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Rosewood, Pennsylvania. Spencer, Aria, Emily e Hanna nascondono ciascuna un piccolo segreto: Spencer ha soffiato il ragazzo alla sorella, ma adesso lui l’ha lasciata senza darle alcuna spiegazione. Aria ha scoperto che il padre ha un’amante e non trova il coraggio di confessarlo alla madre. Emily ama una sua compagna di scuola, ma fa di tutto per allontanarla e Hanna continua a dimagrire e rubare nei centri commerciali. Ma le quattro ragazze, tanto carine ma tanto bugiarde, hanno un segreto ben più inquietante, che riguarda il passato e che loro chiamano “l’affare Jenna”. Qualcun altro oltre loro ne è a conoscenza, qualcuno che invia terribili messaggi dimostrando di sapere tutta la verità. Una verità legata a una ragazza, Alison, la leader del gruppo misteriosamente scomparsa…
Mai fidarsi di una donna bellissima. Nasconde sempre un segreto.
Il secondo episodio di una nuova entusiasmante serie destinata a far breccia nel cuore di milioni di fan.
Anche in Italia la serie TV Pretty Little Liars
Sara Shepard
è cresciuta a Philadelphia, ha studiato alla New York University e al Brooklyn College e attualmente vive a Tucson, Arizona. La serie Giovani, carine e bugiarde, di cui la Newton Compton ha già pubblicato il primo episodio, ha riscosso un clamoroso successo in America ed è diventata una serie televisiva. Per saperne di più: prettylittleliars.it e prettylittleliarsitalia.it
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### Sinossi
Rosewood, Pennsylvania. Spencer, Aria, Emily e Hanna nascondono ciascuna un piccolo segreto: Spencer ha soffiato il ragazzo alla sorella, ma adesso lui l’ha lasciata senza darle alcuna spiegazione. Aria ha scoperto che il padre ha un’amante e non trova il coraggio di confessarlo alla madre. Emily ama una sua compagna di scuola, ma fa di tutto per allontanarla e Hanna continua a dimagrire e rubare nei centri commerciali. Ma le quattro ragazze, tanto carine ma tanto bugiarde, hanno un segreto ben più inquietante, che riguarda il passato e che loro chiamano “l’affare Jenna”. Qualcun altro oltre loro ne è a conoscenza, qualcuno che invia terribili messaggi dimostrando di sapere tutta la verità. Una verità legata a una ragazza, Alison, la leader del gruppo misteriosamente scomparsa…
Mai fidarsi di una donna bellissima. Nasconde sempre un segreto.
Il secondo episodio di una nuova entusiasmante serie destinata a far breccia nel cuore di milioni di fan.
Anche in Italia la serie TV Pretty Little Liars
Sara Shepard
è cresciuta a Philadelphia, ha studiato alla New York University e al Brooklyn College e attualmente vive a Tucson, Arizona. La serie Giovani, carine e bugiarde, di cui la Newton Compton ha già pubblicato il primo episodio, ha riscosso un clamoroso successo in America ed è diventata una serie televisiva. Per saperne di più: prettylittleliars.it e prettylittleliarsitalia.it

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Giada affronta le difficoltà della vita militare per seguire il suo grande amore, ma il destino ha in serbo altri progetti per lei e per il suo ragazzo.

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Per sua stessa ammissione, Adelaide Ward è una donna di modeste aspirazioni: ventisettenne, zitella e senza dote, sogna una sistemazione che le permetta di vivere decorosamente circondata dagli affetti di una vita. Desideri semplici, ma per i quali è disposta a mettersi in gioco completamente, specie ora che la sua famiglia è minacciata da un’imminente rovina! L’ultima speranza di vederli avverarsi ha un nome ben preciso: sir Robert Maxwell. Ma quando i suoi propositi stanno per realizzarsi, all’improvviso tutto è turbato dalla comparsa del misterioso e affascinante Connor Brice… **
### Sinossi
Per sua stessa ammissione, Adelaide Ward è una donna di modeste aspirazioni: ventisettenne, zitella e senza dote, sogna una sistemazione che le permetta di vivere decorosamente circondata dagli affetti di una vita. Desideri semplici, ma per i quali è disposta a mettersi in gioco completamente, specie ora che la sua famiglia è minacciata da un’imminente rovina! L’ultima speranza di vederli avverarsi ha un nome ben preciso: sir Robert Maxwell. Ma quando i suoi propositi stanno per realizzarsi, all’improvviso tutto è turbato dalla comparsa del misterioso e affascinante Connor Brice…

