61041–61056 di 72802 risultati

Le gesta del Buddha: Buddhacarita canti I-XIV

La vita del Buddha è innanzitutto una grande favola: la storia del principe bellissimo che il padre vuole tenere all’oscuro degli orrori dell’esistenza e invece accidentalmente li scopre. Quei mali sono la vecchiaia, la malattia, la morte: e anche nel mondo di sola bellezza e piacevolezza che il potente re ha approntato per il figlio essi filtrano, onnipresenti e fatali. *Le gesta del Buddha* raccontano l’itinerario del principe per giungere a trovare la risposta a quei mali: l’Illuminazione, da cui discenderà la dottrina della Liberazione dal ciclo delle nascite. Annunciato dalla figura di un maestoso elefante bianco che appare in sogno a sua madre e penetra senza dolore nel corpo di lei, il principe si presenta con queste parole: «Per conseguire l’Illuminazione io sono nato, per il bene delle creature; questa è la mia ultima esistenza nel mondo». Ma prima di conseguire l’Illuminazione, il Buddha dovrà vivere sino in fondo la sua favola: conoscerà la felicità di un’infanzia paradisiaca, il primo atroce sgomento dinanzi alla totalità della vita, le tentazioni ripetute, gli inganni e gli errori. Lo vedremo, bambino, giocare con «elefantini, cerbiatti e cavallucci d’oro» e con «bambole risplendenti d’oro e d’argento»; lo vedremo, giovinetto, «preda di femmine maestre di pratiche amorose e inesorabili nel piacere»; lo vedremo sconvolto dalla rivelazione della morte, riconoscere che «l’impermanenza pervade ogni cosa»; poi, nella foresta, affidarsi «al sentiero della quiete della mente»; poi rispondere al padre, che vuole trattenerlo dal farsi monaco errante, «non è giusto fermare uno che vuole uscire da una casa arsa da un incendio»; e poi fuggire a cavallo, ruggendo: «Io non farò ritorno nella città che ha nome da Kapila senza aver visto l’altra sponda della vita e della morte»; e poi riconoscere nell’ascesi una nuova forma dell’inganno, in quanto via verso il paradiso, ma non verso la Liberazione… Alla fine di queste «gesta», che si arrestano sulla soglia dell’Illuminazione, ci accorgeremo di esser stati introdotti al Buddha nel modo più dolce, suadente, sontuosamente romanzesco, da un alto maestro della parola, quell’Asvaghosa sapiente artista di Corte che Coomaraswamy ha definito «il più grande poeta del buddhismo». Nel settimo secolo dopo Cristo, cioè circa sei secoli dopo la composizione delle *Gesta del Buddha*, un pellegrino cinese, I-tsing, scriveva che Asvaghosa era letto «per ogni dove nelle cinque Indie e nei paesi dei mari del Sud». Oggi come allora, *Le gesta del Buddha* ci avviluppa nella lettura col suo immenso e intatto fascino, anche se – come Asvaghosa ricordò alla fine di un altro suo testo – l’opera è stata composta «non al fine di dare piacere, ma al fine di dare la pace». La presente edizione, a cura di Alessandro Passi, è la prima che si tenta in Italia dopo quella pubblicata all’inizio del Novecento, e oggi evidentemente datata, di Carlo Formichi. La traduzione è accompagnata da un saggio sul *Buddhacarita e il suo autore*, che ricostruisce la genesi, l’ambiente e la fortuna del testo, e da un ricco glossario mitologico-storico-religioso.

La Germania. Vita di Agricola

La collana “Autori latini tradotti per la scuola” propone una traduzione di taglio scolastico per lo svolgimento di versioni ed esercitazioni. Una traduzione, dunque, che ha mirato anzitutto ad una esatta interpretazione del testo, ma anche ad una forma tale da attenuare le differenze fra il sistema linguistico e culturale latino e quello italiano, in modo da rendere scorrevole e piacevole la lettura anche a coloro che volessero conoscere l’immortale opera di Tacito per diletto o cultura personale.
**

La Germania

###
Opuscolo d’occasione dedicato all’imperatore Traiano o sincera testimonianza di ammirazione per un popolo indomito che i «padroni del mondo» non riescono a soggiogare? Semplice documento dei propri doveri di funzionario dello Stato o espressione del desiderio di stimolare le residue forze dello spirito latino, ponendolo a confronto con la vitalità e l’orgoglio di un “barbaro” popolo guerriero? Sulle motivazioni di quest’opera giovanile di Tacito, ponte di passaggio verso la storiografia maggiore delle *Historiae* e degli *Annales*, pareri contrastanti sono emersi all’interno di una discussione non ancora conclusa. Certo è che l’apprezzamento per le energie delle bellicose tribù germaniche, unito allo stupore, misto talvolta a timore, per le loro usanze così diverse da quelle latine, eppure segno di una genuinità da contrapporre alla decadenza morale e politica dell’Impero romano, lo stile incisivo, asciutto quanto poetico fanno di quest’opera uno splendido unicum nella storia della letteratura latina, vera e propria monografia geo etnologica, espressione di una personalità letteraria che pur essendo ai suoi inizi già prefigura la ricchezza e l’intensità degli sviluppi futuri.

