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Pensione Tersicore: la terza indagine del Commissario Martini

Il teatro si è sempre prestato come ambiente ideale per rappresentare il delitto, sia sulla scena sia dietro le quinte. In Pensione Tersicore, Gianna Baltaro lo sceglie come luogo dell’omicidio di un attore dal fascino ambiguo, avvenuto nel suo camerino la sera stessa del debutto di uno spettacolo importante. Il commissario Martini, chiamato a risolvere il mistero, riuscirà a individuare l’assassino.

Pensieri

I Pensieri racchiudono i motivi fondamentali di quell’Apologia della verità della religione cristiana che preoccupò, esaltò, tormentò Pascal negli ultimi otto anni della sua brevissima esistenza, impegnando il dotto, l’uomo e il cristiano. Purtroppo la morte immatura impedì l’esecuzione del grandioso progetto, di cui ci sono rimasti gli appunti, sminuzzati, slegati, gettati alla rinfusa e frettolosamente, che vanno sotto il nome di Pensieri. Capolavoro di frammentarietà misto, come scrisse Chateaubriand, «sia del divino che dell’umano», i Pensieri sono pagine di confessioni e non coacervo di sillogismi; illuminazioni rapide e non discorsi di filosofica saggezza. Ma soprattutto sono cosa viva d’un uomo vivo, brandelli di un’anima che appartengono al cuore più intimo di Pascal, come appartengono a qualunque lettore che, senza pretendere di essere «né angelo né bestia», si senta veramente uomo.

Pensare la rivoluzione russa

Luciano Canfora percorre le tappe di un evento che ha segnato nel bene e nel male il percorso storico non solo della Russia sovietica e poi capitalista, ma anche del resto del mondo, che per tutto il XX secolo ha ammirato, osservato, spiato, ripudiato, a volte anche riprodotto l’iniziativa del bolscevichi e la formidabile macchina che essi avevano costruito.
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Pensare altrimenti: Filosofia del dissenso (Vele Vol. 121)

Da sempre, sia pure in forme diverse, gli uomini si ribellano. Difficilmente le rivolte si lasciano ricondurre a un paradigma unitario, ma presentano come orizzonte comune la rivendicata antitesi rispetto a un ordine costituito o a un «comune sentire» che si pretende giusto. La cellula genetica del dissenso corrisponde a un sentire altrimenti che è, già virtualmente, un sentire contro: e che, per ciò stesso, può trapassare nelle figure concrete in cui il dissentire si cristallizza facendosi operativo. Il pensiero ribelle deve costituire oggi il gesto primario contro l’uniformazione globale delle coscienze che si sta registrando nell’orizzonte del nuovo pensiero unico e del falso pluralismo della civiltà occidentale. Diego Fusaro si propone qui di analizzare le figure del pensare altrimenti, le declinazioni storiche del dissenso e la sua fenomenologia.
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### Sinossi
Da sempre, sia pure in forme diverse, gli uomini si ribellano. Difficilmente le rivolte si lasciano ricondurre a un paradigma unitario, ma presentano come orizzonte comune la rivendicata antitesi rispetto a un ordine costituito o a un «comune sentire» che si pretende giusto. La cellula genetica del dissenso corrisponde a un sentire altrimenti che è, già virtualmente, un sentire contro: e che, per ciò stesso, può trapassare nelle figure concrete in cui il dissentire si cristallizza facendosi operativo. Il pensiero ribelle deve costituire oggi il gesto primario contro l’uniformazione globale delle coscienze che si sta registrando nell’orizzonte del nuovo pensiero unico e del falso pluralismo della civiltà occidentale. Diego Fusaro si propone qui di analizzare le figure del pensare altrimenti, le declinazioni storiche del dissenso e la sua fenomenologia.

