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L’ultima eclissi

San Francisco. Durante un’eclissi totale di sole, un violentissimo terremoto scuote la città, che viene ridotta a un cumulo di macerie. E purtroppo non si tratta di un disastro isolato: nello stesso momento, infatti, l’intera costa occidentale del continente americano, dall’Alaska alla Terra del Fuoco, è colpita da una serie di calamità naturali…
Okinawa. Karen Grace, un’antropologa di fama mondiale, non crede ai suoi occhi: al largo del Giappone sono emerse due enormi piramidi di metallo, coperte d’iscrizioni in una lingua sconosciuta. E, all’interno di una di esse, Karen trova un manufatto a forma di stella, realizzato con un materiale impossibile da ottenere anche con le tecniche più avanzate e che possiede proprietà sconcertanti…
Oceano Pacifico. È un’emergenza nazionale quella che costringe Jack Kirkland, ex ufficiale della US Navy, a rientrare in servizio: l’Air Force One è precipitato in mare, trascinando verso una morte orribile il presidente degli Stati Uniti. Tuttavia, quando giunge sul luogo dell’incidente, Jack si trova di fronte a uno scenario stupefacente: nelle profondità dell’oceano, i rottami dell’aereo sono stati attirati da un gigantesco pilastro rivestito di scritte indecifrabili. Ma Jack capirà ben presto che svelare il mistero di quell’antica colonna è solo il primo passo per fermare la catena di catastrofi che si è abbattuta sulla Terra e che rischia di sterminare il genere umano.
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### Sinossi
San Francisco. Durante un’eclissi totale di sole, un violentissimo terremoto scuote la città, che viene ridotta a un cumulo di macerie. E purtroppo non si tratta di un disastro isolato: nello stesso momento, infatti, l’intera costa occidentale del continente americano, dall’Alaska alla Terra del Fuoco, è colpita da una serie di calamità naturali…
Okinawa. Karen Grace, un’antropologa di fama mondiale, non crede ai suoi occhi: al largo del Giappone sono emerse due enormi piramidi di metallo, coperte d’iscrizioni in una lingua sconosciuta. E, all’interno di una di esse, Karen trova un manufatto a forma di stella, realizzato con un materiale impossibile da ottenere anche con le tecniche più avanzate e che possiede proprietà sconcertanti…
Oceano Pacifico. È un’emergenza nazionale quella che costringe Jack Kirkland, ex ufficiale della US Navy, a rientrare in servizio: l’Air Force One è precipitato in mare, trascinando verso una morte orribile il presidente degli Stati Uniti. Tuttavia, quando giunge sul luogo dell’incidente, Jack si trova di fronte a uno scenario stupefacente: nelle profondità dell’oceano, i rottami dell’aereo sono stati attirati da un gigantesco pilastro rivestito di scritte indecifrabili. Ma Jack capirà ben presto che svelare il mistero di quell’antica colonna è solo il primo passo per fermare la catena di catastrofi che si è abbattuta sulla Terra e che rischia di sterminare il genere umano.

L’uccellino azzurro della felicità

Crescere in una famiglia patriarcale,nella quale è insita una sottile ma potente discriminazione tra maschi e femmine è ancora possibile, anche nella contemporaneità della società moderna. Sopportare uno svantaggio può abbruttire, può far ammalare l’anima e a volte anche il corpo, oppure può aiutare a sviluppare la forza per combattere ed emergere dal fango, per scoprire che ogni storia aiuta ad evolvere la consapevolezza di esistere e a generare il piacere di vivere.
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### Sinossi
Crescere in una famiglia patriarcale,nella quale è insita una sottile ma potente discriminazione tra maschi e femmine è ancora possibile, anche nella contemporaneità della società moderna. Sopportare uno svantaggio può abbruttire, può far ammalare l’anima e a volte anche il corpo, oppure può aiutare a sviluppare la forza per combattere ed emergere dal fango, per scoprire che ogni storia aiuta ad evolvere la consapevolezza di esistere e a generare il piacere di vivere.

