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Sotto copertura

Quel ricordo lo avrebbe inseguito ovunque. Ogni giorno della sua vita. Gideon ha solo dodici anni quando il padre, un matematico al servizio del governo americano, viene freddato sotto il suo sguardo impotente. Una raffica di proiettili sparati dalla polizia contro quell’uomo disarmato, ma ritenuto colpevole di alto tradimento, annienta il professor Melvin Crew, distrugge la sua reputazione e mette a repentaglio il futuro della sua famiglia. Dieci anni dopo, sul letto di morte, la madre rivela a Gideon una verità troppo a lungo taciuta: suo padre era innocente, ed è stato assassinato perché, in piena guerra fredda, era a conoscenza di segreti scomodi per l’Agenzia per la sicurezza degli Stati Uniti. “Pareggia i conti” gli sussurra la donna. È la vendetta l’unica eredità di Gideon, una missione quasi impossibile, dato che il file che dimostra l’innocenza di Melvin Crew sembra scomparso nel nulla. Ma Gideon non ha fretta: ha tutta la vita davanti per trovare il mandante della esecuzione del padre. E negli anni si prepara con cura, laureandosi al MIT e diventando un genio del calcolo della probabilità e un maestro nell’arte della contraffazione e della manipolazione. Ma quando finalmente la sua vendetta sta per compiersi, il destino lo viene a cercare di nuovo. Perché qualcuno ha studiato ogni sua mossa, e ora è deciso a fare di lui un agente molto speciale…
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Sospesa

Lulu ha perso tutto… Sospesa.
Colpevole?
Innocente?
Parigi, romantica e crudele, fa da cornice a una grande storia d’amore.
Ma Gerard non è l’uomo che Lulu conosceva: sguardo d’acciaio e, dentro, un fuoco che brucia di rancore. Lui è crudele, distante, inaccessibile. La sua è la lotta di un uomo che rinnega la vita.
Colpe da espiare, distanze che fanno male, anime trasfigurate e poi… la carne, che rivendica il proprio ruolo, parla una lingua atavica fatta di passione e la ragione cede a desideri torbidi ed eccessi.
È la battaglia di una donna che rivuole la propria esistenza, una donna determinata, ferita. Pronta a tutto, anche alla vendetta, disperata e dolce come l’amore.
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### Sinossi
Lulu ha perso tutto… Sospesa.
Colpevole?
Innocente?
Parigi, romantica e crudele, fa da cornice a una grande storia d’amore.
Ma Gerard non è l’uomo che Lulu conosceva: sguardo d’acciaio e, dentro, un fuoco che brucia di rancore. Lui è crudele, distante, inaccessibile. La sua è la lotta di un uomo che rinnega la vita.
Colpe da espiare, distanze che fanno male, anime trasfigurate e poi… la carne, che rivendica il proprio ruolo, parla una lingua atavica fatta di passione e la ragione cede a desideri torbidi ed eccessi.
È la battaglia di una donna che rivuole la propria esistenza, una donna determinata, ferita. Pronta a tutto, anche alla vendetta, disperata e dolce come l’amore.

Sorvegliati speciali. Gli intellettuali spiati dai gendarmi (1945-1980)

Nessuno si aspetterebbe di ritrovarli in mattinali e rapporti riservatissimi della polizia. Eppure, i più importanti scrittori, pittori, registi, attori, filosofi, giornalisti italiani sono stati spiati per decenni. L’incredibile vicenda prende avvio nel dopoguerra e s’intensifica in epoca scelbiana quando si lavora intensamente per schedare l’intellighenzia di sinistra, che è ritenuta non solo un covo di potenziali sovversivi ma anche la longa manus della propaganda dei partiti dell’opposizione, i tentacoli di una polipesca operazione socialista e comunista per conquistare consensi. Emerge così dai rapporti di polizia il resoconto insolito di riunioni riservate, assemblee e conventicole che impegnano i più noti intellettuali di sinistra, dagli anni in cui si genuflettono al mito dell’Unione Sovietica agli incontri più carbonari e segreti degli anni Settanta. Lavorando su archivi fino a oggi mai esplorati, Mirella Serri riporta alla luce non solo la sotterranea caccia all’intellettuale scatenata dai governi a maggioranza democristiana ma anche il profilo nascosto della storia della cultura di sinistra in Italia, con le sue grandi illusioni e i suoi atroci abbagli.
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Sorry

