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American nightmare. Incubo americano

Attraverso la storia di Ted, coinvolto nelle operazioni coperte della CIA degli ultimi 30 anni, e di altri oscuri e potenti personaggi che da anni nell’ombra muovono i fili della politica mondiale, Sbancor indaga una molteplicità di temi: i misteri dell’attentato dell’11 settembre 2001; le ragioni delle guerre in Afghanistan, Iraq e altri paesi; la correlazione tra interventi militari Usa e ripresa economica; lo spostamento nel cuore dell’Eurasia del centro della scacchiera geopolitici, lungo “la via della seta”, divenuta la via del petrolio e della droga; sullo sfondo, altre vicende: l’affare Iran Contras, lo scandalo Watergate, l’assassinio Kennedy, all’assassinio di Maria Grazia Cutuli, la trappola del G8 di Genova.
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American gods

Shadow si è fatto tre anni dentro. Sta per uscire ma proprio il giorno prima di tornare in libertà lo informano che sua moglie e il suo migliore amico sono morti in un misterioso incidente. Sull’aereo che lo riporta a casa, Shadow fa conoscenza con un enigmatico Mister Wednesday che gli offre di lavorare per lui. Shadow finisce per accettare: un lavoro gli risolve il problema di cosa fare della sua vita, anche se gli arriva da un vecchio bevitore di Jack Daniel’s dall’aria poco raccomandabile. Il contratto con il losco Mr Wednesday viene annaffiato da una bevuta di idromele, ma Shadow ci metterà ancora qualche tempo per capire chi siano in realtà il suo boss, i suoi compagni in affari, i suoi concorrenti, e ancora più tempo per capire in che gioco sia finito. Il vecchio baro corpulento, l’improbabile seduttore di ragazzine, il gran mangiatore e bevitore, l’uomo dall’eloquio torrenziale e dalla risata tonitruante è Odino, Votan, Grimnir, il Padre di ogni cosa, la somma divinità del pantheon nordico, arrivato in America secoli e secoli fa con una nave di vichinghi.

American Dust (Reprints)

Arrivano tutte le sere, d’estate. Scaricano da un furgoncino un divano, tavolini e lampade. E pescano. L’alcolizzato abita in una baracca. I ragazzi vanno da lui a raccattare i vuoti per rivenderseli e comprare qualcosa, un hamburger oppure una scatola di proiettili. Quel giorno il ragazzino sceglie i proiettili. La Seconda guerra mondiale è appena finita, e nessuno fa caso a un adolescente con un fucile sottobraccio, fermo a una stazione di servizio. Il ragazzino è un uomo e ricorda, prima che il vento si porti via tutto, l’America e i suoi sogni, l’alcolizzato e le sue bottiglie, i due sul divano in riva al lago. La scelta, leggera e terribile, tra hamburger e proiettili, un colpo di fucile in un campo di meli e l’amico bello e ferito, lasciato lì a morire dissanguato. American Dust è un’elegia delicata e sorprendente, in cui l’infanzia e la morte danzano insieme, avvolte nella polvere del sogno americano.
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### Sinossi
Arrivano tutte le sere, d’estate. Scaricano da un furgoncino un divano, tavolini e lampade. E pescano. L’alcolizzato abita in una baracca. I ragazzi vanno da lui a raccattare i vuoti per rivenderseli e comprare qualcosa, un hamburger oppure una scatola di proiettili. Quel giorno il ragazzino sceglie i proiettili. La Seconda guerra mondiale è appena finita, e nessuno fa caso a un adolescente con un fucile sottobraccio, fermo a una stazione di servizio. Il ragazzino è un uomo e ricorda, prima che il vento si porti via tutto, l’America e i suoi sogni, l’alcolizzato e le sue bottiglie, i due sul divano in riva al lago. La scelta, leggera e terribile, tra hamburger e proiettili, un colpo di fucile in un campo di meli e l’amico bello e ferito, lasciato lì a morire dissanguato. American Dust è un’elegia delicata e sorprendente, in cui l’infanzia e la morte danzano insieme, avvolte nella polvere del sogno americano.

Amelia Peabody sulla montagna sacra

Adesso che anche l’ultimo cammello è morto, Amelia Peabody, suo marito Emerson e il loro vulcanico figlioletto Ramses sono veramente nei guai: la sterminata distesa di sabbia del deserto africano potrebbe diventare la loro tomba… Tutto era cominciato qualche mese prima, in Inghilterra, quando Emerson era stato contattato da Lord Blacktower, il quale aveva ricevuto un papiro d’incerta provenienza su cui erano riportati un enigmatico messaggio e una mappa. Secondo Lord Blacktower, quella era la prova che suo figlio, scomparso più di dieci anni prima in Sudan, insieme con la moglie, era ancora vivo. Naturalmente Amelia aveva subito dubitato dell’autenticità del messaggio, ma la mappa, che suggeriva l’esistenza di una città egizia ormai perduta, era stata una tentazione troppo forte per lei. Ora che la vita dei suoi cari è in pericolo, tuttavia, Amelia è decisa a non arrendersi ed è pronta a risolvere un mistero che affonda le sue radici nell’antico Egitto e che ha già mietuto troppe vittime…

