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I ribelli del mondo oscuro

II viaggio di Thasren Mein dalle gelide terre del Nord al porto di Alecia era durato diversi giorni. Era partito all’alba dal Mondo Oscuro, la landa desolata in cui il suo popolo era stato esiliato secoli prima, aveva attraversato a cavallo la steppa nell’inverno senza fine, costeggiato le Montagne Nere e infine era giunto al mare. Di fronte a lui, dall’altra parte dello specchio d’acqua, l’isola di Acacia, un groviglio imponente di rocce lambito dalle onde. È questa la sua destinazione. È qui che vive re Leodan Akaran, discendente della nobile stirpe che cinquecento anni prima aveva ridotto in schiavitù il suo popolo e che tuttora controlla le terre del Mondo Conosciuto grazie a degli oscuri traffici. Ora finalmente lui, Thasren, fratello dell’ultimo re di Mein, è stato incaricato di uccidere l’odiato nemico e di ristabilire l’antico potere del suo popolo. È la missione più importante della sua vita, per la quale è disposto a mettere a rischio la sua stessa esistenza. Così, in una notte di luna, si introduce nella fortezza degli Akaran e riesce ad accoltellare alle spalle il sovrano. Dopo la tragica morte di Leodan, i suoi quattro eredi vengono separati e condotti in gran segreto ai confini del regno, affinchè possano sopravvivere e ristabilire un giorno il potere della dinastia degli Akaran.
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I Redenti E I Dannati

La Riforma ha trasformato il mondo piú di qualsiasi altro evento dalla fine dell’antichità: da allora il cattolicesimo non è stato piú lo stesso. Thomas Kaufmann racconta la storia di questa rivoluzione avvalendosi di fonti di prima mano e delle piú aggiornate ricerche storiche e storico-religiose. La Riforma iniziò lontano dai centri politici, economici e culturali dell’Europa, eppure mise in subbuglio l’intero continente. Molto è stato ipotizzato sui fattori politici e sociali alla base di tale sovvertimento. Kaufmann, uno dei maggiori esperti in materia, individua le principali motivazioni anche nella religione stessa. I riformatori si preoccupavano della salvezza dell’anima. Quando il papa condannò Lutero e i suoi insegnamenti, la questione avrebbe potuto chiudersi. Ma Lutero riconobbe nello stesso papa un peccatore degno della dannazione eterna. E la divisione della Chiesa fece il suo corso. L’odio spinse molti in guerra e in tantissimi lasciarono la patria, portando cosí la Riforma lontano nel mondo. Si trattò di un immane terremoto religioso, le cui scosse di assestamento giungono fino a oggi.

(source: Bol.com)

I ragazzi venuti dal Brasile

È il settembre del 1974. Dal loro rifugio in Sudamerica, un piccolo gruppo di gerarchi nazisti superstiti, capeggiato dal dottor Mengele, lancia un’operazione segretissima grazie alla quale sarà possibile la rinascita del Reich: esattamente 94 uomini, tutti intorno ai sessantacinque anni ma residenti in diversi paesi e senza alcun legame apparente fra loro, dovranno essere uccisi; per ciascuna vittima viene perfino stabilita la data dell’esecuzione. La notizia del piano giunge alle orecchie dell’ebreo Yakov Liebermann, leggendario cacciatore di nazisti, ormai anziano ma ancora determinato a dare filo da torcere ai suoi nemici storici. L’indagine per scoprire i dettagli condurrà Liebermann da una sponda all’altra del­l’Atlantico, portandolo a smascherare un incubo in cui la ‘banalità del Male’ acquista contorni inediti. Con il ritmo serrato della narrazione e la precisione della scrittura, Ira Levin ci regala un altro romanzo perfettamente congegnato (‘la sua storia più fantasiosa dai tempi di Rosemary’s Baby’, secondo il New York Times), divenuto anche un film di successo grazie all’interpretazione di Gregory Peck e Laurence Olivier rispettivamente nei pan­ni di Mengele e di Liebermann.