Sorry è il nome di un’agenzia che offre un servizio particolare: qualcuno bussa alla porta delle vittime delle nostre piccole crudeltà e per nostro conto chiede scusa, risarcisce, chiude la partita. La parcella andrà pagata poi a Kris, Wolf, Frauke e Tamara, quattro giovani berlinesi che, in una sera come tante, hanno confezionato l’idea. In breve le richieste si moltiplicano e la vita dei ragazzi cambia: entrano in un giro d’affari che permette loro di acquistare un’elegante villa alla periferia della capitale, sulle sponde di un lago. Ma non ci si può liberare per conto terzi di una colpa; né è possibile capire da dove, realmente, quella stessa colpa abbia avuto origine. E quando i quattro si trovano davanti al corpo martoriato di una donna sono già in trappola, costretti in un percorso orchestrato per confonderli e farli cadere e in cui ogni mossa è già un errore, ogni tentativo di liberarsi una morsa che non dà pace. Dalla necessità di scoprire chi sia l’artefice di una tale violenza, perché abbia ucciso e pretenda adesso i loro servizi “d’agenzia”, parte così un filo che si dipana lungo un labirinto mortale, costellato di impossibili vie d’uscita.

Sopravvivere all’Eden

I figli di John Peel si rivolgono a Dylan Dog convinti che l’uomo non si sia suicidato, ma sia stato ucciso da una strana creatura. John viveva a Serenity, un paese perfetto della periferia di Londra creato dal dottor Jason Westwood. In questo paese non esiste la criminalità, ma Dylan cercherà di scoprire se le cose stanno realmente così.

Sono stato un numero (Vite)

Questo libro racconta la vita di Alberto Sed dalla nascita ai giorni nostri. Rimasto orfano di padre da bambino, Alberto è stato per anni in collegio. Le leggi razziali del 1938 gli hanno impedito di proseguire gli studi. Il 16 ottobre 1943 è sfuggito alla retata effettuata nel ghetto di Roma. È stato catturato in seguito, insieme alla madre e alle sorelle Angelica, Fatina ed Emma. Dopo il transito da Fossoli, la famiglia è giunta ad Auschwitz su un carro bestiame. Emma e la madre, giudicate inabili al lavoro nella selezione condotta all’arrivo, sono finite subito nella camera a gas. Angelica, un mese prima della fine della guerra, è stata sbranata dai cani per il divertimento delle SS. Solo Fatina è tornata, segnata da ferite profonde: ha assistito alla fine terribile di Angelica ed è stata sottoposta agli esperimenti del dottor Mengele. Alberto è sopravvissuto a varie selezioni, alla fame, alle torture, all’inverno, alle marce della morte. Ha partecipato per un pezzo di pane ad incontri di pugilato fra prigionieri organizzati la domenica per un pubblico di SS con le loro donne. Dopo essere scampato a un bombardamento, è stato liberato a Dora nell’aprile 1945. Tornato a Roma, superate le difficoltà di reinserimento, ha iniziato a lavorare nel commercio dei metalli e si è sposato. Ha tre figlie, sette nipoti e tre pronipoti.
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### Sinossi
Questo libro racconta la vita di Alberto Sed dalla nascita ai giorni nostri. Rimasto orfano di padre da bambino, Alberto è stato per anni in collegio. Le leggi razziali del 1938 gli hanno impedito di proseguire gli studi. Il 16 ottobre 1943 è sfuggito alla retata effettuata nel ghetto di Roma. È stato catturato in seguito, insieme alla madre e alle sorelle Angelica, Fatina ed Emma. Dopo il transito da Fossoli, la famiglia è giunta ad Auschwitz su un carro bestiame. Emma e la madre, giudicate inabili al lavoro nella selezione condotta all’arrivo, sono finite subito nella camera a gas. Angelica, un mese prima della fine della guerra, è stata sbranata dai cani per il divertimento delle SS. Solo Fatina è tornata, segnata da ferite profonde: ha assistito alla fine terribile di Angelica ed è stata sottoposta agli esperimenti del dottor Mengele. Alberto è sopravvissuto a varie selezioni, alla fame, alle torture, all’inverno, alle marce della morte. Ha partecipato per un pezzo di pane ad incontri di pugilato fra prigionieri organizzati la domenica per un pubblico di SS con le loro donne. Dopo essere scampato a un bombardamento, è stato liberato a Dora nell’aprile 1945. Tornato a Roma, superate le difficoltà di reinserimento, ha iniziato a lavorare nel commercio dei metalli e si è sposato. Ha tre figlie, sette nipoti e tre pronipoti.