Pencil Me In (English Edition)

**Want to get better in business? Learn how to draw.**
There’s no faster, cheaper prototype in the world than a sketch on a sheet of paper. What’s unclear in words is suddenly crystal clear in a sketch, and you—and your team—can tackle problems in entirely new ways. Play around with ideas. Document your process. Think on paper. Visual thinking brings a whole new power to work.
Think you can’t draw? Don’t worry! The simplest sketches are the most effective at communication and problem solving, so you can begin drawing in less time than your average coffee break. Pictures and visual communication harken back to the stone age for good reason–they’re natural, they’re quick, and they work. And they’ll work for you.
If you’re looking for the next tool to help you solve your hardest (and most interesting) challenges at work, try a paper and pencil. This book teaches you how to use them well–and have a bit of fun along the way.
*With contributions from Amelie Sarrazin, Aleksandra Micek, Taylor Reese, Dan Brown, Daniel Cook, Kate Rutter, Eva-Lotta Lamm, Matthew Magain, Sunni Brown, Cristina Negrut, Daryl Meier Fahrni, Marc Bourguignon, Laura Klein, David Gray, Melissa Kim, Mike Rohde, Brian Gulassa, Andrew Reid, Rolf Faste, Raph Koster, Stone Librande, Robin Hunicke, Alicia Loring, Erin Malone, Stephen P. Anderson, Giorgia Lupi, Alex Osterwalder, Noelle Stransky, James Young, and Dan Roam. *
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### Recensione
“Get this excellent book to become a master communicator. Create clearer and simpler messages with words & visuals. “ — Alex Osterwalder      

“This is a book of magical visual thinking ideas, tricks, tips and spells you’ll want to carry with you wherever you go. It’s a fantastic reference from the best minds in the visual business, ideal for the novice and expert alike — grab your copy now!”
— Mike Rohde, bestselling author of *The Sketchnote Handbook* and *The Sketchnote Workbook*

*Pencil Me In* is an invitation of the most valuable kind…Wodtke beckons the reader into a world where so much more is possible – inquiry, insight and rich imagination – all of it at the tip of your pencil.
— Sunni Brown, Best-Selling Author + Chief Human Potentialist.
### Sinossi
**Want to get better in business? Learn how to draw.**
There’s no faster, cheaper prototype in the world than a sketch on a sheet of paper. What’s unclear in words is suddenly crystal clear in a sketch, and you—and your team—can tackle problems in entirely new ways. Play around with ideas. Document your process. Think on paper. Visual thinking brings a whole new power to work.
Think you can’t draw? Don’t worry! The simplest sketches are the most effective at communication and problem solving, so you can begin drawing in less time than your average coffee break. Pictures and visual communication harken back to the stone age for good reason–they’re natural, they’re quick, and they work. And they’ll work for you.
If you’re looking for the next tool to help you solve your hardest (and most interesting) challenges at work, try a paper and pencil. This book teaches you how to use them well–and have a bit of fun along the way.
*With contributions from Amelie Sarrazin, Aleksandra Micek, Taylor Reese, Dan Brown, Daniel Cook, Kate Rutter, Eva-Lotta Lamm, Matthew Magain, Sunni Brown, Cristina Negrut, Daryl Meier Fahrni, Marc Bourguignon, Laura Klein, David Gray, Melissa Kim, Mike Rohde, Brian Gulassa, Andrew Reid, Rolf Faste, Raph Koster, Stone Librande, Robin Hunicke, Alicia Loring, Erin Malone, Stephen P. Anderson, Giorgia Lupi, Alex Osterwalder, Noelle Stransky, James Young, and Dan Roam. *

