61345–61360 di 72802 risultati

Ernesto

Questa nota era parte della risposta a un’inchiesta Sull’erotismo in letteratura promossa dalla rivista *Nuovi Argomenti* nel 1961. Qualche anno prima Umberto Saba aveva letto ad alta voce ad Elsa Morante il suo romanzo *Ernesto* che andava allora componendo. Essa ebbe poi modo di rileggerne il manoscritto, grazie all’amicizia di Linuccia, figlia del poeta. Ho letto, di recente, un romanzo incompiuto, inedito, e ancora (ma per poco, io spero) sconosciuto a tutti. Nella nostra perpetua immaturità, che cerca a tentoni i suoi passaggi verso la chiarezza, certe letture equivalgono, per noi, a esperienze reali e provvidenziali: sgombrando d’intorno a noi, col loro intervento illuminante, i mostri infantili della superstizione comune. In questa funzione liberatoria consiste, io credo, la massima ragione dell’arte. L’autore del manoscritto è Umberto Saba, poeta che, per la grazia del suo sacrificio, si può avvicinare a un santo. E a questo lavoro lui si dedicò nei giorni della sua vecchiaia, già prossima alla morte: quando ormai il suo sacrificio si rendeva a lui in tragedia, e agli altri in purezza assoluta. Così, già si definisce il valore di queste pagine; ma è facile presagire i commenti miserevoli dai quali esse verranno accolte: ricevendo, ovviamente, da opposizioni di specie così bassa, una riconferma della loro qualità. Vi si narrano le prime esperienze erotiche (amorose) di un ragazzo: le quali s’iniziano, per avventura, con una di quelle relazioni che – sebbene reali, e umane, e comunque di natura – la superstizione considera, nella loro specie, tabù. Il ragazzo di Saba, per sua grazia, è immune da certi tabù, responsabili di trasformare le realtà naturali in mostri assurdi e delittuosi. E mentre che per altri, contaminati dai tabù, una simile esperienza potrebbe trasformarsi in una determinazione irreale (che potrà farli schiavi perpetui d’una irrealtà) per il ragazzo di Saba essa rimane quello che è: un semplice incontro umano, che in se stesso è innocente (giacché lui non ne è stato corrotto) e non è malefico. Portato dalla sua innocente sensualità, e dalla sua spontanea curiosità della vita, questo ragazzo ideale, come è passato attraverso la sua prima, occasionale esperienza, così poi naturalmente conoscerà l’amore delle donne, avrà una moglie amata, ecc. ecc. Ora, per narrare tale vicenda, il caro e felice Saba non ricorre affatto alle reticenze, a cui pure io (accidenti a me) ho dovuto costringermi per riassumerla qui sopra. Lui, nella sua narrazione, non tralascia nessun particolare, per quanto difficile e segreto, purché gli sembri necessario; non castiga nessuna parola. Però, le stesse cose che altri, nel dirle, potrebbe rendere oscene, o ridicole, o sordide, si rivelano invece, dette da lui nella loro chiarezza reale, naturali e senza offesa. Lasciando limpida, alla fine della lettura, la emozione degli affetti, restituita alla purezza consapevole della coscienza matura. Le spiegazioni di questo fenomeno si possono ridurre a una sola: che Saba ha un fondamentale rispetto per la vita e la persona umana: senza il quale nell’arte, come pure nella storia, non c’è realismo, né libertà; ma servitù, e rettorica. (Elsa Morante) Nota di Sergio Miniussi.

Ernest e Celestine

Il mondo di sopra è abitato dagli orsi e il mondo di sotto dai topi. È risaputo: i due mondi sono incompatibili e i loro popoli sono acerrimi, secolari nemici. Eppure nessuno potrà impedire a un orso e a una topina di diventare compagni inseparabili. Prima, però, dovranno affrontare mille peripezie e pericoli, sfuggire a una miriade di topi furiosi attraversando i cunicoli delle fogne, evadere da un furgone blindato della polizia, scappare su un camioncino di dolci rubato, per rifugiarsi nella loro calda e accogliente casa nel bosco, nascosta sotto una coltre di neve. Qui potranno finalmente dedicarsi alle rispettive passioni, la musica e il disegno, anche se il pericolo non tarderà a ripresentarsi, con l’arrivo della primavera. Ernest e Celestine litigano e fanno pace, scherzano e si prendono cura l’uno dell’altra: dopo essersi incontrati, l’idea di separarsi è per loro la cosa più detestabile del mondo e per evitarlo sono disposti a tutto. Dalla stima dell’autore per l’artista Gabrielle Vincent, dall’amore per i personaggi dei suoi albi illustrati, nasce un romanzo per bambini che conquisterà i lettori di tutte le età. Età di lettura: da 7 anni.
**