Georgiana

Inghilterra, 1815. Georgiana Eagle è una donna intelligente e arguta che non ha ancora trovato l’amore della sua vita e che, sotto lo pseudonimo C.C. Eliot, si diletta a scrivere articoli pungenti contro le svenevoli convenzioni della nobiltà per il Wollenbridge Journal. Lucas Benedict è un capitano della marina di Sua maestà, appena rientrato in patria dopo aver combattuto le guerre napoleoniche. Affascinante e sicuro di sé, unico futuro erede del patrimonio della sua facoltosa famiglia, è stato cresciuto da una madre ipocondriaca e dalla dispotica zia Lady Asheby, che vuole a tutti i costi vederlo prendere moglie. Il primo incontro tra i due giovani non sembra far sperare per il meglio: entrambi, troppo orgogliosi, presuntuosi e fuori dagli schemi, amano vivere secondo le proprie regole e negano ogni sentimento. Ben presto, però, un’irrinunciabile proposta di matrimonio e l’avvento della stagione a Londra stravolgeranno le loro esistenze.
**

Gentiluomo a sorpresa (I Romanzi Classic)

Gentiluomo a sorpresa (I Romanzi Classic) by Alissa Johnson
Per sua stessa ammissione, Adelaide Ward è una donna di modeste aspirazioni: ventisettenne, zitella e senza dote, sogna una sistemazione che le permetta di vivere decorosamente circondata dagli affetti di una vita. Desideri semplici, ma per i quali è disposta a mettersi in gioco completamente, specie ora che la sua famiglia è minacciata da un’imminente rovina! L’ultima speranza di vederli avverarsi ha un nome ben preciso: sir Robert Maxwell. Ma quando i suoi propositi stanno per realizzarsi, all’improvviso tutto è turbato dalla comparsa del misterioso e affascinante Connor Brice

Una gentildonna in cerca di guai (Scandali e guai Vol. 1)

Scandali e guai 1
Inghilterra, 1833 – Sophie è sempre stata considerata la più quieta delle sorelle Talbot, ma quando durante una soirée sorprende il cognato a tradire la moglie e lo punisce insultandolo e spingendolo in uno stagno, a un tratto diventa il bersaglio del disprezzo del ton. Stanca dell’ipocrisia dell’alta società, di cui è entrata a far parte solo perché il padre ha acquistato un titolo, decide di lasciare la festa e i giudizi superficiali dei suoi invitati. Mentre si allontana incappa in un uomo scalzo che sta chiaramente fuggendo da un incontro amoroso proibito. L’affascinante libertino, che si rivela essere il Marchese di Eversley, rifiuta di darle un passaggio a bordo della propria carrozza, ma Sophie non si dà per vinta e con un espediente monta sul retro della vettura affinché la porti lontano dai suoi guai. Tuttavia l’uomo da cui ha scelto di farsi aiutare ne ha parecchi altri in serbo per lei!
UNO SCANDALO FONTE DI TROPPI GUAI…
**
### Sinossi
Scandali e guai 1
Inghilterra, 1833 – Sophie è sempre stata considerata la più quieta delle sorelle Talbot, ma quando durante una soirée sorprende il cognato a tradire la moglie e lo punisce insultandolo e spingendolo in uno stagno, a un tratto diventa il bersaglio del disprezzo del ton. Stanca dell’ipocrisia dell’alta società, di cui è entrata a far parte solo perché il padre ha acquistato un titolo, decide di lasciare la festa e i giudizi superficiali dei suoi invitati. Mentre si allontana incappa in un uomo scalzo che sta chiaramente fuggendo da un incontro amoroso proibito. L’affascinante libertino, che si rivela essere il Marchese di Eversley, rifiuta di darle un passaggio a bordo della propria carrozza, ma Sophie non si dà per vinta e con un espediente monta sul retro della vettura affinché la porti lontano dai suoi guai. Tuttavia l’uomo da cui ha scelto di farsi aiutare ne ha parecchi altri in serbo per lei!
UNO SCANDALO FONTE DI TROPPI GUAI…

