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Di questo amore non si deve sapere

Di questo amore non si deve sapere: La storia di Inessa e Lenin by Ritanna Armeni
«*Un capitolo inesplorato e sorprendente nella saga dell’Ottobre rivoluzionario. Amore e politica che si intrecciano e si scontrano, tra ardori e ipocrisie. E le lacrime di Lenin: una scoperta che Ritanna Armeni ci racconta con precisione documentaria e passione narrativa*». **Pierluigi Battista** «*Una storia importante, appassionata e dolorosa. Questo libro mi ha fatto scoprire un Lenin inedito e umanissimo, un capitolo sconosciuto della storia dei bolscevichi*». **Luciana Castellina** «*Una storia meravigliosa, finalmente sottratta all’oblio. Si soffre, si esulta, si tifa per l’amore di Vladimir e Inessa, che si nutre di Storia e nella Storia resta impigliato, finché la ricostruzione straordinaria di Ritanna Armeni non lo restituisce ai lettori con il respiro serrato di un romanzo*». **Nadia Terranova** «*Una donna borghese e un rivoluzionario innamorato. La Rivoluzione Russa a un secolo di distanza regala ancora grandi storie. Lei è Inessa Armand, lui è Lenin. Un ritratto sorprendente, senza giudizi e senza politica, narrato come da una grande distanza, con la lingua serena dei racconti di Puskin*». **Lucia Annunziata** Donna attraente e appassionata, magnetica e vitale, pianista eccellente, poliglotta, rivoluzionaria, impegnata nella lotta per i diritti delle donne, sostenitrice del libero amore, madre di cinque figli e moglie di un ricchissimo industriale russo: è Inessa Armand, votata anima e corpo alla causa bolscevica. Anche se per molto tempo il regime sovietico ha fatto di tutto per tenerlo segreto, fu il grande amore di Lenin, oltre che la sua più fidata collaboratrice. Si conobbero a Parigi nel 1909, in un caffè dove si incontravano

Di questa vita menzognera

Famiglia di imprenditori partenopei senza scrupoli, arricchiti a dismisura, i Negromonte godono dei favori e dell’intesa del potere centrale e sono padroni indiscussi della città nonché pionieri di una nuova economia di rapina. Vivono in un immenso palazzo settecentesco ricalcando grottescamente un presunto fasto borbonico, circondati da una corte di ecclesiastici, precettori e segretari. Distruggere e ricostruire sono le parole d’ordine. Vendere Napoli, il Golfo, il Vesuvio, e fare Eternapoli, una sorta di enorme parco tematico, è il loro progetto.

Di qua dal paradiso

Il romanzo esce nel 1920 e provoca subito scalpore. Siamo all’indomani della Prima Guerra Mondiale. La società sta cambiando, una nuova generazione sale alla ribalta e Francis Scott Fitzgerald è pronto a raccontarcelo come nessun altro ha ancora fatto. Il protagonista, alter-ego dell’autore, è Amory Blaine, un giovane della borghesia, intelligente, affascinante e ambizioso. Ma i suoi sogni dovranno vedersela con la realtà. Sono presenti tutti i classici ingredienti fitzgeraldiani: la ricerca del successo, l’incontro/scontro con donne belle e impossibili, la necessità di fare i conti con le disillusioni della vita. Una formazione umana e sentimentale descritta con quel linguaggio fresco, spregiudicato, al contempo cinico e romantico, che costituisce la cifra stilistica dell’autore.
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Di passaggio

Una tenuta nelle campagne del Brandeburgo viene suddivisa tra le quattro figlie di un vecchio possidente terriero. La parte più modesta, un bosco su cui sorge una piccola casa con un grande giardino e l’accesso diretto al lago, è affidata all’ultimogenita, Klara, che proprio nelle acque di quel lago decide di togliersi la vita. Tra cessioni ed espropri, l’abitazione passa di mano in mano, testimone silenziosa di violenze e passioni, urla e sospiri dei suoi inquilini, tutti inesorabilmente alla ricerca dello Heim, di un luogo in cui sentirsi “a casa”. Undici le vite, undici i destini che si danno il cambio, incastrandosi come tessere di un raffinatissimo mosaico naturale, su cui però la storia lascia le sue indelebili impronte, dalla tragedia della guerra all’orrore dei campi di concentramento, dalla sofferenza dei vinti all’arroganza dei “liberatori”.
A scandire il ritmo di questo racconto fuori dal tempo – ma dal tempo profondamente segnato – è la presenza costante della dodicesima tessera, il giardiniere, l’unico a credere soltanto nella natura e nell’alternarsi delle stagioni, il solo a prendersi cura della casa, con immutata devozione, fino alla fine.