Pelle di corteccia

Alla fine del diciassettesimo secolo due giovani francesi, René Sel e Charles Duquet, fuggono da una vita di stenti e sbarcano in Canada, allora chiamato Nuova Francia. Dopo avere firmato un contratto con un signore feudale, che li costringe a lavorare tre anni per lui prima di concedere loro un pezzo di terra, i due intraprendono la dura vita dei “pelle di corteccia”, come venivano chiamati allora i taglialegna. René è costretto a sposare una donna indiana, e da quel giorno i loro discendenti vivranno intrappolati fra due culture, senza mai riuscire a elevarsi dalla condizione svantaggiata dei mezzosangue. Duquet invece riesce a scappare e diventa un cacciatore di pelli, ma ben presto si accorge dell’enorme potenziale economico delle foreste nordamericane e decide che lo scopo della sua vita sarà trovare il modo di sfruttarlo.
Annie Proulx segue i discendenti di Sel e Duquet nel corso di tre secoli, accompagnandoli nei loro spostamenti dal Nord America all’Europa, dalla Cina alla Nuova Zelanda, in una lunga e avvincente storia di vendette, amori, incidenti, pestilenze e conflitti, in cui alla distruzione delle foreste si accompagna quella dei popoli che le abitano.
Annie Proulx, dopo *Avviso ai naviganti*, con il quale ha vinto il premio Pulitzer, e *I segreti di Brokeback Mountain*, da cui è stato tratto l’omonimo film, ci consegna il suo capolavoro, il romanzo a cui ha lavorato per una vita intera. *Pelle di corteccia* è senza dubbio il coronamento dell’illustre carriera dell’autrice, ma forse anche il più grande romanzo ambientalista mai scritto finora.
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### Sinossi
Alla fine del diciassettesimo secolo due giovani francesi, René Sel e Charles Duquet, fuggono da una vita di stenti e sbarcano in Canada, allora chiamato Nuova Francia. Dopo avere firmato un contratto con un signore feudale, che li costringe a lavorare tre anni per lui prima di concedere loro un pezzo di terra, i due intraprendono la dura vita dei “pelle di corteccia”, come venivano chiamati allora i taglialegna. René è costretto a sposare una donna indiana, e da quel giorno i loro discendenti vivranno intrappolati fra due culture, senza mai riuscire a elevarsi dalla condizione svantaggiata dei mezzosangue. Duquet invece riesce a scappare e diventa un cacciatore di pelli, ma ben presto si accorge dell’enorme potenziale economico delle foreste nordamericane e decide che lo scopo della sua vita sarà trovare il modo di sfruttarlo.
Annie Proulx segue i discendenti di Sel e Duquet nel corso di tre secoli, accompagnandoli nei loro spostamenti dal Nord America all’Europa, dalla Cina alla Nuova Zelanda, in una lunga e avvincente storia di vendette, amori, incidenti, pestilenze e conflitti, in cui alla distruzione delle foreste si accompagna quella dei popoli che le abitano.
Annie Proulx, dopo *Avviso ai naviganti*, con il quale ha vinto il premio Pulitzer, e *I segreti di Brokeback Mountain*, da cui è stato tratto l’omonimo film, ci consegna il suo capolavoro, il romanzo a cui ha lavorato per una vita intera. *Pelle di corteccia* è senza dubbio il coronamento dell’illustre carriera dell’autrice, ma forse anche il più grande romanzo ambientalista mai scritto finora.

PEGGIO DEGLI OCCHI MIEI

Era vestita di nero, come al suo solito.
L’aveva vista svoltare dall’angolo della via. Il passo svelto di chi ha qualcosa da nascondere. Da sotto lo scialle occhieggiava una macchia bianca.
Giacomo sapeva di cosa si trattava. Il giorno prima la donna aveva portato dal fornaio un po’ di farina, trovata sottobanco, e ora eccola di ritorno con il pane caldo appena sfornato. Deciso a spiare le mosse della matrigna il ragazzo corse a casa. Il battente del catoio era solo accostato, entrò di soppiatto e se lo richiuse alle spalle. Smorzatosi l’abbaglio del sole si ritrovò di colpo immerso nell’oscurità. Attraversò la stanza urtando una sedia che barcollò e, a tentoni, raggiunse l’alcova.
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### Sinossi
Era vestita di nero, come al suo solito.
L’aveva vista svoltare dall’angolo della via. Il passo svelto di chi ha qualcosa da nascondere. Da sotto lo scialle occhieggiava una macchia bianca.
Giacomo sapeva di cosa si trattava. Il giorno prima la donna aveva portato dal fornaio un po’ di farina, trovata sottobanco, e ora eccola di ritorno con il pane caldo appena sfornato. Deciso a spiare le mosse della matrigna il ragazzo corse a casa. Il battente del catoio era solo accostato, entrò di soppiatto e se lo richiuse alle spalle. Smorzatosi l’abbaglio del sole si ritrovò di colpo immerso nell’oscurità. Attraversò la stanza urtando una sedia che barcollò e, a tentoni, raggiunse l’alcova.

