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La valle degli Dei

Scomparso nel febbraio del 1977, Edmond Hamilton è giustamente considerato uno dei nomi più popolali della fantascienza americana e un autore che ha collaborato attivamente alla creazione dei modelli più classici di space opera, ma qui vogliamo ricordarlo con due esempi piuttosto particolari della sua produzione che ha coperto quasi mezzo secolo; abbiamo scelto infatti due lunghi racconti di heroic fantasy ancora inediti, per osservare Hamilton in un contesto insolito. II punto di avvio quasi comune – due individui che per vie diverse si trovano ad indossare i panni di due antiche divinità, il nordico Tyr dalla Spada e il maya Kukulcan – segue in entrambi i casi un’evoluzione parallela che trasporta le due storie sulla linea di confine fra fantasy e fantascienza propriamente detta, ottenendo il risultato di una narrazione singolare e avvincente. Per i fans di Robert Bloch e presente anche un inedito orrorifico (Return the Sabbath), dove il magistrale autore di Psyco spiega come possano andare le cose sul set di un film del terrore… quando il primo attore è troppo pratico del mestiere.

La valle degli assassini

Questa serie, di cui il presente volume costituisce il primo numero, è indubbiamente una caratteristica distintiva della nostra Casa Editrice, e costituisce un filone d’importanza primaria nell’economia generale delle nostre pubblicazioni. L’enorme quantità di richieste che ci sono giunte da parte degli appassionati riguardo alla possibilità di pubblicare i testi apparsi su questa mitica Rivista americana, ci hanno convinto a dedicarle una collana autonoma. I racconti che abbiamo scelto e che vi presenteremo di volta in volta, sono racconti di fantascienza e di fantasy, ma hanno tutti in comune, un che di insolito, di strano, di bizzarro, di insuale, che fu appunto la formula che a suo tempo decretò la fama di Weird Tales. Una fama divenuta poi con gli anni leggenda. In questo primo volume sono presenti scritti di Edmond Hamilton, Donald Wandrei, Manly Wade Wellmann, August Derleth, Seabury Quinn e tanti altri che faranno piacere questo libro, non solo ai cultori del fantastico, ma anche agli amanti della buona narrativa.

La valle condannata

Grazie soprattutto ad Agatha Christie e alla sua Miss Marple, il lettore di Gialli sa che i tranquilli villaggi inglesi si prestano ammirevolmente al delitto e alle indagini poliziesche. Ma il lettore di Urania sa anche, grazie soprattutto a L. P. Davies, che gli stessi villaggi si prestano non meno ammirevolmente ai fenomeni tipici della fantascienza e alle pericolose avventure che ne conseguono. Nell’uno come nell’altro caso la funzione del quieto villaggio, con i suoi abitanti “qualunque” e la sua vita in apparenza monotona, è di fornire alla narrazione una cornice perfettamente familiare, quotidiana, realistica: ma una cornice che a pag. 10 già comincia a incrinarsi e a pag. 20 va in pezzi, lasciandoci sgomenti a guardare dalla finestra del nostro ex-tranquillo “cottage” il più imprevisto e pauroso degli spettacoli.

La Trentenne

Ritratto di straordinaria finezza psicologica e appassionante storia d’amore, La trentenne ha per protagonista una donna del bel mondo parigino, Julie d’Aiglemont, seguita dall’adolescenza alla morte nelle sue alterne vicende di gioie, rovesci di fortuna e infelicità. Bella e malinconica, fedele alla memoria di un amore perduto, moglie e madre inappagata e disillusa, nel conflitto interiore tra ragione e desiderio Julie riconosce come unico valore il sentimento amoroso, e cede alla relazione extraconiugale con un giovane di belle speranze esponendosi così a una serie di eventi dolorosi. Nell’eterna commedia umana, la voce dell’amore crea nell’affascinante eroina, a un tempo protagonista e vittima della propria intensa vita emotiva, una «donna nuova». Il romanzo, pubblicato da Balzac nel 1842 ampliando l’omonima novella che aveva fatto scalpore dieci anni prima, nella sua duplice linea di introspezione psicologica e di narrazione avventurosa rivela già quelle che saranno le linee di forza della Comédie humaine, tutta pervasa dal conflitto tra la filosofia del dovere e l’impeto delle passioni.

