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La Sfida Interrotta

Sono passati 35 anni dall’agonia, dalla morte, dai funerali di Enrico Berlinguer. In quei giorni l’Italia restò sospesa. E la morte di Berlinguer fu causa di dolore non solo per chi condivideva le sue idee, ma anche per chi le avversava. Questo libro racconta le ragioni di quel dolore collettivo, ma soprattutto cerca di restituire ciò che di esemplare, unico, valido ancora e soprattutto oggi, resta dell’eredità politica del segretario del Partito comunista italiano. «Credo sia utile ritrovare oggi le idee di Enrico Berlinguer. Su quel palco di Padova la sua sfida si interruppe.» Il modo migliore per dare testimonianza di quella sfida – promuovere una nuova funzione «alta» della politica e un nuovo cambiamento nel suo Partito – è sembrato a Walter Veltroni quello di ricostruire gli elementi di «rottura» politica e culturale introdotti da Berlinguer nella tradizione del Pci. Fino a trasformarlo, alla metà degli anni Settanta, nel partito al quale guardava la maggior parte della gente progressista e di sinistra di questo Paese. Attraverso un percorso politico ricercato su interviste, articoli, relazioni e interventi pubblici si sviluppano i grandi temi del pensiero di Enrico Berlinguer: le donne, i giovani, la pace e il governo mondiale, i mass media, la questione morale. Sono passati molti anni, e scrive Veltroni: «Molto, quasi tutto è cambiato. Meno una cosa. Il bisogno che la politica sia coraggio». Noi vogliamo che i giovani godano tutte le bellezze e le gioie della vita, e tra queste l’amore nella sua pienezza. Non saremmo rivoluzionari se non apprezzassimo la vita, se pensassimo che la terra è una valle di lacrime, che noi siamo nati per soffrire. Se valle di lacrime è oggi per tanti la vita, noi sappiamo – e per questo lottiamo – che la terra può divenire una valle non più di lacrime, ma di gioie, di fiori, di sorrisi per tutti. Enrico Berlinguer, dicembre 1955

La serva e il lottatore

È mattino quando Albertico e Brita spariscono. La prima che se ne accorge è María Elena, l’anziana domestica che arrivando a casa loro la trova vuota; ed è lei che per dare una mano alla famiglia deve chiedere aiuto a un uomo che appartiene al suo passato: El Vikingo, un ex lottatore, ora poliziotto al servizio del regime salvadoregno. Spera di ottenere da lui informazioni sulla sorte della coppia, ma il tentativo la sprofonda in prima persona, lei, vecchia serva con le vesciche ai piedi, nel gorgo della guerriglia che infiamma le strade del Paese, tra studenti mascherati e barricate, e gente uscita per vendere un cesto di verdura e colpita a morte da un proiettile.
Romanzo duro sorretto da una lingua asciutta e vigorosa che assalta il lettore di continuo, *La serva e il lottatore* è una ripida discesa, senza riparo, in un paesaggio dolorosamente assolato e buio fatto di appetiti rivoluzionari e ferite insanabili. Un magistrale quadro della storia recente del Centroamerica che, dipingendo poche vite in uno spazio di tempo contratto e denso, basta a distillare l’orrore di San Salvador nel 1980, quando la guerra civile cominciava. **
### Sinossi
È mattino quando Albertico e Brita spariscono. La prima che se ne accorge è María Elena, l’anziana domestica che arrivando a casa loro la trova vuota; ed è lei che per dare una mano alla famiglia deve chiedere aiuto a un uomo che appartiene al suo passato: El Vikingo, un ex lottatore, ora poliziotto al servizio del regime salvadoregno. Spera di ottenere da lui informazioni sulla sorte della coppia, ma il tentativo la sprofonda in prima persona, lei, vecchia serva con le vesciche ai piedi, nel gorgo della guerriglia che infiamma le strade del Paese, tra studenti mascherati e barricate, e gente uscita per vendere un cesto di verdura e colpita a morte da un proiettile.
Romanzo duro sorretto da una lingua asciutta e vigorosa che assalta il lettore di continuo, *La serva e il lottatore* è una ripida discesa, senza riparo, in un paesaggio dolorosamente assolato e buio fatto di appetiti rivoluzionari e ferite insanabili. Un magistrale quadro della storia recente del Centroamerica che, dipingendo poche vite in uno spazio di tempo contratto e denso, basta a distillare l’orrore di San Salvador nel 1980, quando la guerra civile cominciava.

