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Ancess. Le chiavi del fato

Keraynòs il Nembo e Soter l’Infero sono due giovani guerrieri. Entrambi hanno completato il difficile percorso di preparazione cui i loro maestri, rispettivamente Zeus e Ade, li hanno sottoposti. Sono pronti combattere per gli Dei dell’Olimpo la lotta contro le Forze Oscure.
I loro poteri sono per certi versi paragonabili a quelli degli stessi Signori del cielo, anche loro hanno imparato a dominare la Triade: lo spirito, il corpo, ]a mente; questo ha loro permesso di raggiungere il regno superiore. Tuttavia troppi sono gli interrogativi che li agitano:
perché gli Dei affidano loro una missione tanto importante? Cosa tramano Ade, Zeus, Artemide e Atena alle spalle degli altri membri del potente circolo? Contro quali forze dovranno confrontarsi e soprattutto perché? Cosa ha spinto Apollo, Ares e Afrodite a tradire?
Armati di magiche armature e di potenti armi temprate da Efesto stesso, i due guerrieri partono per l’epica avventura che li vedrà combattere a fianco degli Dei per la salvezza della Terra e di Gea, il pianeta gemello.
Il più fitto mistero circonda i primi passi dei due protagonisti, che, pur proseguendo nella loro avventura, inquieti si chiedono di chi possono fidarsi, quando non sanno neppure chi sono loro stessi. Infatti, nella nuova vita cui sono approdati dopo aver superato i limiti della natura umana, non ricordano più nulla del loro passato.
Tanto simili da sembrare per certi versi gemelli eppure così differenti, opposti, i due scopriranno d’essere indissolubilmente legati non solo dalla loro comune missione, ma anche dal loro ancestrale passato. L’avventura li porterà a scoprire gli intrighi di una guerra antica e il loro reale ruolo all’interno di questa. Solo confrontandosi con le difficoltà dell’avventura scopriranno il loro destino.

L’anatomista

Matteo Colombo è un medico rinascimentale dell'università di Padova che, come il suo celebre omonimo Cristoforo, vorrebbe passare alla storia per qualche clamorosa scoperta nel proprio campo. Per di più, la fama lo aiuterebbe a conquistare Monna Sofia, la prostituta più quotata di Venezia, donna di leggendaria bellezza ed estremo fascino, di cui si è perdutamente innamorato. Così decide di impegnarsi a fondo nello studio dell'anatomia femminile e grazie alla dissezione dei cadaveri – all'epoca demonizzata dalla Chiesa – e all'involontario aiuto di una nobildonna, Matteo scopre quello che decide di chiamare Amore o Piacere di Venere, ovvero, in termini scientifici e "moderni", la clitoride. L'avere svelato il segreto del piacere femminile gli procura una vasta popolarità fra le donne, ma purtroppo anche un processo da parte dell'Inquisizione, con l'accusa di oscenità ed eresia e il rischio concreto di una condanna al rogo… Un romanzo piccante, intriso di sensualità e dai risvolti drammatici, capace di ricreare i sapori, i colori e l'atmosfera di una straordinaria epoca storica.

L’amuleto di Samarcanda

Il millenario jinn Bartimaeus, il demone che costruì le mura di Uruk, Karnak e Praga, che parlò con re Salomone, che cavalcò per le praterie con i padri dei bisonti, viene improvvisamente richiamato dal mondo degli spiriti ed evocato a Londra. Una Londra tetra e cupa dove la magia consiste in un’unica capacità: quella di evocare e asservire demoni, i quali, loro malgrado, obbediranno a ogni ordine del mago che li tiene in suo potere. Bartimaeus deve compiere una missione difficilissima: rubare l’Amuleto di Samarcanda al temibile e ambizioso Simon Lovelace…