(source: Bol.com)

I racconti di Belzebù a suo nipote

Fino al 1924, G.I. Gurdjieff aveva insegnato alla maniera orientale, comunicando le sue idee a un piccolo gruppo di allievi, sempre e solo in modo diretto sia nella teoria sia nella pratica, senza mai permettere loro di trascrivere le indicazioni ricevute. Ma quell’anno, in seguito a un grave incidente, ritenne che fosse giunto il momento di far conoscere l’insieme delle sue idee “in una forma accessibile a tutti”. Si trattava cioè di evocarle in un libro che potesse suscitare nel lettore sconosciuto una nuova e inabituale corrente di pensieri; perciò decise di adottare la forma, comune alle grandi tradizioni, di un racconto mitico “su scala universale” e tuttavia incentrato sul problema essenziale: il significato della vita umana. Allora, pur senza abbandonare le sue altre attività, si piegò al mestiere di scrittore, con la prontezza e il vigore che lo caratterizzavano e con quell’abilità artigianale che in gioventù gli aveva permesso di imparare tanti altri mestieri. Qualche anno più tardi non aveva scritto solo un libro, bensì una serie di libri. A questo insieme monumentale diede come titolo “Di tutto e del Tutto”. “I Racconti di Belzebù a suo nipote” ne costituiscono la prima parte. Sin dall’inizio intorno al libro si crea una leggenda: il suo carattere insolito fa sì che molti lo dichiarino impubblicabile. E tuttavia nel 1948, un anno prima della sua morte, Gurdjieff ne fa preparare l’edizione in diverse lingue, e nel ’50 viene pubblicato in America, in Inghilterra e Austria.

I racconti del sesso e della menzogna

Benvenuti nella ‘società della menzogna’. Una società che santifica la verginità pur essendo la quinta al mondo per consumo di pornografia online. Tredici racconti sulla sessualità in Marocco: tredici testimonianze spontanee raccolte dalla scrittrice Leïla Slimani. Sono voci di donne di estrazione sociale differente, con un livello di istruzione e un sentimento religioso profondamente diversi, eppure parlano tutte la stessa lingua e muovono un atto di accusa senza riserve verso una società in netta contraddizione tra quanto predica e quanto vive. La studentessa, la prostituta, il medico, l’attivista, il poliziotto ci offrono uno spaccato spietato della vita sessuale in Marocco, fatta di incontri rubati, consumati nei cantieri abbandonati, con la paura di essere scoperti dalla polizia o aggrediti da qualcuno. Il sesso fuori dal matrimonio è proibito per legge, il codice penale sanziona il crimine con due anni di carcere. Non si può abortire, a meno di non essere state violentate. Succede anche che le donne vittime di stupro possano essere sposate dai loro stessi violentatori. Questo è quello che prescrive la legge marocchina oggi, una giurisprudenza scollata dalle esigenze di una comunità per molti versi modernizzata, in cui le donne reclamano il tempo di conoscere e desiderare gli uomini con cui escono e rivendicano la libertà di rifiutarli. Se le ragazze non parlano di sesso in famiglia, né confidano alle amiche le loro relazioni non ufficiali, dall’altra i giovani uomini non sposano donne che abbiano perso la verginità. Che tipo di società è questa? Leïla Slimani, scrittrice premio Goncourt all’apice del successo e acuta osservatrice dell’identità femminile nelle sue infinite declinazioni, lascia alle parole di queste donne la risposta.

(source: Bol.com)

I racconti del Necronomicon

H.P. Lovecraft, maestro americano della letteratura fantastica del Novecento, ha dato vita nei suoi racconti a un vero e proprio sistema mitologico, i cosiddetti “Miti di Cthulhu”. Per fornire a questa mitologia una base ‘storica’, l’autore ‘produsse’ l’esistenza di un libro magico, il Necronomicon, scritto nell’VIII secolo d.C. dall’arabo yemenita Abdul Alhazred. Oltre alla biografia immaginaria dell’arabo, Lovecraft inventò per il Necronomicon una cronologia fittizia, Storia e cronologia del Necronomicon, creando un ambiguo mistero che si è protratto per anni, e che ha portato alla pubblicazione in tutto il mondo di innumerevoli versioni del libro maledetto… Il volume presenta i racconti in cui Lovecraft ha introdotto, descritto, citato il Necronomicon, ponendo le basi del suo mito. Tra questi vi sono classici come “L’orrore di Dunwich” (1928) e “Il caso di Charles Dexter Ward” (1928), “Colui che sussurrava nel buio” (1930), “Alle montagne della follia” (1931) e “L’ombra venuta dal tempo” (1934).

I racconti

”Sono soltanto letteratura, e non posso né voglio essere altro.” È con questa incrollabile consapevolezza che Franz Kafka intraprende il suo ”vagabondaggio nelle foreste dell’età virile”, un viaggio che lo porterà alle vette della ”Metamorfosi” e del ”Castello”, ma che lo condurrà anche alla stesura di una serie di testi narrativi – brevi storie, favole, parabole, metafore – che, tra il 1904 e il 1923, affiancheranno e arricchiranno la sua produzione maggiore. Palcoscenici narrativi mutevoli e labili, nei quali si muovono tanti ”nessuno”, scialbi impiegati o commessi viaggiatori, impacciati e fragili, in balia dei propri dubbi di fronte a una realtà bloccata e inestricabile. La ricca antologia, curata e tradotta da Giulio Schiavoni, che dà conto anche delle diverse stesure di alcuni racconti, è arricchita da apparati aggiornati ai più recenti studi.