Amelia Peabody e la mummia

Con la morte del padre, Amelia Peabody riceve una cospicua eredità e può finalmente dedicarsi alle sue grandi passioni: la storia e l’archeologia. Così parte alla volta dell’Egitto, il paese che più la affascina. A Roma, si imbatte in una giovane in disgrazia, Evelyn, che è appena stata abbandonata dall’uomo che amava. Amelia prende a cuore la sorte della ragazza, la porta con sé in Egitto dove incontrano due fratelli archeologi, impegnati negli scavi di alcune tombe egizie. Tra i quattro si instaura subito un burrascoso rapporto di odio e amore, ma il destino sembra obbligarli a incontrarsi. Infatti, dopo essersi separati al Cairo, si ritrovano in un sito archeologico sulle rive del Nilo dove di notte appare la mummia di un sacerdote…

Amelia Peabody e il serpente sacro

Amelia Peabody e suo marito Radcliffe non sono fatti per la tranquilla vita borghese. Adesso che hanno un figlio William, detto Ramses sono costretti ad adattarsi alle regole della società vittoriana, ma Amelia preferirebbe di gran lunga essere braccata per il deserto da una banda di dervisci, piuttosto che servire tè e pasticcini. Così, quando alcuni misteriosi delitti rischiano di compromettere i lavori in un promettente sito archeologico, Amelia e Radcliffe prendono l’occasione al volo: lasciano il piccolo Ramses alla cognata e partono per l’Egitto. Il loro scopo è aiutare una vecchia amica di Radcliffe, Lady Baskerville; suo marito, Sir Henry Baskerville, è stato infatti trovato morto in circostanze inquietanti: sul suo viso è come stampata una smorfia di puro terrore e sulla sua fronte, tracciato col sangue, c’è un disegno raffigurante l’ureo, il serpente sacro simbolo del divino faraone. Sfidando superstizioni, tranelli e agguati, Amelia è pronta a risolvere anche questo mistero.

Amelia Peabody e il sepolcro inesistente

“”Cari lettori,
il nostro annuale ritorno nella Valle dei Re ci porta come al solito avventure e grattacapi, e mio marito Radcliffe comincia a essere stufo di vedere interrotti i suoi amati scavi per colpa di qualche omicidio. Questa volta è un biglietto minatorio che ci avverte di non mettere piede nella tomba Venti-R a suscitare il nostro interesse. Perché la tomba Venti-R non esiste, ecco tutto. E una tomba che non esiste può celare chissà quali segreti. Come per esempio la mummia in abito da sera di una giovane donna bionda pugnalata e imbalsamata da una mano misteriosa. Quando poi un nostro vecchio amico s’innamora del fantasma di un’inesistente principessa egizia, la nostra stagione di scavi viene completamente rovinata. Con grande gioia di voi lettori, immagino.
Vostra Amelia Peabody””

Amelia Peabody e il segreto del sarcofago

“Padre delle imprecazioni”: questo è il soprannome di Emerson, l’irascibile marito di Amelia Peabody. Un appellativo adeguato perché, dopo essersi visto rifiutare l’autorizzazione per scavare presso le celebri e ambite piramidi di Dahsur, Emerson si trova costretto a ripiegare sulle “piramidi” di Mazghuna, cioè un cumulo di pietre nei dintorni del Cairo. In quel sito snobbato da tutti gli archeologi di fama, in effetti non sembra esserci niente di interessante… almeno fino a quando non viene commesso un omicidio. La vittima è un antiquario, assassinato nel suo negozio al Cario. Amelia non potrà stare con le mani in mano…

Amelia Peabody e il maestro del crimine

Caro lettore, non eravamo ancora tornati in Egitto, dopo aver risolto a Londra I DELITTI DEL MUSEO EGIZIO, che già ci trovavamo nei guai. Ancora una volta è stato Sethos, il diabolico Maestro del Crimine, il re dei ladri di antichità, ad attrauersare la nostra strada. O meglio è stata la sottoscritta a dargli la caccia, non volendo che una sventurata nobildonna venisse accusata di un omicidio commesso da lui. Purtroppo, Sethos è un abilissimo trasformista e non è facile capire sotto quale identità si nasconda. Per questo motivo, con grande ira di mio marito Radcliffe, e con grande goia del mio piccolo Ramses, mi sono cacciata in un ginepraio che sembra essere il più intricato della mia carriera. Ma, abbiate fiducia, riuscirò a cavarmela. Vostra, Amelia Peabody.