La Seduzione della Canaglia

LO CHIAMANO “IL DEMONIO DI LONDRA” …
Lord Vaughn, visconte Darlington, è famigerato per i piaceri peccaminosi che si concede, la qual cosa basta a scoraggiare anche le madri più desiderose di conquistare un titolo per le loro figlie nubili. Dicono che sia pericoloso al punto da poter rovinare una donna con una singola occhiata… Ma non riesce a resistere alle preghiere di una fanciulla che ha bisogno di aiuto. Può esserci speranza di redenzione per questa canaglia.
LA BENIAMINA DEL TON…
L’intera Londra adora Perdita Darby. La giovane donna è invitata a tutte le feste e ci sono gentiluomini appetibili disposti ad aspettarla, ma lei non ha alcun desiderio di sposarsi. Quando Perdita scopre che un uomo crudele ha intenzione di intrappolarla in un matrimonio che potrebbe esserle fatale, non sa a chi rivolgersi. Fa un patto con il demonio di Londra, nella speranza di salvarsi. Ma il prezzo del loro falso fidanzamento potrebbe metterli entrambi in pericolo…
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### Sinossi
LO CHIAMANO “IL DEMONIO DI LONDRA” …
Lord Vaughn, visconte Darlington, è famigerato per i piaceri peccaminosi che si concede, la qual cosa basta a scoraggiare anche le madri più desiderose di conquistare un titolo per le loro figlie nubili. Dicono che sia pericoloso al punto da poter rovinare una donna con una singola occhiata… Ma non riesce a resistere alle preghiere di una fanciulla che ha bisogno di aiuto. Può esserci speranza di redenzione per questa canaglia.
LA BENIAMINA DEL TON…
L’intera Londra adora Perdita Darby. La giovane donna è invitata a tutte le feste e ci sono gentiluomini appetibili disposti ad aspettarla, ma lei non ha alcun desiderio di sposarsi. Quando Perdita scopre che un uomo crudele ha intenzione di intrappolarla in un matrimonio che potrebbe esserle fatale, non sa a chi rivolgersi. Fa un patto con il demonio di Londra, nella speranza di salvarsi. Ma il prezzo del loro falso fidanzamento potrebbe metterli entrambi in pericolo…

La scomparsa dei fatti. Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni

“I fatti separati dalle opinioni”, questo era il vecchio motto del giornalismo. Poi è stato soppiantato da uno molto più pratico: “Niente fatti, solo opinioni”. C’è chi li nasconde perché non li conosce e non ha voglia di informarsi, perché altrimenti non lo invitano più in certi salotti, perché contraddicono la linea del giornale, perché è meglio non scontentare nessuno e magari ci scappa una consulenza con il governo o con la regione. Marco Travaglio racconta lo stato dell’informazione in Italia: programmaticamente svuotata di contenuti, malata di revisionismo, corrotta, mercenaria, sostanzialmente menzognera. **

La Sacra Bibbia

Il fascino della “Parola” che continua ad attirare generazioni che hanno colto la distanza che le separa dalle altre parole umane, fascino che continua ad esercitare anche al di fuori del mondo cristiano. Con testo e note dell’edizione della CEI – U.E.L.C.I., l’edizione Città Nuova si caratterizza per una impaginazione più ariosa e per una maggiore leggibilità.

La Rivoluzione Francese

Per molto tempo gli storici hanno dato per scontato ciò che era evidente anche ai testimoni dell’epoca: che la Rivoluzione francese fu generata dalle idee radicali dell’Illuminismo. Negli ultimi decenni gli studiosi hanno invece cominciato a sostenere che la Rivoluzione fu causata dalle forze sociali, dalla politica, dall’economia o dalla cultura, da quasi tutto insomma, escludendo però i concetti astratti di libertà e uguaglianza. In questo libro, uno dei maggiori storici del mondo dell’Illuminismo restituisce alla storia intellettuale della Rivoluzione la sua legittima centralità. Attingendo copiosamente da fonti di prima mano, Jonathan Israel ricostruisce il gigantesco dibattito intellettuale che produsse e accompagnò le varie fasi di questo cruciale evento storico; dimostrando come tali idee abbiano diviso i capi rivoluzionari in blocchi ideologici violentemente opposti, e come i conflitti siano infine sfociati nel Terrore. Nella Rivoluzione culminarono gli ideali di emancipazione e di democrazia dell’Illuminismo, se si concluse diversamente è solo perché queste memorabili e nobili aspirazioni vennero tradite.

