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La casa d’inferno

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Per più di vent’anni la casa appartenuta a Belasco è rimasta vuota. Indicata come la più inaccessibile delle case infestate, è un antico palazzo le cui mura hanno assistito a scene di orrore e depravazione inimmaginabili. Due tentativi di investigarne i segreti si sono conclusi terribilmente. Ora si prepara una nuova spedizione: quattro persone entrano in quel luogo misterioso, determinate a sondare gli ultimi segreti di vita e di morte che vi si celano. Ognuno di loro è spinto da una ragione personale per sfidare le mille tentazioni di quella dimora: ma potranno le loro anime sopravvivere di fronte a quanto si nasconde nella casa più infestata del mondo?

Una casa a Bogotá

Una casa a Bogotá by Santiago Gamboa
Il nuovo romanzo di uno dei massimi autori sudamericani contemporanei. Grazie al denaro di un premio letterario, il filologo protagonista del romanzo può comprarsi una casa a Bogotà nel quartiere della sua infanzia. Orfano dall’età di sei anni (i genitori sono morti in un incendio) vi abiterà con l’anziana zia che l’ha cresciuto e con la quale ha condiviso una vita nomade all’estero, una donna colta e raffinata, ex funzionaria dell’Onu e militante di sinistra. La ricerca di un luogo da sentire come proprio, la nostalgia del passato, il ricordo di viaggi, incontri, scoperte e amori, sono il filo conduttore di una storia che si sviluppa a partire dalla descrizione delle varie stanze della casa, ciascuna dotata della sua speciale magia evocativa. Da lì il filologo, guidato dal fido autista, muove alla scoperta degli aspetti più inquietanti della città che non somiglia più a quella della sua adolescenza: covi di drogati, spettacoli di sesso dal vivo, persino una festicciola omoerotica di nazisti. Non meno drammatiche sono le rivelazioni che lo attendono in un baule alla morte della zia, e che lo spingeranno sull’orlo del suicidio. Con la sua consueta abilità, Santiago Gamboa costruisce un racconto a tratti intimista e ricco di elementi autobiografici che vede fra i suoi maggiori protagonisti Bogotà, la cittadina provinciale degli anni giovanili e la caotica metropoli odierna. «Santiago Gamboa, scrittore colombiano che già al suo primo romanzo uscito a metà degli anni ’90 era stato generosamente salutato da Vàzsquez Moltalbàn come degno successore di Garcìa Màrquez, è senz’altro un autore dalla lingua lussureggiante, ma i suoi temi non hanno nulla di magico, semmai di iperrealista».—La Stampa

Carve the Mark: I predestinati

**IL PRIMO ROMANZO DELLA NUOVA SAGA DI VERONICA ROTH** In una galassia lontana, dove la vita degli uomini è dominata dalla violenza e dalla vendetta, ogni essere umano possiede un ”donocorrente”, ovvero un potere unico e particolare, in grado di determinarne il futuro. Ma mentre la maggior parte degli uomini trae un vantaggio dal dono ricevuto in sorte, Akos e Cyra non possono farlo. Al contrario, i loro doni li hanno resi vulnerabili al controllo altrui. Cyra è la sorella del brutale tiranno Shotet Ryzek. Il suo donocorrente, ovvero la capacità di trasmettere dolore agli altri attraverso il semplice contatto fisico, viene utilizzato dal fratello per controllare il loro popolo e terrorizzare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un’arma nelle mani di un tiranno. La verità è che la ragazza è molto più forte e in gamba di quanto Ryzek pensi. Akos appartiene al pacifico popolo dei Thuve, e la lealtà nei confronti della famiglia è assoluta. Quando lui e il fratello vengono catturati dai soldati Shotet di Ryzek, l’unico suo pensiero è di riuscire a liberarlo e a portarlo in salvo, costi quel che costi. Quando poi viene costretto a entrare a far parte del mondo di Cyra, l’ostilità tra i loro due popoli sembra diventare insormontabile, tanto da costringere i due ragazzi a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l’un l’altro.
(source: Bol.com)