La tregua di Bakura

L’avventura prosegue subito dopo Il ritorno dello Jedi… Su Endor, la pira funeraria di Darth Vader arde ancora quando l’Alleanza capta una richiesta di soccorso da un remoto avamposto imperiale. Bakura è al confine estremo dello spazio esplorato ed è sotto l’attacco dei Ssi-ruuk, rettiloidi dal sangue freddo che, un tempo alleati dell’ora defunto Imperatore, si stanno avvicinando allo spazio imperiale con un unico scopo: la conquista assoluta della galassia. Scorgendo la possibilità per l’Alleanza di mettere a segno un’importante vittoria diplomatica, la principessa Leia parte per Bakura con lo scopo di negoziare una tregua con l’Impero e siglare una fragile alleanza per scacciare l’invasore alieno. Ma la missione assume ancora più importanza quando Obi-Wan Kenobi appare in una visione a Luke Skywalker dicendogli che deve recarsi a Bakura… se non vuole che l’Alleanza perda tutto ciò per cui ha lottato.

La trama della magia

I guerrieri invasori erano apparsi dal nulla: un’orda implacabile che aveva messo a ferro e a fuoco la terra di Krantin, uccidendo e saccheggiando tutto quello che capitava loro a tiro. Le isole esterne erano ormai cadute, ed i guerrieri guidati da una sorta di Stregoneria, ben presto sarebbero arrivati fin dentro il cuore di Krantin. L’unica possibilità di sopravvivenza era data da un’alleanza tra le forze del Re e gli indipendenti e fieri predoni del deserto, i Destre, nonché da un problematico connubio fra tutti i praticanti la Magia della terra di Krantin. Il giovane comandante Danaer, che era nato tra i Destre, ma serviva nelle forze del Re, era la chiave che avrebbe potuto risolvere la situazione, ma il suo amore per l’Incantatrice Lira, avrebbe creato non pochi problemi fino alla resa dei conti finale con le forze del Male, anche se era protetto dalla trama della magia.

La trama dei desideri

Quando tutto ti sfugge dalle mani sembra che la cosa più semplice da fare sia affidarsi al destino. E se invece la soluzione fossi semplicemente tu?
Per tutta la sua infanzia Alice non ha fatto altro che aspettare qualcosa, o meglio qualcuno, e intrattenere lunghe conversazioni scritte con il destino, nel quale riponeva una profonda fiducia e al quale indirizzava tutte le sue preziose liste dei desideri. Ma l’attesa non ha portato a niente di buono, il destino sembra averla abbandonata e per quanto riguarda i desideri… sarebbe stato meglio che alcuni non si fossero mai realizzati.
La voglia di un nuovo inizio e il bisogno di separarsi per un po’ da una madre in piena crisi adolescenziale la porteranno lontana dalla frenesia di Milano, in un piccolo paesino di montagna. Anche se sembra essere approdata nel villaggio delle fate, in principio non si farà ingannare dalla magia della neve. In un susseguirsi di incontri, scontri e nuove esperienze finalmente scoprirà che i problemi sono più facili da superare se si è armati di una buona dose di sorrisi e di alleati.
Ma se una nonna 2.0 e una bambina fin troppo sveglia non basteranno da sole a farle ritrovare la fiducia perduta, potrebbero riuscirci un paio di profondi occhi azzurri, talmente intensi da scaldarle il cuore. Finalmente seduta sull’altalena della vita, Alice prenderà in mano il suo destino, consapevole del fatto che, quando si lascerà andare, due forti braccia saranno pronte ad afferrarla.
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### Sinossi
Quando tutto ti sfugge dalle mani sembra che la cosa più semplice da fare sia affidarsi al destino. E se invece la soluzione fossi semplicemente tu?
Per tutta la sua infanzia Alice non ha fatto altro che aspettare qualcosa, o meglio qualcuno, e intrattenere lunghe conversazioni scritte con il destino, nel quale riponeva una profonda fiducia e al quale indirizzava tutte le sue preziose liste dei desideri. Ma l’attesa non ha portato a niente di buono, il destino sembra averla abbandonata e per quanto riguarda i desideri… sarebbe stato meglio che alcuni non si fossero mai realizzati.
La voglia di un nuovo inizio e il bisogno di separarsi per un po’ da una madre in piena crisi adolescenziale la porteranno lontana dalla frenesia di Milano, in un piccolo paesino di montagna. Anche se sembra essere approdata nel villaggio delle fate, in principio non si farà ingannare dalla magia della neve. In un susseguirsi di incontri, scontri e nuove esperienze finalmente scoprirà che i problemi sono più facili da superare se si è armati di una buona dose di sorrisi e di alleati.
Ma se una nonna 2.0 e una bambina fin troppo sveglia non basteranno da sole a farle ritrovare la fiducia perduta, potrebbero riuscirci un paio di profondi occhi azzurri, talmente intensi da scaldarle il cuore. Finalmente seduta sull’altalena della vita, Alice prenderà in mano il suo destino, consapevole del fatto che, quando si lascerà andare, due forti braccia saranno pronte ad afferrarla.