La rivoluzione culturale nazista

In principio c’era solo la natura, con le sue leggi severe e ineluttabili. C’era solo la lotta per la sopravvivenza destinata a premiare i più forti e i più spietati. Per questo gli uomini hanno onorato e ossequiato alberi e torrenti, si sono nutriti e hanno combattuto come ogni altro animale. La cultura non era altro che la semplice trascrizione della natura, la difesa del suo unico ordine e del suo codice. Lo snaturamento dell’uomo avviene, secondo l’ideologia nazista, con 1’insediamento dei semiti in Grecia, quando l’evangelizzazione introduce in Occidente il giudeo-cristianesimo. Un traviamento completato dalla Rivoluzione francese con le sue costruzioni ideologiche umanistiche e anti-naturali (uguaglianza, compassione, astrazione della legge). Per salvare la razza nordico-germanica, nell’ottica nazista, era dunque necessario operare una vera e propria `rivoluzione culturale’ che ristabilisse il modo di essere degli antichi e facesse di nuovo coincidere cultura e natura. Una battaglia che imponeva all’uomo germanico di rifondare la legge e la morale per rendere lecito e addirittura un diritto sopraffare e uccidere. Con questo libro Johann Chapoutot, uno dei maggiori storici francesi, porta alla luce le forme attraverso le quali i nazisti hanno progettato una completa riscrittura della storia dell’Occidente e il modo in cui queste idee sono state attuate dai criminali nazisti. **

La regina dei mari

Lima, 1595. All’alba le campane della cattedrale suonano a distesa mentre la statua della Vergine è portata in processione fino al mare. Al porto tutto è pronto. Il governatore spagnolo Don Álvaro de Mendaña sta per salire a bordo del suo galeone, il San Jerónimo. Al suo fi anco, l’adorata moglie Isabel Barreto, discendente di una grande famiglia di navigatori. È trascorso un secolo da quando Cristoforo Colombo ha oltrepassato i confini del mondo conosciuto, segnando l’inizio dell’epoca dei conquistadores. Don Álvaro ha un piano altrettanto ambizioso: raggiungere le sponde del quinto continente, l’Australia Incognita. Oltre alla sua dote, Isabel mette al servizio dell’impresa intelligenza e temerarietà, ma non sa ancora che con quel viaggio diventerà la prima donna nella storia a capo di un’intera flotta navale. Nonostante i buoni auspici, la traversata in mare si rivela subito difficoltosa, tra conflitti nell’equipaggio e scontri sanguinosi con gli indigeni nelle terre colonizzate. La spedizione assomiglia sempre più a un’infernale corsa verso l’oblio, quando, all’isola di Santa Cruz, Isabel si ritrova sola al comando: in punto di morte, l’anziano Don Álvaro le conferisce pieni poteri e il titolo di capitano generale dell’armada. Così, con un’eredità tanto fortuita e gravosa, comincia la seconda vita di Isabel. Attraverso il Pacifico, dalle Filippine al Messico, si trova a percorrere rotte inesplorate; a parare i colpi del suo avversario, il capo pilota portoghese Queirós; a cadere in preda alle passioni più laceranti, dal rimorso alla gelosia, dallo sconforto all’esaltazione. Per sopravvivere, Doña Isabel dovrà essere pronta a tutto, anche a compiere atti che lei stessa faticherà a perdonarsi. Alexandra Lapierre unisce un avvincente intrigo narrativo al rigore della ricerca storica per restituirci il profi lo di una fi gura femminile tanto singolare quanto moderna. La regina dei mari è una storia vera, è un romanzo d’amore e d’avventura, è il ritratto potente e barocco di un’epoca memorabile.