L’ottico di Lampedusa

Carmine di mestiere fa l’ottico, ha cinquant’anni e vive sull’isola di Lampedusa. Ha scelto di vivere nella meravigliosa isola incastonata nel Mediterraneo per la sua pace, per il mare bellissimo, blu cobalto, in cui nuotano i delfini. Carmine potrebbe essere ognuno di noi: ha la sua vita, si preoccupa del futuro dei figli ormai grandi, si tiene in forma facendo jogging, ha un’attività ormai avviata, degli amici, insomma una vita tranquilla e solida nella calma di questa terra tra la Sicilia e l’Africa. Sì, certo, anche qui qualcosa è cambiato, i turisti, i resti dei barconi abbandonati, i sacchetti di plastica che svolazzano, quei gruppetti di africani che vede camminare stancamente sulle strade dell’isola, autobus che ormai quasi ogni giorno escono dal porto stipati di migranti appena sbarcati, e poi tv e giornali traboccano di notizie di annegamenti e naufragi. Meglio non pensarci. Ma quel 3 ottobre del 2013 Carmine esce in barca con i suoi amici, a pescare e godersi il mare d’autunno, e all’improvviso si ritrova calato in quella realtà sino ad allora così lontana. In otto, con un solo salvagente recuperano quarantasette naufraghi, e la loro vita e quella dei salvati non sarà mai più la stessa. Tutti gli altri sono morti.
Questo romanzo non è solo il racconto intenso e indimenticabile del risveglio di una coscienza, ma anche una testimonianza toccante che riesce a evitare la retorica e l’invettiva riportando il problema dei migranti, senza banalizzarlo, alle sue dimensioni umanitarie, e che chiarisce la situazione di una crisi tuttora in corso, culminata in una del­le più imponenti migrazioni di massa della storia dell’umanità.

(source: Bol.com)

L’Ottantanove

L’Ottantanove suscita insieme istanze positive e spavento, modella, soprattutto, buona parte della società e della politica contemporanea, delle sue visioni e delle sue pratiche, delle sue idee e dei suoi conflitti ininterrotti: alla disperata ricerca di un orizzonte diverso, e per mezzo di un nuovo linguaggio, della sua persuasione, della formidabile forza delle folle, non fa altro che spendersi interamente, forse pure ferocemente, per ripensare i concetti di libertà, civiltà, umanità. Nelle sconvolte condizioni d’esercizio del potere, nei traumi del quotidiano, i rivoluzionari si armano di passioni e ragioni, e inaugurano la stagione delle grandi lotte democratiche. L’Ottantanove rimane il segno più duraturo di uno stravolgimento, per quanto discusso, epocale. Dopo la Rivoluzione, ed è ciò che più conta, le utopie degli uomini sono riposte nell’agire.

L’ospite tigre

Le storie scelte per questo libro appartengono in maggioranza al Liao-Chai di P’u Sung-ling. Risalgono al XVII secolo. Di P’u Sung-ling si sa pochissimo, salvo che fu respinto all’esame del dottorato di lettere nel 1651. A questo fortunato fallimento dobbiamo il suo consacrarsi alla letteratura, e di conseguenza la redazione del libro che lo avrebbe reso famoso. In Cina il Liao-Chai occupa il posto che in Occidente spetta alle Mille e Una Notte. Ai racconti di P’u Sung-ling ne abbiamo aggiunti altri due non meno sorprendenti che fanno parte del quasi infinito romanzo Il sogno della camera rossa. Non v’è nulla che caratterizzi un paese più delle sue fantasie. Nelle sue scarse pagine, questo libro lascia intravedere una delle culture più antiche del mondo, e nel contempo uno dei più insoliti approcci alla narrativa fantastica( dall’introduzione di Jorge Luis Borges). Il sogno della camera rossa, famoso anche come La storia della pietra, è un romanzo cinese, da paragonare in rilevanza ai più grandi lavori della letteratura occidentale del XIX secolo. Fu scritto durante il regno dell’imperatore Qianlong da Cao Xueqin (o Tsao Hsueh-chin), ma fu pubblicato solo nel 1792, a trent’anni dalla morte dello scrittore.