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La colonna vertebrale è l’asse centrale del nostro corpo.
Attraversata da numerosissimi fasci nervosi che collegano organi vitali al cervello, ha plurifunzioni, sostenendo le articolazioni ossee del nostro corpo, muscolatura, cranio, fornendo equilibrio statico e dinamico, permettendo l’ancoraggio della gabbia toracica direttamente legata al processo respiratorio.
La sedentarietà e la limitata attività fisica, il carico gravitazionale nella postura eretta, generano spesso rigidità e tensione nella schiena determinando squilibrio psicofisico e malessere.
Lo Yoga attraverso l’eperienza e l’apprendimento delle Asana ci agevola a liberare il corpo da blocchi, rigidità e contratture permettendoci di ritrovare flessibilità, elasticità e benessere psico-fisico.
Le undici Asana di “Gentile manuale illustrato di Yoga per la Schiena” vi aiuteranno, anche grazie ad una pratica costante, a riprendere gradualmente controllo sul vostro corpo e a una maggiore coscienza sull’importanza della vostra schiena.
Gentile Manuale illustrato di Yoga per la Schiena è una guida per tutti da portare ovunque per praticare anche all’aria aperta o in una pausa lavoro.

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Attraverso alcune biografie esemplari, Domenico Quirico narra in queste pagine le avventure dei generali che, nel secolo che va dalle guerre d’Indipendenza al secondo conflitto mondiale, hanno contribuito a fare e a disfare l’Italia. Con le loro divise ornate di greche e nastrini capeggiavano guerre diversissime dai conflitti moderni: campagne, come quelle del Risorgimento e dell’Italietta coloniale, dove «c’erano fronti, ritirate, medaglie, regole», le vie erano tracciate dal passo dei muli e «la truppa, che si affidava alle gambe come solo mezzo di trasporto, non era assetata di sangue». Campagne in cui talvolta affioravano tra i soldati pietà e onore, virtù sempre più rare nelle guerre contemporanee.
Panciuti, goffi, spesso incapaci, i generali non esitavano a guerreggiare tra loro. Le feroci lotte intestine venivano, però, puntualmente messe da parte allorché si trattava di difendere gli interessi corporativi della più elevata categoria degli uffi-ciali. Con una prosa arguta e serrata, Domenico Quirico costruisce una storia complessiva del loro operato, dei meccanismi con cui venivano selezionati, dell’ideologia che li muoveva.
Un libro disincantato che narra di un universo a parte, di un clan, di una tribù che ha determinato, in una misura nient’affatto irrilevante, le sorti del nostro paese.
Coraggiosi, arroganti, implacabili, incapaci, colti, mediocri, con la sciabola in pugno in prima linea o trincerati in poltrona: la storia della «categoria che forse ha recato più danni nelle vicende di questo paese».
Domenico Quirico **

