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Il dono di Humboldt

Pubblicato nel 1975, un anno prima che Bellow ricevesse il Nobel per la Letteratura, Il dono di Humboldt venne premiato con il Pulitzer ed è rimasto uno dei suoi libri più amati: una parabola umoristica scandita con leggerezza voltairiana, che l’autore stesso definiva “un romanzo comico sulla morte”. In queste pagine Bellow traccia un duplice ritratto di artista nordamericano, il maledetto e l’integrato. Il protagonista e narratore è Charlie Citrine, commediografo di successo ossessionato dal ricordo di von Humboldt Fleisher (ispirato alla figura di Delmore Schwartz), un poeta depresso che lo aveva aiutato quando non era ancora famoso, e si mette sulle tracce della sua preziosa eredità, il soggetto per una nuova commedia. Ridotto infine in miseria e abbandonato da tutti, accetterà di sfruttare economicamente l’idea solo per pagare una nuova sepoltura al poeta matto, come ultimo gesto di una vera e propria devozione capace di riscattare l’inerzia e il fallimento esistenziale di una vita.

Il Dono Dell’abisso

Chicago, giorni nostri. Madeleine è una giovane donna indipendente e solare, anche se intimorita da un’ombra del passato che continua a turbarla. Robert è un uomo spaventosamente potente, autoritario e distaccato. In realtà è un demone, il condottiero che nella dimensione demoniaca ha unito le tre stirpi dei demoni. E’ anche padre di una ragazza adolescente, una dolcissima demonessa che ha cresciuto da solo. Quando Robert conoscerà Madeleine resterà ammaliato dalla personalità e dalla bellezza della donna, soprattutto dai suoi incredibili occhi violetti, che ricordano un’antica profezia. Madeleine è intimidita da Robert, ma allo stesso tempo si sente profondamente attratta da lui. Robert, invece, lotterà duramente contro i sentimenti sconosciuti che prova, ricordando a se stesso che è solo un’umana. Ma scoprirà che Madeleine è una creatura troppo soave per meritare il solito trattamento che lui riserva agli umani…
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Il dono degli spiriti

Akira Malone crede nel metodo scientifico, nell’evoluzione e nella teoria della relatività di Einstein. E ai fantasmi. Tutta la logica e la ragione del mondo non possono negare la realtà: può vedere e comunicare con gli spiriti.
Ma Akira è certa che la sua abilità sia solo una bizzarria genetica e i fantasmi che incontra semplicemente energia elettromagnetica residua. Energia elettromagnetica pericolosa.
Zane Latimer crede a telepatia, precognizione, aura, e che giocare ad Halo con i dipendenti sia un’ottima strategia di gestione. Pensa anche che forse, chissà, Akira possa aiutare la sua famiglia a entrare in contatto con i propri cari.
Ma Akira sarà mai in grado di affrontare le sue paure ed accettare il suo dono? Oppure i parenti di Zane saranno intrappolati tra la vita e la morte per sempre?
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### Sinossi
Akira Malone crede nel metodo scientifico, nell’evoluzione e nella teoria della relatività di Einstein. E ai fantasmi. Tutta la logica e la ragione del mondo non possono negare la realtà: può vedere e comunicare con gli spiriti.
Ma Akira è certa che la sua abilità sia solo una bizzarria genetica e i fantasmi che incontra semplicemente energia elettromagnetica residua. Energia elettromagnetica pericolosa.
Zane Latimer crede a telepatia, precognizione, aura, e che giocare ad Halo con i dipendenti sia un’ottima strategia di gestione. Pensa anche che forse, chissà, Akira possa aiutare la sua famiglia a entrare in contatto con i propri cari.
Ma Akira sarà mai in grado di affrontare le sue paure ed accettare il suo dono? Oppure i parenti di Zane saranno intrappolati tra la vita e la morte per sempre?
### L’autore
Sarah Wynde si è laureata presso la Wesleyan University con una laurea in Inglese, che è riuscita a mettere in pratica diventando editor. Ha lavorato per riviste, siti web e libri, inclusi dieci anni da direttore editoriale alla famosa casa editrice Pearson. Alla fine, il suo amore per la scrittura l’ha portata all’editoria indipendente.
Le piace pensare alle storie che scrive come a una sorta di “romanzo insolito” che mischia e, a volte, infrange i generi.