L’ospite inattesa

Una moglie innamorata, un marito devoto, un figlio adorato, e la casa dei sogni in mezzo alla natura incontaminata. Perfetta come in uno spot pubblicitario: è così che Merry descrive la propria famiglia. Insieme al marito hanno detto addio a Manhattan per intraprendere un nuovo inizio vicino a Stoccolma. Merry, ex designer di set televisivi, ora si occupa della casa, si prende cura del figlio e cucina le verdure dell’orto; Sam ha lasciato la cattedra di Antropologia alla Columbia University e si dedica ai documentari. Hanno conquistato un’esistenza ai limiti dell’idilliaco, e adesso sono pronti ad aprire le porte del loro paradiso privato anche a Frank, la migliore amica di Merry, quasi una sorella. Ma ogni eden nasconde le sue insidie, e a volte basta un piccolo cambiamento per sconvolgerne gli equilibri, o un occhio critico per scorgerne le crepe. È così che Frank riesce a cogliere dettagli sempre più inquietanti che altri non noterebbero, ed è così che tra le pieghe che cominciano a comparire sulla superficie del matrimonio perfetto, la donna si insinua pericolosamente. Quando la verità comincia a emergere e segreti e menzogne prendono forma, per Merry, Frank e Sam diventa sempre più difficile frenare gli istinti peggiori e uscire dal labirinto di gelosie e tradimenti, ripicche e violenze, in cui sono intrappolati. La penna caustica di Michelle Sacks scandaglia i meandri oscuri dell’animo umano e le relazioni malate che ne possono derivare, mostrandoci come il candore di un’apparente armonia familiare può trasformarsi in una tragedia annunciat
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### Sinossi
Una moglie innamorata, un marito devoto, un figlio adorato, e la casa dei sogni in mezzo alla natura incontaminata. Perfetta come in uno spot pubblicitario: è così che Merry descrive la propria famiglia. Insieme al marito hanno detto addio a Manhattan per intraprendere un nuovo inizio vicino a Stoccolma. Merry, ex designer di set televisivi, ora si occupa della casa, si prende cura del figlio e cucina le verdure dell’orto; Sam ha lasciato la cattedra di Antropologia alla Columbia University e si dedica ai documentari. Hanno conquistato un’esistenza ai limiti dell’idilliaco, e adesso sono pronti ad aprire le porte del loro paradiso privato anche a Frank, la migliore amica di Merry, quasi una sorella. Ma ogni eden nasconde le sue insidie, e a volte basta un piccolo cambiamento per sconvolgerne gli equilibri, o un occhio critico per scorgerne le crepe. È così che Frank riesce a cogliere dettagli sempre più inquietanti che altri non noterebbero, ed è così che tra le pieghe che cominciano a comparire sulla superficie del matrimonio perfetto, la donna si insinua pericolosamente. Quando la verità comincia a emergere e segreti e menzogne prendono forma, per Merry, Frank e Sam diventa sempre più difficile frenare gli istinti peggiori e uscire dal labirinto di gelosie e tradimenti, ripicche e violenze, in cui sono intrappolati. La penna caustica di Michelle Sacks scandaglia i meandri oscuri dell’animo umano e le relazioni malate che ne possono derivare, mostrandoci come il candore di un’apparente armonia familiare può trasformarsi in una tragedia annunciat

L’Ospite

L’ospite è sempre diverso. È una presenza bizzarra e terrorizzante, dall’espressione imperturbabile, che attraversa la vita di un presentatore ritiratosi all’apice della carriera e quella di un cronista spregiudicato che ha seguito le sue tracce fino ai Caraibi. È un anonimo passeggero sceso da un treno in una stazione di provincia, un uomo che ha negli occhi la determinazione di chi ha compiuto una scelta: non ha scadenze da rispettare, solo un risultato da ottenere. L’ospite può portare a termine una resa dei conti perfetta, oppure essere un mistero tanto spaventoso che nessuno, in realtà, vuole svelare.

