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Il cantante delle magie

Nel mondo del Mago, le bestie camminavano e parlavano come gli esseri umani, armate di spade e di pugnali. Ed era lì che il Mago Clothahump, una tartaruga, aveva dato fondo a tutti i suoi poteri per cercare di scoprire l’origine di un Demonio sconosciuto che terrorizzava quelle terre. Poi, esaurita ogni altra possibilìtà, si era posto alla ricerca di qualcuno che fosse in grado di aiutarlo, anche se proveniva da un’altra Dimensione o da un altro Universo. Ed era stato così che Jonathan Thomas Meriweather – uno studente universitario appassionato di chitarra – si era trovato tutto d’un tratto trasportato dalla sua camera nel campus di Los Angeles in un mondo di estrema bellezza ed al contempo di una violenza terrificante. Qui il nostro studente Jon-Tom, Mudge la lontra, la bellissima Thlea dai capelli rossi, e diversi altri, avevano formato col Mago una compagnia quantomai variopinta ed eterogenea. Quale era la loro missione? Addentrarsi laddove prima di allora mai si erano avventurate delle creature a sangue caldo e, una volta trovatala, distruggere quella strana e nuova forza proveniente dalle terribili Greendowns. E quel pacifico studente era dovuto diventare un soldato che avrebbe dovuto combattere con la spada e con il canto. Infatti, suonando il suo magico. strumento di un altro mondo, era diventato capace di effettuare degli Incantesimi, il che aveva trasformato Jon Meriweather nel… Cantante delle Magie.

Il Cane Che Attraversò La Giungla Per Tornare a Casa

L’incredibile storia vera del piccolo Arthur Una storia vera che ha fatto il giro del mondo Se stai facendo una gara di 700 chilometri a piedi, mountain bike e kayak attraverso le giungle e le montagne del Sud America, l’ultima cosa che ti serve è un cane randagio che comincia a seguirti e non ti molla più. Ma questo è esattamente ciò che è successo a Mikael Lindnord, capitano di un team svedese di gare estreme, che si è trovato a lanciare degli avanzi di cibo a un cane male in arnese che gli faceva pena. Quando la squadra è ripartita, il giorno successivo, il cane li ha seguiti. Hanno provato a staccarlo, a lasciarlo indietro, a usare dei trucchetti per disorientarlo, ma non ci sono riusciti e Mikael ha capito che in fondo forse non era ciò che voleva. Hanno guadato fiumi, fronteggiato malattie e infortuni, si sono trovati alle prese con alcuni dei terreni più difficili del pianeta: la squadra e il cane sono andati insieme verso il traguardo. A fine gara Mikael ha deciso che avrebbe tenuto con sé Arthur e lo avrebbe salvato da un destino di fame e solitudine, per portarlo dalla sua famiglia in Svezia. Questa è la loro storia. ‘Arthur è diventato parte di una squadra di sport estremi durante una gara in Amazzonia, e il racconto di quello che è successo dopo è capace di sciogliere anche il più duro dei cuori.’ Daily Mail Mikael Lindfordè un atleta estremo e un organizzatore di avventure sportive. Da ragazzo sognava di diventare un giocatore di hockey su ghiaccio, ma a 17 anni ha dovuto abbandonare la speranza. Dopo aver fatto il servizio militare è diventato un atleta di sport estremi e avventurosi, e gareggia nell’Adventure Racing World Series da allora. Quando non è in giro per il mondo, vive con la moglie, i figli e, naturalmente, il suo cane Arthur. ARTHUR è un meticcio che viene da qualche parte dell’Ecuador. Gli piacciono le polpette, le lunghe corse con Mikael e starsene in pace con la sua famiglia in Svezia.

