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Il sangue dei lupi

Una grande epopea destinata ai lettori appassionati delle gesta di Conan, il mitico eroe creato negli anni Trenta. Nella terra di Cimmeria, al tempo in cui Conan è sovrano di Aquilonia, sta sorgendo un malvagio potere: Grimnir, il Dio vivente dei Vanir, fa scendere un innaturale e gelido inverno, contro il quale gli uomini sono inermi. Kern «Occhio di Lupo», un fuoricasta del villaggio di Gaud, sente che è giunta l’ora per una missione di vitale importanza: dovrà uccidere un dio per poter porre fine al freddo mortale che attanaglia la sua terra…

Il Sangue Che Resta

Anno del Signore 1606. Nella residenza reale di Hampton Court è di scena il Macbeth, la tragedia più cupa e inquietante di William Shakespeare. L’atteso debutto, però, si macchia di sangue: uno degli attori trova la morte in un delitto che riecheggia l’efferata violenza della finzione scenica. Da allora, per la gente di teatro, il Macbeth diventa il “dramma scozzese”, la tragedia innominabile perché maledetta. Quattrocento anni dopo, nel castello di Dunsinnan dove fu assassinato Macbeth, viene ritrovato il cadavere di una donna uccisa in quello che sembra un macabro sacrificio pagano. Proprio qui, sulle gelide colline scozzesi, una compagnia di attori si è radunata per le prove di una nuova messinscena del Macbeth diretta da Kate Stanley, brillante studiosa che di Shakespeare conosce ogni riferimento all’occulto. Quando l’attrice che interpreta Lady Macbeth sparisce all’improvviso, la leggenda della maledizione riaccende antiche superstizioni e paure. E Kate, tormentata da spaventose visioni notturne, capisce che questa volta il pericolo è assolutamente reale. Solo cercando tra le pagine di una versione perduta dell'”opera senza nome”, Kate potrà scoprire l’identità di un serial killer inafferrabile, e sventare il crudele disegno che fa di lei stessa la prossima vittima. Nel Sangue che resta Jennifer Lee Carrell riporta in scena Kate Stanley, l’eroina di W., protagonista di un perverso gioco ad alta tensione sulle tracce del segreto più oscuro di Shakespeare.

Il Sacrilegio

Un’autrice da 100.000 copie
Un grande thriller
Dall’autrice del bestseller Il carnefice
Una donna rapita.
Un sadico omicidio.
Chi è il cacciatore e chi la preda?
Un capanno lontano dalla città e avvolto nel buio.
Due ragazze legate a una sedia, una di fronte all’altra. Cos’hanno in comune? Apparentemente nulla. Solo una serata trascorsa a bere nello stesso bar di Torino. Eppure qualcuno le ha stordite, rapite e rinchiuse in un luogo che odora di morte. Si accanisce contro una di loro, torturandola fino a ucciderla. Ma non Giuditta: l’ignoto carnefice ha deciso di lasciarla andare. E ora lei ha un solo obiettivo: allontanarsi da lì e mantenere una promessa. «Via Exilles 12. Emma. Promettilo. Emma»: le ultime parole della ragazza rapita insieme a Giud. La sorpresa non tarderà ad arrivare: Emma è una bambina di cinque anni e la casa in cui vive rivela torbidi e inquietanti particolari sulla madre che non vedrà mai più. Cosa nascondeva quella donna? E chi voleva vendicarsi di lei? Giud scava, indaga nella sua vita, senza che nulla emerga. Qual è il particolare che le sfugge? Forse è qualcosa che la sua memoria ha voluto rimuovere…
Una grande firma del thriller italiano
Torna l’autrice di Il carnefice
Migliaia di lettori ne sono caduti vittima
«Il risultato finale è un gradevole intrattenimento che gronda sangue. Da leggere in compagnia.»
Corriere della Sera
«Il ritmo è quello del thriller di genere a stelle e strisce, farcito di sottotrame molto made in Italy, con ambientazioni e personaggi che ricordano la Torino gelida di Mimmo Calopresti e quella borghese di Fruttero & Lucentini.»
Giuseppe Di Piazza, Corriere della Sera
«Un racconto crudo e tagliente che punta a replicare il successo del precedente Il Carnefice.»
Panorama.it
Francesca Bertuzzi
È nata a Roma nel 1981. A 22 anni ha conseguito il master biennale in “Teoria e Tecnica della Narrazione” alla Scuola Holden di Torino. Ha seguito un laboratorio di regia diretto da Marco Bellocchio e Marco Müller. Negli ultimi anni si è dedicata alla scrittura cinematografica, vincendo premi e riconoscimenti internazionali con diversi cortometraggi. Ha diretto e montato il backstage del film Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido e attualmente sta lavorando a due sceneggiature cinematografiche con produzioni internazionali. Con la Newton Compton ha pubblicato Il carnefice, che ha riscosso un grande successo, vincendo anche il premio letteratura e cinema Roberto Rossellini 2011, Il sacrilegio e La belva.

