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Il popolo invisibile

Questo classico è il viaggio tra il mondo dei vivi e dei morti, e l’eterno potere dell’amore.
Michael Morgan non era preparato a morire, ma il suo funerale si svolse lo stesso. Intrappolato nel buio limbo tra la vita e la morte in veste di fantasma, cerca il modo di fuggire. Invece, scopre la bellissima Laura…e un amore più forte dei confini tra tomba e il mondo degli spiriti.

Il Popolo Del Cielo

Non molto tempo fa, ebbi il piacere di sedere a tavola insieme all’illustre pensatore scientifico Harrison Brown, e di raccontargli come, senza vergogna, avessi saccheggiato la sua opera.
In particolare, circa una ventina di anni prima lui aveva pubblicato un libro anticipatore, La sfida del futuro dell’uomo.
A quel tempo, ripensandoci sopra, presi in considerazione un elemento mitigatore che era stato messo in evidenza da L. Sprague de Camp e da altri. Una catastrofe a livello mondiale probabilmente non produrrebbe una perdita di conoscenza a livello mondiale e permanente. Semplicemente, in giro ci sono troppi libri (e vale la pena di notare che quando, nel passato, perirono le società, la loro arte e la letteratura scomparvero magari per sempre, del tutto o in parte, ma raramente andò perduta una quantità significativa della loro tecnologia). Alla fine qualcuno si servirebbe di quelle informazioni per ricostruire… Benché, come spiegava il dottor Brown, il risultato dovrebbe essere per forza una civiltà fondata su poca energia e magre risorse.
E la sua gente non penserebbe come pensiamo noi oggi. In effetti, è probabile che nascerebbero parecchie nuove culture, estranee l’una all’altra. Potrebbero raggiungere la piena conoscenza? Pur con tutti i vantaggi che abbiamo, noi che oggi viviamo sulla Terra non ci siamo poi avvicinati troppo a quest’obiettivo.

Il ponte a tre archi

Albania, 1377. Un poveretto, Gjelosh l’idiota, è in preda a una crisi epilettica sulle rive dell’Uyana, un fiume considerato portatore di sventura. Un tale che si dichiara veggente, confuso tra la folla testimone di quel fatto inconsueto, interpreta le convulsioni come un segno divino e chiede che in quello stesso punto venga costruito un ponte di pietra. Per sfatare l’alone di mistero cresciuto nel frattempo intorno alla vicenda, il monaco Gjon s’incarica di raccontare la vera storia del ponte, ma deve affrettarsi, poiché i tempi sono torbidi e l’avvenire incerto. Egli narra che la costruzione fu lunga, laboriosa e difficile, punteggiata di strani avvenimenti, perché cantastorie ambulanti diffondevano bizzarre ballate, emissari d’una potenza straniera lusingavano con promesse di denaro un principe venale e credulone, una perfida mano distruggeva di notte quanto era stato costruito di giorno e, infine, per portare a termine il ponte fu necessario murare vivo un uomo in uno dei suoi pilastri…
Cantore del destino della sua patria, Ismail Kadaré esamina in questo romanzo le relazioni tra realtà e leggenda, per dimostrare quanto vi è di falso nell’evidenza e di vero nella dissimulazione; in questo caso, per descrivere lo sfruttamento delle superstizioni popolari, da parte di chi detiene il potere, a proprio vantaggio: qui, addirittura, per giustificare un omicidio. Ma in questo maestro dell’allegoria e della metafora tutto si colloca in una realtà più vasta, e i disgraziati eventi legati, con i loro presagi funesti, alla costruzione del ponte simboleggiano una terribile minaccia che si profila all’orizzonte: l’invasione della sventurata Albania da parte dei turchi. A poco a poco, le ombre dei loro minareti si allungano sulla «terra delle aquile». È l’inizio di una tirannia che durerà per secoli.

