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Evil (inediti d’autore)

Il vento spirava dal vicino oceano e scuoteva le gigantesche fronde della quercia. L’agronomo che stava esaminando il tronco millenario non poteva conoscerne la storia. L’albero si ergeva su una collinetta a ridosso del cimitero, appena dietro la chiesa battista della cittadina di Salem. Il dottor Curtis appuntò nuove misure sul taccuino, quindi si sistemò gli occhiali sottili sul naso adunco e affermò con risolutezza: «Questa va bene! Tra una settimana procederemo all’abbattimento». Posò il palmo della mano sul tronco e si rivolse alla quercia come se potesse sentirlo: «Devi essere contenta, cara mia. Il tuo nobile legno sarà il fasciame per la goletta America. E quella diventerò la barca più veloce del mondo». 
«Volete abbattere Big Oak, dottor Curtis?» chiese uno degli uomini che accompagnava l’esperto di legnami. 
«Ma certo, mio buon amico. Che cos’ha di diverso quella quercia da un’altra?» rispose l’agronomo da sopra gli occhiali.
«Conoscete la storia della nostra città, signore? Sapete che cosa accadde qui a Salem oltre un secolo e mezzo fa?» «Certo, sono a conoscenza di quegli avvenimenti. Si sarà trattato di fenomeni di suggestione di massa, capaci di produrre una serie di allucinazioni collettive… Non crederete ancora alle streghe, amico mio!» «Nel 1692,» proseguì l’altro quasi si sentisse in dovere di mettere in guardia l’agronomo da futuri spiacevoli imprevisti «la figlia e la nipote del reverendo Parris accusarono sintomi inspiegabili e comportamenti che vennero identificati come propri degli indemoniati. Da quel momento in poi nella puritana Salem scoppiò il finimondo: la gente pareva impazzita e nella comunità – poco più di un migliaio di persone all’epoca – cominciò a serpeggiare il terribile sospetto che alcuni degli abitanti fossero dediti a pratiche di stregoneria. Venne addirittura istituito un tribunale che condannò decine di persone a pene severissime. Molto di questi finirono i proprio giorni appesi a una solida corda che pendeva proprio dalle fronde di Big Oak.» «Se dovessi farmi carico di tutte le leggende che attraversano gli States, starei fresco. È difficile, poi, trovare in tutto il paese una quercia pluricentenaria dove non sia mai stato impiccato un delinquente, un disertore, un ribelle o un assassino. Quella era la prassi, al tempo.» «Già, ma nessuno di loro era dotato dei poteri di Evil.» «Evil? Il Male?» «Sì, era soprannominato proprio così lo stregone che venne giustiziato qui a Salem. Fu uno degli ultimi a essere impiccato. Il mio bisnonno faceva parte del corpo di polizia locale, e la storia di Evil viene tramandata nella mia famiglia, come credo in tutte le altre della nostra città. Mentre gli infilavano il cappio al collo, Evil scrutò i presenti col suo sguardo di fuoco e lanciò la sua maledizione: “Pensate che sia sufficiente uccidere il mio corpo per liberarvi di me? Il mondo sarà presto nelle mie mani. Non ho fretta. Lo scorrere del tempo per me ha altri valori, diversi dai vostri, miseri bigotti. Il mio spirito dovrà soltanto aspettare che qualcuno lo liberi, e allora nessuno potrà fermarmi”. Fu una bambina, per ironia della sorte chiamata Angela, a lanciare un grido di terrore, non appena Evil smise di parlare. “Impiccatelo!” gridò Angela. E quella parola suonò come un ordine alle orecchie del boia. Il Male non fece resistenza mentre gli passavano la corda attorno al collo, anzi un sorriso di scherno si dipinse sul suo volto. Dall’alto della cavalcatura, con le mani legate dietro la schiena, lo sguardo inquietante del condannato continuava a correre sui presenti. Il boia affibbiò una sonora pacca sulle terga del cavallo, ma l’animale non si mosse. Allora il carnefice colpì con maggior forza, ma non ottenne reazione. A quel punto, il vento prese a soffiare impetuoso. Nello scompiglio che si andò a creare, tra vortici di polvere e foglie secche, il cavallo decise di lanciarsi nella corsa che avrebbe disarcionato il Male, impiccandolo. Ci fu un istante di silenzio, sotto il cielo carico di nubi scure. Il corpo rimase come sospeso, quindi il Male prese a scalciare convulsamente al vento. Pochi fecero caso a un bagliore azzurrognolo che fu emesso dalla bocca spalancata del moribondo, ma quei pochi giurarono che la misteriosa luce avesse preso il volo a grande velocità, sino a scomparire per sempre all’interno del tronco di Big Oak.» «Bene, bene. Una gran bella storia per tenere svegli i bambini» disse l’agronomo mentre tracciava con un pennello intinto nella vernice rossa un segno identificativo sul tronco gigantesco. «Ma credo sia giusto così. Per equipaggiare lo schooner America, un veliero che passerà alla storia, è giusto utilizzare dei materiali che posseggano, loro stessi, un glorioso passato…»  
 