Il sacrificio

La guerra tra Yeerk e Animorphs infuria. Niente più segreti, ma una gran quantità di menzogne. I ragazzi combattono con più vigore che mai. E stanno per prendere la più grave delle decisioni che hanno mai preso. Una decisione che potrebbe essere fatale anche per loro. Ax e gli Animorphs sanno che la distruzione definitiva della vasca Yeerk darebbe loro buone probabilità di liberare la Terra. E hanno trovato il modo per farlo. Ma è impossibile distruggere la vasca senza distruggere anche chiunque si trovi nei paraggi. Non c’è più tempo per pensarci. Bisogna decidere: prendere o lasciare…

Il rumore sottile della prosa

Giorgio Manganelli non fu solo un grande scrittore, ma un impareggiabile chiosatore di quel teatro dai gesti minimi che è l’attività del leggere e dello scrivere. Dopo averci dato, con ”La letteratura come menzogna” (1967), una succinta teologia della letteratura, Manganelli andò scrivendo su temi affini, fra il 1966 e il 1990, una serie di articoli che finirono per configurarsi come un libro consequenziale e ramificato. Libro che l’autore non riuscì a pubblicare: ma, per nostra fortuna, rimane traccia fra le carte di Manganelli del progetto di articolazione formale che esso avrebbe dovuto avere. E tale traccia è stata puntualmente seguita. Forse questo libro andrebbe letto come una ‘lettera a un giovane prosatore’ (intendendo per prosatore chi abbia un qualche orecchio per ‘il rumore sottile della prosa’ e al tempo stesso, come ogni vero scrittore, sappia riconoscersi ‘eroicamente incompetente di letteratura’). Perché tutto il libro può essere considerato come una protratta risposta a un interrogativo ‘buffo e sconvolgente’: ‘perché scrivete?’. E da quell’interrogativo, come in una proliferazione invincibile, rampollano miriadi di altri interrogativi, fino ad alcuni di suprema e quasi irrespirabile difficoltà – come quel ‘che cosa dunque “non è’ un racconto?’ che qui trova una magistrale risposta. Ma non meno magistrale – e si starebbe per dire definitiva, se non fosse per quel lieve sorriso che la parola suscita in questioni di letteratura – la risposta a Primo Levi a proposito di un altro interrogativo, questa volta incresciosamente frequente, su che cosa sia e che cosa significhi lo ‘scrivere oscuro’. Mentre seguiamo Manganelli in questi impervi e ingannevoli percorsi, incessantemente il nostro orecchio si educa al ‘rumore sottile’ di una delle più belle prose italiane dei nostri tempi.
(source: Bol.com)