Sono Stato Un Numero

Questo libro racconta la vita di Alberto Sed dalla nascita ai giorni nostri. Rimasto orfano di padre da bambino, Alberto è stato per anni in collegio. Le leggi razziali del 1938 gli hanno impedito di proseguire gli studi. Il 16 ottobre 1943 è sfuggito alla retata effettuata nel ghetto di Roma. È stato catturato in seguito, insieme alla madre e alle sorelle Angelica, Fatina ed Emma. Dopo il transito da Fossoli, la famiglia è giunta ad Auschwitz su un carro bestiame. Emma e la madre, giudicate inabili al lavoro nella selezione condotta all’arrivo, sono finite subito nella camera a gas. Angelica, un mese prima della fine della guerra, è stata sbranata dai cani per il divertimento delle SS. Solo Fatina è tornata, segnata da ferite profonde: ha assistito alla fine terribile di Angelica ed è stata sottoposta agli esperimenti del dottor Mengele. Alberto è sopravvissuto a varie selezioni, alla fame, alle torture, all’inverno, alle marce della morte. Ha partecipato per un pezzo di pane ad incontri di pugilato fra prigionieri organizzati la domenica per un pubblico di SS con le loro donne. Dopo essere scampato a un bombardamento, è stato liberato a Dora nell’aprile 1945. Tornato a Roma, superate le difficoltà di reinserimento, ha iniziato a lavorare nel commercio dei metalli e si è sposato. Ha tre figlie, sette nipoti e tre pronipoti.

Sono rom e ne sono fiera: Dalle baracche romane alla Sorbona (Scritture resistenti)

