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Il sapore della felicità

Da bambine hanno condiviso tutto: giochi, segreti, speranze. Con gli anni sono diventate donne brillanti, sexy e indipendenti. E hanno fondato un’agenzia di wedding planning dove ognuna di loro dà il meglio di sé per garantire ai clienti un giorno indimenticabile e perfetto. E loro, per quanto ancora rimarranno single?Laurel crede fermamente nell’amore… E questo traspare dalle sue creazioni: delle splendide torte nuziali. Ma non le basta. Vorrebbe al suo fianco un uomo intelligente e pieno di carattere, proprio uno simile al fratello maggiore della sua amica Parker. Lui popola i suoi sogni da sempre, ma le sembra irraggiungibile. Se vorrà trasformare un momento di passione in una storia intramontabile, Laurel dovrà mettere a tacere i propri dubbi e riuscire a crederci fino in fondo.Una storia d’amore indimenticabile, che ci sussurra dolcemente tutto ciò che una donna vorrebbe sentirsi dire.

(source: Bol.com)

Sapiens. Da animali a dèi

Centomila anni fa almeno sei specie di umani abitavano la Terra. Erano animali insignificanti, il cui impatto sul pianeta non era superiore a quello di gorilla, lucciole o meduse. Oggi sulla terra c’è una sola specie di umani. Noi: Homo sapiens. E siamo i signori del pianeta.

Il segreto del nostro successo è l’immaginazione. Siamo gli unici animali capaci di parlare di cose che esistono solo nelle nostre fantasie: come le divinità, le nazioni, le leggi e i soldi.
Sapiens. Da animali a dèi spiega come ci siamo associati per creare città, regni e imperi; come abbiamo costruito la fiducia nei soldi, nei libri e nelle leggi; come ci siamo ritrovati schiavi della burocrazia, del consumismo e della ricerca della felicità.

(source: Bol.com)

Il santo Graal

Calice dell’Ultima Cena, Pietra magica, Coppa dell’abbondanza, Calderone delle meraviglie, il Santo Graal è un mito intramontabile che da otto secoli affascina l’Occidente. Forse una reliquia cristiana giunta in Occidente in circostanze ancora avvolte nel mistero, l’affascinante vicenda del Graal ha pervaso la nostra cultura con il suo insondabile mistero. Oggi, dopo che nel XII secolo fece la sua prima apparizione in un romanzo cavalleresco francese, il Graal conferma ancora una volta il suo unico e paradossale privilegio di icona senza tempo: è un oggetto di culto per avventurieri del mistero e adepti della moda del New Age. Particolarmente interessante risulta anche la parte relativa a ”Il Graal al cinema”, in cui si può trovare un elenco essenziale delle principali produzioni cinematografiche sul tema. ”Il tema del Graal ha trovato negli ultimi anni in tutto l’Occidente una nuova popolarità: legata però in gran parte a scritti a carattere occultistico-misteriosofico oppure a lavori divulgativi; gli uni e gli altri poco rispettosi della natura del problema graalico, storico-filologica da una parte, antropologico-religiosa dall’altra. In effetti, se per un verso è chiaro che il Graal nasce dalle pagine di un romanzo cavalleresco francosettentrionale del XII secolo, per un altro la critica ha ormai da parecchi decenni sottolineato la possibilità che esso si colleghi a un tema antropologico complesso, quello degli oggetti mitici contenenti una fonte cosmica dispensatrice di potenza, di sapere o di ricchezza: il che parrebbe ricondurre alle tre funzioni individuate da Georges Dumézil.” (Franco Cardini)

La santa romana repubblica

Benedetto Croce scriveva in una lettera che, con La Santa Romana Repubblica di Giorgio Falco “aveva potuto vedere realizzato in essa il suo ideale di libro di storia: ridurre la notizia dei fatti a un racconto di un dramma dell’anima, con il risultato di rendere coerente e intelligibile la storia del Medioevo”.
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Sanguivora

