione del suo magico mondo.

Gli scomparsi di Chiardiluna. L’Attraversaspecchi

**Secondo volume della saga dell’*Attraversaspecchi* (dopo il primo, *Fidanzati dell’inverno*), *Gli scomparsi di Chiardiluna* trascina il lettore in una girandola di emozioni lasciandolo, alla fine, con una voglia matta di leggere il terzo volume.**
Sulla gelida arca del Polo, dove Ofelia è stata sbattuta dalle Decane perché sposi suo malgrado il nobile Thorn, il caldo è soffocante. Ma è soltanto una delle illusioni provocate dalla casta dominante dell’arca, i Miraggi, in grado di produrre giungle sospese in aria, mari sconfinati all’interno di palazzi e vestiti di farfalle svolazzanti. A Città-cielo, capitale del Polo, Ofelia viene presentata al sire Faruk, il gigantesco spirito di famiglia bianco come la neve e completamente privo di memoria, che spera nelle doti di lettrice di Ofelia per svelare i misteri contenuti nel Libro, un documento enigmatico che nei secoli ha causato la pazzia o la morte degli incauti che si sono cimentati a decifrarlo. Per Ofelia è l’inizio di una serie di avventure e disavventure in cui, con il solo aiuto di una guardia del corpo invisibile, dovrà difendersi dagli attacchi a tradimento dei decaduti e dalle trappole mortali dei Miraggi. È la prima a stupirsi quando si rende conto che sta rischiando la pelle e investendo tutte le sue energie nell’indagine solo per amore di Thorn, l’uomo che credeva di odiare più di chiunque al mondo. Sennonché Thorn è scomparso…
**Una saga per chi ha amato…**
Philip Pullman, la sua fantasia e le sue atmosfere. *Twilight* per la storia d’amore tra un uomo misterioso e tormentato, ma capace di profonde passioni, e una ragazza apparentemente impacciata, ma piena di risorse. *Hunger Games* per le incredibili avventure e per l’azione politica dei protagonisti che vogliono rovesciare un sistema di potere. *Harry Potter* per la ricchezza e l’articolazione del suo magico mondo.

Gli scomparsi di Chiardiluna

Secondo volume della saga dell’Attraversaspecchi (dopo il primo, Fidanzati dell’inverno), Gli scomparsi di Chiardiluna trascina il lettore in una girandola di emozioni lasciandolo, alla fine, con una voglia matta di leggere il terzo volume.

Sulla gelida arca del Polo, dove Ofelia è stata sbattuta dalle Decane perché sposi suo malgrado il nobile Thorn, il caldo è soffocante. Ma è soltanto una delle illusioni provocate dalla casta dominante dell’arca, i Miraggi, in grado di produrre giungle sospese in aria, mari sconfinati all’interno di palazzi e vestiti di farfalle svolazzanti. A Città-cielo, capitale del Polo, Ofelia viene presentata al sire Faruk, il gigantesco spirito di famiglia bianco come la neve e completamente privo di memoria, che spera nelle doti di lettrice di Ofelia per svelare i misteri contenuti nel Libro, un documento enigmatico che nei secoli ha causato la pazzia o la morte degli incauti che si sono cimentati a decifrarlo. Per Ofelia è l’inizio di una serie di avventure e disavventure in cui, con il solo aiuto di una guardia del corpo invisibile, dovrà difendersi dagli attacchi a tradimento dei decaduti e dalle trappole mortali dei Miraggi. È la prima a stupirsi quando si rende conto che sta rischiando la pelle e investendo tutte le sue energie nell’indagine solo per amore di Thorn, l’uomo che credeva di odiare più di chiunque al mondo. Sennonché Thorn è scomparso…

Una saga per chi ha amato…

Philip Pullman, la sua fantasia e le sue atmosfere. Twilight per la storia d’amore tra un uomo misterioso e tormentato, ma capace di profonde passioni, e una ragazza apparentemente impacciata, ma piena di risorse. Hunger Games per le incredibili avventure e per l’azione politica dei protagonisti che vogliono rovesciare un sistema di potere. Harry Potter per la ricchezza e l’articolazione del suo magico mondo.

