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Il soldo

A Basileggio, paese immaginario della Brianza pre- crisi, è sparito lo scemo che tutti chiamano”Soldo”. Un’assenza da niente, che inaspettatamente turba i complessi equilibri di una società dove nessuno è innocente.
E scatena la tragedia.

I soldi in testa

I soldi in testa: Psicoeconomia della vita quotidiana by Paolo Legrenzi
Legrenzi sostiene che noi abbiamo davvero i soldi in testa, come abbiamo in testa la scrittura e la lettura: sono dotazioni della mente umana che si proietta nel mondo costruendo arte, religione, politica, filosofia e quella quintessenza degli oggetti sociali che è il denaro. Questo libro parla di soldi senza demonizzarli, perché è pieno non solo di acume e sapere, ma anche dell’intera economia della vita di Legrenzi. Maurizio Ferraris, “la Repubblica” Un manuale di sopravvivenza nella giungla della finanza moderna perché ci accompagna nei problemi di ogni giorno, da quello dell’acquisto della casa alla costruzione del capitale per la nostra pensione. Ma anche un invito agli economisti a essere più attenti alle motivazioni reali delle scelte economiche. Marco Onado, “Il Sole 24 Ore” Un raffinato libro sul rapporto fra la nostra mente e il denaro. Un viaggio nella nostra attitudine verso il ‘far di conto’, esplorando qual è il significato dell’esperienza umana rispetto all’incertezza dei mercati e individuando le opportunità dell’educazione finanziaria. Marco Liera, “Il Sole 24 Ore”

Soldi

Raggiungere un’autentica libertà finanziaria non è complicato. Ma fino a oggi, solo i professionisti più esperti hanno avuto accesso alle giuste informazioni e alle corrette strategie. Grazie a ricerche approfondite e a interviste inedite alle 50 menti più brillanti della finanza mondiale, da miliardari venuti dal nulla a vincitori di premi Nobel, Tony Robbins svela sette semplici passi che chiunque può seguire per assumere il pieno controllo del proprio futuro finanziario. Questo libro ti aiuterà ad approfittare di opportunità che altrimenti ti saresti lasciato sfuggire e ti impedirà di commettere gli stessi errori che milioni di persone fanno ogni giorno. Una strada semplice e collaudata verso la libertà finanziaria. Grazie a ricerche approfondite e a interviste a più di 50 leggendari esperti della finanza mondiale – da Carl Icahn e Charles Schwab a Ray Dalio e Steve Forbes – Tony Robbins ha creato una guida di 7 semplici passi che chiunque può seguire per assicurarsi la libertà finanziaria. Con un linguaggio chiaro e storie avvincenti, Robbins rende semplici e comprensibili anche i concetti più complessi, e accompagna i lettori, qualunque sia la loro estrazione o il loro reddito, verso la sicurezza finanziaria, sfatando i miti più diffusi e dando consigli concreti per far fruttare al meglio i propri risparmi. QUESTO LIBRO TI MOSTRERÀ COME: – creare un reddito garantito per tutta la vita; – raggiungere i tuoi obiettivi finanziari risparmiando il 30% di tempo e andare in pensione prima del previsto; – raggiungere la tranquillità mentale e la sicurezza finanziaria (anche se hai cominciato tardi)! – entrare nella mente di 50 fra i maggiori investitori di successo al mondo; – imparare come mettere in pratica una strategia di investimento mai rivelata prima dal fondatore del più grande hedge fund del mondo, che ha guadagnato soldi anche quando i mercati sono crollati; – partecipare ai guadagni quando il mercato sale avendo però la garanzia di non perdere i tuoi soldi quando scende.