(source: Bol.com)

I Racconti

"Questo volume raccoglie tutti i racconti brevi e lunghi di Italo Calvino: un "Novellino" dell'Italia contemporanea animato da un piglio baldanzoso e pungente. Uno scenario di scogli e di boschi, popolato di pescatori subacquei e cacciatori infallibili o schiappini, regno di ragazzi, pesci, granchi, rettili e uccelli, è il dato di partenza della fantasia di Calvino. Un pomeriggio, Adamo s'intitola uno dei suoi racconti più tipici: ma sull'Eden di Calvino si riflette sempre la spinosa e aspra realtà della convivenza umana. Lo scenario dei limpidi giochi infantili è lo stesso di quello delle storie di guerra: una guerra nei boschi, questa di Calvino, in cui avventure allucinanti, da Ultimo viene il corvo a Il bosco degli animali, prendono un colore di fiaba, come fossero raccontate dopo cent'anni.
La ricerca d'un'armonia con la natura non viene meno nei racconti cittadini, siano essi storie picaresche del dopoguerra, o le comicopatetiche disavventure di Marcovaldo (un "buon selvaggio" trapiantato nel cuore d'una metropoli industriale) o le ironiche e melanconiche avventure galanti ognuna delle quali potrebb'essere vista come un successivo gradino d'approssimazione verso una comunione amorosa sempre delusa.
La penna di Calvino tende a trasformare tutto ciò che tocca in gioco, danza grottesca, definizione caricaturale di stati d'animo, ma sotto c'è sempre un fondo sensibile ed amaro: la difficoltà a comunicare tra esseri umani, ad andare d'accordo con la natura, con la società, con se stessi. Chiudono il libro i racconti lunghi La formica argentina, La speculazione edilizia, La nuvola di smog, tre punti d'arrivo nella narrativa di Calvino".

I Racconti

La raccolta, che ottenne il Premio Strega nel 1952, comprende
alcuni tra i più noti racconti lunghi di Moravia, come Cortigiana
stanca e Delitto al circolo di tennis, che pongono l'autore in una
posizione di assoluto rilievo nella novellistica italiana del Novecento.

I raccoglitori di fragole e altri racconti

Dorothy Hewett, una delle voci più importanti della narrativa australiana, ha scritto romanzi, come Il cottage sull’oceano, che occupano un posto di rilievo nella letteratura del Novecento. La sua vena romantica e gotica insieme trova, tuttavia, piena espressione in questa raccolta di racconti che appare in italiano col titolo I raccoglitori di fragole e altri racconti. In queste pagine, scritte in un tempo che copre ben quarant’anni di vita dell’autrice, il mondo proprio della Hewett, l’universo incantato dell’infanzia e del paesaggio rurale, quel ‘mondo di cameratismo e sassi che volano, di discussioni lunghe e serie e insulti taglienti, di lacrime e risate a crepapelle’ si dispiega in tutta la sua forza poetica. In Joey, un bambino di tre anni cerca di dare un senso agli ingarbugliati misteri della vita. Nelle Barriere di Jarrabin, una ragazzina di undici anni si misura coi pregiudizi razziali di una piccola città dell’entroterra, ‘uno scorcio di tetti in lamiera… sotto un folto di eucalipti affusolati ‘. Chi si ricorderà della dolce Alice? è invece una storia d’amore e di gioventù scapestrata. I raccoglitori di fragole narra di una coppia di raccoglitori, un ragazzo bianco e sua moglie, una giovane aborigena dell’Australia Occidentale. Joe Anchor’s Rock parla di un bambino e di una tomba nascosta sotto un grande masso di granito. Ti dispiacerebbe se passassi a trovare un mio amico? racconta la storia di un viaggio a bordo di un furgoncino lungo la costa dell’Australia Occidentale. Il risveglio della signorina Huggett ruota di nuovo intorno a una figura infantile. Sul Terrace è la descrizione di un breve incontro sessuale. Il Galle Face Hotel è, invece, una storia misteriosa, piena di presagi oscuri e presenze spettrali, esattamente come L’ombra delle sorelle Darkling… Storie meravigliose e avvincenti, dotate di una diversità straordinaria di personaggi, ambientate in un continente vasto e contraddittorio, e scritte con una energia e una drammaticità uniche. ‘Dorothy Hewett, grande scrittrice australiana (femminista e comunista, per inciso) ha scritto una storia di passioni e presenze alla Giro di Vite di Henry James, con la lotta degli aborigeni sullo sfondo. Bello’. Loredana Lipperini, la Repubblica ‘Una raccolta di racconti che è un vero e proprio classico’. Paul Kraus, Newcastle Herald Hanno scritto di Il cottage sull’oceano: ‘Un romanzo che raccoglie in sé la grande produzione gotica inglese’. L’Indice