Gente indipendente

*[Trovi un’edizione con copertina alternativa per questo ISBN [qui](https://www.goodreads.com/book/show/29920465-gente-indipendente)]*
“Era un re nel proprio regno”: ora che Bjartur ha comprato la sua terra dopo diciotto anni di umiliante lavoro per i ricchi vicini, ha vinto la prima battaglia della sua guerra d’indipendenza. Non importa se il suo podere di Sumarhus di solare non ha che il nome, se c’è più acqua che erba, se il suo cane è pulcioso, le pecore minacciate dai vermi, la moglie forse incinta di un altro, non importa se gli spiriti imperversano nella sua valle e la sua casupola di torba sorge sulle rovine delle fattorie distrutte da una strega: Bjartur non ha altri padroni che se stesso, ed è pronto a sfidare tutti i poteri, naturali e sovrannaturali, per liberarsi dai debiti e difendere la sua libertà. Cent’anni di solitudine in Islanda: l’epopea di un uomo e della sua famiglia che è la storia di un popolo all’inizio del XX secolo, ma in una realtà senza tempo, dove la natura e la magia hanno lo stesso potere malefico, a meno che non siano la stessa cosa, dove gli elfi vivono nascosti nelle rocce, più felici degli umani, un mondo così isolato da sembrare l’unico esistente: perfino Reykjavik non è che un mitico sud dove vivono i ricchi, il resto sono solo paesi di sogno al di là dell’oceano in cui alcuni spariscono, come l’America, dove si può diventare quel che si vuole, ma che è più lontana della morte. Un tragicomico don Chisciotte, rozzo e poeta, crudele e commovente, grandioso e risibile, che ha per modelli gli eroi delle saghe per combattere contro gli elementi e la fame, ma anche le cooperative, le banche, i politici, la modernità, l’inesorabile trasformazione di un mondo dove la sua epica lotta è forse solo la follia di un uomo pronto a sacrificare mogli, figli, anima e sentimenti per un monomaniacale sogno di libertà. Finché, novello Giobbe, arriva a capire qual è quel “fiore della vita” per cui vale davvero la pena di vivere.

Gente così

Gente così è la prima raccolta di racconti (o romanzo a episodi) del giornalista e scrittore italiano Giovannino Guareschi pubblicata postuma. Infatti la prima pubblicazione risale al novembre 1980 sempre edito da Rizzoli ben 12 anni dopo la morte dello scrittore.
Gente così è una raccolta di racconti scritti tra il 1948 e il 1953 su don Camillo e Peppone, ma mai pubblicati. I racconti fanno parte della raccolta Mondo Piccolo e sono ambientati in un non meglio definito piccolo centro della bassa padana e nelle sue frazioni. I racconti, pur essendo incentrati sulle vicende umoristiche, ma verosimili del parroco di campagna, don Camillo, e del sindaco comunista e meccanico del paese, Peppone, risultano più ampi dei precedenti e più attenti agli altri personaggi che rappresentano i vari aspetti e caratteri degli abitanti della Bassa.

La gente che sta bene

Chiedete a un uomo qualunque il segreto del suo successo. Molto probabilmente vi risponderà: quale successo? Non l’avvocato Giuseppe Ilario Sobreroni. Nessuna crisi, nessuna precarietà per lui, Giuseppe ce l’ha fatta: ha una famiglia ideale, un solido conto in banca, una carriera in ascesa. Ma proprio quando un’intervista in uscita sulla principale rivista di settore e l’invito al più esclusivo dei ricevimenti sono lì a decretare il suo trionfo, quel mondo così perfetto mostra tutte le sue crepe e, pezzo dopo pezzo, comincia a franare. Sprezzante e narcisista, Giuseppe non ha intenzione di rinunciare alla sua fetta di paradiso. A volte però, tenersi stretto il proprio posto sulla vetta può richiedere molto più di un po’ di ambizione c qualche riga sul curriculum. In una Milano canicolare, popolata da un’umanità alla ricerca disperata di un modo per stare a galla o quantomeno di un parcheggio vicino al ristorante. Federico Baccomo allestisce una commedia caustica per raccontare con spietata ironia il ghigno di un uomo che, pagina dopo pagina, ha sempre meno motivi per ridere.
**

Genoa-Texcoco zero a zero

Non è forse lontano il giorno in cui potrete azzeccare un “13” con una schedina come questa:
Vegana-Aldebaran IV = 1 / Atlantis-Lunerosse = X / Sirio III-SS Asteroidi = 1 / Proxima Centauri-Qfwfq = 1 / Venusiana B-Cagliari = 2 / Jove-Pro Gemelli = X / GENOA-TEXCOCO = X / Intergalattica-Sirio II = 1 / Sampnova-Capricornitana = 1 / Sol IX-Iperspazio A = 2 / Bidimensionali-Xal = 1 / Pro Neanderthal-Pleiadese = X / DD Umanoidi-Saturnitana = 1
Studiatela bene fin da adesso, tenendo conto che la partita-chiave è tra i due pianeti di Rigel. Arbitro: l’americano Mack Reynolds.