Il Dominio di Se Stessi

Bis Edizioni propone in versione digitale una delle pietre miliari in fatto di guarigione attraverso la scienza della mente e dell’autosuggestione. Il metodo del Dott. Emile Coué intende insegnare a ciascun lettore la tecnica dell’autoguarigione, realizzata attraverso il dominio di sé, ossia la conoscenza ed il controllo delle due forze che agiscono sull’uomo: la volontà e l’immaginazione.Grazie al suo eclettico percorso di studi e di esperienze professionali, che si sviluppò a ridosso tra letteratura, scienza e medicina, il terapeuta francese comprese che l’immaginazione è la forza che agisce nell’individuo in modo incosciente, una forza che nello scontro con la volontà cosciente risulta sempre vincitrice. Questo libro è uno strumento utilissimo per migliorare la propria vita, per guarire dai propri malesseri, per imparare a non ammalarsi, ma soprattutto risulta lettura preziosa per coloro che nella vita quotidiana sono impegnati nell’educazione dei ragazzi, alla quale Couè dedicò un’attenzione particolare.
(source: Bol.com)

Il domatore di leoni

La nona indagine di Erica Falck e Patrik Hedström. L’inverno è particolarmente gelido e le vie di Fjällbacka sono quasi deserte, i ristoranti affollati, il porto brulicante di barche e i turisti a passeggio solo un ricordo. Mentre l’intero paesino che guarda al Mare del Nord sembra in letargo, una ragazza vaga confusa nel bosco carico di neve. È ferita, procede incespicando a piedi scalzi, gli occhi simili a due buchi neri in un viso bianchissimo. La sua fuga ha fine quando, raggiunta la strada, un’auto la investe, uccidendola. All’arrivo di Patrik Hedström e della sua squadra di investigatori, la giovane vittima è già stata identificata. Di lei si erano perse le tracce da quattro mesi. Ma il suo corpo porta i segni di un’inimmaginabile violenza che nessun incidente può spiegare, e il pensiero di Patrik corre subito alle altre adolescenti, così simili tra loro, misteriosamente scomparse negli ultimi due anni. Potrebbe davvero esserci un collegamento? Intanto, Erica Falck è alle prese con un nuovo libro. Sta facendo ricerche su un’oscura tragedia famigliare che ha portato alla morte di un uomo, una vecchia storia che, iniziata con il festoso arrivo di un circo, con il passare del tempo si è trasformata sempre più in una macabra leggenda senza risposte. Tra le due indagini potrebbe esistere un punto di contatto, un segreto custodito per amore che ha generato e sostenuto negli anni una spirale di odio incomprensibile: mai come questa volta Erica e Patrik dovranno scavare negli abissi del male più impenetrabile, diabolicamente protetto da un’apparente normalità.

(source: Bol.com)

Il dodicesimo giurato

Edward Carne, un famoso conduttore televisivo, è sotto processo per l’assassinio della moglie. Quasi non riuscisse a scrollarsi di dosso la sua immagine televisiva, ostenta in corte un atteggiamento provocatorio e indifferente. Ma dentro gli ribollono panico, rabbia e disperazione. Dodici persone, che non sanno niente di lui, stanno per decidere la sua sorte. Un professore di Oxford, la segretaria di un dentista, un idraulico, un podologo, una donna di casa…che cosa possono sapere del suo passato, delle sue motivazioni, della sua vita intima? Ascoltando il dodicesimo giurato, Robert Quinn, mentre ripete la formula del giuramento, Carne intuisce in lui il jolly del gruppo. Quello che non può sapere è che la posizione di Quinn nella giuria non è regolare poiché ha un personale interesse nel processo, e che il proprio destino è nelle sue mani…