Il pomeriggio di un piastrellista

È un grigio mattino di novembre quando Torsten Bergman, anziano piastrellista di Uppsala in pensione, viene chiamato da un amico a finire un lavoro che è stato lasciato a metà da altri in una misteriosa casa in via di ristrutturazione. Un lavoro che si prospetta non troppo impegnativo e che potrebbe aiutarlo a risolvere qualche problema finanziario. Senza sapere bene quale sia il suo compito, né per chi lo debba svolgere, accetta l’offerta e si mette all’opera. Ma in quella strana abitazione compaiono, tra sogno e realtà, curiosi personaggi che popolano le stanze con le loro storie e si mescolano ai ricordi che affiorano da un lontano passato. Torsten ripercorre così le tappe di un’esistenza segnata da fallimenti e perdite che lo hanno portato a ritirarsi ai margini della società, ma che forse segnano la storia di ogni vita.

Il più grande spettacolo della terra. Perché Darwin aveva ragione

Nel 1859 “L’origine delle specie” di Charles Darwin scosse il mondo dalle fondamenta. Darwin sapeva benissimo che la sua teoria dell’evoluzione avrebbe provocato un terremoto, ma non avrebbe mai potuto immaginare che, un secolo e mezzo dopo, la controversia avrebbe continuato a infuriare. L’evoluzione è considerata un “fatto” da tutti gli scienziati autorevoli, e per la verità anche dai teologi più illuminati, eppure milioni di persone continuano a negarla o per ignoranza o per obbedienza a una religione, con risultati inquietanti. Richard Dawkins si inserisce nel dibattito in corso e fornisce un’esauriente panoramica delle prove scientifiche dell’evoluzionismo, prendendo in esame le varie discipline, dalla chimica alla biologia, dall’embriologia alla paleontologia, e le moderne strumentazioni che contribuiscono a confermare sotto molteplici profili la realtà dell’evoluzione e, dopo aver sfatato la leggenda degli anelli mancanti (in realtà ne mancano sempre meno…), conduce il lettore lungo l’affascinante itinerario di studi aperto da Darwin. E lo fa scavando in una miniera di evidenze scientifiche: analizza gli esempi viventi di selezione naturale e i reperti fossili, gli orologi naturali che hanno segnato le tappe del lungo processo evolutivo e le complesse fasi di sviluppo dell’embrione, le dinamiche della tettonica a placche e i meccanismi della genetica molecolare.

Il piccolo negozio della felicità hygge

L’hygge mania diventa un imperdibile romanzo

È autunno nella cittadina di Yulethorpe, e una pioggerella gelata scende da giorni. A rendere ancora più tristi gli animi arriva la notizia che l’ultima bottega del centro, l’adorabile negozietto di giocattoli della signora Louisa, sta per chiudere i battenti. Per Yulethorpe sarà un inverno più gelido del solito, ma la speranza ha il volto di un angelo biondo di nome Clara Kristensen. In paese per una vacanza, la ragazza è il ritratto della salute e della felicità. In lei tutto è hygge, come dicono i danesi: è allegra, solare, con un senso profondo della famiglia, ama le candele profumate, i bambini, i cani e i libri. Clara si rimbocca le maniche e rivoluziona il negozio, trasformandolo in un luogo magico e accogliente. In mezzo all’entusiasmo che ha contagiato grandi e piccini, però, salta fuori Joe. È il figlio della proprietaria, un tipo tutto business, sposato con il suo smartphone, e teme che quella di Clara sia una manovra per mettere le mani sugli affari della madre. Del resto, nessuno si darebbe tanto da fare solo per restituire il sorriso ai bambini, no? Tra esilaranti malintesi e scontri all’ultimo fendente, riuscirà Clara, con i suoi occhi azzurri e i modi scandinavi, a convincere lo scostante e ruvido Joe che il segreto della felicità non è il denaro?

**L’hygge è la ricetta per la felicità: prepara una cioccolata calda, ritagliati uno spazio tutto per te e goditi la lettura!

Il romanzo romantico e divertente sulla hygge mania

Hanno scritto dei romanzi di Rosie Blake:**

‘Divertente e ben scritto.’
Heat

‘Semplicemente stupendo.’
Fabulous magazine

‘Un romanzo che scalda e mette allegria.’
Hello

Rosie Blake

Ha un superbo ritmo comico e i suoi romanzi sono realistici e totalmente contemporanei. Il piccolo negozio della felicità hygge ha riscontrato un enorme favore da parte di numerosi editori stranieri.

