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Il sussurro del male

Nell Gallagher aveva lasciato Silence una notte di molti anni prima, fuggendo dalla famiglia e portando con sé il segreto del suo dono e della sua maledizione: una capacità di “vedere” crimini passati o futuri. Ora lei è tornata, proprio quando la città è sconvolta da una serie di omicidi insoluti: in otto mesi quattro morti sospette, quattro uomini in vista che hanno pagato con la vita per qualche oscura ragione… forse per le insospettabili depravazioni nascoste sotto una facciata di apparente onestà. Il colpevole dei delitti è a piede libero e spetterà a Nell dargli la caccia; rischiando tutto, perché l’assassino che insegue la sta a sua volta cercando…

Il suono della verità

Ralph Estey è sparito. Ralph Estey era notoriamente in pessimi rapporti con Jess Flemming, per una questione di donne. Jess Flemming, un gangster da strapazzo, è stato ucciso. Chi, se non Estey, può essere l’indiziato numero uno? Per il tenente Ballard, della polizia newyorkese, il caso è bell’e risolto. Ma non così la pensa il dottor Paul Standish. Questi, a furia di compiere autopsie per conto della polizia, ha contratto, nei confronti della criminalità in genere, e dell’assassinio in particolare, un interesse che rasenta la deformazione professionale. Un secondo delitto viene a porre nuovamente sul tappeto l’intero problema, e Standish si trova a dover cercare la verità, non solo come criminologo dilettante, ma anche (e soprattutto) per ragioni personali. La sua indagine privata si estende a un gravissimo incidente verificatosi un anno prima, in cui Flemming ha investito con la propria auto un noto uomo d’affari della città. Il fatto che nella vicenda siano coinvolte varie persone in vista non giova certo a semplificare il compito dell’indagatore volontario il quale si troverà con la propria vita a repentaglio, prima di riuscire nell’intento di chiarire l’enigma. Per la venticinquesima volta, Harmon Coxe lancia la sfida al pubblico del Giallo Mondadori. La gara è aperta.

Il sottolineatore solitario

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«N’era rimasto uno solo, un unico instancabile sottolineatore giocava con noi a guardia e ladri fra le lettere, appiattendosi dietro esili tronchi di elle, nelle scollature delle u, o infrattato fra cespugli di effe». Il romanzo d’esordio di Marco Bosonetto si apre su una strana coppia di detective: Mario Crono, un anziano bibliotecario che sogna una «Norimberga dei crimini contro i libri» e il suo inesperto assistente, l’io narrante Silvano Biula. Indagano su un delitto cartaceo compiuto dall’inafferrabile Sottolineatore Solitario. Ma questa non è che la prima delle avventure che inghiottiranno il protagonista, come se i libri si fossero spalancati per allagare la realtà di vicende improbabili, «con tanto di fischiar di proiettili e paura in abbondanza, da rendere acquoso l’intestino». Da cacciatore di sottolineatori Silvano Biula dovrà trasformarsi in fuggitivo per salvare una prostituta nigeriana testimone di un omicidio. Lo aiuteranno un gruppo di musicisti costretti a suonare « tutto il peggio della musica di questo secolo» in un villaggio turistico, una suora di clausura in vacanza, un giocatore di pallacanestro dai glutei delicati e un vichingo piovuto dal cielo. Ma Silvano Biula dovrà anche improvvisarsi narratore per portare a termine il manoscritto incompiuto del suo maestro Mario Crono, e tentare di deviare dalla loro tragica traiettoria le vite d’inchiostro di Enrico lo spazzino, di una callista che non ne può piú di prendersi cura dei piedi altrui, di uno scrittore le cui opere finiscono sempre nell’immondizia e degli altri personaggi che l’anziano bibliotecario ha intrappolato in un mondo dominato da un presidente che legge i rifiuti per fare l’oroscopo alla patria. Marco Bosonetto cuce e scuce questo intrico di storie con un linguaggio ironico e vorticoso, dando vita a figure talvolta grottesche e tal altra commoventi, giocando con le parole e con le forme narrative sull’onda di un entusiasmo puro e contagioso.