Il disertore

Scritto nel 1952, Il disertore ha dovuto attendere 64 anni prima di venire alla luce in Germania. Ritrovato tra le carte di Siegfried Lenz dopo la morte dello scrittore, pubblicato perciò postumo dall’editore Hoffmann und Campe, il romanzo ha suscitato una eco enorme, riaccendendo il dibattito attorno alle colpe e alle rimozioni della Germania negli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale. Lenz che, poco prima della fine del conflitto, aveva disertato ed era riparato in Danimarca, fu costretto, nel 1952, a riporlo nel cassetto dopo che il suo editore del tempo, un ex membro delle SS, si rifiutò di pubblicarlo. Arricchito da amare riflessioni sulla Germania, sulla patria e sulla guerra, l’opera è un romanzo intenso e fortemente pacifista cui non è certamente estranea l’esperienza di prigioniero di guerra di Lenz in un campo dello Schleswig-Holstein. Walter Proska, giovane soldato tedesco proveniente dalla Masuria, scampato a un attentato delle forze partigiane a un treno di trasporto delle truppe diretto a Kiev, si ritrova, nell’ultima estate della Seconda guerra mondiale, a ‘Waldesruh’, un forte che non ha nulla della pace silvestre che promette il suo nome. La foresta, infestata da mosche e zanzare, pullula di partigiani armati e il caldo è asfissiante. Tra quelle anguste mura, i soldati reagiscono ognuno a modo suo. Il sottufficiale Willi Stehauf elargisce sigarette, acquavite e sapone; Zwiczosbirski, ‘Gamba’, intraprende una battaglia persa contro un enorme luccio; Ferdinand Ellerbrok, ‘Tonto’, un trasandato ex artista di circo, cerca di addestrare una gallina; Wolfgang Kürschner, ‘Pan di latte’, scrive lunghe lettere in cui discetta in modo grave e approfondito di morte e di conforto. E Proska si pone domande sempre piú pressanti: che cosa è piú importante, il dovere o la coscienza? Chi è il vero nemico? Si può agire senza rendersi colpevoli? E dove è finita la bella Wanda, la ragazza dai capelli rossi lucenti come seta e gli occhi turchesi scesa dal treno poco prima che saltasse in aria? Romanzo che narra di un giovane uomo posto dalle circostanze della storia dinanzi alla piú ardua delle decisioni – scegliere tra la cieca appartenenza alla propria terra e il proprio sentimento della giustizia – Il disertore si segnala come una delle opere piú rilevanti sugli anni che sconvolsero l’Europa e il mondo.

(source: Bol.com)

Il discepolo

Dave Nolan è un ragazzo appassionato di splatter che conosce tale Conrad Rathbone, un anziano signore solo e malato a cui sua madre Helena fa da governante. Il vecchio è in realtà un ex serial killer che individua in Dave il suo discepolo, comincerà così a descrivere al ragazzo gli omicidi che ha commesso nel passato.

Il disagio della postmodernità

Non esistono guadagni senza perdite, e il sogno di una felicità per il guadagno, depurata del dispiacere per la perdita, è altrettanto vano della proverbiale speranza di un pranzo gratis. I guadagni e le perdite connessi a ognuno dei vari sistemi di convivenza umana vanno accuratamente conteggiati, per tentare di pareggiarli il più felicemente possibile. Ma non è mai esistito, e mai esisterà, un bilancio dove ci sia la voce dell”avere’, ma non quella del ‘dare’. La gioia della vita civile si ottiene solo insieme alla sofferenza, la soddisfazione va sottobraccio al disagio e l’obbedienza alla ribellione. La civiltà, quest’ordine artificiale imposto sul disordine naturale dell’umanità, è un baratto, un compromesso sempre rimesso in questione e volta a volta rinegoziato. Il disagio della postmodernità è uno dei libri fondamentali di Bauman. Una lettura imprescindibile per chiunque voglia capire il suo tempo in tutte le sue implicazioni e le sue contraddizioni.

(source: Bol.com)

Il direttorato

“E’ un romanzo ricco di incognite, ma non è mia intenzione anticipare qui i misteri di cui il testo abbonda, nella miglior tradizione fantascientifica: no, questo spetta al lettore e fa parte dei suoi piaceri… Il romanzo è diviso in due storie, quelle di Pepper e di Kandid, due personaggi con molte affinità ma anche notevoli differenze… Kandid, per esempio, sperimenterà in prima persona l’enigma fondamentale e la straordinaria esperienza che è al centro del romanzo, cioè la Foresta, mentre Pepper lo farà solo indirettamente, attraverso l’Organizzazione per lo Studio e lo Sfruttamento della Foresta (nota pure come Direttorato)… Ma che cosa sono le due immense, soffocanti entità note come la Foresta e il Direttorato? Se nel secondo caso la risposta è relativamente semplice – un organismo burocratico di stampo kafkiano – nel caso della Foresta possiamo solo dire che si tratta, come nei romanzi della LeGuin, della parola-chiave per comprendere un intero mondo…” Darko Suvin

Il dio prigioniero

Jody è una bambina che ha il potere di parlare con gli animali. Viene così contattata da un mostro marino che le chiede aiuto, l’incredibile e maggior attrazione di Neptuneland, il nuovo parco acquatico della città. La bambina si rivolgerà così a Dylan Dog affinché la aiuti a liberarlo.

