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Carichi E Pronti

Gli agenti dell’ATF Thayne Wolfe e Jarrett Evans sono tornati e stavolta dovranno affrontare un nemico che già conoscono. Mills Lang, trafficante internazionale di armi, ha acquisito una partita rubata di tabun, un potente gas nervino, che intende rivendere al miglior offerente. L’ultima cosa che Thayne e Jarrett vorrebbero è riavere a che fare con lo psicopatico, ma il dovere chiama. Jarrett viene inviato in incognito nei panni di un iraniano interessato all’acquisto allo scopo di impedire la circolazione della mortale sostanza, e dovrà vedersela con alcuni dei criminali più violenti al mondo.
Thayne ha trascorso innumerevoli notti a rivivere l’incubo dei due anni passati in incognito nell’organizzazione di Lang. È giunto il momento di affrontare gli antichi demoni e salvare migliaia di vite umane, abbattendo Lang come l’animale rabbioso che è. Purtroppo l’incarico richiede che Thayne resti in disparte, costretto a guardare l’uomo che ama incrociare la sua strada con quella del mostro.
Jarrett ha in mente una cosa sola: la vendetta. Troppo a lungo ha visto Thayne svegliarsi urlante e in preda agli incubi nel cuore della notte, e adesso vuole vedere il responsabile di tutto ciò dietro le sbarre, o meglio ancora morto. Sfortunatamente, questo incarico lo costringerà a riavvicinarsi a un ex amante. Il bellissimo agente del Mossad Adael Dayan rappresenta l’unico modo per Jarrett di entrare nelle grazie di Lang, mentre Thayne è obbligato a restare nelle retrovie. Thayne e Jarrett hanno già affrontato il Male prima, ma sempre insieme; questo caso li allontanerà, oppure il loro amore ne uscirà rafforzato?
Carichi e Pronti contiene un eccitante estratto dal libro 5 della serie, “Bersaglio colpito”.

Cari mostri

Stefano Benni sfida il racconto di genere e apre la porta dell’orrore. Lo fa con ironia, lo fa attingendo al grottesco, lo fa tuffandosi nel comico, lo fa tastando l’angoscia, lo fa, in omaggio ai suoi maestri, rammentandoci di cosa è fatta la paura. E finisce con il consegnarci una galleria di memorabili mostri.
E allora ecco gli adolescenti senza prospettiva o speranza, ecco il Wenge – una creatura misteriosa che semina panico e morte –, ecco il plutocrate russo che vuole sbarazzarsi di un albero secolare, ecco una Madonna che invece di piangere ride, dolcemente sfrontata, ecco il manager che vuole ridimensionare un museo egizio sfidando una mummia vendicativa.
Con meravigliosa destrezza Stefano Benni scende negli anfratti del Male per mettere disordine e promettere il brivido più cupo e la risata liberatoria. E in entrambi i casi per accendere l’immaginazione intorno ai mostri che sono i nostri falsi amici, i nostri veleni, le nostre menzogne.
La paura è una grande passione, se è vera deve essere smisurata e crescente. Di paura si deve morire. Il resto sono piccoli turbamenti, spaventi da salotto, schizzi di sangue da pulire con un fazzolettino. L’abisso non ha comodi gradini.

Capriole sotto il temporale

Wilhelmina ha una vita libera e felice in Zimbabwe. Con il suo cavallo Shumba e il migliore amico Simon percorre spesso l’immensa distesa del bush. Non va a scuola, mangia con le mani e in tasca ha sempre una fionda. La sua vita cambia all’improvviso quando è costretta a trasferirsi nella fredda Inghilterra: un mondo ostile, dove Will è soltanto una selvaggia da addomesticare. Ma è possibile cambiare se questo significa tradire sé stessi e le proprie radici? Una protagonista forte e fuori dagli schemi per il primo romanzo di Katherine Rundell.
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### Sinossi
Wilhelmina ha una vita libera e felice in Zimbabwe. Con il suo cavallo Shumba e il migliore amico Simon percorre spesso l’immensa distesa del bush. Non va a scuola, mangia con le mani e in tasca ha sempre una fionda. La sua vita cambia all’improvviso quando è costretta a trasferirsi nella fredda Inghilterra: un mondo ostile, dove Will è soltanto una selvaggia da addomesticare. Ma è possibile cambiare se questo significa tradire sé stessi e le proprie radici? Una protagonista forte e fuori dagli schemi per il primo romanzo di Katherine Rundell.

