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L’era di Conan

Direttamente dalle pagine di Weird Tales le prime cinque avventure di Conan il Barbaro. Ambientate nella mitica Era Iboriana, dove la magia è una forza operante e solo gli eroi possono combattere la malvagità delle arti nere, le storie di Conan sono il capolavoro di quella che viene definita “sword & sorcery”. Dalla congiura de La fenice sulla lama agli stregoni della Rocca scarlatta e di Colosso nero, dalla toccante rivelazione della Torre dell’Elefante al mostro de L’ombra che scivola, cinque perle dell’heroic fantasy nella versione originale di Robert E. Howard, senza le interpolazioni di imitatori o continuatori. Primo volume dell’edizione cronologica di Conan, in nuove traduzioni.

L’equilibrista

Il quarantacinquenne professore d’inglese Nathan Qells sa come far sentire importanti tutti quelli che lo incontrano. Gli riesce meno bene, però, rimanere nei paraggi dopo. È una brava persona, ma non percepisce le cose come fanno gli altri. Ha passato molto tempo a prendersi cura di Michael, il ragazzo che abita alla porta accanto, senza rendersi conto che il mafioso e muscoloso zio e tutore di Michael, Andreo Fiore, si è lentamente innamorato di lui.
Fare in modo che Nate lo veda come un potenziale partner è forse il problema minore di Dreo. Sta crescendo il nipote e sta cercando di lasciare il suo losco lavoro e aprire un’attività in proprio, un progetto che si complica infinitamente quando dei sicari eliminano alcuni personaggi chiave della malavita. Eppure, Dreo è determinato a costruire una vita di cui andare fiero, una vita con Nate come fondamento, una vita che sta cominciando ad assomigliare esattamente a ciò che Nate sta cercando. Sfortunatamente per Dreo – e per Nate – i recenti omicidi fanno parte di una profonda riorganizzazione, e l’amore di Dreo ha trasformato Nate in un bersaglio.
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### Sinossi
Il quarantacinquenne professore d’inglese Nathan Qells sa come far sentire importanti tutti quelli che lo incontrano. Gli riesce meno bene, però, rimanere nei paraggi dopo. È una brava persona, ma non percepisce le cose come fanno gli altri. Ha passato molto tempo a prendersi cura di Michael, il ragazzo che abita alla porta accanto, senza rendersi conto che il mafioso e muscoloso zio e tutore di Michael, Andreo Fiore, si è lentamente innamorato di lui.
Fare in modo che Nate lo veda come un potenziale partner è forse il problema minore di Dreo. Sta crescendo il nipote e sta cercando di lasciare il suo losco lavoro e aprire un’attività in proprio, un progetto che si complica infinitamente quando dei sicari eliminano alcuni personaggi chiave della malavita. Eppure, Dreo è determinato a costruire una vita di cui andare fiero, una vita con Nate come fondamento, una vita che sta cominciando ad assomigliare esattamente a ciò che Nate sta cercando. Sfortunatamente per Dreo – e per Nate – i recenti omicidi fanno parte di una profonda riorganizzazione, e l’amore di Dreo ha trasformato Nate in un bersaglio.