Carve the Mark – I Predestinati

**IL PRIMO ROMANZO DELLA NUOVA SAGA DI VERONICA ROTH** In una galassia lontana, dove la vita degli uomini è dominata dalla violenza e dalla vendetta, ogni essere umano possiede un “donocorrente”, ovvero un potere unico e particolare, in grado di determinarne il futuro. Ma mentre la maggior parte degli uomini trae un vantaggio dal dono ricevuto in sorte, Akos e Cyra non possono farlo. Al contrario, i loro doni li hanno resi vulnerabili al controllo altrui.   Cyra è la sorella del brutale tiranno Shotet Ryzek. Il suo donocorrente, ovvero la capacità di trasmettere dolore agli altri attraverso il semplice contatto fisico, viene utilizzato dal fratello per controllare il loro popolo e terrorizzare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un’arma nelle mani di un tiranno. La verità è che la ragazza è molto più forte e in gamba di quanto Ryzek pensi.   Akos appartiene al pacifico popolo dei Thuve, e la lealtà nei confronti della famiglia è assoluta. Quando lui e il fratello vengono catturati dai soldati Shotet di Ryzek, l’unico suo pensiero è di riuscire a liberarlo e a portarlo in salvo, costi quel che costi. Quando poi viene costretto a entrare a far parte del mondo di Cyra, l’ostilità tra i loro due popoli sembra diventare insormontabile, tanto da costringere i due ragazzi a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l’un l’altro.
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### Sinossi
**IL PRIMO ROMANZO DELLA NUOVA SAGA DI VERONICA ROTH** In una galassia lontana, dove la vita degli uomini è dominata dalla violenza e dalla vendetta, ogni essere umano possiede un “donocorrente”, ovvero un potere unico e particolare, in grado di determinarne il futuro. Ma mentre la maggior parte degli uomini trae un vantaggio dal dono ricevuto in sorte, Akos e Cyra non possono farlo. Al contrario, i loro doni li hanno resi vulnerabili al controllo altrui.   Cyra è la sorella del brutale tiranno Shotet Ryzek. Il suo donocorrente, ovvero la capacità di trasmettere dolore agli altri attraverso il semplice contatto fisico, viene utilizzato dal fratello per controllare il loro popolo e terrorizzare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un’arma nelle mani di un tiranno. La verità è che la ragazza è molto più forte e in gamba di quanto Ryzek pensi.   Akos appartiene al pacifico popolo dei Thuve, e la lealtà nei confronti della famiglia è assoluta. Quando lui e il fratello vengono catturati dai soldati Shotet di Ryzek, l’unico suo pensiero è di riuscire a liberarlo e a portarlo in salvo, costi quel che costi. Quando poi viene costretto a entrare a far parte del mondo di Cyra, l’ostilità tra i loro due popoli sembra diventare insormontabile, tanto da costringere i due ragazzi a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l’un l’altro.

Carve the Mark – 2. Il destino divide

Carve the Mark – 2. Il destino divide by Veronica Roth
*Il destino li ha fatti incontrare.*
Ora sta per dividerli.
Non ci si può opporre al proprio fato. Sarebbe sciocco, oltre che inutile, perché non si può andare contro qualcosa di inevitabile. Lo sanno bene Akos Kereseth e Cyra Noavek, eppure, fin dal momento in cui è stato reso pubblico il loro, di fato, si trovano in bilico tra l’accettazione del proprio destino e il desiderio di tentare l’impossibile e cambiarlo.
Akos non ha potuto fare a meno di innamorarsi perdutamente di Cyra, nonostante il suo fato preveda che lui morirà proprio al servizio della famiglia Noavek. E quando il padre di lei, Lazmet – un tiranno spietato e senz’anima che tutti avevano creduto morto -, torna alla ribalta reclamando per sé il trono degli shotet, il ragazzo si convince che la sua fine è ormai vicina.
Nel momento in cui Lazmet innesca la tanto temuta guerra tra thuvhesiti e shotet, i due ragazzi sanno di non avere scelta, devono cercare di fermarlo in tutti i modi possibili. Anche se per Cyra questo potrebbe significare togliere la vita a suo padre, e per Akos perdere la propria. In un colpo di scena sbalorditivo, i due scopriranno quanto il fato che guida le loro vite possa sorprenderli in modi assolutamente inaspettati.
Reso ancora più ricco dall’aggiunta di due nuove e potenti voci narranti, il sequel di *Carve the Mark – I predestinati* è un romanzo avvincente che, tra una battaglia e l’altra, riesce a parlarci di speranza, fiducia e resilienza.