I capricci del duca

Hong Kong/Inghilterra, 1882 – Disarcionata dal proprio cavallo, Marietta Westwood cade letteralmente ai piedi di Lord Trevellyan. E quello è solo il primo dei loro burrascosi incontri, ognuno dei quali rafforza in Max la convinzione che, nonostante l’indubbia bellezza, lei sia soltanto una ragazzina irresponsabile e indisciplinata, degna figlia di un mercante di Hong Kong dalla pessima reputazione. Quanto a Marietta, il fatto che il duca sia un uomo collerico e prepotente non cancella l’attrazione che prova per lui. Riusciranno mai a confessarsi, oltre alle ferite che nascondono nell’animo, la palpitante passione del loro amore?
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### Sinossi
Hong Kong/Inghilterra, 1882 – Disarcionata dal proprio cavallo, Marietta Westwood cade letteralmente ai piedi di Lord Trevellyan. E quello è solo il primo dei loro burrascosi incontri, ognuno dei quali rafforza in Max la convinzione che, nonostante l’indubbia bellezza, lei sia soltanto una ragazzina irresponsabile e indisciplinata, degna figlia di un mercante di Hong Kong dalla pessima reputazione. Quanto a Marietta, il fatto che il duca sia un uomo collerico e prepotente non cancella l’attrazione che prova per lui. Riusciranno mai a confessarsi, oltre alle ferite che nascondono nell’animo, la palpitante passione del loro amore?

Il cappello del prete

Con “Il cappello del prete” lo scrittore milanese Emilio De Marchi inventò il romanzo noir, un nuovo genere letterario almeno per l’esperienza italiana.
Nel romanzo, ambientato a Napoli, è appunto un cappello a essere l’unica traccia che conduce a svelare l’uccisione di un prete affarista da parte di un nobile spiantato. Il cappellaio si accontenta di un terno come pagamento di un cappello da prete. I numeri escono, ma nel frattempo il prete è stato ucciso.
Emilio De Marchi, di famiglia di modeste condizioni e orfano di padre, frequentò il mondo letterario milanese dominato in quel momento dalla Scapigliatura. Ebbe un ruolo attivo anche in istituzioni caritative. La morale dei suoi romanzi (secondo l’uso del tempo pubblicati a puntate su periodici e quotidiani) è quella borghese del Manzoni, dove rassegnazione e onestà pagano più di sovversione e violenza, il contrasto doloroso tra ricchi e poveri non autorizza i contrasti di classe.
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### Sinossi
Con “Il cappello del prete” lo scrittore milanese Emilio De Marchi inventò il romanzo noir, un nuovo genere letterario almeno per l’esperienza italiana.
Nel romanzo, ambientato a Napoli, è appunto un cappello a essere l’unica traccia che conduce a svelare l’uccisione di un prete affarista da parte di un nobile spiantato. Il cappellaio si accontenta di un terno come pagamento di un cappello da prete. I numeri escono, ma nel frattempo il prete è stato ucciso.
Emilio De Marchi, di famiglia di modeste condizioni e orfano di padre, frequentò il mondo letterario milanese dominato in quel momento dalla Scapigliatura. Ebbe un ruolo attivo anche in istituzioni caritative. La morale dei suoi romanzi (secondo l’uso del tempo pubblicati a puntate su periodici e quotidiani) è quella borghese del Manzoni, dove rassegnazione e onestà pagano più di sovversione e violenza, il contrasto doloroso tra ricchi e poveri non autorizza i contrasti di classe.

Il capostazione di Casalino

Un “viveur senza famiglia, curioso di donne più che libertino”, numerose, incisive figure femminili, altri personaggi dalle “vite sprecate, gettate al vento” in una serie di situazioni fra il grottesco e il patetico.