(source: Bol.com)

Il candidato

Quel maledetto 26 settembre 1996 bastò un attimo, una frazione di secondo per far morire un uomo e distruggere la vita di un altro. L’agente del Servizio segreto Sean King, addetto alla scorta di un candidato alla presidenza degli Stati Uniti, ha pagato con la carriera quell’istante di distrazione che costò la vita a Clyde Ritter, ucciso da un attentatore durante un incontro con i suoi sostenitori.
A otto anni di distanza King si è riciclato come avvocato di provincia e vive appartato in una casa in mezzo ai boschi della Virginia. Finché, Michelle Maxwell, un altro agente segreto si mette nei guai: il candidato presidenziale a lei affidato, John Bruno, le è stato rapito. E gli eventi criminosi legati ai candidati sembrano legati da un misterioso filo.
Saranno Sean e Michelle a sistemare a poco a poco le tessere di un macabro puzzle approntato da una mente astuta quanto perversa e spietata.

Il campione è tornato

**DAL PREMIO PULITZER COAUTORE DI OPEN CON AGASSI E AUTORE DI IL BAR DELLE GRANDI SPERANZE**
**Ogni uomo è un mistero. È questo che mi ha insegnato Campione. La maturità è sapere quando risolvere il mistero di un altro uomo e quando rispettarlo**.
Non sono solo la passione per la boxe e l’istinto da giornalista a mettere J.R. Moehringer sulle tracce di Bob Satterfield, uno dei pesi massimi più forti degli anni Quaranta e Cinquanta, scomparso dalla scena all’improvviso. È anche una sorta di richiamo, quasi un’ossessione. Ed è solo dopo aver esplorato obitori, chiese, ospedali, bassifondi, biblioteche, palestre, archivi di polizia che arriverà a scoprirne la ragione, e a imparare molto più di quanto si aspettasse sulla boxe e sulla vita.
La sua ricerca lo porta sui marciapiedi di una città del Midwest, dove incontra Campione, un senzatetto ex pugile che dice di essere Satterfield. E di lui infatti è in grado di raccontare ogni incontro, ogni pugno, ogni vittoria. ”Il più grande puncher che si sia mai visto”, come è stato definito, ha due mani enormi e un fisico imponente. Ma è veramente chi dice di essere? Non impari niente finché non sei stanco, ha detto un vecchio pugile, e solo dopo essere sceso nel passato di Campione, scoprendo anche quello che non avrebbe voluto, con molta stanchezza sulle spalle, il giornalista impara che ogni uomo è un mistero. E che siamo tutti in cerca di qualcosa, chi di un padre perduto, chi di un riscatto, e siamo anche disposti a ingannare o a ingannarci, pur di trovarlo. Come Campione. Come Moehringer. Come ognuno di noi.
**’J.R. MOEHRINGER, OBBIETTIVAMENTE, È DI UNA BRAVURA MOSTRUOSA.’ ALESSANDRO BARICCO**
(source: Bol.com)

Il Cammino Dell’arco

«Il Cammino Dell’Arco» narra la storia di Tetsuya, il miglior arciere del paese, che cerca di trasmettere i suoi insegnamenti ad un ragazzo del suo villaggio.
Gli sforzi giornalieri, il lavoro, il superamento delle difficoltà, la determinazione, il coraggio di prendere decisioni rischiose sono tra le qualità che emergono da questo racconto.
Paulo Coelho ha saputo esprimere in queste poche pagine molti di quei valori che ispirano il nostro lavoro giorno dopo giorno: innovazione, flessibilità, saperci adattare ai cambiamenti, entusiasmo, lavoro di squadra, etc.
«Scrissi questo testo, dove arco, freccia e bersaglio e arciere sono parte integrante dello stesso sistema di sviluppo e di sfida.» — Paulo Coelho.