L’enigma Botticelli

Un avvincente thriller, una corsa contro il tempo per svelare un segreto nascosto nell’ombra dei secoli
Firenze, gennaio 1475. Sandro Botticelli dipinge uno stendardo per la giostra di Giuliano de’ Medici. Vi è raffigurata una donna bellissima, che rappresenta la dea Pallade Atena. Immortala così nei secoli il meraviglioso volto di Simonetta Cattaneo Vespucci, la bella senza paragoni.
Lo stendardo poi scompare nel nulla, diventando una chimera, un capolavoro perduto che ogni storico dell’arte vorrebbe trovare.
Roma, oggi. Erminia Schiavone, proprietaria di un pensionato per studenti in via di Ripetta, sospetta che uno di loro voglia ucciderla.
Venezia, oggi. A Sofia Anastopoulos, storica dell’arte di origine greca, invitata a cena da amici, viene chiesto un parere sul suggestivo dipinto di un imitatore di Pieter Bruegel il Vecchio che il padrone di casa ha regalato a sua moglie. La cornice dorata del quadro reca la scritta: est modus in rebus.
A Sofia quel quadro non convince. Sembrano esserci anacronismi, primo fra tutti il manicotto di pelliccia della ragazza ritratta, accessorio di cui non v’è traccia nella pittura fiamminga e tedesca del Cinquecento.
Sofia parte il giorno dopo per Roma per presenziare a una mostra dove nota un dipinto, il volto di Cristo di Guido Reni, la cui cornice reca la stessa, particolare scritta: est modus in rebus. Il motto latino è di Quinto Orazio Flacco: c’è una misura per ogni cosa.
Sofia chiede la provenienza di quel dipinto: appartiene alla famosa fondazione Roberts. Il volto di Cristo, inedito, è stato trovato sotto un altro dipinto, un falso.
Si fa strada così l’ipotesi di dipinti falsi che coprono dipinti inediti e dall’inestimabile valore. La scritta di Orazio potrebbe essere dunque un’indicazione: est in, è dentro, è sotto.
Intanto Adrian Seward, curatore del Metropolitan di New York, segue la pista di un lotto, il numero 70, venduto qualche mese prima alla fondazione Roberts durante un’asta di Sotheby’s a Londra: si tratta di un profilo di donna di Botticelli.
Possibile che ci siano in giro dipinti di immenso valore artistico, sconosciuti ai più, che circolano coperti da tele di nessun valore?
Cosa lega il dipinto perduto di Botticelli a quello dell’imitatore di Bruegel?
E soprattutto: possibile che la fondazione abbia ritrovato lo stendardo di Botticelli?
Una corsa contro il tempo porterà Sofia Anastopoulos e Adrian Seward a svelare un segreto nascosto nell’ombra dei secoli, che reca la traccia di soprusi razziali ed efferati omicidi.
Cinzia Giorgio è nata a Venosa (Pz) nell’aprile del 1975, si è laureata in Lettere Moderne alla “Federico II” di Napoli con una tesi in Storia del Rinascimento; ha poi conseguito una seconda laurea in Lingue Orientali e si è specializzata in Women’s Studies compiendo studi anche all’estero. Nel 2002 ha vinto una borsa di studio con la Fondazione Bellonci di Roma, organizzatrice del famoso Premio Strega, con un progetto di ricerca sul Rinascimento italiano nel fumetto, legato all’iniziativa “Narrare la Storia: dal documento al racconto”. Attualmente è docente volontaria di Storia delle Donne e Storia dell’Arte presso l’UNISPED di Roma ed è dottoranda di Letterature Comparate a RomaTre. Pubblica regolarmente racconti, articoli di storia e arte su riviste specializzate italiane ed estere. Scrive recensioni per la rivista on line Sherlock Magazine e tiene corsi di Scrittura Creativa. Sta collaborando inoltre alla stesura di sceneggiature di teatro per ragazzi e si occupa dell’ufficio stampa del Teatro Stabile del Giallo di Roma. Ha la rubrica Chick-Post sul mensile E-42 e gestisce il sito Velut Luna Press dedicato alla scrittura. www.cinziagiorgio.com
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### Sinossi
Un avvincente thriller, una corsa contro il tempo per svelare un segreto nascosto nell’ombra dei secoli
Firenze, gennaio 1475. Sandro Botticelli dipinge uno stendardo per la giostra di Giuliano de’ Medici. Vi è raffigurata una donna bellissima, che rappresenta la dea Pallade Atena. Immortala così nei secoli il meraviglioso volto di Simonetta Cattaneo Vespucci, la bella senza paragoni.
Lo stendardo poi scompare nel nulla, diventando una chimera, un capolavoro perduto che ogni storico dell’arte vorrebbe trovare.
Roma, oggi. Erminia Schiavone, proprietaria di un pensionato per studenti in via di Ripetta, sospetta che uno di loro voglia ucciderla.
Venezia, oggi. A Sofia Anastopoulos, storica dell’arte di origine greca, invitata a cena da amici, viene chiesto un parere sul suggestivo dipinto di un imitatore di Pieter Bruegel il Vecchio che il padrone di casa ha regalato a sua moglie. La cornice dorata del quadro reca la scritta: est modus in rebus.
A Sofia quel quadro non convince. Sembrano esserci anacronismi, primo fra tutti il manicotto di pelliccia della ragazza ritratta, accessorio di cui non v’è traccia nella pittura fiamminga e tedesca del Cinquecento.
Sofia parte il giorno dopo per Roma per presenziare a una mostra dove nota un dipinto, il volto di Cristo di Guido Reni, la cui cornice reca la stessa, particolare scritta: est modus in rebus. Il motto latino è di Quinto Orazio Flacco: c’è una misura per ogni cosa.
Sofia chiede la provenienza di quel dipinto: appartiene alla famosa fondazione Roberts. Il volto di Cristo, inedito, è stato trovato sotto un altro dipinto, un falso.
Si fa strada così l’ipotesi di dipinti falsi che coprono dipinti inediti e dall’inestimabile valore. La scritta di Orazio potrebbe essere dunque un’indicazione: est in, è dentro, è sotto.
Intanto Adrian Seward, curatore del Metropolitan di New York, segue la pista di un lotto, il numero 70, venduto qualche mese prima alla fondazione Roberts durante un’asta di Sotheby’s a Londra: si tratta di un profilo di donna di Botticelli.
Possibile che ci siano in giro dipinti di immenso valore artistico, sconosciuti ai più, che circolano coperti da tele di nessun valore?
Cosa lega il dipinto perduto di Botticelli a quello dell’imitatore di Bruegel?
E soprattutto: possibile che la fondazione abbia ritrovato lo stendardo di Botticelli?
Una corsa contro il tempo porterà Sofia Anastopoulos e Adrian Seward a svelare un segreto nascosto nell’ombra dei secoli, che reca la traccia di soprusi razziali ed efferati omicidi.
Cinzia Giorgio è nata a Venosa (Pz) nell’aprile del 1975, si è laureata in Lettere Moderne alla “Federico II” di Napoli con una tesi in Storia del Rinascimento; ha poi conseguito una seconda laurea in Lingue Orientali e si è specializzata in Women’s Studies compiendo studi anche all’estero. Nel 2002 ha vinto una borsa di studio con la Fondazione Bellonci di Roma, organizzatrice del famoso Premio Strega, con un progetto di ricerca sul Rinascimento italiano nel fumetto, legato all’iniziativa “Narrare la Storia: dal documento al racconto”. Attualmente è docente volontaria di Storia delle Donne e Storia dell’Arte presso l’UNISPED di Roma ed è dottoranda di Letterature Comparate a RomaTre. Pubblica regolarmente racconti, articoli di storia e arte su riviste specializzate italiane ed estere. Scrive recensioni per la rivista on line Sherlock Magazine e tiene corsi di Scrittura Creativa. Sta collaborando inoltre alla stesura di sceneggiature di teatro per ragazzi e si occupa dell’ufficio stampa del Teatro Stabile del Giallo di Roma. Ha la rubrica Chick-Post sul mensile E-42 e gestisce il sito Velut Luna Press dedicato alla scrittura. www.cinziagiorgio.com