Il capolavoro di Einstein

Il capolavoro di Einstein: Il 1915 e la teoria generale della relatività by John Richard Gribbin, John Gribbin, Simonetta Frediani
Era il 1915 quando Albert Einstein elaborò nella forma che conosciamo la sua teoria della relatività generale. Era trascorso giusto un decennio dal 1905, ritenuto concordemente dagli studiosi il suo *annus mirabilis*: pochi mesi leggendari durante i quali, in un impeto di creatività scientifica che non si era più registrato dai tempi di Newton, aveva concepito anche la teoria ristretta della relatività e scoperto la legge dell’effetto fotoelettrico, che gli avrebbe poi valso il premio Nobel nel 1921. John Gribbin ne racconta la gestazione e le vicissitudini con la competente semplicità del grande divulgatore che non ignora gli intrecci tra scienza e vita.

I capolavori

I pilastri della società, Casa di bambola, Spettri, Un nemico del popolo, La casa dei Rosmer, La donna del mare, Hedda GablerIntroduzione e presentazioni di Giovanni AntonucciAntologia critica e note di Lucio ChiavarelliCon un saggio di James JoyceEdizioni integraliPirandello considerava Ibsen non solo il creatore del teatro moderno, ma anche il maggiore drammaturgo mai esistito dopo Shakespeare. Se è vero che Ibsen è stato il più alto interprete dei drammi individuali e sociali dell’Ottocento, è altrettanto vero che egli ha anticipato, quasi profeticamente, la condizione esistenziale e ‘il male di vivere’ dell’uomo del Novecento. Oggi Ibsen ci coinvolge profondamente, oltre che per la sua grandezza di drammaturgo, per la capacità che hanno i suoi testi di rispondere alle domande di fondo del nostro tempo.’Eri molto carino con me: ma la nostra casa non è stata altro che un luogo di ricreazione. La mia vita! Con mio padre, una bambola-figlia; con te, una bambola-moglie. E i nostri figli, le mie bambole. Mi divertivo quando giocavi con me, come loro si divertono quando giocano con me. Ecco cos’è la nostra unione, Torvald.’ Henrik IbsenNacque a Skien, in Norvegia, nel 1828. Nel 1850 pubblicò il suo primo testo, Catilina. L’anno dopo fu nominato direttore artistico del Norske Theater di Bergen e nel 1857 del teatro di Kristiania. Nel 1864 si trasferì in Italia, dove scrisse le sue prime opere importanti: Brand e Peer Gynt. Con Casa di bambola, nel 1880, ottenne un successo internazionale, confermato in seguito dagli altri suoi capolavori. Morì a Kristiania nel 1906.

(source: Bol.com)

Capodanno in giallo

Gli investigatori più popolari dei ‘gialli’ Sellerio e il Capodanno. La sfida, o la scommessa è quella di provare la personalità dei protagonisti: quanto sono capaci, per così dire, di una vita autonoma in cui la realtà della loro esistenza non sia solo lo sfondo delle imprese criminologiche.

(source: Bol.com)

Il capitano irraggiungibile

**La famosa serie “Duchi di Guerra” vede come protagonisti nobili canaglie e valorosi eroi di guerra che, di ritorno dalla battaglia, si ritrovano catapultati nello splendore e nella follia dell’Inghilterra nell’Età della Reggenza.**
Il visconte irresistibile
Il conte proibito
Il capitano irraggiungibile