L’amuleto d’oro

Buongiorno, ragazzi.
Alfred Hitchcock, cioè il sottoscritto, è sempre sulla breccia, pronto per divertivi a combinarne di tutti i colori. O almeno, cosa assai più saggia, a farne combinare di tutti i colori a Jupiter Jones, Pete Crenshaw e Bob Andrews, gli inimitabili Tre Investigatori. Loro sono giovani, ed è giusto che si diano da fare: in quanto a me ho ben altro di cui occuparmi. Della tiratura dei miei volumi, ad esempio. Ma veniamo al sodo: cosa combineranno questa volta i miei protetti? Nulla di speciale: si limiteranno a vedersi piovere tra le braccia un amuleto d’oro, a scoprire che è antichissimo e di grande valore, ad accorgersi che è dotato di uno scompartimento segreto, a trovare in quest’ultimo un messaggio, ed a sbarrare gli occhi quando si renderanno conto che questo messaggio è scritto col sangue. E poi? Il resto è tutto da ridere, almeno per il gigante dalla testa mostruosa che compare in questo giallo, e che continua a sghignazzare. Provateci anche voi, se ci riuscite.
Alfred Hitchcock

Amori

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Tra i grandi testi della letteratura italiana una delle riscoperte più recenti è stato l’Adone di Giovan Battista Marino, che diversi studiosi hanno recentemente riproposto ai lettori moderni. La vena più autentica di Marino era nascosta nelle sue liriche, delle quali Alessandro Martini ha scelto e commentato le più belle sotto il titolo: Amori. Mai un poeta ha avuto una mente più gelida di quella del grandissimo letterato che fu Marino: mai poesia ha unito in modo così affascinante la morbida levigatezza del marmo e la liquidità ingannevole dell’acqua. In questi versi che parlano soltanto d’amore, non c’è nessuno slancio del cuore, nessun impeto erotico. La forza sensuale viene spossata e illanguidita senza diventare mai tenera; e chi trionfa è soltanto lo sguardo innamorato di sé, che contempla le immagini. Le minime occasioni – una donna che gioca ai dadi o alle carte, una donna che canta, piange o si lava le gambe – diventano ombre, disegnate sul «fugace argento» dell’acqua: perdute in uno specchio nitidissimo e funerario, che nessuna mano sposta.
Oggi ammiriamo in queste liriche soprattutto l’incantevole grazia madrigalesca, che scioglie i concetti e le arguzie nella sua onda delicata e leggera; e attorno a esse ci sembra di ascoltare ancora l’eco molteplice che hanno suscitato nelle musiche di Monteverdi e Frescobaldi.
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### Sinossi
Tra i grandi testi della letteratura italiana una delle riscoperte più recenti è stato l’Adone di Giovan Battista Marino, che diversi studiosi hanno recentemente riproposto ai lettori moderni. La vena più autentica di Marino era nascosta nelle sue liriche, delle quali Alessandro Martini ha scelto e commentato le più belle sotto il titolo: Amori. Mai un poeta ha avuto una mente più gelida di quella del grandissimo letterato che fu Marino: mai poesia ha unito in modo così affascinante la morbida levigatezza del marmo e la liquidità ingannevole dell’acqua. In questi versi che parlano soltanto d’amore, non c’è nessuno slancio del cuore, nessun impeto erotico. La forza sensuale viene spossata e illanguidita senza diventare mai tenera; e chi trionfa è soltanto lo sguardo innamorato di sé, che contempla le immagini. Le minime occasioni – una donna che gioca ai dadi o alle carte, una donna che canta, piange o si lava le gambe – diventano ombre, disegnate sul «fugace argento» dell’acqua: perdute in uno specchio nitidissimo e funerario, che nessuna mano sposta.
Oggi ammiriamo in queste liriche soprattutto l’incantevole grazia madrigalesca, che scioglie i concetti e le arguzie nella sua onda delicata e leggera; e attorno a esse ci sembra di ascoltare ancora l’eco molteplice che hanno suscitato nelle musiche di Monteverdi e Frescobaldi.
### Descrizione
Sotto il titolo “Amori” Alessandro Martini ha scelto e commentato numerose liriche di Giovan Battista Marino. Il curatore sottolinea come le minime occasioni diventano ombre, disegnate sul “fugace argento” dell’acqua: perdute in uno specchio nitidissimo e funerario, che nessuna mano sposta. Oggi ammiriamo in queste liriche soprattutto l’incantevole grazia madrigalesca, che scioglie i concetti e le arguzie nella sua onda delicata e leggera; e attorno ad esse pare di ascoltare ancora l’eco molteplice che hanno suscitato nelle musiche di Monteverdi e Frscobaldi.