Il rumore di una chiocciola che mangia

In questo libriccino che mescola deliziosamente scienza e letteratura, «una storia piccola su una creatura ancora più piccola», Elisabeth Tova Bailey racconta il suo singolare incontro con una Neohelix albolabris, ovvero una comune chiocciola dei boschi. Costretta a letto da una malattia, riceve un giorno in regalo un vaso di violette selvatiche e, sotto le foglie, scopre una chiocciola. Totalmente affascinata, comincia a osservarla: il tempo non le manca. Incuriosita dall’anatomia del bizzarro mollusco, dai suoi criptici meccanismi di difesa, dalla sua determinazione nel prendere le decisioni, istante per istante, e dalle sue oscure attività di corteggiamento, ne diventa una studiosa acuta ed entusiasta. «Il suono minuscolo e intimo della chiocciola che mangia» le dà una sensazione di compagnia e spazio condiviso. Da questa singolare relazione con la misteriosa creatura, che diventa a tutti gli effetti la sua coinquilina, ricava un grande conforto e un profondo senso di meraviglia. Dopo un lungo anno di immobilità, scrive questo libro prezioso: un elogio della lentezza e un invito a scoprire la ricchezza – e la bellezza – della vita nei piccoli dettagli di quello che ci sta intorno. Il rumore di una chiocciola che mangia è uno straordinario viaggio di sopravvivenza e resilienza raccontato con grazia e stupore, e ci mostra come anche la più piccola parte del mondo naturale può illuminare la nostra umana esistenza.
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### Sinossi
In questo libriccino che mescola deliziosamente scienza e letteratura, «una storia piccola su una creatura ancora più piccola», Elisabeth Tova Bailey racconta il suo singolare incontro con una Neohelix albolabris, ovvero una comune chiocciola dei boschi. Costretta a letto da una malattia, riceve un giorno in regalo un vaso di violette selvatiche e, sotto le foglie, scopre una chiocciola. Totalmente affascinata, comincia a osservarla: il tempo non le manca. Incuriosita dall’anatomia del bizzarro mollusco, dai suoi criptici meccanismi di difesa, dalla sua determinazione nel prendere le decisioni, istante per istante, e dalle sue oscure attività di corteggiamento, ne diventa una studiosa acuta ed entusiasta. «Il suono minuscolo e intimo della chiocciola che mangia» le dà una sensazione di compagnia e spazio condiviso. Da questa singolare relazione con la misteriosa creatura, che diventa a tutti gli effetti la sua coinquilina, ricava un grande conforto e un profondo senso di meraviglia. Dopo un lungo anno di immobilità, scrive questo libro prezioso: un elogio della lentezza e un invito a scoprire la ricchezza – e la bellezza – della vita nei piccoli dettagli di quello che ci sta intorno. Il rumore di una chiocciola che mangia è uno straordinario viaggio di sopravvivenza e resilienza raccontato con grazia e stupore, e ci mostra come anche la più piccola parte del mondo naturale può illuminare la nostra umana esistenza.

Il Rumore Del Tempo

Dmitrij Sostakovic ha gia riscosso successi in patria e in mezzo mondo quando il compagno Stalin in persona emette l’inappellabile condanna: la sua non è musica, è solo caos. Da quel momento la vita del ‘nemico del popolo’ Sostakovic non è che una foglia al vento, e la sua anima assediata dalla paura, il campo di battaglia fra codardia ed eroismo. Nella speranza che la sua arte sappia resistere al rumore del tempo.

La mattina del 29 gennaio 1936 la terza pagina della ‘Pravda’ commentava la recente esecuzione al Bol’soj della Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Dmitrij Sostakovic titolando Caos anziché musica e accusando l’opera di accarezzare ‘il gusto morboso del pubblico borghese con una musica inquieta e nevrastenica’. Non si trattava solo della recensione negativa capace di rovinare la giornata di un artista. Neppure della stroncatura in grado di distruggergli la carriera. Nell’Età del terrore del compagno Stalin un editoriale del genere, e il conseguente stigma di nemico del popolo, poteva interrompere la vita stessa. E dunque puntuale, per il celebre Sostakovic, giunge il primo di una serie di colloqui con il Potere. È una trappola senza vie d’uscita, quella che gli si tende – piegarsi alla delazione o soccombere -, e Sostakovic si dispone all’attesa dell’ineluttabile. Al calar della notte, per dieci notti consecutive, esce dall’appartamento che divide con la moglie Nita e la figlioletta Galja e si sistema accanto all’ascensore che presumibilmente portera i suoi aguzzini, meditando fino all’alba sul suo destino e quello del suo tempo. Ma le vie dei regimi sono imperscrutabili, l’interrogatore può facilmente trasformarsi in interrogato e il reprobo salvarsi, addirittura essere ‘perdonato’. E dunque la musica di Sostakovic può tornare a circolare e il suo nome a rappresentare quello del suo paese nel mondo. Un abisso di paura e umiliazione parrebbe scampato, ma è proprio allora che il Potere alza la posta e impone una nuova resa. Una volta e un’altra ancora. Sostakovic è ormai vecchio e nauseato di compromessi quando apprende la sua ultima verità: che ‘essere un vigliacco non è facile. Molto più facile essere un eroe. A un eroe basta mostrarsi coraggioso per un istante: quando estrae la pistola, quando lancia la bomba, attiva il detonatore, fa fuori il tiranno e poi se stesso. Essere un vigliacco significa invece imbarcarsi in un’impresa che dura una vita. Richiede costanza, fermezza, impegno a non cambiare, il che si risolve in una certa qual forma di coraggio’. Un coraggio minore e vergognoso, certo, al cospetto dei ‘facili’ martiri di contemporanei come Osip Mandel’stam. Uno per sentire, uno per ricordare, uno per bere, recita un proverbio tradizionale. A Sostakovic tocca sentire, ogni suono una nota, e sperare che il rumore del tempo, ogni suo spaventoso bercio e untuoso bisbiglio, finisca per dissolversi consegnando ai posteri solo la musica di Dmitrij Dmitrievic Sostakovic. La sua musica e nient’altro.