‘I suoi occhi erano davanti a me, con la stessa nitidezza della prima e unica volta in cui i nostri sguardi si erano incrociati, cosí vicini da poter distinguere nettamente le sue pupille, nelle quali il colore non era immobile, ma pareva in continuo movimento. Fu come affacciarsi per un attimo sul bordo di un pozzo, nel quale l’acqua che rifletteva la luna non fosse uno specchio piano, ma si muovesse come aspirata da un gorgo’.

(source: Bol.com)

L’orrenda tana

James Herbert, il noto specialista di Ratti oltre che padre di una micidiale Nebbia (Urania 702) e di un mostruoso Superstite (Urania 724), ritorna in questo romanzo con una carica di orrore forse mai raggiunta in tutta la storia della fantascienza-horror: un orrore tanto più sconvolgente quanto più sostanzialmente verosimile.
Copertina di Karel Thole

L’orrenda invasione

“L’ora dei Trifidi” scrive un illustre critico che lesse questo primo romanzo di Wyndham in manoscritto “è un libro del tipo di quelli che assicurarono la celebrità al giovane H. G. Wells, e che da allora sono sempre stati imitati senza successo. Il fallimento degli imitatori fu determinato da errori che John Wyndham è riuscito ad evitare.” La storia che Wyndham ci racconta è, si, fantastica e immaginosa come tutte quelle che fanno parte del repertorio di Wells; il suo pregio però deriva non solo dal vivido potere di immaginazione dell’autore, ma soprattutto dalle sue alte doti di scrittore, dall’abilità con cui è riuscito a rendere scientificamente credibili le stranezze della sua storia e a popolare di caratteri vivi e reali l’assurdo sfondo su cui essa si svolge. I trifidi, strane piante malaugurate, originariamente sviluppate per le loro possibilità di fornire oli di prima qualità, erano un prezioso patrimonio per il genere umano; e tali rimasero fintanto che le condizioni permisero all’uomo di esercitare il loro primato. Ma quando un improvviso disastro privò gli esseri umani del solo dono che assicurava loro questo primato, la vista, i trifidi, in tenace agguato, divennero una vera e spaventosa minaccia. Quel che accadde allora è raccontato qui da uno dei pochi fortunati che scamparono al disastro. La sua storia è fantastica e paurosa, ma assolutamente plausibile e affascinante come solo una vera opera di immaginazione può essere. Benché l’autore abbia pubblicato un certo numero di racconti sotto vari pseudonimi, questa è la prima opera che compaia sotto il nome di John Wyndham e siamo sicuri che produrrà una viva impressione.
Copertina di Curt Caesar.

L’Oro viene dal Cielo

La razza umana – che ormai, dopo un grande cataclisma universale, si riproduce soltanto artificialmente, in laboratorio – è colpita da un nuovo, implacabile, quanto misterioso morbo: la cancilosi. Un giovane scienziato, Dox Gavnor, scopre che la cancilosi non è una malattia, ma un tentativo di mutazione della natura a cui, purtroppo, il corpo umano, così come è costituito, non sa adattarsi. Perciò l’umanità è condannata. Come nell’antichità i piccoli, deboli prototipi dei mammiferi sostituirono i rettili nel dominio della Terra, ora altre forme ancora sconosciute sostituiranno l’Uomo… Ma Dox Gavnor non si rassegna: studia, ricerca, esperimenta. Il risultato è una nuova razza di uomini, adatta al mutato ambiente, perciò immune dalla cancilosi: un popolo di nani, non esseri mostruosi, ma veri e propri uomini ia miniatura. Il genio di Dox Gavnor ha creato la nuova razza, il popolo dei Vitaliani. Ma la Grande Razza, l’uomo antico, si rassegnerà a cedere senza lotte il suo potere alle minuscole creature? È questo che l’autore, Jean Gaston Vandel, con metodo narrativo vivace, sobrio, fluido, ci racconta in questo appassionante romanzo. Di chi sarà la vittoria finale? Dei nani o degli uomini? Chi dominerà il mondo del futuro? È una domanda alla quale l’autore risponde: una risposta che potrebbe diventare, nel tempo, realtà.

