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Legami di sangue

Pubblicato nel 1936 su “La Revue des deux Mondes”, *Legami di sangue* è il racconto in cui Irène Némirovsky concepì le finalità di una profonda analisi psicologica dei personaggi, del loro status sociale e sentimentale, che verranno successivamente ampliate nei romanzi Due e I doni della vita. È possibile scegliere tra l’ansia dolorosa di un lungo amore e la breve convulsione di un momento di piacere? Alain è pronto a sacrificare il matrimonio alla passione, a rovinare la sua vita per seguire l’amante in Malesia. La sua famiglia è contraria, ma tra loro non c’è unione, né comprensione, né amore. Al tradizionale pranzo domenicale si respira un’aria di freddezza, di cospirazione, di disprezzo, ipocrisia e invidia. Sarà la morte, planando sulle loro vite, a dare un senso al legame di sangue; solo la morte potrà unire questi “stranieri” tra loro, volenti o nolenti.

Legami di sangue

Pubblicato nel 1936 su “La Revue des deux Mondes”, Legami di sangue è il racconto in cui Irène Némirovsky concepì le finalità di una profonda analisi psicologica dei personaggi, del loro status sociale e sentimentale, che verranno successivamente ampliate nei romanzi Due e I doni della vita. È possibile scegliere tra l’ansia dolorosa di un lungo amore e la breve convulsione di un momento di piacere? Alain è pronto a sacrificare il matrimonio alla passione, a rovinare la sua vita per seguire l’amante in Malesia. La sua famiglia è contraria, ma tra loro non c’è unione, né comprensione, né amore. Al tradizionale pranzo domenicale si respira un’aria di freddezza, di cospirazione, di disprezzo, ipocrisia e invidia. Sarà la morte, planando sulle loro vite, a dare un senso al legame di sangue; solo la morte potrà unire questi “stranieri” tra loro, volenti o nolenti.

(source: Bol.com)

Legami (Catturami Vol. 2)

## Libro 2 della serie dark romance *Catturami*
**Lui è fortemente determinato a farla a pezzi.**
Per Lucas Kent, la nuova prigioniera è un’esasperante contraddizione: obbediente ma ribelle, fragile ma forte. Ha bisogno di scoprire i suoi segreti, ma farlo potrebbe rovinare tutto.
La sua ossessione per lei potrebbe distruggerla.
**Lei è fortemente determinata a fuggire.**
Per Yulia Tzakova, il suo rapitore è sia l’uomo dei sogni che quello degli incubi: un momento prima è tenero, quello dopo è spietato. Non può permettergli di piegarla, ma resistergli potrebbe ridurla in pezzi.
Un momento di debolezza potrebbe costarle caro.
**
### Sinossi
## Libro 2 della serie dark romance *Catturami*
**Lui è fortemente determinato a farla a pezzi.**
Per Lucas Kent, la nuova prigioniera è un’esasperante contraddizione: obbediente ma ribelle, fragile ma forte. Ha bisogno di scoprire i suoi segreti, ma farlo potrebbe rovinare tutto.
La sua ossessione per lei potrebbe distruggerla.
**Lei è fortemente determinata a fuggire.**
Per Yulia Tzakova, il suo rapitore è sia l’uomo dei sogni che quello degli incubi: un momento prima è tenero, quello dopo è spietato. Non può permettergli di piegarla, ma resistergli potrebbe ridurla in pezzi.
Un momento di debolezza potrebbe costarle caro.

Legame di Fiducia

Seguito di Scelta del CuoreSerie Scelta del cuore, Libro 2Jin Rayne sta facendo fatica ad adattarsi alla nuova vita che dovrebbe amare. Invece di adattarsi ad essere il compagno del capotribù Logan Church, Jin non riesce a superare il fatto che il suo amante era eterosessuale prima che si incontrassero. Ha scoperto la gioia di appartenere a Logan, ma teme che la sua nuova vita potrebbe svanire da un momento all’altro, nonostante Logan insista che staranno insieme per sempre, fine della storia. Jin vuole fidarsi di Logan, ma quel desiderio sarà messo alla prova sia da un capotribù rivale che da una sconvolgente rivelazione riguardo l’esistenza di Jin. In gioco c’è la vita di Jin, ed il suo posto nella tribù. Se vuole sopravvivere per rivedere Logan, dovrà lasciare andare la sua paura ed accettare liberamente il legame, perché solo allora potrà avere davvero fiducia.

