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Pranayama: Scienza Della Respirazione

Il Raja Yoga, conosciuto anche come Yoga Regale, è la forma più avanzata di Yoga, che offre vantaggi per tutti quelli che cercano un maggior livello di controllo, pace e contatto. Basato su otto elementi, o stadi, il Raja Yoga è una pratica completa, che abbraccia ogni aspetto dello stare insieme per creare una vita e uno spirito migliori. I livelli, o stadi, del Raja Yoga sono: – Yama – Niyama – Asana – Pranayama – Pratyahara – Dharana – Dhyana – Samadhi Questa guida si concentra sul Pranayama, o sugli aspetti della respirazione nel Raja Yoga – i principi, i vantaggi e i metodi secondo i quali questa pratica incredibile e accessibile può farti avvicinare alla calma e alla padronanza di sé. La respirazione è fondamentale per tutto, respiriamo per istinto dal momento in cui abbiamo messo piede sulla terra. Capire questo processo, come modificarlo e migliorarlo può offrire una conoscenza più profonda di se stessi, creando un’atmosfera di cambiamento e guarigione. Utilizzando i metodi e le tecniche stabilite in questo libro dettagliato si può riuscire a perdere peso, ad avere una postura migliore, un maggiore controllo muscolare, una mente più concentrata, un fisico e un modo di pensare migliori.

Pranayama: La Scienza della Respirazione: Inspira la Vita (Scuola di Yoga Vol. 1)

Il Pranayama è una tecnica testata di respirazione profonda con benefici che sono stati dimostrati nei secoli. La cosa positiva del Pranayama è che puoi cominciarlo in maniera leggera e personalizzarlo, ma cominci a notare i risultati quasi immediatamente. Il senso di calma, l’equilibrio del sistema nervoso, la lucidità di pensiero, la migliore digestione, la pelle splendente e altri segni di buona salute non possono essere ignorati!
Questo Libro ti introdurrà in maniera sicura al mondo del pranayama. Allora cosa aspetti? Comincia a far respirare vita al tuo corpo, alla vecchia maniera!
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### Sinossi
Il Pranayama è una tecnica testata di respirazione profonda con benefici che sono stati dimostrati nei secoli. La cosa positiva del Pranayama è che puoi cominciarlo in maniera leggera e personalizzarlo, ma cominci a notare i risultati quasi immediatamente. Il senso di calma, l’equilibrio del sistema nervoso, la lucidità di pensiero, la migliore digestione, la pelle splendente e altri segni di buona salute non possono essere ignorati!
Questo Libro ti introdurrà in maniera sicura al mondo del pranayama. Allora cosa aspetti? Comincia a far respirare vita al tuo corpo, alla vecchia maniera!

Pranayama: La Scienza Della Respirazione: Inspira La Vita

Il Pranayama è una tecnica testata di respirazione profonda con benefici che sono stati dimostrati nei secoli. La cosa positiva del Pranayama è che puoi cominciarlo in maniera leggera e personalizzarlo, ma cominci a notare i risultati quasi immediatamente. Il senso di calma, l’equilibrio del sistema nervoso, la lucidità di pensiero, la migliore digestione, la pelle splendente e altri segni di buona salute non possono essere ignorati! Questo Libro ti introdurrà in maniera sicura al mondo del pranayama. Allora cosa aspetti? Comincia a far respirare vita al tuo corpo, alla vecchia maniera!
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Poteri forti (o quasi): Memorie di oltre quarant’anni di giornalismo