(source: Bol.com)

Il rumore del pallone sul cemento

Domenico e Giulio si conoscono da quando hanno dieci anni. Più precisamente da quando, nelle campagne della provincia romana, un pallone calciato male da Giulio unì le loro vite per gli anni a venire.
Ormai adulto, Domenico ripercorre con la memoria il tortuoso percorso della loro amicizia. Dalle giornate passate a costruire casette sugli alberi alle prime gite scolastiche. Dai primi amori alle scazzottate. Dalle fughe improvvise ai ritorni inattesi. Nonostante le loro evidenti diversità, i due si ostinano a mettere in gioco la loro costante e incessante forza per tentare di colmare l’uno le rugosità dell’altro, ritrovandosi, infine, entrambi completati.
Una storia che parla di una profonda amicizia, dell’evoluzione dei sogni e della riscoperta di quelle strade che sembravano dimenticate per sempre.
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### Sinossi
Domenico e Giulio si conoscono da quando hanno dieci anni. Più precisamente da quando, nelle campagne della provincia romana, un pallone calciato male da Giulio unì le loro vite per gli anni a venire.
Ormai adulto, Domenico ripercorre con la memoria il tortuoso percorso della loro amicizia. Dalle giornate passate a costruire casette sugli alberi alle prime gite scolastiche. Dai primi amori alle scazzottate. Dalle fughe improvvise ai ritorni inattesi. Nonostante le loro evidenti diversità, i due si ostinano a mettere in gioco la loro costante e incessante forza per tentare di colmare l’uno le rugosità dell’altro, ritrovandosi, infine, entrambi completati.
Una storia che parla di una profonda amicizia, dell’evoluzione dei sogni e della riscoperta di quelle strade che sembravano dimenticate per sempre.

Il rumore del Natale

«Papà, che rumore ha il Natale?» La domanda apparentemente ingenua di un bambino sollecita ricordi e nostalgie.

Il rubino d’oriente

Un anziano lupo di mare ha deciso di ritirarsi in pensione, ed ha scelto come abitazione, tanto per rimanere in carattere, un antico ed elegante veliero placidamente ancorato in un tranquillo porticciolo. Ma pare che qualcuno abbia giurato di disturbare il meritato riposo del vecchio capitano, e non si perita di salire a bordo nel cuore della notte per dedicarsi alla ricerca di qualcosa che solo lui conosce. Va, viene, fruga come gli pare: e sembra anche che possieda il dono dell’ubiquità, perché malgrado gli appostamenti e le ricerche non solo nessuno riesce a sorprenderlo, ma nemmeno arriva a scorgerlo da vicino. Che si tratta di un fantasma? E se non lo è cosa mai può attirare un comune delinquente a bordo di un vecchio veliero? Ancora una volta sarà Nancy Drew a rispondere a queste domande, nel corso di un’emozionante avventura che la vedrà impegnata con le amiche a rintracciare una vecchia e tarlata polena che custodisce da tempi lontani un gioiello di favolosa bellezza.