Non si può escludere che Robert Charles per questa sua raccapricciante catastrofe si sia ispirato almeno in parte a Il giorno dei trifidi (1951) di John Wyndham. Ma chi può affermare che John Wyndham non si fosse a sua volta almeno in parte ispirato a Più verde del previsto (1947) di Ward Moore? Il fatto è che la fantascienza delle catastrofi affronta temi che ricorrono periodicamente come gli allarmi e le minacce che ad essi corrispondono nella realtà. Anche nel caso del presente, magistrale romanzo, l’originalità non va dunque cercata nel tema, ma nel nuovo modo di richiamarci alla realtà del pericolo.
Copertina di Karel Thole

Sanguisughe: le pensioni scandalo che ci prosciugano le tasche

C’è il pensionato Inps più ricco d’Italia: 90000 euro al mese. Ci sono i tre onorevoli che sono stati in Parlamento 1 solo giorno e prendono la pensione da parlamentari per tutta la vita. C’è l’ex presidente del Consiglio che ha tagliato le pensioni altrui e ne ha ottenuta per sé una da 31000 euro al mese. C’è l’ex presidente della Repubblica che, oltre al vitalizio, incassa 4766 euro netti al mese come ex magistrato, pur avendo lavorato come magistrato solo 3 anni. Ci sono le baby pensioni, le pensioni ai mafiosi, le doppie, triple e quadruple pensioni: mentre ai cittadini comuni vengono chiesti continui sacrifici sul fronte previdenziale, mentre l’Europa insiste per allungare la vita lavorativa e i giovani non sanno se potranno mai avere una vecchiaia serena, la casta dei pensionati d’oro mantiene i suoi privilegi, anzi, se ne riserva sempre di nuovi. Dal dirigente della Banca d’Italia che va a riposo a 44 anni con 18000 euro al mese, al burocrate che ancora nel 2009 va in pensione a 47 anni con 6000 euro netti (e l’incarico da assessore), dal commesso del Senato che prende 8000 euro al mese, alla bidella pensionata a 29 anni, ecco il primo viaggio negli scandali, negli inganni e negli abusi della previdenza italiana: un buco nero che grava sulle spalle dei contribuenti e che mette a rischio il loro futuro.

Il sangue versato

Nel giorno di mezza estate, quando la notte bisbiglia e la gente diventairrequieta, in una terra incantevole ai limiti del mondo, si compie un delittoferoce. Nella chiesa di Jukkasjärvi, piccola località nei pressi di Kiruna,viene ritrovato il corpo martoriato del pastore Mildred Nilsson, una figuracontroversa che con l’intransigenza delle sue posizioni aveva diviso le animedel paese, attirando odio viscerale e venerazione. L’avvocato RebeckaMartinsson torna a casa per tutt’altre ragioni e, senza volerlo, si trova adare una mano all’ispettrice di polizia Anna-Maria Mella, rientrata allacentrale dalla sua quarta maternità. Perché si è arrivati a tanto furore? Dache parte sta la ragione? Può davvero la colpa essere attribuita con certezza?Nel corso delle indagini, le due donne devono confrontarsi con l’odio el’amore ferito che si mescolano in questa terra solitaria e primitiva nonlontana dal circolo polare artico, dove per mesi non compare mai il sole e lanatura si sveglia d’un tratto rigogliosa di vita. Un nuovo caso per RebeckaMartinsson, in cui Asa Larsson tratteggia con occhio attento e partecipe lacomplessità delle relazioni umane, celebrando allo stesso tempo la seduzionedella natura incontaminata della sua terra che, quasi ai confini dellacivilizzazione, ha serbato intatta la forza arcaica dei sentimenti.

