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Patty Diphusa e altre storie

Patty Diphusa è un sex-symbol internazionale o, più precisamente, una stella internazionale del porno. Ma non possiede solo un corpo capace di far impazzire gli uomini, ha anche un cervello. Un personaggio che il regista utilizza per accompagnare il lettore in un viaggio all’interno della “movida”, tra frenetiche avventure, droghe di tutti i tipi, sesso in tutte le varianti, musica, discoteche, artisti veri e finti: un catalogo dissacrante dei tanti vizi e delle poche virtù della Spagna post-franchista. Le “altre storie” raccolte nel volume sono una selezione degli scritti che Almodóvar ha composto per riviste e giornali. Un’autentica autobiografia che traccia il suo percorso personale e professionale.

Patrick Dennis

Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell’America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a una zia che non conoscete. Immaginate che vostro padre – quel ricco, freddo bacchettone poco dopo effettivamente muoia, nella sauna del suo club. Immaginate di venire spediti a New York, di suonare all’indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di trovarvi di fronte una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica “Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!”, e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode, che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile che uno scrittore moderno abbia concepito, e attraversare insieme a lei l’America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro – o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento.

Patagonia express

Il vecchio Eznaola che naviga senza sosta per i canali cercando un vascello fantasma, i gaucho che ogni anno organizzano il “campionato di bugie” della Patagonia, e poi Carlos E Basta, l’aviatore Palacios, lo scienziato Kucimavic… Brace Chatwin, Butch Cassidy e Sundance Kid, Francisco Coloane: personaggi stravaganti, avventurieri leggendari si incontrano nella Terra del Fuoco e in Patagonia, laggiù dall’altra parte del mondo.

Il passo di Merlino

Chi era Merlino? Quanta verità storica c’è nella leggenda dell’incantatore che educò il giovane Artù? Perché, ancora ragazzo, venne spietatamente perseguitato? E perché si diceva che fosse figlio del diavolo? Con l’accuratezza dello storico, Jean-Louis Fetjaine ricostruisce le vicende belliche e politiche dell’antica Bretagna piagata dalle invasioni, con la sapienza del romanziere, con la passione del fantasy, descrive i paesaggi di un viaggio tra castelli, lande desertiche e foreste impenetrabili.

Passioni e tradimenti

In un gelido mattino del 1904, il destino dei Deravenel cambia per sempre:nei saloni della residenza di campagna, il primogenito Edward apprende della morte violenta delle persone a lui più care, tra cui il padre e il fratello minore. Da un momento all’altro il giovane, studente a Oxford,deve prendere il posto del genitore nella compagnia di famiglia:una società i cui vertici sono stati usurpati molti anni prima, e in cui non si aspetta altro che di approfittare di questa ulteriore debolezza per infliggere la spallata finale. Ma il giovane, che con un amico fidato e un cugino ha giurato di far luce sulla disgrazia che l’ha colpito, inaspettatamente ribalta la situazione a suo favore. Poco più che ventenne, affascinante e seduttore, Edward si ritrova al comando di un impero finanziario, corteggiato e riverito da tutta l’Inghilterra…e dalle inglesi. Se fuori casa il ragazzo spopola, nella vita privata deve però fare i conti con una madre esigente; una moglie segreta; un’amante devota; una serie di avventure non prive di strascichi. E a queste complicazioni si aggiunge un inaspettato tradimento, proprio dall’interno del clan. Potere e denaro, passione e adulterio, ambizione e inganno sono gli ingredienti di questa nuova saga ambientata sul finire dell’era edoardiana e della belle époque, prima della grande guerra. Dalle scogliere dello Yorkshire alla Londra scintillante, le intriganti vicende di personaggi vibranti di vitalità su uno sfondo storico ricreato con mano sapiente.