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Gli scellerati

Primi anni Cinquanta, Léopoldville, infelice sobborgo di Parigi dall’aria irrespirabile, presidiato da uno stabilimento chimico e circondato da campi di cavolo. Louise, diciassette anni e un cuore avido, è già stufa della pochezza di questo posto, della madre che la opprime, del patrigno disoccupato e alcolizzato. Ecco perché rimane tanto affascinata dai Rooland, una coppia di stravaganti americani trasferitisi da poco nel quartiere. Casa Rooland, ai suoi occhi, è un’isola di colore e allegria che sorge come un sogno in quel grigiore, con quella favolosa Dodge parcheggiata nel vialetto di ghiaia rossa, i suoi sedili di pelle bianca, le cromature. I Rooland li vede in giardino quando torna a casa dalla fabbrica, seduti insieme su un dondolo con i cuscini blu, un bicchiere in mano, a passare il tempo come nessun francese farebbe mai. In un giorno più sbagliato degli altri Louise prende coraggio, va da loro, si propone come domestica, pur di entrare in quelle stanze. E comincia per lei una nuova vita, in un mondo fuori dal mondo. Ma sarà proprio la convivenza con la coppia a rivelare le crepe di quell’apparente perfezione, a rendere palesi segreti e ossessioni, e la ragazza si troverà in un groviglio di non detti, di tensioni, di comportamenti incomprensibili e desideri fatali. E il suo sogno sarà offuscato da ombre sempre più lunghe. Frédéric Dard è stato uno degli autori francesi più popolari del Novecento, secondo, se così si può dire, solo a Simenon, con cui condivide il gusto per le atmosfere nere, attraverso le quali ritroviamo il profumo della Francia notturna, dei café e di una società che nel dramma scopriva se stessa. Gli scellerati è una piccola opera perfetta, un romanzo sorretto da una scrittura splendida e intelligente.

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Gli Orrori Della Giungla

**Narrativa** – racconto lungo (28 pagine) – I pirati della Black Keel sono giunti sull’Isola Nebbiosa, terra di cannibali, guerrieri corazzati e bestie voraci. Ma gli orrori della giungla celano anche un tesoro grande abbastanza da richiedere il sacrificio più alto, quello della propria anima.
L’uragano ha trascinato la Black Keel verso l’Isola Nebbiosa.
La ciurma del capitano Williams si inoltra nell’entroterra per svelare i misteri celati dalla coltre di foschia che seppellisce quel luogo mitico.
Raggiungere l’oro e sopravvivere al tempo stesso, potrebbe essere un’impresa fin troppo ardua anche per chi è tornato dalla morte. Formiche assassine, una tribù di folli umanoidi in cerca di carne fresca, una truppa di guerrieri inglesi corazzati a guardia di un forte abbandonato, sono solo alcune delle minacce che gli incauti esploratori si troveranno ad affrontare. Gli uomini della Black Keel, infatti, non sono soli. Lo spietato ammiraglio Berenguer e il misterioso Abraham Mørlak sono approdati sull’isola pronti a contendere loro il più grande tesoro mai visto e a sfidare gli innumerevoli orrori della giungla.
Laureato in lettere, **Andrea Valeri** si occupa di musica, scrittura di racconti, romanzi, poesie, sceneggiature per cortometraggi. Ha collaborato con diverse webzine scrivendo recensioni e interviste nell’ambito della musica dark, rock, metal e cinema (*Zeromagazine.it*, *Negatron.it*, *N-core*). Ha condotto un programma radiofonico, *Chaos Party*, che trasmetteva musica dark, rock e metal interessandosi di realtà locali e gruppi esordienti. È entrato a far parte dell’antologia *I Mondi del Fantasy* per la Limana Umanita Edizioni. Ha partecipato al progetto *Serial Writers* sponsorizzato da Mediaset per la creazione di una fiction da proporre su La5. È stato segnalato al Premio Algernon Blackwood 2014 e finalista al Premio Giallolatino 2015. I suoi thriller erotici sono usciti per i tipi della Delos Digital, nella collana *Dream Force*. Si è cimentato anche con il western, pubblicando una saga in cinque episodi, *Gold Creek*. Recentemente è uscito il suo romanzo *Il Sole di Ferro* sempre per Delos Digital.

