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Forever Love

Forever Love by Sandi Lynn
Bestseller del New York Times, USA Today e Wall Street Journal
Forever Series
Mi chiamo Julia, e sono la figlia di Connor ed Ellery Black. Sì, mio padre è milionario, ma se pensate che la mia vita sia un sogno, che sia la piccola principessina di casa, vi sbagliate di grosso. Ciò che faccio per la maggior parte del tempo è mentire ai miei genitori e sgattaiolare fuori dalla mansarda. Secondo mio padre, alla tenera età di sedici anni sono ancora troppo giovane per frequentare i ragazzi; mia madre, l’artista, cerca di restare neutrale e non si pronuncia sull’argomento. Ma io e la mia migliore amica London abbiamo voglia di uscire, di vivere; ci piace fare shopping e rimorchiare tutti i ragazzi che i nostri genitori non approverebbero. Ogni tanto ci cacciamo nei guai, certo, ma quasi sempre riesco a uscirne indenne, tranne quella volta in cui mio padre mi beccò a fare sesso con Brody Sullivan nella mia stanza…
Questa è la storia della mia vita, delle mie aspirazioni, dei miei sogni, delle mie sfide e, soprattutto, di come il destino mi ha portata finalmente tra le braccia del mio grande amore. 
**Sandi Lynn**
è autrice della serie Forever, bestseller del «New York Times», di «USA Today» e «Wall Street Journal». Quando non scrive, ama andare a cena fuori e andare al cinema.

La foresta dei Mitago

Il bosco di Ryhope, presso cui vive la famiglia Huxley, è un luogo magico, privo di confini spaziali e temporali; è la patria dei Mitago, incredibili esseri capaci di morire e risorgere, le cui origini si perdono nei tempi dell’alba dell’uomo; ed è la dimora di Guiwenneth, la bellissima custode di un mondo immortale. La presenza di queste creature ossessiona da decenni l’anziano George, profondo conoscitore di miti celtici. E quando l’uomo viene ucciso da una strana freccia il mistero del bosco viene ereditato dai suoi due figli. E l’incubo comincia.

For the love of English: (Edizione Italiana) (Italian Edition)

Beckley Bridges, padre single, è sexy da far paura. Sul serio, è la cosa più bollente da quando è stato creato il sole, tanto che se gli rompi un uovo addosso, quello inizia a sfrigolare. Quindi qual è il problema? Che è anche uno stronzo colossale. Lo odio, quel bastardo. Cerco di evitarlo in ogni modo, ma per qualche motivo salta fuori ovunque io vada.
Il vero problema, però, è sua figlia, English. È un’adorabile, eccentrica bambina di prima elementare, e la cosa più dolce da quando hanno inventato il tè freddo. Ed è una dei miei scolari, ma è anche l’amore della sua vita. Perciò devo per forza avere a che fare con lui a livello professionale. Non è semplice. Su una scala che va da facile a difficile, avere a che fare con Beckley Bridges è come avere a che fare con delle unghie che grattano sulla lavagna.
Ma dato che la madre di English cerca di ottenere la custodia, dopo averla abbandonata sulla porta di Beckley quando era una neonata, lui è disposto a fare tutto il possibile per tenerla con sé.
È per questo che mi ha fatto la proposta.
E per quanto la cosa possa sembrare folle, mi sono ritrovata a pensarci su.

Fondamenta degli incurabili

‘Il pizzo verticale delle facciate veneziane è il più bel disegno che il tempo-alias-acqua abbia lasciato sulla terraferma, in qualsiasi parte del globo’. Parlare di Venezia significa parlare di tutto – e in particolare della letteratura, del tempo, della forma, dell’occhio che la guarda. Così è per Brodskij in senso pienamente letterale. Questa divagazione su una città si spinge nelle profondità della memoria del pianeta, sino alla nascita della vita dalle acque, da una parte, e, dall’altra, nei meandri della memoria dello scrittore, intrecciando alla riflessione le apparizioni nel ricordo di certi momenti, di certi fatti che per lui avvennero a Venezia. C’è qui, come sempre in Brodskij, l’immediatezza della percezione e il gioco fulmineo che la traspone su un piano metafisico. E, per il lettore, quella percezione, quel contrappunto di immagini e pensieri intriderà d’ora in poi il nome stesso di Venezia.

(source: Bol.com)

Folle tentazione

In fuga tra gli scogli dai malviventi che l’hanno rapita per ucciderla, Claire Banning finisce nelle mani del misterioso Hugh Battancourt, e subito si ritrova sulla sua nave. Hugh infatti è un agente della Corona in missione, convinto che la bellissima donna sia in realtà una traditrice in procinto di vendere ai francesi documenti di importanza vitale. Ecco perché la tiene segregata nella sua cabina, mentre in un vortice di accuse e di dubbi scaturiti da un duello di volontà, si fa ben presto largo la passione. Che cambierà le loro vite e i loro cuori, per sempre.