Un genitore quasi perfetto

Non bisogna cercare di essere genitori perfetti o, tantomeno, aspettarsi che perfetti siano i figli. Il segreto – dice Bruno Bettelheim – sta nell’essere un genitore ”quasi” perfetto, cercare di comprendere le ragioni dei propri figli, mettersi nei loro panni, costruire con loro un profondo e duraturo rapporto di comunicazione emotiva e affettiva. Solo questo scambio paritario consente di riconoscere, affrontare e risolvere i problemi che via via si presentano nella vita quotidiana della famiglia: dalle collere e dai capricci ai terrori notturni della prima infanzia, dal rifiuto della scuola alle ribellioni adolescenziali, dalla questione della disciplina a quella delle punizioni, dalle prime esperienze e dal gioco sino alla costruzione dell’identità del bambino. Diventato un classico della psicologia infantile, Un genitore quasi perfetto è un prezioso distillato delle idee e dell’esperienza maturate nel corso di una carriera pìù che sessantennale.
(source: Bol.com)

Il genio dell’abbandono

Il genio dell’abbandono by Wanda Marasco
Il genio dell’abbandono racconta la vita del più grande scultore italiano fra Otto e Novecento: Vincenzo Gemito. E lo fa mantenendosi in prodigioso equilibrio tra fedeltà al dato storico e radicale reinvenzione dello stesso. È il romanzo di un’avventura eversiva e donchisciottesca, libro di vertiginosa solitudine e di teatrale coralità sullo sfondo di una Napoli vissuta come «un paese imprecisato che stava diventando la sua frontiera di malato», a contatto coi protagonisti della cultura del tempo, da Salvatore Di Giacomo a Raffaele Viviani e agli altri. Wanda Marasco prende le mosse dalla fuga dell’artista dalla clinica psichiatrica in cui è ricoverato, e da lì ricostruisce la storia agitata di un «enne-enne», un figlio di nessuno abbandonato sulla ruota dell’Annunziata, il grande brefotrofio del meridione. Il marchio del reietto – beffardamente impresso nel suo stesso nome che è il risultato di un errore di trascrizione – lo accompagnerà per sempre, quasi come un segno di divinazione. Il suo apprendistato lo farà nei vicoli, al fianco di un altro futuro grande artista, il pittore Antonio Mancini, suo inseparabile amico che diventerà anche coscienza di Gemito, suo complice totale e infine suo nemico o, meglio: quell’intimo nemico di se stessi che si preferisce trasferire nell’altro. Vedremo così «Vicienzo» entrare nelle botteghe in cerca di maestri, avido di imparare. Lo seguiremo a Parigi, tra stenti da bohème e sogni di celebrità, e lo ritroveremo a Napoli, artista ambito da mercanti e da re, e pur sempre incalzato da quel «genio dell’abbandono», che, potente metafora dell’orfanità dell’arte, lo spinge a grandi imprese e lo precipita nel baratro dei fallimenti. Vivremo il suo folle amore per la modella Mathilde Duffaud, che ne segna la vita come un sistema dell’erotismo e del dolore, un impasto di eccessi e delusioni che sfociano in una follia tutta «napoletana»: intelligenza alla berlina, incandescenza e passioni spesso arrese a un destino malato di cui il «vuoto» di Napoli voracemente si nutre. Scritto in una lingua vigorosa e raffinatissima che con movimento naturale vira verso il registro dialettale, Il genio dell’abbandono è sostenuto, come ha scritto Cesare Segre, da uno slancio drammatico che conferisce ai personaggi «uno stacco e un dinamismo straordinari». Portatore di un dolore immedicabile e insieme di una furia sconfinata, «Vicienzo» s’imporrà al lettore con la forza dei personaggi indimenticabili, «pazzo in latitudine e longitudine» e «col carattere di una putenta frèva»: la febbre del genio che combatte la sua battaglia solitaria con la storia e la società per affermare identità e passione. «Vicie’, e chi se ne fotte del sangue delle origini? Cazzate. E vedi il caso tuo. Non hai avuto padre e madre naturali, ma una forza del fato. Per te c’è stato un genio, il genio dell’abbandono, Vicie’. Perché se non ti abbandonavano tu forse non saresti mai diventato Gemito, il grande scultore Vincenzo Gemito!» «Seguo da anni il lavoro letterario di Wanda Marasco, perché ne colgo l’alto livello. Al di sopra delle differenze tra gli scritti, sia inediti sia editi, a mia conoscenza, colgo nel romanzo Il genio dell’abbandono almeno due tratti decisivi. Il primo è la raffinatezza della scrittura, che occupa tutte le gradazioni dei registri linguistici… Il secondo tratto è lo slancio drammatico… portato entro la narrazione, dà ai personaggi uno stacco e un dinamismo straordinari». Cesare Segre