(source: Bol.com)

Il piccolo albergo della felicità

**LA REGINA DELLE CLASSIFICHE INGLESI
UN’AUTRICE DI BESTSELLER ADORATA DAI LETTORI ITALIANI**
**«Un libro brillante, intelligente e profondamente commovente. Lo consiglierò a tutti i miei amici.»**
*Sophie Kinsella*
**«Lucy Dillon non delude mai. I suoi buffi amici a quattro zampe sanno sempre come far tornare il buon umore.»**
*The Sun*
**«Un romanzo che insegna come a volte basti poco per trovare la felicità: l’abbraccio di un amico, aprire il proprio cuore all’amore, un dolce cagnolino sempre fedele accanto a noi.»**
*Daily Mail*
**«Lucy Dillon porta i suoi lettori in un mondo dove, come nelle favole, tutto può sempre succedere davvero.»**
*Publishers Weekly*
Il piccolo albergo ricoperto di edera domina il giardino. Il futuro di Libby riparte da lì. Trasferirsi a Longhampton per gestire la nuova attività non è stato facile, e i lavori di ristrutturazione sono sempre più complicati. E poi c’è un ospite di cui è impossibile liberarsi. Un ospite con due orecchie pelose e un muso sempre in cerca di carezze: è Bob, il cane della suocera. Libby non ha tempo per occuparsi di lui e vorrebbe non averlo sempre tra i piedi. Ma presto scopre che Bob ha una dote speciale: attraverso la pet therapy, aiuta le persone a ritrovare il sorriso. Da allora Libby non può più fare a meno di quegli occhi capaci di leggere nel profondo della sua anima. E tutto all’improvviso appare più semplice. Un giorno, davanti all’albergo, un’auto investe una donna che rimane ferita e perde la memoria. Libby decide di ospitarla, sperando che la vicinanza di Bob possa aiutarla come ha fatto con lei. E la magia si compie. Tra quelle stanze calde e rassicuranti, piano piano i ricordi riaffiorano. L’amicizia con quel cucciolo buffo e invadente dà alla sconosciuta una nuova speranza e il coraggio di rimettere insieme i pezzi della sua vita. Ma quando arriva un uomo che si presenta come il fidanzato della giovane, Bob non si fida di lui. Libby non ha dubbi: il fiuto del suo caro amico non sbaglia mai. Insieme devono mettere in guardia la nuova amica. Perché il passato può nascondere delle ombre. Superarle può essere difficile, ma a volte il destino regala una seconda possibilità: una seconda possibilità per amare, per ritrovare la fiducia, per lasciarsi andare. Bisogna solo avere il coraggio di coglierla. Lucy Dillon è un idolo per i suoi lettori. In Inghilterra i suoi libri volano subito in cima alle classifiche. Dopo il grande successo di Quando nascono i desideri, Piccoli passi di felicità e La libreria degli amori inattesi, l’autrice ci regala una nuova storia con protagonista un simpatico amico a quattro zampe. Quando la vita ti mette alla prova, non avere paura; c’è sempre un musetto in cerca d’affetto pronto a riportare la felicità.