Il calore della neve

Le montagne dell’Alto Adige, il maso di famiglia e un bimbo di tre anni. Sono queste le cose a cui Angelika, caparbia ventiquattrenne, non rinuncerebbe mai. E per Matthias, il figlio avuto da una breve relazione con Riccardo, Angelika è disposta a tutto. L’ha cresciuto da sola, senza dire nulla al padre: sapeva che i loro due mondi – lei precaria maestra di sci, lui giovane milanese di ottima famiglia – erano inconciliabili e che quel figlio non era frutto dell’amore, ma di un desiderio infuocato che li ha travolti per un paio di settimane, per poi sciogliersi come neve ai primi cenni di primavera. Così Angie si è dedicata completamente al piccolo, impedendosi persino di lasciarsi distrarre da un amore vero, maturo e potente: Rio è sempre stato un amico per lei e Matthias, ma adesso quel sentimento è cresciuto trasformandosi in qualcosa di molto più profondo, che freme per liberarsi dal bozzolo e spiegare le sue ali. Ma quando Riccardo torna a farsi vivo, tutto cambia: la vita di Angelika e delle persone che le vogliono bene si ritrova improvvisamente in bilico, sull’orlo del precipizio. Un romanzo gioioso e delicato, immerso nelle vallate innevate delle Dolomiti, dove le passioni scaldano la pelle e gli imprevisti confondono il cuore.
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### Sinossi
Le montagne dell’Alto Adige, il maso di famiglia e un bimbo di tre anni. Sono queste le cose a cui Angelika, caparbia ventiquattrenne, non rinuncerebbe mai. E per Matthias, il figlio avuto da una breve relazione con Riccardo, Angelika è disposta a tutto. L’ha cresciuto da sola, senza dire nulla al padre: sapeva che i loro due mondi – lei precaria maestra di sci, lui giovane milanese di ottima famiglia – erano inconciliabili e che quel figlio non era frutto dell’amore, ma di un desiderio infuocato che li ha travolti per un paio di settimane, per poi sciogliersi come neve ai primi cenni di primavera. Così Angie si è dedicata completamente al piccolo, impedendosi persino di lasciarsi distrarre da un amore vero, maturo e potente: Rio è sempre stato un amico per lei e Matthias, ma adesso quel sentimento è cresciuto trasformandosi in qualcosa di molto più profondo, che freme per liberarsi dal bozzolo e spiegare le sue ali. Ma quando Riccardo torna a farsi vivo, tutto cambia: la vita di Angelika e delle persone che le vogliono bene si ritrova improvvisamente in bilico, sull’orlo del precipizio. Un romanzo gioioso e delicato, immerso nelle vallate innevate delle Dolomiti, dove le passioni scaldano la pelle e gli imprevisti confondono il cuore.

Il caffè delle seconde occasioni

Kaylie ha deciso di tornare a Hope Springs, la cittadina in cui è cresciuta circondata dall’affetto di Winton e May, che l’hanno accolta nella loro famiglia come una figlia. Ora che non ci sono più, ha acquistato la casa in cui ha vissuto con loro e ha deciso di trasformarla in un ristorante, il Two Owls Café. Kaylie vuole dare una svolta alla propria vita, e vuole farlo a partire dalla passione più grande che May le ha trasmesso: preparare dolci, soprattutto brownies.
Sarà Ten Keller, il tuttofare più abile della città, gentile e affascinante, a occuparsi dei lavori. Ten è subito attratto dalla nuova arrivata, ma l’animo di Kaylie è chiuso e indurito dalle esperienze drammatiche di un passato che la tormenta ancora nei suoi incubi notturni. I suoi veri genitori l’hanno abbandonata da bambina, e lei ha bisogno di scoprire come sono andate le cose. Quando anche Ten le rivela una macchia oscura nei propri ricordi, Hope Springs sembra poter diventare lo sfondo perfetto di una splendida storia di amore e di riscatto.
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Il cadavere del lago