Il Ronin e la Volpe: M/M Yaoi Romance

Nel Giappone feudale, Kaede Hajime vive da ronin vagabondo, un samurai senza un signore. Quando passa la notte in una locanda, il proprietario lo implora di aiutarlo a fermare una pericolosa kitsune, uno spirito volpe, che tormenta il villaggio. Ma, quando cattura lo spirito, che ha la forma di un bellissimo ragazzo, Hajime scopre che anche la kitsune ha dei problemi. La perla che contiene l’anima dello spirito è stata rubata, rendendolo schiavo del suo nuovo padrone, che lo obbliga ad attaccare il villaggio.
Hajime accetta di aiutare la volpe a recuperare il gioiello, ma vivere con uno spirito volpe non è facile, e la fiducia che sta nascendo fra loro è continuamente messa alla prova. Le kitsune sono prima di tutto imbroglione, e Hajime deve capire quanto di ciò che la volpe gli dice sia la verità. A peggiorare le cose, un vecchio compagno di Hajime è in città, portando con sé gli amari ricordi dei suoi giorni da samurai. Hajime deve trovare un modo per recuperare il gioiello prima che il ladro scateni contro di lui i notevoli poteri della kitsune… e cercare di non rimetterci il cuore.
Novella. Contenuti maturi.
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### Sinossi
Nel Giappone feudale, Kaede Hajime vive da ronin vagabondo, un samurai senza un signore. Quando passa la notte in una locanda, il proprietario lo implora di aiutarlo a fermare una pericolosa kitsune, uno spirito volpe, che tormenta il villaggio. Ma, quando cattura lo spirito, che ha la forma di un bellissimo ragazzo, Hajime scopre che anche la kitsune ha dei problemi. La perla che contiene l’anima dello spirito è stata rubata, rendendolo schiavo del suo nuovo padrone, che lo obbliga ad attaccare il villaggio.
Hajime accetta di aiutare la volpe a recuperare il gioiello, ma vivere con uno spirito volpe non è facile, e la fiducia che sta nascendo fra loro è continuamente messa alla prova. Le kitsune sono prima di tutto imbroglione, e Hajime deve capire quanto di ciò che la volpe gli dice sia la verità. A peggiorare le cose, un vecchio compagno di Hajime è in città, portando con sé gli amari ricordi dei suoi giorni da samurai. Hajime deve trovare un modo per recuperare il gioiello prima che il ladro scateni contro di lui i notevoli poteri della kitsune… e cercare di non rimetterci il cuore.
Novella. Contenuti maturi.
### L’autore
Cornelia Grey è una studentessa di dottorato in scrittura creativa, con un debole per lo steampunk e il rock classico. Nata e cresciuta nelle colline del nord Italia, dove ha vinto diversi premi di poesia e narrativa, ha vissuto e lavorato a Londra, in Giappone, in Spagna e in Germania. Lavora anche come traduttrice freelance. Le piacciono i gatti, lavorare a maglia, recitare a teatro, visitare musei, collezionare tazze e chiacchierare con sua nonna. Quando scrive, preferisce storie curiose e surreali, lo steampunk e il paranormale. I suoi protagonisti sono sempre eroi un po’ per caso, e ci è affezionata proprio per questo.

Il romanzo incompiuto di Sofia Stern

A chi appartengono i gioielli ritrovati nella vecchia banca di Amburgo? Cosa nasconde l’enigmatico libro di memorie di Sofia Stern, ebrea tedesca emigrata in Brasile settant’anni prima? Quanti dei protagonisti di questa storia sono ancora vivi per raccontare la verità?Con una trama che ha tutte le componenti di un noir, descrivendo in modo incisivo il clima di oppressione nella Germania nazista degli anni ’30, Ronaldo Wrobel costruisce un racconto intessuto di una serie di misteri, che svelati potrebbero portare al possesso di una fortuna dimenticata e a ricomporre il mosaico di una vicenda di amori e tradimenti sopita dai tempi della guerra e improvvisamente.

(source: Bol.com)

Il romanzo di Parmenion

Il mondo degli antichi Greci era fatto di tumulti e di guerre, di intrighi e di tradimenti. Non esisteva una nazione greca e la terra divisa era governata da decine di Città Stato che lottavano tra loro per ottenere il predominio. Nel tempo i Persiani divennero sempre più ricchi, il loro impero fiorì nell’Asia e nell’Egitto, il loro potere si fece sentire in ogni città del mondo civilizzato.Gli eventi descritti in questo libro (cioè la presa della Cadmea, le battaglie alle Termopili, a Leuctra e ad Heraclea Lincestis) hanno tutti fondamenti storici e i personaggi principali (Parmenion, Senofonte, Epaminonda e Filippo il Macedone) hanno tutti calpestato quelle antiche montagne e pianure, seguendo le rispettive strade fatte di onore, di lealtà e di dovere. La vicenda di Permenion è però stata creata da Gemmell, perché la storia ufficiale ha praticamente dimenticato Parmenion, tanto che nessuno è in grado di stabilire se sia stato il re dei Pelagoni, un avventuriero macedone o un mercenario della Tessaglia.