Gli italiani sono bianchi? Come l’America ha costruito la razza

«Guinea» li chiamavano e sul documento di identità compariva la dicitura «colore: bianco/carnagione: scura». Quando alla fine dell’Ottocento sbarcarono in America in fuga dalla miseria del
Sud Italia, molti nostri connazionali dovettero affrontare un problema a cui non erano preparati: il colore della pelle. Erano davvero bianchi? Già in patria c’era chi ne dubitava. Illustri antropologi avevano sancito con i crismi della scienza la subalternità degli italiani meridionali «di sangue africano inferiore» rispetto a quelli del Nord «di stirpe ariana superiore». Negli Stati Uniti, fondati sulla colonizzazione, sull’espropriazione della terra e sulla schiavitù, dove la società era ordinata secondo rigide gerarchie razziali, la questione diventò centrale.
Bianchi di colore ma non di razza, nella nuova patria gli immigrati italiani dovettero dunque reinventare la propria identità: da qui l’impegno all’interno di organizzazioni sindacali e politiche, spesso anarchiche o socialiste, nella lotta per un progressivo riconoscimento da parte della maggioranza bianca. Con la comunità dei neri instaurarono invece un legame ambivalente che a volte fu di solidarietà, più spesso di aspro conflitto, soprattutto nella seconda metà del Novecento. Essere bianchi ma discriminati fece sì che l’integrazione degli italiani non fosse un percorso lineare: nella creazione della loro identità razziale gli italiani di volta in volta affermarono, contestarono, sovvertirono la loro «bianchezza».
In queste pagine di storia, sociologia, poesia, cinema e musica affiora un denso spaccato dei conflitti politico-sociali che hanno segnato la società statunitense. Riprende vita una parte della nostra storia che non dovremmo mai dimenticare.

Gli invincibili alla conquista del potere

Giulio Cesare è stato appena ucciso, e subito si è scatenata una lotta feroce e sanguinosa per il potere assoluto. Ma sulla scena irrompe il giovanissimo Ottaviano, che Cesare, in modo del tutto imprevedibile, nel testamento ha indicato come erede. Ottaviano è solo un ragazzo, eppure è determinato a vendicare il padre adottivo. A sbarrargli la strada, però, ci sono i protagonisti di lungo corso della politica romana: Marco Antonio, Cicerone, Lepido, Bruto e Cassio. Ciò nonostante, l’erede legittimo non si dà per vinto e, dopo i primi insuccessi, raduna intorno a sé un gruppo di giovani altrettanto determinati: Mecenate, Agrippa e Rufo. Con loro e con pochi altri, forma una setta votata al culto della vendetta, con l’obiettivo di punire, uno dopo l’altro, tutti coloro che si sono macchiati del sangue di Cesare. E non solo: Ottaviano è ben determinato a sovvertire l’ordine costituito e a concludere ciò che Cesare aveva iniziato.
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Gli inquilini