L’energia spirituale

L’energia spirituale raccoglie i più importanti saggi bergsoniani riguardanti “problemi di filosofia e di psicologia”. Benché il titolo possa trarre in inganno, gli scritti riuniti in questo libro, tutti piccoli capolavori di lucidità, testimoniano il serrato confronto con le scienze caratteristico del gesto filosofico di Bergson. Le riflessioni sviluppate qui gravitano attorno al tema del rapporto mente-corpo, evidenziando il filo rosso che lega la filosofia della mente di Materia e memoria alla metafisica della vita dell’Evoluzione creatrice,e anticipando i problemi che saranno trattati nelle Due fonti della morale e della religione. Ma in queste pagine Bergson mette soprattutto alla prova il suo arsenale di invenzioni concettuali (durata, slancio vitale) nello studio di particolari fenomeni psichici, parte dei quali era stata oggetto delle ricerche di Freud in quegli stessi anni, e sviluppa una teoria della memoria e del cervello, basata sull’idea di “attenzione alla vita”, che costituisce ancora una sfida per le scienze cognitive. Nelle folgoranti pagine sul sogno, il déjà-vu, l’oblio e il sonnambulismo, ritroviamo inoltre l’asse portante dei celebri studi di Deleuze sul tempo nell’immagine cinematografica.