(source: Bol.com)

Soldati del 1956

Di Soldati del 1956, Giovanni Raboni sul “Corriere della Sera” del 29 maggio 1994, sotto il titolo “Un romanzo! Ne esistono ancora?”, scrisse:“Mi chiamo Stefano Rondella: consideratemi lo scritturale della sua armata interiore”. Leggendo questa frase – che pur non essendo, in senso proprio, l’incipit di Soldati del 1956, opera prima di Eraldo Affinati, pubblicata qualche mese fa dall’editore Marco Nardi, ne rappresenta tuttavia con ogni evidenza la tonica o, se si preferisce, l’accordo germinale – credo d’aver provato un’impressione di lieve e lieto spaesamento. Da dove arriva, cosa diavolo ci fa, devo essermi chiesto, un romanzo pensato e scritto in questo modo, con queste intenzioni e implicazioni di stile, fra tutti i romanzi verità, i romanzi inchiesta, i romanzi film, i romanzi sceneggiata, i romanzi telenovela, insomma tutti i romanzi essenzialmente e tipicamente aletterari, che costituiscono lo scenario e la regola dell’attuale produzione narrativa? Poi, andando avanti, le storie urbane sottilmente, minimalisticamente leggendarie del Comandante e della sua “armata” conquistano spazio, fanno valere le loro ragioni, e un poco ci si dimentica, come è giusto che avvenga, della sorpresa da cui si è partiti. Ma per qualità di scrittura e più ancora, direi, di progettazione timbrica, per sapiente, pungente costanza di trasfigurazione o trasposizione “eroica” della rigorosa normalità dei fatti, il libro conserva, e anzi dimostra in modo via via più persuasivo, una diversità francamente ammirevole. Non ho mai pensato che la ricerca o, come si diceva una volta, la sperimentazione letteraria, debba essere difesa in modo specifico; sarebbe come se gli ambientalisti o gli animalisti ritenessero di dover difendere la vita “in generale”. Ma forse, di questi tempi, un requisito vitale, in assenza del quale la letteratura semplicemente non esiste, va appunto classificato e protetto alla stregua di una specie in estinzione. Affinati come la foca monaca? facciamo almeno, per cominciare, la cosa più semplice: leggere il suo libro.
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### Sinossi
Di Soldati del 1956, Giovanni Raboni sul “Corriere della Sera” del 29 maggio 1994, sotto il titolo “Un romanzo! Ne esistono ancora?”, scrisse:“Mi chiamo Stefano Rondella: consideratemi lo scritturale della sua armata interiore”. Leggendo questa frase – che pur non essendo, in senso proprio, l’incipit di Soldati del 1956, opera prima di Eraldo Affinati, pubblicata qualche mese fa dall’editore Marco Nardi, ne rappresenta tuttavia con ogni evidenza la tonica o, se si preferisce, l’accordo germinale – credo d’aver provato un’impressione di lieve e lieto spaesamento. Da dove arriva, cosa diavolo ci fa, devo essermi chiesto, un romanzo pensato e scritto in questo modo, con queste intenzioni e implicazioni di stile, fra tutti i romanzi verità, i romanzi inchiesta, i romanzi film, i romanzi sceneggiata, i romanzi telenovela, insomma tutti i romanzi essenzialmente e tipicamente aletterari, che costituiscono lo scenario e la regola dell’attuale produzione narrativa? Poi, andando avanti, le storie urbane sottilmente, minimalisticamente leggendarie del Comandante e della sua “armata” conquistano spazio, fanno valere le loro ragioni, e un poco ci si dimentica, come è giusto che avvenga, della sorpresa da cui si è partiti. Ma per qualità di scrittura e più ancora, direi, di progettazione timbrica, per sapiente, pungente costanza di trasfigurazione o trasposizione “eroica” della rigorosa normalità dei fatti, il libro conserva, e anzi dimostra in modo via via più persuasivo, una diversità francamente ammirevole. Non ho mai pensato che la ricerca o, come si diceva una volta, la sperimentazione letteraria, debba essere difesa in modo specifico; sarebbe come se gli ambientalisti o gli animalisti ritenessero di dover difendere la vita “in generale”. Ma forse, di questi tempi, un requisito vitale, in assenza del quale la letteratura semplicemente non esiste, va appunto classificato e protetto alla stregua di una specie in estinzione. Affinati come la foca monaca? facciamo almeno, per cominciare, la cosa più semplice: leggere il suo libro.