”Gli inquilini”, pubblicato originariamente nel 1971, è la storia di Harry Lesser, l’ultimo occupante di una decrepita palazzina di New York che deve essere abbattuta per far posto a un condominio di lusso. Nonostante i goffi tentativi di sfratto da parte del proprietario, Lesser non vuole lasciare l’appartamento, perché lì ha iniziato a scrivere il suo romanzo ed è lì che intende terminarlo, dopo dieci anni di lavoro. Quando nella palazzina si trasferisce, per abitarci abusivamente, Willie Spearmint, anche lui scrittore, fra i due si instaura una rivalità letteraria (Willie, sebbene disponga di scarsi mezzi tecnici, è molto più motivato del collega) e razziale (Lesser è ebreo, Spearmint afroamericano) che assume uno sfondo anche sessuale quando entra in scena Irene, la donna di Willie. Romanzo politico, provocatorio e visionario, Gli inquilini è, come scrive Aleksandar Hemon nella sua prefazione, ‘un libro da odiare o da amare; una lettura da cui si esce arrabbiati, combattuti – e vivi’.

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Gli incubi di Stephen King

Perché all’età di dieci anni Stephen King collezionava foto del serial killer Charlie Starkweather? Come ha sviluppato una personale avversione all’uso dei cellulari? Quando ha sentito l’esigenza di scrivere un seguito di Shining? Perché la saga della Torre Nera è la madre di tutte le sue storie? Quale rapporto speciale lo lega ai suoi fedeli lettori? Cosa ha rappresentato per il mago americano della suspense la tragica morte di John Fitzgerald Kennedy? Luca Crovi ci guida alla scoperta dei segreti della narrativa del Re del Terrore, attraverso i romanzi, le interviste, i celebri insegnamenti sulla letteratura. Con una lezione: tutti abbiamo incubi. Solo i più grandi sanno trasformarli in grande narrativa.
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### Sinossi
Perché all’età di dieci anni Stephen King collezionava foto del serial killer Charlie Starkweather? Come ha sviluppato una personale avversione all’uso dei cellulari? Quando ha sentito l’esigenza di scrivere un seguito di Shining? Perché la saga della Torre Nera è la madre di tutte le sue storie? Quale rapporto speciale lo lega ai suoi fedeli lettori? Cosa ha rappresentato per il mago americano della suspense la tragica morte di John Fitzgerald Kennedy? Luca Crovi ci guida alla scoperta dei segreti della narrativa del Re del Terrore, attraverso i romanzi, le interviste, i celebri insegnamenti sulla letteratura. Con una lezione: tutti abbiamo incubi. Solo i più grandi sanno trasformarli in grande narrativa.

Gli inconvenienti della vita

Queste storie raccontano due diverse e molto singolari forme di inquietudine: il malessere sottile che si allarga come una crepa nella vita in comune di due uomini, e la lunga guerra ‘misteriosa e mai dichiarata’ in cui può trasformarsi un matrimonio di vecchia data. Le due coppie non potrebbero essere più distanti: lo scrittore in crisi creativa che divide un appartamento a Tribeca con un avvocato in carriera, e i due pensionati di una spenta cittadina di provincia, dove gli unici eventi degni di nota sono le periodiche inondazioni del fiume e gli appuntamenti della chiesa metodista. Casi da cui emana la sensazione di ‘un vivere fasullo, rabberciato, sempre lì lì per implodere o franare’; e infatti, sotto la superficie, questi rapporti vanno in pezzi davanti ai nostri occhi, lasciandoci attoniti e frastornati. Solo Peter Cameron sembra avere ancora il coraggio, e la forza stilistica, di trasformare storie simili in opere di varia lunghezza, fatte di dettagli che riconosciamo, e del vuoto spesso atroce che li separa. Perfette trappole narrative in cui scivolare è facilissimo, e istantaneo rimanere prigionieri. Senza però provare il desiderio di liberarsene.