Il Ritorno Di Hornblower

Inghilterra e Francia sono in pace, ma tutti sanno che lo stallo non può durare e che Bonaparte sta preparando uno sbarco sulla costa inglese. Posta di fronte a questo pericolo micidiale, l’Inghilterra si affretta al riarmo della propria flotta. A Hornblower viene affidato un piccolo tre alberi, la Hotspur, e l’incarico di sorvegliare le forze marittime francesi radunate nel golfo di Brest, in attesa che arrivi la squadra navale inglese a bloccare la Manica. Prima da solo, e poi con tutta la flotta dell’ammiraglio Cornwallis alle spalle, Hornblower sarà sempre in prima linea, affrontando il nemico e ottenendo il rispetto del suo equipaggio, fino a guadagnarsi la nomina a capitano di vascello. Ma i francesi non saranno gli unici nemici: le durissime condizioni della vita di bordo e la rigidità della disciplina militare, che lo obbligherà a decisioni ingrate; le ansie per la moglie e per il figlio in arrivo e le incomprensioni di qualche superiore blasonato e protetto a corte saranno per lui un carico forse ancora più pesante dei pericoli della battaglia. In una storia fatta di cieli limpidi, albe ghiacciate e battaglie improvvise e violente, Il ritorno di Hornblower racconta la crescita personale di un eroe.

Il ritorno della meteora

Questo è il terzo volume della strabiliante odissea della Meteora, la meravigliosa astronave costruita dal genio del professor Bénac, e noi siamo sicuri che i nostri lettori ritroveranno col piacere col quale si ritrovano i vecchi amici, Richard, il serio ingegnere, Jeff, il curioso e coraggioso giornalista, Mabel, la dolce inglesina, il misterioso Gonzales, lo scanzonato e ingegnosissimo monello parigino Spago. Con loro e col professor Bénac, sulla Meteora, i lettori scopriranno Saturno con le sue Amazzoni, i Centauri e i poveri uomini ridotti in schiavitù, e gli uomini, i cannibali, i nani di Urano; i microbi sviluppati come elefanti, che seminano il terrore fra gli uomini-anfibi di Mercurio, e i civilissimi, sapienti, statuari abitanti di Venere, minacciati da un asteroide che sta per abbattersi sul loro pianeta, segnandone la fine. E poi il sospirato ritorno verso la patria: la Terra. Fra grandi manifestazioni di amicizia de venusiani, la Meteora riparte. La Terra ormai dista soltanto un’ora di viaggio, un’ora alla velocità di 2000 chilometri al secondo, naturalmente. Ma che succede a bordo? Commossi, nostalgici, gli astronauti i mettono in contatto radio con la Terra. Una voce risuona nell’altoparlante di bordo. I nostri eroi ascoltano, e improvvisamente ciò che odono fa perdere la ragione al professor Bénac…

Il ritorno del vecchio sporcaccione

Nel 1967 Charles Bukowski ottenne finalmente la notorietà con la sua colonna settimanale “Taccuino di un vecchio sporcaccione”, seguito dall’omonimo libro uscito nel 1969. Continuò a tenere la rubrica per altri vent’anni, utilizzandola anche come palestra per sviluppare idee per i suoi libri successivi. Il ritorno del vecchio sporcaccione mette insieme molte di queste gemme rimaste inedite da allora. Ritroviamo le sue solite ossessioni – sesso, alcol e cavalli –, le sue incursioni nella letteratura o nella politica, le sue tormentate relazioni con le donne e le sue luride scappate nei giri della poesia. Seguendo l’intero arco della carriera dello scrittore, il libro fa luce su una parte della sua biografia e mette in risalto tutta la sua versatilità. “Poi un giorno dopo le corse dei cavalli mi misi a sedere e scrissi il titolo: taccuino di un vecchio sporcaccione, aprii una birra e il pezzo uscì da solo… non c’erano pressioni di nessun tipo, bastava semplicemente mettersi alla finestra, alzare la birra e lasciare che il pezzo uscisse da solo, tutto quel che voleva arrivare, arrivava…”

(source: Bol.com)