Peccato mortale: Un’indagine delle donne del Club Omicidi

La detective Lindsay Boxer e le sue tre migliori amiche stanno cercando di ritrovare un equilibrio dopo gli eventi che le hanno portate al limite estremo.
Dopo essere stata in punto di morte, Yuki guarda alla sua esistenza da una nuova prospettiva e sta pensando di lasciare la sua carriera di avvocato.
Cindy, reporter del San Francisco Chronicle, si è ristabilita dopo una ferita da arma da fuoco e ha pubblicato un libro sulla cattura del famigerato serial killer che lei stessa ha aiutato a far arrestare.
Lindsay, dal canto suo, si gode la certezza di sapere che il suo gruppo di amiche è ancora attorno a lei. Ma una nuova minaccia scuote le strade di San Francisco. Una misteriosa banda di criminali travestiti da poliziotti saccheggia la città lasciandosi dietro una scia di cadaveri.
Lindsay è già sulle loro tracce, ma un atroce dubbio la attanaglia: e se fossero veri poliziotti? E se fosse qualcuno molto vicino a lei?
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### Sinossi
La detective Lindsay Boxer e le sue tre migliori amiche stanno cercando di ritrovare un equilibrio dopo gli eventi che le hanno portate al limite estremo.
Dopo essere stata in punto di morte, Yuki guarda alla sua esistenza da una nuova prospettiva e sta pensando di lasciare la sua carriera di avvocato.
Cindy, reporter del San Francisco Chronicle, si è ristabilita dopo una ferita da arma da fuoco e ha pubblicato un libro sulla cattura del famigerato serial killer che lei stessa ha aiutato a far arrestare.
Lindsay, dal canto suo, si gode la certezza di sapere che il suo gruppo di amiche è ancora attorno a lei. Ma una nuova minaccia scuote le strade di San Francisco. Una misteriosa banda di criminali travestiti da poliziotti saccheggia la città lasciandosi dietro una scia di cadaveri.
Lindsay è già sulle loro tracce, ma un atroce dubbio la attanaglia: e se fossero veri poliziotti? E se fosse qualcuno molto vicino a lei?

PD Davvero

Dieci anni dopo la fondazione del Partito Democratico, il 14 ottobre 2007, l’Europa, l’Italia sono cambiate radicalmente. Dieci anni fa Obama lanciava la sua candidatura alla guida degli Stati Uniti in un clima di speranza, oggi il mondo osserva con inquietudine le politiche di Trump. Dieci anni fa iniziava la più lunga crisi economica conosciuta dal dopoguerra. Dieci anni nei quali l’Italia ha visto succedersi governi guidati da Prodi, Berlusconi, Letta, Renzi e Gentiloni. Allora “populismo” era vocabolo per esperti, oggi è fenomeno che raccoglie vasto consenso, mettendo in tensione cittadini e istituzioni. Per un secolo, il Novecento, la sinistra ha affermato i suoi valori grazie a quattro parole – sviluppo, lavoro, protezione sociale, democrazia – che oggi appaiono lesionate. Di fronte a tutto questo, cosa deve fare una sinistra che non si rassegni a una condizione di minorità? Una riflessione necessaria dopo lo tsunami elettorale del 4 marzo 2018, condotta da chi il Pd ha contribuito a fondarlo, ne ha vissuto in prima persona ogni passaggio ed è tuttora impegnato sul fronte del rinnovamento della sinistra italiana ed europea.
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### Sinossi
Dieci anni dopo la fondazione del Partito Democratico, il 14 ottobre 2007, l’Europa, l’Italia sono cambiate radicalmente. Dieci anni fa Obama lanciava la sua candidatura alla guida degli Stati Uniti in un clima di speranza, oggi il mondo osserva con inquietudine le politiche di Trump. Dieci anni fa iniziava la più lunga crisi economica conosciuta dal dopoguerra. Dieci anni nei quali l’Italia ha visto succedersi governi guidati da Prodi, Berlusconi, Letta, Renzi e Gentiloni. Allora “populismo” era vocabolo per esperti, oggi è fenomeno che raccoglie vasto consenso, mettendo in tensione cittadini e istituzioni. Per un secolo, il Novecento, la sinistra ha affermato i suoi valori grazie a quattro parole – sviluppo, lavoro, protezione sociale, democrazia – che oggi appaiono lesionate. Di fronte a tutto questo, cosa deve fare una sinistra che non si rassegni a una condizione di minorità? Una riflessione necessaria dopo lo tsunami elettorale del 4 marzo 2018, condotta da chi il Pd ha contribuito a fondarlo, ne ha vissuto in prima persona ogni passaggio ed è tuttora impegnato sul fronte del rinnovamento della sinistra italiana ed europea.