Uno di noi

Un ragazzino dodicenne, suo fratello maggiore e il loro padre, carismatico e manipolatore, hanno vinto quella che loro chiamano “la guerra”: dopo il tribolato divorzio dei genitori, la madre ha perso la custodia dei figli. I tre lasciano il Kansas, di notte, e viaggiano verso ovest, verso la periferia brulla e assolata di Albuquerque, in New Mexico, per ricominciare una nuova vita insieme. All’inizio tutto sembra normale: i ragazzi vanno a scuola, giocano a basket e si fanno nuovi amici. Ben presto, però, la situazione precipita: strani personaggi vanno e vengono dal loro appartamento, e il padre da distratto si fa prima lunatico, poi imprevedibile e infine pericoloso. Magariel firma lo straordinario ritratto di un bambino che lotta per cercare di tenere insieme i pezzi della sua famiglia, e racconta il legame feroce di due fratelli che si proteggono a vicenda da un padre di cui una volta si fidavano ma che ora non riconoscono più.

(source: Bol.com)

Di Ilde Ce N’è Una Sola

**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»**
**«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»**
Antonio D’Orrico, *«La lettura – Corriere della Sera»*
**«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**
Bruno Quaranta, *«Tuttolibri»*
**«La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.»**
Fulvio Panzeri, *«Avvenire»*
In luglio a Bellano fa un caldo della malora. L’aria è densa di umidità e il cielo una cappa di afa. Eppure l’acqua che scorre rombando tra le rocce dell’Orrido è capace di tagliare in due il respiro, perché è fredda gelata, certo, ma anche perché nelle viscere della roccia il fiume cattura da sempre i segreti, le passioni, gli imbrogli, le bugie e le verità che poi vorrebbe correre a disperdere nel lago, sempre che qualcuno non ne trovi prima gli indizi. Come per esempio una carta d’identità finita nell’acqua chissà come e chissà perché. Brutta faccenda. Questione da sbrigare negli uffici del comune o c’è sotto qualcosa che compete invece ai carabinieri?
Alla fine, a sbrogliare la matassa ci pensa Oscar, operaio generico, capace cioè di fare tutto ma niente di preciso, che da sei mesi è in cassa integrazione e snocciola le giornate sul divano con addosso le scarpe da lavoro, con la punta grossa. In quel luglio del 1970, offuscato dal caldo e dalle ombre tetre della crisi economica, armato della sua curiosità ottusa Oscar fa luce sui movimenti un po’ sospetti di Ilde, la giovane moglie dal caratterino per niente facile, che forse sta solo cercando il modo di tirare la fine del mese come può. In Di Ilde ce n’è una sola, **Andrea Vitali torna ai fatidici anni Settanta, alle ristrettezze che seguono il boom economico, alle fatiche di far quadrare il bilancio di casa**, all’irridente spavalderia di chi invece ce l’ha fatta e crede di aver domato il mondo e l’avvenire. Con l’umorismo spesso salace della sua scrittura, Vitali ci regala un’altra pagina del suo interminabile romanzo lacustre, specchio di vite semplici e reali in cui può riconoscersi ognuno di noi.
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### Sinossi
**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»**
**«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»**
Antonio D’Orrico, *«La lettura – Corriere della Sera»*
**«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**
Bruno Quaranta, *«Tuttolibri»*
**«La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.»**
Fulvio Panzeri, *«Avvenire»*
In luglio a Bellano fa un caldo della malora. L’aria è densa di umidità e il cielo una cappa di afa. Eppure l’acqua che scorre rombando tra le rocce dell’Orrido è capace di tagliare in due il respiro, perché è fredda gelata, certo, ma anche perché nelle viscere della roccia il fiume cattura da sempre i segreti, le passioni, gli imbrogli, le bugie e le verità che poi vorrebbe correre a disperdere nel lago, sempre che qualcuno non ne trovi prima gli indizi. Come per esempio una carta d’identità finita nell’acqua chissà come e chissà perché. Brutta faccenda. Questione da sbrigare negli uffici del comune o c’è sotto qualcosa che compete invece ai carabinieri?
Alla fine, a sbrogliare la matassa ci pensa Oscar, operaio generico, capace cioè di fare tutto ma niente di preciso, che da sei mesi è in cassa integrazione e snocciola le giornate sul divano con addosso le scarpe da lavoro, con la punta grossa. In quel luglio del 1970, offuscato dal caldo e dalle ombre tetre della crisi economica, armato della sua curiosità ottusa Oscar fa luce sui movimenti un po’ sospetti di Ilde, la giovane moglie dal caratterino per niente facile, che forse sta solo cercando il modo di tirare la fine del mese come può. In Di Ilde ce n’è una sola, **Andrea Vitali torna ai fatidici anni Settanta, alle ristrettezze che seguono il boom economico, alle fatiche di far quadrare il bilancio di casa**, all’irridente spavalderia di chi invece ce l’ha fatta e crede di aver domato il mondo e l’avvenire. Con l’umorismo spesso salace della sua scrittura, Vitali ci regala un’altra pagina del suo interminabile romanzo lacustre, specchio di vite semplici e reali in cui può riconoscersi ognuno di noi.