Carta carbone (SUR)

Carta carbone – il primo di tre volumi con cui SUR presenta l’epistolario di uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi – raccoglie un centinaio di lettere di Julio Cortázar (1914-1984) ad altri autori: da Vargas Llosa a García Márquez, da Paz a Borges, da Soriano a Onetti, da Victoria Ocampo a Galeano. Con un registro di volta in volta divertente o profondo, impegnato o surreale, formale o amichevole queste lettere – inviate dall’Europa nell’arco dei tre decenni passati da Cortázar lontano dall’Argentina, e arrivateci grazie alla mania di conservarne sempre una copia carbone – compongono il ritratto di un uomo e della sua epoca, di un autore e della sua opera, di un intellettuale e del suo ruolo nella società. È possibile così attraversare la parabola umana e letteraria di Cortázar vivendola «in presa diretta»: gli esordi, i primi riconoscimenti, fino al successo internazionale di Storia di cronopios e famas e di Rayuela, il tutto condito da viaggi, amori, amicizie, battaglie politiche e vicende personali.
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### Sinossi
Carta carbone – il primo di tre volumi con cui SUR presenta l’epistolario di uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi – raccoglie un centinaio di lettere di Julio Cortázar (1914-1984) ad altri autori: da Vargas Llosa a García Márquez, da Paz a Borges, da Soriano a Onetti, da Victoria Ocampo a Galeano. Con un registro di volta in volta divertente o profondo, impegnato o surreale, formale o amichevole queste lettere – inviate dall’Europa nell’arco dei tre decenni passati da Cortázar lontano dall’Argentina, e arrivateci grazie alla mania di conservarne sempre una copia carbone – compongono il ritratto di un uomo e della sua epoca, di un autore e della sua opera, di un intellettuale e del suo ruolo nella società. È possibile così attraversare la parabola umana e letteraria di Cortázar vivendola «in presa diretta»: gli esordi, i primi riconoscimenti, fino al successo internazionale di Storia di cronopios e famas e di Rayuela, il tutto condito da viaggi, amori, amicizie, battaglie politiche e vicende personali.

Carta carbone

Carta carbone – il primo di tre volumi con cui SUR presenta l’epistolario di uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi – raccoglie un centinaio di lettere di Julio Cortázar (1914-1984) ad altri autori: da Vargas Llosa a García Márquez, da Paz a Borges, da Soriano a Onetti, da Victoria Ocampo a Galeano. Con un registro di volta in volta divertente o profondo, impegnato o surreale, formale o amichevole queste lettere – inviate dall’Europa nell’arco dei tre decenni passati da Cortázar lontano dall’Argentina, e arrivateci grazie alla mania di conservarne sempre una copia carbone – compongono il ritratto di un uomo e della sua epoca, di un autore e della sua opera, di un intellettuale e del suo ruolo nella società. È possibile così attraversare la parabola umana e letteraria di Cortázar vivendola ‘in presa diretta’: gli esordi, i primi riconoscimenti, fino al successo internazionale di Storia di cronopios e famas e di Rayuela, il tutto condito da viaggi, amori, amicizie, battaglie politiche e vicende personali.