Le voci di mia figlia

Grace ha una figlia di quattro anni, Sylvie, avuta da una relazione con un affascinante quarantenne quando aveva appena diciotto anni, e ora è seriamente preoccupata per ciò che osserva in lei. Sylvie soffre d’incubi che la perseguitano, prova un puro terrore per l’acqua, aggredisce gli altri bambini senza un apparente motivo, e poi ha una strana fissazione per una foto di un villaggio di pescatori irlandese, Coldharbour, che tiene sul suo comodino e che si ostina a chiamare Casa. Che cosa c’è che non va in Sylvie? Superando i pregiudizi delle amiche, la sua solitudine, l’indifferenza del padre della bambina, Grace affronterà un viaggio che la porterà fino al villaggio irlandese, dove l’attende una verità difficile da credere; e così facendo metterà in serio pericolo l’unica cosa che conta veramente nella sua vita: l’amore per Sylvie. “Le voci di mia figlia” è un romanzo dotato di forte sensibilità e originalità, in cui vita presente e passata si mescolano insieme in modo inquietante, celando un mistero che solo Grace potrà affrontare e risolvere, ritrovando qualcosa che sembrava perduto.

Le voci del bosco

”Sono venuto a conoscenza del linguaggio degli alberi, stagione dopo stagione, anno dopo anno, camminando dietro al mio vecchio e guardando prima con i suoi occhi e poi, un po’ alla volta, con i miei. È stato tutto naturale. Il passaggio tra larici, aceri, maggiociondoli, carpini e molti altri legni ha accompagnato la mia infanzia. Ogni albero ha una voce, un carattere, un uso.” Così, cominciando dai ricordi più lontani, Mauro Corona ci prende per mano e accompagna anche noi in una passeggiata attraverso i suoi boschi. Dalle pagine di questo delizioso, piccolo libro, e dai disegni dell’autore che le arricchiscono, impareremo che ogni albero, come noi, ha una struttura fisica, un carattere, una spiccata inclinazione. Accadrà che ci riconosciamo nell’elegante betulla, nel generoso cirmolo o nella tenacia dolente dell’ulivo nodoso. E ci capiterà anche di scoprire che ogni legno dà il meglio di sé solo in alcune circostanze: l’acero, per esempio, che può essere tagliato solo in una certa direzione ”perché è un legno bello, elegante, ma di facciata. Come tutte le cose solo appariscenti, è intimamente delicato e con un colpo di manéra, neanche tanto violento, lo puoi spezzare in due”; oppure quel larice, che non può essere usato per trarne le doghe dei barili ”perché da piccolo è stato maltrattato. Il vento lo ha contorto quando era ancora un virgulto e le sue fibre, dalla base alla punta, non sono più diritte”; o ancora il maggiociondolo, utilizzato da secoli per le spine delle botti e i pali delle vigne perché ”a differenza che con gli uomini, l’alcol non riesce a distruggerlo”. Se, silenziosamente attratti dalla profonda umanità della natura, lasciamo le nostre città, facciamo silenzio, e sotto la guida di Mauro Corona ci addentriamo nel bosco, queste e molte altre saranno le sorprese che ci attendono…

(source: Bol.com)

Le vittime

Pierre Brulin, redattore di una casa editrice, si è innamorato di una giovane scrittrice esordiente, Manou, ma la donna è già sposata con René Jallu, un ingegnere geniale e tirannico. Quando Manou riparte per raggiungere il marito a Kabul, Pierre lascia tutto per seguirla ma arrivato nel cantiere l’uomo scopre che la donna che ha conosciuto non esiste. Che fine ha fatto allora la vera Manou?

Le vite degli altri. Le storie dell’arte raccontate a «Che tempo che fa»

Il libro raccoglie in forma narrativa il contenuto delle lezioni di storia dell’arte tenute da Flavio Caroli nella rubrica “Le vite degli altri. La grande corsa dell’arte moderna” all’interno del programma televisivo di Fabio Fazio Che tempo che fa (stagione Rai 2010-2011). Un viaggio attraverso il XX secolo per stabilire un confronto, a coppie, tra i più grandi artisti dell’età moderna e scoprirne similitudini e differenze. Da Gauguin e Van Gogh fino a Warhol e Rauschenberg, Caroli legge attraverso le vicende artistiche dei loro protagonisti i movimenti che hanno animato la storia dell’arte europea contemporanea: la secessione viennese di Klimt e Schiele, il fauvismo di Matisse, l’espressionismo di Kirchner, il futurismo di Balla e Boccioni, l’astrattismo di Mondrian e Kandinskij, la pittura metafisica di de Chirico e Carrà, il surrealismo di Ernst e Magritte, il realismo di Hopper e Morandi, l’action painting di Pollock e de Kooning e la Scuola di Londra di Freud e Bacon.