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GLI EXTRATERRESTRI

Gli extraterrestri // Clifford D. SIMAK
5 Onorevole avversario // Clifford D. SIMAK
23 Il grande cortile // Clifford D. SIMAK
91 Operazione Stinky // Clifford D. SIMAK
131 Lulu // Clifford D. SIMAK
185 Copia a carbone // Clifford D. SIMAK
239 Padre fondatore // Clifford D. SIMAK
255 Scena di morte // Clifford D. SIMAK
263 INDICE

Gli esclusi

Vienna, fine degli anni Cinquanta. Un uomo cammina in un parco senza sapere che presto sarà picchiato da quattro adolescenti. L’uomo – soltanto una delle loro vittime, ignare e casuali – non ha colpa e i ragazzi non vogliono i suoi soldi, non vogliono niente, se non sfogare la loro rabbia in modo feroce e insensato. Sophie, Hans, Rainer, Anna: tutti diversi e tutti accomunati dallo stesso sentimento di disprezzo ed esclusione dalla società e dal futuro, come se qualcuno li avesse chiusi fuori di casa, sprangando la porta per non farli più entrare. In una città ancora assediata dai demoni del nazismo, intrappolata nella sua eredità emotiva e incapace di esorcizzarla, questi quattro ragazzi sembrano reagire a un mondo di maschere e rassegnazione con una logica perversa che li condurrà al limite estremo. Il quinto romanzo di Elfriede Jelinek, scritto nel 1980 e mai tradotto in Italia sinora, è un duro atto di accusa – ispirato da fatti reali – contro una società che costringe i figli a riprodurre gli errori e le mostruosità dei propri padri. Tagliente, duro, limpido, Gli esclusi conferma Elfriede Jelinek fra le autrici più importanti del nostro secolo.
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### Sinossi
Vienna, fine degli anni Cinquanta. Un uomo cammina in un parco senza sapere che presto sarà picchiato da quattro adolescenti. L’uomo – soltanto una delle loro vittime, ignare e casuali – non ha colpa e i ragazzi non vogliono i suoi soldi, non vogliono niente, se non sfogare la loro rabbia in modo feroce e insensato. Sophie, Hans, Rainer, Anna: tutti diversi e tutti accomunati dallo stesso sentimento di disprezzo ed esclusione dalla società e dal futuro, come se qualcuno li avesse chiusi fuori di casa, sprangando la porta per non farli più entrare. In una città ancora assediata dai demoni del nazismo, intrappolata nella sua eredità emotiva e incapace di esorcizzarla, questi quattro ragazzi sembrano reagire a un mondo di maschere e rassegnazione con una logica perversa che li condurrà al limite estremo. Il quinto romanzo di Elfriede Jelinek, scritto nel 1980 e mai tradotto in Italia sinora, è un duro atto di accusa – ispirato da fatti reali – contro una società che costringe i figli a riprodurre gli errori e le mostruosità dei propri padri. Tagliente, duro, limpido, Gli esclusi conferma Elfriede Jelinek fra le autrici più importanti del nostro secolo.

Gli eroi perduti. Ronac & Raila

Nell’isola di Marghecis si prega il mare. È alla distesa sconfinata della Croce Azzurra che gli abitanti affidano i resti dei loro cari, racchiusi dentro grandi anfore e seppelliti nei fondali. Ma neppure il rispetto per i morti può fermare Rassin Maned della Torre Dorata, la gilda nota dalle sponde dell’Impero Lucente ai domini della feroce Sarmora. È tra queste sacre anfore che si nasconde l’oro di una mitica città sommersa, e Maned è deciso a profanarle. Le sue giovani figlie, Ronac e Raila, cercano di dialogare con gli isolani e fermare la rivolta, ma una sorte tragica si abbatte sulla maggiore: andrà in sposa a un uomo che non ama, rinunciando per sempre ai propri sogni. Solo diventando una Rassin potrà sperare di ribellarsi a un matrimonio che non ha scelto, riportando alla luce un’immensa, inattesa ricchezza. Ronac e Raila dovranno lottare per determinare il proprio destino, sullo sfondo di un paesaggio arso dal sole che ricorda le antiche civiltà del Mediterraneo e sarà teatro delle battaglie che infiammeranno la saga ”Gli Eroi Perduti”.

(source: Bol.com)