61153–61168 di 62912 risultati

Il Modo Di Dire Addio

Leonard Cohen che scrive poesie su una Lettera 22, seduto al tavolino di una stanza gelida. Leonard Cohen in abito fumé, che alza il fedora di feltro per salutare la sua band. Cohen in un monastero zen, conosciuto da tutti i monaci come Jikan, «il Silenzioso». Leonard Cohen in Grecia, mentre lavora a un romanzo sotto lsd. Cohen a Montréal, Cohen a Londra e a New York. Cohen l’ebreo che canta un Cristo marinaio. Cohen e il suo sguardo dolce, Cohen gentiluomo. Cohen disperato. Cohen dalla voce tenebrosa e dorata, Cohen alcolizzato. Cohen figlio di un sarto, Cohen portavoce di ogni uomo perduto. Cohen e un amore finito. Cohen con Janis Joplin, su un letto sfatto del Chelsea Hotel. Cohen e Marianne. Cohen e Suzanne.
La vita di Leonard Cohen è stata un cammino di gloria e tormento, di sconfitta, eleganza e fragile bellezza. Il suo esordio come cantautore è arrivato solamente a trentatré anni, dopo tre raccolte di poesie e due romanzi acclamati dalla critica e ignorati dal grande pubblico. Cucendo insieme musica e parole ha creato la sua arte, fatta di suoni vellutati e canti dall’abisso, di tradimenti, addii, di morte e desiderio, di impermeabili blu e uccelli sul filo. Ha dato voce a chi si consumava nell’attesa, ha sussurrato di misticismo, malinconia, di sesso e solitudine; ha alzato il suo Hallelujah verso un mondo sacro e distrutto, sporco e incantato. Ha dato forma all’amore come redenzione, promessa non mantenuta, vortice in cui sprofondare, lasciando canzoni nate dall’assenza e dalla privazione, poesie scure come la cenere depositata dal fuoco ardente ma effimero del tempo.
Il modo di dire addio è il libro in cui Leonard Cohen confessa in prima persona la propria vita e la propria arte. Attraverso decine di interviste inedite in Italia – accompagnate da una lettera in cui Francesco Bianconi, autore e voce dei Baustelle, racconta il suo Cohen più intimo, costantemente in bilico tra esistenza e poesia – scorrono cinquant’anni di episodi e brani indimenticabili, da «Suzanne» a «I’m your man». E si svela a poco a poco il complesso mondo interiore di un uomo per cui la depressione è sempre stata una realtà quotidiana con cui lottare, un mare scuro da cui emergevano in superficie le sue canzoni, perché ogni sua parola era un’esplosione di luce.

Il mito di Sisifo

Questo libro, pubblicato nel 1942, quando Camus non aveva ancora trent’anni, intende ripensare “la filosofia dell’assurdo” e si inserisce in una precisa tradizione che da Kafka a Gide, da Kierkegaard a Nietzsche offre una altissima testimonianza della crisi spirituale che caratterizza il Novecento.
Il mito di Sisifo si configura come un’opera insieme di confessione e di riflessione filosofico-letteraria di un uomo che esce dalla giovinezza e prova a cimentarsi con la filosofia del suo tempo e, incrociando il ferro coi padri dell’esistenzialismo, mira a conquistarsi un pensiero originale. L'”assurdo” è una presa di coscienza preliminare a ogni regola di vita, ma segna solo un momento di passaggio. Il ragionamento rigoroso e un impegno concreto, uniti a una fondamentale esigenza chiarificatrice, sono tesi a dimostrare che anche la desolante dottrina dell’esistenzialismo, allora dominante, contiene qualche accenno di speranza.

(source: Bol.com)

Il Mite Civilizzatore Delle Nazioni

«Koskenniemi svela la struttura del paradigma del diritto internazionale: esso fu un disegno indiscutibilmente eurocentrico, che aspirava ad imporsi universalmente attraverso la piena realizzazione di un progetto coloniale. Emerge così il doppio volto enigmatico del liberalismo del diciannovesimo secolo: da una parte, esso si pensava come la ‘coscienza giuridica del mondo civile’ ma, dall’altra, fondò una storia di arroganza e crudeltà che fu legittimata dalla presunzione della superiorità dell’Occidente».Dalla Presentazione di Gustavo Gozzi, Università di BolognaA differenza di molte altre storie delle idee, questo libro si legge con piacere dall’inizio alla fine. In quest’epoca di incertezza su ruolo, situazione e funzione del diritto internazionale, il libro formula le giuste domande e indica possibili risposte.”German Yearbook of International Law”Koskenniemi mette a fuoco con inconsueta nitidezza il periodo in cui il diritto internazionale è all’apogeo della tradizione europea, prima di entrare nella fase declinante della sua parabola.”International Journal of Legal Information”Una pietra miliare nel campo della storia europea della scienza e un capolavoro letterario.”Frankfurter Allgemeine Zeitung”