La ragazza del Kyūshū

In un mattino di primavera una giovane donna entra nello studio di un illustre penalista di Tokyo. È Kiriko. Ha appena vent’anni, il volto pallido dai tratti ancora infantili, ma qualcosa di inflessibile nello sguardo, «come fosse stata forgiata nell’acciaio». Non ha un soldo e ha attraversato il Giappone dal lontano Kyūshū per arrivare fin lì, a implorare il suo aiuto. Il fratello, accusato di omicidio, è appena stato arrestato, e Kiriko è la sola a crederlo innocente. L’avvocato rifiuta il caso: non ha tempo da perdere, tanto meno per una difesa che dovrebbe assumersi senza essere retribuito. Kiriko si scusa con un piccolo inchino, esce dallo studio e così come è arrivata scompare. Il fratello verrà condannato e morirà in carcere qualche mese dopo, poco prima che l’esecuzione abbia luogo.
È solo l’antefatto da cui prende il via questo gelido noir di Matsumoto. Dove un caso-fantasma, ripercorso nei minimi dettagli, lascia spazio a una vendetta esemplare che si fa strada da lontano. E mentre ogni colpa – consapevole o inconsapevole – viene pesata accuratamente, come su una bilancia cosmica, una tensione impalpabile, un «rumore di nebbia» accompagnano questa storia da cima a fondo. Finché lei, Kiriko, la ragazza del Kyūshū, non otterrà ciò che le spetta.

La ragazza del Kyushu

In un mattino di primavera una giovane donna entra nello studio di un illustre penalista di Tokyo. È Kiriko. Ha appena vent’anni, il volto pallido dai tratti vagamente infantili, ma qualcosa di inflessibile nello sguardo, “come fosse stata forgiata nell’acciaio”. Non ha un soldo e ha attraversato il Giappone dal lontano Kyushu per arrivare fin lì, a implorare il suo aiuto. Il fratello, accusato di omicidio, è appena stato arrestato, e Kiriko è la sola a crederlo innocente. L’avvocato rifiuta il caso: non ha tempo da perdere, tanto più per una difesa che dovrebbe assumersi senza essere retribuito. Kiriko si scusa con un piccolo inchino, esce dallo studio e così come è arrivata scompare. Il fratello verrà condannato e morirà in carcere qualche mese dopo, poco prima che l’esecuzione abbia luogo. Sono solo gli antefatti da cui prende il via questo noir di Matsumoto. Dove un “caso-fantasma”, ripercorso nei minimi dettagli, lascia spazio a una vendetta esemplare che si fa strada da lontano, andando a segno quasi per caso. E mentre ogni colpa – consapevole o inconsapevole – viene pesata accuratamente, come su una bilancia cosmica, una tensione sotterranea, un “rumore di nebbia” accompagnano questa storia da cima a fondo. Finché lei, Kiriko, “la ragazza del Kyushu”, non otterrà ciò che le spetta. **

La radice del sole: Dieci parole per conoscere meglio il Giappone e noi stessi

Nella sua effettiva lontananza, ancora solo in parte ridotta dai moderni mezzi di comunicazione, il Giappone da sempre riveste agli occhi del lettore, spettatore o viaggiatore occidentale il ruolo di alterità fascinosa e irriducibile, spesso tradotta in un esotismo tanto amichevole quanto semplificatorio. Complici una lingua complessa, una storia per larga parte sconosciuta se non agli studiosi, e una creatività intellettuale tanto effervescente quanto a volte enigmatica, il Giappone finisce così col rappresentare, e oggi più che mai, una sorta di fuga spirituale in un elegante stereotipo. A questa comprensibile ma ingiusta banalizzazione intende rispondere questo libro, procedendo per coppie oppositive che danno conto certo non di tutti, ma di alcuni aspetti fondativi della mentalità e cultura giapponesi, specie laddove essi producono risultati, comportamenti, oggetti e relazioni radicalmente diversi dai nostri. Osservare perciò come la cultura giapponese affronta e risolve, nella vita quotidiana come nell’arte, la dialettica tra Tradizione/Modernità, Singolo/Società, Naturale/Artificiale, Diritto/Rovescio, Forma/Sostanza non ha dunque l’ambizione di spiegare in maniera definitiva quel composito universo che è il Giappone, ma semmai quella di mostrare che questo affascinante paese «non è un enigma che va risolto o un mistero che attende di essere dipanato. La conoscenza della sua Storia è importante, nella consapevolezza che questo nome esprime forse anche il nome di un desiderio: quello che vi siano ancora penombre, riserve di senso mai interamente traducibili, perché è in questi spazi d’incertezza che si dipana una vita non del tutto calcolabile».
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### Sinossi
Nella sua effettiva lontananza, ancora solo in parte ridotta dai moderni mezzi di comunicazione, il Giappone da sempre riveste agli occhi del lettore, spettatore o viaggiatore occidentale il ruolo di alterità fascinosa e irriducibile, spesso tradotta in un esotismo tanto amichevole quanto semplificatorio. Complici una lingua complessa, una storia per larga parte sconosciuta se non agli studiosi, e una creatività intellettuale tanto effervescente quanto a volte enigmatica, il Giappone finisce così col rappresentare, e oggi più che mai, una sorta di fuga spirituale in un elegante stereotipo. A questa comprensibile ma ingiusta banalizzazione intende rispondere questo libro, procedendo per coppie oppositive che danno conto certo non di tutti, ma di alcuni aspetti fondativi della mentalità e cultura giapponesi, specie laddove essi producono risultati, comportamenti, oggetti e relazioni radicalmente diversi dai nostri. Osservare perciò come la cultura giapponese affronta e risolve, nella vita quotidiana come nell’arte, la dialettica tra Tradizione/Modernità, Singolo/Società, Naturale/Artificiale, Diritto/Rovescio, Forma/Sostanza non ha dunque l’ambizione di spiegare in maniera definitiva quel composito universo che è il Giappone, ma semmai quella di mostrare che questo affascinante paese «non è un enigma che va risolto o un mistero che attende di essere dipanato. La conoscenza della sua Storia è importante, nella consapevolezza che questo nome esprime forse anche il nome di un desiderio: quello che vi siano ancora penombre, riserve di senso mai interamente traducibili, perché è in questi spazi d’incertezza che si dipana una vita non del tutto calcolabile».