Sangue sul fiume: La prima indagine di Matteo De Foresta

“Io e Monica ci conoscemmo al campeggio “Il Fiume”, vicino a Sarzana. Fu la sera in cui il mio amico Bruno trovò morta nel suo bungalow Federica Zanini di Padova. Bruno entrò: lei era riversa per terra, con la testa indietro, il piercing sull’ombelico all’aria e lo sguardo sbarrato di chi non ha compreso perché deve morire”
In attesa dell’uscita, prevista a Novembre, del secondo romanzo di Matteo De Foresta, Marvin Menini ci racconta l’estate in cui Matteo seguì il suo primo caso. E di quando durante quella vacanza conobbe Monica Martini.

Il sangue non è acqua

Come mai Burke Damis, artista e bell'uomo deciso, vuol sposare un pezzo di marcantonia come Harriet dopo averne conquistato fulmineamente il cuore?
Il padre di Harriet, dato che ci sono di mezzo molti soldi di dote e una futura pingue ereditò, non si fida dell'aspirante genero e incarica Lew Archer di investigare su di lui.
Archer vorrebbe non aver mai accettato l'incarico, vede troppe ombre che ben presto non sono più tali.Ma ormai è troppo tardi per rinunciare e sarà costretto a proseguire l'indagine fino in fondo, un fondo d'incredibile lucida pazzia, un fondo di amore (o piuttosto di odio) portato fino al delitto.

Sangue giusto

Roma, agosto 2010. In un vecchio palazzo senza ascensore, Ilaria sale con fatica i sei piani che la separano dal suo appartamento. Vorrebbe solo chiudersi in casa, dimenticare il traffico e l’afa, ma ad attenderla in cima trova una sorpresa: un ragazzo con la pelle nera e le gambe lunghe, che le mostra un passaporto. ‘Mi chiamo Shimeta Ietmgeta Attilaprofeti’ le dice, ‘e tu sei mia zia.’ All’inizio Ilaria pensa che sia uno scherzo. Di Attila Profeti lei ne conosce solo uno: è il soprannome di suo padre Attilio, un uomo che di segreti ne ha avuti sempre tanti, e che ora è troppo vecchio per rivelarli. Shimeta dice di essere il nipote di Attilio e della donna con cui è stato durante l’occupazione italiana in Etiopia. E se fosse la verità? E cosi che Ilaria comincia a dubitare: quante cose, di suo padre, deve ancora scoprire? Le risposte che cerca sono nel passato di tutti noi: di un’Italia che rimuove i ricordi per non affrontarli, che sopravvive sempre senza turbarsi mai, un Paese alla deriva diventato, suo malgrado, il centro dell’Europa delle grandi migrazioni.
Sangue giusto di Francesca Melandri è una storia che traccia un filo tra le colonizzazioni del secolo scorso e le migrazioni attuali. Ilaria vive all’oscuro di queste storie, la sua vita procede come in un binario che va a tutta velocità e in cui tutto scorre rapido e senza mai avere la possibilità di fermarsi a guardare. Il suo lavoro d’insegnante è precario: è un mestiere che lei ama tantissimo, ma che non le garantisce nessun tipo di sicurezza. Della vita sentimentale ormai invece non ricorda più traccia perché Ilaria ha collezionato così tanti uomini sbagliati da non volere più abbandonarsi a nessuno. Rimane la famiglia, ma anche quella non le regala certo gioie perché il padre Attilio, da tutti chiamato Attila, non ha mai avuto un rapporto tenero con lei e Ilaria ha sempre sospettato che nascondesse qualcosa. Quel sospetto diventa certezza il giorno che alla sua porta bussa un ragazzo di colore che dice di essere il nipote di Attilio e delle donne che lui amò durante l’occupazione fascista in Etiopia. Per Ilaria è una doccia fredda: non ha mai saputo di avere un fratello. Perché il padre le ha tenuto nascosta questa storia per tutti questi anni? L’unica cosa da fare è indagare e capire se il ragazzo che ha davanti le sta raccontando la verità. Inizia così un viaggio verso l’Etiopia, verso una guerra crudele in cui gli italiani non furono sicuramente ricordati come degni combattenti, ma solamente come terribili invasori. Ma adesso qual è il filo che la collega al presente? In Il sangue giusto di Francesca Melandri il passato è tutto lì davanti ai nostri occhi e fino a quando non ci faremo i conti non riusciremo a liberarcene.
(source: Bol.com)