Il sosia

Il mite e umile consigliere Jakòv Petrovic’ Goljadkin non è quelloche sembra: vive in lui un doppio, un “sosia”. Il suo io non è un tutto compatto e unico, bensì un mobile e disintegrabile complesso di impulsi che possono scindersi in altri io, tra loro in alternanzae in conflitto. Il suo sosia non è semplicemente una persona tanto somigliante a lui da poter essere per lui scambiata, ma, come dice la parola russa dvojnik, È la proiezione di un io in un altro io autonomo rispetto al primo. Esistono nel romanzo due Goljadkin che si completanoin quanto totalmente opposti: uno timido e sottomesso, l’altrofurbo e arrivista. E Goljadkin, come spiega Vittorio Strada nell’introduzione, è la patologia dell’uomo qualunque, il primo gradino di quello ‘sdoppiamento’ che costituisce la malattia dell’uomo moderno”.

Il sorriso di Jackrabbit

Il sorriso di Jackrabbit by Joe R. Lansdale
Nel giorno delle nozze con la sua amata Brett, mentre arrostisce hot dog per gli ospiti, Hap si vede piombare nel giardino di casa due pentecostali da manuale. Il ragazzo, tatuato, indossa un paio di jeans neri e una maglietta con lo slogan: «Bianco è giusto». La donna porta i capelli raccolti in una crocchia cosí alta da poterci nascondere dentro un frullatore. Sono la madre e il fratello della giovane Jackie Mulhaney, detta Jackrabbit, che da qualche mese sembra scomparsa nel nulla. Nessuno, tantomeno la polizia, vuole cercarla. Gli unici a raccogliere la sfida sono Hap e Leonard, senza immaginare che l’indagine arriverà a condurli nelle stanze segrete di una setta capace di adorare fantomatici uomini lucertola. E di infrangere senza rimorsi il quinto comandamento. Con il sarcasmo folgorante che ha conquistato generazioni di lettori, Lansdale firma una nuova parabola di ordinaria violenza americana.
«Leggero e a tratti irresistibilmente comico, Lansdale porta il lettore dentro un mondo avvincente, reale e fantastico. Per arrivare a essere nient’altro che un grande scrittore».
**la Repubblica**

Il Solito Albert E La Piccola Dolly

Dopo centinaia d’anni la scienza è uscita dalla torre d’avorio ed è entrata nella società. Oggi non si fa scienza con la sola ricerca di laboratorio ma coinvolgendo diversi attori sociali. Ci sono gli scienziati, ma anche i politici, gli amministratori, gli imprenditori e la gente comune, giovani e adulti. Le loro paure, reali o percepite, possono porre un freno ai suoi sviluppi. La loro fiducia e le loro speranze la alimentano e creano un clima di aspettative che non sempre vengono soddisfatte. Nella grande narrazione della scienza, i primi attori, gli scienziati, sono di volta in volta distruttori e benefattori, santi o mostri, padri del Golem dai piedi d’argilla o di Frankestein che si rivolta e distrugge. Non di rado poi sono tanti Sisifo che ricominciano continuamente la loro impresa – e non è escluso che agli occhi di alcuni condividano con Penelope l’abitudine di disfare di notte ciò che fanno di giorno. L’immagine di chi fa la scienza, scienziati e scienziate, è plasmata dagli atteggiamenti, dalle convinzioni e dalle credenze individuali e collettive che si muovono nella società. Tutto ha inizio dai più giovani: bambini e adolescenti.
(source: Bol.com)

Il sole sorge dietro il Louvre. L’investigatore Nestor Burma

Nestor Burma torna a indagare i misteri della sua città, Parigi. Questa volta protagonista è il I arrondissement, quello del Louvre, il vero cuore della metropoli. Un cuore dove, tra trafficanti e falsari di opere d’arte, circolano misteriose copie di un dipinto di Raffaello rubato dal museo più famoso del mondo (ma non certo il più sicuro, come ci fa notare il nostro eroe, sollevando addirittura il dubbio cbe la Gioconda tanto ammirata non sia proprio quella dipinta da Leonardo). Modelle e ambigui personaggi animano e complicano una storia che pure era iniziata nel modo più semplice, con Burma a caccia di un marito un po’ irrequieto che di tanto in tanto ama lasciare la provincia per qualcbe scappatella nella capitale suscitando l’irritazione della moglie. Peccato che il brav’uomo assomigli incredibilmente al primo dei cadaveri di cui è costellato il racconto, quello rinvenuto dalla Polizia Giudiziaria del commissario Faroux. E che Nestor Burma si trovi a passare di lì per caso. Ma, si sa, nei nuovi misteri di Parigi nessuno è mai chi dice di essere e tutti nascondono un passato più o meno torbido. A svelarlo sarà l’indisciplinato e ironico Burma, nel solito susseguirsi di colpi di scena e con l’irrinunciabile aiuto della segretaria Hélène Chatelain, del giornalista Marc Covet e dell’assistente Roger Zavatrer.
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Il sole di mezzanotte