Di ghiaccio e d’oro

“Una giovane e brava autrice che merita un grande successo.”
Miriam Formenti
Inghilterra, 1152.
Rimasta orfana, Arabelle viene mandata al castello di sua zia, lady Megan. Qui conosce Bryan, figlio illegittimo del lord, di poco più grande di lei. L’incontro suscita in entrambi i giovani un profondo turbamento, ma la fanciulla viene destinata al monastero. Cinque anni dopo, Arabelle è ormai pronta a prendere i voti: prima di entrare per sempre in convento le rimane solo un’estate, durante la quale incontra di nuovo Bryan. Ma il ragazzo di un tempo è divenuto un uomo d’arme duro e sprezzante, che però non l’ha mai dimenticata. Ed è ora disposto a tutto pur di averla…

Di fama e di sventura

Di fama e di sventura by Federica Manzon
“Se sbaglio, Dio me lo farà capire” ripete Tommaso tutte le volte in cui deve prendere una decisione che lo allontana dal suo cuore buono, e non sa che quella formula all’apparenza innocua si trasformerà in una drammatica profezia. Tommaso nasce nell’ora più calda del giorno più caldo dell’estate più calda, e attorno a lui si affollano presagi oscuri e dolorosi. “È nato sotto una cattiva stella” dicono le comari, ed è chiaro che quel bambino ha qualcosa di speciale: sarà in grado di capire l’animo degli uomini con uno sguardo, di leggere il futuro, ma su di sé attirerà disgrazie, successo e tragedie. Da subito la sua esistenza è segnata dall’abbandono, dalla ricerca di un padre sognato e inafferrabile proprio come la più brillante tra le stelle che il piccolo Tommaso impara a scrutare nel cielo nero e magico di un’estate fatale. Fin dall’infanzia dovrà imparare a difendersi dall’ingiustizia, e allora la sua vita sarà una sfida continua contro ciò che lo affligge e lo spaventa: il respiro sempre troppo corto, la paura dell’acqua profonda, il denaro che inganna e tradisce, l’amore che è più pericoloso del mare. Sostenuta da un’ambizione e un desiderio di rivalsa incrollabili, la corsa di Tommaso lo porterà dalla sua città di confine, dove tutti sono un po’ matti e sognatori, all’altra parte dell’oceano, dalle stanze anguste del collegio ai templi dorati della finanza, da un padre desiderato a un figlio inascoltato, dalla passione bruciante all’amore in punta di piedi, in una spirale che lo inebria e lo divora. Sul confine sottile tra respiro epico e racconto degli affetti quotidiani, Federica Manzon dà vita a una storia popolata da personaggi indimenticabili: la nonna Vittoria che cammina alzando la gonna sopra il ginocchio e compare e scompare a passo di vento, Ariel Fiore, il campione di nuoto, l’amico facile da amare e da tradire, Mila dagli occhi gialli come il miele e velenosi come il serpente, e tantissimi altri, fino alla narratrice di questa storia, capace di amare fino all’ultima parola. Attraversando, con una cronaca dura, l’economia di inizio millennio, tra speculazioni crudeli e dissennate e l’onda nera e travolgente della crisi, Di fama e di sventura è una saga dal respiro lungo e il ritmo incalzante, la storia senza tempo di un uomo che lotta contro le lusinghe del suo lato oscuro, storia eterna di trionfi, rimorsi e rimpianti. E chissà se, alla fine, gli occhi acquosi di Ljuba la maga avranno davvero visto il destino quando hanno sussurrato tra i capelli di Tommaso bambino: “Alla fine troverà quello che cerca, e lo perderà”…