La pioggia di Wither. L’oscura congrega: 2

Un tempo erano estranei uniti soltanto dalle loro paure, evocate da un’entità diabolica che si chiamava Eizabeth Wither. La videro tornare a vivere la notte di Halloween nella storica città universitaria di Windale, Massachussets. Videro i loro sogni oscuri divenire realtà attraverso il terrore da lei scatenato. La videro morire schiacciata sotto tonnellate di pietra. Ma se Wither non c’è più e i loro incubi sono terminati, perché si svegliano ancora urlando? Wendy Ward, una studentessa universitaria col dono della magia bianca, sente che si sta preparando per Windale un cambiamento di tempo dalle conseguenze drammatiche. C’è nell’aria un nuovo gelo.., **

La perfezione

«Lui non aveva paura della morte, non aveva paura di niente.» Lui è Willy l’Olandese, un vecchio killer implacabile. Un gigante silenzioso e indifferente a tutto come un dio nordico. Quando arriva nella valle presso il grande lago del Norditalia che ogni anno è la sua meta estiva, in una pensione dove fa da cameriera la bella Adriana, non sa di avere appuntamento con il destino. Il telefono ha squillato in una casa a pochi chilometri da lì e un altro killer, un trentenne sfigurato al volto da un remoto incidente d’auto, ha ricevuto l’incarico di eliminarlo. Tutta la storia si svolge nell’arco di tre soli giorni, ma la tensione monta capitolo dopo capitolo nell’attesa del momento fatale: lo scontro fra due professionisti della morte. E tra loro l’inquietudine di Adriana, che senza saperlo ne deciderà le sorti. Con rara potenza, Montanari ci restituisce il clima feroce e geometrico di Dürrenmatt e del grande noir americano immergendoli nel contesto della provincia italiana, fino a creare un contrasto sorprendente e irresistibile. Una nuova edizione del titolo che venticinque anni fa, insieme alle opere prime di Andrea Pinketts e Carlo Lucarelli, inaugurò la nuova stagione del noir letterario italiano. Una storia così cristallina e indimenticabile che fu Aldo Busi a suggerirne il titolo: «Deve chiamarsi La perfezione, perché è un libro perfetto». Gli occhi del paese erano fissi nei suoi. Gli occhi di tutti nei suoi. Il resto della faccia, lo guardavano solo da lontano. Qualcuno rabbrividiva, perché lui faceva paura. «Ci sono libri che ci ammaliano, specialmente quando rimangono imperscrutabili anche dopo diverse letture. Il perfetto romanzo minimalista di Montanari è uno di questi.» («Der Spiegel») «Singolare esempio di felice “scorrettezza politica”, La perfezione chiama il Male con il suo nome. Da qui il fascino oscuro del romanzo: una potente, infernale approssimazione al Male.» (Alberto Rollo, «L’Unità») «Raul Montanari è uno scrittore mistico.» (Andrea Camilleri)