Evan: O’Connor Brothers

Evan: O’Connor Brothers by A. S. Kelly
Ci ho provato a essere un O’Connor.
Ho cercato di correre più veloce, di essere più brillante. Ho provato a renderli orgogliosi, a dimostrargli che meritavo un posto tra i vincenti, ma sono rimasto sempre alle loro spalle e sapete perché? Perché quando ci sono gli O’Connor tutti spariscono, figuriamoci uno come me.
Io sono e resto il piccolo Evan.
E certe cose non cambiano.
E allora cosa fai quando non sei in grado di dimostrargli il contrario? Quando non puoi renderli fieri, cosa fai?
Fai quello che si aspettano: li deludi.
Gli dai la versione peggiore di te.
E ci stavo talmente bene in quei panni che non avevo alcuna intenzione di indossarne degli altri.
Non avevo bisogno di loro e loro non avevano bisogno di me.
E poi.
E poi è arrivato quello che non mi aspettavo.
È arrivato quello che la vita aveva davvero in serbo per me.
E ci ho creduto.
E mi sono ritrovato.
E mi sono innamorato.
E le ho regalato l’unica versione di Evan Kane che meritava.
E ho fatto promesse. E ne ho fatte tante. E ho provato a mantenerle tutte, tranne l’unica promessa che mi aveva chiesto di non fare.
E ora lei non ci crede più.
Ho deluso l’ultima persona che avrei mai voluto deludere.
E ora non ci credo più neanche io.
Perché senza di loro non c’è niente in cui valga la pena credere.