Sangue giusto

Roma, agosto 2010. In un vecchio palazzo senza ascensore, Ilaria sale con fatica i sei piani che la separano dal suo appartamento. Vorrebbe solo chiudersi in casa, dimenticare il traffico e l’afa, ma ad attenderla in cima trova una sorpresa: un ragazzo con la pelle nera e le gambe lunghe, che le mostra un passaporto. «Mi chiamo Shimeta Ietmgeta Attilaprofeti» le dice, «e tu sei mia zia.» All’inizio Ilaria pensa che sia uno scherzo. Di Attila Profeti lei ne conosce solo uno: è il soprannome di suo padre Attilio, un uomo che di segreti ne ha avuti sempre tanti, e che ora è troppo vecchio per rivelarli. Shimeta dice di essere il nipote di Attilio e della donna con cui è stato durante l’occupazione italiana in Etiopia. E se fosse la verità? È così che Ilaria comincia a dubitare: quante cose, di suo padre, deve ancora scoprire? Le risposte che cerca sono nel passato di tutti noi: di un’Italia che rimuove i ricordi per non affrontarli, che sopravvive sempre senza turbarsi mai, un Paese alla deriva diventato, suo malgrado, il centro dell’Europa delle grandi migrazioni. Con Sangue giusto Francesca Melandri si conferma un’autrice di rara forza e sensibilità. Il suo sguardo, attento e profondissimo, attraversa il Novecento e le sue contraddizioni per raccontare il cuore della nostra identità.
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### Sinossi
Roma, agosto 2010. In un vecchio palazzo senza ascensore, Ilaria sale con fatica i sei piani che la separano dal suo appartamento. Vorrebbe solo chiudersi in casa, dimenticare il traffico e l’afa, ma ad attenderla in cima trova una sorpresa: un ragazzo con la pelle nera e le gambe lunghe, che le mostra un passaporto. «Mi chiamo Shimeta Ietmgeta Attilaprofeti» le dice, «e tu sei mia zia.» All’inizio Ilaria pensa che sia uno scherzo. Di Attila Profeti lei ne conosce solo uno: è il soprannome di suo padre Attilio, un uomo che di segreti ne ha avuti sempre tanti, e che ora è troppo vecchio per rivelarli. Shimeta dice di essere il nipote di Attilio e della donna con cui è stato durante l’occupazione italiana in Etiopia. E se fosse la verità? È così che Ilaria comincia a dubitare: quante cose, di suo padre, deve ancora scoprire? Le risposte che cerca sono nel passato di tutti noi: di un’Italia che rimuove i ricordi per non affrontarli, che sopravvive sempre senza turbarsi mai, un Paese alla deriva diventato, suo malgrado, il centro dell’Europa delle grandi migrazioni. Con Sangue giusto Francesca Melandri si conferma un’autrice di rara forza e sensibilità. Il suo sguardo, attento e profondissimo, attraversa il Novecento e le sue contraddizioni per raccontare il cuore della nostra identità.
### Dalla seconda/terza di copertina
Roma, agosto 2010. In un vecchio palazzo senza ascensore, Ilaria sale con fatica i sei piani che la separano dal suo appartamento. Vorrebbe solo chiudersi in casa, dimenticare il traffico e l’afa, ma ad attenderla in cima trova una sorpresa: un ragazzo con la pelle nera e le gambe lunghe, che le mostra un passaporto. «Mi chiamo Shimeta Ietmgeta Attilaprofeti» le dice, «e tu sei mia zia.» All’inizio Ilaria pensa che sia uno scherzo. Di Attila Profeti lei ne conosce solo uno: è il soprannome di suo padre Attilio, un uomo che di segreti ne ha avuti sempre tanti, e che ora è troppo vecchio per rivelarli. Shimeta dice di essere il nipote di Attilio e della donna con cui è stato durante l’occupazione italiana in Etiopia. E se fosse la verità? E cosi che Ilaria comincia a dubitare: quante cose, di suo padre, deve ancora scoprire? Le risposte che cerca sono nel passato di tutti noi: di un’Italia che rimuove i ricordi per non affrontarli, che sopravvive sempre senza turbarsi mai, un Paese alla deriva diventato, suo malgrado, il centro dell’Europa delle grandi migrazioni.
Sangue giusto di Francesca Melandri è una storia che traccia un filo tra le colonizzazioni del secolo scorso e le migrazioni attuali. Ilaria vive all’oscuro di queste storie, la sua vita procede come in un binario che va a tutta velocità e in cui tutto scorre rapido e senza mai avere la possibilità di fermarsi a guardare. Il suo lavoro d’insegnante è precario: è un mestiere che lei ama tantissimo, ma che non le garantisce nessun tipo di sicurezza. Della vita sentimentale ormai invece non ricorda più traccia perché Ilaria ha collezionato così tanti uomini sbagliati da non volere più abbandonarsi a nessuno. Rimane la famiglia, ma anche quella non le regala certo gioie perché il padre Attilio, da tutti chiamato Attila, non ha mai avuto un rapporto tenero con lei e Ilaria ha sempre sospettato che nascondesse qualcosa. Quel sospetto diventa certezza il giorno che alla sua porta bussa un ragazzo di colore che dice di essere il nipote di Attilio e delle donne che lui amò durante l’occupazione fascista in Etiopia. Per Ilaria è una doccia fredda: non ha mai saputo di avere un fratello. Perché il padre le ha tenuto nascosta questa storia per tutti questi anni? L’unica cosa da fare è indagare e capire se il ragazzo che ha davanti le sta raccontando la verità. Inizia così un viaggio verso l’Etiopia, verso una guerra crudele in cui gli italiani non furono sicuramente ricordati come degni combattenti, ma solamente come terribili invasori. Ma adesso qual è il filo che la collega al presente? In Il sangue giusto di Francesca Melandri il passato è tutto lì davanti ai nostri occhi e fino a quando non ci faremo i conti non riusciremo a liberarcene.