Il dio impossibile

Il percorso di coincidenze a ostacoli che ha portato alla luce questa trilogia non programmatica è scritto sul sentiero ancora frastagliato della letteratura italiana degli ultimi vent’anni. Il dio impossibile non esisteva nella mente del Walter Siti che quasi cinquantenne dava alle stampe con raziocinio kamikaze il suo primo e, nelle sue intenzioni, ultimo romanzo con protagonista un altro Walter Siti, quello che stava vivendo un’esistenza parallela facendo della verità menzogna e delle bugie il suo segreto profondissimo e pubblico. “Ordigno inesploso” che tutto aveva in ventre ma che per compiersi ha avuto bisogno della carne e dell’evoluzione dei romanzi successivi. E se Un dolore normale affermava la presa di coscienza di un sopravvissuto capace di raffinatissime bassezze, Troppi paradisi con il suo “Mi chiamo Walter Siti, come tutti” è stato un autentico detonatore di poetica. Se tutto è vero, allora anche il falso è vero, bisogna crederci e credere, disseminare le giuste tracce, depistare, incantare con una prosa perfetta e capace di ogni abiezione e disinvolto piacere. In questo libro mastodontico e prezioso il Walter Siti scrittore ha seguito le tracce del Walter Siti personaggio e il suo destino che non prevedeva felicità. Lo ha guardato in faccia forse per la prima volta, ma sicuramente per la prima volta lo ha inchiodato alle proprie responsabilità riaffrontandone le nevrosi, le fughe, i plagi. Il dio impossibile è un libro-monumento indispensabile per capire cosa sia successo in Italia mentre si teorizzava il tramonto delle ideologie e l’appeal dell’inorganico ma guardavamo altrove. Al lettore sembrerà di leggere la cronaca della nostra intimità, del nostro male, della fine del Paese. E leggere nelle radici riannodate della nostra storia recente l’orrido selfie della nostra anima può essere un esercizio crudele che vivamente consigliamo. Parrebbe semplicistico chiudere con un “Walter Siti c’est moi” ma senza dubbio non spaventa dire che “Walter Siti c’est en moi”, in una spericolata arrampicata sul nulla. O sul suo contrario.
(source: Bol.com)

Il dio di Gotham

New York, 1845. Timothy Wilde gestisce un bar e sogna di sposare la ragazza che ha sempre amato in silenzio, ma un incendio lo lascia sfigurato, senza lavoro e senza casa. Il fratello gli procura un impiego nella neonata polizia e Timothy lo accetta senza entusiasmo, anche perché la sua zona di competenza è a due passi da Five Points, il peggior quartiere della città. Una notte, durante la ronda, Timothy si imbatte in una bambina in vestaglia e coperta di sangue, che gli racconta una storia improbabile secondo la quale decine di suoi coetanei sarebbero stati uccisi e sepolti nella foresta a nord della 23ma Strada. Perplesso, Timothy decide comunque di verificare, e scopre una catena di omicidi dietro la quale sembra nascondersi un disegno crudele e onnipotente.

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‘Un libro sensazionale nel raccontarci le difficoltà del lavoro di polizia per un gruppo di ”stelle di rame” senza alcun addestramento, impegnate in turni di sedici ore per impedire agli abitanti dei bassifondi di derubarsi, picchiarsi, stuprarsi e uccidersi uno con l’altro’.

Marilyn Stasio, ‘The New York Times Book Review’

(source: Bol.com)

Il Dio delle nebbie

Dopo aver perso la grande battaglia contro le Spine, la città di Deepgate è stata soggiogata. Gran parte delle catene che la tengono sospesa sopra l’Abisso hanno ceduto e il tempio “un labirinto di torri, edifici in pietra e sotterranei da dove i sacerdoti della Chiesa di Ulcis, il Raccoglitore d’Anime, avevano amministrato la teocrazia che governava la città” sembra ormai sul punto di precipitare nelle profondità della terra… Anche il giovane angelo Dill, l’ultimo degli arconti, è impotente e rassegnato: a causa della morte di Ulcis, infatti, le anime intrappolate nell’Abisso stanno invadendo Deepgate, portando morte e distruzione. L’unico essere che potrebbe fronteggiare e neutralizzare questa minaccia è Cospinol, ma il dio del mare è intrappolato da più di tremila anni in una nave marcescente avvolta dalla nebbia. Il giorno del suo arrivo perciò è ancora lontano e, con la città ormai soffocata da una spirale di violenza, toccherà ancora una volta a Dill affrontare le proprie paure e angosce per compiere il destino della sua gloriosa stirpe: l’inferno è in attesa della sua anima…