Eva dorme

Eva dorme by Francesca Melandri
È l’alba. Anche stanotte Eva non riesce a dormire. Apre la finestra: l’aria pungente e dolce dell’aprile altoatesino sa di neve e di resina. All’improvviso il telefono squilla, la voce debole di un uomo che la chiama con il soprannome della sua infanzia: è Vito. È molto malato, e vorrebbe vederla per l’ultima volta. Carabiniere calabrese in pensione, ha prestato a lungo servizio in Alto Adige negli anni Sessanta, anni cupi, di tensione e di attentati. Anni che non impedirono l’amore tra quello smarrito giovane carabiniere e la bellissima Gerda Huber, cuoca in un grande albergo, sorella di un terrorista altoatesino e soprattutto ragazza madre in un mondo ostile. Quando Vito è entrato nella sua vita Eva, la figlia bambina, ha provato per la prima volta il sapore di cosa sia un papà: qualcuno che ti vuole così bene che, se necessario, perfino ti sgrida.
Sul treno che porta Eva da Vito morente, lungo i 1397 chilometri che corrono dalle guglie dolomitiche del Rosengarten fino al mare scintillante della Calabria, compiremo anche un viaggio a ritroso nel tempo, dentro la storia tormentata dell’Alto Adige e della famiglia Huber. La fine della Prima guerra mondiale, quando il Sudtirolo austriaco venne assegnato all’Italia, e Hermann Huber, futuro padre di Gerda, perse i genitori e con loro la capacità di amare. Gli anni di sangue della Seconda guerra mondiale e dell’Opzione, l’accordo stretto tra Hitler e Mussolini per cui gli altoatesini di lingua tedesca sarebbero dovuti emigrare nella Germania nazista, salvo poi, tornati in Italia, diventare il bersaglio del disprezzo di chi, pur volendolo, non aveva fatto in tempo a partire. Fino agli anni Sessanta e Settanta, stagione di bombe e di stragi ma anche della voglia di ricominciare a vivere, di dondolarsi a ritmo di swing: un pugno d’anni in cui Gerda ed Eva hanno formato insieme a Vito una famiglia.
Che cosa ne è stato di quel grande, forse impossibile amore? Perché Vito, che amava Eva come una figlia, non le ha più fatto sapere nulla di sé? Per Eva è arrivato il momento di sapere. Solo così il suo sonno potrà tornare a essere profondo come quando era bambina.
Orchestrando con mano sicura fatti e personaggi, Francesca Melandri ha scritto un romanzo potente, risonante di echi e suggestioni, che si distende in adagi solenni e maestosi e sa accendersi in allegri briosi e sorridenti. La storia di una terra orfana di patria, di una bambina senza padre, e di un amore struggente. Sono pagine che con lucidità e passione danno voce al racconto vero dell’Alto Adige, per anni rimosso e seppellito, e che noi italiani – così vicini, così lontani – forse non abbiamo mai veramente conosciuto.

Eutifrone-Apologia di Socrate-Critone

In una nuova traduzione e cura, i tre dialoghi platonici che affrontano il processo a Socrate. Atene 399 a. C.: Socrate, accusato di non credere agli dèi tradizionali, corrompere i giovani e di introdurre nuove divinità, viene processato pubblicamente. Platone, suo discepolo, che assiste al dibattimento, in questi tre dialoghi ne offre un resoconto. Nell'”Eutifrone” Socrate, in procinto di incontrare il magistrato responsabile della messa in stato di accusa, ingaggia con il sacerdote Eutifrone una discussione sulla definizione di pietà religiosa, mostrando l’esigenza di una concezione religiosa fondata sulla ricerca dialettico-filosofica del vero. L'”Apologia di Socrate” è, invece, la difesa appassionata da lui stesso pronunciata e rappresenta il contributo piú importante e rigoroso alla comprensione della personalità e alla trasmissione del pensiero del filosofo. Condannato alla pena capitale e rinchiuso in prigione in attesa di essere giustiziato, nel “Critone” Socrate rifiuta l’offerta di fuga fattagli dall’amico, richiamandosi ai suoi obblighi verso lo Stato: un torto può essere ripagato da un altro torto? La caratterizzazione psicologica dei protagonisti e la ricerca d’una verità che ha la sua legittimazione nel libero confronto di idee contrapposte, sono gli elementi culturali nuovi che contraddistinguono l’opera di Platone, che in questi tre dialoghi delinea non solo un ritratto individuale, ma l’immagine ideale del vero filosofo, votato all’esercizio della conoscenza.

Europa e Islam

Europa e Islam: Storia di un malinteso by Franco Cardini
Nonostante crociate e guerricciole, scorrerie di pirati, saccheggi e tratta di schiavi, nonostante Lepanto e l’assedio di Vienna, la verità è che con l’Islam abbiamo sempre commerciato bene e avuto, in sostanza, buoni rapporti. In tempi diversi si è sovrapposto un malinteso, dagli esiti spaventosi per l’una e l’altra parte. È la tesi originale di Franco Cardini. Mario Baudino, “La Stampa”
Franco Cardini ritesse i fili della memoria e fa piazza pulita di menzogne e pregiudizi. “Il Venerdì di Repubblica”
Il volume di Franco Cardini è un punto di riferimento ineludibile, un raro lavoro che riesce a sintetizzare in un preciso quadro d’insieme la storia del rapporto fra cristiani e musulmani. “Medioevo”