Pattuglia Bravo Two Zero

«Il minuto peggiore è quello che precede i primi spari. Si può solo ascoltare e pensare. Quanti mezzi arriveranno? Ti piomberanno direttamente addosso o ti punteranno contro i mitragliatori scaricandoli a pioggia? Lo sferragliare dei cingoli e il rombo dei motori a pieni giri sembravano avvilupparci. Non sapevamo ancora dove fossero…» Iraq, gennaio 1991. Durante la guerra del Golfo, una pattuglia composta da otto uomini dello Special Air Service – noto come «il Reggimento», l’unità d’assalto più temuta al mondo – viene trasportata dall’Arabia Saudita a bordo di un elicottero e lasciata in pieno deserto, dietro le linee irachene. Il suo nome in codice: Bravo Two Zero. La sua missione: tagliare le linee telefoniche di collegamento tra Baghdad e la zona nord-occidentale dell’Iraq, ma, soprattutto, distruggere le rampe di lancio mobili degli Scud di Saddam Hussein. Incomincia così l’avventura di otto soldati professionisti, addestrati a combattere su qualunque terreno e con qualsiasi arma, che si ritrovano, soli, in un ambiente ostile da tutti i punti di vista e con un equipaggiamento di 95 chili a testa. Un’avventura che sembra chiudersi quasi subito, e nel peggiore dei modi, quando la pattuglia viene scoperta. Ma che invece è soltanto all’inizio. Infatti gli uomini prima fuggono verso il confine con la Siria, distante oltre cento chilometri (e invece, in due giorni e due notti, braccati sempre più da vicino, ne percorreranno più di duecento), poi addirittura si divideranno andando incontro a un destino che si prospetta tanto incerto quanto agghiacciante… Cronaca fedele di un fatto d’armi tra i più drammatici della storia recente, Pattuglia Bravo Two Zero descrive minuto per minuto, con la forza e la semplicità del vero, senza retorica e senza finzioni, le emozioni, le paure, i desideri, le nostalgie e le inimmaginabili sofferenze di un pugno di audaci che, vicino alle rive dell’Eufrate, in un luogo come pochi altri carico di storia, hanno scritto una pagina anch’essa degna di essere ricordata, e in cui, ancora una volta, si dimostra come la guerra sappia esaltare, come forse nessun altro momento della vita, la grandezza e la miseria dell’uomo.
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### Sinossi
«Il minuto peggiore è quello che precede i primi spari. Si può solo ascoltare e pensare. Quanti mezzi arriveranno? Ti piomberanno direttamente addosso o ti punteranno contro i mitragliatori scaricandoli a pioggia? Lo sferragliare dei cingoli e il rombo dei motori a pieni giri sembravano avvilupparci. Non sapevamo ancora dove fossero…» Iraq, gennaio 1991. Durante la guerra del Golfo, una pattuglia composta da otto uomini dello Special Air Service – noto come «il Reggimento», l’unità d’assalto più temuta al mondo – viene trasportata dall’Arabia Saudita a bordo di un elicottero e lasciata in pieno deserto, dietro le linee irachene. Il suo nome in codice: Bravo Two Zero. La sua missione: tagliare le linee telefoniche di collegamento tra Baghdad e la zona nord-occidentale dell’Iraq, ma, soprattutto, distruggere le rampe di lancio mobili degli Scud di Saddam Hussein. Incomincia così l’avventura di otto soldati professionisti, addestrati a combattere su qualunque terreno e con qualsiasi arma, che si ritrovano, soli, in un ambiente ostile da tutti i punti di vista e con un equipaggiamento di 95 chili a testa. Un’avventura che sembra chiudersi quasi subito, e nel peggiore dei modi, quando la pattuglia viene scoperta. Ma che invece è soltanto all’inizio. Infatti gli uomini prima fuggono verso il confine con la Siria, distante oltre cento chilometri (e invece, in due giorni e due notti, braccati sempre più da vicino, ne percorreranno più di duecento), poi addirittura si divideranno andando incontro a un destino che si prospetta tanto incerto quanto agghiacciante… Cronaca fedele di un fatto d’armi tra i più drammatici della storia recente, Pattuglia Bravo Two Zero descrive minuto per minuto, con la forza e la semplicità del vero, senza retorica e senza finzioni, le emozioni, le paure, i desideri, le nostalgie e le inimmaginabili sofferenze di un pugno di audaci che, vicino alle rive dell’Eufrate, in un luogo come pochi altri carico di storia, hanno scritto una pagina anch’essa degna di essere ricordata, e in cui, ancora una volta, si dimostra come la guerra sappia esaltare, come forse nessun altro momento della vita, la grandezza e la miseria dell’uomo.

