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La casa dei desideri

Tiffany Grant divideva con l’amica Cindy Miller un appartamento poco piu’ grande di una tana per topi. L’appartamento era situato al quarantaquattresimo piano di un building con vista su Central Park. Effettivamente il parco si vedeva, ma da lontano. Un minuscolo fazzoletto di verde, per l’esattezza, che in quella stagione dell’anno, era inverno pieno, appariva spettrale, l’ombra del multicolore e festoso parco che in primavera riempiva di sè la fantasia dei newyorkesi, soprattutto di quelli innamorati. Tiffany faceva parte di questa categoria. Era infatti da quattro mesi pazzamente e felicemente innamorata di Victor Sorrentino il cui unico difetto era quello di non avere difetti…

La casa che uccide

Gary Elringer, un giovane ed eccentrico genio del computer, ha creato una meraviglia assoluta: una casa completamente automatica. La sua creatura dovrebbe essere una dimora intelligente in grado di realizzare tutti i desideri di chi vi abita. Ma quando Gary invita i suoi amici per sperimentarla, alcuni di loro vengono assassinati in circostanze tali da escludere con certezza tutti i presenti. Meno la casa stessa. Una casa intelligente, troppo intelligente. Una casa che potrebbe anche uccidere. Ma che ha due validi avvocati difensori… Charlie e Constance, gli indimenticabili detective già comparsi in L’arte del delitto.

La casa

Una storia di famiglia, all’inizio quasi un idillio familiare. Quattro persone vivono in armonia in una piccola casa bianca sulla montagna: il padre serio ma affettuoso, la madre tenerissima, il figlio sensibile e di grande talento, la figlia bella e ribelle.
Quella che Freud definì «una donna assolutamente straordinaria», scava nei sentimenti con acuta capacità di introspezione psicologica e, come in un caleidoscopio, mostra immagini della sua stessa vita. Modelli per i suoi personaggi le persone alle quali è stata legata da amore e da amicizia: suo marito Carl Friedrich Andreas, le sue amiche, le scrittrici Frieda von Bülow e Helene Klingenberg, il giovane Rainer Maria Rilke. Nella casa, centro dell’azione, è possibile riconoscere Villa Loufried, nei pressi di Göttingen dove la Salomé visse fino alla sua morte.

La casa

La casa by Natasha Preston
Mackenzie non è molto entusiasta del fine settimana in montagna con i suoi amici. La casa è bellissima, la compagnia però non la convince: dopo tutto quello che è successo con Josh, non ha voglia di rimanere chiusa con lui tra quattro mura, e la presenza di suo fratello, affascinante ma non particolarmente simpatico, non migliora la situazione. Ma al risveglio dopo la prima notte tutti insieme, i peggiori film di Mackenzie sembrano soltanto fiabe per bambini: due suoi amici sono morti, uccisi in un lago di sangue in cucina, e diventa chiaro che tra di loro è nascosto un assassino. Mentre la polizia porta avanti l’inchiesta, anche Mackenzie inizia a indagare il passato del suo gruppo di amici per scoprire cosa sia davvero successo. L’assassino è ancora libero, ognuno di loro è un sospettato. E forse nessuno è veramente innocente.

La carne di Londra

Quando il detective Max Iversson viene presentato al proprietario del night club “Arcadia”, capisce subito di avere di fronte un uomo nei guai. Guai che puntualmente si manifestano: in un capannone della periferia londinese si verifica una sparatoria tra l’uomo e alcuni sconosciuti “businessman”. Di qui, una serie di colpi di scena in una Londra regolata da un cieco, frenetico, bisogno di denaro facile.