La Folie Baudelaire

Al centro di questo libro si trova un sogno, l’unico che Baudelaire abbia raccontato. Entrare in quel sogno è immediato, uscirne difficile, se non attraversando un reticolo di storie, di rapporti e di risonanze che coinvolgono non solo Baudelaire ma ciò che lo circonda. Dove spiccano due pittori di cui Baudelaire scrisse con stupefacente acutezza: Ingres e Delacroix; e due altri che solo attraverso Baudelaire possono svelarsi: Degas e Manet. Secondo Sainte-Beuve, perfido e illuminato, Baudelaire si era costruito un “chiosco bizzarro, assai ornato, assai tormentato, civettuolo e misterioso”, che chiamò “la Folie Baudelaire” (folies era il nome settecentesco di certi padiglioni dedicati all’ozio e al piacere), situandolo sulla “punta estrema del Kamcatka romantico”. Ma in quel luogo desolato, in una terra ritenuta dai più inabitabile, non sarebbero mancati i visitatori. Anche i più opposti, da Rimbaud a Proust. Anzi, sarebbe diventato il crocevia inevitabile per ciò che apparve da allora sotto il nome di letteratura. Qui si racconta la storia, discontinua e frastagliata, di come “la Folie Baudelaire” venne a formarsi e di come altri si avventurassero a esplorare quelle regioni. Un storia fatta di storie che tendono a intrecciarsi, e per alcuni decenni ebbero come sfondo le stesse strade di Parigi.

Flox sorride in autunno. Fairy Oak

Succede sempre così, un giorno di settembre, qualcuno commette una stranezza più strana delle solite stranezze, e da quel momento, per un mese, a volte due, da Fairy Oak è bandita la normalità. La chiamano “La danza delle follie di stagione”. È esilarante quel che avviene in quei giorni e bellissimo, perché ciascuno sembra dare davvero il meglio di sé quanto a fantasia, forza, abilità e… stravaganza. Anche gli alberi non scherzano, l’intera Valle sembra stregata. E Flox ha una teoria al riguardo: basta guardare gli occhi di chi danza per capire che… Lasciamolo dire a Flox, questo mistero lo svelerà lei, la ragazza arcobaleno, l’amica del cuore di Vi e Babù. Questa storia è dedicata a lei e all’amicizia, quella che ovunque ti volti te la ritrovi davanti e qualche volta ti lascia i lividi. E non solo sulla pelle… Età di lettura: da 8 anni.

Florario: Miti, leggende e simboli di fiori e piante

Una guida preziosa per gli appassionati delle tradizioni legate ai fiori e alle piante e ai loro significati simbolici in ogni parte del mondo. Un saggio scritto da un apprezzato studioso del folklore internazionale.
**
### Sinossi
Una guida preziosa per gli appassionati delle tradizioni legate ai fiori e alle piante e ai loro significati simbolici in ogni parte del mondo. Un saggio scritto da un apprezzato studioso del folklore internazionale.