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### Sinossi
**LA REGINA DELLE CLASSIFICHE INGLESI
UN’AUTRICE DI BESTSELLER ADORATA DAI LETTORI ITALIANI**
**«Un libro brillante, intelligente e profondamente commovente. Lo consiglierò a tutti i miei amici.»**
*Sophie Kinsella*
**«Lucy Dillon non delude mai. I suoi buffi amici a quattro zampe sanno sempre come far tornare il buon umore.»**
*The Sun*
**«Un romanzo che insegna come a volte basti poco per trovare la felicità: l’abbraccio di un amico, aprire il proprio cuore all’amore, un dolce cagnolino sempre fedele accanto a noi.»**
*Daily Mail*
**«Lucy Dillon porta i suoi lettori in un mondo dove, come nelle favole, tutto può sempre succedere davvero.»**
*Publishers Weekly*
Il piccolo albergo ricoperto di edera domina il giardino. Il futuro di Libby riparte da lì. Trasferirsi a Longhampton per gestire la nuova attività non è stato facile, e i lavori di ristrutturazione sono sempre più complicati. E poi c’è un ospite di cui è impossibile liberarsi. Un ospite con due orecchie pelose e un muso sempre in cerca di carezze: è Bob, il cane della suocera. Libby non ha tempo per occuparsi di lui e vorrebbe non averlo sempre tra i piedi. Ma presto scopre che Bob ha una dote speciale: attraverso la pet therapy, aiuta le persone a ritrovare il sorriso. Da allora Libby non può più fare a meno di quegli occhi capaci di leggere nel profondo della sua anima. E tutto all’improvviso appare più semplice. Un giorno, davanti all’albergo, un’auto investe una donna che rimane ferita e perde la memoria. Libby decide di ospitarla, sperando che la vicinanza di Bob possa aiutarla come ha fatto con lei. E la magia si compie. Tra quelle stanze calde e rassicuranti, piano piano i ricordi riaffiorano. L’amicizia con quel cucciolo buffo e invadente dà alla sconosciuta una nuova speranza e il coraggio di rimettere insieme i pezzi della sua vita. Ma quando arriva un uomo che si presenta come il fidanzato della giovane, Bob non si fida di lui. Libby non ha dubbi: il fiuto del suo caro amico non sbaglia mai. Insieme devono mettere in guardia la nuova amica. Perché il passato può nascondere delle ombre. Superarle può essere difficile, ma a volte il destino regala una seconda possibilità: una seconda possibilità per amare, per ritrovare la fiducia, per lasciarsi andare. Bisogna solo avere il coraggio di coglierla. Lucy Dillon è un idolo per i suoi lettori. In Inghilterra i suoi libri volano subito in cima alle classifiche. Dopo il grande successo di Quando nascono i desideri, Piccoli passi di felicità e La libreria degli amori inattesi, l’autrice ci regala una nuova storia con protagonista un simpatico amico a quattro zampe. Quando la vita ti mette alla prova, non avere paura; c’è sempre un musetto in cerca d’affetto pronto a riportare la felicità.