Di carne e di piombo

Il corpo non mente. Amanda lo sa bene. Interpretare i gesti e le parole delle persone è il suo mestiere, ma nonostante questo non appena si imbatte in Darren Swan non può fare a meno di sentirsi ingannata. Da se stessa. La verità non fa male. Truffatore. Ladro. Assassino. Darren Swan sa bene cos’è, ma nonostante questo nei suoi silenzi e nelle pieghe della sua anima Amanda scorge qualcosa che la spinge a studiarlo, a guardarlo. Ad amarlo. Tutto ha un prezzo. Il giorno in cui Darren evade dal carcere in cui è rinchiuso accade qualcosa di impossibile. Amanda avrà un’unica occasione e un’unica vita per entrargli nella mente e nel cuore; per portare a galla verità nascoste così a lungo da venire dimenticate e per riaprire ferite destinate a cambiare per sempre le loro vite. “Una storia fuori dagli schemi. Un rapporto così tormentato e ben descritto e possiede una trama altrettanto profonda.” “È una storia densa di emozioni, che scava in profondità nei protagonisti e nelle loro menti; che affronta temi importanti e che lo fa senza dare al lettore un istante di tregua.” * ATTENZIONE * Il romanzo contiene scene di sesso esplicite e tratta contenuti delicati. Se ne consiglia la lettura a un pubblico adulto e consapevole. https://www.facebook.com/sagara.lux [email protected]

Dhammapada

Il Dhammapada è il libro più noto del Canone buddhista, scritto intorno al III secolo a.C. Nei suoi 26 capitoli raccoglie in 423 strofe i detti del Buddha che ci appaiono, dopo più di duemila anni, di estrema modernità. Con le sue immagini pregnanti, il linguaggio poetico nella sua spoglia essenzialità, la profonda verità psicologica, il Dhammapada è insieme limpido e complesso, affilato e cangiante: un’opera che spinge alla continua rilettura e alla riflessione, che può essere vista come una raccolta di aforismi spirituali, un manuale sulla mente umana, un trattato morale. O molto altro ancora.
Nella sua versione Fabrizio Rondolino offre un testo semplice, piacevole e non confessionale. La lettura ideale per avvicinare al buddhismo chi non lo conosce ancora.

(source: Bol.com)

La devota

La devota by Koethi Zan
«*Una delle migliori autrici di thriller psicologici.*»
**Jeffery Deaver**
«*Ogni amante dei romanzi ad alta tensione dovrebbe leggere Koethi Zan.*»
**Tess Gerritsen**
La vita di Julie Brookman sembra perfetta: un fidanzato attento, genitori affettuosi e ottimi voti a scuola. Davanti a lei un futuro roseo. La vita di Cora, invece, è un inferno: prima un padre violento, poi un marito crudele e psicopatico che l’ha tormentata senza pietà fino a farle credere di essere poco più di una marionetta nelle sue mani, una moglie follemente devota. Per lei non sembra esistere una via d’uscita. Julie e Cora sono due donne agli antipodi. Ma una notte le loro strade si incrociano tragicamente. Rinchiuse nella stessa casa, dovranno imparare ad avvicinarsi e conoscersi per rimettere insieme i pezzi della loro vita e, forse, trovare un modo per liberarsi.