Patto con il demone: Un thriller paranormale

Luigi ha due segreti oscuri:
Guarisce immediatamente da ogni ferita.
Una voce nella testa gli chiede incessantemente di uccidere.
Ora dovrà affrontare i suoi demoni interiori. Deciderà di combattere il maleficio, oppure scenderà a patti con il diavolo?
Buona lettura!
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### Sinossi
Luigi ha due segreti oscuri:
Guarisce immediatamente da ogni ferita.
Una voce nella testa gli chiede incessantemente di uccidere.
Ora dovrà affrontare i suoi demoni interiori. Deciderà di combattere il maleficio, oppure scenderà a patti con il diavolo?
Buona lettura!

Patrie lettere

Patrie lettere, la raccolta di saggi e articoli sulla letteratura italiana di Cesare Cases uscita nel 1974, appare in nuova edizione pressoché raddoppiata. Interventi “in casa” e insieme “fuori casa”, perché Cases non è un italianista di mestiere ma li ha scritti prima con la passione del critico militante – a ciò allude l’ironia del titolo -, poi per interessi più casuali e perché il lupo perde il pelo ma non il vizio di occuparsi di cose che non lo riguardano. Del resto, a parte qualche tuffo nel passato, l’intrusione è giustificata dalla lunga frequentazione e affinità di idee e sentimenti con parecchi degli autori trattati: con Calvino, sul cui Barone rampante Cases ha scritto uno degli articoli più frequentemente riprodotti nelle antologie della crtica (non solo calviniana); con Primo Levi, di cui recensì sia pur brevemente già il primo libro quando ancora nessuno ne parlava; con Elsa Morante, cui è dedicato un ampio saggio. Oppure, inversamente, è l’estro polemico che agita la penna di Cases, come nel famoso saggio su Gadda, tanto acuto quanto discutibile. Discutibili possono essere tutti questi interventi, ma tutti lasciano il segno, conditi come sono da quel miscuglio di rigidità morale (e talora anche ideologica e politica) e di relativismo ironico che è la contraddittoria caratteristica dell’autore. Dopo Il testimone secondario, questa seconda raccolta di scritti di Cases conferma l’incisività della sua presenza nell’arco di decenni in cui molti prodotti della penna sono crollati insieme agli idoli cui erano stati affissi.

Passioni e politica

L’obiettivo principale di questo libro è indagare il rapporto fra le passioni e la vita politica, non solo a livello teorico ma anche per ciò che concerne il nostro impegno comune. Quanto più sapremo prestare un’attenzione minuta e programmatica alle passioni che circolano fra noi, tanto più potremo re-imparare a essere democratici. È sempre più urgente conoscere le passioni, senza dimenticare che anche quelle positive – la compassione, l’inclusione, l’amore – sono capaci d’inganni e d’insidie. Per questo proponiamo d’immaginare delle combinazioni: le passioni assumono risonanza e utilità se collegate specificamente e ripetutamente con altre passioni o con stati d’animo che possano in qualche modo condizionarne l’intenzione e l’uso. Buona parte delle persone si dichiarano insoddisfatte dell’attuale sistema politico. Ma la loro legittima esigenza di trasformazione troppo spesso non sa affrancarsi dagli stessi comportamenti e dalle stesse passioni che vorrebbero cambiare. Per poter riacquistare fiducia nella politica, può essere utile cominciare a inventare insieme un alfabeto inedito delle passioni.
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Passeggiate Per L’Italia (Complete)