Il Pianoforte Segreto

«*La perseveranza, l’intelligenza e il taoismo hanno portato la pianista Zhu Xiao-Mei dai campi di lavoro della «Rieducazione culturale» di Mao alle Variazioni Goldberg. *»
**Le Monde**
«*Dopo il silenzio e l’assurdità dei campi di lavoro, Bach è stato per Zhu Xiao-Mei una luce abbagliante… Questo memoir è una lettura imprescindibile. *»
**Le Journal de l’animation**
«*Una testimonianza, dura e insieme commossa, di una vita spezzata dalla Rivoluzione culturale cinese. Un inno alla musica e un appello alla speranza. *»
**Famille chrétienne**
Nel ‘68, gli studenti manifestavano sventolando il Libretto rosso del presidente Mao. Nel frattempo, in Cina, la Rivoluzione culturale mieteva vittime proprio tra i giovani. Una di questi, al tempo studentessa di musica, decide pochi anni fa di ignorare l’insegnamento del padre, di «andarsene in silenzio, senza lasciare traccia», e raccontare invece la sua storia, e quella di un’intera generazione di giovani sottoposta a un diffuso lavaggio del cervello e convinta della giustezza di un’ideologia che li costringeva alla delazione e alla denuncia, oltre a togliere loro ogni libertà. Uccidendoli anche nell’anima: commoventi il rimorso, il dolore e il pentimento di Zhu Xiao-Mei per aver creduto alle menzogne del maoismo e avere agito di conseguenza. È anche per «chiedere scusa», che l’autrice scrive, ed è proprio il pentimento, tra i tanti sentimenti contrastanti, ad animare la sua scrittura.
Nata in una di quelle famiglie che al tempo vennero disgregate ed etichettate con il bollo infamante «di cattive origini», cioè di musicisti e intellettuali, Zhu Xiao-Mei viene internata per cinque anni in un campo di rieducazione ai confini con la Mongolia.
La storia di come le note di una fisarmonica risveglino in lei l’amore per la musica e la spingano a procurarsi avventurosamente un pianoforte è raccontata con semplicità, la stessa che aggiunge pathos involontario al resoconto dei mille soprusi perpetrati dai sorveglianti sugli internati.
Il potere salvifico della musica anche in circostanze orribili è un tema trattato diffusamente in letteratura a proposito della Shoah, ma Zhu Xiao-Mei aggiunge una quantità di riflessioni inedite, e racconta il percorso a dir poco accidentato che la porta negli Stati Uniti, le difficoltà che affronta per continuare a studiare pianoforte, per poi approdare a Parigi dove dà il primo concerto, dedicato a Bach. Il compositore che per lei indica una «via» molto simile a quella del Tao.  Suonerà le Variazioni Goldberg ovunque, e la sua esecuzione è diventata un culto.
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### Sinossi
«*La perseveranza, l’intelligenza e il taoismo hanno portato la pianista Zhu Xiao-Mei dai campi di lavoro della «Rieducazione culturale» di Mao alle Variazioni Goldberg. *»
**Le Monde**
«*Dopo il silenzio e l’assurdità dei campi di lavoro, Bach è stato per Zhu Xiao-Mei una luce abbagliante… Questo memoir è una lettura imprescindibile. *»
**Le Journal de l’animation**
«*Una testimonianza, dura e insieme commossa, di una vita spezzata dalla Rivoluzione culturale cinese. Un inno alla musica e un appello alla speranza. *»
**Famille chrétienne**
Nel ‘68, gli studenti manifestavano sventolando il Libretto rosso del presidente Mao. Nel frattempo, in Cina, la Rivoluzione culturale mieteva vittime proprio tra i giovani. Una di questi, al tempo studentessa di musica, decide pochi anni fa di ignorare l’insegnamento del padre, di «andarsene in silenzio, senza lasciare traccia», e raccontare invece la sua storia, e quella di un’intera generazione di giovani sottoposta a un diffuso lavaggio del cervello e convinta della giustezza di un’ideologia che li costringeva alla delazione e alla denuncia, oltre a togliere loro ogni libertà. Uccidendoli anche nell’anima: commoventi il rimorso, il dolore e il pentimento di Zhu Xiao-Mei per aver creduto alle menzogne del maoismo e avere agito di conseguenza. È anche per «chiedere scusa», che l’autrice scrive, ed è proprio il pentimento, tra i tanti sentimenti contrastanti, ad animare la sua scrittura.
Nata in una di quelle famiglie che al tempo vennero disgregate ed etichettate con il bollo infamante «di cattive origini», cioè di musicisti e intellettuali, Zhu Xiao-Mei viene internata per cinque anni in un campo di rieducazione ai confini con la Mongolia.
La storia di come le note di una fisarmonica risveglino in lei l’amore per la musica e la spingano a procurarsi avventurosamente un pianoforte è raccontata con semplicità, la stessa che aggiunge pathos involontario al resoconto dei mille soprusi perpetrati dai sorveglianti sugli internati.
Il potere salvifico della musica anche in circostanze orribili è un tema trattato diffusamente in letteratura a proposito della Shoah, ma Zhu Xiao-Mei aggiunge una quantità di riflessioni inedite, e racconta il percorso a dir poco accidentato che la porta negli Stati Uniti, le difficoltà che affronta per continuare a studiare pianoforte, per poi approdare a Parigi dove dà il primo concerto, dedicato a Bach. Il compositore che per lei indica una «via» molto simile a quella del Tao.  Suonerà le Variazioni Goldberg ovunque, e la sua esecuzione è diventata un culto.

