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Il corso di un amor cortese (e dei primi appuntamenti)

Quando lo stregone Magnus Bane incontra lo Shadowhunter Alec Lightwood scoccano mille scintille. E la sera del loro primo appuntamento, tra ristoranti sofisticati e discoteche infestate da lupi mannari, è l’inizio di una passione che brucia e non vuole spegnersi… Il decimo e ultimo racconto della serie delle ”Cronache di Magnus Bane” svela nuovi, insospettabili retroscena per scoprire il più misterioso personaggio della saga ”Shadowhunters”.
(source: Bol.com)

Il Corsaro

Il Corsaro
George Gordon Byron, poeta e politico inglese (1788-1824)
Questo libro elettronico presenta «Il Corsaro », di George Gordon Byron.
Indice interattivo:
-01- A proposito di questo libro
-02- DEDICA
-03- CANTO I
-04- CANTO II
-05- CANTO III
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### Sinossi
Il Corsaro
George Gordon Byron, poeta e politico inglese (1788-1824)
Questo libro elettronico presenta «Il Corsaro », di George Gordon Byron.
Indice interattivo:
-01- A proposito di questo libro
-02- DEDICA
-03- CANTO I
-04- CANTO II
-05- CANTO III

Il corregidor

Un uomo scelto dal re per portare giustizia. Una donna scelta dagli dei per portare pace. E un libro misterioso nelle cui pagine i loro destini si intrecciano indissolubilmente. Cagliari, 1665. Dom Jorge Baxu ha attraversato tutto il mondo, dalla Galizia dov’è nato all’Africa sahariana dove ha visto la morte da vicino, prima di poggiare i piedi su quell’isola dimenticata da Dio. A portarlo in ogni angolo dell’Impero di Spagna, il suo ruolo di corregidor de hidalgos, un magistrato scelto per giudicare e, spesso, assolvere i nobili, più ammantando l’ingiustizia di equità che facendo vera giustizia. Ma questa volta è diverso. A Cagliari, Baxu è stato chiamato da un funzionario preoccupato per la prematura scomparsa di nobili, barbaramente uccisi, in duello o attentato, senza movente né colpevole. Quando, il giorno dopo il suo arrivo, quello stesso funzionario viene ritrovato assassinato, il corregidor comprende che questo caso non è come gli altri e che tutte le persone coinvolte, lui per primo, rischiano una morte orribile. Non gli restano che un pugno di uomini e le poche parole pronunciate da una vittima prima di morire: bambino, libro, fuoco. Dovrà farseli bastare. Maria Pilar, nata nella foresta che circonda una missione gesuita in Paraguay, è sempre stata una ragazzina sveglia. Secondo i missionari, sono le sue due anime, quella cristiana e quella guaranì, a renderla diversa. Forse per questo, prima di tutti gli altri comprende che qualcosa sta succedendo nella missione: un segreto portato da un generale della Corona, un bambino da nascondere, anche a costo della vita. I destini di Jorge Baxu e Maria Pilar si intrecciano indissolubilmente sulla strada per risolvere il mistero e salvare altre vite innocenti. Insieme, l’uomo senza passato e la donna dai due nomi, fronteggeranno il più impensabile e crudele dei nemici.

Il Corano

In questo libro Lawrence mostra che il Corano è l’Islam. Descrive le origini della fede nell’Arabia Saudita del VII secolo e spiega perché il Corano deve essere memorizzato e recitato dai fedeli. L’autore prende in esame anche i numerosi commentatori del libro e la sua influenza sulle società e sulla politica dei nostri giorni.
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Il coraggio della disperazione