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La porta si aprì. Un fruscio di seta e di broccato, uno scalpiccio di zoccoli, un lieve tintinnio di minuscoli campanelli annunciarono la sua comparsa. Indossava un sontuoso kimono nero, ricamato di foglie e steli di bambù. Ma quel che colpiva di più era il viso: un puro ovale bianco, incorniciato, dipinto, perfetto. L’acconciatura sembrava un paesaggio di colline e vallate, adorno di fiori, di monili d’argento, di nastri, di piccoli pettini. Nel voltarsi rivelò una scollatura estremamente sensuale. Più che una ragazza era un’opera d’arte, una teoria di simboli erotici, una maga incantatrice. Esercitava un potere insondabile. Per un lunghissimo istante tutti ammutolirono. La geisha è un enigma. È una contraddizione vivente nel Giappone “high tech” del terzo millennio. È l’incarnazione stessa dell’anima del Paese. Con tenace pazienza, l’autrice ha saputo schiudere le porte del “mondo fluttuante” in cui vivono queste creature misteriose, combinando romantiche leggende e curiosi aneddoti di quattrocento anni di storia con l’affascinante narrazione della vita delle geishe nei quartieri del piacere di Kyoto e Tokyo. Il risultato è un magnifico, seducente ritratto di una realtà che non smette di meravigliarci. **
### Sinossi
La porta si aprì. Un fruscio di seta e di broccato, uno scalpiccio di zoccoli, un lieve tintinnio di minuscoli campanelli annunciarono la sua comparsa. Indossava un sontuoso kimono nero, ricamato di foglie e steli di bambù. Ma quel che colpiva di più era il viso: un puro ovale bianco, incorniciato, dipinto, perfetto. L’acconciatura sembrava un paesaggio di colline e vallate, adorno di fiori, di monili d’argento, di nastri, di piccoli pettini. Nel voltarsi rivelò una scollatura estremamente sensuale. Più che una ragazza era un’opera d’arte, una teoria di simboli erotici, una maga incantatrice. Esercitava un potere insondabile. Per un lunghissimo istante tutti ammutolirono. La geisha è un enigma. È una contraddizione vivente nel Giappone “high tech” del terzo millennio. È l’incarnazione stessa dell’anima del Paese. Con tenace pazienza, l’autrice ha saputo schiudere le porte del “mondo fluttuante” in cui vivono queste creature misteriose, combinando romantiche leggende e curiosi aneddoti di quattrocento anni di storia con l’affascinante narrazione della vita delle geishe nei quartieri del piacere di Kyoto e Tokyo. Il risultato è un magnifico, seducente ritratto di una realtà che non smette di meravigliarci.

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Seduto a gambe incrociate, ammiro le onde che s’infrangono laggiù, in fondo alla baia, fuori dal reef. Sono felice, in armonia con l’oceano. È questo il luogo che cercavamo. Viaggiare per scoprire un angolo di mondo sconosciuto. Inseguire le mareggiate, una dopo l’altra, alla ricerca dell’onda perfetta. Ascoltare la voce interiore. Perdersi, per poi ritrovarsi. È questo lo spirito con cui Winki, Marco e Luca partono in moto con la tavola da surf e lo zaino in spalla, alla volta delle isole indonesiane. Garuda è il racconto di un’avventura che porterà i tre amici ad attraversare villaggi sperduti, campi di riso a perdita d’occhio, fitte foreste e strade di montagna, con un’unica destinazione: le acque cristalline dell’Oceano Indiano. Un viaggio fuori dal tempo in cui a dettare le regole sono solo l’alba e il tramonto, nel rispetto di una natura ferita eppure ancora incredibilmente selvaggia. Perché per cavalcare un’onda bisogna ascoltare l’universo, rimettendosi in gioco ogni volta: aspettare e poi lanciarsi, mantenere l’equilibrio, accettare di cadere – ma solo per ricominciare, con ironia e spensieratezza. Winki, giramondo e surfista dell’anima, racconta un percorso fisico e spirituale, un’esperienza di riconnessione con il cosmo all’insegna della libertà e dell’amicizia, per riscoprire se stessi grazie al mare e alla sua forza.