La Traiettoria Della Neve

Mrado Slovovic è un picchiatore della mafia slava di Stoccolma, un capobranco gonfio di anabolizzanti che gestisce il giro delle estorsioni con dedizione assoluta. Ma è anche un padre che adora la figlia piccola e cerca disperatamente di stabilire un rapporto con lei. Da quando però il capo è cambiato, Mrado ha dei problemi: la sua posizione nell’organizzazione è sempre più difficile, e da un momento all’altro potrebbe venire scaricato.
Jorge Salinas Barrio è un ragazzo di origini sudamericane, figlio di uno dei quartieri più disastrati della capitale, finito in prigione per spaccio di cocaina dopo essere stato tradito dai suoi datori di lavoro. Ha aspettato a lungo il momento giusto per evadere, pianificando meticolosamente la fuga, e ora è fuori grazie a una spettacolare evasione. Ma non ha mai pensato sul serio a cosa fare una volta libero. È solo, non può nemmeno contattare la sorella, l’unica persona alla quale è affezionato, e ha un disperato bisogno di soldi.
Johan Westlund, per tutti JW, è un giovane studente di economia, sempre vestito alla moda e instancabile frequentatore dei migliori locali di Stoccolma. Quello che però i suoi ricchi compagni di bagordi non sanno è che JW in realtà è uno spiantato ragazzo di campagna, che lavora di notte come tassista abusivo per pagarsi i lussi e far parte del jet set. Ma quanto potrà durare la sua farsa?
Tre criminali dall’inquietante inventiva, disposti a tutto pur di riuscire a fare il salto. È il traffico di cocaina a farli conoscere e a metterli sulla stessa rotta, ma anche a catapultarli nella sfera di interesse di Radovan, il capo della malavita slava, che pochi hanno visto di persona ma che governa i destini della droga a Stoccolma, e di chiunque ne faccia smercio…
Dando vita a tre personaggi indimenticabili, Jens Lapidus racconta come nessun altro prima di lui il mondo criminale di Stoccolma offrendoci, allo stesso tempo, il migliore e più sconcertante spaccato delle nuove mafie nell’Europa delle migrazioni.
(source: Bol.com)

La tragedia greca. Forma, gioco scenico, tecniche drammatiche

A differenza di altri generi letterari (ad esempio l’epos) la tragedia fu in toto una creazione originale dei Greci. Essa maturò e raggiunse la sua perfezione con la produzione di Eschilo, Sofocle, Euripide, i cui drammi modelli insuperati per tutte le successive generazioni di tragici – sono ancora oggi letti, studiati e rappresentati. Nel volume viene ricostruita la fisionomia del gioco scenico in tutti i suoi particolari: dalle strutture materiali del teatro e dai condizionamenti che l’acting area imponeva agli interpreti, alle maschere e ai costumi degli attori, all’articolazione e alle funzioni del coro, all’uso di speciali macchine teatrali, alle convenzioni che regolavano la recitazione, alla dialettica fra spazio visibile e spazi invisibili, alle scansioni temporali dell’azione rappresentata. Ampio rilievo viene dedicato inoltre all’illustrazione delle parti costitutive della tragedia. In tal modo l’autore guida il lettore in un percorso che lo introduce nel laboratorio dei grandi tragici e lo aiuta a comprendere le ragioni che hanno ispirato ai singoli autori l’adozione di determinati moduli formali, consentendo di apprezzarne l’arte anche in una prospettiva di solito trascurata nelle trattazioni non specialistiche sulla tragedia greca. La nuova edizione si presenta arricchita di una bibliografia non solo aggiornata ma anche più ampia rispetto all’edizione precedente.
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La traccia del serpente