L’Euro: Come una moneta comune minaccia il futuro dell’Europa (Einaudi. Passaggi)

Nel 2010 la crisi finanziaria globale del 2008 si è trasformata in una «eurocrisi» che pare lontana dal placarsi, soprattutto per i paesi che condividono la moneta comune euro – l’eurozona. Qui il premio Nobel Joseph E. Stiglitz demolisce il consenso prevalente sulle ragioni che hanno messo all’angolo l’Europa, criticando i campioni dell’austerità e proponendo soluzioni concrete ai problemi legati all’euro. La crisi ne ha infatti messo in luce i limiti. La stagnazione nell’eurozona e le sue fosche prospettive di ripresa sono un diretto risultato della sua sfida fondamentale: la pretesa di far condividere a un gruppo di paesi molto diversi un’unica valuta comune. L’euro è nato imperfetto, con un’integrazione economica che andava piú veloce di quella politica. L’attuale assetto monetario promuove la divergenza piuttosto che la convergenza. L’euro può essere salvato? Dopo aver messo a nudo il mal concepito mandato della Banca centrale europea volto al controllo dell’inflazione, spiegando come le politiche dell’eurozona, specie nei confronti dei paesi in crisi, abbiano ulteriormente esacerbato i difetti della sua progettazione, Stiglitz delinea queste tre possibili vie di uscita: riforme fondamentali della struttura dell’eurozona e politiche economiche da imporre ai paesi membri; un abbandono controllato dell’esperimento dell’euro come unica valuta; oppure un coraggioso nuovo sistema che ha chiamato «l’euro flessibile».
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### Sinossi
Nel 2010 la crisi finanziaria globale del 2008 si è trasformata in una «eurocrisi» che pare lontana dal placarsi, soprattutto per i paesi che condividono la moneta comune euro – l’eurozona. Qui il premio Nobel Joseph E. Stiglitz demolisce il consenso prevalente sulle ragioni che hanno messo all’angolo l’Europa, criticando i campioni dell’austerità e proponendo soluzioni concrete ai problemi legati all’euro. La crisi ne ha infatti messo in luce i limiti. La stagnazione nell’eurozona e le sue fosche prospettive di ripresa sono un diretto risultato della sua sfida fondamentale: la pretesa di far condividere a un gruppo di paesi molto diversi un’unica valuta comune. L’euro è nato imperfetto, con un’integrazione economica che andava piú veloce di quella politica. L’attuale assetto monetario promuove la divergenza piuttosto che la convergenza. L’euro può essere salvato? Dopo aver messo a nudo il mal concepito mandato della Banca centrale europea volto al controllo dell’inflazione, spiegando come le politiche dell’eurozona, specie nei confronti dei paesi in crisi, abbiano ulteriormente esacerbato i difetti della sua progettazione, Stiglitz delinea queste tre possibili vie di uscita: riforme fondamentali della struttura dell’eurozona e politiche economiche da imporre ai paesi membri; un abbandono controllato dell’esperimento dell’euro come unica valuta; oppure un coraggioso nuovo sistema che ha chiamato «l’euro flessibile».