Il diario, anche autocritico, dell’ex direttore del “Corriere della Sera” e del “Sole 24 Ore”. Un libro molto atteso, oltre quarant’anni di storia del nostro paese e del mondo vissuti da uno speciale punto di osservazione. Scena e retroscena del potere in Italia, dalla finanza alla politica e alle imprese, dai media alla magistratura, con i ritratti dei protagonisti, il ricordo di tanti colleghi, episodi inediti, fatti e misfatti, incontri, segreti, battaglie condotte sempre a testa alta e personalmente: per la prima volta Ferruccio de Bortoli, un punto di riferimento assoluto nel giornalismo internazionale, racconta e si racconta. Con molte sorprese.
“I buoni giornalisti, preparati, esperti, non s’inventano su due piedi. Ci vogliono anni. Cronisti attenti che vadano a vedere i fatti con i loro occhi, non fidandosi dell’abbondanza di video, sms, tweet e post su Facebook. Che vivano le emozioni dei protagonisti, le sofferenze degli ultimi, le ragioni degli avversari e persino dei nemici. Che non siano mai sazi di verifiche, ammettano gli errori inevitabilmente frequenti, e conquistino la fiducia dei loro lettori e navigatori ogni giorno, ogni ora. Giornalisti indipendenti, con la schiena dritta, che non cedano alla comoda tentazione del conformismo. Dimostrandosi utili alla società e al loro paese non facendo mancare verità scomode e sopportando sospetti e insulti di chi non le vorrebbe sentire. È accaduto molte volte.
Una classe dirigente responsabile affronta per tempo e al meglio i problemi seri che un giornalismo di qualità solleva. Certo, è scomodo, irritante. Qualche volta apparentemente dannoso. Ma quanti sono i danni di ciò che non abbiamo saputo o non abbiamo voluto vedere.Un buon giornalismo, in qualunque era tecnologica, rende più forte una comunità. Quando tace o deforma, la condanna al declino. Negli ultimi anni in Italia, salvo poche eccezioni, è successo esattamente questo.”

Possessione. Una storia romantica

Roland Mitchell scopre in un libro appartenuto al poeta vittoriano Randolph Henry Ash due minute di una lettera indirizzata a una donna. Il tono della lettera lascia trapelare un amore insospettato. Roland scopre l’identità della donna, una poetessa e coinvolge nelle sue ricerche la collega Maud Bailey. Roland e Maud ripercorrono i passi della donna e dell’uomo vissuti un secolo prima ricostruendo una vicenda che ben presto diventa la loro. “Possessione” ha vinto il Booker Prize, premio assegnato ogni anno al miglior romanzo britannico.

Possessione diabolica

Kay Harrison, affascinante astronauta, è convinta di essere posseduta dal diavolo in seguito ad un incidente avvenuto durante una missione spaziale. L’ex schermidore Valus Grant cercherà di fare in modo che Dylan uccida la donna.

Pose provocanti

*Luke Bellen è l’ultimo degli Hell’s Eight rimasto scapolo e cederà solo di fronte a una travolgente passione…*
Essendo senza legami familiari, Luke è l’unico degli Hell’s Eight in grado di compiere il pericoloso attraversamento dei territori Comanche, in cui si vive l’esistenza dura e spietata che lui spesso narra nei suoi romanzi. Sul punto di partire, però, si unisce all’avventura la sensuale fotografa Josey Kinder e Luke capisce subito che non avrà più un momento di pace.
Josey è una donna intelligente, formosa e provocante, con un talento innato per infilarsi in situazioni rischiose alla ricerca dello scatto perfetto. Luke è certo che non riuscirà a sopravvivere in un ambiente ostile come il West, ma sa anche che è una donna che non permette a nessuno di decidere cos’è meglio per lei… nonostante dietro ai battibecchi tra loro si celi un potente e travolgente desiderio.
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*Luke Bellen è l’ultimo degli Hell’s Eight rimasto scapolo e cederà solo di fronte a una travolgente passione…*
Essendo senza legami familiari, Luke è l’unico degli Hell’s Eight in grado di compiere il pericoloso attraversamento dei territori Comanche, in cui si vive l’esistenza dura e spietata che lui spesso narra nei suoi romanzi. Sul punto di partire, però, si unisce all’avventura la sensuale fotografa Josey Kinder e Luke capisce subito che non avrà più un momento di pace.
Josey è una donna intelligente, formosa e provocante, con un talento innato per infilarsi in situazioni rischiose alla ricerca dello scatto perfetto. Luke è certo che non riuscirà a sopravvivere in un ambiente ostile come il West, ma sa anche che è una donna che non permette a nessuno di decidere cos’è meglio per lei… nonostante dietro ai battibecchi tra loro si celi un potente e travolgente desiderio.

Portami lassù

”Mi chiamavo Luca Borgoni, avevo 22 anni. Stavo per laurearmi ed entrare in quella fase della vita in cui ogni giorno si è meno ‘ragazzi’ e più ‘uomini’, e la domanda ‘Che cosa farai da grande’ si trasforma in ‘Adesso che fai?’.

Sabato 8 luglio 2017 mi avventurai su per il Cervino, in Valle d’Aosta.

Era una bella giornata ed era cominciata alla grande. Finì nel peggiore dei modi. Mentre mi issavo su per una parete verticale, le mie mani mancarono la presa. Che volete che vi dica? Andai su e non tornai indietro.