Questo il quadro generale: il capitalismo globale è giunto a un livello di sviluppo che fa disperare non solo per le condizioni in cui vive buona parte della popolazione mondiale, ma anche per il vero e proprio vicolo cieco* *in cui ha costretto l’umanità, Occidente incluso. Tuttavia, altrettanto senza speranza sembrano le strade di sinistra percorse da quei partiti, movimenti e regimi che tentano di contrapporsi al capitale. Ma davvero la disperazione è riducibile allo sconsolante abbandono di ogni speranza? E davvero serve la speranza per agire? Non è questa stessa disperazione un ottimo esercizio propulsivo per la lotta di classe?
Nel suo libro di analisi politica forse più coraggioso e radicale, Slavoj Žižek tratta i grandi temi di questi ultimi anni con il consueto punto di vista diagonale e turbinoso, ma con un maggiore senso del tragico. Dal terrorismo fondamentalista alle tensioni geopolitiche sullo scacchiere mondiale, dai movimenti radicali di emancipazione in Grecia e in Spagna alle sfide poste dai rifugiati, fino all’incognita rappresentata dalla presidenza Trump e alla possibilità di una nuova guerra mondiale: le tensioni del nostro presente e le inquietudini del nostro futuro sono affrontate senza sconti: perché è al fondo della disperazione che si può trovare il coraggio della lotta.
(source: Bol.com)

Il continente selvaggio. L’Europa alla fine della seconda guerra mondiale

La seconda guerra mondiale lascia un’Europa nel caos. Un continente devastato, città intere rase al suolo, più di 35 milioni di morti. Ma la distruzione non è solo fisica: è anche. sociale, politica, morale. Legge e ordine sono praticamente inesistenti. Istituzioni per noi oggi scontate, come governo e polizia, sono sparite o disperatamente compromesse. Non ci sono scuole né giornali. Non ci sono trasporti, né possibilità di comunicare. Non ci sono banche, ma tanto il denaro non ha più alcun valore. Non ci sono negozi, perché nessuno ha alcunché da vendere. Non c’è cibo. Non sembra essere nemmeno chiaro ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. La gente ruba tutto quel che vuole. Uomini in armi vagano per le strade minacciando chiunque intralci il cammino. Non c’è vergogna. Non c’è moralità. C’è solo sopravvivenza. Per le generazioni attuali è difficile figurarsi un mondo del genere, eppure ci sono ancora centinaia di migliaia di persone che hanno sperimentato proprio questo, e non in angoli sperduti del globo, ma nel cuore di quella che per decenni è stata considerata come una delle più stabili e sviluppate regioni della terra. “Il continente selvaggio” racconta per la prima volta il lato oscuro e sconosciuto di quegli anni. È il ritratto di un’Europa dura, sconvolgente.
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Il Conti Di Sussex: Il Club Dei Conti Malandrini (Wickd Earls’ Club Vol. 1)

Con la sua sensualità peccaminosa, il conte del Sussex è un libertino impenitente. Il Club dei Conti Malandrini è il luogo perfetto per un uomo del suo rango che vuole lasciarsi andare. Questo fino a quando i suoi genitori non lo costringono a un fidanzamento che rischia di privarlo della sua libertà. Maldisposto a lasciarsi domare, il conte intraprende un viaggio per conoscere la sua futura sposa e le ordina di porre fine alla farsa. Ma lady Tabitha è completamente diversa da come lui se l’aspettava ed è tutto ciò che non aveva mai creduto di volere. Peccato che il fiero soprammobile in questione sia altrettanto deciso a troncare il fidanzamento.
Lady Tabitha, figlia di un duca, non intende diventare la sposa di un libertino, non importa cosa suo padre pensi delle conoscenze sociali di quest’ultimo. Fintanto che non fisserà nelle profondità degli occhi verdi del conte e non si soffermerà sulle linee forti della sua mascella, dovrebbe riuscire a sfuggire con l’astuzia al fidanzamento. Sempre che il futuro sposo decida di collaborare.

Il Conte Pecorajo

Nella primavera del 1855 Ippolito Nievo decide per la prima volta di scrivere un romanzo. Nasce così “II Conte Pecoraio”, una “storia del nostro secolo”, che uscirà dopo una tormentata elaborazione nel 1857. “Il Conte pecorajo”, insieme ai racconti del “Novelliere campagnolo”, è un tentativo di esplorare narrativamente la realtà rurale del Friuli contemporaneo. Il progetto di una letteratura “campagnuola”, diffuso nell’Europa di quegli anni, trova in Italia con Nievo una risposta capace di confrontarsi coi più importanti modelli letterari (Manzoni, Sand, Carcano), di misurarsi sulla complessità del romanzo, e di riflettere le difficili questioni – sociali, economiche e culturali – di quell’Italia regionale, povera e arretrata, ma ricca di valori e di civiltà, che era ormai avviata all’unità nazionale. La veste linguistica, eccessiva rispetto alla media ottocentesca e alle stesse abitudini nieviane, e alcuni artifici narrativi hanno ingiustamente penalizzato questo romanzo, forse il meno noto di Nievo. Eppure attraverso la storia di Santo – il “conte pecorajo” – e di sua figlia Maria, il lettore di oggi riscopre un documento vivo del Friuli preunitario, un romanzo “contadinesco” tutt’altro che banale, e la prova prima di un grande scrittore.