(source: Bol.com)

I Quattro Pilastri – Luce e Fuoco

Stefano è un emissario della Luce in eterna lotta contro le Tenebre. Il suo compito è guidare i mortali verso il Bene ed è la cosa che più ama fare. Finché un giorno non riceve un nuovo incarico. Non è la solita missione, ma qualcosa di molto più pericoloso.
Febe è una ragazza schiva e solitaria che ha passato gli ultimi due anni a fuggire dal proprio passato, a dimenticare. E’ riuscita a farsi una vita, a trovare un lavoro e vivere un’esistenza più o meno tranquilla. Un giorno però, quasi dal nulla, spunta fuori lui: Stefano. L’attrazione scatta immediata tuttavia Febe non può permettere a nessuno di avvicinarsi.
Ma cosa accadrà quando una creatura demoniaca attaccherà Febe? Stefano deve salvarla, ma può rischiare di rivelarle la propria identità? Cosa nasconde Febe e perché le Tenebre la stanno cercando?
Romanzo paranormal romance autoconclusivo.
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### Sinossi
Stefano è un emissario della Luce in eterna lotta contro le Tenebre. Il suo compito è guidare i mortali verso il Bene ed è la cosa che più ama fare. Finché un giorno non riceve un nuovo incarico. Non è la solita missione, ma qualcosa di molto più pericoloso.
Febe è una ragazza schiva e solitaria che ha passato gli ultimi due anni a fuggire dal proprio passato, a dimenticare. E’ riuscita a farsi una vita, a trovare un lavoro e vivere un’esistenza più o meno tranquilla. Un giorno però, quasi dal nulla, spunta fuori lui: Stefano. L’attrazione scatta immediata tuttavia Febe non può permettere a nessuno di avvicinarsi.
Ma cosa accadrà quando una creatura demoniaca attaccherà Febe? Stefano deve salvarla, ma può rischiare di rivelarle la propria identità? Cosa nasconde Febe e perché le Tenebre la stanno cercando?
Romanzo paranormal romance autoconclusivo.
### L’autore
Manuela Dicati è nata nel 1979 a Perugia dove vive attualmente. Laureata in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Perugia, ha lavorato come scrittrice per una casa editrice proprietaria di numerose testate on line. Ama i cani e lo sport. Adora leggere di tutto divorando libri, manga e fumetti. Ha iniziato a coltivare il sogno di scrivere e pubblicare romanzi nel 2013 durante la sua terza gravidanza, capendo poi che questo era esattamente ciò che avrebbe voluto fare nella vita. È nata così la sua saga paranormal romance: “I Custodi della Notte” a cui sono seguiti molti altri romanzi di generi diversi: romantic suspense, romance contemporaneo, paranormal romance. I titoli finora pubblicati: “L’assassino della Porta Accanto” edito da Newton Compton, la saga paranormal romance “I Custodi della Notte”, “Figli di Sangue”, “Non Senza di Te”, “Io, te e il Destino”, “All’ultimo Respiro”, la saga paranormal romance “L’Ordine di Astrea”, “I Quattro Pilastri – Luce e Fuoco”.

I quattro elementi

Dylan Dog si ritrova una sera con alcuni suoi amici con la passione dei giochi da tavolo. Iniziano così una partita di “Il Signore degli Elementi”, un gioco di società appena acquistato. Purtroppo per loro il gioco è stato acquistato nel negozio Safarà di Hamlin.