L’Origine del Peccato

Angeline, 17 anni e capelli di uno strano colore tendente all’arancio, è sopravvissuta al terribile incendio in cui i genitori hanno perso la vita, e che l’ha privata della memoria del suo passato. Dopo essere stata per mesi in ospedale, al suo risveglio troverà Adam ad attenderla, il fratello maggiore. Insieme si trasferiranno nelle Highlands, per cercare di ricominciare una nuova vita riprendendo gli studi e creando delle nuove amicizie. Ben presto, però, il suo passato tornerà a tormentarla, insinuando nella sua mente dubbi, paure e sensi di colpa. A minacciare ulteriormente la tranquillità di Angeline sarà l’arrivo di Mael, l’affascinante leader di un gruppo di circensi, che attraverso delle visioni indotte le svelerà dei segreti inimmaginabili sul suo passato, costringendo Angeline a riconsiderare la propria esistenza. Un Giardino paradisiaco abitato da esseri immortali, un albero magnifico tenuto in vita da una linfa misteriosa, e un frutto… che scatenerà il caos!

L’origine degli altri

*PREFAZIONE DI **TA-NEHISI COATES***
*INTRODUZIONE ALL’EDIZIONE ITALIANA DI **ROBERTO SAVIANO***
Che cosa è la razza, e perché le diamo tanta importanza? Che cosa spinge gli esseri umani a costruire «un altro» da cui differenziarsi? Perché il colore della pelle ha avuto nella storia un peso così negativo? Perché la presenza dell’altro da noi ci fa così paura? Toni Morrison, in un testo che si impone come una vera e propria orazione civile, va in cerca delle risposte a queste domande parlando di sé, della sua opera, di letteratura, storia e politica, partendo dal xix secolo e arrivando fino ai giorni nostri, e alle grandi migrazioni che caratterizzano il mondo globalizzato. L’origine degli altri è un libro di straordinaria attualità, nel quale i temi che siamo abituati a vedere banalizzati e avviliti nel dibattito pubblico vengono affrontati con passione, acume e profondità dalla più importante scrittrice americana contemporanea.
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### Sinossi
*PREFAZIONE DI **TA-NEHISI COATES***
*INTRODUZIONE ALL’EDIZIONE ITALIANA DI **ROBERTO SAVIANO***
Che cosa è la razza, e perché le diamo tanta importanza? Che cosa spinge gli esseri umani a costruire «un altro» da cui differenziarsi? Perché il colore della pelle ha avuto nella storia un peso così negativo? Perché la presenza dell’altro da noi ci fa così paura? Toni Morrison, in un testo che si impone come una vera e propria orazione civile, va in cerca delle risposte a queste domande parlando di sé, della sua opera, di letteratura, storia e politica, partendo dal xix secolo e arrivando fino ai giorni nostri, e alle grandi migrazioni che caratterizzano il mondo globalizzato. L’origine degli altri è un libro di straordinaria attualità, nel quale i temi che siamo abituati a vedere banalizzati e avviliti nel dibattito pubblico vengono affrontati con passione, acume e profondità dalla più importante scrittrice americana contemporanea.