Il Sangue Di Roma

Il sangue di Roma by Sophia McDougall
Un grande romanzo storico
2761 A.U.C. L’Impero Romano vive ancora
E se l’Impero Romano non fosse mai caduto?
Anno 2761 dalla fondazione di Roma. L’Impero romano non è mai caduto e si estende al di là dell’Atlantico, gli schiavi stanno costruendo un gigantesco ponte sul golfo Persico e una rete ferroviaria magnetica collega le varie parti del globo. Ma le tensioni all’interno dell’Impero e fuori dai suoi confini minacciano di cambiare per sempre l’assetto geopolitico del mondo. Una terribile esplosione al Colosseo ha ucciso l’imperatore facendo ricadere sul giovane Marco Novio, erede al trono, la responsabilità di difendere, controllare e amministrare la più grande potenza della Terra. Dopo anni passati a combattere per la vita, la libertà e la giustizia, l’ascesa al trono di Novio può rappresentare un’occasione per riportare Roma all’antico splendore. Così la pensano i suoi amici e sostenitori, primi fra tutti il guaritore Sulien e sua sorella Una, ex schiava e grande amore di Novio. Tuttavia egli stesso è rimasto gravemente ferito nell’esplosione, e Sulien si ritrova ad affrontare aspri conflitti pur di rimanere al fianco del suo amico. Ben presto l’Impero si appresta ad affrontare il più pericoloso dei nemici…Dopo il grande successo di Romanitas e Roma brucia
In un mondo contemporaneo in cui l’Impero romano non è mai crollato, un attentato terroristico fa saltare i fragili equilibri tra le due maggiori potenze planetarie: il mondo non sarà mai più lo stesso
«La scrittrice inglese immagina in un misto di fantasy e storia, modernità e barbarie, cosa sarebbe oggi l’Impero romano, se fosse continuato.»
Corrado Augias, il Venerdì di Repubblica
«Scritto benissimo, in uno stile elevato che coinvolge il lettore… Un classico moderno.»
Books and Magazines Collector
**Sophia McDougall**
autrice di romanzi, testi teatrali e poesie. La Newton Compton ha pubblicato con successo i romanzi Romanitas e Roma brucia.