La capitale

Il cielo è grigio su Bruxelles, si avvicina l’anniversario dei cinquantanni dalla fondazione della Commissione europea e allo scopo di rilanciarne gli ideali alcuni funzionari della Direzione cultura avviano un curioso tentativo, un grande giubileo incentrato su Auschwitz mobilitando gli ultimi sopravvissuti ai campi di concentramento come testimoni dei proponimenti che sono all’origine della UE, nata dalle ceneri delle atrocità naziste. L’idea scatena l’anima rissosa ed egoista dei paesi membri e insieme esalta gli interessi personali dei burocrati. Nel frattempo le strade della città sono affollate di allevatori che protestano con i forconi in mano, di mandrie di turisti con i selfie stick, e 22.000 funzionari, uomini e donne, solitari avamposti delle loro società e tradizioni, si adoperano senza sosta per favorire il dialogo tra le culture e gli interessi del loro paese di origine, e la notte restano seduti sul bordo del letto a bere un ultimo bicchiere di vino. Tutto alimenta un ingranaggio di bizantina complessità, crocevia del potere e dell’economia internazionale, babele di lingue diverse, mentalità incompatibili e interessi particolari: un caos sempre sul punto di esplodere. Robert Menasse, dopo un lungo soggiorno di ricerca e due saggi sull’argomento, racconta una città e un luogo simbolico della storia e della cronaca contemporanea, il cuore politico e amministrativo dell’Europa unita, la capitale scelta perché il Belgio era il primo paese in ordine alfabetico tra le sei nazioni fondatrici e da allora in attesa, come Godot, di una rotazione che non avverrà mai. Il suo è un romanzo di sfrenata ingegnosità, un labirinto di invenzioni e umorismo, un castello gotico di sentimenti e potere, passioni e paure. Tra un maiale che corre libero per le strade e un omicidio che sembra passare inosservato prende forma un panorama di grandi emozioni e grigia amministrazione, costellato di eroi tragici, di ambiziosi perdenti, di scaltri manipolatori. Ne scaturisce un ritratto letterario sarcastico e provocatorio, capace di miscelare generi diversi, di tratteggiare l’assurdo, di irridere il male. E soprattutto di raccontare l’Europa.
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La capanna dello zio Tom

Il libro, che affronta il problema della schiavitù negli Stati Uniti, fu pubblicato nel 1852. Le motivazioni che indussero l’autrice a scriverlo – principalmente il “Fugitive Slave Act” promulgato nel 1850 – sono ampiamente spiegate nell’ultimo capitolo (“Epilogo”). Il romanzo narra le vicende di Tom, uno schiavo nero, che dopo aver servito nelle dimore di due padroni di buon cuore che lo avevano trattato con umanità e rispetto, facendone un collaboratore fidato, finisce nelle mani di un crudele coltivatore di cotone che ne causa la morte. Alla vicenda di Tom fanno da cornice gli avvenimenti riguardanti alcuni schiavi che cercano di guadagnare la libertà attraverso la fuga, in particolare i due schiavi mulatti, Giorgio ed Elisa, che con il loro figlioletto riescono a rifugiarsi in Canada e le due schiave Emmelina e Cassy il cui tentativo di fuga ha successo grazie al sacrificio di Tom. Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare. Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.

La canottiera di Bossi

La canottiera di Bossi by Marco Belpoliti
Umberto Bossi è il politico dei gesti: il dito medio, le corna, il pugno e l’avambraccio, la pernacchia, o la famosa canottiera sfoggiata su una spiaggia della Sardegna nel 1994, e più volte indossata in luoghi pubblici. Marco Belpoliti si chiede perché il capo leghista esibisca comportamenti tanto provocatori, rompendo una tradizione di stile misurato dei politici italiani della Prima Repubblica. Perché Bossi è un «vitellone», come Alberto, il personaggio del celeberrimo film di Fellini. Il leader leghista, futuro capo di partito e ministro, non ha terminato gli studi né ha rivelato particolari attitudini, salvo poi diventare, nelle opinioni di seguaci ed elettori, e persino uomini di cultura, un genio della politica. Com’è stata possibile una tale trasformazione? L’autore rilegge Bossi attraverso i suoi gesti, esplorandone l’origine e il significato, mostrando come il suo eloquio e i suoi atteggiamenti abbiano profondamente condizionato il comportamento morale dei politici e degli italiani in genere. Da queste pagine viene fuori più un cantante rock che un capo di partito, più un predicatore scomposto che un sottile tessitore: un ragazzotto di paese che arriva in Parlamento e incarna quello che Sciascia chiamava «l’eterno Fascismo italiano», acquattato nel grembo stesso della provincia, al Nord come al Sud, e di cui la nostra cultura è impregnata; fa parte di noi, per quanto ce ne distanziamo, lo rinneghiamo, cerchiamo di strapparcelo di dosso. Attraverso la «fenomenologia di un capo», Belpoliti ci fa ancora una volta il racconto dell’identità cruda del Bel Paese.