Cacciatrice di fantasmi in un paese sperduto tra i monti della Pennsylvania, Allison Parker si ritrova nell’arcano universo notturno dei vampiri Templari. Dannato da Dio, Sebastian di Rydon non ha conosciuto altro che sangue e morte, e dopo ottocento anni di gelida esistenza da vampiro intravede di nuovo la fiamma della vita nella focosa Allison. Lei, temeraria per natura, dovrà sposare la notte per trovare finalmente il posto che le spetta. Lui, per uscire dalle tenebre, dovrà seguire il sole di mezzanotte che splende vivido in lei. Ma una rete di odio e di vendette irretisce Allison e Sebastian mentre scoprono insieme l’amore, circondati da un mondo dilaniato da un antico conflitto.

Il sole d’argento

Le cronache narrano di due fratelli, Hal e Alan, legati fra di loro da uno strano legame, che un giorno dovettero partire per una lunga e pericolosa ricerca seguendo, con indomito coraggio e forte cuore, un sentiero lastricato di terribili pericoli. Le loro armi sono nulla rispetto ai pericoli che li attendono, perché per affrontare la malvagità che si sta abbattendo come un’onda di piena sul loro mondo incantato occorre soprattutto avere saggezza, bontà d’animo, saldezza nei propri convincimenti. Folletti e altre strane creature che popolano il loro mondo, accorrono al loro passaggio, e sono, di volta in volta, amici o nemici, mai indifferenti. Una storia di sangue, amore e sudore, che si dipana fra urla di gioia e gemiti di dolore, alla luce spettrale di un sole che brilla come argento.
Copertina di Maren

Il sogno di Scipione

Nella Provenza del V secolo dopo Cristo, quando l’impero romano è ormai prossimo alla fine, Manlio Ippomane, aristocratico filosofo gallo-romano, raccoglie gli insegnamenti della donna di cui è innamorato in un manoscritto che reca lo stesso titolo di una delle opere più celebri di Cicerone, “Il sogno di Scipione”. Una copia di quel testo, nel Trecento, finisce nelle mani di Olivier de Noyen, un giovane poeta che rimane vittima della terribile epidemia di peste nera. Dall’oblio si salvano poche poesie d’amore che Olivier aveva scritto per una bellissima dama. Sei secoli dopo quei versi vengono letti da Julien Barneuve, un intellettuale al servizio del governo di Vichy, che vi trova un accenno al Sogno di Manlio e ne rimane affascinato…
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Il sogno di Ginevra

Quando Artù lo aveva inviato in Bretagna, qualche mese prima, Lancillotto pensava che il suo destino fosse già stato scritto: era un Cavaliere della Tavola Rotonda e il suo compito sarebbe sempre stato quello di combattere al fianco del suo re. Questa volta però la missione è molto più delicata: creare un esercito di cavalieri che unisca il potere di tutti i sovrani di quelle terre lacerate da anni di lotte e che combatta in nome dei valori di Camelot. Ma la rivalità tra quei popoli non è il solo ostacolo che gli sbarra la strada. Perché la minaccia più grande per i suoi sogni di pace arriva da un esercito di guerrieri provenienti dall’Est che pare inarrestabile: gli Unni, guidati da Attila, stanno radendo al suolo tutto quello che trovano sul loro cammino e hanno preso d’assedio la regione di Benwick.

Il soccombente

A un corso di Horowitz, a Salisburgo, si incontrano tre giovani pianisti. Due sono brillanti, promettenti. Ma il terzo è Glenn Gould: qualcuno che non brilla, non promette, perché è. Una magistrale variazione romanzesca sul tema della grazia e dell’invidia, di Mozart e Salieri, ma ancor più sul tema terribile del ”non riuscire a essere”.

(source: Bol.com)