L’Euro, genesi e crisi

L`Euro ci accompagna da tempo ma non e` mai stato accettato da tutti. Alcuni Stati dell`unione europea lo hanno rifiutato, perche`? Ci era stato detto che avremmo lavorato un giorno in meno e guadagnato di più; che in viaggio non avremmo più dovuto fare il cambio valuta; che l’Italia sarebbe cresciuta insieme all’Europa e che saremmo diventati cittadini europei. Con queste premesse, nessuno avrebbe mai pensato di essere consultato attraverso un referendum per verificare se noi italiani fossimo favorevoli o contrari al cambio di valuta, e nessuna fazione politica ha ben pensato di proporlo. In ogni caso, potremmo già immaginare gli esiti. L’Euro è stato accettato in omertà e inconsapevolezza, in quanto non si sapeva a cosa si andava incontro. Dopo 10 anni dalla sua entrata in vigore, la verità è venuta a galla e poco a poco ci sommerge. Come e perché è potuto accadere? Tornare alla Lira è davvero la soluzione? Se pensiamo che anche solo stampare una moneta e farla entrare in vigore, ha dei costi altissimi, i dubbi iniziano a sorgere. E se immaginassimo il nuovo assetto tra gli stipendi e i prezzi in Lire, visti i precedenti? Questo non è di certo il libro delle risposte. Non è nemmeno un manuale di formule economiche, di storia o politica. Non è propaganda, politica dei partiti, destra o sinistra. No. Non si tratta nemmeno di una semplice opinione dell’autore, ma di uno studio su ciò che sta economicamente accadendo e perché, sviluppato tramite ricerche documentarie, giornalistiche e grazie anche al contributo di opere di grandi esperti come il premio nobel all’economia Paul Krugman, il politico Giorgio La Malfa, il giornalista Noam Chomsky e l’occhio attento e imparziale della stampa estera. Si tratta di noi italiani e di ciò che avremmo dovuto sapere sin dall’inizio, e degli strumenti per ottenere la consapevolezza necessaria a non ricadere nelle trappole delle promesse e delle proposte apparentemente risolutive che condizionerebbero per sempre, e stavolta forse irrimediabilmente, il nostro futuro.
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### Sinossi
L`Euro ci accompagna da tempo ma non e` mai stato accettato da tutti. Alcuni Stati dell`unione europea lo hanno rifiutato, perche`? Ci era stato detto che avremmo lavorato un giorno in meno e guadagnato di più; che in viaggio non avremmo più dovuto fare il cambio valuta; che l’Italia sarebbe cresciuta insieme all’Europa e che saremmo diventati cittadini europei. Con queste premesse, nessuno avrebbe mai pensato di essere consultato attraverso un referendum per verificare se noi italiani fossimo favorevoli o contrari al cambio di valuta, e nessuna fazione politica ha ben pensato di proporlo. In ogni caso, potremmo già immaginare gli esiti. L’Euro è stato accettato in omertà e inconsapevolezza, in quanto non si sapeva a cosa si andava incontro. Dopo 10 anni dalla sua entrata in vigore, la verità è venuta a galla e poco a poco ci sommerge. Come e perché è potuto accadere? Tornare alla Lira è davvero la soluzione? Se pensiamo che anche solo stampare una moneta e farla entrare in vigore, ha dei costi altissimi, i dubbi iniziano a sorgere. E se immaginassimo il nuovo assetto tra gli stipendi e i prezzi in Lire, visti i precedenti? Questo non è di certo il libro delle risposte. Non è nemmeno un manuale di formule economiche, di storia o politica. Non è propaganda, politica dei partiti, destra o sinistra. No. Non si tratta nemmeno di una semplice opinione dell’autore, ma di uno studio su ciò che sta economicamente accadendo e perché, sviluppato tramite ricerche documentarie, giornalistiche e grazie anche al contributo di opere di grandi esperti come il premio nobel all’economia Paul Krugman, il politico Giorgio La Malfa, il giornalista Noam Chomsky e l’occhio attento e imparziale della stampa estera. Si tratta di noi italiani e di ciò che avremmo dovuto sapere sin dall’inizio, e degli strumenti per ottenere la consapevolezza necessaria a non ricadere nelle trappole delle promesse e delle proposte apparentemente risolutive che condizionerebbero per sempre, e stavolta forse irrimediabilmente, il nostro futuro.