Però mettete via i fazzoletti, questa non è una storia lacrimevole. Non mi importa niente di commuovervi e roba simile, la vita è troppo breve per prenderla per il verso sbagliato.” La storia di Luca Borgoni è una storia vera. Ed è una storia clamorosa. Una di quelle storie che hanno una tale energia interiore da continuare anche quando finiscono. Non a caso sua mamma Cristina l’ha scritta usando la prima persona di Luca.

Suo figlio aveva talento per lo sport e una grande passione: la montagna. A piedi, di corsa, in cordata, con le pelli di foca, in snowboard. Nei rifugi, al fuoco dei bivacchi, vento in faccia sui crinali più esposti. Luca passava gran parte del suo tempo libero a sfidare i monti, la sua palestra naturale e inimitabile. Durante l’incidente sul Cervino si stava allenando per un nuovo, esaltante obiettivo: la scalata del Dhaulagiri, una delle vette che guardano noncuranti il mondo da oltre ottomila metri d’altezza. Ma l’incidente sembrava aver messo fine a tutto.

A quel punto, una serie di coincidenze e di segni che sembrano provenire da un’altra dimensione fanno scattare un’impresa nell’impresa: portare una foto di Luca sulla vetta del Dhaulagiri. Realizzare il suo sogno. Chiudere il cerchio di una vita spezzata. Nello stesso anno, un’eroica staffetta di scalatori ha portato una sua foto sulla vetta tanto agognata, avvolgendola in una sciarpa tibetana.

(source: Bol.com)

Pornage

Dentro al porno ci siamo tutti. Gaudenti e bacchettoni, adolescenti e attempati, single e fidanzati. È il video hot che teniamo in sottofondo mentre scriviamo una mail al capo. È il messaggio sexy che ci compare sullo schermo del telefono alla fine di un appuntamento noioso. È il brivido che ci attraversa in metropolitana immaginandoci avvinghiati allo sconosciuto seduto davanti a noi. Ma è anche l’adulto che si eccita pagando per essere trattato come un bambino, mangiare omogeneizzati e giocare col pongo, o il filmato a luci rosse di un ultrasettantenne i cui amplessi vengono visualizzati in rete da milioni di utenti entusiasti.
Con Pornage Barbara Costa ci spalanca le porte del sesso contemporaneo: un universo in cui la tecnologia più all’avanguardia si unisce alla perversione più raffinata e le sperimentazioni in camera da letto aprono la strada al cambiamento sociale. In queste pagine il porno diventa una lente di ingrandimento attraverso la quale guardare il presente, lo specchio osceno in cui la collettività si riflette e dalle cui immagini viene a sua volta plasmata. Come nella inedita cartina geografica dell’Italia ricavata dai risultati delle ricerche su Pornhub regione per regione, o in quella che mostra la diffusione dei nuovi modelli di famiglia nati dal poliamore e dal superamento delle identità di genere.
Pornage è un racconto in cui si mescolano l’alto e il basso, la fisicità delle escort e la «pura utopia» – come la definisce Giampiero Mughini nella sua prefazione – delle fantasie pornografiche. Un’opera che delinea il mondo che abitiamo e quello che abiteremo. Perché nei porno in virtual reality possiamo godere dei nostri sogni di onnipotenza futuri e le sex realdolls di oggi, obbedienti robot del sesso dotate di intelligenza artificiale, sono già gli ibridi uomo-macchina di domani.
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Dentro al porno ci siamo tutti. Gaudenti e bacchettoni, adolescenti e attempati, single e fidanzati. È il video hot che teniamo in sottofondo mentre scriviamo una mail al capo. È il messaggio sexy che ci compare sullo schermo del telefono alla fine di un appuntamento noioso. È il brivido che ci attraversa in metropolitana immaginandoci avvinghiati allo sconosciuto seduto davanti a noi. Ma è anche l’adulto che si eccita pagando per essere trattato come un bambino, mangiare omogeneizzati e giocare col pongo, o il filmato a luci rosse di un ultrasettantenne i cui amplessi vengono visualizzati in rete da milioni di utenti entusiasti.
Con Pornage Barbara Costa ci spalanca le porte del sesso contemporaneo: un universo in cui la tecnologia più all’avanguardia si unisce alla perversione più raffinata e le sperimentazioni in camera da letto aprono la strada al cambiamento sociale. In queste pagine il porno diventa una lente di ingrandimento attraverso la quale guardare il presente, lo specchio osceno in cui la collettività si riflette e dalle cui immagini viene a sua volta plasmata. Come nella inedita cartina geografica dell’Italia ricavata dai risultati delle ricerche su Pornhub regione per regione, o in quella che mostra la diffusione dei nuovi modelli di famiglia nati dal poliamore e dal superamento delle identità di genere.
Pornage è un racconto in cui si mescolano l’alto e il basso, la fisicità delle escort e la «pura utopia» – come la definisce Giampiero Mughini nella sua prefazione – delle fantasie pornografiche. Un’opera che delinea il mondo che abitiamo e quello che abiteremo. Perché nei porno in virtual reality possiamo godere dei nostri sogni di onnipotenza futuri e le sex realdolls di oggi, obbedienti robot del sesso dotate di intelligenza artificiale, sono già gli ibridi uomo-macchina di domani.