Le passioni della mente. Il romanzo di Sigmund Freud

Sigmund Freud si laureò in Medicina a Vienna nel 1881 e ottenne, poco dopo, la libera docenza in Neuropatologia. Già durante questi suoi primi passi nella Clinica Universitaria il giovane Freud si era reso conto dell’esistenza di molte malattie mentali non riconosciute o giudicate, allora, incurabili dalle scuole tradizionali. Discepolo di Charcot a Prigi e della scuola ipnotica di Bernheim a Nancy, Sigmund Freud sviluppò molto presto i presupposti dottrinali della disciplina che poi fondò e rese universalmente riconosciuta, formandosi la convinzione che l’origine dei comportamenti anormali di tipo isterico andassero ricercate nell’«inconscio» dell’uomo e fatte risalire a eventi psichicamente traumatici e dimenticati.
Ne seguì la decisione di dedicarsi totalmente all’analisi della mente umana, delle sue passioni, dei suoi complessi, dei suoi tabù, mettendo a punto un metodo sperimentale empirico basato su numerosissime sedute con il paziente alla ricerca degli eventi condizionanti della sua esistenza e attraverso l’interpretazione dei suoi sogni ricorrenti: nasceva la psicanalisi. La teoria freudiana, secondo cui dall’evolversi della sessualità dipende largamente l’equilibrio della personalità, suscitò immediatamente enorme scandalo, ma al tempo stesso fornì la corretta chiave interpretativa di parecchie turbe psichiche.
Come suo solito Irving Stone in questo libro sa cogliere con semplicità, rigore e ricchezza di dettagli l’avventura della vita di una delle personalità più complesse del Novecento, che non è seconda all’avventura dei suoi studi. Dal primo matrimonio con Martha Bernays all’apertura del suo studio privato a Vienna. Dall’impiego dell’elettroterapia fino al celeberrimo caso di Anna O. e al successo delle prime pubblicazioni. Poi il periodo newyorkese con Gustav Jung, l’incontro con Albert Einstein a Berlino, il dramma della figlia Anna sequestrata dalla Gestapo, fino all’esilio londinese. La vita straordinaria di un uomo che ha segnato profondamente la nostra epoca raccontata in modo magistrale.

La passione secondo Therese

Thérèse, la profetessa di casa Malaussène, si è innamorata niente meno che di un rampollo dell’aristocrazia. Sulle prime Benjamin si rifiuta di conoscerlo ma, messo alle strette dalla tribù, accetta di invitarlo a cena. Il promesso sposo si presenta come un grande benefattore che, con l’aiuto dell’arte divinatoria della fidanzata, dedica parte del suo tempo e delle sue risorse a soccorrere i più deboli. Nonostante le perplessità del fratello maggiore, Thérèse decide di sposarlo ma, dopo il primo giorno di matrimonio, Thérèse torna, mogia e laconica, a casa. I timori di Benjamin erano fondati: lo sposo, nello scoprire che persa la verginità la moglie aveva perso anche il potere della preveggenza, non è riuscito a celare la propria delusione…

La Parigi degli esistenzialisti. Manuale di Saint-Germain-des-Prés

Fatti, miti, strade, caffè e personaggi della Parigi del dopoguerra.A raccontare la Parigi del dopoguerra, la Parigi delle «cave» e del jazz, è in questo volume uno dei protagonisti più memorabili dell’epoca d’ora di Saint-Germain-des-Prés. Con il suo humour stralunato e tagliente, Vian ci offre un viaggio indimenticabile attraverso la città, ci accompagna a conoscere le sue strade e i suoi caffè, le sue manie e i suoi personaggi (da Prévert a Juliette Greco, da Queneau a Sartre, dai Frères Jacques a Cocteu, da Simone de Beauvoir a Camus). Ne esce il ritratto struggente di un’epoca piena di vita e di invenzioni, cui le numerose, splendide fotografie aggiungono un fascino nostalgico e poetico.

Parallelo Russia

Un attentato terroristico di matrice russa compiuto a Manhattan, l’uccisione di una spia inglese, una bomba contro la sede di un giornale polacco sono le prime avvisaglie di gravi tensioni nell’Europa orientale. Tramontata l’era Eltsin, la Russia è ancora nel caos e il regime democratico è in grave difficoltà. Forze oscure, nostalgiche del passato, sognano di ricostruire l’impero sovietico. Allarmato, il presidente USA decide di mettere in azione Op-Center, l’organizzazione top-secret a disposizione della Difesa. Il compito si presenta quanto mai difficile. A San Pietroburgo, infatti, opera un Op-Center rivale, controparte speculare dell’organizzazione americana. Sarà un confronto senza esclusione di colpi. «Una storia coinvolgente quanto spettacolare.»