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Summer Redding è una giornalista molto nota e il suo blog, specializzato nel denunciare gli scandali del governo, è uno dei più letti negli USA. La sua difficile infanzia l’ha resa molto cauta nelle relazioni, anche se l’unico amore della sua vita, Jack Delvaux, è riuscito a spezzarle il cuore. Ma dentro di lei Jack ha continuato ad avere un posto speciale. Dopo aver creduto per sei mesi che fosse morto nel terribile massacro di Washington, Summer scopre che Jack è vivo, e che il ragazzo frivolo del college è diventato un uomo duro e misterioso. Ex agente della CIA, Jack si nasconde ora in città per indagare sulla strage. Nonostante il pericolo, Summer ne è inesorabilmente attratta e Jack lo sa… **
### Sinossi
Summer Redding è una giornalista molto nota e il suo blog, specializzato nel denunciare gli scandali del governo, è uno dei più letti negli USA. La sua difficile infanzia l’ha resa molto cauta nelle relazioni, anche se l’unico amore della sua vita, Jack Delvaux, è riuscito a spezzarle il cuore. Ma dentro di lei Jack ha continuato ad avere un posto speciale. Dopo aver creduto per sei mesi che fosse morto nel terribile massacro di Washington, Summer scopre che Jack è vivo, e che il ragazzo frivolo del college è diventato un uomo duro e misterioso. Ex agente della CIA, Jack si nasconde ora in città per indagare sulla strage. Nonostante il pericolo, Summer ne è inesorabilmente attratta e Jack lo sa…

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**Vincitore del Premio Goncourt per il Primo Romanzo nel 2017.**
Fratello grande è un autista Uber. Chiuso undici ore al giorno nella sua auto con la radio sempre accesa, rimugina sulla vita e sul mondo che gli passa davanti o dentro il taxi.
Fratello piccolo, l’idealista della famiglia, è partito da mesi per la Siria come infermiere con un’organizzazione umanitaria musulmana e non ha dato più notizie. Un silenzio che logora il fratello e il padre in attesa di una risposta alla domanda: perché è andato? Una sera suona il citofono. Fratello piccolo è tornato…
In questo continuo perdersi e cercarsi dei due fratelli, in una famiglia con le radici strappate, in un mondo dove ogni giorno il giusto e lo sbagliato si rovesciano, sta la forza sorprendente di questo romanzo di avventure e di idee.
«Con un linguaggio parlato molto efficace, Guven passa dall’affresco sociale al noir su uno sfondo di jihad. Sorprendente, illuminante, ma anche buffo».
*Le Nouvel Obs*
«Una lingua che travolge, un romanzo incisivo, divertente, ragionato e pieno d’immaginazione».
*Le Point*
«Uno stile esplosivo».
*Le Figaro Littéraire*
«Sono tornato a casa sconvolto, assalito da uno tsunami di ricordi, sommerso dalle mie angosce, la camicia fradicia di sudore. Sono riemerso una mezz’ora dopo. Quello alla stazione dei pullman era proprio mio fratello, non sono matto. L’ultima foto che ho di lui risale a quando sono tornato dall’esercito. L’ho guardata e riguardata tutta la notte, e in diverse condizioni mentali, strafatto di erba, poi invece lucido, e la conclusione, senza alcun dubbio, era che non avevo sognato. Dov’era? Che cosa voleva? Perché non aveva chiamato? Un pezzo di merda. Un bastardo. E lo è sempre stato. Veniva lui e solo lui, prima di chiunque altro, prima della famiglia, del padre, della vecchia, di me. Il signor infermiere. Il signor volontario islamista. Salvare il mondo, come no. Solo per tirarsela. Per fare il capetto. E dare lezioni di morale a tutti».