(source: Bol.com)

Carry on

Simon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l’ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?
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Carola

Carola by Barbara Garlaschelli
La storia di Carola comincia in una bella estate del 1905, lungo lo specchio d’acqua ordinato del Naviglio, in un paese che si chiama Robecco. Sedici anni, una vita modesta ma felice, cullata nella pienezza degli affetti famigliari, scandita dalla laboriosa continuità del lavoro quotidiano: cucire e ricamare, con quelle mani d’oro, lavare i panni nel canale, prendersi cura dell’amatissima sorellina. Un’esistenza, quella di Carola, che sembra già tutta iscritta nel libro del destino. Eppure quel giorno d’estate del 1905, il libro si interrompe all’improvviso. Un tragico incidente, il tradimento dell’acqua che pareva amica, sconvolge Carola al punto da farla scappare lontano. A interrompere la sua fuga disperata è il canto stralunato di un bambino tutto occhi neri e nervi che la conduce al suo nuovo mondo: il carro degli scavalcamontagne, gli attori girovaghi che fanno teatro per il popolo. Carola si aggrappa a quella famiglia di vagabondi geniali, all’intesa immediata che la lega al bambino Leo, diventa parte della compagnia grazie alla sua abilità di sarta, e comincia a girare con loro per l’Italia. Fino a quando l’affetto di Leo non diventa qualcosa di più, qualcosa di esclusivo e furioso. L’amore di un adolescente. Indomabile. E lei deve andarsene. Dal teatro itinerante agli atelier parigini, dall’amore infuocato di un ragazzino a quello gentile di un borghese, dalla pace della campagna alla rabbia devastatrice della guerra, Carola non si arrende mai e percorre la sua strada, apparentemente tortuosa. Finché una sera, in un teatro di Parigi, la sua vita ha di nuovo una svolta inaspettata e travolgente. Barbara Garlaschelli soffonde le pagine di una luce radiosa, quella dell’acqua che fa da leitmotiv al suo romanzo e nella quale si riflette la figura di Carola: una voce narrante ricca di sfumature che rivelano la profonda sensibilità della scrittrice verso i suoi personaggi e la sua coinvolgente passione per l’arte del teatro, qui raccontato in tutta la sua meravigliosa finzione e pure nella sua illuminante verità.

Caro boss, addio!

Amelia le ha provate davvero tutte ma non riesce ad andare avanti così. Vita sociale inesistente, orari impossibili, lavoro da schiava, il capo è un tiranno e per finire la sua migliore amica si sposa.
E lei? La sua vita è solo lavoro, lavoro, lavoro.
Per la prima volta si accorge di aver perso l’orientamento.
Da due anni lavora dieci ore al giorno, rinunciando alla sua vita privata per un lavoro che non la soddisfa più. Vedere la felicità negli occhi di Sara innesca un meccanismo strano in lei: le manca qualcosa. Deve assolutamente cambiare vita per ritrovare il suo equilibrio.
Ormai ha deciso, e nulla potrà farle cambiare idea. A meno che Ivan…
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### Sinossi
Amelia le ha provate davvero tutte ma non riesce ad andare avanti così. Vita sociale inesistente, orari impossibili, lavoro da schiava, il capo è un tiranno e per finire la sua migliore amica si sposa.
E lei? La sua vita è solo lavoro, lavoro, lavoro.
Per la prima volta si accorge di aver perso l’orientamento.
Da due anni lavora dieci ore al giorno, rinunciando alla sua vita privata per un lavoro che non la soddisfa più. Vedere la felicità negli occhi di Sara innesca un meccanismo strano in lei: le manca qualcosa. Deve assolutamente cambiare vita per ritrovare il suo equilibrio.
Ormai ha deciso, e nulla potrà farle cambiare idea. A meno che Ivan…