Euridice Aveva Un Cane

Euridice aveva un cane by Michele Mari
«Mari ha forse scritto il testo piú straziante e profondo degli ultimi anni».
**Franco Cordelli, «Corriere della Sera»**
* * *
*I palloni del signor Kurz*, *Tutto il dolore del mondo*, *In virtú della mostruosa intensità*, *Euridice aveva un cane*,* Il volto delle cose* sono alcuni degli straordinari racconti visionari e malinconici che compongono questo volume. Sullo sfondo di luoghi rassicuranti – una località di villeggiatura, un collegio, una scuola – ma carichi di segnali inquietanti, Mari mette in scena storie di vita quotidiana, in cui paura e umorismo, invenzioni irresistibili e finali imprevisti, attendono il lettore che ritroverà in ogni pagina i terrori e i turbamenti di ogni infanzia e adolescenza.

Eugenia Grandet

Una straordinaria tessera nel mosaico della ‘Commedia umana’. Un capolavoro assoluto dominato da figure indimenticabili, ritratti di maestria psicologica estrema che si fronteggiano in un dramma borghese capostipite di un intero genere letterario. Felice Grandet si è enormemente arricchito con speculazioni non sempre irreprensibili e regna come un sovrano assoluto sulla propria famiglia, oppresso e opprimente nella sua insaziabile avarizia; sua figlia Eugenia, ingenua e sottomessa, è sconvolta da un amore impossibile per il cugino Charles, elegante e raffinato, così in contrasto con le meschine abitudini imposte da papà Grandet.

(source: Bol.com)

L’eternità stanca. Pellegrinaggio agnostico tra le nuove religioni

Dieci fedi, dieci verità, dieci risposte sulla vita e la morte. Tutto nell’arco di due mesi. Un viaggio attraverso le nuove religioni di Roma. Per ritrovarsi in corpo un’anima, e per salvarsi dal vizio del fumo. “Ora mi accorgo, con dolore, che il primo effetto della ricerca privata di Dio è quello di un’amplificazione, una levitazione naturale ed abnorme dell’amarissimo dessert che ci aspetta lì in fundo. Dessert a cui, da agnostico ipocondriaco romano, aspiravo, e che solo adesso, da credente (credente di ogni religione), pare davvero una minaccia angosciosa. Ora capisco, ora lo so: la fede non può confortare. Perché chi crede davvero si scora. Chi crede ha paura. Chi crede non può non tormentarsi al pensiero che questo, tutto questo, la nostra vita, le ambizioni, il nostro mondo, la scrittura, non è che la preparazione a ciò che di eterno arriverà. L’eternità stanca. Speriamo che la faccia breve”.
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L’età meravigliosa

At sixteen, Anne is grown up…almost. Her gray eyes shine like evening stars, but her red hair is still as peppery as her temper. In the years since she arrived at Green Gables as a freckle-faced orphan, she has earned the love of the people of Avonlea *and* a reputation for getting into scrapes. But when Anne begins her job as the new schoolteacher, the real test of her character begins. Along with teaching the three Rs, she is learning how complicated life can be when she meddles in someone else’s romance, finds two new orphans at Green Gables, and wonders about the strange behaviour of the very handsome Gilbert Blythe. As Anne enters womanhood, her adventures touch the heart and the funny bone.

L’età dell’inconscio. Arte, mente e cervello dalla grande Vienna ai nostri giorni

Il premio Nobel Eric Kandel usa le sue doti di divulgatore per portarci nella Vienna del Novecento, dove le figure più eminenti della scienza e dell’arte diedero l’avvio a una rivoluzione che avrebbe cambiato per sempre il modo di considerare la mente umana. Nei salotti viennesi dell’epoca si discutevano idee che avrebbero segnato una svolta nella psicologia, nella neurobiologia, nella letteratura e nell’arte. Tali idee portarono a progressi che esercitano ancora oggi la loro influenza. Sigmund Freud sconvolse il mondo mostrando come l’aggressività e i desideri erotici inconsci si esprimano simbolicamente nei sogni e nel comportamento. Arthur Schnitzler rivelò la sessualità inconscia delle donne con l’innovativo ricorso al monologo interiore. Gustav Klimt, Oskar Kokoschka e Egon Schiele diedero vita a opere di grande evocatività che esprimevano il piacere, il desiderio, l’angoscia e la paura. “L’età dell’inconscio” aiuta a capire i meccanismi cerebrali che rendono possibile la creatività nell’arte e nella scienza, aprendo una nuova dimensione nella storia intellettuale.
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L’età del disordine