Questo volume, al quale altri faranno seguito, fa parte di un’opera geniale, ma poco nota fra noi, del Gregorovius, «Wanderjahre in Italien», che nel testo tedesco comprende ben cinque volumi, editi dal Brockhaus di Lipsia. Di essa apparvero già in Italia, molto tempo addietro, frammenti, capitoli isolati, ma—non sappiamo veramente per quale motivo—mai se ne tentò l’intera traduzione. Ingiusto essendoci sembrato l’oblio, cui si erano condannate queste bellissime pagine, abbiamo pensato di presentarle al pubblico italiano in una fedele ed integra versione. Questo primo volume comprende le escursioni del grande storico della Roma medioevale per la terra latina, per la campagna romana, la marittima e per il Lazio fino alle sponde del Liri, escursioni fatte, per la maggior parte, fra il 1858 ed il 1860. Non sono fuggevoli impressioni alla Stendhal, non sono note modeste o superficiali da touriste e tanto meno vuote e patetiche chiacchierate: se in Gregorovius il sentimento del bello era profondo, se, dinanzi all’opera d’arte creata dall’uomo od a quella plasmata dalla natura, egli si entusiasmava e diveniva spontaneamente poeta, innanzi tutto e soprattutto, egli era uno storico ed in ogni cosa vedeva quindi e sentiva il passato. Anche in un’opera di personali impressioni non poteva perciò spogliarsi del suo abito di ricercatore e ricostruttore di epoche trascorse: e in queste pagine, infatti, è tutto il Gregorovius della «Storia del medio evo», è il Gregorovius che fruga fra le rovine e fra i vecchi manoscritti che raccoglie, riunisce, esamina e ricostruisce. Leggendo queste pagine si sente che Gregorovius è nel suo dominio: egli conosceva infatti Roma ed i suoi dintorni, come pochi anche oggi la conoscono e l’amava con affetto sconfinato e ammirazione profonda di figlio: ne conosceva i monumenti, i ruderi, gli abitanti, le abitudini, il linguaggio, la vita comune, la storia grande e tragica, la politica, le leggende, la fede. Le sue osservazioni, di un’esattezza severa, scrupolosa, sono quindi spontanee e pensate insieme, costanti e continue. La vita di mezzo secolo fa, sotto il dominio papale, molto diversa invero da quella di oggi, ma forse più caratteristica, rivive nelle pagine di questo bel libro e vi rivive intera, in tutta la sua bellezza, ricordando, più di quello che oggi ricordi, tutto un passato di lotte, di guerre, di gesta e di tragedie. Accanto al Lazio della metà del secolo xix si leva, in questo libro mirabile, per quanto non scevro di difetti e d’ingenuità, il Lazio del medio evo. Libro di rievocazione storica potrebbe dunque chiamarsi questo: sia che l’Autore ci presenti il pittoresco aspetto della campagna romana, le selvagge solitudini dei monti Ernici e Volsci, la poesia profonda delle rovine infiorate di Ninfa, o il pauroso squallore di Astura dinanzi al limpido Tirreno e le ville sepolte nelle paludi pontine, l’omerico Circeo, o il cupo maniero degli Orsini, il passato ritorna sempre in queste pagine e vi ritorna nella sua vera luce, maestoso, terribile, in tutto il suo profumo di cosa lontana
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### Sinossi
Questo volume, al quale altri faranno seguito, fa parte di un’opera geniale, ma poco nota fra noi, del Gregorovius, «Wanderjahre in Italien», che nel testo tedesco comprende ben cinque volumi, editi dal Brockhaus di Lipsia. Di essa apparvero già in Italia, molto tempo addietro, frammenti, capitoli isolati, ma—non sappiamo veramente per quale motivo—mai se ne tentò l’intera traduzione. Ingiusto essendoci sembrato l’oblio, cui si erano condannate queste bellissime pagine, abbiamo pensato di presentarle al pubblico italiano in una fedele ed integra versione. Questo primo volume comprende le escursioni del grande storico della Roma medioevale per la terra latina, per la campagna romana, la marittima e per il Lazio fino alle sponde del Liri, escursioni fatte, per la maggior parte, fra il 1858 ed il 1860. Non sono fuggevoli impressioni alla Stendhal, non sono note modeste o superficiali da touriste e tanto meno vuote e patetiche chiacchierate: se in Gregorovius il sentimento del bello era profondo, se, dinanzi all’opera d’arte creata dall’uomo od a quella plasmata dalla natura, egli si entusiasmava e diveniva spontaneamente poeta, innanzi tutto e soprattutto, egli era uno storico ed in ogni cosa vedeva quindi e sentiva il passato. Anche in un’opera di personali impressioni non poteva perciò spogliarsi del suo abito di ricercatore e ricostruttore di epoche trascorse: e in queste pagine, infatti, è tutto il Gregorovius della «Storia del medio evo», è il Gregorovius che fruga fra le rovine e fra i vecchi manoscritti che raccoglie, riunisce, esamina e ricostruisce. Leggendo queste pagine si sente che Gregorovius è nel suo dominio: egli conosceva infatti Roma ed i suoi dintorni, come pochi anche oggi la conoscono e l’amava con affetto sconfinato e ammirazione profonda di figlio: ne conosceva i monumenti, i ruderi, gli abitanti, le abitudini, il linguaggio, la vita comune, la storia grande e tragica, la politica, le leggende, la fede. Le sue osservazioni, di un’esattezza severa, scrupolosa, sono quindi spontanee e pensate insieme, costanti e continue. La vita di mezzo secolo fa, sotto il dominio papale, molto diversa invero da quella di oggi, ma forse più caratteristica, rivive nelle pagine di questo bel libro e vi rivive intera, in tutta la sua bellezza, ricordando, più di quello che oggi ricordi, tutto un passato di lotte, di guerre, di gesta e di tragedie. Accanto al Lazio della metà del secolo xix si leva, in questo libro mirabile, per quanto non scevro di difetti e d’ingenuità, il Lazio del medio evo. Libro di rievocazione storica potrebbe dunque chiamarsi questo: sia che l’Autore ci presenti il pittoresco aspetto della campagna romana, le selvagge solitudini dei monti Ernici e Volsci, la poesia profonda delle rovine infiorate di Ninfa, o il pauroso squallore di Astura dinanzi al limpido Tirreno e le ville sepolte nelle paludi pontine, l’omerico Circeo, o il cupo maniero degli Orsini, il passato ritorna sempre in queste pagine e vi ritorna nella sua vera luce, maestoso, terribile, in tutto il suo profumo di cosa lontana