Il mistero femminile

La donna pensa con il cuore, delicato, emotivo, sentimentale. L’uomo pensa con l’intelletto, logico, razionale, privo di fantasia. Le vie del cuore e dell’intelletto sono opposte ed è per questo che l’uomo e la donna discutono e faticano a capirsi. Ma, spiega Osho, la donna è un meraviglioso mistero per l’uomo. Tuttavia amore, fiducia, bellezza, sincerità, verità, autenticità… sono tutte qualità femminili, e sono tutte di gran lunga più grandi di qualsiasi qualità possieda il maschile. Ma la femminilità si estende ben oltre il genere sessuale e per potersi esprimere appieno deve coltivare le sue caratteristiche uniche. L’intero passato è stato purtroppo dominato dall’uomo e dalle sue qualità troppo orientate alla conquista e al dominio del mondo. Ecco perché il maschile lasciato a se stesso facilmente genera guerre e devastazioni; lo sviluppo delle qualità femminili diviene dunque centrale se non l’unica speranza per il futuro dell’umanità. Ne Il mistero femminile Osho prende in esame l’essenza della femminilità in tutte le sue espressioni e in ogni momento della vita. E lo fa con lo sguardo del grande maestro spirituale.

Il Mistero Di Mangiabarche

Seconda puntata delle avventure dell’Alligatore, ovvero Marco Buratti, strano tipo di investigatore con la passione del blues, del calvados, e degli assistenti malavitosi, come Beniamino Rossini, gangster di vecchio stampo. A questi personaggi – e ai loro tic, alle loro manie – ci siamo già affezionati: segno indubitabile che il loro autore ci sa fare. Stavolta la vicenda si svolge tra la Sardegna e la Corsica: l’Alligatore ha ricevuto un incarico assai delicato – ovvero “rognoso” – da tre avvocati cagliaritani che hanno scontato anni di carcere per l’omicidio (presunto) di un altro avvocato, tale Giampaolo Siddi. Che però morto non è, anzi gode di ottima salute, soprattutto finanziaria, grazie a lucrosi traffici illegali. Seguendo la pista del Siddi viene alla luce l’esistenza di una vera e propria banda criminale di eterogenea composizione – ex funzionari del Sisde, trafficanti di droga, avvocati corrotti, delinquenti francesi assoldati per stroncare l’indipendentismo corso – ma unita da un curioso gergo derivato da un vecchio film francese. Il gioco sui nomi – testimoniato anche dalla presenza di Marlon Brundu, e dello stesso “Mangiabarche” – serve ad alleggerire una vicenda “forte”, che presenta aspetti molto crudi. Tant’è vero che, nonostante la banda venga sgominata, non torna il sereno: resta qualche cicatrice dolente, e – cosa ben più grave – l’impossibilità per l’Alligatore di farsi curare dalla consueta medicina del blues.

Il mistero di Lord Listerdale e altre storie

La strana scomparsa di lord Listerdale, il sinistro straniero e la ragazza del treno, l’omicidio di una signora svelato da una canzone da sei soldi, l’avventura di Edward Robinson, l’enigma dello smeraldo del rajah sono i soggetti di alcune delle dieci brillanti storie qui raccolte dove, come al solito, Agatha Christie intreccia trame con abilità e intelligenza creando dialoghi arguti e mantenendo la suspence fino all’ultima pagina.

Il mistero di Kyber

L’astronave Heavensbridge orbita intorno al pianeta Onogoro, aspro e freddo mondo di una stella doppia. Dentro l’astronave, una spedizione internazionale è pronta a sbarcare, ansiosa di studiare la straordinaria razza Kyber, un popolo composto di esseri per metà organici e per metà macchine. I Kyber vivono in una rete apparentemente infinita di rovine, e hanno l’abitudine di “spegnersi” (quindi, di morire) periodicamente. Mentre la linguista della spedizione il suo collega antropologo cercano di risolvere il mistero di una cultura inconcepibile, i fisici scoprono che la stella dei Kyber sta per diventare una nova ed esplodere. Ma la notizia – misteriosamente – non turba affatto il popolo-cyborg.