La papessa Giovanna

Alla metà del IX secolo, una donna travestita da frate sale sul soglio di Pietro: giunge a Roma dopo anni trascorsi assieme al suo giovane amante nei conventi della Germania, della Provenza e della Grecia. Fin qui la leggenda (antica, ma non troppo). L’ingegno versatile e l’erudizione mordace di Emmanuìl Roidis traggono dalla vicenda uno straordinario affresco dei secoli bui, un capolavoro – più volte imitato, mai uguagliato – che coniuga un’accurata documentazione storica con una verve narrativa che ricorda Byron e Voltaire.

OS 117 vede rosso

Avere inventato importanti piani strategici di difesa può anche costituire motivo d’orgoglio. Ma diventa un supplizio quando qualcuno si mette in testa di venire in possesso di quei piani. William Lobell si trova proprio in questa condizione: ha ideato e possiede progetti di vitali piani di difesa, che tiene nascosti nell’appartamento di Mabel, la sua bellissima amica. Un giorno una telefonata sconvolge Lobell: una voce dall’accento inequivocabilmente orientale minaccia di distruggere la sua onorabilità se non consegnerà i piani. Naturalmente, gli verranno profumatamente pagati, dice l’anonima voce. Lobell è combattuto tra l’amor di patria e l’avidità di denaro, di cui ha bisogno per soddisfare le esigenze di Mabel, ma alla fine si getta in un gioco pericolosissimo, dal quale nessuno potrà salvarlo. Il ritrovamento del suo cadavere mette in allarme tutto il servizio segreto e Hubert si trova a dovere affrontare un’intricatissima situazione, nonché l’inconsolabile amante di Lobell, che non vuole rinunciare a niente, né all’amore né ai soldi. Proprio un tipo come piace a Hubert. Jean Bruce (pseudonimo di Jean Brochet) (22 marzo 1921 – Luzarches, 26 marzo 1963) è stato uno scrittore francese. Uso anche gli pseudonimi Jean Alexandre, Jean Alexandre Brochet, Jean-Martin Rouan e Joyce Lindsay. Divenuto scrittore dopo aver intrapreso numerose attività è conosciuto principalmente per aver scritto le avventure dell’agente segreto Hubert Bonisseur de La Bath ovvero OSS 117. Il primo racconto risale al 1949, ad esso ne seguirono altri novanta fino alla tragica fine dell’autore a causa di un incidente automobilistico. La serie venne ripresa dalla moglie Josette Bruce che dal 1963 al 1996, anno della sua morte, ne pubblico altri 143. Successivamente altri ventiquattro volumi sono stati pubblicati dai figli François e Martine Bruce. A partire dal 1957 e soprattutto negli anni sessanta numerosi racconti su OSS 117 sono stati adattati per la realizzazione di film.

Omicidio a passo di danza

Lara Trudeau, astro nascente della danza, cade a terra e muore durante una gara, stroncata da un arresto cardiaco. Colpa dei tranquillantì e dell’alcol, sembrerebbe. Quinn, investigatore privato dai modi bruschi, per indagare su quella morte misteriosa si iscrive a una scuola per ballerini. Ed è subito chiaro che ciò che desidera dall’affascinante e fragile direttrice della scuola, Shannon, non sono soltanto lezioni di danza. Passo dopo passo, l’attrazione fra i due diventa palpabile e l’indagine si rivela più pericolosa del previsto. Fra personaggi ambigui e opportunisti, gelosie, spiagge dalle ombre minacciose sogni infranti, si snoda un sexy thriller i cui colpi di scena affondano in un’atmosfera cupa e minacciosa.

Ogni cosa è da lei illuminata

Natale 1929. Nell’ascensore di un lussuoso albergo sulle Alpi svizzere, Annemarie Schwarzenbach incontra una misteriosa donna seducente con indosso un cappotto bianco. Solo per un secondo i loro occhi si incontrano, le due restano in silenzio e, da quel momento, ogni speranza e ogni desiderio nella vita della giovane scrittrice vengono travolti. In mezzo al trambusto della località sciistica alla moda “M.”, la ventunenne Annemarie è in attesa di una parola, di un gesto, per buttare definitivamente al vento tutte le cautele e inseguire il suo sentimento sconvolgente. “Ogni cosa è da lei illuminata” è un racconto inedito pieno di luce, erotismo e passione nel quale Schwarzenbach mette a nudo il mondo dell’amore tutto al femminile. Il testo accuratamente costruito e in cui l’amore di una donna per una donna non viene in alcun modo dissimulato è ambientato in Engadina, località che Annemarie definiva “il mio luogo più proprio e più originario, quello dove mi muovo con più sicurezza e dove mi sento leggera come da nessun’altra parte”.