Capitan Tempesta

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Capitan Tempesta
Emilio Salgari, scrittore italiano di romanzi d’avventura molto popolari (1862-1911)
Questo libro elettronico presenta «Capitan Tempesta», di Emilio Salgari.
Indice interattivo
– Presentazione
– Una Partita A Zara
– L’assedio Di Famagosta
– Il Leone Di Damasco
– La Ferocia Di Mustafà
– L’assalto Di Famagosta
– Una Notte Di Sangue
– Nella Casamatta
– El-kadur
– La Generosità Del Leone Di Damasco
– L’orso Della Polonia
– A Bordo Della Gagliotta
– L’attacco Allo Sciabecco
– Il Castello D’hussif
– I Cristiani Alla Pesca Delle Sanguisughe
– La Nipote Di Alì Pascià
– Le Bizzarrìe D’haradja
– Cristiano Contro Turco
– Storie Di Sangue
– Il Visconte Le Hussière
– Il Tradimento Del Polacco
– Viva La Capitana
– L’abbordaggio Della Galera
– Il Patto Del Polacco
– L’incendio Della Galera
– Al Fuoco
– L’assassinio Del Visconte Le Hussière
– Muley-el-kadel Alla Riscossa
– Il Tradimento D’haradja
– La Morte Del Polacco
– Conclusione
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### Sinossi
Capitan Tempesta
Emilio Salgari, scrittore italiano di romanzi d’avventura molto popolari (1862-1911)
Questo libro elettronico presenta «Capitan Tempesta», di Emilio Salgari.
Indice interattivo
– Presentazione
– Una Partita A Zara
– L’assedio Di Famagosta
– Il Leone Di Damasco
– La Ferocia Di Mustafà
– L’assalto Di Famagosta
– Una Notte Di Sangue
– Nella Casamatta
– El-kadur
– La Generosità Del Leone Di Damasco
– L’orso Della Polonia
– A Bordo Della Gagliotta
– L’attacco Allo Sciabecco
– Il Castello D’hussif
– I Cristiani Alla Pesca Delle Sanguisughe
– La Nipote Di Alì Pascià
– Le Bizzarrìe D’haradja
– Cristiano Contro Turco
– Storie Di Sangue
– Il Visconte Le Hussière
– Il Tradimento Del Polacco
– Viva La Capitana
– L’abbordaggio Della Galera
– Il Patto Del Polacco
– L’incendio Della Galera
– Al Fuoco
– L’assassinio Del Visconte Le Hussière
– Muley-el-kadel Alla Riscossa
– Il Tradimento D’haradja
– La Morte Del Polacco
– Conclusione

Capitan Abisso

Lo spazio è l’Abisso, il grande Vuoto; i comandanti delle astronavi sono Ufficiali del Vuoto. Questa è la storia di uno di loro: Genro Kane Gupta, capitano della Dragon Zephir e cacciatore sguinzagliato nella galassia. Ma un giorno Genro Kane incontra Dominique Alia Wu, splendida e misteriosa jump pilot – una delle bellissime donne che forniscono alle navi l’energia del balzo cosmico – e le cose cambiano. Perché Dominique non è un pilota come tutti gli altri; perché lo sfibrante esercizio necessario a muovere le astronavi non la consuma lentamente né la uccide; e soprattutto perché ha una richiesta senza precedenti da fare al comandante: permettere alla Dragon Zephir di fare il Balzo alla cieca, violando le regole più elementari della sicurezza nello spazio!
Copertina di Franco Brambilla

Il capitalismo e lo stato. Crisi e trasformazione delle strutture economiche

Il sistema capitalistico è riuscito a risollevarsi dalla caduta del 2007, ma è ancora molto lontano dal superarne le conseguenze. Eppure, né il pensiero economico dominante né i governi hanno abbandonato i princìpi, le teorie e le azioni che avevano caratterizzato, per quasi un trentennio, il periodo precedente la crisi. Nessuno studioso ha ancora spiegato perché sia così difficile abbandonare le idee del passato, pur nell’evidenza del loro fallimento; e i cambiamenti oggi introdotti nelle politiche economiche sono figli più del pragmatismo che di un pensiero compiuto. Paolo Leon, tra i maggiori economisti contemporanei di scuola keynesiana, affronta le trasformazioni del capitalismo – dal modello rooseveltiano, che mira al profitto, a quello orientato invece all’accumulazione delle riforme conservatrici di Reagan e della Thatcher – e analizza i rapporti tra il capitalismo e lo Stato in una prospettiva macroeconomica. L’obiettivo, quanto mai necessario e finalmente possibile dopo decenni di oscuramento teorico, è ritrovare un’ampiezza di visione che permetta di leggere le azioni economiche nella loro complessità e relazione, ponendo le basi anche per la previsione delle loro conseguenze.
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