Il piano del guerriero

*Inghilterra, 1145.*
Ingannata dal suo grande amore e rimasta sola in un ambiente ostile, Beatrice Warehaven non ha altra scelta se non quella di darsi alla fuga, cercando di far ritorno a casa con le proprie forze.
Senza aspettarselo trova, ad aiutarla nel suo intento, Gregory Roul, uno spietato guerriero appartenente alle schiere di Re Davide di Scozia. Quello che tutti dipingono come un combattente senza scrupoli, incapace di provare sentimenti, a lei, al contrario, appare generoso e ogni giorno più attraente.
Gregory, in realtà, ha un fine segreto: uccidere il padre di Beatrice, Lord Warehaven, e sposarla in quanto erede. Quando lei scopre il piano decide di opporsi con ogni mezzo, sperando non solo di salvare la propria famiglia, ma anche di far cambiare idea all’uomo che ha ormai capito di amare perdutamente.
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### Sinossi
*Inghilterra, 1145.*
Ingannata dal suo grande amore e rimasta sola in un ambiente ostile, Beatrice Warehaven non ha altra scelta se non quella di darsi alla fuga, cercando di far ritorno a casa con le proprie forze.
Senza aspettarselo trova, ad aiutarla nel suo intento, Gregory Roul, uno spietato guerriero appartenente alle schiere di Re Davide di Scozia. Quello che tutti dipingono come un combattente senza scrupoli, incapace di provare sentimenti, a lei, al contrario, appare generoso e ogni giorno più attraente.
Gregory, in realtà, ha un fine segreto: uccidere il padre di Beatrice, Lord Warehaven, e sposarla in quanto erede. Quando lei scopre il piano decide di opporsi con ogni mezzo, sperando non solo di salvare la propria famiglia, ma anche di far cambiare idea all’uomo che ha ormai capito di amare perdutamente.

Il Piacere Nell’ombra

Ashton Webb e Luna Palavicino: lui non è capace di amare. Lei non sa ancora cosa significa. Lui è un ex modello, imprenditore di successo. Lei si è appena laureata in architettura, con il massimo dei voti. Moena, un magnifico borgo nel Trentino Alto Adige fa da sfondo al loro primo incontro: sarà Luna, figlia di un suo ex collega che aveva perso di vista, a occuparsi del restauro dell’Hotel delle fate, ultimo acquisto che Ashton intende trasformare in una struttura ricettiva di alto livello. Trascorreranno insieme un’intera estate… basterà per cambiarli o servirà soltanto per sottolineare tutto ciò che dovrebbe respingerli e che invece li attrae? Il piacere nell’ombra è il primo capitolo della duologia Fa che non sia MAI, in cui potrete immergervi insieme ai protagonisti e amare ogni loro contraddizione, attimo dopo attimo, rischiando di restare senza fiato.
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Il piacere di scoprire

All’indomani del disastro dello Space Shuttle Challenger, nel 1986, il presidente degli Stati Uniti istituì una commissione governativa incaricata di far luce sulle cause della tragica esplosione. A farne parte fu chiamato anche Richard Feynman, e furono in molti a chiedersi quale apporto potesse dare, fra ingegneri, astronauti e tecnici aerospaziali, un sia pur celebre fisico teorico. Ma fu proprio Feynman a dimostrare, fra lo sbalordimento generale, che l’incidente era stato causato da una semplice guarnizione di gomma. La relazione che presentò figura in questo libro che raccoglie saggi di diverso argomento: dalla sociologia della scienza alla struttura dei calcolatori, dalla pedagogia al rapporto tra scienze e religione.
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Il piacere del testo

Di che cosa tratta Il piacere del testo ? Delle emozioni che il testo suscita nel lettore. Osserva giustamente Barthes che se alla domanda « cosa conosciamo del/dal testo ?» la semiologia è riuscita a dare risposte convincenti, la stessa cosa non è però accaduta per l’altra domanda fondamentale: «che cosa godiamo nel testo ?» Si tratta dunque, nelle parole dello stesso Barthes, di «riaffermare il piacere del testo contro l’indifferenza scientifica e il puritanesimo dell’analisi sociologica, contro l’appiattimento della letteratura a un suo semplice apprezzamento». Ma come rispondere, concretamente, a quest’ultima domanda ? poiche il piacere è, per sua stessa natura, inesprimibile, un testo sul piacere del leggere non potrà che assumere la forma di una successione di frammenti, in una sorta di messa in scena del problema che rigetta dal principio la scientificità dell’analisi testuale. Contemporanee al Piacere del testo, le Variazioni sulla scrittura, originariamente commissionate per un volume dell’Istituto Accademico di Roma, rivelano una perfetta solidarietà di concezione e struttura con quel saggio. Come sottolinea Carlo Ossola, ciò che Barthes aveva felicemente concepito «era un unico saggio, una sola movenza», che va dal lavoro di incisione della materia attraverso lo scrivere alla libera fruizione del testo.