L’emporio dei piccoli miracoli

Tre giovani ladri un po’ pasticcioni – Shōta, Kōhei e Atsuya – hanno appena svaligiato una casa in una piccola cittadina di campagna, quando vengono lasciati a piedi dall’auto con cui sarebbero dovuti scappare. Decidono allora di nascondersi in un vecchio negozietto che sembra abbandonato, l’Emporio Namiya. Nel cuore della notte, però, succede qualcosa di strano: una lettera viene infilata sotto la serranda abbassata del negozio. È una richiesta di aiuto, indirizzata all’anziano proprietario dell’Emporio, che anni addietro era diventato celebre perché dispensava massime di saggezza e consigli di vita a chiunque gli chiedesse una mano. I tre, così, decidono di fare le sue veci e depositano una risposta scritta fuori dalla porta. Shōta, Kōhei e Atsuya, pensando di aver risolto la questione, tornano a discutere della fuga all’alba, ma dopo qualche istante giunge la replica, e questa volta capiscono che incredibilmente quelle lettere sono inviate da qualcuno che vive nel 1979, più di trent’anni indietro rispetto al loro presente.

Da quel momento, le lettere di aiuto si moltiplicano, inviate da nuovi mittenti, ognuno con i propri problemi, tutti diversi e tutti complicati. Coinvolti in quella bizzarra macchina del tempo, i tre ladri decideranno di prestare il proprio aiuto a tutti quelli che lo richiedono, provando con le loro risposte a cambiare, in meglio, il passato. Scegliendo il miglior destino possibile per quei perfetti sconosciuti.

KEIGO HIGASHINO è uno dei più noti scrittori giapponesi, pubblicato in 14 Paesi. È autore bestseller di romanzi. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, e da molte delle sue opere sono stati tratti film e serie tv di grande successo.

(source: Bol.com)

L’emiliana

L’emiliana del titolo è una donna che da bambina poteva venir definita “un maschiaccio”, sempre assecondata nelle imprese più temerarie dal padre e, più tardi condotta verso la femminilità dalla madre, donna dal carattere forte che vorrebbe costruire con le figlie una piccola impresa famigliare. Un progetto destinato a non realizzarsi perché le ragazze se ne andranno prestissimo di casa scegliendo altre strade. Emilia, che da bambina sognava di diventare trapezista e lavorare in un circo, molto presto scopre la passione per il ballo, e, più in generale, per il palcoscenico. Al cinema si identifica con i personaggi impersonati da Marlène Dietrich e Rita Hayworth, immagina di partire per la Spagna, di unirsi ai gitani. Non ancora maggiorenne parte per la grande avventura che sarà la sua vita, assieme al giovanissimo marito. La vita le imporrà scelte anche dure ma il ballo resterà sempre un momento di gioia, di dimenticanza. Mai sopito ma importantissimo, a dominare le decisioni di Emilia c’è il bisogno di libertà, che guiderà ogni sua scelta.
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L’elmo di Don Chisciotte. Contro la mitologia della creatività

Creatività è sapere che la maggior parte dei problemi non ha una soluzione sola; sapere che la maggior parte delle soluzioni del problema ammette più di un modo per arrivarci; sapere che non c’è un modo univoco per scegliere il più opportuno fra i percorsi che promettono di portarci a una soluzione … Un po’ somaro, un po’ mago, il creativo è Don Chisciotte, el Ingenioso Hidalgo che vede un bacile da barbiere e lo promuove a elmo.