La paziente scomparsa

**Autrice del bestseller *Non svegliarti***
Emily Jacobs è appena stata ricoverata nell’ospedale dove lavora come infermiera per una piccola operazione. Quando si sveglia nel cuore della notte, ancora confusa dall’anestesia, fatica a capire bene cosa stia succedendo. Per un momento le sembra quasi che un medico stia cercando freneticamente di rianimare la paziente nel letto a fianco. Al risveglio chiede spiegazioni, ma la risposta è che il letto accanto al suo è sempre stato vuoto. Una volta tornata al lavoro, Emily è decisa a non dare più peso alla cosa, ma il ritrovamento di un braccialetto riporta a galla tutte le sue inquietudini. Potrebbe essere della donna scomparsa? Più ci pensa e più si convince che i suoi colleghi nascondano un terribile segreto. Potrebbe sbagliarsi, è vero. Forse per colpa di un trauma del suo passato che rischia di influenzarla… E se invece avesse ragione? Chi altro sarebbe in pericolo?
**Un thriller che vi farà perdere il sonno
Una persona può scomparire nel nulla?**
**Hanno scritto dei suoi romanzi:**
«Grandioso… Leggendo Non svegliarti ti sembra di stare sulle montagne russe.»
**Angela Marsons**
«Ha accelerato i battiti del mio cuore.»
**Mojo Mums**
«Sentivo i brividi che mi scivolavano lungo la schiena. Una storia che condensa dentro di sé così tante inquietudini da tenerti inchiodato fino all’ultima pagina.»
**Echoes in an Empty Room**
**Liz Lawler**
ha lavorato per vent’anni come infermiera, per poi dedicarsi alla gestione di un albergo a cinque stelle come general manager. La transizione per lei è stata quasi naturale, la domanda da rivolgere a pazienti e ospiti è uguale: “Buongiorno. Ha dormito bene?”. *Non svegliarti* , il suo scioccante thriller d’esordio, è stato pubblicato dalla Newton Compton.

La Menzogna dell’Identità

Chi sei? È una domanda legata a un’altra domanda: cosa pensi di essere? Un genere. Una religione. Una razza. Una nazionalità. Una classe. Una cultura. Queste etichette producono identità collettive. Formano i contorni del senso che abbiamo di noi stessi e il perimetro del mondo che ci circonda. Eppure, sono piene di contraddizioni e di falsità. Tutti sappiamo che le identità portano conflitti. Ma Kwame Anthony Appiah dimostra qualcosa di più profondo e insidioso: sono i conflitti a creare le identità. La religione è innanzitutto una manifestazione del potere e non della fede. La razza, che oggi occupa lo spazio pubblico e pervade il linguaggio, è un residuo scellerato del Novecento. Il nostro concetto di sovranità nazionale è instabile e poco coerente. L’idea stessa dell’Occidente è un ideale vuoto. Appiah è nato a Londra, è cresciuto in Ghana e oggi vive negli Stati Uniti, dove è considerato nero. Con una esplorazione della storia e della natura delle identità che ci definiscono, decostruisce le etichette di cui ci serviamo per capire chi siamo, e che tuttavia possono trasformarsi in strumenti di discriminazione e di abuso del potere. **

La luce delle muse. La sapienza greca e la magia della parola

Oggi il linguaggio è ridotto a mero strumento per soddisfare bisogni o finalità pratiche: spesso ci serviamo delle parole in modo distratto e frettoloso, senza comprenderne il significato e l’origine. In questo flusso continuo si aprono però momenti di assoluto silenzio, istanti di grazia in cui s’incontra qualcosa d’inaspettato, meraviglia che svela le forze invisibili della realtà. È in questa esperienza che si può inserire una parola ‘altra’, quella delle Muse, che è luce che illumina e fa risplendere la natura del cosmo e l’esperienza della vita.La parola ispirata dei poeti e dei sapienti della Grecia è insieme ordine e bellezza, realizzazione e compimento della realtà, potenza del sacro e tensione alla verità, rito e magia, legame che avvince la terra al cielo così come stringe gli uomini in comunità. Dal canto soave delle Muse fino al cuore pulsante dell’Atene classica, dalla malìa della voce di Orfeo alle storie sapientemente raccontate da Odisseo, dal miele delle api al nettare dell’immortalità, dall’intreccio dei poteri di Apollo, Ermete e Dioniso alla ritualità che parola e canto scandiscono, dal viaggio sciamanico alla folgorazione della sapienza platonica si dipana un percorso avvincente che esplora un modo altro e diverso di vivere la parola e la conoscenza: un percorso che ci fa riflettere sulla nostra stessa relazione con il linguaggio e il mito, mostrando la necessità di re-incantare il mondo e l’anima per giungere a noi stessi.