Anina ha 26 anni, ed è rom. Oggi studia alla Sorbona per diventare magistrato. Prima di riuscirci però ha conosciuto i terribili viaggi per migrare dalla Romania, gli squallidi campi nomadi italiani, la miseria, la necessità di chiedere l’elemosina per strada, gli insulti dei passanti e poi dei compagni di classe.In questo libro intenso e coinvolgente – che in Francia ha venduto oltre diecimila copie – trova il coraggio di raccontare la sua storia in prima persona. Ha sette anni quando la sua famiglia scappa dalla Romania per raggiungere l’Occidente attraverso un viaggio tanto costoso quanto drammatico. In Italia si ritrova nella baraccopoli Casilino 900 in cui trascorre mesi di soprusi e umiliazioni. Tra mille peripezie fugge poi con la famiglia verso la Francia dove, dopo alcuni mesi vissuti in un furgone, grazie all’aiuto di due donne gli assegnano un appartamento. Dopo un periodo di clandestinità, i suoi genitori ottengono il permesso di soggiorno e di conseguenza un lavoro regolare che consente loro di far studiare i propri figli. Fino all’arrivo di Anina alla Sorbona.Anina ha mantenuto le sue radici, parla il romaní, cucina secondo la tradizione familiare. Ma si considera anche francese e rumena ed è orgogliosa di esserlo. È probabilmente la prima ragazza rom ad entrare nella prestigiosa università parigina, eppure non si considera un personaggio straordinario. È semplicemente una ragazza rom che ha saputo e voluto cogliere un’opportunità. Ciò che dovrebbe sembrare straordinario della storia che ci racconta è invece la violenza che viene perpetuata verso un intero popolo per il solo fatto di essere rom. E che costringe ogni bambino a vergognarsi fin dalla nascita. «No, non sono nata mendicante – scrive Anina – Sono le politiche che si sono succedute ad avermi resa tale, come potrebbero farlo con ognuno di voi».Un’autobiografia che cambia il punto di vista con cui si è abituati a guardare la realtà e permette di superare qualsiasi pregiudizio razzista. Lanciando un messaggio di speranza allo stesso popolo rom.
*”Quando domani per strada incrocerete una signora con la schiena curva, con un cartello di cartone sulle ginocchia, quando vedrete che accanto a lei c’è seduta una bambina dai capelli lunghi e neri, non giudicatela, non insultatela, non picchiatela.Ho vissuto tutto questo e ne sono stata segnata a vita. Ma oggi, davanti a me, ci sono le porte della Sorbona che si aprono.”*
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### Sinossi
Anina ha 26 anni, ed è rom. Oggi studia alla Sorbona per diventare magistrato. Prima di riuscirci però ha conosciuto i terribili viaggi per migrare dalla Romania, gli squallidi campi nomadi italiani, la miseria, la necessità di chiedere l’elemosina per strada, gli insulti dei passanti e poi dei compagni di classe.In questo libro intenso e coinvolgente – che in Francia ha venduto oltre diecimila copie – trova il coraggio di raccontare la sua storia in prima persona. Ha sette anni quando la sua famiglia scappa dalla Romania per raggiungere l’Occidente attraverso un viaggio tanto costoso quanto drammatico. In Italia si ritrova nella baraccopoli Casilino 900 in cui trascorre mesi di soprusi e umiliazioni. Tra mille peripezie fugge poi con la famiglia verso la Francia dove, dopo alcuni mesi vissuti in un furgone, grazie all’aiuto di due donne gli assegnano un appartamento. Dopo un periodo di clandestinità, i suoi genitori ottengono il permesso di soggiorno e di conseguenza un lavoro regolare che consente loro di far studiare i propri figli. Fino all’arrivo di Anina alla Sorbona.Anina ha mantenuto le sue radici, parla il romaní, cucina secondo la tradizione familiare. Ma si considera anche francese e rumena ed è orgogliosa di esserlo. È probabilmente la prima ragazza rom ad entrare nella prestigiosa università parigina, eppure non si considera un personaggio straordinario. È semplicemente una ragazza rom che ha saputo e voluto cogliere un’opportunità. Ciò che dovrebbe sembrare straordinario della storia che ci racconta è invece la violenza che viene perpetuata verso un intero popolo per il solo fatto di essere rom. E che costringe ogni bambino a vergognarsi fin dalla nascita. «No, non sono nata mendicante – scrive Anina – Sono le politiche che si sono succedute ad avermi resa tale, come potrebbero farlo con ognuno di voi».Un’autobiografia che cambia il punto di vista con cui si è abituati a guardare la realtà e permette di superare qualsiasi pregiudizio razzista. Lanciando un messaggio di speranza allo stesso popolo rom.
*”Quando domani per strada incrocerete una signora con la schiena curva, con un cartello di cartone sulle ginocchia, quando vedrete che accanto a lei c’è seduta una bambina dai capelli lunghi e neri, non giudicatela, non insultatela, non picchiatela.Ho vissuto tutto questo e ne sono stata segnata a vita. Ma oggi, davanti a me, ci sono le porte della Sorbona che si aprono.”*
### Dalla seconda/terza di copertina
Anina Ciuciu, 26 anni, rom, studentessa di Giurisprudenza in Francia all’Università della Sorbona. Il suo libro in francese è stato pubblicato da City Editions con il titolo Je suis Tzigane et je le reste, vendendo oltre diecimila copie, ed è stato tradotto anche in lingua rumena dalla casa editrice Trei nel 2014 con il titolo Mandrà sa fiu Rroma.