Eri tutto lungo. Cavallo Pazzo e altri cani sciolti

Milano, giugno 1978. Una manifestazione antifascista, un gruppo di compagni che decide di prendersi la piazza.
Nel caos, con un gesto estremo, un cane sciolto lancia una molotov all’interno di un blindato.
Un gruppo di ragazzi osserva la bottiglia bruciare il cielo. Istanti. Occhi lucidi, pieni di paura ma anche di ricordi. Le loro storie prendono forma.
Torniamo indietro, li ritroviamo vivere insieme nel quartiere della Barona, combattere per i propri ideali, confrontarsi con la realtà di tutti i giorni, ritagliarsi i propri spazi, affrontare le illusioni e le disillusioni di quel periodo di lotta e di cambiamenti. Adesso, dopo due anni di vita intensa, sono ancora una volta a tu per tu con la violenza estrema, in bilico. Davanti all’ennesimo bivio. Romanzo corale su un periodo fondamentale della nostra storia. Un tracciato crudo, a volte incantato, sulla realtà della periferia milanese di fine anni ’70

L’eredità delle streghe

PREQUEL DEL ROMANZO ”IL MARCHIO DELLA STREGA” DI MAGGIE SHAYNE – Da bambina, Amarrah adorava ascoltare una favola che le raccontava la nonna, la storia di tre streghe, schiave dell’harem del re di Babilonia. Sapeva che quelle non erano solo fantasie, che aveva conosciuto le tre sorelle in un’altra vita, in un altro tempo. E che alla morte della nonna sarebbe toccato a lei custodire la loro eredità, un antico scrigno che le donne della sua famiglia si tramandavano da tempo immemorabile. Ma la preziosa cassetta le viene rubata, e quando la rintraccia, molti anni dopo, Amarrah è decisa a riprendersela. Così, seguendo le tracce dello scrigno, si ritrova a casa di Harrison Brockson, un attraente soldato appena tornato dall’Iraq che risveglia in lei ricordi lontani. Ma Harrison è solo la chiave per trovare lo scrigno, oppure è qualcosa di più?
(source: Bol.com)

L’eredità della baronessa

Scozia, 1819 – Per reclamare le terre che il padre le ha lasciato in eredità e riportare all’antico splendore Braemuir, la tenuta della sua famiglia, Lady Jenna deve sposare un uomo molto ricco. Nessuno dei pretendenti scelti per lei dal cugino, però, è in grado di far palpitare il suo giovane cuore. L’unico a possedere le doti di lealtà e coraggio che lei vorrebbe in un marito è Niall Gilvry, l’intrepido scozzese che ha il compito di proteggerla. Abbandonarsi all’amore che è sbocciato tra loro, imprevedibile e inaspettato, significherebbe rinunciare al sogno di una vita, e non è un sacrificio che Jenna è disposta a compiere. Ma resistere alla tentazione di rifugiarsi tra le sue braccia si rivela sempre più difficile.
(source: Bol.com)