**Le indagini del Commissario Ventura**
Mario Ventura, commissario sessantenne dai metodi duri, musicista mancato e con una certa dipendenza dall’alcol, è alle prese con un caso difficile: sulle rive del lago di Albano, in un giorno d’inverno freddo e piovoso, viene ritrovato il cadavere di un giovane seminarista irlandese, Eamon McCormac. Il corpo è seminudo e con evidenti segni di soffocamento. Si tratta di omicidio. Le indagini portano gli inquirenti a interessarsi al Seminario Apostolico d’Irlanda, a Castel Gandolfo, un’istituzione che accoglie futuri ecclesiastici di nazionalità irlandese. Non ci vuole molto per scoprire che la condotta di McCormac era tutt’altro che irreprensibile. Il seminarista frequentava infatti un giro di prostituzione. I sospetti cadono subito su un giovane che lavorava proprio nella zona in cui è stato rinvenuto il cadavere e una serie di indizi sembrano confermare la sua colpevolezza. Ma Ventura non intende chiudere il caso prima di essere venuto a capo del mistero che avvolge la vicenda. Perché la verità è molto più lontana di quanto potrebbe sembrare…
**Un cadavere ritrovato vicino alla riva di un lago.
Un seminario in cui si muovono personaggi ambigui.
Una verità scomoda da riportare a galla. **
**Hanno scritto del suo precedente romanzo:**
«Un thriller duro, a tinte forti.»
**Thrillermagazine**
«È un libro che emoziona dall’inizio alla fine. Da leggere almeno una volta nella vita.»
**Danilo Pennone**
è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha esordito nella narrativa con il romanzo *Confessioni di una mente criminale*, pubblicato dalla Newton Compton, da cui è stato tratto l’omonimo spettacolo teatrale, per la regia di Marcello Cotugno, rappresentato al Todi Arte Festival 2009. Ha lavorato come assistente alla cattedra di Storia del cinema presso l’Università “La Sapienza” di Roma. *Il cadavere del lago* è il suo nuovo romanzo.
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### Sinossi
**Le indagini del Commissario Ventura**
Mario Ventura, commissario sessantenne dai metodi duri, musicista mancato e con una certa dipendenza dall’alcol, è alle prese con un caso difficile: sulle rive del lago di Albano, in un giorno d’inverno freddo e piovoso, viene ritrovato il cadavere di un giovane seminarista irlandese, Eamon McCormac. Il corpo è seminudo e con evidenti segni di soffocamento. Si tratta di omicidio. Le indagini portano gli inquirenti a interessarsi al Seminario Apostolico d’Irlanda, a Castel Gandolfo, un’istituzione che accoglie futuri ecclesiastici di nazionalità irlandese. Non ci vuole molto per scoprire che la condotta di McCormac era tutt’altro che irreprensibile. Il seminarista frequentava infatti un giro di prostituzione. I sospetti cadono subito su un giovane che lavorava proprio nella zona in cui è stato rinvenuto il cadavere e una serie di indizi sembrano confermare la sua colpevolezza. Ma Ventura non intende chiudere il caso prima di essere venuto a capo del mistero che avvolge la vicenda. Perché la verità è molto più lontana di quanto potrebbe sembrare…
**Un cadavere ritrovato vicino alla riva di un lago.
Un seminario in cui si muovono personaggi ambigui.
Una verità scomoda da riportare a galla. **
**Hanno scritto del suo precedente romanzo:**
«Un thriller duro, a tinte forti.»
**Thrillermagazine**
«È un libro che emoziona dall’inizio alla fine. Da leggere almeno una volta nella vita.»
**Danilo Pennone**
è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha esordito nella narrativa con il romanzo *Confessioni di una mente criminale*, pubblicato dalla Newton Compton, da cui è stato tratto l’omonimo spettacolo teatrale, per la regia di Marcello Cotugno, rappresentato al Todi Arte Festival 2009. Ha lavorato come assistente alla cattedra di Storia del cinema presso l’Università “La Sapienza” di Roma. *Il cadavere del lago* è il suo nuovo romanzo.