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A un trentennio dalla morte, la figura di Franco Basaglia, il suo lavoro e la famosa legge che ha portato alla chiusura dei manicomi, continuano a suscitare grande consenso, ma anche molte critiche. Il libro, racconto di una vita, cerca di ricondurre la vicenda di Basaglia – tra l’antifascismo, il dopoguerra, l’università e la direzione degli ospedali psichiatrici di Gorizia e Trieste – all’interno dei mutamenti epocali che coinvolsero la società e la cultura italiane, in particolare nel tumultuoso ventennio 1960-1980 segnato dalle grandi lotte operaie e studentesche, ma anche dalle bombe stragiste e dal terrorismo, ventennio che si contraddistinse per una spinta riformista mai più ritrovata. Tra Gorizia e Trieste, Basaglia, unendosi a un gruppo di giovani psichiatri, realizzò, sperimentandola di giorno in giorno, una radicale riforma dell’istituto manicomiale, dopo aver denunciato l’orrore della segregazione e dei mezzi coercitivi utilizzati o dei cosiddetti sistemi di cura (come il massiccio uso dell’elettroshock). Una riforma ispirata non solo a principi di umanità, ma soprattutto al riconoscimento dei diritti del malato, della sua libertà, della sua appartenenza alla società civile, contro una condizione di emarginazione che escludeva qualsiasi possibilità terapeutica. Obiettivo di questo libro è riconnettere la figura di Basaglia alla cultura e alla politica dei suoi tempi, mostrando il valore della sua battaglia nel cammino d’emancipazione della società italiana. **

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**Più che mai ricco di colpi di scena, *Forse ho sognato troppo* è anche e soprattutto una storia d’amore senza tempo, il che non impedisce il finale a sorpresa al quale Bussi ci ha ormai abituati.**
La vita di Nathalie, hostess dell’Air France, scorre liscia come l’olio: vive in una graziosa villetta sulle rive della Senna, ama, riamata, il marito ebanista e ha due belle figlie di diciotto e ventisei anni. La sua vita oscilla tra il lavoro, che tre volte al mese la fa volare all’altro capo del mondo, e la famiglia, a cui si dedica con entusiasmo e attenzione. L’idilliaco quadretto si spezza però per una serie di incredibili coincidenze in seguito alle quali si trova a ripercorrere lo stesso itinerario di viaggio, tre voli in rapida successione a Montréal, Los Angeles e Giacarta, durante il quale vent’anni prima si era perdutamente innamorata del giovane chitarrista Ylian. Sta accadendo qualcosa di strano. Una mano invisibile la spinge a tornare sui suoi passi, dentro un mistero sempre più inquietante. **
### Sinossi
**Più che mai ricco di colpi di scena, *Forse ho sognato troppo* è anche e soprattutto una storia d’amore senza tempo, il che non impedisce il finale a sorpresa al quale Bussi ci ha ormai abituati.**
La vita di Nathalie, hostess dell’Air France, scorre liscia come l’olio: vive in una graziosa villetta sulle rive della Senna, ama, riamata, il marito ebanista e ha due belle figlie di diciotto e ventisei anni. La sua vita oscilla tra il lavoro, che tre volte al mese la fa volare all’altro capo del mondo, e la famiglia, a cui si dedica con entusiasmo e attenzione. L’idilliaco quadretto si spezza però per una serie di incredibili coincidenze in seguito alle quali si trova a ripercorrere lo stesso itinerario di viaggio, tre voli in rapida successione a Montréal, Los Angeles e Giacarta, durante il quale vent’anni prima si era perdutamente innamorata del giovane chitarrista Ylian. Sta accadendo qualcosa di strano. Una mano invisibile la spinge a tornare sui suoi passi, dentro un mistero sempre più inquietante.

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Era Glaciale. Dopo un lungo viaggio, durante il quale ha conosciuto la coraggiosa e affascinante Ayla, Giondalar torna al suo popolo, la Nona Caverna degli Zelandoni, che per cinque anni lo ha atteso. Ma la festosa accoglienza a lui riservata viene offuscata dal timore per la straniera al suo fianco. Mentre la Caverna la studia con apprensione e qualcuno la considera già una nemica, Ayla si rende conto che il suo futuro dipende da ciò che lei sarà in grado di offrire agli Zelandoni: la capacità di accendere il fuoco e di addomesticare gli animali, l’abilità di maneggiare le armi e di curare le ferite. Per Ayla comincia un viaggio ben più impegnativo di quello concluso: un viaggio verso la conoscenza di un popolo ostile che la considera “diversa”.