Le Vite De’ Piu Eccellenti Pittori, Scultori, E Architetti; Volume 7

Pubblicate dapprima nel 1550, esse sono frutto di un lavoro di paziente ricerca durato almeno dieci anni. Il Vasari aveva infatti iniziato a raccogliere materiali, appunti e notizie riguardanti la vita e l’attività degli artisti italiani già nel 1540, quando aveva trent’anni. Iniziando da Cimabue, il Vasari racconta, analizza, commenta la vita e l’opera degli artisti italiani vissuti nell’arco di tre secoli, per giungere fino ai suoi contemporanei, senza tralasciare nessuno: dai più celebri, come Raffaello e Michelangelo, a quelli che solo pochi conoscono.

Le Vite De’ Più Eccellenti Pittori, Scultori, e Architetti, Vol. 12 (Classic Reprint)

Excerpt from Le Vite De’ Più Eccellenti Pittori, Scultori, e Architetti, Vol. 12 Imparò Giovanfrancesco da Lionardo molte cose, ma particolarmente a fare cavalli, de’quali si diletto tanto, che ne fece di terra, di cera, e di tondo e basso rilievo, in quante maniere possono imaginarsi; ed alcuni se ne veg giono nel nostro Libro tanto bene disegnati, che fanno fede della virtù e sapere di Giovanfrancesco: il quale seppe anco maneggiare i colori, e fece alcune pitture ragionevoli, ancorchè la sua principale professione fusse la scultura. E perchè abitò un tempo nella via de’ Martegli, fu amicis simo di tutti gli uomini di quella famiglia, che ha sempre avuto uomini virtuosissimi e di valore; e particolarmente di Piero, al quale fece (come a suo più intrinseco) alcune figu rette di tondo rilievo: e fra 1′ altre, una Nostra Donna col Figlio in collo, a sedere sopra certe nuvole piene di cheru bini; simile alla quale ne dipinse poi col tempo un’ altra in un gran quadro a olio, con una ghirlanda di cherubini, che intorno alla testa le fa diadema. About the Publisher Forgotten Books publishes hundreds of thousands of rare and classic books. Find more at www.forgottenbooks.com This book is a reproduction of an important historical work. Forgotten Books uses state-of-the-art technology to digitally reconstruct the work, preserving the original format whilst repairing imperfections present in the aged copy. In rare cases, an imperfection in the original, such as a blemish or missing page, may be replicated in our edition. We do, however, repair the vast majority of imperfections successfully; any imperfections that remain are intentionally left to preserve the state of such historical works.

Le virtu’ di un libertino

Inghilterra, 1826 – Jonas Merrick sa di avere una pessima reputazione. Ricchissimo ma con il marchio dell’illegittimità che gli pesa addosso, è temuto e bandito dall’alta società che lo reputa una canaglia. Ma neanche il più insensibile dei villani potrebbe approfittarsi di una creatura innocente e coraggiosa come Sidonie Forsythe. Lei, per salvare l’amata sorella che ha contratto un debito di gioco con Jonas, si offre infatti di compiacerlo, nei modi e nei tempi che lui riterrà più opportuni. Nonostante sia colpito dalla celestiale bellezza di Sidonie, Jonas non può accettare e le propone un accordo differente: sarà lui a tentare di sedurla, per sette giorni e sette notti. Se lei capitolerà, il debito potrà considerarsi saldato. Così inizia tra i due una danza sensuale e ipnotica, che porterà entrambi a scoprire verità inaspettate. E segreti inquietanti.
Sette giorni per sedurla, una vita intera per amarla.
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### Sinossi
Inghilterra, 1826 – Jonas Merrick sa di avere una pessima reputazione. Ricchissimo ma con il marchio dell’illegittimità che gli pesa addosso, è temuto e bandito dall’alta società che lo reputa una canaglia. Ma neanche il più insensibile dei villani potrebbe approfittarsi di una creatura innocente e coraggiosa come Sidonie Forsythe. Lei, per salvare l’amata sorella che ha contratto un debito di gioco con Jonas, si offre infatti di compiacerlo, nei modi e nei tempi che lui riterrà più opportuni. Nonostante sia colpito dalla celestiale bellezza di Sidonie, Jonas non può accettare e le propone un accordo differente: sarà lui a tentare di sedurla, per sette giorni e sette notti. Se lei capitolerà, il debito potrà considerarsi saldato. Così inizia tra i due una danza sensuale e ipnotica, che porterà entrambi a scoprire verità inaspettate. E segreti inquietanti.
Sette giorni per sedurla, una vita intera per amarla.