Populismo sovrano

Di fronte a problemi che nessun governo nazionale è in grado di risolvere, elettori e politici, sfiduciati verso la globalizzazione, inseguono le sirene del populismo. Spaventati dai fantasmi di una sovranità che sembra svanire, stiamo cosí distruggendo proprio quegli strumenti che ci consentirebbero di ricostruirla in un mondo che non è piú quello dominato dagli Stati nazionali. Frustrati per l’impressione di non riuscire a far sentire la nostra voce e di non avere piú il controllo sulle nostre vite, ci rassegniamo a uno stato di natura del tutti contro tutti, incapaci di quella fiducia reciproca – tra persone e nazioni – che ci permetterebbe di riprendere in mano il nostro destino. Si è rotto il compromesso della delega, nemica giurata dei populismi, travolta da referendum, progetti di uscita dall’euro e ostilità a ogni élite politica e tecnocratica. L’errore finora è stato cercare di preservare il patto sociale che ha retto l’Europa nel lungo Dopoguerra – integrazione come garanzia di pace e di prosperità – invece che dare alla sovranità condivisa una base di legittimità piú attuale. Che può essere soltanto protezione e identità, sicurezza e difesa dalle conseguenze della globalizzazione.

(source: Bol.com)

Populismo e stato sociale

L’affermazione del populismo è figlia della perdita di credibilità della classe dirigente e di uno stato sociale che non è in grado di proteggere ampi strati della popolazione dai cambiamenti indotti dalla globalizzazione e dal progresso tecnologico. Occorre dare risposte innovative, eliminando i trattamenti di favore di chi ha posizioni di potere e rendendo la protezione sociale più efficiente nel raggiungere chi ha davvero bisogno d’aiuto.
La democrazia diretta invocata dai populisti rischia di sfociare nella dittatura della maggioranza. Il peggiore nemico del populismo sono i corpi intermedi della cosiddetta società civile: associazioni, partiti, sindacati, autorità indipendenti, amministrazioni pubbliche.
La lucida analisi di una questione essenziale per il futuro del nostro mondo, e una proposta concreta sul tema dell’immigrazione.
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L’affermazione del populismo è figlia della perdita di credibilità della classe dirigente e di uno stato sociale che non è in grado di proteggere ampi strati della popolazione dai cambiamenti indotti dalla globalizzazione e dal progresso tecnologico. Occorre dare risposte innovative, eliminando i trattamenti di favore di chi ha posizioni di potere e rendendo la protezione sociale più efficiente nel raggiungere chi ha davvero bisogno d’aiuto.
La democrazia diretta invocata dai populisti rischia di sfociare nella dittatura della maggioranza. Il peggiore nemico del populismo sono i corpi intermedi della cosiddetta società civile: associazioni, partiti, sindacati, autorità indipendenti, amministrazioni pubbliche.
La lucida analisi di una questione essenziale per il futuro del nostro mondo, e una proposta concreta sul tema dell’immigrazione.