L’effetto Grant

A poche ore dal suo arrivo a Londra, sotto lo stupendo tetto di acciaio e vetro del British Museum, Aurora incrocia lo sguardo di Daniel Grant, il suo idolo, l’attore che ammira da sempre e che fino a quel momento ha solo potuto sognare. Ora è di fronte a lei, le sorride e si offre di farle da guida turistica per la città.
Tra i due scatta la scintilla, ma i giorni volano e il rientro a Milano di Aurora è sempre più vicino. Ben presto i ragazzi dovranno fare i conti con le proprie emozioni e con una passione irrefrenabile, che rischia di travolgere tutto. Aurora però non vuole abbandonare la sua vita in Italia e deve trovare un equilibrio, tra incertezze, interrogativi, paure, dubbi… e il sorriso da svenire di Daniel!
Vale forse la pena vivere il presente e affrontare le esperienze una alla volta, con il coraggio che solo chi si innamora sa trovare?
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### Sinossi
A poche ore dal suo arrivo a Londra, sotto lo stupendo tetto di acciaio e vetro del British Museum, Aurora incrocia lo sguardo di Daniel Grant, il suo idolo, l’attore che ammira da sempre e che fino a quel momento ha solo potuto sognare. Ora è di fronte a lei, le sorride e si offre di farle da guida turistica per la città.
Tra i due scatta la scintilla, ma i giorni volano e il rientro a Milano di Aurora è sempre più vicino. Ben presto i ragazzi dovranno fare i conti con le proprie emozioni e con una passione irrefrenabile, che rischia di travolgere tutto. Aurora però non vuole abbandonare la sua vita in Italia e deve trovare un equilibrio, tra incertezze, interrogativi, paure, dubbi… e il sorriso da svenire di Daniel!
Vale forse la pena vivere il presente e affrontare le esperienze una alla volta, con il coraggio che solo chi si innamora sa trovare?

L’editore fuorilegge. Cinquant’anni di libri contro

«La ribellione scorre nel sangue di famiglia.» Inizia così, come un dardo scoccato contro il conformismo e insieme una rivendicazione genetica, l’autobiografia di Barney Rosset, uno degli editori più significativi del nostro tempo, colui che ha rivoluzionato l’editoria americana liberandola dagli oltraggi della censura e riplasmando il linguaggio, la letteratura, l’eros. In risposta al volto compassato e stolido del puritanesimo ha dato alle stampe Beckett, Genet, Che Guevara, gli scrittori della Beat Generation e l’Autobiografia di Malcolm X. Cresciuto nella Chicago dei gangster con il mito di John Dillinger, ateo dall’età di sei anni, in terza media già titola il giornalino della scuola Anti-Everything. Edonista controcorrente e facile alla noia, dopo essersi sposato con la celebre pittrice Joan Mitchell ed essersi trasferito nel Greenwich Village – l’amalgama culturale newyorchese per eccellenza – nel 1952 rileva una piccola casa editrice, Grove Press, e inizia la sua avventura. Comincia a pubblicare Henry James e autori europei come Marguerite Duras, Alain Robbe-Grillet, Eugène Ionesco e il marchese de Sade. Poi, al termine di una lotta all’ultimo sangue con la censura, riporta allo splendore originario “L’amante di Lady Chatterley” di Lawrence e “Tropico del Cancro” di Miller. “L’editore fuorilegge” è l’autobiografia di Barney Rosset, scritta con la collaborazione di amici e colleghi. Un’opera che svela i retroscena sulla genesi di molti capolavori e illumina il rapporto tra i grandi protagonisti della cultura internazionale del Novecento: l’editore si racconta come se reggesse le fila non solo della sua vita pubblica e di quella privata, strettamente intrecciate, ma anche di un’epoca – un’epoca che Rosset supera, anticipa, sferza. Se, come scrive Luca Formenton nel suo testo introduttivo, per portare avanti il lavoro editoriale «è necessaria una fede assoluta», tra le pagine dell’Editore fuorilegge si cela il modo migliore per trovarla.
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L’economia degli antichi e dei moderni

Lavoro, produzione, capitale, investimento, reddito, imprenditore, mercato: sono questi i termini-chiave del linguaggio economico moderno. Se li cercassimo in un vocabolario di latino o greco antico non li troveremmo, o meglio scopriremmo che hanno un significato del tutto diverso da oggi. La spiegazione è semplice: al sistema di idee greco e latino mancava del tutto una concezione dell’economia intesa in senso moderno, così come gli erano del tutto estranei anche statistiche, modelli e strumenti per lo studio dei fenomeni economici. In questo volume Finley illustra la profonda differenza che intercorre tra un’economia statica come quella classica e un’economia dinamica come la nostra. Il suo discorso si articola attraverso una continua comparazione tra il sistema antico e quello moderno, paragonando ad esempio la società schiavistica classica con quella americana dell’Ottocento, o il sistema di tassazione spontanea dei ricchi ateniesi con le odierne imposte sul reddito.
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L’avvoltoio

L’elaborazione, in Kafka, è meno ammirevole dell’invenzione. L’argomento e l’ambiente sono l’essenziale; non le evoluzioni della favola né la penetrazione psicologica. Di qui il primato dei suoi racconti sui romanzi; di qui il diritto di affermare che questa raccolta di racconti ci dà integralmente la misura di tanto singolare scrittore.