Solaris

“Solaris” è il capolavoro della fantascienza filosofica. Siamo nel lembo più estremo dell’universo esplorato dal genere umano. Un astronauta, dalla Terra, approda nella stazione spaziale che gira intorno al pianeta Solaris. Qui trova un’atmosfera di mistero e sospetto: nessuno lo accoglie, i pochi ospiti della astronave sembrano angosciati e sopraffatti, c’è un morto recente a cui si allude con circospezione ma senza sorpresa, gli oggetti subiscono strane deformazioni, si avvertono presenze. Solaris è noto agli umani come il grande pianeta “vivente”. Appare in forma di vasto oceano e avrebbe dovuto conflagrare se la sua orbita avesse seguito le leggi della fisica. Ma è come dotato di capacità cosciente di reazione e questa capacità sembra legata alle apparizioni di fantasmi, proiezioni viventi di incubi, sogni e fantasie. L’astronauta è costretto a interrogarsi, mentre lo contagia la stessa angoscia che domina in tutto l’ambiente. Un’avventura avvincente e carica di attesa e mistero. Ma si potrebbe dire anche un’avventura epistemologica, nel senso che presenta alla lente della riflessione un numero enorme di quesiti che abitano i rami della filosofia. Fra essi, il più suggestivo sembra essere il tema dell’Identità, del Soggetto, dell’Io. Non esiste l’Io unico e identico a se stesso.
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Sola come un gambo di sedano

Tutti la ricordiamo come la ragazza di periferia del tormentone ”minchia, Sabbri”. O come l’arrapatissima intervistatrice di Mai dire gol. O come la pestifera letterina-caccolina di Quelli che il calcio. Ma Luciana Littizzetto è anche una ”single un po’ frollata”, alle prese con uomini incerti, inconcludenti, con l’eterno calzino bianco e la foglia di insalata appiccicata sui denti. Una condizione già abbastanza grottesca che, per di più, si scontra con un mondo ancora troppo maschilista, con una moda fatta su misura per il corpo di Naomi Campbell (e solo per il suo), con le perenni autoflagellazioni per ottenere impercettibili vittorie nella battaglia contro i propri inestetismi. Una donna, insomma, tragicamente e comicamente contemporanea. Questo libro ne raccoglie gli sfoghi: brevi, sapidi, irresistibilmente comici. E dimostra che non è vero che le donne non fanno ridere. Eccome se lo fanno. Soprattutto se hanno l’acume di ergere se stesse a esempio delle ridicolaggini umane.

(source: Bol.com)

Il Sogno Di Scipione

Cicerone si addentra anche nel tema dell’esistenza di un aldilà spingendosi dalle parti del mito e ispirandosi a una figura ritenuta effettivamente, per certi versi, mitologica a Roma intorno al 50 a.C. come quella di Publio Cornelio Scipione, detto l’Africano, eroe della seconda guerra punica. Il brano racconta di un sogno fatto da Scipione Emiliano nel quale compare la figura di Scipione Africano a predirgli glorie future e una morte prematura, ricompensata dalla pace eterna che sarà il premio per chi si è prodigato per il bene dello stato.