Il mistero di casa rossa

L’investigatore dilettante Anthony Gillingham e il suo compagno Bill Beverley (il Watson della situazione) sono una coppia di inguaribili pasticcioni. Per meglio dire, sono un po’ pazzi. Ma attenzione: non sono sciocchi. Quando si trovano alle prese con una matassa tanto intricata da disorientare le forze di polizia rivelano doti insospettate. Come per esempio nel caso dell’assassinio di Robert Ablett, appena rientrato in Inghilterra dall’Australia… Quando uscì questo giallo, a molti tornò in mente quell’operetta pungente e provocatoria con cui De Quincey definiva l’omicidio una delle “Belle Arti”.

Il mistero dello zaffiro birmano

È la storia di un pericoloso gioco che si svolge attraverso metà del mondo: la posta è costituita da una gemma di eccezionale valore, intorno alla quale si svolgono quelle vicende di morte che spesso accompagnano i gioielli famosi. Ambienti esotici e insidiosi, personaggi dall’oscuro passato, pericoli imprevisti: ma Martin Legatt, giovane funzionario di una società forestale divenuto suo malgrado investigatore, riuscirà a chiarire il mistero dello zaffiro…

Il mistero delle tre querce

Quando Socrates Smith, ex funzionario di Scotland Yard, e suo fratello Lexington, un giovane dalle brillanti doti investigative, si recano nella tenuta di John Mandle, un ispettore di polizia in pensione, non sanno con precisione cosa abbia spinto quest’ultimo a invitarli. Né potranno saperlo dalla sua voce: quando l’incontrano, John Mandle è legato al ramo di una enorme quercia, ucciso da un colpo di pistola in fronte. Ai due fratelli non resta che mettere in campo tutta la loro abilità investigativa per risolvere il caso, che si presenta come uno dei più intricati che siano mai usciti dalla penna di Wallace.Edgar Wallacenacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.
(source: Bol.com)

Il mistero delle cose: Nove ritratti di artisti

Nella ricerca di Massimo Recalcati nei territori della psiche, da decenni l’arte occupa un posto centrale. È a essa, e in particolare alla pittura, che Recalcati torna continuamente, immergendosi nella profondità della dimensione creativa per mettere alla prova e temprare gli strumenti teorici della psicanalisi lacaniana.
Questo interesse e questo lavoro hanno portato anche ad alcuni episodi editoriali come il suo libro su Van Gogh (“Melanconia e creazione in Vincent Van Gogh”), ma il folto pubblico di lettori che ha scoperto Recalcati negli ultimi anni, grazie all’enorme successo di “Il complesso di Telemaco”, “L’ora di lezione” e “Le mani della madr”e, non conosce questo lato della sua identità intellettuale.
In questo libro, che avrà un formato e un prezzo molto diversi dai precedenti e si presenta come una vera e propria strenna, Recalcati offre al grande pubblico una serie di studi sulla pittura italiana contemporanea, mettendo a punto una riflessione lunga tutta la vita. Da Giorgio Morandi a Giovanni Frangi, da Emilio Vedova a Jannis Kounellis, Recalcati guida i suoi lettori in una ideale galleria del Novecento italiano, facendo emergere significati nascosti, mettendo in relazione vita e opere, restituendo la complessità e l’importanza dell’arte.
**
### Sinossi
Nella ricerca di Massimo Recalcati nei territori della psiche, da decenni l’arte occupa un posto centrale. È a essa, e in particolare alla pittura, che Recalcati torna continuamente, immergendosi nella profondità della dimensione creativa per mettere alla prova e temprare gli strumenti teorici della psicanalisi lacaniana.
Questo interesse e questo lavoro hanno portato anche ad alcuni episodi editoriali come il suo libro su Van Gogh (“Melanconia e creazione in Vincent Van Gogh”), ma il folto pubblico di lettori che ha scoperto Recalcati negli ultimi anni, grazie all’enorme successo di “Il complesso di Telemaco”, “L’ora di lezione” e “Le mani della madr”e, non conosce questo lato della sua identità intellettuale.
In questo libro, che avrà un formato e un prezzo molto diversi dai precedenti e si presenta come una vera e propria strenna, Recalcati offre al grande pubblico una serie di studi sulla pittura italiana contemporanea, mettendo a punto una riflessione lunga tutta la vita. Da Giorgio Morandi a Giovanni Frangi, da Emilio Vedova a Jannis Kounellis, Recalcati guida i suoi lettori in una ideale galleria del Novecento italiano, facendo emergere significati nascosti, mettendo in relazione vita e opere, restituendo la complessità e l’importanza dell’arte.