L’età del disordine è un tempo dominato dalla paura, che è figlia dell’ignoranza. Ci sembra di vivere in balia del caos. La globalizzazione è divenuta per molti un incubo: robot che sostituiscono operai, stabilimenti che si trasferiscono in Serbia o in Cina, crisi finanziarie a ripetizione, ondate di immigrati che affluiscono alle frontiere, attentati terroristici. Questo libro è un tentativo di trovare un ordine in tutto ciò, a partire dai cinque anni che aprono questa nuova era: 1968-1973. Iniziano allora i grandi mutamenti da cui è scaturito il mondo attuale: il predominio della finanza sulla produzione, la graduale perdita della presa delle due superpotenze sul mondo, l’uscita dal sottosviluppo di un numero crescente di paesi asiatici, una maggiore consapevolezza del fatto che gli equilibri ambientali stanno saltando. La globalizzazione non è un complotto. Non è molto diversa da quella di cento anni fa, quando migranti, capitali, merci e informazioni si spostavano in misure paragonabili a quelle odierne. Allora la politica la fermò, con i nazionalismi e due guerre mondiali, al prezzo di settanta milioni di morti. Oggi, in preda alla paura, si diffonde la stessa tentazione. Per non ripercorrere quella strada c’è bisogno di una nuova politica che sappia elevarsi al livello planetario delle sfide: migrazioni, finanza, povertà ed ineguaglianze, clima.

(source: Bol.com)

L’età Dei Bulli

L’età dei bulli by Luca Bernardo, Francesca Maisano
Più del 50 per cento degli adolescenti ha subito comportamenti offensivi o violenti da parte dei coetanei, e il dato è ancora più allarmante fra le ragazze e i più giovani. Il bullismo esiste da sempre, ma solo ora è diventato dilagante, coinvolgendo persino i bambini, in ogni classe sociale. Le nuove tecnologie lo hanno reso ancora più preoccupante: online non ci sono filtri, un abuso – come i video e le foto intime pubblicate senza consenso – si diffonde ovunque. Se non si interviene per tempo, i ragazzi potrebbero sviluppare da adulti crisi di ansia, di autostima, depressione o comportamenti antisociali. Nel 2008 il professor Luca Bernardo ha fondato il primo Centro nazionale antibullismo, divenuto un punto di riferimento in tutta Italia nella prevenzione e nella lotta. Con l’aiuto di psicologi, come Francesca Maisano, ha messo a punto strategie per individuare i casi, combatterli tempestivamente, e restituire i ragazzi a una vita sana ed equilibrata. Intervenendo sia sulla vittima sia sul bullo perché sono entrambi espressioni, uguali ma opposte, di un profondo disagio affettivo e relazionale. In questo libro, attraverso i casi incontrati in dieci anni di attività, i due autori guidano genitori e insegnanti a cogliere i segnali impliciti dei ragazzi, comprendere le origini del fenomeno e spiegano passo a passo come intervenire. Perché, questo è il loro messaggio fondamentale, il bullismo è un problema, ma le soluzioni sono tante ed efficaci.