Il Flagello Dell’Oriente

**Un grande romanzo storico
Impugna la spada, combatti per Roma
Dall’autore del bestseller* Il legionario*
377 d.C. Le legioni in Tracia sono state decimate durante la battaglia di Ad Salices. **Ma i centurioni sparsi e le coorti superstiti sono impegnati nell’eroico tentativo di trattenere le armate dei goti e gli attacchi implacabili di Fritigerno oltre il monte Emo. Stanno cercando disperatamente di resistere fino a quando l’imperatore d’Occidente Valente e l’imperatore d’Oriente Graziano riusciranno a inviare loro dei rinforzi. Quando Numerio Vitellio Pavone e gli uomini dell’XI legione Claudia ritornano a Costantinopoli dalla loro sanguinosa spedizione in Persia, la storia degli eroici sforzi compiuti in Tracia annuncia un terribile presagio. Se infatti la strenua resistenza sulle montagne dovesse venire meno, niente proteggerebbe il cuore dell’impero d’Oriente dalla minaccia dei barbari. Tutti i loro cari sarebbero alla mercé dei selvaggi. La legione Claudia viene quindi inviata in aiuto, ma tutto quello a cui Pavone riesce a pensare sono due persone che vagano nei territori traci, disperse sotto la minaccia dei goti: la sua amata Felicia e Dessione, il suo fratellastro. È con queste preoccupazioni che la sua marcia ha inizio, in testa alla legione che condurrà verso la terribile minaccia.
**Una minaccia oscura incombe da est
Da questa battaglia dipende il destino dell’Impero**
«Un romanzo ambientato in un periodo affascinante ma di solito trascurato dagli scrittori, è una boccata d’aria fresca. La trama è complessa e le battaglie sono memorabili.»
«Quello che mi ha conquistato subito sono le ambientazioni esotiche e splendidamente descritte. La scrittura è così appassionata da far percepire al lettore la cura che c’è in ogni dettaglio.»
**Gordon Doherty**
Di origini scozzesi, è autore di diversi romanzi storici. Il suo amore per la Storia è nato dalla magia legata al vivere e lavorare vicino al Vallo di Adriano e a quello di Antonino, siti che riportano indietro di millenni. La Newton Compton ha pubblicato i romanzi *Il legionario*, *Gli invasori dell’impero* e *Una vittoria per l’impero*.* Il flagello dell’Oriente* è il quarto libro che ha per protagonista Numerio Vitellio Pavone.
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### Sinossi
**Un grande romanzo storico
Impugna la spada, combatti per Roma
Dall’autore del bestseller* Il legionario*
377 d.C. Le legioni in Tracia sono state decimate durante la battaglia di Ad Salices. **Ma i centurioni sparsi e le coorti superstiti sono impegnati nell’eroico tentativo di trattenere le armate dei goti e gli attacchi implacabili di Fritigerno oltre il monte Emo. Stanno cercando disperatamente di resistere fino a quando l’imperatore d’Occidente Valente e l’imperatore d’Oriente Graziano riusciranno a inviare loro dei rinforzi. Quando Numerio Vitellio Pavone e gli uomini dell’XI legione Claudia ritornano a Costantinopoli dalla loro sanguinosa spedizione in Persia, la storia degli eroici sforzi compiuti in Tracia annuncia un terribile presagio. Se infatti la strenua resistenza sulle montagne dovesse venire meno, niente proteggerebbe il cuore dell’impero d’Oriente dalla minaccia dei barbari. Tutti i loro cari sarebbero alla mercé dei selvaggi. La legione Claudia viene quindi inviata in aiuto, ma tutto quello a cui Pavone riesce a pensare sono due persone che vagano nei territori traci, disperse sotto la minaccia dei goti: la sua amata Felicia e Dessione, il suo fratellastro. È con queste preoccupazioni che la sua marcia ha inizio, in testa alla legione che condurrà verso la terribile minaccia.
**Una minaccia oscura incombe da est
Da questa battaglia dipende il destino dell’Impero**
«Un romanzo ambientato in un periodo affascinante ma di solito trascurato dagli scrittori, è una boccata d’aria fresca. La trama è complessa e le battaglie sono memorabili.»
«Quello che mi ha conquistato subito sono le ambientazioni esotiche e splendidamente descritte. La scrittura è così appassionata da far percepire al lettore la cura che c’è in ogni dettaglio.»
**Gordon Doherty**
Di origini scozzesi, è autore di diversi romanzi storici. Il suo amore per la Storia è nato dalla magia legata al vivere e lavorare vicino al Vallo di Adriano e a quello di Antonino, siti che riportano indietro di millenni. La Newton Compton ha pubblicato i romanzi *Il legionario*, *Gli invasori dell’impero* e *Una vittoria per l’impero*.* Il flagello dell’Oriente* è il quarto libro che ha per protagonista Numerio Vitellio Pavone.

Il fiuto del dottor Jean e altri racconti

Il 1938 è per Simenon un anno fausto: pubblica, da Gallimard, dieci romanzi e due raccolte di novelle, nonché, nella collana «Police-Film», dieci nuove inchieste di Maigret (che pure, nel 1934, aveva deciso di mandare in pensione). Nel frattempo, mentre ristruttura una casa a Nieul-sur-Mer, nella Charente-Maritime, non smette di produrre a un ritmo infernale: «non romanzi, che avrebbero richiesto troppa concentrazione, ma racconti di una cinquantina di pagine, uno al giorno». Tra gli altri, nel corso del solo mese di maggio, ne scrive tredici dedicati al dottor Jean Dollent: un giovane medico di campagna che, per la sua statura non imponente, ma soprattutto perché è una persona semplice e gentile, i pazienti chiamano familiarmente «il dottor Jean», o anche solo «il dottorino». Irruente, competitivo ed entusiasta (nonché sensibile al fascino femminile e incline all’innamoramento), il dottorino scopre di possedere notevoli capacità investigative, di essere «un risolutore di enigmi umani» – simile, in questo, al commissario Maigret, e come lui pronto a mettersi nella pelle degli altri, a «vederli muoversi nel loro ambiente». Con Jean Dollent, Simenon ci regala un personaggio non meno accattivante dei componenti dell’Agenzia O – un personaggio capace di conquistarci al primo incontro.
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Il Fiume Della Vita