La Camera Dello Zodiaco. Palazzo Ducale Di Mantova

La camera dello zodiaco. Palazzo ducale di Mantova by Tiziana Bacco
Dopo molti anni dalla visita a Mantova al fi ne di redarre la mia tesi di laurea dal titolo “ Lorenzo Costa il Giovane alla Corte di Guglielmo Gonzaga: la camera dello Zodiaco nel Palazzo Ducale di Mantova”, ho avuto occasione di rileggerla ed al di la della parte storiografi ca globale, ritengo che quella dedicata all’interpretazione della Volta della camera dello Zodiaco attraverso una lettura iconologica densa di riferimenti e simboli, non sia da tenere in un cassetto. Presente negli archivi di Palazzo, in quanto da me fornita in copia nel 1988 in forma integrale come diprassi, è stata realizzata con il sostegno del chiarissimo Dottor Bazzotti a Mantova e discussa nel dipartimento di Storia dell’arte dell’Università di Roma “La Sapienza”, sotto la guida della Professoressa Claudia Cieri Via e della correlatrice Professoressa Stefania Macioce.

La calda estate

Poppy è una fotografa molto apprezzata e proprio per questo motivo viene mandata in Africa per un servizio sulla foresta pluviale, al seguito di una spedizione scientifica. Ma per Keir Traherne, capo della spedizione, lei non è altro che una fonte di distrazione oltre che una perenne sorgente di guai. Anche Astrid, la sua sempre immacolata e perfetta assistente, la pensa esattamente allo stesso modo, ma forse questo giudizio negativo non è del tutto disinteressato perchè………..

La cala della luna

Naufragati su una piccola isola del Pacifico, Judi e Dan iniziano una convivenza forzata, finché un giorno scoprono di stare tanto bene insieme da pensare di poter rimanere per sempre in quel luogo di sogno. Ma il rientro nella civiltà, qualche mese dopo, porta allo scoperto una serie di cose che si erano taciuti l’un l’altro, fino a far pensare a Judi che la loro storia d’amore fosse stata ispirata esclusivamente da una attrazione fisica. Il loro rapporto sembra concluso, ma a far risorgere l’alba di molti giorni d’amore tra loro succede che…

La caduta di Gondolin

**Lo stesso Tolkien ha definito *La caduta di Gondolin* “il primo vero racconto di questo mondo immaginario”.
Insieme a *Beren e Lúthien* e a *I figli di Húrin* compone la trilogia dei tre Grandi Racconti dei Tempi Remoti.**
Gondolin è una città meravigliosa, con strade lastricate di pietra, rigogliosi giardini e alte torri di marmo bianco. Tanta bellezza però è celata: in pochi sanno dove si trova perché la sua esistenza è minacciata da Morgoth, Demone dell’Ombra. A proteggere gli Elfi di Valinor che abitano la città c’è Ulmo, Signore delle Acque, che invia Tuor, eroe suo malgrado, da re Turgon per metterlo in guardia. A Gondolin Tuor cresce, sposa Idril, figlia del re, e dalla loro unione nasce Eärendel, padre di Elrond di Gran Burrone. Purtroppo però le forze del Male riescono a far breccia nel segreto della città elfica e la sottopongono a un epico assedio: Morgoth scatena un immane esercito di orchi, draghi e Balgor che non lascia scampo.
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### Sinossi
**Lo stesso Tolkien ha definito *La caduta di Gondolin* “il primo vero racconto di questo mondo immaginario”.
Insieme a *Beren e Lúthien* e a *I figli di Húrin* compone la trilogia dei tre Grandi Racconti dei Tempi Remoti.**
Gondolin è una città meravigliosa, con strade lastricate di pietra, rigogliosi giardini e alte torri di marmo bianco. Tanta bellezza però è celata: in pochi sanno dove si trova perché la sua esistenza è minacciata da Morgoth, Demone dell’Ombra. A proteggere gli Elfi di Valinor che abitano la città c’è Ulmo, Signore delle Acque, che invia Tuor, eroe suo malgrado, da re Turgon per metterlo in guardia. A Gondolin Tuor cresce, sposa Idril, figlia del re, e dalla loro unione nasce Eärendel, padre di Elrond di Gran Burrone. Purtroppo però le forze del Male riescono a far breccia nel segreto della città elfica e la sottopongono a un epico assedio: Morgoth scatena un immane esercito di orchi, draghi e Balgor che non lascia scampo.