Dell’amore

Stendhal (Henry Beyle) nasce a Grenoble nel 1783. Nel 1800 raggiunge l’armata napoleonica in Italia. L’Italia diventa la sua patria ideale e l’Impero di Napoleone la sua epoca eroica. Alla caduta di Napoleone vive a Milano fino al 1821 quando, sospettato di settarismo rivoluzionario, ritorna a Parigi. Collabora a riviste e giornali con articoli di critica d’arte. Con l’ascesa di Luigi Filippo (1830) ottiene un incarico consolare a Trieste.Nel 1841 ritorna a Parigi ove morirà l’anno successivo.Le opere del periodo giovanile sono saggi critici di arte e musica. L’opera che inaugura la vena realistica nella letteratura moderna è Il Rosso e il Nero del 1830.Nell’ambiente, ristretto e oligarchico della “monarchia borghese” di Luigi Filippo, non c’è più spazio per gli ideali eroici della Rivoluzione e Stendhal ritorna con nostalgia all’epoca delle forti personalità del Rinascimento e scrive una serie di novelle ispirate all’Italia del 1500. Il secondo grande romanzo che suona come critica contro ogni forma di dispotismo è La Certosa di Parma del 1839. Le pagine sparse del Diario saranno pubblicate postume.Dell’Amore (1822) è un tentativo di interpretazione scientifica dell’amore. Ma nell’esame dei caratteri, della nascita e dello sviluppo dell’amore Stendhal più che ricorrere a formule fisiologiche si richiama alle sue personali esperienze, alle sue intime emozioni, ai suoi sospiri.
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### Sinossi
Stendhal (Henry Beyle) nasce a Grenoble nel 1783. Nel 1800 raggiunge l’armata napoleonica in Italia. L’Italia diventa la sua patria ideale e l’Impero di Napoleone la sua epoca eroica. Alla caduta di Napoleone vive a Milano fino al 1821 quando, sospettato di settarismo rivoluzionario, ritorna a Parigi. Collabora a riviste e giornali con articoli di critica d’arte. Con l’ascesa di Luigi Filippo (1830) ottiene un incarico consolare a Trieste.Nel 1841 ritorna a Parigi ove morirà l’anno successivo.Le opere del periodo giovanile sono saggi critici di arte e musica. L’opera che inaugura la vena realistica nella letteratura moderna è Il Rosso e il Nero del 1830.Nell’ambiente, ristretto e oligarchico della “monarchia borghese” di Luigi Filippo, non c’è più spazio per gli ideali eroici della Rivoluzione e Stendhal ritorna con nostalgia all’epoca delle forti personalità del Rinascimento e scrive una serie di novelle ispirate all’Italia del 1500. Il secondo grande romanzo che suona come critica contro ogni forma di dispotismo è La Certosa di Parma del 1839. Le pagine sparse del Diario saranno pubblicate postume.Dell’Amore (1822) è un tentativo di interpretazione scientifica dell’amore. Ma nell’esame dei caratteri, della nascita e dello sviluppo dell’amore Stendhal più che ricorrere a formule fisiologiche si richiama alle sue personali esperienze, alle sue intime emozioni, ai suoi sospiri.

Un amore per sempre

Da bambine hanno condiviso tutto: giochi, segreti, speranze. Con gli anni sono diventate donne brillanti, sexy e indipendenti. E hanno fondato un’agenzia di wedding planning dove ognuna di loro dà il meglio di sé per garantire ai clienti un giorno indimenticabile e perfetto. E loro, per quanto ancora rimarranno single? Parker è la figura di riferimento dell’agenzia, quella che traduce in realtà i sogni delle future spose. Tuttavia, in quanto a relazioni sentimentali è un totale disastro. Il lavoro sembra essere la sua unica ragione di vita. Ma fino a che punto si può comandare al cuore? Forse Malcolm è ciò di cui ha bisogno, sempre che entrambi siano disposti a trasformare un semplice flirt in un legame speciale, e a dare nuovo senso ai loro giorni mettendo in gioco il futuro e il concetto stesso dell’amore. Con l’ultimo capitolo della serie che ha fatto sospirare migliaia di lettrici, Nora Roberts ci conduce nel luogo dove i sogni divengono realtà.