Notturni: Cinque storie di musica e crepuscolo

Il “notturno” in musica è una composizione di carattere lirico e melodico, veicolo di atmosfere sognanti e sentimenti ambivalenti, e in senso ampio ispirata alla notte. Nei cinque racconti di questa raccolta prevale l’ambientazione notturna delle scene cardine, la qualità onirica e comunque surreale delle vicende e soprattutto quell’alternanza di toni lievi e toni gravi che contraddistingue anche il genere musicale. Una sinestesia quasi perfetta dunque. Ma con un’importante eccezione: se il rigore della costruzione di parole in Ishiguro assorbe e maschera pressoché del tutto le tempeste della vita, è nel rapporto dei protagonisti di *Notturni* con la musica che il disagiò si rivela. Il crooner del primo racconto, per esempio, uno di quei vecchi cantanti melodici americani ormai fuori moda, ha alle spalle un passato di successi di cui vorrebbe tanto trattenere qualche brandello. La serenata – ovviamente notturna – che dedica alla moglie a bordo di una gondola, sembrerebbe il romantico pegno d’amore di un gentiluomo d’altri tempi ed è invece il primo atto di una cinica (e un po’ ridicola) operazione di restyling. Come mai, allora, gli occhi gli si riempiono per un momento di lacrime?
La commozione, quasi impercettibile, affiora anche sul viso di altri personaggi: il sassofonista jazz di grande talento e scarsa fortuna che, per dare un impulso alla sua carriera, viene convinto dall’ex fidanzata a sottoporsi a un radicale intervento di chirurgia estetica; il chitarrista spiantato che, in attesa di mostrare al mondo la purezza del suo genio, si accontenta di servire ai tavoli di un baruccio di campagna ed è costretto a chiedersi se si tratti davvero di una condizione transitoria; la virtuosa del violoncello che non produce una nota e si affanna a tenere accesa la luce riflessa della sua stima. Lacrime fugaci, imbarazzate, per tutti loro, lacrime fuori posto, che spesso accompagnano la comicità bislacca di Ishiguro proprio là dove raggiunge il suo apice.
Così un insegnate di lingue dà fondo al suo ingegno infantile per mascherare un piccolo danno in casa di amici di gioventù, arrivando perfino a inscenare un’improbabile incursione canina. Il tentativo fallisce, naufraga pure il rapporto con gli amici, forse già naufragato da tempo. Ma su una terrazza – di notte – la musica di Sarah Vaughan può ancora farci ballare e convincerci, per un momento, di essere proprio nel posto giusto.

Non si possono odiare gli uomini

Grace si è chiusa in se stessa dopo una negativa storia d’amore che l’ha resa diffidente verso l’altro sesso. Evita gli amici e si dedica solo al lavoro. Ma è impossibile per lei rinunciare alla compagnia speciale dei suoi nuovi vicini di casa. Melissa è infatti un’esuberante ragazzina che ha trovato in lei una vera amica, e suo fratello Demetrius… ha delle ottime ragioni per frequentare Grace… assiduamente. Ricco e autoritario imprenditore, Demetrius esercita un fascino irresistibile. Come può, però, pretendere di conquistare il cuore di Grace?

Nerone

Nerone (Lucio Domizio Enobarbo), imperatore romano, nato nel 37 e morto nel 68 d.C., fu anche un mostro, ma, per cinque anni, consigliato da Seneca, governò con saggezza. Ebbe la sventura di cadere sotto la penna di Svetonio e di Tacito, che ne hanno tramandato un’immagine perfida e viziosa. Non che Nerone vada assolto dai delitti che commise e dai misfatti che perpetrò. Assassinò la madre, che stava congiurando per assassinare lui, spense col veleno il fratellastro, aspirante alla porpora, fece “suicidare” Seneca, suo ex precettore e ministro, di cui per anni era stato succubo pupillo. Crimini che non meritano alcuna indulgenza, ma dei quali non furono scevri altri sovrani. Fu protagonista e vittima dei suoi tempi. Tra i più foschi e sanguinosi dell’età imperiale. Di Nerone Roberto Gervaso, storico di affascinanti doti narrative, ci offre un ritratto disincantato, malizioso e preciso, che emerge da un grande affresco scenico dell’antica Roma.