Dall’autrice di *Dopo*, un thriller che esplora con maestria la sottile linea che separa vittima e carnefice.

Devil’s Twins

Devil’s Twins by Manuela Chiarottino, Lidia Calvano
Antonella vuole andarsene, cambiare vita, casa, amicizie, rescindere ogni legame col passato. Imbocca però una strada che la porterà ben più lontano di quanto avesse immaginato.
Il suo gemello la cerca disperato, ma Torino e i suoi misteri rischiano di inghiottire anche lui in una trappola fatta di magia, potere, bugie.
Una scia di delitti efferati lo conduce sulle tracce della sorella, ma un alto prezzo andrà pagato prima che la verità che cerca si lasci finalmente svelare.
Alcune storie non possono essere narrate per intero da un unico testimone; sono piuttosto come un mosaico, che rivelerà il disegno finale solo quando l’ultimo tassello sarà andato al suo posto. Devil’s Twins è dunque un noir a più voci, dove sotto gli occhi dei cinque protagonisti si intrecciano amore e sesso, manipolazione e ingenuità, esoterismo e inganni.
Ciascuno di loro possiede un frammento di verità, ma questo non basterà a preservarli dalle tenebre. Nessuno rimarrà senza macchia: ogni anima rischia la dannazione, quando decide di allontanarsi dalla luce.
“Forse c’era un destino profondo in tutto quello che era accaduto. Forse entrambi i gemelli erano destinati ad arrivare a lui e lui ad amarli entrambi.”
Attenzione: per i contenuti trattati e alcune scene descritte il romanzo è destinato a un pubblico adulto.

Deus caritas est

La prima enciclica di papa Benedetto XVI è dedicata al tema dell’amore come matrice fondamentale che definisce l’essere umano e il creato, oltre che contenuto stesso della salvezza di ogni uomo resosi visibile nella persona di Gesù di Nazareth.
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Il destino dell’assassino

Un tempo assassino del re, Fitz Chevalier è adesso al servizio della piccola banda del principe Devoto, che veleggia verso un futuro incerto quanto le acque che separano i Sei Ducati dalla lontana isola di Aslevjal. Il suo dovere è aiutare il principe a portare a termine la sfida lanciatagli da Elliania: portarle la testa del drago Icefyre, che le leggende dicono sia sepolto nel ghiaccio. Solo dopo che questa missione sarà completata, si potranno sposare e porre fine alla guerra tra i due regni. Ma non tutti sono contenti che un principe straniero cerchi di uccidere il drago Icefyre. E perché Elliania tiene tanto alla sua morte? La storia di Fitz e del suo amico, il Matto, raggiunge la sua spettacolare conclusione in II destino dell’assassino: le ardue prove che devono affrontare saranno necessarie per salvare l’esistenza stessa dei Sei Ducati.
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Il destino del diavolo

Questo non è solo un libro…è l’insieme delle paure e delle emozioni che esistono dentro di noi e la somma di ogni attimo che vorremmo possedere o cancellare per sempre…è l’idea che la verità si nasconde solamente per essere cercata…
Dopo l’enorme successo, grazie al solo “passaparola” su internet e soprattutto grazie a Facebook, che ha permesso di esaurire tutte le copie cartacee di tre ristampe, Il Destino Del Diavolo viene proposto finalmente in formato elettronico, ad un prezzo incredibile, al fine di raggiungere ogni luogo e ogni tempo…
Un conto in banca inspiegabilmente stratosferico.
Una donna fatale assassinata.
Un cuore che batte in un corpo non suo.
Una girandola di storie travolgenti che solo in apparenza procedono parallele. In realtà un gioco di specchi, un viaggio affannoso alla ricerca della verità…
Dedicato a chi è convinto di avere in mano il proprio destino…