Il peso della neve

In seguito a un brutto incidente, un ragazzo si ritrova nella stanza di una casa in mezzo alla neve. Ha le gambe paralizzate ed è in balia di un vecchio che non conosce. L’uomo gli cura le ferite, gli prepara da mangiare e fa quel che può per riscaldare e illuminare l’ambiente, perché l’energia elettrica è saltata a causa di un improvviso e generalizzato black-out. Ma nonostante l’apparente dedizione, il vecchio è un mistero per il ragazzo: potrebbe nascondere qualunque segreto, potrebbe nutrire sentimenti violenti, potrebbe essere capace di un gesto inconsulto. Con il livello della neve, sale anche la tensione. Di fatto, il vecchio e il ragazzo sono prigionieri di una trappola senza uscita, proprio come Dedalo e Icaro lo erano del labirinto. L’unico modo per sopravvivere – all’inverno spietato, alle minacce esterne e alla cattività stessa, che vede due generazioni convivere e fronteggiarsi – è fabbricare delle ali metaforiche e provare a volare. A patto che l’ambizione non si riveli una condanna.
Acclamato da pubblico e critica come la nuova promessa della letteratura canadese, Christian Guay-Poliquin dà forma a un romanzo di formazione potente e profondo, che rapisce il lettore con la sua atmosfera claustrofobica, il ritmo ipnotico, la prosa essenziale e il fascino dell’eterna sfida tra l’uomo e una natura selvaggia, al tempo stesso salvifica e fatale.
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### Sinossi
In seguito a un brutto incidente, un ragazzo si ritrova nella stanza di una casa in mezzo alla neve. Ha le gambe paralizzate ed è in balia di un vecchio che non conosce. L’uomo gli cura le ferite, gli prepara da mangiare e fa quel che può per riscaldare e illuminare l’ambiente, perché l’energia elettrica è saltata a causa di un improvviso e generalizzato black-out. Ma nonostante l’apparente dedizione, il vecchio è un mistero per il ragazzo: potrebbe nascondere qualunque segreto, potrebbe nutrire sentimenti violenti, potrebbe essere capace di un gesto inconsulto. Con il livello della neve, sale anche la tensione. Di fatto, il vecchio e il ragazzo sono prigionieri di una trappola senza uscita, proprio come Dedalo e Icaro lo erano del labirinto. L’unico modo per sopravvivere – all’inverno spietato, alle minacce esterne e alla cattività stessa, che vede due generazioni convivere e fronteggiarsi – è fabbricare delle ali metaforiche e provare a volare. A patto che l’ambizione non si riveli una condanna.
Acclamato da pubblico e critica come la nuova promessa della letteratura canadese, Christian Guay-Poliquin dà forma a un romanzo di formazione potente e profondo, che rapisce il lettore con la sua atmosfera claustrofobica, il ritmo ipnotico, la prosa essenziale e il fascino dell’eterna sfida tra l’uomo e una natura selvaggia, al tempo stesso salvifica e fatale.