Nero Wolfe, il massiccio investigatore amante delle orchidee e della buona tavola, che risolve i casi più intricati senza uscire dal suo appartamento di Manhattan, si trova alle prese con l’omicidio di un giovane immigrato italiano, Carlo Maffei. Alcuni indizi sembrano collegare questo delitto con l’assassinio di un filantropo direttore del college, un uomo con una moglie pazza, un figlio geloso e una figlia bellissima. Ma quando Nero riceve il pericoloso dono di un velenosissimo serpente, sa che per l’assassino le ore sono contate.

La torre nera

Una scrivania con la serratura rotta, un diario sparito, una stola indossata come per confessare… Bastano questi dettagli per sospettare che padre Baddeley, vecchio e malandato sia stato ucciso? Anche se l’ispettore Adam Dalgleish ne dubita, la morte colpisce altri ospiti della comunità di Toynton Grange con un tempismo perfetto. Troppo perfetto per essere naturale. Ma qual è il movente? Chi è il colpevole? Un invalido sulla sedia a rotelle? Un medico con un passato da cancellare? Un’infermiera troppo energica? Quando Dalgleish trova le risposte giuste, è forse troppo tardi. Ha di fronte a sè un diabolico assassino. E lo deve affrontare a tutti i costi. Un intreccio sottile e perverso, una storia ad altissima tensione.

La torre di tenebra

Ambientato nella barbara, primitiva e misteriosa città di Qushmarrah, il plot prende le mos­se nel delicato momento sociopolitico che segue la conquista del potere da parte degli Erodiani. I piccoli e calvi guerrieri invasori non avrebbero mai avuto la meglio se qualcuno non aves­se tradito, se il malvagio e potente Narkar, gran sacerdote del crudele dio Gorloch, non fosse morto, e se i mer­cenari nomadi Datar non avessero al­l’ultimo momento deciso di cambiare bandiera. Anche se le leggi degli Ero­diani sono più umane di quelle di Gorloch, i patrioti di Qushmarrah si trovano dinnanzi a un dilemma: ac­cettare il nuovo dio misericordioso e il giogo degli invasori o combattere per l’indipendenza anche se ciò signi­ficherà ripristinare gli antichi riti di sangue? Intanto la Strega, moglie del gran sacerdote Narkar, ha saputo pre­servare l’amato dalla morte dello spi­rito infondendo la sua anima nel cor­po di un bambino; il servo del Male potrà tornare a vivere se quel bambi­no sarà ritrovato in tempo e a questo scopo non esita a rapire i piccoli abi­tanti della città alla ricerca di quello giusto, inducendo un tranquillo fale­gname a cercare di scoprire i misteri della torre del tempio per salvare se stesso e la sua famiglia …
Uno sword-and-sorcery di taglio nuo­vo che ricostruisce una società lonta­na nel tempo ma vicina nello spirito, in cui la lotta tra il bene e il male sa colorarsi di sfumature estremamente attuali.

La torre che svaniva

Quarto volume della Saga di Elric di Melniboné. Elric il Negromante è un eroe atipico, molto diverso dai soliti guerrieri barbari, alti, rozzi e possenti; egli è infatti un debole albino, civilizzato, principe di un impero in dissoluzione. La sua forza, che all’inizio gli è data da speciali pozioni magiche, gli verrà in seguito trasmessa dalla sua spada fatata, Tempestosa, che uccide e poi sugge l’anima delle sue vittime. Ma oltre che di forza, Tempestosa è portatrice anche di un destino cupo e funesto. Elric, oppresso e trascinato da un fato superiore, vaga per un mondo popolato di spettri e stregoni maligni, alla ricerca di una vera identità e di uno scopo per la sua vita.