Carnefici

“Io so. So tutti i nomi e so tutti i fatti di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove”. È il cuore di un celeberrimo atto d’accusa di Pier Paolo Pasolini pubblicato sul Corriere della Sera. Anche Pino Aprile sa. Sa tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero “meridionali”. Lo ha appreso con stupore e sgomento, e lo ha raccontato in un libro spartiacque, Terroni, che ha aperto una breccia irreparabile sulla facciata del trionfalismo nazionalistico.
Se mancavano ancora prove, ora le ha trovate tutte, al termine di un’incalzante e drammatica ricerca durata cinque anni. E sono le prove di un genocidio. Perché è questo l’ordine di grandezza che emerge dall’incrocio dei risultati dei censimenti disposti dai Savoia (nel 1861 e nel 1871) e dei dati delle anagrafi borboniche: un genocidio. Centinaia di migliaia di persone scomparse è la cifra della strage di italiani del Sud compiuta per unificare l’Italia. Si scopre, così, di come venivano rasi al suolo paesi interi, saccheggiate le case, bruciati vivi i superstiti. Si apprende come avvenivano i rastrellamenti degli abitanti di interi villaggi, e li si sottoponeva a marce forzate di decine di chilometri, e a torture. Ci si imbatte in fucilazioni a tappeto di centinaia di persone. L’Italia “liberata” è stata nella realtà dei fatti un immenso Arcipelago Gulag, di cui ora si può ricostruire la mappa e l’organizzazione: deportazioni, campi di concentramento, epidemie. Sono atrocità degne della ferocia dell’Isis. Per molto meno, sono stati processati e condannati ufficiali e gerarchi nazisti. Ma in Italia, invece, agli autori di quei crimini di guerra sono andate medaglie, promozioni e, talvolta, piazze e strade dedicate in quegli stessi paesi che insanguinarono. Monumenti ai carnefici.
Con pagine di rara potenza, appassionate e documentate, forte di reperti e fonti che per troppo tempo sono stati celati, Pino Aprile svela il vero volto di molti dei presunti eroi della storia Patria, ed evidenzia le ripercussioni di questa tragedia negata e cancellata. È questa la sua opera fondamentale, la più sconvolgente e ambiziosa. Quella dopo la quale davvero non si potrà più dire: io non sapevo.
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### Sinossi
“Io so. So tutti i nomi e so tutti i fatti di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove”. È il cuore di un celeberrimo atto d’accusa di Pier Paolo Pasolini pubblicato sul Corriere della Sera. Anche Pino Aprile sa. Sa tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero “meridionali”. Lo ha appreso con stupore e sgomento, e lo ha raccontato in un libro spartiacque, Terroni, che ha aperto una breccia irreparabile sulla facciata del trionfalismo nazionalistico.
Se mancavano ancora prove, ora le ha trovate tutte, al termine di un’incalzante e drammatica ricerca durata cinque anni. E sono le prove di un genocidio. Perché è questo l’ordine di grandezza che emerge dall’incrocio dei risultati dei censimenti disposti dai Savoia (nel 1861 e nel 1871) e dei dati delle anagrafi borboniche: un genocidio. Centinaia di migliaia di persone scomparse è la cifra della strage di italiani del Sud compiuta per unificare l’Italia. Si scopre, così, di come venivano rasi al suolo paesi interi, saccheggiate le case, bruciati vivi i superstiti. Si apprende come avvenivano i rastrellamenti degli abitanti di interi villaggi, e li si sottoponeva a marce forzate di decine di chilometri, e a torture. Ci si imbatte in fucilazioni a tappeto di centinaia di persone. L’Italia “liberata” è stata nella realtà dei fatti un immenso Arcipelago Gulag, di cui ora si può ricostruire la mappa e l’organizzazione: deportazioni, campi di concentramento, epidemie. Sono atrocità degne della ferocia dell’Isis. Per molto meno, sono stati processati e condannati ufficiali e gerarchi nazisti. Ma in Italia, invece, agli autori di quei crimini di guerra sono andate medaglie, promozioni e, talvolta, piazze e strade dedicate in quegli stessi paesi che insanguinarono. Monumenti ai carnefici.
Con pagine di rara potenza, appassionate e documentate, forte di reperti e fonti che per troppo tempo sono stati celati, Pino Aprile svela il vero volto di molti dei presunti eroi della storia Patria, ed evidenzia le ripercussioni di questa tragedia negata e cancellata. È questa la sua opera fondamentale, la più sconvolgente e ambiziosa. Quella dopo la quale davvero non si potrà più dire: io non sapevo.
### Dalla seconda/terza di copertina
Giornalista e scrittore, pugliese residente ai Castelli Romani, è stato vicedirettore di Oggi e direttore di Gente. Per la Tv ha lavorato con Sergio Zavoli all’inchiesta a puntate “Viaggio nel Sud” e al settimanale del Tg1, Tv7. È autore di saggi accolti con successo e tradotti in diversi paesi. Terroni, uscito nel 2010 e diventato un vero e proprio caso editoriale, e i successivi Giù al Sud, Mai