Popolo vs Democrazia

Negli ultimi anni sembra che la politica abbia subìto un’inquietante accelerazione. Nei paesi in cui l’adesione di tutti i cittadini al sistema di valori della democrazia era considerata un’ovvietà, il consenso per i partiti di estrema destra e per i populismi aumenta a ogni tornata elettorale. Per di più, la degenerazione del discorso politico è sopravvissuta alla fine della crisi economica. In Europa e negli Stati Uniti, infatti, sono chiari i segni della ripresa eppure la richiesta di costruire muri, di respingere i flussi migratori, di ripristinare misure protezionistiche è sempre più forte da parte dei cittadini. Il legame tra liberalismo e democrazia, spiega Yascha Mounk, non è più così indissolubile come credevamo. Siamo entrati in una nuova era politica, con la quale chi ancora crede nella sovranità del popolo in democrazia dovrà fare i conti. Come dimostra l’elezione di Donald Trump, la divaricazione della cultura dei diritti dal sistema della partecipazione democratica è possibile. Mentre le istituzioni si riempiono di milionari e tecnocrati, i cittadini conservano i propri diritti civili e le proprie libertà economiche, ma vengono esclusi dalla vita politica. D’altra parte, il successo di Orbán in Ungheria, di Erdoğan in Turchia e di Kurz in Austria è il segno di una democrazia che si priva sempre più della capacità di garantire diritti ai propri cittadini e si trasforma in una tirannia della maggioranza. Mounk appartiene a una nuova generazione di pensatori e con questo saggio offre un paradigma tempestivo ed efficace, in grado di fare chiarezza sul futuro della democrazia e dunque della nostra vita come cittadini.

(source: Bol.com)

Ponzio Pilato

Ponzio Pilato nel giorno in cui deve decidere sulle sorti di Gesù: condannarlo alla crocifissione o rimetterlo in libertà? Caillois, che scrisse questo romanzo nel 1962, è stato forse fra i primi a cogliere la modernità della storia del procuratore della Giudea.

(source: Bol.com)

Pompei è viva

“Potranno le future generazioni credere che le campagne dei loro antenati sono scomparse in un mare di fuoco?”
Pompei è la città più viva delle città morte. Dal Settecento, quando cominciarono gli scavi, ha continuato a parlare, a svelare segreti, a dire l’ingegno, la bellezza, la florida grandezza della civiltà romana. Eva Cantarella e Luciana Jacobelli le hanno già dedicato un libro illustrato, una “guida” intelligente che è anche alla base di questa nuova avventura. Qui, senza rinunciare a un corredo essenziale di immagini, Pompei diventa soprattutto racconto: racconto delle vestigia, dei costumi (i modelli abitativi, i servizi pubblici, gli svaghi), della vita familiare, dei culti religiosi. Ma non solo: complici le testimonianze e i documenti rinvenuti, le autrici risalgono a storie di vita vissuta, di legami amorosi, di relazioni nell’ambito della politica. Se Jacobelli indaga sul reperto archeologico e da quello trae, con rigore e sapienza, informazioni che accendono l’attenzione, Cantarella esplora il tessuto civile, i miti, le leggende. Ne esce un libro decisamente “narrativo” – che attinge anche all’ampia tradizione di storie tramandate dalla “scoperta” della città in poi, una sorta di germinazione di racconti che è un’altra parte della ricchezza culturale di Pompei. Non manca inoltre il quadro (in verità drammatico) dello stato di conservazione dei reperti, delle losche vicende legate alla gestione del patrimonio, dei tentativi di trovare una soluzione per confermare l’effettiva vitalità di Pompei.
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“Potranno le future generazioni credere che le campagne dei loro antenati sono scomparse in un mare di fuoco?”
Pompei è la città più viva delle città morte. Dal Settecento, quando cominciarono gli scavi, ha continuato a parlare, a svelare segreti, a dire l’ingegno, la bellezza, la florida grandezza della civiltà romana. Eva Cantarella e Luciana Jacobelli le hanno già dedicato un libro illustrato, una “guida” intelligente che è anche alla base di questa nuova avventura. Qui, senza rinunciare a un corredo essenziale di immagini, Pompei diventa soprattutto racconto: racconto delle vestigia, dei costumi (i modelli abitativi, i servizi pubblici, gli svaghi), della vita familiare, dei culti religiosi. Ma non solo: complici le testimonianze e i documenti rinvenuti, le autrici risalgono a storie di vita vissuta, di legami amorosi, di relazioni nell’ambito della politica. Se Jacobelli indaga sul reperto archeologico e da quello trae, con rigore e sapienza, informazioni che accendono l’attenzione, Cantarella esplora il tessuto civile, i miti, le leggende. Ne esce un libro decisamente “narrativo” – che attinge anche all’ampia tradizione di storie tramandate dalla “scoperta” della città in poi, una sorta di germinazione di racconti che è un’altra parte della ricchezza culturale di Pompei. Non manca inoltre il quadro (in verità drammatico) dello stato di conservazione dei reperti, delle losche vicende legate alla gestione del patrimonio, dei tentativi di trovare una soluzione per confermare l’effettiva vitalità di Pompei.