Il sangue dei Troll

Peer e Hilde sono sempre a caccia di avventure, e quando una nave approda nel loro villaggio in cerca di equipaggio, decidono di imbarcarsi. La “Serpe d’Acqua” è diretta verso una terra oltre oceano abitata da un popolo misterioso con la pelle scura. Ma il comandante della nave è davvero solo un onesto mercante? Età di lettura: da 10 anni.
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Il sangue dei draghi

Nel volume conclusivo delle Cronache delle Giungle della Pioggia, i draghi e i loro custodi hanno finalmente raggiunto la leggendaria città di Kelsingra. Le creature magiche hanno imparato a usare le loro ali e stanno riconquistando i propri poteri. Anche gli umani stanno cambiando e approfondendo i rapporti con i draghi, ma nonostante abbiano perlustrato ogni strada e ogni edificio di Kelsingra, ancora non sono riusciti a trovare i pozzi d’Argento di cui le mitiche creature hanno bisogno per mantenersi in salute e sopravvivere. Con i nemici ai confini, gli umani devono assumersi il rischio di “camminare nella memoria”, immergendosi nei ricordi pericolosamente avvincenti degli Antichi, per scoprire gli indizi necessari alla loro sopravvivenza. E il tempo è essenziale, perché il leggendario drago blu Tintaglia, da tempo creduta morta, è tornata. Ferita in una battaglia con gli umani, si sta indebolendo e solo l’Argento nascosto può farla rivivere. Se Tintaglia muore, andranno persi per sempre i ricordi antichi che custodisce, una perdita devastante che causerebbe l’estinzione definitiva dei draghi. Nel frattempo, però, il pericolo incombe anche al di fuori della città, perché la guerra fra le magiche creature alate e coloro che vorrebbero distruggerle è ormai imminente…

(source: Bol.com)

Il sangue degli Dei

*44 avanti Cristo.* L’anno dopo il quale nulla sarà più come prima. L’anno in cui, il quindici marzo, Giulio Cesare viene ucciso nel modo più vergognoso, proprio da quelli di cui si fidava di più. Quelli che adesso si considerano i “Liberatores” della patria. Ma, mentre gli assassini cercano rifugio nel senato, c’è un uomo per cui la vendetta è già iniziata: il figlio adottivo di Cesare, Ottaviano, che segnerà un’epoca nuova, e passerà alla storia come Cesare Augusto. Sarà lui, alleandosi con Marco Antonio, il suo grande rivale, a cercare la punizione per i traditori, e vendicare la morte di suo padre. Il suo odio si concentra su Bruto, l’amico d’infanzia di Cesare e fino a poco prima principale alleato, adesso leader dei cospiratori.
E mentre il popolo riempie le piazze di Roma, i Liberatores devono affrontare il loro destino. Alcuni sceglieranno la via della fuga, altri non riusciranno a scappare; a nessuno di loro il fato riserverà una morte naturale. E, per Bruto, la resa dei conti arriverà con la sanguinosa e terribile battaglia di Filippi.
Come in un film, **Conn Iggulden** usa il suo straordinario talento per raccontare con un ritmo irresistibile la grande, epica storia della morte di Cesare e di ciò che la seguì, dimostrandoci ancora una volta che la Storia è il più avvincente dei romanzi, e facendoci letteralmente rivivere l’odio, la vendetta, la ferocia, le passioni e il coraggio che animavano quei giorni.
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### Recensione
**Praise for *The Blood of Gods***
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“The seasoned Iggulden adeptly brings all the intrigue and action of the era vividly to life, maintaining a historically authentic backdrop as he fictionalizes Octavian’s evolution from callow youth to Augustus, the bold and fearless architect of a new chapter in Roman history.”—***Booklist***