Amelia Peabody e il libro dei morti

Cari lettori,ormai ne sono certa. Sethos é vivo e ha anche osato approfittare di una manifestazione di suffragette a cui ho partecipato attivamente per rubare ad un uomo politico una collezione di antichità egizie di inestimabile valore. Ramses e nefret si sono però impadroniti di un prezioso papiro che Sethos desidera più di ogni altra cosa, e forse questa potrà essere l’esca che ci permetterà di smascherare definitivamente quel micidiale furfante. Sempre che qualcun’ altro non ci metta la coda… Vostra Amelia Peabody

Amelia Peabody e i delitti del museo egizio

La paura può veramente uccidere? Alcuni ne sono convinti, ma Amelia Peabody è piuttosto scettica al riguardo. Nella sua veste di detective dilettante, Amelia ha infatti già smascherato una lunga serie di lestofanti e di assassini sia nella compassata Inghilterra vittoriana sia nel turbinoso Medio Oriente. E nutre seri dubbi sul fatto che la maledizione di una mummia della Diciannovesima Dinastia abbia causato la morte di un guardiano notturno del British Museum. Tuttavia il poveretto è stato ritrovato ai piedi della mummia, con un’espressione di terrore sul volto, e la prospettiva di un’indagine per scoprire chi (o che cosa) lo ha ucciso è praticamente irresistibile per l’intraprendente Amelia. Senza contare che, al momento, in casa Peabody si stanno annoiando un po’ tutti: senza sarcofagi da disseppellire o tesori da portare alla luce, Amelia, suo marito Emerson e il loro scatenatissimo figlioletto Ramses hanno proprio bisogno di qualche svago… Eppure una maledizione contemporanea può rivelarsi letale come una maledizione millenaria e i nebbiosi vicoli londinesi rischiano di essere ancora più pericolosi delle contorte viuzze del Cairo, soprattutto se un malfattore è ben deciso a mandare all’altro mondo la persona che gli sta dando la caccia: Amelia Peabody.

Ambra. Lui Che Ama a Modo Suo

**Pietre Preziose Nr.2**
Sapevo essere forte,
ma lui lo era sempre di più.
Con un sorriso prese in pugno il mio cuore
e lo strinse feroce.
* * *
Niccolò Aragona, artista chiacchierato, soprannominato dai media “Il Mannaro”, a causa dei soggetti dei suoi dipinti. Per quel che ne sapevo, d’indole dominante.
Cristiano Riva, stimatissimo medico e cliente abituale della caffetteria in cui lavoravo. Lo avrei definito anaffettivo. Da uno dei due ricevetti una proposta di lavoro, dall’altro una proposta indecente.
Io volevo soltanto il denaro per fare il viaggio dei miei sogni, perciò, anche se un baratro di diversità mi separava dall’uomo che lo avrebbe reso possibile, accettai la sua offerta. Entrai nel suo mondo e giorno dopo giorno in quel baratro ci cascai a piedi pari. Fu lui a trascinarmici e fui io a dargli tutta me stessa senza sapere che ne avrebbe fatto.
Fino a quel giorno.
Fino a quelle parole.
“La penna della Chillon è come un fulmine a ciel sereno: arriva all’improvviso, ti illumina, fa il botto, e ti lascia col cuore a mille…”
The Dirty Club of Books
“Avevo aspettative altissime su questo romanzo. Anna Chillon non le ha semplicemente soddisfatte… le ha prese tra le mani, le ha gettate nel fuoco e le ha fatte ardere in un maestoso incendio che ancora brucia al centro del mio petto…”
Libri e sognalibri
Attenzione: “Ambra. Lui che ama modo suo” contiene spoiler sul primo volume della serie “Pietre Preziose”. Pur essendo entrambi volumi autoconclusivi, consiglio di dare la precedenza alla lettura di “Giada. Un amore colpevole”.
Romance contemporaneo per adulti.
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Ambra e sangue

Mina scopre la terribile verità su se stessa, il che la conduce quasi alla follia. Il monaco Rhys, affiancato da Atta, la sua cagna, e dal Render Nightshade, riceve il rischioso incarico di scortarla in un viaggio verso l’irraggiungibile località nota come Godshome, dove Mina spera di trovare una risposta al mistero che avvolge la sua vita. Ma il sentiero è irto di insidie, dal momento che i non-morti vogliono eleggere Mina a loro capo, mentre il Cavaliere della Morte Krell è sulle sue tracce, e Galdar la cerca per consegnarla al più odiato dei suoi nemici…
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Ambra e ferro

La vita sul mondo di Krynn è in rapida evoluzione e persino gli dei ne rimangono sconcertati. Che dire allora dei mortali? Di fronte a forze apparentemente invincibili, una piccola ma determinata banda di avventurieri pone in atto un disperato tentativo di arrestare un’invasione. Mina, enigmatica come sempre, riesce a fuggire dalla sua prigione sottomarina e parte per una ricerca che metterà a dura prova la sua forza di volontà, mentre il male sembra diffondersi inesorabilmente…
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