L’eredità del drago

Inghilterra, 1188-1201 – Allevata per essere docile e remissiva, Isabelle Kelsey ha imparato a celare i propri sentimenti dietro un atteggiamento freddo e distaccato per evitare di soffrire. E quando suo padre la dà in sposa a lord Simon Warleigh lei obbedisce senza discutere, anche se costui è responsabile della morte del Drago, suo amatissimo zio. Simon, invece, che l’ha sposata per non essere privato delle terre nonché della sua stessa vita, rimane suo malgrado folgorato dagli occhi viola della sua bella sposa, dietro i quali sa intravedere un’indole diversa, capace di trasformarla in una donna tenera e passionale. Ma perché ciò avvenga lui dovrà…
**
### Sinossi
Inghilterra, 1188-1201 – Allevata per essere docile e remissiva, Isabelle Kelsey ha imparato a celare i propri sentimenti dietro un atteggiamento freddo e distaccato per evitare di soffrire. E quando suo padre la dà in sposa a lord Simon Warleigh lei obbedisce senza discutere, anche se costui è responsabile della morte del Drago, suo amatissimo zio. Simon, invece, che l’ha sposata per non essere privato delle terre nonché della sua stessa vita, rimane suo malgrado folgorato dagli occhi viola della sua bella sposa, dietro i quali sa intravedere un’indole diversa, capace di trasformarla in una donna tenera e passionale. Ma perché ciò avvenga lui dovrà…

L’eredità Cargese

Agli occhi dei suoi ex commilitoni della Legione Straniera Chance Renard si è macchiato dei crimini peggiori: omicidio di un compagno e tradimento. Per i suoi superiori è una pratica chiusa: Renard è morto, e forse è meglio così. Ma Chance è semplicemente sparito dalla circolazione lasciando il posto a Chance LaVolpe, mercenario indipendente. Si è stabilito a Parigi e nel giro è noto come il Professionista, risolutore di faccende delicate e pericolose. Come l’eredità del boss della mafia.

L’erede di Friarsgate (I Romanzi Oro)

Dopo la morte dei genitori e del fratello Edward a causa di un’epidemia quando lei aveva solo tre anni, Rosamund Bolton è diventata l’erede del feudo di Friarsgate, in Cumbria. Bella e intelligente, a tredici anni Rosamund, anche se ancora illibata, rimane per la seconda volta vedova e, mira degli insidiosi desideri di molti, viene posta sotto la tutela di re Enrico. Raggiunge così la corte dei Tudor dove, fra passioni e tradimenti, la vita della giovane lady diviene specchio della sua intraprendenza, finché non giunge per lei il momento di tornare a Friarsgate con un nuovo marito…
**
### Sinossi
Dopo la morte dei genitori e del fratello Edward a causa di un’epidemia quando lei aveva solo tre anni, Rosamund Bolton è diventata l’erede del feudo di Friarsgate, in Cumbria. Bella e intelligente, a tredici anni Rosamund, anche se ancora illibata, rimane per la seconda volta vedova e, mira degli insidiosi desideri di molti, viene posta sotto la tutela di re Enrico. Raggiunge così la corte dei Tudor dove, fra passioni e tradimenti, la vita della giovane lady diviene specchio della sua intraprendenza, finché non giunge per lei il momento di tornare a Friarsgate con un nuovo marito…

L’Erede Della Luce

Dopo essere tornata indietro nel tempo per salvare l’isola di Turios e ricucire il tessuto temporale, Lil, in fin di vita, viene curata nell’antico villaggio dei suoi avi, la cui ribellione scatena la pesante rappresaglia dell’esercito reale. Rimasta sola e separata dalla sacerdotessa Miril, sua guida e compagna, si trova di fronte a una scelta impossibile: rinunciare alla propria vita e a quella di tutti gli abitanti del suo mondo salvando i rivoltosi o assistere impassibile al loro sterminio. Intanto Miril e tenuta prigioniera nel Palazzo Reale dei nemici, dove tutti i suoi poteri sono inefficaci contro una magia ben piu antica e potente della sua, e dove, per riguadagnarsi la liberta, dovra superare una serie di prove mortali nelle quali il pericolo maggiore e rappresentato da se stessa. Nel futuro, la bellissima regicida Milia attende mestamente la sua esecuzione nel regno stravolto dai cambiamenti della regina Aleia, capace in poco tempo di ridare lustro e importanza al trono e conquistare il popolo. La nuova Isk, pero, e minacciata dagli sconvolgimenti messi in moto dal mago Aldin, tanto da costringere la sovrana a guidare una pericolosa spedizione nel passato. Le modifiche temporali scatenano tuttavia degli effetti sempre diversi, portando Lil a spingersi ben oltre il limite nell’utilizzo dei suoi poteri magici, al punto da abusarne e attirare persino l’attenzione di chi detiene il potere assoluto sull’evoluzione dei pianeti. Nel nucleo centrale del governo della Federazione dei Mondi, il Presidente Molov non perde tempo a decretare la piu grave delle punizioni per chi si e reso colpevole dell’uso di un potere che si credeva scomparso da millenni.”
(source: Bol.com)