I quattro diavoli

Una sola è la legge che regge le fila dell’universo di Bang: la legge del desiderio, implacabile come un destino cui non si può che soccombere. Sotto un cielo vuoto, nostalgici di una felicità o di un’innocenza perdute, i suoi personaggi vivono sospesi in fragile equilibrio sulla vacuità dell’esistenza, cercando di “riempirla di cose senza importanza”, come dice la protagonista della Casa Bianca, o lasciandosi precipitare nel baratro, come Fritz ed Aimée nei Quattro Diavoli, dall’alto dei loro trapezi. Il breve romanzo narra la parabola di quella caduta: la passione di un acrobata del circo – uno dei luoghi-simbolo cari a tanta produzione artistica del nostro secolo – per una dama aristocratica che lo seduce per capriccio. Un’attrazione fatale che, sotto lo sguardo tormentato di impotente gelosia della compagna di sempre, sconvolge l’ordine di un mondo elementare e l’armonia metaforicamente espressa nel gioco, carico di velato erotismo, delle evoluzioni al trapezio, scatenando la reazione di un istinto primordiale che si appaga soltanto distruggendo e che trova nella morte il momento dell’estrema voluttà. Dramma senza catarsi scritto quasi come una sceneggiatura, con dialoghi e silenzi, luci e ombre, scene di folla e sguardi muti, immagini che si susseguono ad immagini accompagnate dalle note del “Valzer dell’amore” come da un’ironica colonna sonora, I Quattro Diavoli ha avuto innumerevoli versioni cinematografiche, fra cui una di Murnau nel 1928.

I quattro accordi. Guida pratica alla libertà personale. Un libro di saggezza tolteca

Gli esseri umani vivono in un perenne stato di sogno. Sognano quando il cervello dorme, ma anche quando è sveglio. Hanno saputo creare un grande sogno esteriore, il sogno della società costituito da innumerevoli sogni personali familiari e di comunità. Questo sogno esteriore possiede una grande quantità di regole che ci sono state inculcate fin dalla nascita. Abbiamo così imparato come comportarci in una data società, cosa credere, cosa è bene e cosa è male, bello o brutto, giusto o stagliato. Non abbiamo scelto queste credente e queste regole; ci siamo nati e le abbiamo apprese secondo un processo di addomesticamento in cui le informazioni sono passate dal sogno esteriore a quello interiore, andando a formare il nostro personale sistema di credente. A questo punto non c è più bisogno di istruttori esterni giacete diventiamo noi stessi i nostri giudici Tutto ciò che crediamo su noi stessi e sul mondo rientra in quel sogno interiore, che tuttavia ci è giunto dall. esterno e che ci impedisce di vederci per come siamo veramente.
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I Promessi Sposi / Storia Della Colonna Infame

La storia nota di un curato di campagna pauroso e vile che, minacciato dai bravi, si rifiuta di sposare due giovani, è il capolavoro della letteratura italiana dell’Ottocento. Manzoni trova la forma e la lingua perfette solo alla terza edizione, a cui aggiunge Storia della colonna infame: ideale conclusione del romanzo, racconta il processo contro due presunti untori, ulteriore esempio di oppressione dei potenti nei confronti degli umili. I promessi sposi sono, in questo senso, affresco e sintesi della società italiana di ogni tempo: la prepotenza di don Rodrigo, l’ingenuità di Renzo, l’innocenza di Lucia, il coraggio di padre Cristoforo… Ma soprattutto la vigliaccheria di don Abbondio: un brav’uomo che fa quel che deve; ma a fare di piú, se c’è da mettersi in mezzo, proprio non ci sta. Studiati, parodiati, usati come modello, I promessi sposi raccontano un’Italia che non è cambiata mai.

(source: Bol.com)

I problemi dell’umanità

Alice Bailey presenta l’analisi del Maestro Djwal Khul relativa a una serie di temi politici, economici e sociali. Questa analisi anticipa quelle che, a partire dai primi anni del XXI secolo, saranno le riflessioni dei più importanti esponenti della filosofia della condivisione, come quella riguardante il problema del capitale e del lavoro. Il denaro, l’accumulo di attività finanziarie e il possesso e lo sfruttamento organizzato delle risorse della Terra rappresentano la prossima grande sfida da affrontare per l’uomo: ‘Un solo concetto dominante può salvare oggi il mondo da una lotta economica, impedire il risorgere dei sistemi materialistici, arrestare il riemergere delle vecchie idee e mettere fine al segreto dominio degli interessi finanziari e al violento malcontento delle masse: credere nell’unità di tutti gli uomini’. Questa unità va intesa come qualcosa per cui valga la pena di combattere, deve sorreggere tutta la riorganizzazione politica, sociale e religiosa e fornire la base dei sistemi educativi. L’unicità degli uomini, la comprensione e l’azione leale rappresenterebbero ‘gli unici concetti con cui costruire il mondo nuovo, abolire la competizione, porre fine allo sfruttamento di un settore umano da parte di un altro e alle sperequazioni delle risorse planetarie. Finché ci saranno grandi ricchi e poverissimi, gli uomini non saranno all’altezza del loro elevato destino’. Riflessioni quanto mai attuali e ancora da recepire nella loro profondità.

(source: Bol.com)