L’autismo spiegato ai non autistici

Grazie a un approccio innovativo, basato sia sulle neuroscienze sia sull’esperienza diretta, è possibile gestire le difficoltà delle persone nello spettro dell’autismo
****Capire le esigenze di una persona autistica è difficile, perché il suo cervello è connesso in maniera differente e non elabora le informazioni allo stesso modo delle persone neurotipiche. Per capire e aiutare una persona autistica, è necessario imparare a vedere il mondo con i suoi occhi. Questo libro insegna come, grazie all’aiuto di Brigitte, autistica, che ci offre una descrizione completamente nuova dei disturbi dello spettro autistico.
•      Le risposte a tutte le domande più frequenti, per capire a fondo come affrontare crescita e sviluppo di una persona autistica
•      Esempi concreti
•      Un approccio multidisciplinare
•      Testimonianze in prima persona per affrontare il tema sia dal punto di vista della persona autistica sia da quello dei suoi familiari ed educatori
•      Consigli, proposte e suggerimenti
•      Un approccio innovativo che riscuote sempre più consenso da parte degli specialisti.
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### Sinossi
Grazie a un approccio innovativo, basato sia sulle neuroscienze sia sull’esperienza diretta, è possibile gestire le difficoltà delle persone nello spettro dell’autismo
****Capire le esigenze di una persona autistica è difficile, perché il suo cervello è connesso in maniera differente e non elabora le informazioni allo stesso modo delle persone neurotipiche. Per capire e aiutare una persona autistica, è necessario imparare a vedere il mondo con i suoi occhi. Questo libro insegna come, grazie all’aiuto di Brigitte, autistica, che ci offre una descrizione completamente nuova dei disturbi dello spettro autistico.
•      Le risposte a tutte le domande più frequenti, per capire a fondo come affrontare crescita e sviluppo di una persona autistica
•      Esempi concreti
•      Un approccio multidisciplinare
•      Testimonianze in prima persona per affrontare il tema sia dal punto di vista della persona autistica sia da quello dei suoi familiari ed educatori
•      Consigli, proposte e suggerimenti
•      Un approccio innovativo che riscuote sempre più consenso da parte degli specialisti.

L’attualità Del Pensiero Francescano

La difesa da parte di Bonaventura da Bagnoregio dei diritti e del primato della fede nei confronti di una presuntuosa ragione che si erge a dea-Ragione incapace di comprendere la “creaturalità” dell’essere umano e di aprirsi quindi all’esperienza religiosa; la difesa dell’onnipotenza e libertà di Dio e insieme della autonomia e libertà dell’individuo all’interno dell’orizzonte volontaristico di Scoto; la difesa della libertà, dignità e responsabilità della persona umana da parte di Ockham contro quell’onnipotente tentazione liberticida che è diretta conseguenza della reificazione dei concetti collettivi; la difesa della libertà nelle attività economiche da parte, in special modo, di Pietro di Giovanni Olivi – quattro linee del pensiero che rendono fortemente attuale la tradizione del pensiero francescano. È proprio vero che un classico è un contemporaneo del futuro. E classici sono stati per il nostro presente intellettuali francescani vissuti secoli fa. In fondo, resta sempre vero che della verità non si chiede la data di nascita.

(source: Bol.com)

L’assurdità dei sacrifici

Tutta la verità della situazione politico economica che stiamo vivendo oggi la ritroviamo nel dialogo di ottant’anni fa tra il grande banchiere Josiah Stamp, che ripropone il mito dell’eticità e della positività delle politiche di austerity, e Keynes, che difende la spesa pubblica e la piena occupazione come unici indici utili per giudicare la solidità dei conti pubblici.