Carne trita

‘Carne trita è già il miglior romanzo italiano dell’anno. Si accettano scommesse.’
Antonio D’Orrico, Corriere della Sera

Oltre l’ossessione per i cuochi in tv, oltre la moda dei libri di ricette e delle recensioni stellate, oltre le copertine dei settimanali patinati, Leonardo Lucarelli racconta, in prima persona, la sua vita da vero cuoco descrivendoci la cucina in cui i grembiuli sono sporchi di sugo e i piani di lavori sono pieni di farina e coltelli. Nessuna scuola costosa e nessuno studio di registrazione: rievocando la sua crescita da lavapiatti schiavizzato in un locale di Trastevere a chef, Lucarelli narra di sé stesso e delle persone che ha incontrato in un mondo sospeso tra libertà anarchica e disciplina militare, tra lecito e illecito, mostrando cosa si cela al di là di quella porta che dalla sala del ristorante vediamo sbattere al passaggio di impeccabili camerieri: immigrati in nero, stagisti sfruttati, aiutanti cocainomani, maestri geniali, proprietari incapaci, amici abbandonati per fare carriera.
Storie vere che restituiscono l’immagine di un mondo affascinante, dal rigido codice di condotta e dalla gerarchia ben definita. Con sincerità e stile personalissimo, Lucarelli mostra il lato oscuro, contraddittorio e carnale delle cucine, un mondo parallelo in cui dominano amori e amicizia, droghe e sesso, culto del lavoro e soldi. E da questo osservatorio speciale, scatta un’istantanea inedita dell’Italia e degli italiani di oggi.
(source: Bol.com)

La Carne Dell’orchidea

Carol, giovane, rossa e bellissima, è rinchiusa in un manicomio per disturbi che la rendono improvvisamente violenta e letale. In realtà è probabile che non sarebbe lì se non fosse ereditiera di una fortuna immensa così gestita dal suo tutore. Solo che capita che Carol fugga e, sebbene lei non ne sia consapevole, dopo quindici giorni di libertà tornerebbe ad essere unica titolare dei suoi soldi. Parte così una caccia alla donna da parte di una serie di individui inquietanti. C’è l’ospedale che vuole recuperarla su ordine del tutore, c’è una coppia di killer professionisti che vorrebbero entrare in possesso dei soldi, lo stesso vorrebbe fare un professionista della conquista femminile e un giornalista che mira a sistemarsi. Per fortuna c’è anche Steve che la raccoglie per strada e cerca di aiutarla senza sapere chi sia.
Le storie non si intrecciano ma si susseguono una dopo l’altra. I personaggi che ruotano intorno a Carol entrano in scena uno per volta e pian piano esauriscono il loro ruolo e si fanno da parte (spesso in maniera violenta). E l’effetto di questa soluzione è un libro di ampio respiro, pieno di personaggi interessanti che si evolvono e cambiano ruolo.

Carlo Alberto Dalla Chiesa. Un papà con gli alamari

“Un papà con gli alamari” non è una biografia ma un toccante viaggio fra i sentimenti, le emozioni, i luoghi, i valori del Generale e Prefetto Italiano Carlo Alberto dalla Chiesa. Un viaggio di famiglia, guidato dai suoi figli Rita, Nando e Simona, i quali, aprendo le stanze dei ricordi, ci regalano il ritratto privato di un papà e, insieme, di un eroe. «Vi voglio bene, tanto, e in questo momento vi chiedo di essermi vicini; così come nei mesi e negli anni che verranno. Vogliatevi soprattutto e sempre il bene di ora! Quanto vi ho scritto, l’ho fatto a 7-8000 metri di altezza, in cielo, mentre l’aereo mi portava veloce verso Palermo. Vi abbraccio forte forte, il vostro papà» (Carlo Alberto dalla Chiesa, Aprile 1982).
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Caritas in veritate