L’erede dell’unicorno

Secondo una delle più antiche leggende dei Continente, l’Unicorno era l’animale magico la cui apparizione poteva significare prodigi soprannaturali e avvenimenti che non avevano l’uguale nella storia dell’uomo. Ma ormai le antiche tradizioni erano cadute in disuso e quasi più nessuno credeva alla magia dell’unicorno, o alla possibilità di trovarne uno vivo in tutto il Regno. Cinismo, delusione e l’azione malef ica dei nemici della terra avevano cancellato persino il ricordo della vecchia saga. Ma l’Unicorno non poteva scomparire, soprattutto nelle situazioni di estremo pericolo e grande bisogno: così la sua immagine apparve di nuovo fra i boschi del regno, e il suo segreto ancora una volta si intrecciò, alle gesta degli uomini per portare luce su una tenebra che rischiava di inghiottire un mondo intero. Simbolico e avventuroso, movimentato e fantastico, questo nuovo romanzo conferma nella Norton una delle più dotate autrici moderne di fantasy.
Copertina di Maren

L’erba delle notti

‘Per l’arte della memoria con la quale ha evocato i piú inafferrabili destini umani e svelato la vita reale durante l’Occupazione’.

Dalla motivazione dell’Accademia svedese in occasione del Premio Nobel per la Letteratura 2014

***

Jean è uno scrittore solitario che fatica a distinguere il presente dal passato, i ricordi veri da quelli immaginari. Eppure non ha sognato: sul suo vecchio taccuino nero degli anni Sessanta sono infatti annotati nomi, numeri di telefono, date di appuntamenti, e persino brevi testi ‘che forse hanno a che fare con la letteratura’. Fra questi nomi spicca quello di Dannie, una ragazza dalle molteplici identità che riceve misteriose lettere al fermoposta e della quale Jean è invaghito; e poi tutta la banda di loschi personaggi che frequentano locali equivoci come l’Unic Hôtel o ‘il 66’ vicino ai giardini del Luxembourg, teatro di frequenti retate notturne. Cosí, riaffiorano alla mente dettagli incompiuti, segreti mai svelati, misteri irrisolti: perché la polizia lo aveva interrogato? Cos’era successo al pianoterra di quell’appartamento sul lungosenna? C’è forse un legame con la guerra d’Algeria e l’affare Ben Barka? E poi, quale significato attribuire alle parole di Dannie e, soprattutto, alla sua improvvisa scomparsa? La verità è lí a un passo, a portata di mano, eppure irraggiungibile. Ogni libro di Patrick Modiano fa eco al precedente e crea un insieme coerente e al tempo stesso sempre nuovo. Tutti i suoi romanzi e racconti, pur diversi, evocano in qualche modo una ricerca incessante, partendo da un dettaglio minimo per sondare il passato nel tentativo di ricostruire un’identità e non perdersi nell’oblio. Anche L’erba delle notti non fa eccezione: un Modiano allo stato puro, con la sua magnifica frase musicale regolare e densa come lo scorrere della Senna.

(source: Bol.com)

Eraclito

A vent’anni dalla precedente versione, da lungo tempo esaurita, la nuova traduzione del Seminario tiene conto degli aggiornamenti apportati dagli studi più recenti e mette nuovamente a disposizione del lettore italiano un testo classico, che da un lato fornisce un’autentica ‘introduzione’ al pensiero di Heidegger e Fink, e dall’altro illumina la figura più suggestiva, ma anche più enigmatica, della filosofia greca: Eraclito di Efeso (535 a.C.-475 a.C.). Decisiva e influente come poche altre per il pensiero moderno – basti citare Hegel e Nietzsche, che la conoscevano a memoria – l’opera di Eraclito è giunta a noi soltanto in forma di frammenti e aforismi, dei quali non è agevole ricostruire l’ordine. Nei tredici incontri che scandiscono il seminario, Heidegger e Fink si cimentano in un’interpretazione serrata e rigorosa, fornendo un ritratto vivo di Eraclito che va ben al di là di ogni piatta ricostruzione storica o filologica. Quello che viene messo davanti agli occhi del lettore è un vero e proprio esercizio di filosofia, un dialogo attualizzante con Eraclito e con l’intera tradizione occidentale da lui discesa, che ci fornisce a sua volta un ritratto altrettanto prezioso di due grandi filosofi contemporanei, colti per cosi dire ‘dal vivo’, in una discussione vivace e appassionata.
**