L’origine

«All’interno del collegio non avevo potuto constatare alcun mutamento di rilievo, se non il fatto che la stanza cosiddetta di soggiorno nella quale eravamo stati educati al nazionalsocialismo era adesso diventata una cappella, e al posto del podio su cui prima della fine della guerra era salito Grünkranz per insegnarci la dottrina della Grande Germania c’era adesso un altare, e alla parete dove prima c’era il ritratto di Hitler pendeva adesso una grande croce, e al posto del pianoforte che, suonato da Grünkranz, aveva accompagnato i nostri inni nazionalsocialisti come “Die Fahne hoch!” oppure “Es zittern die morschen Knochen” c’era adesso un harmonium. L’intero ambiente non era stato nemmeno ritinteggiato, evidentemente mancavano i soldi, sicché nel punto dove adesso era appesa la croce si poteva ancora scorgere la macchia, bianchissima e vistosa sulla superficie grigia della parete, dove per anni era stato appeso il ritratto di Hitler». In questo primo volume della sua autobiografia, Bernhard ha voluto subito raccontare un periodo della sua vita a cui risale il manifestarsi di una lesione insanabile in lui: i mesi passati durante la guerra nel Convitto nazionalsocialista di Salisburgo, fra macerie e angherie, e i mesi passati nello stesso collegio, ora chiamato Johanneum, e retto da sacerdoti cattolici, sempre fra angherie, all’inizio di una ottusa pace. Nell’intima compenetrazione salisburghese fra nazismo e cattolicità, nella vocazione della città al suicidio (una delle più alte percentuali europee) e all’Arte Universale, nella scuola come offesa permanente, nella capacità locale di cancellare la memoria e sovrapporre una nobile decorazione a un fondo putrido, Bernhard riconosce una costellazione atroce e beffarda alla quale da sempre ha tentato di sottrarsi: e qui la presenta e la ripercorre in pagine ossessive, implacate. Il piccolo Thomas Bernhard, al Convitto nazionalsocialista, suonava il violino nella «stanza delle scarpe», «piena zeppa di centinaia di scarpe dei suoi compagni intrise di sudore, accatastate su scaffali di legno marcio». Suonare il violino era per lui una preparazione al suicidio – e un modo di sfuggire al suicidio, concentrandosi nell’atto del suonare. Anni dopo sarà lo scrivere stesso, per Bernhard, una metodica esplorazione dell’orrore – e insieme l’unica mossa efficace per sfuggirgli. “L’origine” apparve per la prima volta nel 1975.
(source: Bol.com)

L’ORDA DEL VENTO

Questa è la storia di una terra circondata dai ghiacci e spazzata dal vento. Da un vento che cambia sempre forza, intensità e direzione. Ma non smette mai di soffiare. Costante e implacabile. Questa è la storia della 34a Orda, decisa a scoprire l’origine del vento. Un’impresa che dura da otto secoli. E delle 33 Orde precedenti si è persa ogni traccia. Però questa Orda è diversa. Ha già attraversato la città in cui scorre un fiume di vento. Si è già sottratta alla morte superando vortici e cicloni. È arrivata più in là di qualsiasi altra Orda. Questa è la storia di ventidue personaggi, ognuno con la propria voce e molto da raccontare. Caracollo, il trovatore, estroverso, misterioso, profondo, sognatore e veggente. Oroshi, l’aeromastra, che dedica tutta se stessa a scoprire la verità. Sov, lo scriba, insicuro e dubbioso, che osserva e giudica. Erg, il guerriero-protettore, coraggioso al limite della follia.… Questa è una storia che comincia a pagina 625 e finisce a pagina 0. Questo è un romanzo destinato a lasciare il segno. Questo e molto altro è *L’Orda del vento*.

L’oracolo

Atene, 1973: mentre scoppia la rivoluzione studentesca di Piazza del Politecnico, un eminente archeologo muore misteriosamente dopo aver trovato il vaso d’oro del mitico indovino Tiresia. Dieci anni più tardi la Grecia è sconvolta dal susseguirsi di misteriosi quanto efferati omicidi. Riti annunciati da oscure profezie che sembrano giunte a compiersi. Che cosa lega quei fatti ai moti studententi del ’73? E come interpretare il segreto del vaso di Tiresia? Lo scopriremo solo alla fine di questo romanzo imprevedibile in cui, tra passato leggendario e crudo presente, si riannodano i fili di una millenaria avventura.