Passaporto per l’eternità

Questa è la terza raccolta di racconti di J. G. Ballard che Urania presenta ai suoi lettori, dopo gli *Otto racconti* di Ballard e Clarke (Urania 321) e *Essi ci guardano dalle torri* (Urania 371). Nell’avvertenza a quest’ultima, scrivevamo: “Ballard ha ormai cessato di essere una promessa per affermarsi definitivamente come il terzo grande della SF inglese, con Arthur Clarke e John Wyndham. Ma più ancora di questi ultimi e dello stesso Bradbury, che con lui ha diversi punti di contatto, egli si va rivelando come uno degli scrittori di fantascienza capaci di imporsi su un alto livello letterario”. Le quattro storie di questo *Passaporto per l’eternità* confermano in pieno il nostro giudizio. Le prime tre, pur così ben articolate su altrettanti temi classici della SF, spingono tuttavia le loro tragiche suggestione a una tale estremità, da rasentare quasi una rottura d’equilibrio. E nella quarta, dove quest’equilibrio si ricompone su un piano tanto più elevato, il risultato è tale da far pensare (come ha osservato Kingsley Amis) addirittura a un Conrad. Questo per quanto riguarda la letteratura. Per quanto riguarda noi più specificamente, ci sembra di poter dire che *La rete di sabbia* , senza dubbio, il più bel racconto di Ballard, è anche, probabilmente, la più stupenda storia di fantascienza che sia mai stata scritta.
**INDICE**

**PASSAPORTO PER L’ETERNITA’**
Passport to eternity |  
**TREDICI VERSO CENTAURO**
Escapement |  
**I MILLE SOGNI DI STELLAVISTA**
The thousand dreams of Stellavista |  
**LA RETE DI SABBIA**
The cage of sand |