Il sogno di mia madre

“Ogni vita e ogni grande opera letteraria – sostiene Antonia Byatt contengono elementi del probabile e insieme fratture e disastri. L’interesse di Alice Munro è da sempre rivolto sia al tessuto della normalità sia al colpo di forbici che lo taglia di netto. In questi racconti continua a vedere e registrare la quotidianità terrestre. Ma sembra guardare oltre. Le vite umane amorosamente raccontate vanno e vengono a lampi, interrotte dal disastro. Sono storie di morti violente, di nascite altrettanto violente e di un solo, terrorizzante, commovente aborto descritto con precisione”. Un’autrice che possiede la sovrumana capacità di squarciare con la scrittura l’apparenza delle vite ordinarie, rivelandone i risvolti straordinari e oscuri.
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Il sogno della camera rossa

Il sogno della camera rossa, famoso anche come La storia della pietra, è un romanzo cinese, da paragonare in rilevanza ai più grandi lavori della letteratura occidentale del XIX secolo. Fu scritto durante il regno dell’imperatore Qianlong da Cao Xueqin, ma fu pubblicato solo nel 1792, a trent’anni dalla morte dello scrittore. Viene annoverato tra i Quattro grandi romanzi classici della letteratura cinese. L’opera vanta 120 capitoli anche se diverse sezioni degli ultimi 40 sono probabilmente da attribuire ad autori diversi; i quali sono attraversati da una molteplicità incredibile di personaggi secondari e da un numero enorme di situazioni intrecciate, che tendono ad allontanarsi dall’intrigo centrale. Il romanzo presenta, infatti, una meticolosa descrizione dei Chia, una ricca ed aristocratica famiglia cinese che rivestiva diversi incarichi di rilievo in un’innominata città, la quale per molti aspetti ricorda le Nanchino e Pechino del tempo. Il centro del racconto è rappresentato dal triangolo amoroso tra il protagonista Chia Pao-yu e due sue cugine. Molti aspetti della storia di questa famiglia sono presi direttamente dagli eventi successi sotto il regno di Kangxi, il nonno di Qianlong. Vengono fornite informazioni di rilievo sulle strutture familiari dell’epoca, nonché di economia, religione, estetismo e sessualità. Il romanzo appare come un’allegoria della vita, eppure è chiaro l’intento di rappresentare un amaro ritratto della Cina dell’epoca e dell’autunno che stava per avvolgerla, anche se questo non ha impedito all’opera d’irradiare di nuova luce la Dinastia Qing. Molte generazioni di giovani cinesi hanno attinto a quest’opera per la loro crescita sentimentale; un romanzo che è chiaro esempio della vocazione teatrale della narrativa cinese, sia per la sua complessissima trama, sia per le numerose opere teatrali che, effettivamente, si sono ricavate da questa.
(source: Bol.com)

Il sogno d’una notte di mezza estate

Scritta tra il 1595 e il 1596 e pubblicata nel 1600, il Sogno di una notte notte di mezza estate è tra le opere più rappresentate di Shakespeare. Ricca e originale è la tradizione folclorica di superstizioni e paure medievali cui l’autore attinge ambientando in un bosco, luogo di misteri, smarrimenti e incanti, di invisibili presenze, di fate, folletti e spiritelli maliziosi, una storia di sentimenti e passioni, di intrighi, gelosie e filtri magici che ricalca i modelli della commedia classica plautina e terenziana.

Sogni di morte

Coinvolta in un incidente stradale poco dopo la tragica fine della figlioletta, annegata in un lago, Crista viene dichiarata clinicamente morta. Il suo cervello, però, è ancora vivo e per lei ha inizio un incubo spaventoso che, come tutti gli orrori, comincia senza preavviso. Nessun medico accetterebbe quello che le sta accadendo: ogni notte, infatti, lo spirito della bambina la tormenta, cercando di condurla verso il lago. E non si tratta di brutti sogni, ma di un’agghiacciante, seppur inspiegabile, realtà….