Le virtù cardinali: Prudenza, Temperanza, Fortezza, Giustizia

Tornare ai classici e riflettere sulla natura delle virtù cardinali – prudenza, temperanza, fortezza e giustizia – da sempre al centro della riflessione filosofica oltre che teologica, può orientare il nostro agire sia personale che collettivo. Da Aristotele a Machiavelli, da Locke a Hobbes, da Freud ad Arendt, fino a Rawls, scopriamo come la prudenza, la virtù deliberativa per eccellenza, sia l’unica capace di discernere il bene dal male e orientare le nostre decisioni; come la temperanza consenta agli uomini e alle donne di vivere in una società in cui nessuno impone la propria regola contro le altre; come il coraggio sia conoscenza dei propri limiti e condizione per vincere la paura; e infine come la giustizia faccia sì che i diritti non restino inchiodati entro i confini di comunità politiche chiuse.
Alla luce delle grandi questioni del mondo contemporaneo, la riflessione di quattro protagonisti della filosofia italiana sulle virtù poste da sempre a fondamento dell’etica.
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### Sinossi
Tornare ai classici e riflettere sulla natura delle virtù cardinali – prudenza, temperanza, fortezza e giustizia – da sempre al centro della riflessione filosofica oltre che teologica, può orientare il nostro agire sia personale che collettivo. Da Aristotele a Machiavelli, da Locke a Hobbes, da Freud ad Arendt, fino a Rawls, scopriamo come la prudenza, la virtù deliberativa per eccellenza, sia l’unica capace di discernere il bene dal male e orientare le nostre decisioni; come la temperanza consenta agli uomini e alle donne di vivere in una società in cui nessuno impone la propria regola contro le altre; come il coraggio sia conoscenza dei propri limiti e condizione per vincere la paura; e infine come la giustizia faccia sì che i diritti non restino inchiodati entro i confini di comunità politiche chiuse.
Alla luce delle grandi questioni del mondo contemporaneo, la riflessione di quattro protagonisti della filosofia italiana sulle virtù poste da sempre a fondamento dell’etica.

Le Vendicatrici: Eva

Non c’è una romana più romana di Eva D’Angelo. Schietta, solare, gestisce da sempre la profumeria Vanità. Il marito Renzo l’ha lasciata in un mare di debiti. Eppure, quando torna da lei, Eva non sa sottrarsi alla dolcezza di quell’amore ritrovato. Ma Renzo, come al solito, si è ficcato nei guai. Eva è disposta a salvarlo per l’ennesima volta, anche se questo significa sfidare le regole di un mondo crudele e sconosciuto, che la spaventa. Ksenia, Luz e Sara sono però al suo fianco, pronte a proteggerla. Perché quando le cose prendono una piega davvero minacciosa, la vendetta è l’unico modo per liberarsi dal passato.