Un amore partigiano

Manca poco all’alba del 28 aprile 1945. Due giovani donne, Gianna e Clara, viaggiano nei dintorni del lago di Como su una 1100 nera con il serbatoio quasi a secco, sotto una pioggia battente. Un destino comune unisce la bionda partigiana ventiduenne che ha ancora sul corpo i segni delle torture dei nazifascisti e la bruna amante di Mussolini: per entrambe è stata pronunciata una sentenza di morte. Sullo sfondo delle drammatiche giornate che precedono la fine della guerra, il nuovo libro di Mirella Serri ripercorre le ultime ore di vita di Claretta Petacci e le traversie di due partigiani, Gianna e Neri, che dopo aver dato un fondamentale contributo alla cattura del Duce e della sua donna finirono giustiziati dai loro stessi compagni di lotta. Nel tirare le fila di un fosco mosaico fatto di passioni e di ingiustizia, l’autrice ricuce un vero e proprio strappo nel racconto della storia patria, i cui responsabili sono rimasti impuniti e che nel dopoguerra è riuscito persino a cancellare la memoria delle due vittime, Gianna e Neri. In una ricostruzione che rivede radicalmente alcuni diffusi stereotipi sulla Petacci, rivelandone l’antisemitismo, l’ambizione e la mancanza di scrupoli, si dipana il racconto di una storia d’amore che si svolge nell’arco di sei mesi, fra sospetti, omissioni, delazioni, tradimenti, torture. Riportando alla luce, a settant’anni dai fatti, una vicenda che rappresenta una ferita ancora aperta nella storia della Resistenza.
(source: Bol.com)

Amore mio uccidi Garibaldi

Amore mio uccidi Garibaldi by Fedrigotti Isabella Bossi
È il 23 giugno 1866. Il giorno seguente le truppe imperiali austriache sconfiggeranno quelle del giovane regno d’Italia a Custoza. Quasi un mese dopo identica sorte avrà la battaglia navale di Lissa. Ma Garibaldi è saldamente attestato nel Trentino e con le camicie rosse dei suoi volontari semina il panico tra i militari austriaci e la popolazione fedele a Francesco Giuseppe. «Amore mio, uccidi subito questo Garibaldi», scrive la principessa Leopoldina Lobkowitz al marito, conte Fedrigo Bossi Fedrigotti, che si è arruolato volontario nelle truppe imperiali. Leopoldina arriva dagli splendori di Vienna, dagli agi di immense tenute in Boemia. Da lì è giunta a Rovereto in casa dello sposo, nobile «povero» di una povera provincia dell’impero, di cognome italiano, di dialetto trentino, ma di sentimenti incrollabilmente asburgici. Al suo fianco Leopoldina vive questo sconvolgersi del mondo che già prelude al crollo dell’Austria Felix. Nel quadro degli eventi militari e politici, scandito dalle lettere dei due sposi-amanti – raccolte con amore e tradotte in romanzo dalla bisnipote Isabella – si svolge la trepidante vicenda privata dei due protagonisti, delle loro famiglie, del loro contorno di amici. Un romanzo tenero e di grande atmosfera che fu protagonista di un vero e proprio caso editoriale nei primi anni Ottanta, rivelando una scrittrice d’eccezione e un modello narrativo di straordinaria forza.

Amore mio infinito

Un’educazione sentimentale dei nostri tempi, che è anche un ritratto amaro, crudelmente umoristico, dell’Italia dagli anni Sessanta agli Ottanta, quando tutto è cambiato per sempre. “Amore mio infinito” è composto di cinque storie d’amore, cinque sequenze narrative, ognuna dotata di una sua tecnica narrativa, che formano un unico romanzo autobiografico. Un romanzo appassionato e tenero che è anche il ritratto di un umorismo candido e feroce, dell’Italia dagli anni Settanta ai Novanta, quando tutto è cambiato per sempre.