L’età Degli Assassini

Girton è un apprendista assassino, è giovane e ha ancora molto da imparare dal suo maestro, il migliore del regno. L’arte di togliere la vita è complessa e richiede anni di studio e dedizione, ma la missione che questa volta è stato chiamato a svolgere sembra ancora più complicata. Girton e il suo maestro, infatti, sono stati assoldati dalla regina del regno per salvare una vita, quella del giovane principe ereditario che qualcuno vuole assolutamente vedere morto.
E chi meglio di un assassino può fermare un altro assassino?
Con il primo capitolo di questa saga, R.J. Barker reinventa il fantasy, scardinando i cliché del genere e plasmando un universo nuovo e originale in cui la magia è vista da una prospettiva diversa e il protagonista è un ragazzo acerbo, la cui fisicità non è quella dell’eroe classico, dal momento che è zoppo. Nonostante questo, e nonostante le insicurezze che a tratti lo assalgono, Girton è capace di mettere a frutto abilità e intelligenza con un’astuzia e una creatività davvero sorprendenti. Attraverso il suo racconto in prima persona, noi lettori veniamo catapultati dentro il cuore della storia, i suoi occhi diventano i nostri, viviamo azioni e combattimenti sulla nostra pelle, il livello di coinvolgimento è altissimo, proprio come in un videogioco.
*L’età degli assassini* è già stato accolto con grande entusiasmo dai lettori del genere negli Stati Uniti ed è destinato a far parlare di sé anche in Italia, conquistando tutti gli amanti di *Assassin’s creed* ma non solo.
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### Sinossi
Girton è un apprendista assassino, è giovane e ha ancora molto da imparare dal suo maestro, il migliore del regno. L’arte di togliere la vita è complessa e richiede anni di studio e dedizione, ma la missione che questa volta è stato chiamato a svolgere sembra ancora più complicata. Girton e il suo maestro, infatti, sono stati assoldati dalla regina del regno per salvare una vita, quella del giovane principe ereditario che qualcuno vuole assolutamente vedere morto.
E chi meglio di un assassino può fermare un altro assassino?
Con il primo capitolo di questa saga, R.J. Barker reinventa il fantasy, scardinando i cliché del genere e plasmando un universo nuovo e originale in cui la magia è vista da una prospettiva diversa e il protagonista è un ragazzo acerbo, la cui fisicità non è quella dell’eroe classico, dal momento che è zoppo. Nonostante questo, e nonostante le insicurezze che a tratti lo assalgono, Girton è capace di mettere a frutto abilità e intelligenza con un’astuzia e una creatività davvero sorprendenti. Attraverso il suo racconto in prima persona, noi lettori veniamo catapultati dentro il cuore della storia, i suoi occhi diventano i nostri, viviamo azioni e combattimenti sulla nostra pelle, il livello di coinvolgimento è altissimo, proprio come in un videogioco.
*L’età degli assassini* è già stato accolto con grande entusiasmo dai lettori del genere negli Stati Uniti ed è destinato a far parlare di sé anche in Italia, conquistando tutti gli amanti di *Assassin’s creed* ma non solo.

L’estate senza ritorno

Sono i giorni del solstizio e, in occasione della festa di mezza estate, una distesa infinita di imbarcazioni bianche affolla il porto dell’isola di Sandhamn. I pontili e le spiagge sono presi d’assalto da gruppi di ragazzi che, secondo la tradizione, si riuniscono nell’arcipelago per celebrare il giorno più lungo dell’anno. Mentre dalle casse montate sulle barche esce musica a tutto volume, nella ressa nessuno sente la richiesta di aiuto di una ragazzina, che finisce per crollare sulla riva, priva di sensi. Anche Nora Linde si prepara a una serata di festa insieme a Jonas, con cui ha iniziato da poco una relazione che l’ha aiutata a gettarsi alle spalle un matrimonio infelice. Ma l’entusiasmo lascia il posto all’angoscia quando Wilma, la figlia quattordicenne di Jonas, scompare nella tiepida notte estiva. Il mattino successivo, si diffonde la notizia che sulla spiaggia è stato ritrovato il corpo di una giovane vittima di omicidio. In forza alla vicina centrale di polizia di Nacka, contea di Stoccolma, l’ispettore Thomas Andreasson raggiunge la piccola isola dell’arcipelago per guidare le indagini e fare luce su un caso ingarbugliato in cui, in un mondo di adolescenti smarriti, sempre in cerca di emozioni e di attenzione, le colpe dei padri si intrecciano a quelle dei figli. Una storia in cui ognuna delle persone coinvolte ha la propria verità da difendere.

(source: Bol.com)