Il Sognatore

È il sogno a scegliere il sognatore, e non il contrario: Lazlo Strange ne è sicuro, ma è anche assolutamente certo che il suo sogno sia destinato a non avverarsi mai. Orfano, allevato da monaci austeri che hanno cercato in tutti i modi di estirpare dalla sua mente il germe della fantasia, il piccolo Lazlo sembra destinato a un’esistenza anonima. Eppure il bambino rimane affascinato dai racconti confusi di un monaco anziano, racconti che parlano della città perduta di Pianto, caduta nell’oblio da duecento anni: ma quale evento inimmaginabile e terribile ha cancellato questo luogo mitico dalla memoria del mondo? I segreti della città leggendaria si trasformano per Lazlo in un’ossessione. Una volta diventato bibliotecario, il ragazzo alimenterà la sua sete di conoscenza con le storie contenute nei libri dimenticati della Grande Biblioteca, pur sapendo che il suo sogno più grande, ossia vedere la misteriosa Pianto con i propri occhi, rimarrà irrealizzato. Ma quando un eroe straniero, chiamato il Massacratore degli Dèi, e la sua delegazione di guerrieri si presentano alla biblioteca, per Strange il Sognatore si delinea l’opportunità di vivere un’avventura dalle premesse straordinarie. Il sognatore, primo capitolo della nuova duologia di Laini Taylor, già autrice dell’acclamata trilogia La chimera di Praga, non fa che confermarne il grande talento narrativo. In un mondo fantastico e allo stesso tempo perfettamente credibile, abitato da personaggi indimenticabili, il lettore è chiamato a seguire il sogno di Lazlo Strange, perdendosi con lui tra realtà e magia, amore e violenza, terrore e meraviglia. ‘Scritto meravigliosamente, con una lingua che è al tempo stesso oscura, rigogliosa e seducente. I lettori saranno impazienti di leggere il secondo’. ‘Publishers Weekly – Starred Review’ ‘I personaggi sono tratteggiati attentamente, in maniera squisita; la scrittura fa male da quanto è bella, il mondo raccontato è totalmente realistico… Un libro che va assaporato’. ‘Booklist – Starred Review’

(source: Bol.com)

Sognando Jane Eyre: New Edition

Giulietta è una trovatella, cresciuta in orfanotrofio a Verona. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze della formazione primaria, decide di allargare i propri orizzonti e di rispondere all’annuncio di una famiglia londinese che cerca una istitutrice per tre bambini. I requisiti fondamentali sono che sia sentimentalmente libera e che parli correttamente le lingue inglese e italiana. Per Giulietta è come un segno del destino, l’annuncio sembra scritto proprio per lei. Dopo un lungo colloquio telefonico con il signor Charles Castelli, vedovo e padre dei tre bambini, decide di fare le valigie e partire per Londra. La spinge una grande curiosità e il desiderio di conoscere la patria di quei romanzi della letteratura inglese che ama tanto.
La realtà che incontra a Londra è leggermente diversa da come l’aveva dipinta la sua fantasia, ma Giulietta si innamora subito dei tre bambini e di Charles. Anche l’uomo comincia a provare qualcosa per lei, soprattutto una grande tenerezza e un sentimento di ammirazione per i solidi principi a cui si dimostra assolutamente fedele. Quando Charles decide di sposare lady Margareth, una donna dell’alta borghesia inglese, Giulietta torna a Verona, dove l’attende una inaspettata sorpresa. Anche se la sua vita cambia radicalmente, a distanza di un anno Giulietta non riesce a dimenticare Charles e quando la madre dell’uomo le comunica che ha subito un grave incidente, senza alcuna esitazione sale sul primo aereo per Londra. Nella città inglese la attendono nuove avventure, ma soprattutto la attende Charles. Riuscirà a conquistare definitivamente il cuore dell’uomo che ama?
Questo ebook è la riedizione del romanzo omonimo, liberamente ispirato al grande libro di Charlotte Bronte

Un soffio di morte

Un Soffio di Morte è uno dei tanti gialli su cui si è cimentato Isaac Asimov. Un assistente del laboratorio viene trovato morto: causa asfissia da cianuro. La polizia sembra propendere per l’errore umano o per una tragica fatalità. Ma il Prof. Louis Brade Associato di Chimica dell’ateneo ha subito capito che non si tratta di un caso: qualcuno ha commesso un omicidio.