Il peso dell’oro

**La corona d’oro di Archimede e due morti sospette. Un mix irresistibile per Isabella De Clio, professione archeologa.**
Per la giovane archeologa siciliana **Isabella De Clio** il lavoro è sempre stato tutto. Ma adesso sta cominciando a non bastarle più. La solitudine può diventare pesante, soprattutto se non si riesce a scordare chi un giorno ti ha rubato il cuore. Per fortuna un nuovo mistero è pronto a farle dimenticare la sua situazione sentimentale: una recente scoperta di **papiri **attribuibili ad **Archimede**, rinvenuti durante degli scavi, la spinge ad avvicinarsi all’importante **codex rescriptus** di età medievale, ritenuto per molto tempo solo un libro di preghiere che nasconde però molte sorprese…
Isabella si troverà così a dover districare un intreccio che interseca passato e presente: da un lato il famoso scienziato impegnato alla difesa di **Siracusa **sotto l’assedio dei Romani, guidati dal **console Claudio Marcello**, dall’altro un tesoro dal valore inestimabile, morti misteriose e intrighi molto più grandi di lei. 
Sarà proprio grazie a questa nuova, azzardata, indagine, però, che Isabella scoprirà di non essere poi sola come credeva…
Dopo *La ladra di ricordi *e *II terzo relitto*, **Barbara Bellomo** torna con un frizzante mix di presente e storia antica in un romanzo carico di emozioni e avventura, ambientato in una radiosa Sicilia. 

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### Sinossi
**La corona d’oro di Archimede e due morti sospette. Un mix irresistibile per Isabella De Clio, professione archeologa.**
Per la giovane archeologa siciliana **Isabella De Clio** il lavoro è sempre stato tutto. Ma adesso sta cominciando a non bastarle più. La solitudine può diventare pesante, soprattutto se non si riesce a scordare chi un giorno ti ha rubato il cuore. Per fortuna un nuovo mistero è pronto a farle dimenticare la sua situazione sentimentale: una recente scoperta di **papiri **attribuibili ad **Archimede**, rinvenuti durante degli scavi, la spinge ad avvicinarsi all’importante **codex rescriptus** di età medievale, ritenuto per molto tempo solo un libro di preghiere che nasconde però molte sorprese…
Isabella si troverà così a dover districare un intreccio che interseca passato e presente: da un lato il famoso scienziato impegnato alla difesa di **Siracusa **sotto l’assedio dei Romani, guidati dal **console Claudio Marcello**, dall’altro un tesoro dal valore inestimabile, morti misteriose e intrighi molto più grandi di lei. 
Sarà proprio grazie a questa nuova, azzardata, indagine, però, che Isabella scoprirà di non essere poi sola come credeva…
Dopo *La ladra di ricordi *e *II terzo relitto*, **Barbara Bellomo** torna con un frizzante mix di presente e storia antica in un romanzo carico di emozioni e avventura, ambientato in una radiosa Sicilia.

Il pericolo e il piacere

Si mette davvero male per Colin Eversea, seduttore impenitente e ribaldo incallito. Famigerato per la sua capacità di tirarsi fuori da qualsiasi guaio, questa volta la fortuna gli ha voltato le spalle. Ironia della sorte, l’affascinante Colin sale al patibolo per un crimine che non ha commesso. Ma a pochi passi dalla forca qualcuno gli infila un sacco in testa e, nel caos generale, lo trascina via. Opera del più inaspettato dei rapitori: la splendida Madeleine Greenway, filibustiera per tutte le stagioni. Colin potrebbe essere caduto dalla padella nella brace, ma qualcuno cerca di uccidere Madeleine e i due decidono di unire le forze per scoprire chi sta tramando contro di loro. Senza immaginare di imboccare, al tempo stesso, la strada della passione.

Il perdono

Le mattine di sole nell’accogliente campagna toscana hanno reso piú dolce la vita di Eleonora. Da quando si è trasferita nell’agriturismo di Emanuele, ha per la prima volta sentito di appartenere a un luogo, e a un uomo. Lui sa far vibrare ogni corda del suo desiderio, anche la piú inconfessabile, e le ha offerto un nido dove trovare pace. Ma Eleonora non può trovare pace, perché nel suo cuore c’è anche un altro uomo, Alessandro, che per giunta è il fratello minore del suo compagno. Il fragile equilibrio si rompe quando Emanuele tradisce la fiducia di Eleonora. Lei reagisce scappando, come fa da sempre. Per troppi anni è fuggita da sé stessa, dall’offesa imperdonabile della mancanza d’amore. Ora però è arrivato il momento di fare i conti con il passato, per quanto doloroso. È arrivato il momento di capire, di scegliere. Forse il suo corpo sa già la verità, perché il corpo sa tutto.

(source: Bol.com)