Sono Qui Con Te

Sono qui con te, un classico della collana del Bambino Naturale, amato da tante mamme e papà, si ripresenta in una veste completamente rinnovata.Elena Balsamo, con questa rivisitazione della sua opera prima, ha voluto offrirci uno sguardo nuovo sulla vita prenatale e sulla nascita, una prospettiva rivoluzionaria riguardo al periodo perinatale.Se la prima parte del libro mira a esplorare nello specifico le pratiche di maternage – con riferimento alle diverse culture e ai saperi innati sulle cure materne che si rivelano simili in ogni parte del mondo –, la seconda, invece, è un vero e proprio excursus che fa rivivere al lettore la propria esperienza intrauterina e di parto, unica e diversa per ognuno di noi. È quindi uno strumento terapeutico, dedicato alle mamme e ai papà, ma anche agli operatori della nascita, per rivedere la propria vita sin dagli inizi, così da modificarne gli schemi ripetitivi che la limitano.Il messaggio di Sono qui con te diventa quindi ancora più potente e ci apre alla speranza nella certezza che la Vita ci offre sempre un’altra possibilità…Basato su un’accurata e ampia documentazione scientifica ma scritto con un linguaggio semplice e poetico, questo libro sa toccare il cuore di chi lo legge.”Sono qui con te” è un libro dedicato a TUTTI:- alle mamme e ai genitori di ogni nazionalità, credo e cultura che vogliono tornare a prendersi cura dei propri figli seguendo quei saperi ancestrali che giacciono sepolti nel profondo del nostro animo (e che costituiscono un patrimonio comune di tutte le femmine di mammifero);- agli operatori socio-sanitari (medici pediatri, ginecologi, ostetriche e educatori), ai quali offre numerosi strumenti per comprendere meglio l’universo delle donne e dei bambini venuti d’altrove;- ai bambini, i veri protagonisti di questo volume. Infatti, è soprattutto attraverso i loro occhi e il loro sguardo che Elena Balsamo (già autrice di Libertà e Amore) ha voluto esplorare il mondo variegato e complesso del “maternage”.

Sono puri i loro sogni

Matteo Bussola ha tre figlie, le accompagna a scuola, le segue nei compiti, parla con gli altri genitori e partecipa pure alle chat di classe su WhatsApp. Insomma, sulla scuola ha un osservatorio privilegiato. E quindi può testimoniare che, davanti a un brutto voto, spesso i genitori si sentono messi in discussione, e per tutta risposta negano l’autorità degli insegnanti. Cosí decide di scrivere a sé stesso, e agli altri genitori, per provare a riflettere sui sensi di colpa e le paure che si nascondono dietro la mancanza di fiducia nella scuola. Un libro di storie – le sue, ma anche quelle delle madri e dei padri che frequenta, di sua mamma ex insegnante, degli amici docenti – che parla del nostro tempo, e dei nostri figli. Di come spesso, senza accorgercene, ci sovrapponiamo a loro per evitare che inciampino. Ma non c’è crescita senza crisi, e solo facendoci da parte, pur pronti a raccoglierli se cadono, possiamo aiutarli a diventare adulti.

Dal primo giorno di scuola, in cui mamme, papà, nonni e fratelli accompagnano in massa i bambini fino in classe scattando foto a raffica, neanche fossero a un concerto degli Stones, alle raccomandazioni per la mensa, ché la stagionatura del Parmigiano, si sa, dev’essere almeno 38 mesi; dai pidocchi, che ogni anno proliferano sulle teste degli alunni generando ansie e sospetti, al kit di sopravvivenza per la gita, che prevede praticamente tutto tranne un gps satellitare. Matteo Bussola fa un ritratto divertito e serissimo della scuola di oggi, confrontandola con quella di quand’era piccolo lui. E si domanda perché abbiamo smesso di considerarla un luogo in cui imparare il rispetto per noi stessi e per gli altri. Con il tono caldo e intimo che è ormai la sua inconfondibile cifra, lo sguardo attento a ogni storia che incontra, parte dalla sua esperienza per scrivere una lettera a tutti noi, arrivando al cuore della nostra paura. Quella di ‘lasciar andare i nostri figli nel mondo, permettere che compiano i loro passi senza di noi’.