Il mistero delle 13 chiavi

Raccontano i nativi americani di 13 teschi di cristallo, di dimensioni naturali, con la mandibola articolata, capaci di parlare e cantare, che conterrebbero importanti rivelazioni sull’origine, il fine e il destino dell’umanità, e la risposta ad alcuni dei più grandi misteri della vita e dell’universo. Secondo l’antica tradizione, verrà un giorno in cui i 13 teschi di cristallo saranno ritrovati e riuniti affinché la loro sapienza sia portata a conoscenza di tutti.
Quando Chris Morton e Ceri Louise Thomas ascoltano questa leggenda nella profonda foresta dell’America Centrale la prendono per un’affascinante storia di folclore locale; ma poi vengono informati che nel 1926 Anna Mitchell-Hedges, figlia di un archeologo inglese sulle tracce di una città sepolta, ne scoprì uno.
Tanto basta per far scattare in loro la voglia di saperne di più. Appurato che la Mitchell-Hedges è ancora viva, riescono a scovarla e a farsi mostrare il teschio. Ne restano quasi ipnotizzati, e a quel punto il desiderio di accertare la verità e di completare il puzzle con i pezzi mancanti è irresistibile. Con il rigore di un’indagine poliziesca, vanno a caccia di indizi e incontrano scienziati, archeologi, antropologi ma anche medium, cacciatori di UFO, sciamani, in una ricerca che li porta dal British Museum al Trocadéro di Parigi -dove sono conservati altri due teschi di cristallo – dai laboratori della Hewlett-Packard – dove venne esaminato per anni il teschio della Mitchell-Hedges -alle distese innevate del Canada, dai deserti degli Stati Uniti alle foreste tropicali del Messico, Guatemala e Belize. Come due moderni e impavidi Indiana Jones, ascoltano tutte le leggende che circondano i teschi di cristallo, vagliano le diverse teorie sulla loro provenienza, studiano le antiche civiltà che ne ripor-
tano  l’esistenza,  dai  maya  agli egizi, dagli aztechi agli indiani d’America. Dotati di proprietà magiche e curative e capaci di dare la felicità a chi li avvicina, o portatori di poteri malefici? Sorta di sofisticatissimi computer che sfruttavano già all’epoca le proprietà del cristallo per contenere e trasmettere informazioni? Provenienti da Atlantide o portati dai nostri progenitori extraterrestri? E   ancora:   quali   sconcertanti  verità nascondono? È vero, come si crede, che preannunceranno la fine del mondo nel 2012? Come possono essere stati ricavati da un unico blocco di cristallo di quarzo in un’epoca in cui non esistevano macchinari? Sono forse stati levigati con la sabbia? Ma accurati calcoli dicono che ci sarebbero voluti 150 anni per farne uno. E poi ci sono infiniti falsi, fabbricati di recente, in Germania, in Messico, in Brasile… Interessante come un saggio, appassionante come un romanzo di avventura, illuminante come un testo spirituale, Il mistero delle 13 chiavi sconvolgerà le menti  più   razionali,  farà  dubitare  le coscienze più salde, minerà le fondamenta della storia come ci è stata raccontata,   ma   certamente  coinvolgerà chiunque, come in una gigantesca caccia al tesoro.

Il mistero della Sindone

‘Un mistero di croce e di luce”: quell’inspiegabile e irriproducibile immagine corporea impressa sul telo è la testimonianza della passione e della morte di Gesù, ma anche della sua risurrezione. Le parole pronunciate da Benedetto XVI restituiscono alla Sindone tutta la verità che la ricerca scientifica aveva cercato di ridimensionare. Nel 1988, infatti, con la datazione al carbonio14, alcuni scienziati stabilirono che la Sindone risaliva all’epoca medievale. Oggi, grazie a un lavoro multidisciplinare promosso dall’università di Padova e durato quindici anni, l’équipe guidata da Giulio Fanti dimostra che quella radiodatazione è stata falsata da una contaminazione ambientale, e va anticipata proprio all’epoca della morte di Gesù; che le tracce di polvere, polline e spore indirizzano verso la provenienza mediorientale; che il corpo raffigurato sul lino ha subito le violenze raccontate nei vangeli della Passione; e che l’immagine è stata prodotta dall’eccezionale radiazione sviluppatasi al momento della risurrezione. Questo libro, scritto a quattro mani da Giulio Fanti e da Saverio Gaeta, è l’emozionante resoconto di una scoperta e la narrazione delle straordinarie vicende storiche della reliquia più preziosa e venerata della cristianità.

(source: Bol.com)