La cacciatrice

Jez Redfern non conosceva la pietà. Nella notte i suoi denti scintillavano per il sangue delle sue vittime, attaccava senza pensare, senza odio, senza esitazioni. Ma quando scopre che sua madre era un’umana, e che il Concilio del Mondo delle Tenebre ha sterminato tutta la sua famiglia, rinnega la sua natura, smette di bere sangue umano, e diventa la peggiore nemica della sua stessa razza. Si unisce al Circolo dell’Alba, la setta che accoglie le creature esiliate, le streghe perdute e i vampiri rinnegati, e dà la caccia ai suoi compagni di un tempo. Ma il passato torna a bussare alla sua porta. Morgead, un vampiro che lei conosce da sempre, sostiene di avere in suo potere una persona molto speciale, una figura leggendaria capace di alterare gli equilibri che da secoli regolano la convivenza tra il Popolo delle Tenebre e gli umani. Morgead è una creatura temibile. È intelligente e ambizioso, assetato di sangue, e odia gli umani con tutto il cuore. Se sapesse che Jez è nata da un’unione impura, non esiterebbe a ucciderla. Eliminare quelli come lei è una delle regole più sacre del Mondo delle Tenebre. Ma c’è una legge che viene prima di tutte le altre, e nessuno può sottrarvisi: quella che prescrive che due anime gemelle sono destinate a stare insieme, qualunque cosa accada. E quando Morgead scopre che la compagna che il fato ha scelto per lui è proprio Jez…

La caccia

«Ecco com’è andata. È salito direttamente sul tetto e si è buttato.»
Un uomo è precipitato dal tetto di un hotel di Manhattan. A un primo sguardo si tratta di un suicidio ma c’è un indizio che desta troppi sospetti per archiviare il caso: le impronte digitali della vittima appartengono a un’altra persona. Un caso per il detective Michael Bennett.

La bustarella

Alcuni degli avvenimenti riferiti in La bustarella evocheranno un’attualità recente, spesso più romanzesca del romanzo stesso. Senonché, in realtà, tali avvenimenti e il loro mistero trascendono, purtroppo, la nostra comprensione, sicché noi non sappiamo, in genere, come si siano svolte davvero le cose.
L’autore si è dunque liberamente ispirato alle mille e una notte di una storia contemporanea in cui si affrontano, lanciati all’inseguimento della ricchezza e dell’amore, i nuovi principi dell’Oriente. Il mondo insolito descritto in queste pagine è così vicino alla verità che alcune persone potranno forse riconoscersi fra i protagonisti della vicenda. Il che, beninteso, sarà meramente casuale.

La bussola d’oro

Lyra vive al Jordan College di Oxford. Ma il mondo di Lyra è ben diverso dal nostro. Oltre l’Oceano c’è l’America, ma lo stato più importante di quel continente si chiama Nuova Francia; giganteschi orsi corazzati regnano sull’Artico; lo studio della natura viene chiamato “teologia sperimentale”. E soprattutto ogni essere umano ha il suo daimon: un compagno, una parte di sé, di sesso opposto al proprio, grazie al quale nessuno deve temere la solitudine. Ma questo mondo sta per attraversare un periodo critico…