L’amore è un progetto pericoloso

Il “Progetto Moglie” di Don Tillman, professore di genetica australiano in trasferta a New York, sta andando alla grande. Felicemente sposato con Rosie, la ragazza che come un ciclone ha travolto la sua vita, Don sta scoprendo che si può vivere sereni anche in un appartamento pieno di inutili oggetti decorativi, e con un frigorifero invaso di cibi dimenticati. Niente di tutto questo è facile, per il professor Tillman, perché da sempre, per la sua stessa conformazione mentale, è abituato a programmare ogni aspetto della sua vita: dal consumo dei pasti agli spostamenti casa-lavoro effettuati in nome dell’efficienza. Ma Rosie – la “donna più bella del mondo” per Don – ha portato nella sua vita un tale grado di felicità da compensare anche i piccoli fastidi di una vita disordinata. E in fondo, Don sapeva fin dall’inizio che l’amore è un progetto pericoloso, e non può fare a meno di chiedersi ogni giorno se Rosie non sia vittima di un macroscopico abbaglio. Don teme che arrivi il momento in cui Rosie si renderà conto di non poter stare con un uomo così maniacale, rigido e refrattario agli imprevisti. Anche perché è in arrivo l’imprevisto degli imprevisti, il progetto più pericoloso di tutti. Ed è quando sente Rosie pronunciare le parole “Siamo incinti” che Don capisce di dover affrontare la prova più grande: dimostrare di essere pronto a fare il padre…
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Amore e ginnastica

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Pubblicato quasi clandestinamente nel 1892, *Amore e ginnastica* è un racconto ricco di humour, malizia, acutezza psicologica: un libro sorprendente, che giunge a ribaltare completamente l’immagine dello scrittore zuccheroso, didascalico, moraleggiante, che è stata cristallizzata da *Cuore*.
Quello stesso mondo scolastico appare qui come un campo di forze contrastanti, diviso tra gli slanci ideali delle missioni civili e i piccoli segreti degli individui.
De Amicis racconta infatti i retroscena di una passione collettiva per una maestra di ginnastica, la Pedani, bellezza femminile atletica e dominatrice, da Brunilde wagneriana o gigantessa baudelairiana. Tra i suoi spasimanti spiccano un ex seminarista, “dotato di una forte sensualità contenuta” e uno studente che va per le spicce e appena può allunga le mani. Più in ombra, il rapporto della Pedani con un’altra donna, femmineamente vibratile quanto lei è risolutamente maschia: la Zibelli, con cui convive in un ménage abitativo complicato e non privo di sorprese.

Dell’amore e di altri demoni

Da un’antica tomba nel convento delle clarisse di Cartagena emerge una lunghissima chioma rossa. Dal singolare evento, cui il giovane García Márquez, allora cronista alle prime armi, si trovò ad assistere, scaturisce questo affascinante racconto pubblicato nel 1994, con il quale Gabo torna alle atmosfere di Cent’anni di solitudine e ai temi dell’Amore ai tempi del colera: la passione erotica che diventa malattia, metafora della letteratura e della vita. Al centro della vicenda, ambientata in una Cartagena de Indias perduta in un vago e oscuro passato coloniale, sospeso tra il possibile e il misterioso, c’è la passione innaturale e distruttiva che vede protagonisti una bellissima bambina morsa da un cane rabbioso, un medico negromante e un giovane esorcista posseduto dal mal d’amore. Costruito con la logica di Calderon de la Barca e l’ironia di Cervantes, Dell’amore e di altri demoni vive di una prosa insolitamente scarna ed essenziale. Una scrittura decantata e limpida che dà vita a pagine di struggente poesia e di emozionato pudore con cui Gabriel García Márquez riesce ad avvincere il lettore, trascinandolo in un enigmatico universo capace di travolgere i sensi e i sentimenti.
(source: Bol.com)

L’amore di Vane

Per ripararsi da un temporale Vane Cynster si rifugia in casa della madrina, dove incontra Patience Debbingron, la donna dei suoi sogni.
Purtroppo per Vane, però Patience non ha alcuna intenzione di cadere tra le sue braccia. Anzi, nessuno può essergli più antipatico di quel dongiovanni da strapazzo.
Per farle cambiare idea Vane decide di trattenersi nella casa della madrina e di indagare, al fianco di Patience, su alcuni strani furti e su un misterioso spettro che si aggira nella proprietà.
Servirà a far breccia nel cuore di lei?
Il secondo libro della saga dei Bar-Cynster, i fratelli e i cugini più affascinanti dell’Inghilterra dei primi dell’800