Nel titolo della “Caritas in veritate” appaiono i due termini fondamentali del magistero di Benedetto XVI, appunto la “Carità” e la “Verità”. Questi due termini hanno segnato tutto il suo magistero in questi anni di pontificato, in quanto rappresentano l’essenza stessa della Rivelazione cristiana. Essi, nella loro connessione, sono il motivo fondamentale della dimensione storica e pubblica del cristianesimo, sono all’origine quindi della Dottrina sociale della Chiesa.
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Carichi e Pronti (Morte e Distruzione Vol. 4)

Gli agenti dell’ATF Thayne Wolfe e Jarrett Evans sono tornati e stavolta dovranno affrontare un nemico che già conoscono. Mills Lang, trafficante internazionale di armi, ha acquisito una partita rubata di tabun, un potente gas nervino, che intende rivendere al miglior offerente. L’ultima cosa che Thayne e Jarrett vorrebbero è riavere a che fare con lo psicopatico, ma il dovere chiama. Jarrett viene inviato in incognito nei panni di un iraniano interessato all’acquisto allo scopo di impedire la circolazione della mortale sostanza, e dovrà vedersela con alcuni dei criminali più violenti al mondo.
Thayne ha trascorso innumerevoli notti a rivivere l’incubo dei due anni passati in incognito nell’organizzazione di Lang. È giunto il momento di affrontare gli antichi demoni e salvare migliaia di vite umane, abbattendo Lang come l’animale rabbioso che è. Purtroppo l’incarico richiede che Thayne resti in disparte, costretto a guardare l’uomo che ama incrociare la sua strada con quella del mostro.
Jarrett ha in mente una cosa sola: la vendetta. Troppo a lungo ha visto Thayne svegliarsi urlante e in preda agli incubi nel cuore della notte, e adesso vuole vedere il responsabile di tutto ciò dietro le sbarre, o meglio ancora morto. Sfortunatamente, questo incarico lo costringerà a riavvicinarsi a un ex amante. Il bellissimo agente del Mossad Adael Dayan rappresenta l’unico modo per Jarrett di entrare nelle grazie di Lang, mentre Thayne è obbligato a restare nelle retrovie. Thayne e Jarrett hanno già affrontato il Male prima, ma sempre insieme; questo caso li allontanerà, oppure il loro amore ne uscirà rafforzato?
Carichi e Pronti contiene un eccitante estratto dal libro 5 della serie, “Bersaglio colpito”.
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### Sinossi
Gli agenti dell’ATF Thayne Wolfe e Jarrett Evans sono tornati e stavolta dovranno affrontare un nemico che già conoscono. Mills Lang, trafficante internazionale di armi, ha acquisito una partita rubata di tabun, un potente gas nervino, che intende rivendere al miglior offerente. L’ultima cosa che Thayne e Jarrett vorrebbero è riavere a che fare con lo psicopatico, ma il dovere chiama. Jarrett viene inviato in incognito nei panni di un iraniano interessato all’acquisto allo scopo di impedire la circolazione della mortale sostanza, e dovrà vedersela con alcuni dei criminali più violenti al mondo.
Thayne ha trascorso innumerevoli notti a rivivere l’incubo dei due anni passati in incognito nell’organizzazione di Lang. È giunto il momento di affrontare gli antichi demoni e salvare migliaia di vite umane, abbattendo Lang come l’animale rabbioso che è. Purtroppo l’incarico richiede che Thayne resti in disparte, costretto a guardare l’uomo che ama incrociare la sua strada con quella del mostro.
Jarrett ha in mente una cosa sola: la vendetta. Troppo a lungo ha visto Thayne svegliarsi urlante e in preda agli incubi nel cuore della notte, e adesso vuole vedere il responsabile di tutto ciò dietro le sbarre, o meglio ancora morto. Sfortunatamente, questo incarico lo costringerà a riavvicinarsi a un ex amante. Il bellissimo agente del Mossad Adael Dayan rappresenta l’unico modo per Jarrett di entrare nelle grazie di Lang, mentre Thayne è obbligato a restare nelle retrovie. Thayne e Jarrett hanno già affrontato il Male prima, ma sempre insieme; questo caso li allontanerà, oppure il loro amore ne uscirà rafforzato?
Carichi e Pronti contiene un eccitante estratto dal libro 5 della serie, “Bersaglio colpito”.