Anche se ha raggiunto lo status di un classico della fantascienza, *Il fiume della vita* di Philip Josè Farmer non è invecchiato di un giorno dalla data della sua prima, folgorante edizione: per questo URANIA è lieta di offrirlo ai suoi lettori in un’edizione super economica ma scrupolosamente integrale. La storia inizia lungo le sponde di un fiume immenso attorno al quale si risvegliano, senza sapere dove si trovano né per quale motivo, migliaia di uomini e donne. Ma chi sono i signori del Fiume e cosa si nasconde dietro il gigantesco commercio di corpi e di anime che rappresenta un’aggiornata variante del mito della resurrezione? La risposta in uno dei più soddisfacenti romanzi di fantascienza moderni, creato dal genio di Philip Josè Farmer.

Il fiume della coscienza

Rimasta sulla scrivania di Oliver Sacks fino a due settimane prima della morte, questa raccolta di scritti ci offre la sintesi di tutte le sue tensioni conoscitive nell’ampio ventaglio di discipline che si intersecano con la neurologia: botanica e anatomia animale, chimica e storia della scienza, filosofia e psicologia – senza dimenticare la passione letteraria. Ed è proprio questo ventaglio a permettere a Sacks di scomporre il fiume della coscienza umana, e di farne emergere i caratteri più sconcertanti e controintuitivi. Esplorando le forme di vita ‘senziente’ lungo l’intera scala degli ‘esseri organizzati’ – a partire da piante come la Mimosa pudica, le cui foglie si contraggono alla minima sollecitazione tattile, e da certi vermi capaci di auscultare le vibrazioni del terreno e di sfuggire così agli uccelli predatori –, Sacks ci mostra come molte ‘menti’ elementari condividano con noi proprietà fondamentali. E ci rivela anche come la fluidità e continuità di quel ‘fiume’ sia in realtà composta da una successione di microsequenze discrete e possa essere minata da ‘bachi’ sensoriali quali gli scotomi o l’ampia gamma di amnesie e inganni della memoria che va dai traumi sessuali immaginari a vere e proprie affabulazioni (come quella di Binjamin Wilkomirski, che descrive una sconvolgente esperienza concentrazionaria senza averla mai vissuta). La somma di queste indagini finisce così per assumere un valore testamentario, facendo confluire le scoperte e gli interrogativi di un grande esploratore della mente e della natura.

(source: Bol.com)

Fitzcarraldo: racconto

*Fitzcarraldo* (diventato per mano del suo stesso autore un film leggendario), è l’emozionante vagabondaggio di una fantasia ben decisa a rifiutare la frustrazione quotidiana dell’homo sapiens, e di continuo stimolata, con scarti non controllabili, verso l’evasione. Inconfondibilmente il protagonista vi riprende i tratti di un altro eroe di Herzog, quel fantasma corrusco che dal buio dello schermo subito ci ha penetrati e invasi: Aguirre. Come lui, vive, senza ostacoli interiori, un delirio di grandezza; come lui, contrappone allo squallore di una società dai ruoli predeterminati l’ipotesi della conquista di un lontano, di un inconoscibile. A differenza di lui, non sigilla la sconfitta con la nota lacerante del dramma; accetta invece la realtà, quando apparentemente il gioco è chiuso, per sabotarla, per minarla, per corromperla con lo strumento sottile dell’ironia.
Questo estremo *conquistador* , arrivato con tre secoli di ritardo in un’Amazzonia stuprata dagli speculatori del caucciù, affronta «il paese sognante», come gli indigeni chiamano la foresta solcata dal fiume immenso, non per arricchirsi, ma per fissare se stesso in uno spazio e in un tempo che sa già improbabili, per fondare, tracciando confini che la prima pioggia dissolverà, una città, ma d’aria, di nuvole, che porti il suo nome.
Parte, su un battello sconnesso, al suono di melodie verdiane, diffuse, per il gran mare verde, da un vecchio grammofono, cantate dalla voce di Caruso; e ritorna nel clangore della *Valchiria* wagneriana. In questa sostituzione, amara e spiritosa, sta la risposta di Fitzcarraldo al mondo: spenta la fiamma patetica del cuore, il suo viaggio continuerà, nei meandri della foresta di cemento, come freddo, astuto artifizio della ragione.