“Iggulden does fine work in his deft character studies of the principals and their various motives for alternately stirring up civil war or defending a new empire in the borning. . . . With such strong and willful people, you just know a clash is inevitable—and the best parts of this good novel are those of fierce battles such as Philippi, in scenes of ‘oil and splinters and floating bodies.’ Well-paced and well-written . . . better than much historical fiction about the ancient world.”—***Kirkus Reviews***
“Iggulden plunges you into the full fury of the action and leaves you gasping for more.”**—*The Northern Echo* (UK)**

“[A] clever and convincing narrative.”**—*The Sunday Times* (UK)**
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Praise for Conn Iggulden’s Empire series**

“Dramatic historical fiction to keep adults turning pages like enthralled kids . . . [Iggulden] is a grand storyteller. . . . A spirited, entertaining read.”**—*USA Today***

“Exhilarating . . . Words like ‘brilliant,’ ‘sumptuous’ and ‘enchanting’ jostle to be used, but scarcely convey the way Iggulden brings the schoolbook tale to life, or the compelling depictions of battle, treachery and everyday detail in a precarious world well lost but vividly re-created.”**—*Los Angeles Times***

“What Robert Graves did for Claudius, Conn Iggulden now does for the most famous Roman emperor of them all—Julius Caesar.”**—William Bernhardt, author of *Criminal Intent***

“[Iggulden] excels at describing battle scenes both small-scale and epic.”**—*The Seattle Times***

“Utterly marvelous . . . Solid research and a real knack for character development bring [Julius Caesar] to life in a truly magical, electrifying way.”**—*The Telegram *(St. John’s, Newfoundland)**

“[Iggulden’s] expert plotting, supple prose and fast-paced action will keep readers riveted.”**—*Publishers Weekly***

“Vivid characters, stunning action, and unrelenting pace.”**—Bernard Cornwell, author of *1356***

“Epics don’t come any better than this.”**—*Evening Echo *(Cork, Ireland)**
### Sinossi
*44 avanti Cristo.* L’anno dopo il quale nulla sarà più come prima. L’anno in cui, il quindici marzo, Giulio Cesare viene ucciso nel modo più vergognoso, proprio da quelli di cui si fidava di più. Quelli che adesso si considerano i “Liberatores” della patria. Ma, mentre gli assassini cercano rifugio nel senato, c’è un uomo per cui la vendetta è già iniziata: il figlio adottivo di Cesare, Ottaviano, che segnerà un’epoca nuova, e passerà alla storia come Cesare Augusto. Sarà lui, alleandosi con Marco Antonio, il suo grande rivale, a cercare la punizione per i traditori, e vendicare la morte di suo padre. Il suo odio si concentra su Bruto, l’amico d’infanzia di Cesare e fino a poco prima principale alleato, adesso leader dei cospiratori.
E mentre il popolo riempie le piazze di Roma, i Liberatores devono affrontare il loro destino. Alcuni sceglieranno la via della fuga, altri non riusciranno a scappare; a nessuno di loro il fato riserverà una morte naturale. E, per Bruto, la resa dei conti arriverà con la sanguinosa e terribile battaglia di Filippi.
Come in un film, **Conn Iggulden** usa il suo straordinario talento per raccontare con un ritmo irresistibile la grande, epica storia della morte di Cesare e di ciò che la seguì, dimostrandoci ancora una volta che la Storia è il più avvincente dei romanzi, e facendoci letteralmente rivivere l’odio, la vendetta, la ferocia, le passioni e il coraggio che animavano quei giorni.