(source: Bol.com)

Sono morto ieri

Alexandr Ulanov ha una vita tranquilla, una bella casa e una brillante carriera di conduttore televisivo. Ma la situazione cambia quando scopre che la moglie ha assoldato un killer per ucciderlo, il mondo gli crolla addosso. Vive nel terrore e in video appare nervoso, soprattutto dopo la morte del direttore del programma, saltato in aria con la sua auto. Incaricata delle indagini sulla morte del direttore, la Kamenskaja comprende che l’unico modo per far luce sul caso è entrare dietro le quinte del programma.
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Sono Morta E Sono Stronza

Sono Morta e sono Stronza. (I’m Dead and I’m Bitch.)
Capricciosa superficiale a volte acida, ma mai volgare… Mary Pickford è una delle fortunate ragazzine di Beverly Hills. … Non una qualsiasi … La più popolare … Dopo una giornata davvero difficile, o come sostiene lei “di M.” di cui non fa che lamentarsi, parlando con il lettore decide di svelare la verità …. Sono Morta.
Sinossi
Mary Pickford, una ragazzina di Beverly Hills superficiale e capricciosa, racconta di aver passato un’orribile giornata di “M”, suscitando istintiva antipatia, fino a quando non confessa di essere morta. Dopo aver dato un’occhiata al suo funerale si ritrova a lamentarsi del servizio accoglienza del paradiso. Le sembra strano che nessuno sia sceso a prenderla, visto la sua fama sulla terra. Così brontola parlando tra sé davanti alla famosa porta, ma ad un tratto vede uscire un ragazzo bellissimo e ne rimane folgorata. L’idillio dura poco, Peter le rivela che non può entrare, e che deve tornare sulla terra. Dopo altre manifestazioni di dissenso alquanto colorite, Mary accetta la missione, far credere in se stessa a una ragazzina del liceo con grandi potenzialità, che altrimenti rimarrebbero nascoste.
Iniziano così una serie di avventure grazie alle quali Peter mostra a Mary che i suoi sono valori fasulli. Borse, scarpe, gioielli e vestiti alla moda, con allegata una buona dose di prepotenza, erano infatti tutto ciò che aveva riempito la sua breve vita.
Alla fine Mary cede persino la sua corona da Reginetta del ballo di fine anno, rinunciando a quello che era stato il suo più grande sogno da viva. In realtà l’incontro di Lucy e Mary, nasconde un terribile segreto, ma loro non ne sono a conoscenza. Solo aiutandosi l’una con l’altra forse un giorno lo scopriranno.
I’m Dead and I’ m Bitch.
Capricious surface sometimes sour, but never vulgar … Mary Pickford is one of the lucky girls from Beverly Hills. … Not any more … The popular … After a really hard day, or as she says “S.” which does nothing but complain about speaking with the readers decides to reveal the truth …. I’m Dead.