La genesi della sentenza

Accertamento del fatto, interpretazione e applicazione della norma rappresentano i presupposti della sentenza: la verifica del rispetto del procedimento previsto dalla legge in ogni fase del giudizio consente di valutarne la correttezza e la giustizia. Entrambe le fasi di questa attività sono caratterizzate da discrezionalità e da vincoli. Nel giusto equilibrio tra “libera valutazione” delle prove e vincoli derivanti dalle prove “legali” risiede il senso dell’attività del giudice per quanto concerne l’accertamento del fatto. Nel coordinamento tra norme specifiche e norme che contengono clausole generali in grado di integrare e “adeguare” il tessuto normativo può scorgersi una delle principali caratteristiche dell’applicazione della legge.
**

Generations of love

Un giovane di area lombarda racconta la sua adolescenza e la sua giovinezza: dalla scoperta della propria omosessualità alle prime amicizie, maschili e femminili, i rapporti con la famiglia, con la scuola e poi l’università, le prime delusioni e i primi scontri. Ne viene fuori un ritratto, un quadro generazionale di grande vivacità. L’autore si diverte, imita le soap opera, ironizza con se stesso e la sua vita. La sua prosa imita il mondo delle canzonette, i suoi idoli sono quelli del gioco parodistico più scoperto. La sua sessualità è vista come una scelta esistenziale accettata e serenamente vissuta. Ne nasce così una visione attuale dei giovani di oggi assolutamente inedita.
**

La Gemella Sconosciuta

La gemella sconosciuta by Jane Robins
******Solo tu puoi salvare tua sorella.**
**Sei tu la gemella migliore…**
**Ne sei davvero sicura?**
«*Assolutamente da non perdere.*»
**Library Journal**
«*Una storia perturbante, ricca di tradimenti e colpi di scena. Il finale, poi, vi lascerà senza fiato. *»
**Lansing State Journal**
«*Un thriller coinvolgente, in cui il confine tra l’amore e l’ossessione si fa sempre più sottile.*»
**Booklist**
«*Inquietante e dal ritmo travolgente!*»
**B.A. Paris, autrice del bestseller «La coppia perfetta» **
«*Il thriller perfetto*»
**Elle**
Callie e Tilda sono gemelle, eppure non si somigliano affatto. Callie è timida, goffa e impacciata. Tilda è un’attrice di successo, ambiziosa, carismatica. Ed è fidanzata con Felix, bellissimo uomo d’affari. Insieme sono la coppia perfetta, invidiata da tutti. Da quando c’è lui, Tilda si è perfino riavvicinata a Callie e ha ripreso a invitarla a casa sua a guardare vecchi film, come Delitto per delitto, il capolavoro di Alfred Hitchcock in cui due sconosciuti pianificano di uccidere l’uno la moglie dell’altro. All’inizio, Callie rimane affascinata da Felix, così gentile e premuroso. Poco dopo il matrimonio, però, si rende conto che Tilda è sempre più magra e passa il tempo rintanata in un appartamento ormai irriconoscibile, dove il suo allegro caos ha lasciato il posto alla precisione maniacale di Felix: tutto è nuovo e così ordinato da far paura. E poi nota i lividi sulle braccia della sorella, scopre gli antidepressivi nell’armadietto del bagno, assiste alle reazioni esagerate di Felix per questioni da nulla. Preoccupata, Callie cerca in Internet forum di sostegno alle vittime di uomini prevaricatori e violenti: le storie di quelle sconosciute le sembrano fin troppo familiari e Callie si convince che la sorella sia in pericolo. Deve proteggerla. Ma come, se Tilda per prima non vuole farsi aiutare? Proprio nel momento in cui ha l’impressione che la situazione stia precipitando, Callie riceve una proposta da una delle donne del forum, una proposta che potrebbe risolvere in un sol colpo i problemi di entrambe. Callie è sconcertata, non può accettare. Poi, però, Felix muore. E Callie capirà di aver commesso un errore imperdonabile…