Il cacciatore: Una nuova avventura di Isaac Bell

*America dell’Ovest, primi anni del Novecento*. I giornali l’hanno soprannominato «Il Macellaio» non a caso: appare dal nulla come un fantasma, rapina le banche il giorno di paga dei minatori e scompare senza lasciarsi dietro né tracce né testimoni. Solo una scia di morti. Il suo teatro d’azione sono gli stati dell’America dell’Ovest, dalla California al Texas, dall’Arizona al Montana. La Van Dorn Detective Agency ha deciso di affidare il caso al suo uomo migliore, Isaac Bell, un detective freddo e determinato come l’assassino che deve catturare. Solo Bell può risolvere il caso. Lui, ultimo discendente di una dinastia di banchieri che all’attività di famiglia ha preferito la vita pericolosa ed eccitante del cacciatore di banditi, lui che in un batter d’occhio può estrarre la derringer dal suo cappello e fare fuoco. Basandosi solo sul proprio straordinario intuito, Bell inizia le indagini, alla ricerca di una minima traccia, di un piccolo errore del criminale che possa condurre alla sua identificazione. E il bandolo dell’intricata matassa sembra proprio essere un’avventuriera bellissima e senza scrupoli, che si fa chiamare Rose Manteca, una donna che ha già irretito uno degli investigatori della Van Dorn e che sembra molto interessata a sedurre Bell. Forse Rose potrebbe condurli al Macellaio…
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### Sinossi
*America dell’Ovest, primi anni del Novecento*. I giornali l’hanno soprannominato «Il Macellaio» non a caso: appare dal nulla come un fantasma, rapina le banche il giorno di paga dei minatori e scompare senza lasciarsi dietro né tracce né testimoni. Solo una scia di morti. Il suo teatro d’azione sono gli stati dell’America dell’Ovest, dalla California al Texas, dall’Arizona al Montana. La Van Dorn Detective Agency ha deciso di affidare il caso al suo uomo migliore, Isaac Bell, un detective freddo e determinato come l’assassino che deve catturare. Solo Bell può risolvere il caso. Lui, ultimo discendente di una dinastia di banchieri che all’attività di famiglia ha preferito la vita pericolosa ed eccitante del cacciatore di banditi, lui che in un batter d’occhio può estrarre la derringer dal suo cappello e fare fuoco. Basandosi solo sul proprio straordinario intuito, Bell inizia le indagini, alla ricerca di una minima traccia, di un piccolo errore del criminale che possa condurre alla sua identificazione. E il bandolo dell’intricata matassa sembra proprio essere un’avventuriera bellissima e senza scrupoli, che si fa chiamare Rose Manteca, una donna che ha già irretito uno degli investigatori della Van Dorn e che sembra molto interessata a sedurre Bell. Forse Rose potrebbe condurli al Macellaio…

Il cacciatore di teste

A Roger Brown non manca nulla. Ha un lavoro rispettabile come cacciatore di teste per le grandi multinazionali e un hobby segreto, i furti d’arte, grazie ai quali foraggia lo spropositato stile di vita che conduce.
E non appena gli viene presentato Clas Greve, proprietario di un meraviglioso Peter Paul Rubens, un dipinto andato disperso durante la Seconda guerra mondiale, comincia immediatamente ad accarezzare l’idea del colpo.
Ma niente in questa storia va mai come previsto. E nell’appartamento di Greve, Roger Brown trova sí il prezioso Rubens, ma anche qualcosa che non cercava affatto. E ben presto appare evidente che lo scaltro cacciatore di teste altro non è che una povera preda…

***

‘Un libro che dovete leggere assolutamente. A confronto, Ellroy sembra un boy-scout ed Ellis uno scolaretto’.

Helsingin Sanomat

(source: Bol.com)

Il cacciatore di stelle

Highlands 1648.
La promessa della giovane Marsali, del clan dei Gunn, è stata udita da tutti: il fidanzamento con Patrick Sutherland è ufficiale. Ma quando, anni dopo, il giovane torna dalla guerra, l’alleanza tra le due famiglie è finita e il matrimonio non può più avvenire. La bella Marsali deve prendere la decisione più difficile della sua vita: scegliere tra la lealtà al suo clan e l’amore per un nemico.

Il cacciatore di Ottomila

Everest, Shisha Pangma, Annapurna, Cho Oyu, Broad Peak, K2, Manaslu, Lhotse, Makalu, Dhaulagiri: nomi che echeggiano nell’immaginario collettivo come luoghi remoti, quasi inaccessibili. Sono gli Ottomila, le montagne più alte del Pianeta. Marco Confortola ne ha già scalati dieci, e ognuno è stato una storia di fatica e soddisfazioni, rinunce e attimi di pace assoluta, sudore e amicizie ad alta quota con uomini straordinari, da Silvio “Gnaro’ Mondinelli a Denis Urubko a Krzysztof Wielicki e molti altri. Pronto a rialzarsi anche dopo la tragedia che l’ha visto coinvolto sul K2, nella quale sono morte 11 persone e ha perso tutte le dita dei piedi per gli effetti del congelamento, Marco non ha smesso di “cacciare’, ed è deciso a conquistare la quattro cime che gli mancano per completare la “collezione degli Ottomila’ e assecondare così quell’istinto che sin da bambino lo portava a salire sempre più in alto. Il testo ha la prefazione di Carlos Soria Fontán (classe 1939), l’alpinista che detiene il record di 13 Ottomila scalati sopra i 60 anni di età.