Il Conte Misterioso (I Romanzi Oro)

Amelia Cynster vuole un marito e si è stancata dei soliti insulsi corteggiatori. E poiché non ne può più degli ambienti dell’alta società, decide di cercarlo in quelli “proibiti”, iniziando da una famigerata sala da gioco. È qui che viene in suo soccorso l’affascinante ed elusivo Martin Fulbridge, conte di Dexter, che si offre di scortarla in quell’ardita esplorazione. Ben presto l’attrazione tra i due sfocia in un’ardente passione e, nonostante il passato scandaloso di Martin, Amelia sente di aver trovato l’uomo che cercava. Ma conquistare il suo cuore sarà tutta un’altra faccenda…

Il Conte Karlstein

È la notte di Ognissanti e Zamiel, il Demone Cacciatore, sta arrivando a reclamare la sua vittima. Si dirige verso il Castello Karlstein, dove il malvagio conte ha un piano astuto e crudele: intende sacrificare le sue giovani nipoti per salvarsi la vita. Riusciranno Lucy e Charlotte a sfuggire al diabolico zio e al suo viscido scagnozzo Herr Snivelwuerst? La domestica Hildi, il sergente Snitsch e il dottor Cadaverezzi saranno in grado di aiutarle all’ultimo minuto, o le abbandoneranno alla loro triste sorte? Una cosa sola è certa: il Demone Cacciatore non tornerà nella sua buia foresta senza una vittima.

Il commissario De Vincenzi. L’albergo delle tre rose

In un sordido alberghetto milanese i “clienti” passano la notte a giocare d’azzardo. Ed è in questo decadente ”hotel dei misteri” che viene assassinato un giovane inglese, prima pugnalato e quindi impiccato. È una macabra messinscena. Ma i delitti continuano. De Vincenzi comprende che alla base di tutto può esserci un ambiguo quanto strano testamento che coinvolge alcuni degli ospiti dell’albergo… ma la verità è ancora più terribile dell’immaginazione del Commissario.

(source: Bol.com)

Il Commissario De Vincenzi. Il Mistero Di Cinecittà

Roma, capitale del cinema. Un pericoloso e sanguinario serial killer si aggira e colpisce indisturbato nell’ambiente cinematografico della Capitale. Fra registi italiani e stranieri, maestranze, divi famosi e improbabili divette, De Vincenzi indaga senza censure (e questa volta in trasferta) fino ad arrivare a una sorprendente quanto triste verità.

Il commissario Bordelli

Firenze, estate 1963. La città è deserta per le vacanze e assediata dal caldo e dalle zanzare. Il commissario Bordelli passa la notte a rigirarsi nelle lenzuola, dopo giornate di banale routine estiva sbrigata da quei pochi rimasti, come il poliziotto Mugnais e il nuovo arrivato, Piras. Quand’ecco che una telefonata gli annuncia una morte misteriosa: una ricca signora viene trovata morta, accanto al letto un bicchiere con le gocce per l’asma e sul comodino il flacone perfettamente chiuso. Ma è difficile pensare a un attacco improvviso della malattia, come spiega l’anatomopatologo. Bordelli indaga sui singolari personaggi che frequentavano la villa della donna, tutti dotati di un alibi di ferro, ma c’è qualcosa che non lo convince.
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Il colore viola

Violentata dall’uomo che credeva essere suo padre, privata dei due figli, sposata a un uomo che odia, Celie, una giovane donna di colore, viene separata anche dall’amata sorella Nattie, che finirà missionaria in Africa. Per trent’anni Nettie scriverà a Celie lettere che questa non riceverà mai, mentre Celie, oppressa dalla vergogna della sua condizione, riesce a scrivere solo a Dio. Sarà l’amante del marito, una affascinante cantante di blues, a cambiare il colore della sua vita, insegnandole a ridere, giocare, amare.
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