Era tutta un’altra storia

‘Con Barbarotti, Nesser ha dato vita a un nuovo personaggio di culto.’
**Der Spiegel**
‘Uno stile alla Simenon. Un Maigret scorbutico e geniale, disincantato e depresso, che si trova a dipanare un groviglio di sangue, segreti e passioni proibite.’
**l’Espresso**
‘Il personaggio creato da Håkan Nesser è già diventato un caso.’
**Corriere della Sera**
Estate 2002, Bretagna: sei turisti svedesi si incontrano per caso e trascorrono in compagnia alcuni giorni di vacanza. Sono due coppie e due single che hanno poco in comune, a parte il fatto di essere connazionali in ferie in un paese straniero: insieme fanno lunghe nuotate in mare, cene a base di vino e crostacei, organizzano gite e flirtano un po’ oltre il consentito… Di quei giorni rimangono una manciata di fotografie, un ritratto di gruppo, un acquerello e un diario anonimo che racconta quei momenti di divertimento e allegria, ma non solo. Estate 2007: cinque anni dopo una mano sconosciuta inizia a uccidere i protagonisti di quella vacanza. Prima però avvisa con una lettera l’ispettore Gunnar Barbarotti di Kymlinge. La strana relazione tra il delinquente e l’ispettore della polizia giudiziaria crea a quest’ultimo non pochi problemi, sia a livello professionale che personale. Il caso si fa ben presto inquietante e porta il burbero poliziotto alla ribalta della cronaca giornalistica: gli omicidi si susseguono (così come le lettere) senza che le forze dell’ordine riescano a fare niente, nonostante l’intervento di un esperto profiler. Perché queste persone vengono uccise? Esiste un legame tra loro e l’assassino? E se sì, quale? Nessuno sembra trovare risposte davvero risolutive… Con questo secondo avvincente romanzo, dove niente è come sembra, continua l’avventura dell’umanissimo e ironico Gunnar Barbarotti, l’ispettore italo-svedese dalla scorza dura e un po’ filosofo che abbiamo conosciuto (e amato) nell’Uomo senza un cane.
‘Si chiama Håkan Nesser ed è, potremmo dire, il Camilleri della Svezia.’
**Corriere della Sera**
‘Lo stile di Nesser è lineare ed esplicito, privo di fronzoli, i suoi personaggi risultano credibili perché veri e pieni di acciacchi decisamente umani.’
**l’Unità**
‘Non è tanto la perizia con cui Nesser costruisce la trama gialla ad affascinare, quanto la sua capacità di descrivere la caparbietà e le umanissime esitazioni del commissario. E le atmosfere stemperate di grigio di una Svezia che viene voglia di andare a conoscere.’
**Il Sole 24 Ore**
(source: Bol.com)

L’equazione del Giorno del Giudizio

L’universo abitato dagli uomini, secondo teorie matematiche ben fondate (o comunque approvate da R. A. Lafferty) è un’ellisse cinetica tridimensionale con tre fuochi invece di due, e qui è il suo punto debole. Con i suoi quattro soli e diciassette pianeti, infatti, l’ellisse in questione non è instabile soltanto per via dei precari equilibri e orientamenti umani, ma anche perché il suddetto terzo fuoco è sempre sul punto di estinguersi. Ora, come è fatale in ogni struttura del genere, l’estinzione del terzo fuoco comporterebbe la distruzione immediata dell’intero sistema; ed è per questo che la cosa, in termini matematici, si chiama l’equazione del Giorno del Giudizio.
Copertina di Giuseppe Festino