(source: Bol.com)

Il cacciatore di draghi

Nelle mani di Tolkien fiabesco e concretezza di particolari si mescolano con somma maestria per andare dritto al cuore dei lettori di tutte le età.
Un contadino abitudinario e un po’ fanfarone, costretto a dar la caccia a un drago su cui riesce ad avere la meglio, diventa ricco e rispettato, tanto da essere eletto re. La fonte sarebbe un’antica cronaca in latino contenente il resoconto delle origini del Piccolo Regno. Ma è solo un espediente. Tolkien vi ricorre per creare un mondo metastorico, senza precise coordinate spazio-temporali, un’atmosfera da fiaba, un universo immaginario popolato di draghi e di giganti in cui però possiamo ritrovare qualcosa della nostra quotidianità.

(source: Bol.com)

Il cacciatore di draghi

Nelle mani di Tolkien fiabesco e concretezza di particolari si mescolano con somma maestria per andare dritto al cuore dei lettori di tutte le età.
Un contadino abitudinario e un po’ fanfarone, costretto a dar la caccia a un drago su cui riesce ad avere la meglio, diventa ricco e rispettato, tanto da essere eletto re. La fonte sarebbe un’antica cronaca in latino contenente il resoconto delle origini del Piccolo Regno. Ma è solo un espediente. Tolkien vi ricorre per creare un mondo metastorico, senza precise coordinate spazio-temporali, un’atmosfera da fiaba, un universo immaginario popolato di draghi e di giganti in cui però possiamo ritrovare qualcosa della nostra quotidianità.

(source: Bol.com)

Il cabalista

Di fronte a una scettica assemblea di scienziati, a Ca’ Foscari, un matematico dalle idee poco ortodosse comincia un’insolita dimostrazione: farsi obbedire da una cavia usando un antico sistema tratto dalla Cabala. A molti potrà sembrare assurdo, ma per Joseph Kestler non c’è niente di più assurdo che negare qualcosa a priori: ed ecco perché, nonostante le evidenti resistenze dei professori, non esita a dare inizio al suo esperimento. Ma qualcosa che chiamano il Ghermitore era sulle sue tracce fin da quando Kestler aveva fatto un testamento molto particolare, e ora è venuto il momento di regolare i conti. La dimostrazione non va per il verso giusto; una forma di energia ignota sfugge al controllo e l’entità prende il sopravvento, ingaggiando con lui una lotta senza quartiere. Scienze “di confine” e forze imponderabili si affrontano per una posta che è molto più alta di una vita umana… Ricchissimo e con un finale sorprendente, questo romanzo sulfureo è stato la rivelazione di Amanda Prantera, una delle più inquietanti scrittrici inglesi contemporanee.
Copertina di Franco Brambilla

Il buttafuoco: Cronache di guerra sul mare

Buzzati dal ’40 al ’43 fu corrispondente di guerra per il “Corriere”, imbarcato sugli incrociatori Bolzano, Fiume e Trieste. Questo libro raccoglie i suoi articoli, nei quali c’è tutto Buzzati: il brivido metafisico, l’ossessione di scopire cosa c’è sotto la superficie del mare, le navi come esseri viventi che, colpite, non perdono nafta, ma sangue. La retorica obbligatoria del tempo è smorzata dalla genuinita del racconto, sia che si tratti di piccoli episodi di vita di bordo, che di celebri episodi: la notte di Matapan da lui vissuta a guardare immobile i lampi delle cannonate inglesi a decine di miglia di distanza, l’impresa di Forza, la distruzione del convoglio Duisburg. Scrittori Italiani