Le veglie di Neri

Le vicende narrate ne Le veglie di Neri, prima raccolta di novelle di Renato Fucini, traggono la loro origine dall’esperienza venatoria dell’autore. È nel corso delle sue battute di caccia – «di un cacciatore che va cogliendo con le starne di palude anche le storie degli uomini che quei luoghi abitano» – che lo scrittore incontra i propri personaggi, che poi tratteggia con la vivezza della pittura dei macchiaioli a lui contemporanei. Come nota Giovanni Tesio nella prefazione, i racconti di Fucini sono «bozzetti che accarezzano una fisionomia, una storia, e che anche quando toccano la tragedia (perché la tragedia c’è), finiscono per avvolgerla in un’aura sospensiva, allusiva, sempre sentimentale».
Una lettura «raccomandabile», non solo perché offre un ritratto vivo della Toscana rurale di fine ‘800, ma anche perché «Le veglie di Neri – racconto dopo racconto – sono come un vino onesto: limpido di presenza, rubino di colore, forte di struttura, rotondo di corpo, e venato di sentori locali, indigeni, buono per accompagnare carni di selvaggina e adatto a rievocare un mondo che non c’è più, insieme con un autore che – pur allacciato alle sue disillusioni – ci convoca a riconoscere nella sua scrittura un valore di vita, uno spiraglio di luce, un frammento di decoro, di umana e letteraria dignità».
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### Sinossi
Le vicende narrate ne Le veglie di Neri, prima raccolta di novelle di Renato Fucini, traggono la loro origine dall’esperienza venatoria dell’autore. È nel corso delle sue battute di caccia – «di un cacciatore che va cogliendo con le starne di palude anche le storie degli uomini che quei luoghi abitano» – che lo scrittore incontra i propri personaggi, che poi tratteggia con la vivezza della pittura dei macchiaioli a lui contemporanei. Come nota Giovanni Tesio nella prefazione, i racconti di Fucini sono «bozzetti che accarezzano una fisionomia, una storia, e che anche quando toccano la tragedia (perché la tragedia c’è), finiscono per avvolgerla in un’aura sospensiva, allusiva, sempre sentimentale».
Una lettura «raccomandabile», non solo perché offre un ritratto vivo della Toscana rurale di fine ‘800, ma anche perché «Le veglie di Neri – racconto dopo racconto – sono come un vino onesto: limpido di presenza, rubino di colore, forte di struttura, rotondo di corpo, e venato di sentori locali, indigeni, buono per accompagnare carni di selvaggina e adatto a rievocare un mondo che non c’è più, insieme con un autore che – pur allacciato alle sue disillusioni – ci convoca a riconoscere nella sua scrittura un valore di vita, uno spiraglio di luce, un frammento di decoro, di umana e letteraria dignità».
### L’autore
Renato Fucini nacque a Monterotondo Marittimo (Grosseto) l’8 aprile 1843, da David Fucini, medico, e Giovanna Nardi. Renato visse la sua infanzia in campagna (dal ’43 al ’49 i Fucini abitarono a Campiglia Marittima, in provincia di Livorno) fino a quando, nel 1849, il padre non perse il posto di lavoro e la famiglia non fu costretta a trasferirsi prima a Livorno, poi ad Empoli e infine a Dianella, presso la stessa Empoli. Nel 1859 il giovane Renato si trasferì a Pisa per frequentare i corsi di agraria, grazie ai quali pochi anni dopo riuscì a trovare lavoro a Firenze, allora capitale d’Italia. Fu proprio a Firenze che iniziò a scrivere i primi sonetti in vernacolo pisano, sonetti che lo resero celebre in tutta la Toscana. Furono pubblicati con il titolo Cento sonetti in vernacolo pisano nel 1872, e si rivelarono un successo editoriale a livello nazionale.

Le vedove di Malabar Hill

Bombay, 1921. Figlia di una rispettabile famiglia parsi, Perveen Mistry è da poco entrata a far parte dello studio legale del padre, situato in un elegante edificio nel quartiere del Fort, l’insediamento originario di Bombay. Laureata in legge a Oxford, oltre alle funzioni di procuratore legale, la giovane donna svolge anche quelle di segretaria, traduttrice e contabile. Ma non può certo lamentarsi: nessun altro studio legale in città sarebbe disposto ad assumere un’avvocatessa. Incaricata dal padre di eseguire il testamento di Mr Omar Farid, un ricco musulmano che ha lasciato tre vedove, Perveen si trova al cospetto di tre purdahnashin, donne che non parlano con gli uomini e vivono in isolamento, musulmane ricche e in clausura che potrebbero rappresentare un’eccellente opportunità da un punto di vista professionale. Sfogliando, tuttavia, il carteggio relativo all’eredità, qualcosa di strano salta agli occhi dell’avvocatessa: in una lettera scritta in inglese, Faisal Mukri, amministratore dei beni della famiglia Farid, comunica che, su espressa richiesta delle tre donne, la rendita che, secondo le disposizioni patrimoniali, spetterebbe a ognuna di loro, va devoluta al wakf, un fondo di beneficienza. Una richiesta davvero singolare, considerato che le tre purdahnashin rinuncerebbero in tal modo ai loro unici mezzi di sostentamento dopo la morte del loro marito; una richiesta, inoltre, che due delle firme apposte alla lettera, pressoché identiche, rendono a dir poco sospetta. Convinta che le tre vedove stiano subendo il raggiro di un uomo senza scrupoli, Perveen si reca a casa Farid per appurare la veridicità di quel documento. Giunta però nella ricca dimora del defunto Mr Farid, si imbatte nel corpo senza vita di Faisal Mukri. Dalla gola dell’amministratore sporge un coltello argenteo e il sangue inonda la nuca e il collo. Che anche le tre purdahnashin siano in pericolo di vita? Ispirato alle prime avvocatesse indiane: Cornelia Sorabji, prima donna a frequentare legge a Oxford nel 1892, e Mithan Tata Lam, prima donna ammessa al foro di Bombay nel 1923, il personaggio di Perveen Mistry annuncia l’entrata in scena di una nuova, formidabile investigatrice e il felice debutto di una serie ambientata nella Bombay degli anni Venti, una metropoli abbagliante in cui suoni, odori e colori di mille comunità danno vita a un luogo dall’anima unica e irripetibile.

(source: Bol.com)