Sono io Amleto

Sono nato l’11 luglio del 1990. I miei amici non hanno mai smesso. Sono riconoscente, un angelo mi ha protetto fino a oggi. Quando ho firmato il mio primo contratto, dormivo in una macchina. Sono stato una troia. Sono stato una santa. Sono la solitudine. Sono l’eleganza. Sono la moda. Sono quello che l’ha creata con due stracci. La mia anima, il deserto dei tartari. Sono una popstar, una rockstar, un punk rockerz, uno scrittore bohémien. Sono un figlio di Dio, un figlio di ma’, un ragazzo normale, un miracolato, un pessimo esempio e la più grande storia mai raccontata prima. Dentro Sono io Amleto c’è tutto l’immaginario di Achille Lauro: un mondo lirico e non convenzionale, le lucide visioni di un’anima forgiata dalla solitudine, dalla strada, dalle droghe. Come tutta la sua produzione, anche questo libro è una prova di creatività che non si lascia intrappolare in nessun modello, e non segue nessuna regola. Con il suo modo unico di usare la parola e lungo inconsueti percorsi narrativi, Lauro ci guida in un viaggio psichedelico, visionario, malinconico e poetico. Ad accompagnarlo, ventitré opere di artisti contemporanei. In un attimo siamo quel bambino silenzioso che sogna di uccidere la Bestia per scappare dal Labirinto, siamo quel ragazzino che si affaccia timido al mondo dei grandi e che fin da subito decide di rompere le regole e infrangere le convenzioni sociali. Ma siamo anche quel giovane uomo che ce l’ha fatta, che ha costruito un impero dalla polvere, che ha sfidato la morte, ha attraversato l’inferno e ha trovato la sua strada nella musica.
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### Sinossi
Sono nato l’11 luglio del 1990. I miei amici non hanno mai smesso. Sono riconoscente, un angelo mi ha protetto fino a oggi. Quando ho firmato il mio primo contratto, dormivo in una macchina. Sono stato una troia. Sono stato una santa. Sono la solitudine. Sono l’eleganza. Sono la moda. Sono quello che l’ha creata con due stracci. La mia anima, il deserto dei tartari. Sono una popstar, una rockstar, un punk rockerz, uno scrittore bohémien. Sono un figlio di Dio, un figlio di ma’, un ragazzo normale, un miracolato, un pessimo esempio e la più grande storia mai raccontata prima. Dentro Sono io Amleto c’è tutto l’immaginario di Achille Lauro: un mondo lirico e non convenzionale, le lucide visioni di un’anima forgiata dalla solitudine, dalla strada, dalle droghe. Come tutta la sua produzione, anche questo libro è una prova di creatività che non si lascia intrappolare in nessun modello, e non segue nessuna regola. Con il suo modo unico di usare la parola e lungo inconsueti percorsi narrativi, Lauro ci guida in un viaggio psichedelico, visionario, malinconico e poetico. Ad accompagnarlo, ventitré opere di artisti contemporanei. In un attimo siamo quel bambino silenzioso che sogna di uccidere la Bestia per scappare dal Labirinto, siamo quel ragazzino che si affaccia timido al mondo dei grandi e che fin da subito decide di rompere le regole e infrangere le convenzioni sociali. Ma siamo anche quel giovane uomo che ce l’ha fatta, che ha costruito un impero dalla polvere, che ha sfidato la morte, ha attraversato l’inferno e ha trovato la sua strada nella musica.

Sono ebreo, anche: Riflessioni di un ateo anarchico

Ateo, anarchico, surrealista. Ma anche ebreo. Così si definisce Arturo Schwarz. In queste pagine dimostra come proprio nell’ebraismo, vissuto nella sua dinensione esistenziale e filosofica, sia possibile trovare le radici del suo atteggiamento e della sua filosofia di vita. Il rifiuto del principio di autorità, inteso impostazione di tipo statico e irrazionale, ma anche la brama di conoscenza, il rispetto del diverso e della natura, l’anelito di giustizia e il diritto alla felicità, il ruolo salvifico e iniziatico della donna, trovano tutti il loro fondamento nella Bibbia, nel Talmud e negli scritti dei cabbalisti. Del resto, come sottolinea nella sua prefazione Giuseppe Laras, di tipi come Arturo Schwarz, fra gli ebrei, ce ne sono parecchi; non solo, ce ne sono stati sempre. In apparenza paradossale e provocatorio, il testo ci guida così alla ricerca del senso più autentico e prezioso del vivere.
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Sono cose da grandi

‘Questa lettera ha inizio nell’estate dei tuoi quattro anni. Quando le mie paure si sono schiuse davanti alle immagini di una strage. Poco dopo la Terra ha tremato. E anche io sono stata contagiata da quel tremore, perché l’ho avvertito in te’.
Un giorno, davanti alla televisione, per la prima volta Simona riconosce negli occhi del figlio la paura. E non è la paura catartica delle fiabe, è quella suscitata dalla violenza del mondo. La frase usata fino ad allora per proteggerlo – ‘sono cose da grandi’ – non funziona piú. Cosí decide di rivolgersi a lui, con semplicità, per dirgli ciò che sulla paura ha imparato. Ma anche per raccontargli la dolcezza di una vita quotidiana a due, tra barattoli pieni di insetti e scatole magiche dove custodire i propri desideri. Scrivendogli scopre la propria fragilità, e in questa fragilità, paradossalmente, una forza.
In questo tempo incerto e minaccioso, una madre prova a decifrare il mondo per suo figlio, reinventandolo attraverso i giochi e le storie che crea ogni giorno per lui.
(source: Bol.com)